mercoledì 29 marzo 2017

AKIRA TORIYAMA RIVELA IL VERO NOME DI MISTER SATAN! GRAN SCONCERTO TRA I LETTORI E I FAN DELL'ANIME!

Tanti lettori di Dragon Ball si sono sempre chiesti quale fosse il vero nome di Mr. Satan, il demenziale campione di arti marziali della epopea di Goku concepita da Akira Toriyama. Il suo nome originale è Misutā Satan, ma si tratta pur sempre di un nome d'arte, non del suo nome vero. Satan è infatti un lottatore e quindi usa nomi di battaglia come tanti lottatori che animano uno spettacolo, quello della lotta e delle arti marziali, che in Giappone è molto diffuso. Di recente, Akira Toriyama ha rivelato il vero nome di Satan. E la sorpresa dei fan è stata grande poiché, al di là del nome terribile, Satan è un personaggio fondamentalmente comico. In una intervista, Toriyama ha rivelato che il vero nome di Satan è Mark 1! Tutto qui? I lettori sono rimasti impietriti! Satan si chiama soltanto Mark?
 

Non ha un cognome? E' lo stesso Toriyama che spiega: Gli ho dato un nome d'arte che lo collegasse a un bravo lottatore. Il suo vero nome è Mark 1. Dato che nel luogo in cui vive non vengono dati nomi e cognomi, si chiama semplicemente Mark. Mark è, infatti, l'anagramma di akuma, che significa diavolo o demone. Nell'adattamento Usa per evitare le facili implicazioni che avrebbero potuto sorgere sul significato del terribile nome, Satan è stato anche chiamato Ercole! La sua prima apparizione è avvenuta nel 1992 nel capitolo 393 del manga serializzato sulla rivista settimanale della Shūeisha, Weekly Shōnen Jump. Nell'anime è apparso nella puntata 173 della serie Dragon Ball Z. E' chiamato Satan, ma in realtà è una mezza cartuccia rispettO ai potenti guerrieri sayan! Dimitri Temnov.

sabato 25 marzo 2017

NUOVA BUFERA SU RECCHIONI PER IL RAPPORTO CON L'AMICO E COLLEGA RICCARDO TORTI! STUDY IMPERAT!!!

Da quando Roberto Recchioni è stato designato curatore editoriale di Dylan Dog nel settembre 2013 il mondo dylaniato del fumetto non ha trovato più pace. Critiche continue per contenuti, innovazioni e disegni che al fandom storico del personaggio non sono andati giù nonostante lo stesso Recchioni abbia a più riprese precisato che le novità sono state concepite ed imposte da Sclavi. Noi abbiamo sottolineato altri profili di criticità, in particolare costanti riferimenti al socialismo massimalista, all'esoterismo massonico e in alcuni casi al satanismo (si vedano, in particolare, i numeri 341 e 361). Ieri i lettori si sono scagliati di nuovo contro Recchioni. Luogo della battaglia: la pagina ufficiale di Dylan Dog. L'uscita di un numero speciale della collana ha scatenato le ire dei fan che non hanno apprezzato i disegni di Riccardo Torti. La critica: disegni non rispettosi dei tradizionali canoni del realismo bonelliano. Beh, non è che il Dylan abbia nel corso della sua storia editoriale brillato parecchio per realismo bonelliano alla Tex, per intenderci. Tranne alcuni casi rari, come le tavole di Corrado Roi e un paio di altri nomi che adesso ci sfuggono, per il resto il realismo si è visto poco. Il Torti si è risentito, non tanto per le critiche al suo lavoro quanto per l'accusa mossagli: lavora grazie al rapporto amicale con Roberto Recchioni. Poiché siamo garantisti, esprimiamo solidarietà a Riccardo Torti. Ma chi è Riccardo Torti? 
 

Prima di rispondere a questa domanda è necessario chiarire quali sono i poteri di cui dispone Roberto Recchioni come curatore di Dylan. Essi sono: sceglie i disegnatori (o meglio, li propone al vertice della casa editrice); approva o respinge le storie; esegue correzioni ai testi; può modificare le storie e la trama; può scrivere lui stesso nuove storie. Dall'esame di questi poteri si evince che il Recchioni funge da effettivo filtro per chiunque aspiri a lavorare su Dylan Dog. Attaccare o esprimere critiche verso di lui non è certo il viatico migliore per potersi esprimere sull'Indagatore. Un altro elemento da tenere presente riguarda il fatto che Recchioni ha fondato, un paio di anni fa, uno studio di vari fumettisti noto come Uno Studio in Rosso con sede a Roma. Questa qui è la loro pagina Facebook. Riccardo Torti è membro di questo studio. E' raffigurato, in tono caricaturale, nell'header della pagina che vedete qui sopra. Recchioni è il secondo da destra. Torti è il quarto da destra. Il secondo da sinistra è Mauro Uzzeo. Il Recchioni è il vertice di questo studio di fumettisti e vista la sua posizione di vertice di Dylan Dog ben si comprende che egli scelga i disegnatori prima tra coloro che sono a più stretto contatto con lui dal punto di vista lavorativo. E' ovvio altresì che tra essi nascano rapporti amicali. L'accusa che viene loro rivolta è il fatto di far prevalere il rapporto amicale sulle competenze professionali.

L'accusa che viene rivolta a Recchioni è quella di far lavorare gli amici e le persone a stretto contatto con lui. Lo Studio in Rosso ha un'altra peculiarità: i suoi membri, Recchioni compreso, non sono alle dipendenze esclusive della Bonelli. Lavorano per più editori che, in teoria, sarebbero tra loro concorrenti. Questi editori sono: Bonelli, Editoriale Cosmo, Bao, Star Comics. In un pezzo apparso sul blog Gli Audaci del 15 aprile del 2015 è riportato: Mauro Uzzeo, Roberto Recchioni, Roberto Cirincione, Michele Monteleone, Giovanni Masi, Giulio Antonio Gualtieri, Riccardo Torti e Federico Rossi Edrighi. I nomi di questi otto autori sono accomunati dallo studio che condividono in quel di Roma, Uno studio in Rosso. E non solo. Sono i responsabili di molte delle novità in cantiere del fumetto italiano dei prossimi mesi. Qual è il peso di questo collettivo di fumettisti nel mercato italiano? Di recente, abbiamo notato che Ratigher, che qualche mese fa ha disegnato una storia di Dylan Dog (il 351), è il nuovo artista di punta della Coconino al posto del noto Igort. Ratigher lavora a stretto contatto con il Recchioni. Sempre di recente, abbiamo appreso che Giulio Antonio Gualtieri, altro membro dello Studio in Rosso, è stato nominato e-i-c della Cosmo, termine che indica la carica di redattore-capo presso gli editori americani e che da qualche anno viene usato anche da alcuni editori italiani per la stessa figura.

Ma pochi mesi fa lo abbiamo visto parte del progetto di una raccolta di volumi della Star Comics. Qui. Il proprietario della Cosmo è Francesco Meo, ex-antico collaboratore di Marco Lupoi (il direttore publisher di Panini Comics) ed ex-redattore di GP. Gli altri membri dello Studio collaborano anche con NPE, Kappa Edizioni, GP ed altri (fonte). La discussione, in cui Torti ha risposto a suo modo ai critici, si trova qui. La domanda che noi ci poniamo è questa: perché puntare su uno stile lontano dal canone bonelliano? Il realismo è da sempre il tratto della casa editrice milanese. I lettori di Tex, ad esempio, mal digerirebbero certi stili. Un'altra domanda che ci poniamo: perché Corrado Roi, artista di valore assoluto, non è stato designato quale artista di punta di Dylan Dog nella gestione Recchioni? Sembra che alla Bonelli stiano cercando di imporre ai lettori un taglio artistico lontano dai loro gusti e abitudini. Finora le cose non sono andate bene. Recchioni è stato chiamato per fermare la fuga di lettori dalla collana, ma nei suoi tre anni di gestione la collana ha perso 30.000 lettori, scendendo da 120.000 a 90.000 copie. In verità, il calo ha riguardato anche le altre serie Bonelli, ma nel caso di Dylan Dog è stato significativo. I vertici Bonelli cambieranno strategia e apriranno le porte ad un nuovo curatore al posto di Recchioni? Certo è che prima o poi si dovrà fare qualcosa per fermare il calo. Al Plano.

venerdì 24 marzo 2017

E' IN ARRIVO IL FILM CINEMATOGRAFICO DI MAZINGER Z PER FESTEGGIARE IL SUO 45ESIMO ANNIVERSARIO!!!

Mazinger Z, in Italia conosciuto come Mazinga Z, è stato il papà di tutti i robottoni giapponesi, il capostipite di un genere leggendario che ancora oggi spopola grazie a Go Nagai, il più grande autore di fumetti tutti i tempi. Mazinger Z è apparso per la prima volta il 2 ottobre 1972 sulla rivista Weekly Shōnen Jump della Shūeisha per concludersi il 13 agosto 1973. L'opera completa è stata poi raccolta in 5 tankōbon. Di questa prima serie esistono ben due versioni. La prima scritta e disegnata da Go Nagai in persona e la seconda, meglio curata nel disegno, realizzata da un altro maestro, Gosaku Ota. La collana originale arrivò in Italia nel 1979 grazie alla Fabbri Editori, in un periodo in cui il fumetto giapponese nella penisola era una entità sconosciuta. Le tavole furono colorate per l'occasione ed alcune censurate senza motivi apparenti. Nel volume, che era un brossurato di 160 pagine di formato 22x29, apparvero alcuni episodi della versione del manga realizzata da Ota. Il volume si intitolava, Io Il Grande Mazinger. Si dovette aspettare quindi il marzo 1992 quando la Granata Press presentò finalmente la serie completa, sempre della versione di Ota, in originale bianco e nero e senza censura nella collana Manga Classic, seguita dopo da quella del Grande Mazinger. In anni successivi il fumetto è stato ristampato prima dalla Dynit e poi dalla Jpop, che nella recente collana Go Nagai Collection, ha presentato tutta le serie legate alla mitica ideazione di Nagai. Nel 2017 Mazinger compie 45 anni e per l'occasione è stato diffuso il trailer di una versione cinematografica, un evento epocale.
 

Come potete vedere dalle immagini, si nota appena la testa del mitico robot in versione realista. Non stiamo parlando di un film animazione, cioè di un cartone animato. Ma di un film vero e proprio. E siamo certi che i fan nagaiani di tutto il mondo andranno in delirio assoluto. La regia della pellicola sarà affidata a Junji Shimizu mentre la sceneggiatura sarà di Takahiro Ozawa. Takayuki Yanase (Ghost in the Shell Arise, Mobile Suit Gundam 00) sta lavorando sul mecha design e Hiroya Iijima (Afro Samurai) si occuperà invece del chara design. Durante l'evento c'è stato anche un video messaggio di Go Nagai, il quale ha annunciato che il film avrà una prima mondiale di fuori del Giappone, prima della premiere giapponese. L'anime di Mazinger Z venne trasmesso dalla emittente Fuji Tv dal 3 dicembre 1972 al 1° settembre 1974. In Italia il cartoon arrivò nel 1980 e furono trasmessi solo 56 delle originali 92 puntate. Un'orda di comunisti farabutti fece pressioni sulla Rai per far cessare la trasmissione, compiendo uno degli atti più abietti della storia della censura italiana. Per fortuna in anni successivi, sono state doppiate anche gli episodi mancanti, per cui oggi può essere ammirato in tutta la sua completezza nei dvd curato della Dynit, che ha diffuso le versioni complete del Grande Mazinger e di Goldrake. Mazinga Z è un robot gigante che per muoversi necessita di essere guidato da un essere umano dotato di grandi capacità. Il pilota è collocato nella testa, cui vi arriva grazie ad un aliante slittante che vi si inserisce costituendo il vero e proprio cervello dell'automa.
 
Nel 1962 Juzo Kabuto insieme ad altri scienziati di diverse nazioni, tra cui il noto tedesco nazionalista dottor Hell, partecipò ad uno spedizione nell'isola greca di Bardos (denominata Rodi nel doppiaggio italiano originale). Qui il team scoprì i resti dell'esercito di mostri meccanici della civiltà di Micene. La leggenda (vera) narra che sull'isola fossero presenti automi in grado di sconfiggere tutti coloro che cercavano di invaderla. Ben presto Hell rivelò le sue intenzioni e uccise tutti gli altri scienziati, ad eccezione di Kabuto, che riuscì a fuggire portando con se i segreti di quella grande tecnologia, che i micenei avevano appreso da una civiltà aliena, quella dell'imperatore della stella Vega (i nemici di Goldrake e del principe Actarus!). Kabuto riuscì quindi a costruire grazie a quelle conoscenze un prodigioso robot che lasciò in eredità a nipote Koji. Il suo compito sarà quello di ostacolare il dottor Hell, che ambisce a dominare il mondo dopo che i suoi ex-capi del governo della Germania durante la seconda guerra mondiale non erano riusciti a centrare. La forza superiore di Mazinga non è però data solo dalla tecnologia extraterrestre che è servita per realizzarlo, ma dalla superlega zeta scoperta da Juzo Kabuto. Questa è basata su di un nuovo elemento, il Japanium, scoperto da Kabuto in uno strato roccioso risalente all'epoca glaciale  nella zona vulcanica del monte Fuji. Senza di essa, infatti, il Maziger Z non sarebbe stato diverso dai mostri meccanici che Hell gli avrebbe scatenato contro nel tentativo di distruggerlo e impadronirsi quindi del Giappone e del mondo intero.

La sede di Mazinger Z sarà il centro di ricerche fotoatomiche diretto dal professor Yumi, allievo ed amico del prof. Kabuto. A sostenere Mazinger Z guidato da Koji ci sarà Afrodite A, robot con fattezze femminili costruito da Yumi e guidato dalla sua figlia Sayaka. Nella 92esima puntata le forze terrestri riusciranno a sconfiggere Hell, ma ci sarà poco tempo per gioire. Alcuni membri della antica civilità di Micene sono riusciti a sopravvivere nel corso dei millenni sfruttando la portentosa tecnologia che avevano appreso dagli alieni di Vega, ossia impiantare i loro cervelli e quindi le loro coscienze in giganteschi robot meccanici, che ora sono guidati dal generale Nero, un antico capo guerriero delle forze micenee. Ognuno di questi robot è caratterizzato da una grande testa posta all'altezza dell'addome che richiama le sembianze che avevano in origine quando erano semplici esseri umani. Sconcertato dalla sconfitta di Hell, il generale Nero ordina un poderoso attacco della sua armata di mostri meccanici originali di Micene. Mazinger Z è quasi sul punto di soccombere quando in suo aiuto arriva un nuovo robot molto somigliante a Mazinger, ma più grande e potente, il Great Mazinger pilotato da Tetsuja Tsurugi, il figlio adottivo di Kenzo Kabuto, figlio di Juzo e padre di Koji. Il generale Nero è sconfitto, ma le sue forze sono ancora integre. Le sue guerre contro i robot della famiglia Kabuto saranno al centro di un'altra serie leggendaria, quella di Great Mazinger che sarà di 56 episodi. Le vicende del popolo alieno guidato da Vega saranno al centro dell'anime di Goldrake.

I vegani cercheranno di conquistare la Terra dopo che i micenei avevano fallito e questa volta sfoderando la loro tecnologia originale, decisamente superiore a quella ibrida sviluppata e fornita per l'occasione ai micenei. I loro robot meccanici, infatti, erano stati sviluppati come forza lavoro anziché come automi di guerra. I vegani avevano un loro avamposto sulla Luna diretto dal generale Hydargos. Dal nostro satellite, infatti, gli alieni avevano osservato le vicende terresti e dopo la sconfitta dei micenei avevano preso la decisione di intervenire. Ad affrontare i mostri di Vega non saranno Mazinger Z e il Great Mazinger, non in grado di vincere la guerra, ma Goldrake, un robot guidato da un Duke Fleed, un principe della stella Fleed, un pianeta occupato e devastato dalle forze di Vega ansioso di impadronirsi della loro tecnologia. Duke Fleed riuscì a fuggire con il robot e a giungere sulla Terra. Qui viene raccolto e adottato dal dottor Procton, che concepirà una base dalla quale Goldrake si lancerà per attaccare le forze d'invasione di Vega. Ad assistere Duke, che Procton chiamerà Actarus, ci sarà Koji, che in questa occasione non guiderà Maziger Z ma un velivolo avanzato denominato Goldrake 2. L'anime di Goldrake, di cui sarà realizzato un manga così come per Great Mazinger, durerà 75 episodi al termine di quali le forze di Vega saranno sconfitte, ponendo fine alla loro influenza sulla Terra che durava da millenni. Actarus tornerà sul suo pianeta e la Terra vivrà un periodo di pace. I manga di Great Mazinger e Goldrake sono stati ristampati dalla Jpop. Kristoffer Barmen.

giovedì 23 marzo 2017

EDIZIONI IF ANNUNCIA LA RISTAMPA INTEGRALE E CRONOLOGICA DI KINOWA! IL VENDICATORE SCOTENNATORE!

Edizioni If ha annunciato per giugno la ristampa di Kinowa in albi di 96 pagine e formato bonellide. In un contesto in cui i fumetti attuali, a cominciare da Tex a Dylan Dog a Diabolik, non brillano per qualità, perdendo lettori di continuo e proponendo riferimenti, più o meno vistosi, a contenuti politici di sinistra, non resta che rivolgersi ai classici per leggere buoni fumetti. Kinowa è stato creato da Andrea Lavezzolo nel maggio 1950 in un momento in cui la destra aveva un dominio consolidato nel campo dei fumetti. Lo stesso Tex Willer, uscito un anno e mezzo prima per Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galeppini, rifletteva atmosfere e contesti tipici come quelli di Furio Almirante, così chiamato in onore della nota famiglia di attori Almirante, di cui faceva parte il mitico Giorgio, fondatore e segretario del Movimento Sociale Italiano. L'editore di Kinowa era la Mediolanum, una sorta di emulo della più nota Mondadori. Ai disegni troviamo il trio della mitica EsseGesse, qui ai loro primi lavori. I contenuti di Kinowa erano duri e non indicati per un pubblico di ragazzi. Il protagonista era uno scotennatore professionista che usava la maschera di un demone. Le atmosfere della serie sono quelle tipiche dei western americani, ma il protagonista, Sam Boyle, è un vendicatore feroce e sanguinario. Dopo che la sua famiglia è stata attaccata da diabolici indiani, giura vendetta e occuperà il resto della sua vita nel perseguire, uccidere e scotennare gli assassini selvaggi che avevano procurato la morte della moglie e del figlio. I mollicci EsseGesse restarono su Kinowa fino al 1953. In seguito la serie venne disegnata da Pietro Gamba, che negli anni successivi vedremo anche sul Monello e l'Intrepido. Kinowa cessò le pubblicazioni nel 1961, ma nel corso degli anni è stato ristampato molte volte. Il desiderio della buona lettura aumenta quando quelle attuali sono misere come qualità generale.
 

Il successo di Kinowa fu immediato tanto da essere pubblicato in molti Paesi, tra cui la Svezia del nostro amico Gunnar Andersen! Kinowa aveva un insolito formato quadrato nella prima fase e poi passò al più economico formato striscia con cadenza settimanale. Il fumetto è stato ristampato diverse volte negli anni e nel 2000 uscirono quattro storie inedite scritte da Ermes Senzò e disegnate da Yldirim Örer. Kinowa non è molto conosciuto dalle attuali generazioni, a cui sono stati imposti fumetti con reiterati contenuti critici verso il mondo del capitalismo in quell'ossessivo attacco, a volte compulsivo e ridicolo, che la sinistra cerca di attuare ancora oggi nonostante la crisi delle vendite e il chiaro segnale che i giovani, tutti o quasi di destra, chiedono fumetti con temi diversi. Colpisce pertanto la decisione di Gianni Bono, vertice della If di riproporre una serie come Kinowa. Sulla pagina Facebook sono comparsi i bozzetti delle copertine, che saranno affidate a Michele Benevento (visto sulla sfortunata serie Lukas della Bonelli. Sfortunata perché non è proseguita dopo la prima maxiserie di ben 24 numeri programmati). L'albo sarà in bianco e nero e dai primi commenti sulla pagina della If l'accoglimento sembra assai buono. Come detto il formato sarà bonelliano, cioè 16x21. Ma perché pubblicare Kinowa oggi? E' la stessa If che in un commento chiarisce dopo la risposta ad un lettore attempato che si lagnava perché possedeva già la ristampa della Dardo degli anni novanta: le generazioni nate attorno agli anni Novanta (e che non hanno letto il nostro Blek) hanno più o meno una trentina d'anni. Chissà che a qualcuno di loro non possa piacere Kinowa. La ristampa sarà cronologica e comprenderà le storie inedite prodotte all'estero, come quelle turche. Un Tutto Kinowa che desterà grande interesse, molto di più di Tex Classic, che già si può considerare un flop! Al Plano.

mercoledì 22 marzo 2017

L'ATTACCO DEI GIGANTI: ECCO IL NUOVO TRAILER CON SCENE INCREDIBILI! SPOPOLA LA SERIE DI ISAYAMA!!!

Sale l'attesa per la nuova stagione dell'anime de L'Attacco dei Giganti, il capolavoro di Hajime Isayama. Da poche ore è stato diffuso un nuovo trailer. L'anime partirà il 1 aprile e i fan non vedono l'ora di guardare gli episodi di questa nuova stagione. Anche la serie manga va molto bene. I record di vendite di One Piece di Eiichiro Oda non sono poi così tanto lontani. L'Attacco dei Giganti sfiora una media di quasi 2 milioni di copie a volume. In Italia le licenze di pubblicazione sono appannaggio della Panini Comics con l'etichetta Planet Manga. In Giappone la serie è pubblicata dalla Kōdansha sulla rivista Bessatsu Shōnen Magazine.
 

La serializzazione è partita il 21 settembre 2009. Come è tradizione del mercato nipponico, le avventure de L'Attacco dei Giganti sono raccolte in tankobon, di cui finora sono usciti 21 numeri. In Italia le storie appaiono sulla collana della Panini Comics, Generation Manga e finora sono stati pubblicati ben 20 numeri. L'edizione italiana riflette il formato dei volumi originali. La periodicità è bimestrale. La prima stagione dell'anime è disponibile in lingua italiana in streaming su VVVVID e in Blu-ray e DVD distribuiti da Dynit. La sigla di questa seconda stagione è curata ancora una volta dai Linked Orizon. Dimitri Temnov.

martedì 21 marzo 2017

TEKKAMAN, POLYMAR, KEN DI GATCHMAN E KYASHAN PROTAGONISTI DELLA VERSIONE ANIME DI INFINI-T FORCE!

Il canale televisivo della Tatsunoko Production ha diffuso poche ore fa il trailer di un nuovo anime che si vedrà ad ottobre 2017 per festeggiare il 55esimo anno della celebre casa di produzione Tatsunoko, fondata dal mitico Tatsuo Yoshida nel 1962. La serie vedrà come protagonisti i quattro eroi più famosi creati dalla celebre casa: Tekkaman, Kyashan, Polymar, Ken di Gatchman e Space Knight. I fan italiani conoscono bene questi personaggi leggendari per essere stati negli anni settanta-ottanta protagonisti di anime di grande successo. Il progetto è legato alla collana manga conosciuta come Infini-T Force edito dalla Skogakukan su testi di Ukyō Kodachi. La trama del fumetto ha come protagonista una ragazza di nome Emi, che ha una matita in grado di esaudire ogni desiderio. Rimasta coinvolta nella rapina ad un negozio, la ragazza temendo per la sua vita evoca un eroe che possa salvare il mondo e in risposta appaiono gli eroi di cui sopra capaci di cambiare il futuro del mondo. I disegni sono stati realizzati da Tatsuma Ejiri e da altri membri dello staff Tatsunoko. La serie è finora inedita in Italia.

 
Un fatto piuttosto insolito visto il calibro dei personaggi protagonisti della serie. Ed è strano che né la Panini con l'etichetta Planeta Manga né la Star Comics né JPop si siano fatte aventi per opzionare i diritti della testata. Il manga, iniziato nel dicembre 2015 sulla rivista mensile Monthly Hero's Magazine, è di genere seinen ed è quindi diretto ad un pubblico maturo. Come detto, Ukyō Kodachi sta scrivendo le storie, mentre Tatsuma Ejiri sta realizzando i disegni. Ad ottobre 2016 è uscito il secondo volume, mentre il terzo uscirà il 5 aprile 2017. Per quanto riguarda l'anime, Kiyotaka Suzuki si occuperà della regia mentre Toshiya Ono supervisionerà i testi. Keiichi Satou realizzerà il concept dei vari personaggi basandosi su quelli originali. A maggio 2017 arriverà il live action di Polymar per la regia di Koichi Sakamoto e con i testi di Shinsuke Ōnishi. Ad interpretare Polymar è stato chiamato il bravo Junpei Mizobata. Il regista Sakamoto è una grande fan del famoso attore marzialista Jackie Chan e nella pellicola non mancheranno combattimenti e acrobazie come il Polymar del celebre cartoon. Al Plano.

lunedì 20 marzo 2017

2016: I NUMERI GIGANTESCHI DEL MERCATO DEL FUMETTO GIAPPONESE! ONE PIECE DOMINA LE CLASSIFICHE!!!

Mentre i mercati europei e nord-americano sono in affanno (usiamo un termine gentile in luogo di quello, più realistico, di sull'orlo dell'abisso), in Giappone le cose vanno meglio. Dopo quindici annate di lievi cali, il trend ha fatto registrare un cambio di passo con un incremento dello 0,4% passando dai 443,7 miliardi di yen del 2015 ai 445,4 miliardi di yen del 2016. I volumi monografici, in cui sono raccolti gli episodi delle collane in uscita sulle riviste, hanno garantito incassi pari a 194,7 miliardi di yen (-7,4% rispetto al 2015). Le riviste invece si sono fermate a 101,6 miliardi di yen (-12,9% rispetto al 2015). Il sito Anime News Network riferisce che il dato attuale del mercato è uguale alla metà di quello del 1995 quando i vari editori si spartivano una torta, che sfiorava i circa 900 miliardi di yen. Va meglio il digitale, le cui vendite hanno totalizzato nel 2016 ben 146 miliardi di yen (+27,1% rispetto al 2015!). La fonte nipponica chiarisce che questo dato non contiene quello delle altre piattaforme che offrono contenuti ulteriori rispetto al genere manga, né i ricavi della pubblicità. Evidente lo stacco nelle abitudini dei lettori dell'impero giapponese, che lasciano la carta per gli schermi dei tablet. Il fatturato totale del mercato dei manga in Giappone segna, quindi, incassi pari a 1661 miliardi di yen, di cui 1471 miliardi di yen di pubblicazioni cartacee e 191 miliardi di yen del digitale. In totale, rispetto al 2015, si registra un calo dello 0,6%. Ma quali sono stati i fumetti più venduti nel 2016? Abbiamo preso in considerazione il settore tankobon e i numeri restano davvero impressionanti.
 

Il campione dei campioni è ovviamente One Piece del grande maestro Eiichiro Oda. Il volume n. 80 è stato il fumetto più venduto con 2.981.484 copie! Seguono i numeri 81-84 con una media di due milioni e mezzo di copie! Un incasso favoloso per la Shueisha! Dal quinto al settimo posto troviamo i numeri de L'Attacco dei Giganti della Kōdansha con una media di oltre un milione e mezzo di copie. Nei primi dieci posti troviamo anche il classico Hunter x Hunter e Assassination Classroom, che superano il milione di copie a numero di media (fonte). Se sommiamo i dodici numeri della serie più venduta nel corso dell'anno, cioè quelli di One Piece, notiamo che il capolavoro di Oda ha garantito alla Shueisha vendite pari a 12.314.326 copie! L'Attacco dei Titani si è fermato invece a 6.544.081 copie. Un grande risultato anche per My Hero Academia che ha totalizzato 5.114.916 copie e Tokyo Ghoul con 4.278.599 copie. Numeri enormi dovuti a due fattori: la passione per la lettura che alimenta il pubblico giapponese e la fede negli ideali della destra, che da sempre catalizza la cultura dell'impero del Sol Levante. In Giappone vanno avanti solo i meritevoli e non i raccomandati, come avviene in Europa e in Italia. Lavorano solo quelli che hanno talento e non coloro che sono amici degli amici. Non si organizzano fiere per autocompiacere un editore o un autore. Gli autori nipponici non sono dei folli esaltati come quelli europei e non fanno gli stronzi sui social network. E in Europa? Gli editori veicolano ideali di sinistra, ma i lettori (in maggioranza di destra) li hanno mollati. Dimitri Temnov.

domenica 19 marzo 2017

PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA IL LEGGENDARIO MANGA DI JUDO BOY DEL GENIO DI TATSUO YOSHIDA! DA JPOP!

Ti ucciderò con tutti i mezzi, quell'uomo voglio fare a pezzi, ragazzo tu non mi seguire, rispetta questo mio dolore! Sono le parole del testo della sigla italiana di un anime che nei primi anni ottanta ottenne un successo travolgente: Judo Boy! Il protagonista era Sanshiro Kurenai, un giovane esperto di arti marziali e di Judo in particolare, suprema arte marziale nipponica, con una missione da compiere, quello di vendicare la morte del padre per mano di un diabolico lottatore di cui nessuno conosce il nome tranne una peculiarità fisica: ha un occhio solo! Nel momento topico di ogni puntata, Sanshiro sfoderava il suo mitico kimono rosso, un keikogi che nella tradizione giapponese costituisce un kimono usato solo negli allenamenti. Per lo judo viene chiamato judogi. Judo Boy è nato come manga dalla fantasia di Tatsuo Yoshida (scomparso prematuramente nel 1977 all'età di 45 anni) nel 1968 sulla nota rivista Shōnen Sunday. L'anno successivo sull'emittente Fuji esordì l'anime trasmesso dall'aprile al settembre 1969. Il cartoon arrivò in Italia nel 1980 e fu trasmesso su varie emittenti locali. Gli episodi realizzati sono stati in tutto 26. A distribuire l'anime in Italia fu la famosa Doro TV Merchandising, una società italiana fondata nel 1979 da Orlando Corradi e Kenichi Tominaga. Aveva la sua sede in via Monte Nero a Guidonia. Oggi è fusa nel gruppo Mondo TV, fondato dallo stesso Corradi nel 1985 con sedi operative in Svizzera, Spagna e Francia, oltre che in Italia. Il gruppo di Corradi si occupa ancor oggi dell'oggetto che ne ha decretato fortuna: importazione e distribuzione di prodotti audiovisivi giapponesi. Per uno strano scherzo del destino, il manga di Judo Boy non è mai arrivato in Italia in tutti questi anni! O almeno fino ad oggi!
 

D'altra parte, negli ultimi 27 anni in Italia sono arrivati proprio tutti. Mancava però la mitica serie di Sanshiro Kurenai, il ragazzo della judo. A colmare questa lacuna ha provveduto la Jpop, divisione manga della Edizioni BD di Milano. L'intera serie di Sanshiro sarà proposta in due volumi di formato 15x21 di 192 pagine cadauno. L'opera si presenta dunque imperdibile, non solo perché potremo leggere le avventure originali del protagonista, ma come sovente accade avremo la possibilità di notare le differenze di contenuto e di stile tra il disegno nel manga e il character design dei personaggi nell'anime. Yoshida è famoso anche per avere fondato nel 1962 ai suoi due fratelli, Kenji e Toyoharu, la casa di produzione Tatsunoko, ancora oggi attiva, che ha realizzato tanti storici anime, molti dei quali giunti nel nostro Paese negli anni 70-80 come la Superauto Mach 5, lo stesso Judo Boy, Ugo il Re del Judo, l'ape Magà, il leggendario Gatchman, Kyashan, Chobin, Godam, Yattaman, Gordian, Muteking, Robotech, Evangelion, Soul Taker e il recente Beyblade del 2013. Jpop ha annunciato anche l'uscita del manga di Superauto Mach 5 e di Kyashan. Stiamo parlando di pezzi della leggenda della cultura giapponese di manga e anime. Le avventure di Sanshiro erano cariche di energia, i personaggi risultavano fortemente caratterizzati. Il tono delle storie era cupo e drammatico, come si conviene in un contesto non certo felice in cui viveva il protagonista. Gli scenari erano suggestivi e non sempre richiamanti le terre giapponesi. In alcuni episodi notiamo riferimenti a background più europei, ma anche americani e africani. Su tutto sormontava il coraggio indomito di Sanshiro e le sue micidiali tecniche di combattimento. Edmund Freisler.