martedì 23 maggio 2017

RECCHIONI: ORFANI? SU COMICUS SE NE PARLA POCO PERCHE' ANCHE GLI UTENTI DEL FORUM SONO DIMINUITI!

Che fine ha fatto Dylan Dog? Recchioni ne parla ormai poco sul suo profilo Facebook pur essendo il curatore della collana per volontà di Sclavi. E lo possiamo capire. Dopo le dichiarazioni di lasciare il mondo del fumetto, anche il suo periodo di curatore della collana si avvicina alla fine. E per fortuna, aggiungiamo noi, se ci è consentito alla luce delle critiche devastanti che da ogni angolo della rete si sono abbattute su di lui. Di recente è stata aperta perfino una petizione pubblica per chiederne la rimozione dalla Bonelli che finora ha raccolto 4123 firme! Recchioni parla invece molto di Orfani e anche questo lo capiamo. Sul suo profilo, in particolare. Su Orfani lavorano i suoi amici dello Studio e gli amici vanno sostenuti se fuori c'è un fuoco di sbarramento che non lascia scampo.
 

Il motivo è semplice. Orfani è la serie con cui doveva conquistare il mondo del fumetto italiano. Dopo tre anni e sei stagioni, Orfani chiude. Le basse vendite (si parla di circa 10.000 copie) hanno dissuaso l'editore ad investire ancora sulla collana. Dal prossimo anno usciranno solo un paio di speciali all'anno. Orfani è il flop più clamoroso di Recchioni. Quello che non ammetterà mai. Dirà che chi lo ha criticato era solo per motivi personali. Per attaccare lui e non il suo lavoro. Tattica vecchia, che oggi lascia il tempo che trova. Orfani ha fatto flop perché non poteva essere diverso. Con la fine del suo periodo su Dylan Dog e la chiusura di Orfani, cosa resterà di Recchioni oltre a qualche progetto per editori minori? Ah, già: c'è 4 Hoods. Ne parla da 3 anni. Finora non si è visto nulla di concreto.
 
Su 4 Hoods lavora il suo amico Riccardo Torti, che è stato al centro della polemica sulla cricca di qualche giorno fa. E oggi chi parla più di Orfani? Nemmeno sul forum di Comicus, dove disse che lui era tutelato (se non ci credete, leggete qui). L'utente cussino Skull lo ha fatto notare! Recchioni si è precipitato subito in loco per dire: Sbaglio o in questo forum scrive sempre meno gente?! Sbagli, Recchioni. Anche se in calo, Comicus resta ancora il principale forum italiano. E' di Orfani che, invece, si parla meno. I fan sanno che fra una manciata di mesi chiude e quindi che senso ha continuare a seguirlo se sul mercato dell'usato i vari numeri si possono reperire ad un costo di 1-1,50 euro a copia? Di recente, Orfani è anche aumentato di prezzo! Ora costa 4,90 euro! Cioè quasi 10.000 lire!
 
La replica di Lamberto Lamarina, alias l'admin Rosencrantz ed ex-collaboratore di Rw Edizioni: Sbaglio o arrivati alla sesta stagione è normale che l'interesse non sia uguale a quello della prima? Recchioni non ci sta e attacca: Se si insinua che "si parla molto meno di un fumetto X su questo forum" non ai può far finta di non vedere che ormai il forum, rispetto ai tempi andati, è molto meno popolato. Capita l'antifona? Non è di Orfani che si parla meno. E' il forum di Comicus che è in crisi e la gente non vi scrive più! Possiamo dire che non ci crediamo? Su Comicus si parla di tanti fumetti. Se di un fumetto se ne parla meno è perché le persone che scrivono sul forum parlano d'altro. La crisi è generale e anche un gigante come Bonelli ne è stato colpito in misura più o meno rilevante. Al Plano.

lunedì 15 maggio 2017

TEX N. 679! LA MEGA-RECENSIONE! SI CONCLUDE LA GRANDE AVVENTURA DI JETHRO! TEX CONTRO I SATANISTI!!!

Dopo il disastroso ritorno di Yama, punto più basso della sua gestione texiana, Boselli si riprende in modo strepitoso con questa storia di Jethro. Una storia che già pulsava di energia nel primo capitolo nel numero precedente e che ora è esplosa in tutta la sua forza nella conclusione di questo mese. Prima di scendere nella sua descrizione, una lieta notizia. Avventura Magazine 2016 è stato dedicato al grandioso Comandante Mark, con la ristampa a colori del numero 1 e del numero 100, due mitiche storie del trio EsseGesse. Avventura Magazine 2017, in uscita tra pochi giorni, sarà dedicato a Gallieno Ferri, che si può considerare a tutti gli effetti il vero creatore di Zagor. Se non ci credete, leggete qui. Nel volume, che sarà accompagnato da un robusto apparato redazionale, appariranno le storie di Zagor e Mister No. Una volta tanto gli editoriali di Graziano Frediani portano buone notizie e non potevamo esimerci dal parlarne in questo spazio. Il secondo pezzo dell'editoriale reca una notizia meno felice. Tex, come altre serie Bonelli, aumenta di 30 centesimi e costerà a partire da questo mese 3,50 euro. La crisi continua a fagocitare il fumetto italiano e questo aumento non migliorerà le vendite. Tex, come le altre serie Bonelli, perde lettori ogni anno. Nel 2015 costava 2,90 euro. Oggi costa 3,50 euro. In due anni è aumentato di 60 centesimi, che fanno 1.200 lire in 24 mesi secondo il vecchio conio. Se questa non è una catastrofe, poco ci manca. Ma di questo parleremo in un'altra occasione. Abbiamo lasciato Jethro, Tex e Glenn all'arrivo nella cittadina di Willingford. Jethro rivuole la sua terra e vendicare chi gli ha massacrato la famiglia. La zona è infestata dai satanisti del Ku Klux Klan, un gruppo di fanatici, che dopo la guerra di Secessione americana ha deciso di ammazzare quanti più negri possibile e ridurre i superstiti agli schiavi che erano prima del conflitto. A guidare il gruppo c'è Landon Stevens, il cui padre è stato ucciso da Jethro anni prima. Il suo braccio destro è Doc Beane, un medico sadico. Stevens è astuto. E sa che in uno scontro alla pari con Tex e i suoi amici avrebbe la peggio, così si finge loro amico e restituisce a Jethro la sua terra, sperando che i suoi amici sloggino.
 

Ma Tex e soci sono furbi. Hanno intuito il piano di Stevens. Appena lasceranno la zona, il loro nemico farà uccidere Jethro. Così decidono di restare per un po' cercando di far uscire Stevens allo scoperto. Lo sconto finale arriva di lì a poco. Una sera Stevens decide di invitare a cena a casa sua Tex, Glenn e Jethro. Tex ha progettato una rivolta dei negri contro di lui. Stevens, avvisato da spie, se ne avvede e prepara la contromossa. Fa sequestrare Mary, futura moglie di Jethro, per usarla come ostaggio. Nella concitazione scoppia l'inferno. Mentre Tex e gli altri sono assediati nella casa di Stevens, arrivano Doc Beane con altri satanisti del Klan. Il pronto intervento dei negri rivoltosi guidati da Jethro mette in fuga Stevens, mentre i klansmen vengono massacrati dagli insorti. Stevens finisce divorato dagli alligatori della palude. Il finale della storia è commovente. Passano gli anni e Jethro racconta la storia a suo figlio. Dopo molto tempo è finito di nuovo nelle mire di uno schifoso uomo d'affari che vorrebbe impadronirsi della sua terra. Non appena Tex e Carson vengono avvisati del pericolo, corrono in suo aiuto e lo risollevano dai guai. Ricordano i bei tempi andati. L'impresa con Stevens è stata anche l'ultima in cui sono stati insieme. Lui, Jethro e Corbett! Che fine ha fatto quest'ultimo? Le ultime pagine della storia sono tutte dedicate a lui! Poco dopo essersi congedati da Jethro alla fine della avventura di Landon Stevens, Glenn manifesta a Tex la sua volontà di incamminarsi verso nuove sfide. Non lo rivedranno più. Corbett morirà solo e povero! Lui uno dei più feroci assalitori degli schiavisti durante la guerra di secessione. Una storia straordinaria concepita da Mauro Boselli. Unica pecca i disegni di Mastantuono. Non ci sono piaciuti. Troppo lontani dai canoni del realismo bonelliano. Buoni sotto il profilo dell'azione e della costruzione della trama ed ottimi poi nella resa delle espressioni, ma deludente come realismo. Boselli si conferma come lo scrittore italiano più bravo. La concorrenza non è poi agguerrita. Ad oggi, Tex Willer è il miglior fumetto realizzato in Italia sotto ogni profilo. Peccato che la Bonelli sprechi ancora risorse su Dylan Dog, serie avviata al declino. Kristoffer Barmen.

domenica 14 maggio 2017

LUPOI: MS. MARVEL UNA DELLE MIGLIORI SERIE IN CIRCOLAZIONE! IL BOTTA E RISPOSTA CON S. PENNACCHIOLI!!

Un recente articolo di Sauro Pennacchioli ha messo in evidenza le difficoltà con cui oggi i lettori si approcciano alle storie della Marvel e che si traducono in una condivisibile decisione di abbandono. Le cause del declino sono due: i ripetuti eventi che azzerano le serie facendole ripartire da 1; i contenuti delle storie ispirati a valori in contrasto con la morale cristiana e vicini alle posizioni della devianza sessuale, musulmani e socialismo. I lettori Usa, che in massima parte sono di destra (o nazionali-repubblicani come si dice in America) hanno opposto un gentile quanto fermo rifiuto abbandonando in massa la lettura degli albi Marvel. La conseguenza è stata il crollo verticale delle vendite, tanto da far dire di recente a David Gabriel che la politica della Marvel cambierà radicalmente.
 

L'elezione del nuovo presidente nazionale-repubblicano Trump ha fatto capire che il lettore americano vuole storie ispirate ai contenuti della destra e rifiuta l'inserimento forzoso di elementi narrativi in contrasto con le loro idee. I rivali della DC Comics si stanno già adeguando alla nuova realtà. La Marvel ancora no o almeno in termini concreti. Finora solo buoni propositi di spazzare via dalle storie personaggi gay e altri deviati sessuali, musulmani, di colore, ecc. e così riportare i personaggi Marvel alla loro antica essenza. Quando solleviamo questi argomenti, ci viene risposto che l'abbinamento è improprio perché i fumetti non fanno politica! Poi scopriamo, andando sui siti e sui profili di addetti e fumettisti che invece si compiacciono dell'inserimento nelle storie di tali elementi.
 

Il pezzo di Pennacchioli si è concentrato soprattutto sulla nuova serie di Ms. Marvel, che nella revisione forzata e inopportuna imposta dalla gestione Alonso, è una musulmana. Autrice delle storie è G. Willow Wilson, una cittadina americana convertitasi all'Islam e che non disegna di farsi vedere in pubblico con il velo. Nelle storie si fa un continuo riferimenti a elementi della cultura islamica, che come tutti sanno, spesso si traduce in una mortificazione della posizione della donna, di cui vengono violati i diritti umani. I cittadini americani che amano la libertà non possono vedere di buon occhio queste forzature, specie se i fumetti sono usati come strumento di propaganda per diffondere simili valori aberranti. Marco Lupoi, direttore pubblisher di Panini, non è rimasto contento.
 

Sostiene che il pezzo sia superficiale e riferisce di una punta di islamofobia che lo ha fatto vomitare! Cos'è l'islamofobia? Nell'elenco delle patologie non esiste alcuna malattia sotto questo nome e tutto sommato ci sembra una sorta di forzatura per imporre alle persone valori non condivisibili. Cosa c'è da pensare: se uno non accetta i musulmani, i deviati sessuali o i neri non sta bene? Dopo avere scritto che il pezzo di Pennacchioli lo ha fatto vomitare, dice: scusa se la tocco piano! E meno male, aggiungiamo noi! Ora Lupoi ha le sue idee, come si evince dal suo profilo e vanno rispettate come le altre. La difesa del Pennacchioli è nel suo post. Espone argomentazioni che ci sentiamo di condividere, specie per quanto riguarda la critica alla nuova Marvel Comics lontana da quella tradizionale.
 
Rispetto per le idee di tutti, anche quelle di Sauro. Non diremmo mai che certe idee fanno vomitare. Al massimo esprimiamo contrarietà. Non certo vomito. Pennacchioli ha detto la sua: Lee e Kirby sono ebrei e nella avversione dei mutanti hanno espresso l'odio e la persecuzione della loro gente durante la guerra. E però la storia va raccontata tutta: nella redazione della Marvel degli anni sessanta era difficile lavorare per chi non era ebreo. Perfino la loro segretaria, Flo Steinberg, era ebrea. Il tutto però si inseriva in un contesto narrativo credibile, affascinante. Di successo. Non certo quello che sta accadendo in Ms. Marvel, che non ha mai brillato nelle vendite. Ecco perché Sauro dice che ogni volta che cerca di riprendere la lettura degli albi della Casa delle Idee smette subito.
 
Nella classifica delle vendite di aprile 2017 il numero 17 di questa Ms. Marvel musulmana è 107esimo con la miseria di 20.881 copie e in odore di cancellazione, così come altre serie magnificate da Alonso e finite nella indifferenza collettiva (stavamo per scrivere nella polvere!). Di recente, in una discussione relativa ad un nostro pezzo, in cui abbiamo parlato della crisi delle vendite e della qualità della Marvel, il Lupoi ha detto di noi ciò che vedete nello screenshot. Ci teniamo a ribadire che siamo padri di famiglia, abbiamo figli e siamo realizzati nel campo professionale. Invece ci chiediamo quante serie Marvel sono fallite in Italia dal 1987 ad oggi a cominciare dalle serie della Labor! L'argomento occuperebbe troppo spazio e magari ci riserviamo di parlarne in un'altra occasione favorevole.
 
Perciò, se Ms. Marvel è una delle migliori serie in circolazione, come dice il Lupoi, perché nella classifica delle vendite di aprile è arrivata al 107esimo posto con la miseria di 20.881 copie? Dove sono le folle immaginate da Alonso che si sarebbero dirette ad abbracciare la nuova Marvel della sua gestione? La verità è un'altra: se nelle storie vengono inserite idee in contrasto con quelle della maggioranza, il risultato non può che essere il flop! Sotto tre diversi editori Lupoi ha gestito le serie Marvel in Italia dal 1986 ad oggi. E se fosse venuto il momento di fare un passo indietro? I termini non proprio felici usati sopra fanno capire che qualcosa deve cambiare. La Marvel ha bisogno di energie nuove in Italia. Prima arriva il cambiamento, prima la Marvel Comics potrà essere salvata. Al Plano.

sabato 13 maggio 2017

ESISTONO GRUPPI DI POTERE NEL MONDO DEL FUMETTO ITALIANO? IL BOTTA E RISPOSTA TRA DUE FUMETTISTI!

Il mondo del fumetto italiano è sotto l'influenza di logge massoniche che impongono i loro confratelli agli editori? Illustri fumettisti del passato, come Hugo Pratt e Pier Carpi (quest'ultimo, in particolare, è stato il segretario personale di Licio Gelli, gran maestro della loggia massonica P2, che si può considerare a tutti gli effetti una associazione criminale) sono stati massoni dichiarati. Cos'è la Massoneria? Secondo la legge italiana le associazioni segrete sono vietate. In seguito allo scandalo della P2, alla quale risultarono iscritti noti personaggi (tra cui Berlusconi) venne varata la legge n. 17/1982, cosiddetta legge Anselmi, che stabilisce: si considerano associazioni segrete, come tali vietate dall’art. 18 della Costituzione, quelle che, anche all’interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività atta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, o ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale. Non ci vuole molto per capire le ragioni che spinsero il Parlamento a varare questa legge nel turbolento 1982. La Loggia P2, infatti, secondo le inchieste, ha o avrebbe avuto un ruolo decisivo nella strategia della tensione che ha devastato l'Italia dagli anni sessanta agli anni ottanta con una serie di attentati costati la vita a centinaia di persone. La massoneria è una associazione segreta?
 

In Italia esiste il libero associazionismo. Chiunque può fondare una associazione purché quest'ultima persegua fini non vietati dalla legge e sia connotata da una organizzazione interna di tipo democratico. Il problema nasce quando l'associazione si propone di sovvertire le istituzioni e attraverso vari sistemi, tra cui la violenza, cerca di favorire la nascita di una classe di potere. In questo caso, l'associazione assume le vesti di una vera e propria associazione sovversiva. Lo Stato reagisce. Non può tollerare che al suo interno esista un gruppo che osserva e impone ai suoi membri di osservare o tenere condotte incompatibili con quelle previste dalle leggi. La pericolosità di queste associazioni si nota per il vincolo di solidarietà che viene imposto ai membri. Immaginate ora un politico corrotto, che sia membro di una loggia massonica e immaginate un magistrato, anch'esso membro della loggia massonica. Il secondo non può condannare il primo perché violerebbe le regole che la loggia, che ha favorito la sua carriera, gli ha imposto: mai toccare un confratello! Che cosa fa il giudice: ubbidisce alle regole dello Stato o dell'Anti-Stato? Cosa a che fare tutto questo con il mondo del fumetto? La massoneria domina in questo settore? Gli editori sono massoni e per questo fanno lavorare solo i loro confratelli? Per fare i fumettisti in Italia è necessario essere iscritti a logge massoniche? Se si, chi non è iscritto o non accetta di farne parte o in pubblico assume posizioni in contrasto con loro, non può lavorare perché gli stessi editori sono massoni? Domande inquietanti.
 

Abbiamo toccato l'argomento più volte. Abbiamo sottolineato come in molti fumetti italiani siano inseriti segni, simboli o riferimenti massonici. In molti casi, poiché le logge massoniche vengono associate al satanismo o allo spiritismo, abbiamo anche palesato un collegamento tra i due aspetti. Si ritiene, infatti, che la massoneria sia una setta satanica. Che imponga ai suoi membri, resi destinatari di oscuri segreti, di servire il diavolo. Link. I fumettisti italiani sono iscritti alla massoneria? Ad essi viene imposto di inserire nelle storie e nei disegni riferimenti massonici o satanici? Come vedete sopra, un fumettista su un social ha postato una dichiarazione che ha scatenato un putiferio. Non serve leccare il culo alla cricca romana o bolognese dei fumetti per farli. Cos'è una cricca? Sul sito di Treccani vengono forniti i seguenti significati: gruppo di persone unite allo scopo d'intrigare o di favorirsi a vicenda; associazione a delinquere, banda, camarilla, combriccola, congrega, consorteria, conventicola, cosca, gang, ghenga. Nel fumetto italiano esistono gruppi connotati da tali fini? Secondo il post del fumettista, no. Interviene nei commenti Riccardo Torti, amico e membro dello studio creativo che ha come capo Roberto Recchioni, Lo Studio in Rosso e new entry nel team di disegnatori di Dylan Dog. Il fumettista non aveva fatto nomi, né indicato gruppi noti. Ma poiché il Torti è romano e disegna fumetti, si sarà sentito chiamato in causa. All'autore del post sulle cricche, chiede: lo hai letto su Comix Archive? Riccardo Torti forse si riferisce a questo nostro pezzo.


La risposta del fumettista si può sintetizzare così: non ti ho citato, né menzionato in qualche modo. Quindi, che vuoi? A Roma ci saranno centinaia di persone che disegnano fumetti, ma Torti in qualche modo si è sentito chiamato in causa. Ci sono stati passaggi di carattere privato tra i due che non conosciamo. Torti fa capire che non esistono cricche nel fumetto a Roma. Il fumettista replica così: non devo farlo. ma sono sicuro che all'auricolare qualcuno ti illuminerà. poi Riccardo, che nemmeno ci conosciamo, non serve mettersi sulla difensiva. gli addetti ai lavori lo sanno e non è nemmeno un mistero. sono i cicli della vita. vedo però che il mercato si stringe e bisogna farsi forza. poi non sono nemmeno un concorrente io, mi autoproduco da dieci anni. E io stampo 100 copie. sono innocuo. non mordo. Torti: Difensiva? No, ero solo curioso. Parli di cricca romana di fumettisti a cui devi leccare il culo per lavorare. Ti chiedo delucidazioni e non me le dai. Anzi, mi dici che ho la coda di paglia e qualcuno mi suggerisce le cose nell'auricolare. Insomma non hai coraggio a fare nomi e spiegare le tue affermazioni. Ma la tua viltà spiega tutto comunque. Grazie lo stesso. Il fumettistaahhaha, ripeto, non ti ho mai nominato. Torti, che forse si è sentito punto, non demorde. Vuole sapere se esiste una cricca di fumettisti a Roma. Noi ci domandiamo perché. Il perché di tanta insistenza. Se questa cricca non esiste, perché chiedere con tanta insistenza? Ho chiesto spiegazioni in modo chiaro, senza sarcasmo né stizza. Continuo a non avere risposta. Il fumettista si difende.

 
E infatti replica: Riccardo, ripeto, vuoi leggere che ti scrivo che ne fai parte anche tu? questo vuoi? non lo sai già? tu vuoi provocare e lo fai con finto candore. ma la cricca c'è e il fatto che è la prima volta che commenti un mio post, ne è la riprova. ecco, sei contento? Torti non ci sta e attacca: Porti rancore e spari a raffica. Dici che lavoro perché lecco culi e sono raccomandato. E offendi me, il mio lavoro e quello di molti altri professionisti che per te fanno parte di questa cricca. Ti basterebbe un minimo conoscere bene le persone di cui parli, la loro storia, la quantità di lavoro che fanno/facciamo girare. Ma evidentemente a te fa più comodo pe sarla così. Passo e chiudo. Resta un dato di fatto: il fumettista non aveva citato nessuno, ma Torti si è sentito lo stesso chiamato in causa e ha esordito citando noi di Comix Archive! Il fumettista ironico chiede: Riccardo, ma hai preso da solo l'iniziativa? Torti: No no, è Recchioni che scrive con il mio account. Poi andiamo a parlare coi rettiliani e a giocare con le scie chimiche. Ora cosa c'entrano Recchioni, i rettiliani e le scie chimiche? Il fumettista replica: la solita ironia ma non sono Alex Bottero o Il conte di Montecristo. ps stavolta ti perdono, ma ogni volta che o io o uno dei miei amici nomina l'Innominabile 2, scatta la penalità di un euro. Settiamana scorsa siamo andati a mangiare la pizza. Il fumettista: mi spiace che tu ti sia abituato. non conoscendoti, davvero non ho nulla contro di te, non capisco perchè mi hai scritto. è evidente che ti sei sentito tirato in causa, ma a roma ci sono moltissimi autori di fumetti. Ora, sul...

 
...serio anche perchè litigare per un cazzo di post su fb è infantile e ci sono altri bulli specializzati in questo. perchè mi hai scritto che mai ti sei interessato alle mie cose? Chi sono i bulli specializzati nei litigi su FB? Un mistero che un giorno forse verrà svelato. Una cosa però va detta. Mentre il fumettista non fa nomi e non accusa nessuno di preciso, Torti i nomi li fa eccome. E infatti dice: non prendiamoci in giro. La cricca è cosa che riguarda Recchioni. Con cui sono amico e lavoro da 10 e più anni. Non solo, ci ho anche aperto uno studio insieme. Ora, puoi dirmi che non parli anche di me, dei miei amici e colleghi e dire che ho solo la coda di paglia. Ho difficoltà a crederti, che ci vuoi fare? Ma al di là di questo, iniziare a parlare di raccomandazioni e cricche è svilente per te e per le persone che stai accusando senza fare nomi. Vorremmo chiedere a Torti: cosa significa l'espressione La cricca è cosa che riguarda Recchioni? Il fumettista replica: quindi, non solo Lo Studio In Rosso ha tanto lavoro perchè siete tutti bravi, ma ora, se parlo di cricca romana, avete il monopolio anche di questo? e perciò visto che oggi tu avevi meno da fare degli altri, puff! magicamente hai scritto tu? ma se non fosse così perchè difendersi? difendersi da cosa? da uno che fa fumetti per 100 persone, che perchè oggi si è alzato con il piede sbagliato e non il sinistro, quello giusto? quindi mi stai dicendo che il post di Christian Marra, che non conta un cazzo, è così importante? non sono nè un giornalista nè un investigatore. e ripeto, dato che non mi conosci un cazzo (scusa il...

 
...francesismo) dovresti sapere che non ho mai mandato nessuno a dire le cose al posto mio. questo è uno sfogo di giovedì ora di pranzo. che è rivolto ai miei amici, ai miei colleghi. e se RIPETO, tu che non sei mai intervenuto nemmeno con un like sui miei disegni compari, allora qualcosa di vero c'è. E ora, dato che le mie capacità affabulatorie poi non sono illimitate. se vuoi girare ancora la frittata accomodati. ma tutta questa pippa, questa filippica, sarebbero rimaste eteree se NON FOSSI INTERVENUTO. in tal modo sarebbe stato l'ennesimo post di quel coglione di Marra, che è INVIDIOSO perchè nessuno si caca i suoi fumetti. TAC. rumore di microfono caduto per terra. Torti risponde: A me dispiace che ci siano persone come te convinte a che a Roma ci sia una cricca a cui leccare il culo per lavorare. se quella cricca è un gruppo di amici e colleghi che si conoscono da una vita, allora si esiste e ne faccio parte. Se la cricca è una loggia massonica che decide se lavori o meno allora no. Lavori se sei bravo, non lavori se sei una sega. Il resto sono giustificazioni che ci diamo. Ci sto. Quello che ci sorprende è che il fumettista non aveva citato nessuno. Torti invece si comporta come se il post fosse diretto a lui e a Recchioni. Torti: Perché insisti? Hai detto una cosa (sbagliata e calunniosa), ti ho risposto. Se ne è provato a discutere e non ci si è riusciti. Però se insisti con provocazioni come con questa ennessima risposta e altri status allora stai solo cercando la rissa digitale. Che non mi interessa. Dici di non essere un hater, ma da hater ti stai comportando.

 
Dai, finiscila. Dire che qualcuno lavora perché lecca culi è calunnioso. Poi magari per te invece è una cosa figa e positiva e allora c'è stato un fraintendimento fin dall'inizio. Il fumettista: si, vero, ma ho detto che sei tu a farlo? oppure, ripeto, dato che NON ABBIAMO MAI INTERAGITO, tu sei piombato così dal cielo e ti sei sentito chiamare in causa? guarda che poi il numero sei sono. a parte che posso scrivere quanto voglio, no? anche se non sono un vero sceneggiatore. quale delucidazioni vuoi? vuoi che scriva che esiste una specie di monopolio che parte dallo Studio In Rosso? non è così? poi ammetto che scrivere cricca fa più ascolti. però è anche vero che ti ha punto sul vivo. eppure non dovrebbe, dato che non ho fatto nomi. insomma capita che si scivoli su di una buccia di banana. oggi è capitato a te. io non conto nulla e la tua attenzione mi lusinga pure. Torti: Credo che tu non conosca bene il significato della parola monopolio. Siamo un gruppo di liberi professionisti che lavorano per diversi editori. Come lo fanno tutti gli altri autori che lavorano per quelle case editrici e che noi manco conosciamo. Dallo studio sono uscite e continuano a uscire autoproduzioni. Che se fossimo davvero la cricca di cui parli non avremmo bisogno di fare. Quando realizziamo cose per editori coinvolgiamo sempre persone nuove e giovani. Ma per te siamo cricca. Ancora Torti: Dici che mi sono sentito coinvolto. Sai perché? non per la coda di paglia che ti piace tanto citare, ma perché non sei il primo e noi sarai neanche l'ultimo a tirare fuori questo tipo di accuse.


E il fatto che tu lo faccia senza fare nomi, manco quando ti vengono chiesti è ancora più irritante. E onesta è offensivo per il mio lavoro (e quello delle persone che per te fanno parte di questa cricca) per gli anni che abbiamo passato ad imparare e faticare per diventare dei buoni professionisti. E quando arriva qualcuno e di dice che lavori perché lecchi culi allora scusa ma non va bene. Prenditi le responsabilità di quello che dici. Il fumettista: ma cosa ho scritto di così grave? e soprattutto se non sono il primo e non sarò l'ultimo, sono io che devo farmi delle domande oppure tu che ti senti coinvolto? Poi arriva Raul Cestaro, che fa parte dei disegnatori del team di Tex, che parla: Non mi stancherò mai di dire che questo é un lavoro si, complessivamente democratico,ma non totalmente. Vi sono clamorose eccezioni che anche se poche fanno molto rumore per la loro completa impreparazione. Quelli che lavorano a certi livelli DOVREBBERO essere tutti bravi. Ma non è così. In questo settore, in CERTI casi, la meritocrazia non esiste. Una cosa che è emersa in questa discussione si nota. E che cioè, le parole del fumettista hanno scatenato la reazione veemente di uno dei più stretti collaboratori di Recchioni, che è il fumettista più in vista ed influente di Roma e d'Italia. Recchioni è il curatore di Dylan Dog e che decide chi deve lavorare su Dylan Dog. E da quando Recchioni è diventato curatore di Dylan Dog, molti membri dello Studio in Rosso lavorano in Bonelli e per altri. E questo è un dato di fatto, ma solo perché Recchioni sceglie i migliori, non è vero? Al Plano.

venerdì 12 maggio 2017

PROFESSOR BENJAMIN LOVE! IL SUCCESSO DELLA NUOVA CREATURA HORROR NATA DALLA FANTASIA DI CORBETTA

Da qualche mese nel mondo del fumetto italiano, dilaniato da una crisi senza precedenti e da lotte di potere tra gruppi di fumettisti, si è affacciata una nuova creatura. Il suo nome è The Professor, alias il professore Benjamin Love, un docente di esoterismo presso l'università di Londra negli ultimi due decenni del secolo XIX. Misteri, azioni, ottime trame e testi di grande livello fanno di questa serie un prodotto che si può considerare, senza ombra di dubbio, un oasi in un deserto. Finora sono usciti quattro numero più uno speciale numero 0 presentato alla mostra di Lucca 2016. L'editore è una faccia nuova: Erredi Grafiche con sede a Genova e molto attivo nell'ambito delle riviste di genere. Degli episodi pubblicati, due sono stati realizzati dallo scrittore Martigli e uno dal bonelliano Gianfranco Marzano, che era, prima che iniziasse la scellerata attuale gestione di Dylan Dog, uno degli autori di punta della squadra del curatore Gualdoni. Su Professor abbiamo dedicato interviste a uno degli artisti, Francesco Mobili e un'altra al creatore della serie, Andrea Corbetta. Avremmo voluto intervistare anche Marzano, il cui secondo episodio ci ha colpito in modo particolare. Finora, tuttavia, la storia del numero 4 è quella che si è delineata come la migliore.
 

L'impressione che abbiamo avuto, nel complesso, è quella di una serie che oggi si pone ad un livello superiore delle storie della Bonelli e di Astorina. Il fatto è sorprendente se si considerano le differenze di risorse. Andrea Corbetta ha fatto un ottimo lavoro sotto il profilo organizzativo, radunando un ottimo team di fumettisti, giovani ed esperti. L'accoglimento sulla rete è stato buono e dal momento che le alte sfere del fumetto italiano non ne abbiano parlato ci fa pensare che The Professor sia andato molto bene anche come vendite. E' solo una impressione, ma se il nostro intuito ha colto ancora nel segno, abbiamo motivo di credere che il dato sia sulla stessa linea di altri prodotti più noti (per Bonelli il dato di nuove serie gira intorno alle 12-15.000 copie, mentre per gli altri editori il massimo delle vendite è 6-7.000 copie). Un altro elemento che ci ha fatto pensare in positivo è costituito dai mancati attacchi dei soliti santoni. Questi ultimi si scagliano come dei cani rabbiosi contro potenziali rivali, ma quando il tenore degli avversari è alto cambiano tattica e scelgono quella della indifferenza. Stessa cosa è successa con Omegha di Enzo Troiano per Giochi Uniti. Perciò non vediamo l'ora di leggere i numeri 5 e 6 della prima stagione di Professor! Al Plano.

giovedì 11 maggio 2017

SPACE BATTLESHIP YAMATO 2202: WARRIORS OF LOVE! IL TRAILER DEL SECONDO OAV! DAL 24 GIUGNO 2017!!!

Space Battleship Yamato 2202: Warriors of Love è il seguito ufficiale di Star Blazers 2199 di Leiji Matsumoto! Il progetto si compone di sette OAV, di cui uno è già uscito. Poche ore fa il sito ufficiale della serie ha diffuso il trailer del secondo episodio. Tre anni dopo il ritorno dal pianeta Iscandar, la Terra è rinata grazie al Cosmo DNA. Il trattato di alleanza con gli ex-nemici gamilonesi assicura un futuro di pace e speranza. Ma la minaccia è lì in agguato. Gatlantis è un nemico potente e dispone di navi all'avanguardia che devastano il pianeta. E' di nuovo arrivata la fine? No, perché la Yamato parte ancora per una nuova missione.
 

Stavolta è in gioco molto di più del futuro della Terra. L'episodio uscirà il 24 giugno e la cosa curiosa è che sarà proiettato soltanto in 20 sale scelte ad hoc. Poi partirà la diffusione in streaming. La serie è iniziata come manga con il maestro Matsumoto tra il 1974 e il 1975 per l'editore Akita Shoten per arrivare in Italia solo nel 2001 grazie a Panini Comics/Planet Manga che propose i tre tankobon di cui si componeva la collana nella serie Manga Storie. Yamato è ispirata ad una nave da guerra realmente esistita durante la II guerra mondiale, punta di diamante della Flotta Combinata della Marina da Guerra Giapponese. Al Plano.

mercoledì 10 maggio 2017

DOOMSDAY CLOCK: IL NUOVO MEGA-EVENTO DC! L'UNIVERSO DI WATCHMEN ENTRA NEL DCU! LETTORI IN DELIRIO

La DC ci ricasca. Il disastro della Marvel, che paga gli errori commessi negli ultimi 12 anni, non è servita a farla tornare sulla retta via. Dopo avere imboccato la strada giusta con Rebirth, avrebbe potuto, mercé il crollo devastante delle vendite della Marvel, concentrarsi sul potenziamento dei nuovi concetti introdotti nelle storie. E invece no. Dopo circa un anno di relativa calma e buoni incassi, ecco il primo evento post-Rebirth: Doomsday Clock by Geoff Johns (sempre lui!) e il divo Gary Frank (quello del polpettone di Midnight Nation!). I primi commentatori indicano questo evento come ingresso di Watchmen nel DCU. E' stato precisato che non si tratterà di un crossover, ma di una storia a se stante. Si vedranno molti personaggi DC, ma soprattutto Superman e il Dr. Manhattan. E la domanda che ora tutti si pongono è: la pulizia morale del nuovo DCU resisterà al mondo sporco e corrotto di Watchmen? Si venderanno molte, molte copie!


E su questo non ci sono dubbi. Altrimenti, la DC non avrebbe preso la sua migliore ideazione degli ultimi 30 anni dopo Crisis. Chi sarà il cattivo della saga? Gli occhi sono puntati su Superboy Prime! Chi ha letto Crisi Infinita del 2004 sa di cosa parliamo. Qualche indizio si è visto sulle pagine di Flash e anche in questo caso nulla di cui stupirsi. Tutti gli sconvolgimenti temporali del DCU partono dalle pagine di Flash! La saga Flashpoint, dalle cui ceneri è nato il New 52 iniziò così. Ma soprattutto cosa c'entra Doomsday? La parola porta al grande nemico che nel 1992 uccise l'Uomo d'Acciaio o quasi vi riuscì. Una cosa è sicura: Johns è in questo momento il migliore scrittore di fumetti d'America. Se verrà lasciato lavorare in pace e senza eccessive attese, ne uscirà fuori qualcosa di buono. Poi c'è il lato commerciale. La saga arriverà a novembre e sarà una mini di 4 numeri. E voi pensate che la DC si asterrà dal ristampare Watchmen? Jack Santorum.

martedì 9 maggio 2017

PANTERA NERA: IL REGNO DI TA-NEHISI INIZIA A SGRETOLARSI! CHIUSE LE SERIE SPINOFF DI BLACK PANTHER!

Nelle interviste pubbliche Axel Alonso, e-i-c della Marvel, non ha mai nascosto ammirazione per lo scrittore comunista di colore Ta-Nehesi Coates. Costui era stato nominato scrittore del suo personaggio preferito, Pantera Nera. Alonso ha raccontato che da giovane era, addirittura, convinto che sotto la maschera di T'Challa si nascondesse un ispanico come lui. La critica, sensibile ai temi del socialismo, ha esaltato il suo ciclo su Black Panther, però le vendite non sono mai state all'altezza delle parole spese per magnificare lui, le sue avventure e i temi della diversità e multiculturalismo che hanno devastato il cosmo Marvel. Ma come ogni fenomeno negativo, almeno secondo noi, anche il ciclo di Te-Nehisi su Black Panther è arrivato alla fine. Il segnale: quando iniziano a chiudere le serie spinoff, significa che l'onda sta ripiegando. Ad ammettere il flop lo stesso autore che dichiara che la serie collaterale Black Panther & The Crew chiuderà con il numero 6. La serie vedeva in azione diversi personaggi, tra cui Misty Knight, Luke Cage, Storm e Manifold inseriti nel contesto di storie on the road.
 

Le cattive notizie per Ta-Nehisi non si fermano qui. Il mese scorso ha chiuso i battenti l'altra serie spinoff di Pantera Nera, Black Panther: World Of Wakanda. I sostenitori della nuova Marvel non l'hanno presa bene. Tante parole spese per descrivere un nuovo universo che nelle aspirazioni doveva essere migliore di quello di Stan Lee che naufraga insieme alle velleitarie aspirazioni della lobby ispanica che da qualche anno ha preso potere in casa Marvel. Ora non sappiamo se Alonso è stato sincero quando ha detto che da giovane ignorava che sotto la maschera di T'Challa ci fosse un nero africano. Né se è stato sincero quando ha magnificato le storie dei nuovi personaggi. Forse ci credeva davvero. Ma un navigato autore come lui, che è stato anche responsabile del settore Vertigo della DC, poteva mai credere che i fan avrebbero accettato un Capitan America di colore, una Thor donna, una Ms. Marvel islamica, un Uomo Ragno nero, ecc.? Noi crediamo di no. Non sappiamo cosa farà Alonso, né se procederà con le dimissioni, ma è certo che l'impero di Coates si sta sgretolando. Jack Santorum.