mercoledì 13 dicembre 2017

LA DISNEY ACQUISTA LA FOX! LE SPERANZE DI UN RITORNO DEI FANTASTI QUATTRO E LE ACCUSE DI SATANISMO!

L'impero Disney diventa più grande. Dopo avere acquistato la Marvel Comics nel 2009 (per un prezzo di 4 miliardi di dollari) e la Lucasfilm nel 2012, un nuovo tassello si unisce ai suoi domini: la 20th Century Fox! Lo scopo è quello di assicurarsi il dominio mondiale dell'entertainment per fare film, serie tv, giocattoli, merchandising, ecc., ma soprattutto per diffondere attraverso i suoi prodotti le idee della sua filosofia di ispirazione massonica. Proprio per questo motivo, chi pensa che avendo acquistato la Fox, che deteneva i diritti di sfruttamento cinematografico dei Fantastici Quattro e degli X-Men, adesso la Marvel tramite i suoi Studios disneiani, produrrà film di FQ e X-Men, si sbaglia di grosso. E soprattutto non ci sarà alcun ritorno, a breve termine, dei Fantastici Quattro come serie a fumetti, mentre le serie degli X-Men, a meno di clamorosi cambi di direzione, continueranno ad essere devastati, fumettisticamente, come sta avvenendo in questi ultimi anni. Non è un segreto che con l'arrivo di Brian Michael Bendis come nuovo editor dei mutanti, sia iniziato il periodo peggiore dell'universo degli uomini x ideato dagli ebrei Stan Lee e Jack Kirby nel 1963. Per giustificare la chiusura della serie dei Fantastici Quattro era stata diffusa la voce che la decisione derivava dalla necessità di impedire che una serie a fumetti avrebbe fatto da traino alle produzioni Fox sul grande schermo del Quartetto. Una cazzata. Come poteva una serie che a stento vendeva 30mila copie incidere sul successo di una pellicola, per giunta fatta male (cioè, a cazzo) e con un Johnny Storm diverso?!
 

Il vero motivo dietro la chiusura dei Fantastici Quattro non era certo un comico tentativo di avversare gli assurdi film Fox. Dietro la chiusura vi era l'obiettivo di cancellare una collana storica che basava il suo successo sul fatto che i protagonisti erano una famiglia vera. Reed e Sue erano sposati e avevano avuto dei figli! Una famiglia basata sul matrimonio! E poiché ora i padroni della Casa delle Idee erano i manager della Disney, ciò non poteva durare. In base alla loro ideologia massonica, che avversa il concetto di famiglia (perché mezzo benedetto da Dio ai fini della creazione basata sull'amore e non sull'egoismo), la serie dei F4 aveva i giorni contati. Con il numero 645 dell'aprile 2015 la collana chiudeva dopo essere stata ininterrottamente pubblicata per 56 anni. A sostegno della nostra tesi v'è da osservare che la Marvel non ha mai chiuso le serie mutanti (benché la Fox detenesse i diritti dei film degli stessi). Se davvero dovevano boicottare la Fox avrebbero dovuto chiudere anche tutte le serie mutanti. E così non è stato. Gli X-Men sono un gruppo, ma non una famiglia. Con l'arrivo di Bendis è iniziato il processo di disgregazione dei mutanti, fino al suo climax con la rivelazione che Bobby Drake, alias l'Uomo Ghiaccio degli X-Men originali, è sempre stato gay! Il panorama non cambierà con l'acquisto della Fox da parte della Disney per la somma di 70 miliardi di dollari. I diritti cinematografici degli FQ non sarebbero della Fox, bensì di una piccola casa tedesca chiamata Costantin a cui lo stesso Stan Lee li avrebbe ceduti nel 1986 (che li deterrebbe tuttora dopo un trentennio).
 
La Fox ha prodotto le sue pellicole degli F4 grazie ad un accordo con la Fox. La Disney adesso dovrà comprare questi diritti alla Constantin, che non vede l'ora di incassare i dollari americani. E la Disney che farà? Forse nulla. Non ha molto interesse a produrre film dove i protagonisti sono uniti in matrimonio e fanno figli con la benedizione di Dio. Negli ultimi giorni si sono verificati fatti nuovi. Alonso, che aveva continuato la gestione di sinistra di Quesada, è stato licenziato dalla Marvel. Al suo posto è arrivato C.B. Cebulski come nuovo e-i-c e sembra più interessato a stringere i rapporti con le ricche case di fumetti del Giappone più che a sviluppare il MU sulle idee di Lee e Kirby (un sionismo di destra come quello che si è scoperto dietro il presidente Trump, scatenando le ire di Jack Santorum, commander-in-chief di Comix Archive Usa). Riguardo i legami tra Disney e con la Massoneria, è noto che Walt Disney era massone. La simbologia massonica presente in tutte le produzioni Disney dalle origini ad oggi viene giustificata con riferimenti ad una lotta contro il male! In realtà, gli accenni al satanismo, di cui è impregnata la filosofia delle organizzazioni massoniche, sono molto frequenti. Agli inizi del 2000 la Disney venne coinvolta in un processo per satanismo, diffusioni di immagini pornografiche e istigazione all'uso della cocaina attraverso le immagini subliminali presenti nei suoi film e fumetti. Per evitare una sicura condanna, i vertici della Disney dovettero sborsare la cifra di 70 milioni di dollari in risarcimenti vari. Per saperne di più vi rimandiamo a questo sito. Ma anche questo. Walt Disney venne accusato anche di antisemitismo e di essere vicino alle organizzazioni naziste americane (fonte: Wikipedia). Dimitri Temnov.

martedì 28 novembre 2017

CONTINUA LA CRISI DI DYLAN DOG: PER I NOSTRI GRANDI ELETTORI E' PASQUALE RUJU IL CURATORE IDEALE!!!

Poiché il contratto di Roberto Recchioni come curatore di Dylan Dog si avvicina alla scadenza (da dichiarazioni pubbliche dello stesso fumettista romano, si è appreso che il contratto che gli è stato sottoposto, implicava una disponibilità di 5 anni decorrenti dal 2013), ci è parso giusto chiedere ai nostri Grandi Elettori chi, secondo loro, potrebbe prendere il suo posto (non crediamo, infatti, alla luce degli scarsi risultati, che la Bonelli intenda confermare questa gestione). Sulla base di dati ufficiosi diffusi in rete, si è appreso infatti che al momento la serie inedita di Dylan Dog dovrebbe vendere 78.000 copie (mentre quando Recchioni è arrivato alla direzione della collana nel 2013 le vendite erano di 120.000 copie) con un saldo passivo, quindi, di 42.000 lettori perduti in quattro anni. Peggio della passata gestione di Giovanni Gualdoni, che tra il 2010 e il 2013 fu costellata da un calo da 160.000 a 120.000 copie (con un saldo passivo di 40.000 lettori persi in circa tre anni e mezzo). Oltre al grave incremento di contenuti politici di sinistra o socialisti, anticlericali, contro il concetto di famiglia naturale fondata sul matrimonio, con un uso abbondante di riferimenti satanici e massonici in alcuni casi, hanno pesato gli errori di comunicazione sui social network. Frequenti litigi pubblici con i lettori sui gruppi Facebook, nonché le prese di posizioni polemiche contro altri autori della Bonelli (celebre fu lo scazzo tra lui e Gianfranco Manfredi) non hanno aiutato una collana che era da anni in caduta libera. Un calo che continua tuttora e visto che la Bonelli si regge su Dylan Dog e su Tex (altra serie in calo nelle vendite per espressa dichiarazione del suo curatore) e con utili netti calati del 79% in due anni, cambiare è indispensabile.
 

Abbiamo proposto un sondaggio sulla nostra pagina Facebook tra i due scrittori migliori del panorama italiano: Mauro Boselli e Pasquale Ruju. I nostri Grandi Elettori hanno decretato la vittoria di Ruju con un vigoroso 70% contro il 30% di Boselli. Avranno pesato le 50 storie di Dylan Dog scritte dal primo, mentre il curatore di Tex  ha scritto finora una sola storia dell'Indagatore dell'Incubo (il numero 165 del giugno 2000 con disegni di Giampiero Casertano). Recchioni, dal canto suo, non vuole mollare. Anzi, si è proposto come successore di se stesso! E ne comprendiamo il motivo. Recchioni è a capo di un gruppo di lavoro formato da molti autori e disegnatori. Se lui sarà rimosso dalla direzione di Dylan Dog, cadranno anche tutti gli altri. Un nuovo curatore vorrà portare il suo gruppo di fiducia, che sarà diverso per ovvi motivi. Si dice che Sclavi sia dalla parte di Recchioni e che sarebbe favorevole al rinnovo dello stesso alla guida della serie, ma sarà vero? Anche Sclavi deve fare i conti con il crollo della testata, che significano meno introiti che arrivano dalle royalties sulle vendite. Detta in soldoni: se Dylan cala, calano i soldi nelle tasche di Sclavi. E se nel 2013 si diceva che dietro la decisione di rimuovere Gualdoni dalla poltrona di curatore vi era il massiccio calo delle vendite della serie, cosa penserà ora Sclavi? Tra qualche mese ne sapremo di più. Il bilancio finora recato da Recchioni è negativo. Le sue idee, infatti, non sono riuscite ad invertire la situazione della collana. Dopo quattro però la situazione è cambiata. Oggi salvare Dylan significa salvare la Bonelli, che non può permettersi di subire ancora cali delle vendite (anche le altre serie, da Martin Mysteré a Zagor e a Dampyr, sono in calo). Cambiare è indispensabile. Al Plano.

lunedì 27 novembre 2017

L'UOMO RAGNO N. 687! MEGA-RECENSIONE! THE OSBORN IDENTITY! CHE DELUSIONE! SLOTT QUANDO TE NE VAI?

A grande richiesta ritornano le mega-recensioni della collana dell'Uomo Ragno, in specie dopo che il curatore della versione italiana della testata, Max Brighel, ha pubblicato una nostra missiva. La qualità delle storie non è migliorata, anzi. Al di là dei consueti contenuti politici di sinistra, abbiamo notato lo sforzo degli autori di aumentare il tasso di azione delle trame con continui colpi di scena. Nella prima storia, tratta da The Amazing Spider-Man (vol. 3) n. 26, Slott propone una saga con al centro ancora Norman Osborn, sempre più pazzo e pronto a minacciare il mondo. Ritmo alto con l'Uomo Ragno e Mimo impegnati a catturarlo nel contesto di un gala di beneficenza a Shangai della Fondazione Zio Ben! Il buon Norman, nel frattempo, si è dato da fare per costruire una nuova impresa per la vendita di armi di distruzione di massa e ha pensato bene di usare l'occasione per testare le stesse contro due supereroi. Il tono della storia è infantile e al più potrebbe colpire l'immaginazione di un bambino di otto anni, ma non il lettore adulto, che si chiede che fine abbia fatto la versione per i maggiori di età della collana. Zero introspezione, nessuna riflessione, solo azione, inseguimenti, esplosioni, ecc. Lo stesso Peter Parker, che fa battute sulla zia divenuta ormai ricca e Harry Osborn redivivo che lavora alle sue dipendenze (ha cambiato il cognome in Lyman per non essere più associato al folle genitore!) non sono credibili. Ed il colmo viene toccato alla fine. Tra il lusco e il brusco Peter propone a Mimo di avviare una relazione sentimentale non legata da vincolo di matrimonio. Il colmo della stupidità. Non sappiamo fino a che punto a D. Slott sia stato imposto di scrivere questa roba, con un livello così basso da risultare fuori scala perfino per i suoi schemi non proprio eccelsi, però è evidente che non si può continuare in questo modo. La Marvel oggi è questa senza dubbio e se vende poco non può che attribuire la responsabilità a storie assurde come quella che abbiamo appena letto. Una volta la Marvel pubblicava delle storie infantili dell'Uomo Ragno, ma erano relegate in serie create ad hoc per bambini. Una di queste era Spider-Man Adventures uscita nel dicembre 1994, ma era realizzata da due giganti: Nel Yomtov ai testi e Alex Saviuk ai disegni. Le storie erano proprio come questa di Slott. Tanta azione, poca introspezione e botte da orbi. Ma era per bambini! Alla fine, improvvisamente, solo perché Peter ha deciso di aiutare Silver Sable a lottare contro il tiranno del suo Paese, si ritrova contro lo Shield, che non può non correre in aiuto del tiranno e al contempo chiudere tutti i rapporti di fornitura di tecnologia con la Parker Industries. Tra una tavola e l'altra, alla velocità della luce, Peter è diventato un criminale ricercato. Complimenti, Slott. Qui ti sei superato. Ovviamente, siamo ironici. Ma non è che i bambini siano così infantili, eh!
 

La seconda storia dell'albo è tratta dal secondo numero della nuova serie di Renew Your Vows, la collana che narra le avventure di un Peter Parker di un mondo alternativo dove è sposato con Mary Jane (pare che da queste parti OMD non abbia fatto danni). Hanno anche una figlia, Anna, che dimostra poteri ragneschi. Una buona occasione per narrare grandi storie dell'Uomo Ragno con il veterano Gerry Conway ai testi. E invece niente. Anzi, pare che il vecchio Gerry, che non ha mai nascosto le sue simpatie per la sinistra, abbia fatto a gara con Dan Slott a chi scrive la storia più infantile. A differenza di Amazing si nota un po' più di impegno. I personaggi sembrano avere una mente e non sono vuoti, però Conway ci presenta una Mary Jane Watson che ha deciso di aiutare il marito a fare il supereroe, sfoggiando per l'occasione una tuta basata sulla tecnologia del Reggente. Per questo motivo, quando i due sono vicini Peter si indebolisce perché la tuta succhia la sua energia ragnesca! La storia però ha il merito di far pensare Mary Jane con una riflessione di ciò che costa essere partner di un supereroe e fare la mamma a tempo pieno. Il cattivone di turno è un orrendo Uomo Talpa! Niente da fare, Gerry! Slott ti ha superato. La terza storia dell'albo ospita l'ultimo numero della sesta serie di Spider-Woman. 20 pagine per salutare i lettori e presentare il nuovo status quo della protagonista, ora felicemente fidanzata con il Porcospino. La stronza si era fatta inseminare artificialmente per provare il gusto di essere madre. Farlo in modo naturale scopando qualcuno nel matrimonio no eh? Dopo le prime storie in cui la suddetta stronza decantava le lodi della sua nuova vita del cazzo, arriva il Porcospino e tra di essi nasce l'amore. Adesso la figlia ha anche un padre. Ok, però il Porcospino è già sposato con un'altra donna con cui ha avuto già dei figli! La storia finisce così con il party in cui sono intervenuti tanti supereroi. Un peccato perché la serie si stava mettendo bene. Chiude sul più bello. Dennis Hopeless, al di là dei soliti contenuti anticlericali, non ha fatto un lavoro cattivo. Peccato per i disegni che sembrano infantili come quelli di Silk, che continua ad essere l'oggetto misterioso della serie italiana. Il perché Brighel continui a proporre questa collana in Italia è noto: non ci sono alternative per riempire il quindicinale, che ha bisogno di sei storie al mese. A parte i disegni infantili di Irene Strychalski (ma chi cazzo è?), Robbie Thompson vorrebbe farci credere che basta creare un clone di un cadavere per attirare lo spirito in quel corpo! Poteva mancare l'assalto alla Fede cristiana? Ma no! Ehi, Rob perché non provi a fare la stessa cosa con gli islamici? Magari non è il caso, eh? Ora che il Muslim Ban è diventato legge dello Stato in America, magari si può! Intanto, è arrivato il nuovo e-i-c Cebulski. Speriamo bene. Dimitri Temnov.

domenica 26 novembre 2017

VENDITE GIAPPONE: GIUGNO 2017! ONE PIECE SEMPRE AL COMANDO SOLITARIO! IN TOP TEN C'E' BERSERK N. 39!

La classifica dei manga più venduti in Giappone di giugno 2017 (ricordiamo che i dati sono quelli ufficiali forniti dalla Oricon, che li raccoglie sul modello della Diamond Distribution negli Usa) vede ancora una volta l'opera di Eiichiro Oda al comando incontrastato. Rispetto ai dati del mese di maggio 2017, il numero 85 del tankobon di One Piece aumenta ancora fino a sfiorare i due milioni e mezzo di copie. Un record mondiale grazie agli ideali di destra che l'opera del maestro nipponico sa diffondere con abilità. I lettori sono contenti e comprano, di conseguenza, il fumetto. Gli altri titoli in classifica non rappresentare una insidia per Oda, ma garantiscono vendite medie molto elevate come Black Butler, Tokyo Ghoul e My Hero Academia che sono sopra le 400mila copie. I giapponesi amano la lettura. Il fumetto è qualcosa di prezioso che essi considerano come forma di letteratura da cui sprigionano grandi valori. In Giappone non vengono venduti solo manga locali, ma anche stranieri, tra cui quelli cinesi detti manhua e a volte riescono ad entrare in top ten, come nel caso di Orange Mirai della Xiao Pan.
 

In Italia la Panini è conosciuta come il primo editore di manga. E' proprio vero? Se guardiamo le nostre classiche con i dati di vendita, ci accorgiamo che i titoli più venduti sono in possesso della Star Comics, che si aggiudica sei posizioni in top ten. La Panini, invece, è presente solo con Berserk, pubblicato in Giappone dalla Hakusensha, che non è nemmeno tra gli editori più noti. Da notare che la pubblicazione dei volumetti di Berserk segue in modo speculare quella italiana. Il numero 39 sarà infatti pubblicato verso marzo 2018 nell'identico formato tankobon (volumetti brossurati di 200 pagine in formato 13x18). Da notare anche che la Panini pubblica l'opera di Miura senza il modo rovesciato di leggere fumetti nipponici. Edizioni BD-Jpop, molto nota in Italia perché titolare dei diritti di pubblicazione delle opere di Nagai, è presente in classifica con Tokyo Ghoul, uno dei pochi successi dell'editore milanese. Sorprende altresì notare come ogni mese un paio di titoli siano inediti in Italia senza segnali di uscita. Barakamon è un ottimo manga. Stupisce che nessuno lo pubblica in Italia. Dimitri Temnov.

sabato 25 novembre 2017

VENDITE USA: CLASSIFICA DI AGOSTO 2017! DC E MARVEL VICINE AL BARATRO! MAI VISTE VENDITE COSI' BASSE!

Pochi giorni fa è arrivata la notizia che Axel Alonso, da sette anni editor-in-chief, cioè redattore-capo della Marvel Comics è stato silurato. Ne abbiamo parlato qui. Al suo posto è arrivato il simpatico C.B. Cebulki. Vedremo se collocherà la Marvel a Destra come vogliono i lettori o proseguirà lungo la linea mondialista, islamista, immigrazionista e comunista del suo predecessore. La causa principale del licenziamento di Alonso, secondo noi, è da addebitare al brusco calo delle vendite della Marvel nella sua infausta gestione. Nello stesso momento sono arrivate le parole di fuoco dell'ex-editor in chief Jim Shooter, licenziato nel 1987 dalla Marvel per le sue idee politiche. Ai miei tempi ogni numero degli X-Men vendeva 750.000 copie e non solo in coincidenza di grandi eventi, ma ogni mese. Oggi si festeggia se una serie vende 30.000 copie, ha dichiarato il vulcanico Shooter. Tra il 2016 e il 2017, le vendite della Marvel già in forte calo, hanno subito un crollo vigoroso. Uno doveva pagare per tutti e Alonso è stato buttato giù dalla torre. Insieme a lui lascia anche il suo amico Bendis, che ha reso il personaggio di Bobby Drake, alias l'Uomo Ghiaccio degli X-Men, un gay! Ora ha dichiarato di essersi accordato con la DC e gli osservatori ipotizzano che sarà collocato su qualche serie di Batman. Magari renderà gay anche Dick Grayson, ha dichiarato a caldo il nostro Sven Blomqvist. Le vendite del mese di agosto 2017 rendono edotti della crisi della Marvel. Nessun titolo è infatti riuscito a superare la soglia delle centomila copie. L'albo più venduto del mese è stato Secret Empire n. 10 con appena 86.123 copie seguito da altri titoli collegati con l'evento che ha trasformato Steve Rogers in un agente dell'Hydra! I titoli classici invece sono messi male. Il numero 31 di Amazing Spider-Man ha venduto 54.102 copie! Gli osservatori affermano che Dan Slott ha reso Peter Parker una macchietta. La Marvel è corsa ai ripari e ha annunciato che dal 2018 su Amazing arriverà Nick Spencer, quello del Capitan America agent of Hydra! Gli altri titoli non stanno meglio.


Il rilancio degli X-Men, la linea più maltrattata degli ultimi anni, è fallito. I titoli rinominati come Blue e Gold vendono meno dei precedenti e non superano le 40mila copie. Gli altri titoli legati a personaggi storici come Devil, Vendicatori vari, Wolverine, Deadpool, ecc., oscillano su medie che vanno dalle 30mila alle 25mila copie. Numeri che cinque anni fa avrebbero decretato la loro chiusura. Perché tutto ciò? Perché con l'avallo di Alonso queste serie sono state farcite di riferimenti politici della sinistra, mondialisti, islamisti e satanici. Tutto ciò che gli americani medi non vogliono. Il risultato non poteva che essere il crollo delle vendite. E ora cosa farà Cebulski per aggiustare la situazione? La DC non è che sta messa meglio. I suoi albi viaggiano su medie uguali o più basse della Marvel. L'occasione con Rebirth di riportare i personaggi agli antichi splendori nazionali repubblicani non è stata colta. Puntuale la reazione dei fan, che hanno smesso di acquistare le serie DC. Solo i titoli legati a Batman vanno bene. Gli altri sono un totale fallimento. Ci sono state diverse reazioni degli autori coinvolti nelle testate flop, tra cui lo stesso Spencer, che hanno difeso il loro lavoro. La reazione dei fan è stata rabbiosa sui social. Lo stesso Nick Spencer è finito nell'occhio del ciclone perché la sua saga, Secret Empire, è stata concepita per attaccare il neo capo di stato Donald Trump. Spencer ha pure un passato di attivista politico di sinistra. I numeri di agosto sono tremendi. Gli incassi lordi totali di tutto il settore distribuito dalla Diamond sono stati di 45.720.000,00 $, cioè -21% rispetto al mese di agosto 2016! Nel complesso le vendite da gennaio ad agosto 2017 hanno garantito incassi lordi pari a 347.670.000,00 $, cioè -10% rispetto ai primi otto mesi del 2016. I lettori sono furiosi. Alonso è stato silurato. Quando toccherà a Dan Didio della DC Comics? E' vicina la fine del triunvirato con Jim Lee e Geoff Johns? L'unica serie che sorride è quella di Batman, che con una media di 100mila copie fa capire cosa vuole davvero la gente. Capito Cebulski? Jack Santorum.