lunedì 11 settembre 2017

DIABOLIK A LUGANO COMICS! MA LA SITUAZIONE DEI DIRITTI ESTERI E' DISASTROSA! LE DOMANDE A GOMBOLI!

Quando si parla di fiera del fumetto i primi nomi che vengono in mente sono Lucca, Roma, Milano e Napoli. Poi ci sono le fiere minori come quella di Lugano in Svizzera che per il settimo anno consecutivo ha avuto luogo in questi giorni. Qui trovate il programma. Tra i big italiani troviamo Alfredo Castelli, Claudio Villa, Tanino Liberatore, Silver, Altan, Giovanni Gualdoni (ex-curatore di Dylan Dog) e Giuseppe Montanari. Mancano Mauro Boselli e Tito Faraci. Assenza pesante, visto che si tratta dei numeri 1 e 2 del fumetto nazionale. Mancano Roberto Recchioni e i membri dell'MFR. Quest'anno la fiera sarà incentrata sul personaggio di Diabolik! E forse per questo che Recchioni non è stato invitato (o se invitato, avrà declinato l'invito)? La sua esperienza su Diabolik è finita nel 2009 in modo non felice. Ne abbiamo parlato qui. Oggi, però, parliamo d'altro. Parliamo di Diabolik, che insieme a Tex, è il personaggio più noto d'Italia. Ma all'estero com'è la situazione? Nel passato il Re del Terrore è uscito in molti Paesi: Argentina, Brasile, Colombia, Finlandia, Belgio, Messico, Francia, Germania, Danimarca (con il nome di Satano), Grecia, Israele, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna, Stati Uniti, Cina e Jugoslavia. In anni recenti Diabolik si è visto soltanto in India nel 2013 (due volumetti) grazie a Prakash Publisher, che si occupa di tradurre in lingua tamil diverse serie di fumetti classici occidentali. Al momento, quindi, oltre che in India, Diabolik non è pubblicato in alcun altro Paese del mondo. Nemmeno in Svizzera dove tra il 22 e il 24 settembre si è tenuta Lugano Comics con un albo omaggio dell'edizione realizzato da Silvia Ziche con cover di Claudio Villa. L'occasione giusta affinché qualche casa editrice elvetica si interessi di Diabolik?
 

Dal 2012 la Astorina s.r.l. ha affidato (secondo noi commettendo un grave errore) la gestione dei diritti di Diabolik nei mercati esteri alla Panini (che già svolge la stessa attività per Bonelli e Marvel Comics). In 5 anni l'unica nazione che si è dimostrata interessata a Diabolik è stata la succitata India, con i due volumetti usciti nel 2013. Poi stop. Con riserva di effettuare controlli più accurati, oggi si può dire che Diabolik non è pubblicato all'estero! A cosa è servito rivolgersi alla Panini nella speranza di vendere le licenze di pubblicazione di Diabolik a qualche casa editrice estera? Che interesse può avere Panini a proporre Diabolik agli editori stranieri dovendo, per ovvi motivi, proporre prima la Marvel e se avanza qualche minuto per Bonelli e Astorina? Ha senso affidare questa attività ad una casa editrice potenzialmente concorrente? Secondo voi la Ford per diffondere le sue automobili in Germania si affiderebbe ad un concorrente diretto come la Wolfswagen! No e allora perché, sig. Gomboli, si è affidato alla Panini per diffondere il verbo diaboliko all'estero? Rivolgiamo questa domanda precisa a Mario Gomboli, che risulta essere il proprietario della casa editrice Astorina, fondata da Angela Giussani nel 1961 e che dal 1962 ha presentato Diabolik al pubblico! Non che le cose in Italia vanno meglio. Nel 2008 Diabolik inedito vendeva 110.000 copie. Ora sappiamo (fonte: Alessandro Bottero) che nel 2016 le vendite sono scese a 45.000 copie. Diabolik quindi perde ogni anno circa 5000 lettori. Un fatto molto grave perché Astorina non pubblica altri personaggi avendo scelto di investire le sue energie solo sul Re del Terrore. E che fine ha fatto la serie televisiva prodotta da Sky nel 2012? Così non andiamo proprio bene. Al Plano.

domenica 10 settembre 2017

ECCO FELTRINELLI COMICS! SI PUNTA SU FARACI E RECCHIONI! UN EDITORE DALLA TRADIZIONE DI SINISTRA!!!

Da qualche giorno è uscita la notizia che la casa editrice Feltrinelli, nata a Milano nel 1954 per iniziativa di Giangiacomo Feltrinelli, ha deciso di intervenire nel mercato del fumetto seguendo l'esempio della Mondadori di Silvio Berlusconi di qualche anno fa. Con quali mirabili prospettive non è dato sapere vista la crisi devastante che sta annientando il settore. Incoscienza, coraggio, un progetto rivoluzionario? La gente non legge più e quindi non compra i fumetti. E non serve essere dei geni per capirlo. La linea, che sarà gestita dal gran maestro Tito Faraci, si chiamarà Feltrinelli Comics! Ricordate i proclami della Mondadori quando aprì la linea comics? Quando annunciarono che non si sarebbero limitati a pubblicare materiale su licenza ma che avrebbero prodotto tanti nuovi fumetti? Ricordate quando annunciarono l'uscita di una nuova serie di Kriminal coinvolgendo perfino Luciano Secchi? Dopo 5 anni nulla di ciò è avvenuto. La serie di Kriminal, affidata alla direzione di Giuseppe Camuncoli, non è mai uscita ed oggi Mondadori Comics si è ridotta alla uscita di una unica collana, Historica, che propone serie francesi di buon livello, ma senza alcuna speranza di fare buone vendite. Quando gli ricordammo che stavano sbagliando a puntare su autori di sinistra per la nuova serie di Kriminal, ci risposero che avremmo fatto meglio a non intervenire. Noi gli rispondemmo che così facendo non avrebbero ottenuto risultati. E quando parla il nostro potentissimo Al Plano... ma basta parlare delle soddisfazioni (cazzo, quando abbiamo ragione ci gasiamo ancora di più!).
 

La Feltrinelli nasce sulle ceneri della Colip, una cooperativa fondata nel 1949 per iniziativa del Partito Comunista Italiano! E poiché allora i denari ai comunisti arrivavano da Mosca, si può dire che la Colip fosse, a tutti gli effetti, un avamposto sovietico nel mondo della cultura italiana. Non scandalizzatevi. Nello stesso periodo la CIA finanziava illecitamente la Democrazia Cristiana di De Gasperi. Lo scopo della Colip era quello di contrastare il clima che si era venuto a creare in Italia dopo l'esclusione dei comunisti dal governo e la vittoria democristiana alle elezioni dell'aprile 1948. I circa 200 titoli pubblicati avevano come tema comune il pensiero laico e la critica alla Chiesa. Una cultura di regime, insomma! Già allora la robaccia comunista non vendeva (chi dubita che gli italiani siano sempre stati di destra non conosce questo Paese) e così la Colip fallì. Da Mosca si erano stufati di buttare via soldi in questo modo. Nel 1954 arrivò, come detto sopra, Giangiacomo Feltrinelli, appartenente ad una delle famiglie più ricche del Paese, che durante il regime fascista aveva prosperato come tanti. Dopo i fatti del luglio 1943 e la nascita della Repubblica Sociale Italiana bisognava trovare delle sedi ai vari ministeri sparsi sul lago di Garda. Il padre di Giangiacomo donò a Mussolini la villa, conosciuta come Villa Feltrinelli, che occupò fino all'aprile del 1945 protetto da un corpo speciale di 30 SS del corpo di guardia speciale di Hitler. Gli americani della Decima Divisione da Montagna la occuparono il 30 aprile senza sparare un colpo. Mussolini aveva lasciato la villa pochi giorni prima.
 
Giangiacomo, a differenza del padre, era un comunista sfegatato. Aveva conosciuto Fidel Castro. Ed era più che deciso a fare il rivoluzionario in Italia. Durante il fascismo, però, aveva simpatizzato anche lui per il regime di Mussolini. Nel 1944 cambiò bandiera ed entrò nel Gruppo di Legnano, un reparto dell'esercito regio cobelligerante italiano agli ordini della V Armata Americana del generale Clark. Giangiacomo era il cugino di Cecilia Sacchi, moglie dell'attore Vittorio Mezzogiorno e madre di Giovanna, anch'essa famosa attrice. Finita la guerra divenne un comunista, dopo un piccolo periodo di adesione al partito socialista. Durante un viaggio a Cuba nel 1964 conobbe Castro divenendone amico e nel 1967, da poco arrivato in Bolivia, venne arrestato dai servizi segreti Usa. Dopo due giorni venne liberato e al suo ritorno in Italia portò con se la famosa foto del terrorista Che Guevara scattata da Alberto Korda nel 1960. Giangiacomo non si accontentò di una attività ideologica e alla fine degli anni sessanta decise di passare all'azione iniziando una vera e propria attività sovversiva e terroristica! Si era messo in testa di attuare in Italia una rivoluzione comunista usando la violenza per sovvertire le Istituzioni democratiche! Lui, il cui padre aveva concesso a Mussolini, capo della rivoluzione fascista, di abitare in una delle ville di famiglia. Aveva anche immaginato di liberare la Sardegna, cavalcando il movimento indipendentista, affidando al noto criminale Graziano Mesina il comando delle truppe ribelli, che però rifiutò, in una lotta senza quartiere contro lo Stato!
 
Fu grazie all'intervento di un ufficiale dei servizi segreti, Massimo Pugliese, che il progetto saltò! Nel 1969 la sua attività sovversiva aveva attirato l'attenzione delle forze dell'ordine, che tenevano d'occhio la sua casa editrice. Aveva anche avuto contatti con Renato Curcio e Alberto Franceschini, i terroristi che in seguito avrebbero fondato le Brigate Rosse. Nel 1970 passò alla clandestinità e creò i Gruppi di Azione Partigiana. Si era convinto che il Togliatti nel 1946 aveva tradito il movimento comunista perché non era stata instaurata nel Paese una dittatura del proletariato come in Urss! Nei comunisti il ricorso alla violenza e alla lotta armata contro le istituzioni democratiche sono vie naturali per attuare i loro fini. Secondo Oreste Scalzone, fondatore di Potere Operaio e condannato per attività sovversiva, Feltrinelli poteva essere l'organizzatore dell'omicidio del commissario Luigi Calabresi (delitto per cui furono condannati Adriano Sofri ed altri militanti terroristi di Lotta Continua). Una pistola di Feltrinelli venne usata per uccidere il console boliviano Roberto Quintanilla, che era stato tra gli autori della cattura e uccisione del terrorista Guevara. Ora ci chiediamo come fosse possibile per un uomo così ricco rovinarsi la vita e quella della sua famiglia per seguire le idee folli e violente del comunismo. Il destino di Giangiacomo fu terribile. Morì in circostanze mai chiarite il 14 marzo 1972 a Segrate. Il suo corpo venne ritrovato vicino ad un traliccio con una bomba. Voleva farlo saltare? La causa della morte fu attribuita infatti alla dinamite, ma il volto non ne fu colpito!
 
Feltrinelli era morto per avere in modo incauto maneggiato una bomba o era stato ucciso? Tra le molte teorie, vi fu quella secondo la quale i veri organizzatori degli attentati di quel periodo, a cominciare dalla bomba fatta esplodere a Milano nel 1969, avevano bisogno di un credibile capro espiatorio. Tanto è vero che il Feltrinelli era stato accusato di essere la mente dietro quegli episodi terribili. Da diversi documenti rinvenuti nel corso delle inchieste sulle BR, si apprese che, in realtà, il Feltrinelli era morto perché la bomba con cui volevano far saltare il traliccio dell'alta tensione era difettosa. E con lui c'erano altri due terroristi. Chiusa la vicenda di Giangiamoco, la Feltrinelli ha proseguito la sua attività e dal 2005 è controllata dalla Holding Effe insieme ai 124 punti vendita in tutta Italia. Quello che va sottolineato, secondo noi, è il fatto che quando la Colip fallì, Feltrinelli Giangiacomo la rilevò al solo scopo di proseguire la pubblicazione di libri di sinistra. E oggi? Nel 2012 la famiglia è entrata nel capitale della Scuola Holden con una quota del 49,8%. La Scuola Holden è nata nel 1994 con sede a Torino come istituto di narrazione e comunicazione per iniziativa dello scrittore Alessandro Baricco, la cui simpatia per la sinistra non è un mistero. Roberto Recchioni è stato invitato un paio di volte a tenere incontri presso quella scuola! Il filo conduttore di tutti i protagonisti di questa vicenda è la sinistra. Editori, autori, libri e scrittori tutti di sinistra dal 1945 ad oggi. E veniamo alla nascita di Feltrinelli Comics! A gestire la linea sarà Tito Faraci, autore di Tex e Diabolik.
 
L'appartenenza di Faraci all'area della sinistra è nota a tutti. Ciò nonostante, lo abbiamo sempre rispettato come scrittore per la qualità elevata delle sue opere. Lo abbiamo difeso anche quando contro di lui si erano levate le lance della critica per le sue storie su Tex, Diabolik, Dylan Dog e Topolino. Quando sui forum si lanciavano strali sul suo nome. Faraci è stato colui che nel 2005 ha introdotto Roberto Recchioni in Bonelli presentandolo prima a Mauro Marcheselli e poi allo stesso Sergio Bonelli e a sua volta Marcheselli lo aveva presentato a Sclavi! Ne abbiamo parlato qui. E' stato T. Faraci a presentare Recchioni a Mario Gomboli della Astorina? Ciò che sappiamo è che la parentesi dell'attuale curatore di Dylan Dog su Diabolik non è stata felice. Ne abbiamo parlato qui. Faraci è arrivato in Astorina nel 1998. Quell'anno Recchioni aveva fondato con Diego Cajelli ed altri autori perfino una casa editrice, la Factory, poi fallita qualche anno dopo. Fu in quella occasione che propose per la prima volta il personaggio Battaglia, nato in una esercitazione alla scuola di comics che frequentò qualche anno prima. Che editore sarà Feltrinelli Comics? Titoli e progetti all'insegna delle idee del socialismo? Una casa editrice di sinistra? Su questo non abbiamo dubbi. La sinistra è il filo rosso che collega le vicende che stiamo raccontando fin dall'inizio (1945). Come ha fatto alla Bonelli e alla Astorina, Faraci ha chiamato Recchioni, che a sua volta si è portato dietro il suo gruppo di amici: Giacomo Bevilacqua, Sio e Marco Rizzo (fondatore del forum di Comicus e curatore dei mutanti in Panini).
 
All'appello mancano solo Zerocalcare, Gipi e qualche esponente minore del suo studio creativo attivo sui suoi progetti alla Cosmo e alla Star Comics. La notizia è stata data dal sito di Comicus, con strascichi di discussione sul relativo forum. L'esordio per Feltrinelli Comics avverrà a gennaio 2018. Il pezzo su Comicus, firmato come Redazione (!) afferma: Curata da Tito Faraci (scrittore e sceneggiatore di Topolino, Dylan Dog, Tex, Spider-Man, tra gli altri), Feltrinelli Comics ha già in programma volumi firmati da grandi nomi del fumetto italiano come Roberto Recchioni (Dylan Dog), Giacomo Bevilacqua (A Panda piace), Sio (Scottecs Megazine) Marco Rizzo. Affermazioni più di propaganda che di sostanza. Tranne il citato Recchioni che è curatore di Dylan Dog, gli altri non possono essere definiti nel modo in cui sono stati etichettati. I grandi autori, semmai, sono quelli che lavorano su Tex Willer o Diabolik o Topolino. Gli altri sono personaggi di medio o piccolo calibro, salvo Faraci. Stupisce il nome di Rizzo. Ci saremmo aspettati piuttosto un Mauro Uzzeo o una Barbara Baraldi! Si citano poi le collane A Panda Piace e Scottecs Megazine. Non si citano i dati di vendita di queste collane. Come al solito. Grandi nomi, ma non sappiamo quanto vendono, ad eccezione di Recchioni, i cui dati su Dylan Dog e Orfani sono noti. L'utente del forum noto come Jelem, ossia Giovanni Lamantia, ci cita e scrive: Qualcuno in Scandinavia avrà già depennato Faraci dalla sua lista di sceneggiatori favoriti che incarnano gli ideali della destra? Giovanni, abbiamo mai detto che Faraci è di destra?
 
Perché Feltrinelli è entrata nel mondo del fumetto attraversato da una crisi che stronca sul nascere ogni velleità di azione? Un settore in cui la casa editrice principale, la Bonelli, ha chiuso il 2016 con utili in calo del 61,39%? Un settore in cui proprio Recchioni alla Bonelli ha toppato di brutto con la gestione di Dylan Dog (vendite in continuo calo), il flop di Orfani e il flop del film di Monolith? Non abbiamo dati precisi, ma non crediamo che le serie di Sio e Bevilacqua alla Panini abbiano avuto miglior fortuna. La Panini, infatti, ha tirato fuori i vecchi abbonamenti come la Corno di 40 anni fa facendo capire di non credere più nelle edicole e nelle fumetterie. La Feltrinelli crede di fare meglio? E se si, perché ha puntato su nomi che finora non hanno brillato per i risultati? Grande rispetto per Faraci, ma sia Tex che Diabolik perdono lettori ogni anno. Un motivo ci sarà e non crediamo che si tratti solo della crisi economica. Recchioni interviene nella discussione e con il nickname rrobe scrive il 22 settembre, ore 10.59: le cifre si sono contratte. Vuole alludere che oggi si guadagna poco? Ovvio, visto che il mercato è in crisi nera e non si vende. Negli altri commenti gli utenti ironizzano sulla scelta dei nomi. Ancora R. Recchioni in un commento delle 17.17: Sono entrati proprio con una mentalità diversa nel settore. Una mentalità diversa? Se si, perché si è deciso di puntare sui soliti nomi sostenuti dai social? Recchioni avrà finalmente il suo spazio? Quello spazio che alla Bonelli, anche a causa di rapporti non facili con gli altri autori, non ha trovato fino a questo momento?
 
Si avvicina la fine del suo periodo alla Bonelli? Lo scorso anno disse che il suo impegno su Dylan sarebbe stato di 5 anni e visto che è iniziato nel 2013 dovrebbe concludersi nel 2018. Il futuro di Recchioni sarà dunque per case minori come la Cosmo, la Star e questa linea comics della Feltrinelli? Forse mentre scriviamo queste righe il nome del nuovo curatore di Dylan Dog è stato già deciso e potrebbe non trattarsi di un recchioniano. Qualcuno sostiene Bilotta, perché pare che lo Speciale Dylan Dog vada bene, ma siamo pur sempre sotto quota 30.000 copie. Il nome più adeguato, secondo noi, potrebbe essere Carlo Ambrosini o magari si potrebbe puntare su Faraci o Boselli, se quest'ultimo se la vuole sentire. Come andrà Feltrinelli Comics? L'esito sarà negativo come quello della Mondadori Comics, che ha puntato su autori e titoli di sinistra? Secondo noi, sarà così. I lettori italiani sono in maggioranza di destra e se la Feltrinelli pensa di fare grosse vendite puntando ancora su contenuti di sinistra andrà incontro allo stesso esito della Mondadori. Oltre che puntare su autori di destra, dovrebbero investire molto nella pubblicità in tv e sui giornali. Il passaparola sulla rete è al livello dei micro-editori. E le vendite come saranno? La Cosmo con Battaglia di Recchioni ha di poco superato le 4.000 copie (fonte: Bottero). La Mondadori Comics con il suo titolo di punta, la ristampa di Ken Parker, è arrivata a toccare una media di 8.000 copie. I numeri del mercato oggi sono questi, almeno del mercato extra-Bonelli. Feltrinelli farà di meglio o di peggio? Staremo a vedere. Al Plano.

sabato 9 settembre 2017

TEX N. 683! MEGA-RECENSIONE! SI CONCLUDE LA VICENDA DI LUPE VELASCO IN UN CRESCENDO DI EMOZIONI!!!

Non vedevamo l'ora di leggere la conclusione della storia di Lupe Velasco e dobbiamo riconoscere che, come da attese, Mauro Boselli ci ha soddisfatti ancora una volta. Una storia che potrebbe essere al centro di un kolossal americano. Una storia in cui c'è tutto quello che prevede il manuale del perfetto scrittore di fumetti. Una storia che dovrebbe fungere da oggetto di studio per quanti desiderino avvicinarsi a questo settore. Cominciamo dalla copertina di Claudio Villa, che svela un grosso spoiler. Nell'ultima pagina del numero scorso, Lupe era caduta in un fiume e si era persa tra le onde impetuose. Eravamo sicuri che dovesse essere in qualche modo sopravvissuta e così è stato, ma perché svelarcelo dalla cover? E il titolo? La prigioniera del deserto? Non poteva che riferirsi a Lupe! E ragionando sul fatto che la figlia Luz era scappata attraverso il deserto in cerca di aiuto, non era difficile capire come si sarebbe svolta l'avventura. Poi abbiamo letto la storia e Boselli si è fatto perdonare di questi vizi. L'editoriale di Frediani è tutto per Aurelio Galleppini, creatore grafico di Tex. Nel 2017 ricorre infatti il centenario della sua nascita. Qui aggiungiamo alcune note biografiche omesse nel pezzo. Nel 1940, poco dopo l'entrata in guerra dell'Italia venne chiamato sotto le armi ma l'anno dopo, a causa di un lutto in famiglia, venne messo in congedo provvisorio permettendogli di proseguire il lavoro di fumettista per vari editori nonostante la rigida censura del regime. Al momento dell'armistizio si trovava ancora nella sua Sardegna e ciò lo agevolò poiché i tedeschi, giudicando indifendibile l'isola, la lasciarono agli Alleati e Galep venne tolto dall'imbarazzo di doversi schierare. Torniamo alla storia di Tex. Luz racconta cosa è successo alla madre dopo la caduta nel fiume Gila. Un uomo misterioso, che ha l'aria di vivere come un eremita, la salva e la conduce presso la sua casa. Tra di loro nasce la passione. Qualche tempo dopo apprende che il suo misterioso fidanzato è il figlio di un ricco proprietario terriero noto per la sua crudeltà e le vessazioni ai danni dei contadini. Dopo la morte del padre, il suo salvatore, che scopre chiamarsi Ricardo, torna con lei alla hacienda. Per Lupe inizia un periodo molto felice.
 

Dopo qualche settimana Lupe recupera i suoi figli, Luz e Ruben, che nel frattempo erano stati condotti presso un monastero. Gli anni trascorrono lieti. Ricardo la sposa e tratta i suoi figli come se fossero propri. Poi, senza un motivo apparente, le cose iniziano a cambiare. Ricardo assume un temperamento simile al padre dispotico e ben presto entra in contrasto con Lupe. Anche i suoi figli entrano in conflitto. Luz si schiera per la madre, mentre Ruben sostiene la posizione del padre. Una notte, Luz viene costretta a fuggire ed in quel momento incontra Kit Willer e quindi il padre di questi. Racconta che Lupe è tenuta prigioniera in un luogo segreto e che Ricardo ha posto di nuovo la regione sotto il giogo violento del padre. Montales è lontano e non può aiutarli. Tex non può fare a meno di venire in aiuto della sua amica e organizza il piano per la liberazione di questa. Kit e Tiger si insinuano tra gli uomini di Ricardo. Kit cerca di convincere Ruben, divenuto suo amico, a far domande al patrigno circa la sorte della madre. Messo alle strette, Ricardo confessa che Lupe è tenuta in custodia in un certo luogo, giustificandosi con la necessità di proteggerla. Durante il percorso verso tale luogo, alcuni degli uomini del drappello cercano di farlo fuori. Il tempestivo intervento di Tex, che seguiva da lontano i loro spostamenti, li trae fuori dai guai. Ora Ruben sa che il patrigno è marcio e si unisce a Tex per liberare la madre. Ma Ricardo è davvero il cattivo della situazione? Così sembra. Verso la fine le cose cambiano. Il soprastante di Ricardo, Rodrigo, è il vero genio malefico. E' stato lui, all'insaputa del padrone continuando la diabolica gestione del padre di questi, a compiere gli atti gravi che agli occhi di Lupe sembravano opera di Ricardo. Il duello finale è dunque tra gli uomini di Rodrigo e Tex Willer. Nell'ultima scena Ricardo, che nel frattempo è passato dalla parte dei buoni, è colpito a morte. Lupe è la nuova padrona della hacienda, ma Tex non può concedersi in divagazioni amorose. Una bella storia, ricca di azione e colpi di scena. La migliore di quest'anno scritta da Boselli e quindi la migliore di Tex del 2017 finora. Una storia che la matita magica di Piccinelli rende ancora più preziosa. Hans von Klopp.

venerdì 8 settembre 2017

ATTACCHI AD ALESSANDRO BOTTERO CHE CONDIVIDE I NOSTRI ARTICOLI! LA REAZIONE SCOMPOSTA DEL SISTEMA

E' un po' di tempo che Alessandro Bottero, redattore della Play Press dei tempi d'oro, scrittore, traduttore ed editore con la Bottero Edizioni, è al centro delle attenzioni poco felici di un gruppo di utenti sui social che lo attaccano in modo sistematico ogni qual volta condivide i nostri articoli. I suoi detrattori, se così li possiamo definire, si possono dividere in due categorie: quelli che gli ricordano in modo pressante che condividere i nostri articoli equivale a screditare la sua immagine; quelli che, senza mezzi termini, passano agli insulti veri e propri. In entrambi i casi, tali condotte possono essere definite una espressione d'insieme della Macchina del Fango, ossia il martellante, ossessivo e persecutorio atteggiamento nei confronti di una persona da parte di un gruppo più o meno coeso di individui il cui fine è quello di intimidazione. Al dott. Bottero abbiamo consigliato di sporgere querela per diffamazione e stalking nei confronti di questi figuri. Essi infatti intervengono solo quando Bottero cita o condivide i nostri articoli. Non negli altri casi. Alcuni di questi soggetti sogliono diffondere odio contro il nostro sito su altri gruppi, pagine e profili attribuendoci fatti e situazioni assurde. Negli ultimi tempi hanno preso ad associarci nomi di soggetti estranei istigati da un autore che passa molto del suo tempo sui social network e si lamenta se qualcuno, constatando il tanto tempo libero di cui sembra poter disporre che, in realtà, il suo peso nel comparto editoriale di provenienza si è quasi del tutto dissolto. Uno di questi tipi si era perfino proposto al nostro sito come collaboratore, affermando di essere bravo nello scrivere e amante di generi vari. Il nostro rifiuto ha gettato scompiglio nel già precario equilibrio della sua mente e da allora passa il suo tempo a intervenire nelle discussioni al solo scopo di attaccarci, sfogando una malsana ossessione Se ne stanno occupando i nostri legali. Bottero, la cui intelligenza, pacatezza, cultura ed equilibrio già conoscevamo ai tempi della Play Press e che ancora ringraziamo per le interviste concesse al nostro sito, ha reagito più che bene prendendosi beffa di questi figuri, rispedendo al mittente gli attacchi e dando il ben servito a certi autori (o presunti tali) che volevano sopraffarlo. Solo chi non vive nel mondo reale può pensare di danneggiare una persona scrivendo farneticanti stupidaggini sul suo conto nei gruppi Facebook.
 

Perché il Sistema, ossia quel gruppo di intelligenze (siamo ironici) che sta creando problemi al mondo del fumetto, ha scatenato la macchina del fango contro Bottero? I nostri articoli sono davvero così micidiali per loro? Provate a pensare ad un gruppo di persone che si sono associate per offrire al pubblico in rete una immagine di se e del loro lavoro che nella realtà non esiste. Un lavoro certosino costellato di Like e commenti falsi realizzato per far cadere qualche editore nella rete e disposto a investire su di loro. Quando la realtà esce fuori e ci si rende conto di avere puntato su dei coglioni è troppo tardi. Ma bisogna reggere il gioco. I soldi si possono perdere. La faccia no. Qui entriamo in scena noi. Non siamo legati ai loro gruppi editoriali. Nessuno di noi opera nel campo del fumetto e lo scopo che ci siamo prefissi è liberare il mondo del fumetto dalla sinistra. Il Sistema è fragile. Poiché gli editori hanno investito su queste mezze cartucce, è facile dimostrare, dati alla mano, che l'esito di ogni sforzo riposto su di loro è un fallimento! In rete i dati di vendita ci sono eccome. Bottero non è l'unico che li fornisce. Però è l'unico che ne parla senza problemi. Ogni volta che diffonde dati, il Sistema scricchiola. E noi costruiamo su quei dati articoli molto analitici che consentono di capire che non solo gli investimenti su certi soggetti sono stati sbagliati, ma che non vi erano possibilità di esiti diversi. Bottero diventa quindi un problema per il Sistema, che reagisce inviando contro di lui altri autori, addetti ai lavori, gestori di pagine e semplici fanboy usati come carne da macello. E il problema assume proporzioni vaste quando Bottero condivide i nostri pezzi. Siamo l'unico sito che offre del mondo del fumetto la sua immagine vera. La critica politica rafforza il nostro dire. La crisi economica ci dà una mano. Mette a nudo le debolezze di un settore che non ha saputo costruire solide basi di sviluppo. Se un tizio si pone come una star e poi si rivela una mezza sega, la colpa non è nostra. La sua serie chiuderebbe comunque. L'editore avrebbe perso soldi lo stesso. Ed è qui che emerge l'utilità di Comix Archive. Agli editori diciamo: fate storie di destra, liberatevi degli autori comunisti, liberatevi del peso dei gruppi segreti di potere. E ritornerete nella credibilità perduta. Il fumetto di qualità si fonda su valori come famiglia, fede e patria. I lettori vogliono questo. Kristoffer Barmen.

giovedì 7 settembre 2017

PANINI COMICS: CHIUDE LA COLLANA DEGLI INUMANI! L'INIZIO DELLA FINE DELL'EPOCA MARVEL IN ITALIA?!!!

Spesso ci attribuiscono la seguente critica: parlate solo delle collane Bonelli che chiudono. E gli altri? Siccome non ci piace infierire, preferiamo non toccare i piccoli editori, che hanno già i loro problemi. Di recente, abbiamo apprezzato la scelta della Edizioni IF del sig. Gianni Bono di proporre la ristampa di un grande fumetto di destra scritto da Andrea Lavezzolo e disegnato dalla EsseGesse, Kinowa! E gli altri che fanno? In questi giorni abbiamo appreso della chiusura degli Inumani da parte della Panini. Qual è il problema? In fondo, anche in America la serie è andata a puttane. La collana italiana chiude per mancanza di materiale originale. Per gli stessi motivi la Panini ha chiuso la testata dei Fantastici Quattro (che usciva dal 1990) e tutte le serie della linea Ultimate Comics (che uscivano dal 2000). Un bel po' di serie chiuse nel silenzio generale. I membri del gruppo Lupoi, il gruppo di fanzinari cresciuto in quel di Bologna intorno alla fumetteria di Alessandro Pastore, fanno attenzione a non calcare troppo su questo tasto. Nulla possono fare sui cambiamenti che hanno devastato la Marvel in America da Secret Wars in poi. Una gestione bocciata dai lettori. In Italia è vietato parlare di questo argomento. Guai a dire che la Marvel Comics sta andando male e che le sue serie sono in caduta libera. Tanto hanno i film. Ci fanno un botto di soldi grazie ai loro nuovi padroni, i manager della Disney. Finché il genere tira (in verità oggi tira di meno, ma tant'è). Quando la bolla finirà la Disney si libererà della Marvel. Per ora la sfruttano bene. Ora non divaghiamo e torniamo agli Inumani.
 

Perché ne parliamo? Negli anni hanno chiuso e aperto centinaia di serie. Per gli Inumani il discorso è diverso. Quando chiusero la serie dei Fantastici Quattro per fare contente le lobby gay (non credete alla storia dei diritti dei film ceduti alla Fox. Trattasi di una cazzata), quella degli Inumani rimase l'unica famiglia propriamente detta del MU. Faremo degli Inumani la serie cosmica per eccellenza! Faremo degli Inumani quello che abbiamo fatto con gli Avengers aprendo tanti titoli! Non hanno fatto un cazzo. O meglio. Hanno cercato di farlo, ma è andata male. Molte nuove collane, tutte o quasi chiuse. Allora riaprite la collana dei Fantastici Quattro che con Hickman nell'ultimo periodo non era male. Macché. Poi le lobby gay si lamentano che non facciamo titoli dove le donne si fanno inseminare artificialmente per avere figli (è successo a quella puttana di Jessica Drew). No, dobbiamo puntare su eroi di colore (e così hanno messo al posto di Capitan America e Iron Man, cioè i protagonisti di Civil War, due negri: Sam Wilson e Riri Williams). E che c'è di male? Finché le storie sono buone, va bene. E qui casca l'asino. Storie pessime e vendite in caduta libera. Non basta. Mettiamoci eroi islamici così facciamo un dispetto a Trump, che li vuole cacciare dagli Usa. Loro fanno i dispetti a Trump. Il pubblico risponde ignorando la serie di Ms. Marvel, che va male. Gli americani sono impazziti? Cari signori, per cortesia, studiate un po' di storia, cazzo! Dopo Pearl Harbour, chiusero centinaia di migliaia di cittadini americani di origine giapponese in campi di concentramento.
 
E in Italia? Silenzio assoluto. Le strategie di casa Marvel non si discutono. Non si può parlare di vendite, anche se negli Usa i dati sono pubblici. Loro mandano il MU a puttane? Pazienza, noi ci limitiamo a tradurre ciò che producono. Pochi sanno che la Panini gestisce i diritti della Marvel nei mercati esteri. Significa che se uno a Singapore vuole pubblicare fumetti Marvel nel suo Paese deve alzare il telefono e chiamare l'ufficio licensing a Modena! Come possono i redattori Panini criticare le scelte di quelli che, in sostanza, sono i loro datori di lavoro? Ok, la Panini gestisce i diritti esteri della Disney, della Bonelli, di Diabolik! Un filo sottile lega i principali editori italiani alla Disney! Non ci avevate fatto caso? Ora lo sapete e sapete perché in Italia non esiste concorrenza. Il 90% del mercato è in mano alla Panini che controlla tutto. Torniamo alle collane che chiudono. Dopo la fine di Secret Wars la Panini ha aperto molte collane. A quelle già esistenti della linea di Star Wars, si sono aggiunte serie di Gwen Stacy, del dott. Strange, dei Campioni, ecc. Non abbiamo dati di vendita, ma da alcune strategie Panini (che ha rispolverato gli abbonamenti con robusti sconti) possiamo immaginare che le cose non vanno molto bene. E di pochi giorni fa la notizia che i prezzi di copertina degli albi da 48 pagine saliranno da 2,90 a 3,20 euro. Secondo noi, è la conferma del fallimento delle nuove strategie Panini Comics di presentazione del nuovo MU. Per questo motivo, abbiamo chiesto le DIMISSIONI IMMEDIATE di Marco Lupoi e del suo storico gruppo di redattori emiliani. Dimitri Temnov.

mercoledì 6 settembre 2017

SUPERMAN DALLA PARTE DEI CLANDESTINI? LA LEGALITA'? FORZA NUOVA APRE UNA SEZIONE NEGLI STATI UNITI

Alla DC Comics piace soffrire. Un masochismo latente come quello di alcuni editori italioti, che hanno la abitudine di assumere coglioni come collaboratori per restituirli alla cloaca dei forum quando è tardi e il danno è fatto. Lo scorso anno l'editore di Superman, Batman, Flash e altri noti character chiuse il bilancio con un passivo di oltre due milioni di dollari. Erano le fosche conseguenze del New 52, l'evento più assurdo della storia della DC nel suo tentativo di replicare quella ciclonica gag nota come Universo Ultimate! Nel 2016 è arrivato Rebirth con propositi di tornare alla antica essenza nazionale repubblicana degli anni '40. Buoni inizi e cattivo esito. La vittoria di Trump alle elezioni ha irretito le inquietanti lobby lgbt e socialiste americane e gli eroi DC sono tornati al livello di mediocrità. Qualche giorno fa, è stata diffusa la tavola di una storia di Action Comics n. 987 in cui l'Uomo d'Acciao protegge con il suo corpo invulnerabile un groppuscolo di immigrati clandestini contro i proiettili del Sistema Repubblicano! Espressione colorita che descrive ciò che volevano comunicare, secondo noi. Superman è un alieno. In teoria, quindi, è un immigrato illegale come i criminali messicani che ogni giorno passano il confine per commettere ogni genere di scelleratezza ai danni del popolo americano. Chi è che fomenta l'odio? Oz, un misterioso individuo che alimenta i pregiudizi e gli impulsi peggiori della gente. Non è difficile vedere in ciò una trasposizione falsa che i capi della DC, schierati per la sinistra al servizio delle lobby mondialiste, vogliono trasmettere di Donald Trump.
 

Alla Marvel ci sono andati giù pesante. Trump vince le elezioni? Per loro è un fatto inaccettabile. Così creano un evento, Secret Empire, per dimostrare che al vertice del potere Usa si è insediata una organizzazione criminale! Le cattive vendite stanno bocciando questi ridicoli tentativi di fermare l'ondata della Grande Destra Mondiale. In America è nata una sezione di Forza Nuova, cioè Forza Nuova Usa con il compito di diffondere gli ideali che in Italia stanno crescendo a dismisura, tanto che il PD, nella sua allucinata sofferenza prima della fine, sta cercando di varare leggi per colpire la destra. Adesso sarà più difficile negare che gli editori usano i personaggi dei fumetti per fare politica. Non è una novità. In Action Comics n. 900 dell'aprile 2011 Superman rinunciò alla cittadinanza Usa onoraria come reazione della politica americana contro l'Iran. Superman ha fatto politica fin dall'inizio. Quando gli Usa scesero in guerra contro la Germania, venne lanciato in Europa contro i panzer tedeschi. La propaganda nazista lo attaccò per le sue origini. Chissà come se la sarebbe vista contro gli Uber di Kieron Gillen. Il punto più basso si è toccato il mese scorso con un secco -21% rispetto alle vendite dell'agosto 2016! Un risultato terribile. Se il giro di affari cala di quasi un quarto in un anno significa che qualcosa non va! E' arrivato il momento di fare piazza pulita della politica di sinistra e sposare le tesi scritte nel programma politico del partito di Forza Nuova? Senza dubbio. Prima DC e Marvel proporranno storie di Destra, prima le vendite torneranno a salire. Jack Santorum.

martedì 5 settembre 2017

DYLAN DOG N. 372! LA MEGA-RECENSIONE! IL CAMMINO ESOTERICO IN UNA STORIA CONFUSA MA BEN DISEGNATA

Una storia deludente che non offre alcuno spunto, se non quello di ammirare le tavole di Corrado Roi, che con il suo stile preciso e attento ai particolari ripaga, in parte, i soldi spesi per l'acquisto dell'albo. In parte, perché comprare un fumetto solo per i disegni è inutile. Un fumetto è una storia che deve essere letta e in questa occasione Paola Barbato, che pure sembrava avere compiuto grandi passi avanti l'ultima volta che l'abbiamo vista su Dylan Dog con il numero 363 circa un anno fa. La storia di questo mese sembra, invece, provenire dal passato, un passato remoto in cui la scrittrice non era aveva ancora raggiunto certi livelli. Si tratta davvero di una storia che la Bonelli teneva chiusa in un cassetto o che magari era stata scartata? Se si, lo capiamo bene. Quello che non capiamo è come abbia fatto Recchioni (se è ancora lui il curatore, perché secondo alcuni potrebbe essere stato già messo da parte) ad avallare una storia come questa senza né capo né coda. Una storia senza una trama. 96 pagine di testo senza capire dove la scrittrice volesse andare a parare. Una storia in cui Dylan affronta una sorta di entità padrona delle sue paure in una lotta nella quale l'Indagatore, alla prospettiva di liberarsene, cade in disperazione! Boh! Non vorremmo essere cattivi, ma la coppia Barbato-Roi ricorda la loro recente miniserie nota come Ut (definita evento dalla macchina della propaganda della Bonelli), molto contestata perché la storia è stata capita da pochi (con i conseguenti effetti sulle vendite. Secondo Bottero, mentre il numero 1 vendette 31.000 copie, il secondo era precipitato a 19.000 copie) o almeno è stato questo il giudizio più ricorrente nelle discussioni su forum e social. Anche in quella occasione, furono esaltati di disegni di Roi.
 

La copertina di Gigi Cavenago si presta a molteplici interpretazioni. Dal punto di vista grafico, viene fatto un uso abbondante di masse colorate con indovinati abbinamenti, che all'occhio inesperto del lettore sprovveduto dylaniato contribuiscono a celare le stilizzazioni lontane dai canoni bonelliani. Il contesto è il classico richiamo all'esoterismo seguito negli ambienti massonici. Dominano la scena due occhi, uno grande al centro e uno piccolo a destra. Nella simbologia massonica l'occhio compare per la prima volta in una pubblicazione del 1797 di Thomas Webb. L'occhio indicherebbe quello di Dio che tutto vede ed un monito per il massone: ogni suo pensiero o azioni sono osservati da Dio. In realtà, secondo diversi studi la Massoneria costituisce una setta satanica e il Dio a cui si riferisce l'occhio non è certo quello del Bene. L'occhio si ritrova anche in molti simboli americani, la nazione massonica per eccellenza. Secondo il loro credo i massoni, attraverso l'occhio, devono ricevere l'illuminazione luciferina e aprire il cosiddetto terzo occhio. Dylan Dog si ritrova così al centro di un cammino iniziatico tra due schiere di dannati. Lo scenario è quell'inferno qui molto simile alle descrizioni contenute nei vari segreti di Fatima. La figura dell'occhio si ritroverà ovunque in questa storia, come a dire che Dylan, nel suo cammino esoterico, è sempre sotto lo sguardo vigile di una divinità malvagia. Il titolo della storia è il Bianco e il Nero. La luce e la Tenebra. Quello che ci colpisce è la costante affermazione di Dylan nel corso della storia che lui non desidera separarsi dalle sue paure. Un chiaro messaggio satanico. Nella luce di Dio non c'è paura. Perché Dylan vuole invece restare sotto il giogo del Male? Ha fatto la sua scelta?
 
Gli editoriali di Recchioni sono curiosi. Nel primo paragrafo esalta il bianco e il nero, simbolo della tradizione italiana! Ma se la Bonelli sta facendo uscire molte serie a colori? La stessa serie Orfani di Recchioni (fermata per basse vendite) è a colori! Definisce la Paola Barbato regina del Terrore e Roi il re delle ombre! Andiamo a memoria ma è la prima volta che la Barbato viene definita così da Recchioni, qui in veste di gran cerimoniere della casa dylaniata. Ci dice anche che Ut tornerà in veste di speciale! La storia è molto semplice. All'improvviso Dylan inizia a vedere macchie nere ovunque. I suoi amici, preoccupati, lo portano dall'oculista, che gli consiglia di fare visite più approfondite presso un centro medico. Qui cade nella dimensione dell'Uomo Nero, che nella storia, dal punto di vista esoterico, potrebbe simboleggiare Caronte. Dell'Uomo Nero si è parlato nel numero 186 del marzo 2002 su testi di Mignacco e disegni di Piero Dall'Agnol. Questa entità vuole che Dylan lo aiuti a svezzare il figlio, che non sembra volere proseguire il lavoro di famiglia, cioè il terrorizzare la gente negli incubi. Se riuscirà in ciò, Dylan potrà tornare a casa. Sembra un lavoro facile, ma in realtà nella dimensione dell'Uomo Nero i gesti gentili provocano orrore, il contrario di ciò che avviene nel mondo reale. E' un riferimento a ciò che avviene nel mondo massonico, che rifiuta il bene e abbraccia il male? Verso la fine Dylan Dog incontra un essere femminile che simboleggia la Paura e scopre che è la vera autorità di quella assurda dimensione. Convince il figlio dell'Uomo Nero a fare il suo dovere e alla fine è libero. Se sperano di affascinare nuovi lettori con una storia così introspettiva, sarà davvero dura fermare il calo nelle vendite. Al Plano.

lunedì 4 settembre 2017

LA PANINI AUMENTA I PREZZI DEGLI ALBI! LETTORI FURIOSI! NOI CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DI MARCO LUPOI!

Lo sviluppo era nell'aria da parecchio tempo. Le ultime strategie messe in campo dalla Panini in questi mesi per fare fronte alla devastante crisi delle vendite si potevano leggere come conferma della difficoltà dell'editore delle figurine di reggere una situazione divenuta ormai insostenibile. Prima con la creazione dei Panini Point (che si sono concretizzati in una pugnalata nella schiena delle fumetterie) e poi con gli abbonamenti (dimostrando, quindi di non credere più nelle edicole) hanno cercato di riavvicinarsi ai lettori traditi da anni di politiche di sfruttamento (tra tutti, la divisione delle testate dei Vendicatori tra più collane ovvero il mantenimento della quindicinalità dell'Uomo Ragno quando era chiaro che non vi era il materiale di qualità per riempire almeno 160 pagine al mese). L'aumento del prezzo di copertina è stato inevitabile. E così è stato. Noi lo sapevamo da mesi! Con vendite in continuo calo e un mercato che si assottigliava alla velocità della luce, a meno di non fallire, Panini doveva aumentare i prezzi. Il comunicato è di quelli tragici, con delle espressioni che richiamano il lettore alla prospettiva dell'avvicinarsi di tempi duri. Della serie: questo è solo l'inizio. Il peggio deve ancora arrivare. Da dicembre gli albi spillati di 48 pagine passeranno da 2,90 euro a 3,20 euro! I volumi aumenteranno di 1,00 euro, mentre gli albi di 80 pagine, che oggi costano 3,50 euro, spariranno nei prossimi mesi!
 

Il comunicato, uscito sul catalogo AD Anteprima (stampato dalla medesima Panini!), prosegue laconico indicando le cause: erosione del mercato, aumento dei costi, diminuzione dei punti vendita (edicole e fumetterie). Avete capito? Non menzionano i loro errori catastrofici! Si sono autoassolti. La situazione è quella che è, ma non è colpa nostra! Se, da un lato, il peso della crisi economica e dei terribili effetti delle politiche del PD volte all'annichilimento della cultura, sono innegabili, dall'altro, è pur vero che la Panini ci ha messo del suo per aggravare una situazione già molto compromessa. Non è questa la sede per fare l'elenco di tutti gli errori commessi dal gruppo di ex-fanzinari che fa capo a Marco Marcello Lupoi, che dal 1987 (passando sotto vari editori) regge in Italia le sorti delle serie Marvel e che hanno portato a questa situazione. Il comunicato conclude con quella che ci è parsa una inutile provocazione: si afferma che negli Usa per comprare un albo Marvel di 32 pagine (di cui 12 di pubblicità) servono 3,99 $ cioè 3,30 euro! Confrontare le economie e le situazioni sociali di due Paesi molto diversi (Italia e Usa) suscita più di un dubbio sulla capacità dei vertici della Panini di comprendere una situazione che è sfuggita di mano. Quando nel maggio 1987 uscì nelle edicole l'Uomo Ragno n. 1 (ed. Star Comics) aveva 48 pagine e costava 1.500 lire. Un prezzo che all'epoca era considerato già molto alto.
 

Nello stesso periodo in America un albo Marvel di 32 pagine costava 0,75 $ cioè circa 1.500 lire! Gli italiani erano avvantaggiati. Con gli stessi soldi leggevano due storie anziché una! Poi il mercato negli Usa è crollato e gli editori hanno aumentato di molto i prezzi fino agli attuali 3,99 $ (la DC si è mantenuta su livelli di poco più bassi: 2,99 $). Ciò non giustifica gli aumenti di prezzo della Panini e le scelleratezze, secondo noi, commesse. E' inutile nascondere il fatto che coloro che adesso sono ai vertici della Panini, in quel momento erano semplici amatori che scrivevano sulle fanzine e ciò che scrivevano arrivava dalla traduzione di riviste americane (tra cui Wizard!). Ottimi conoscitori del cosmo Marvel e del mondo Usa, ma a digiuno delle conoscenze necessarie sul funzionamento di una azienda editoriale. Secondo noi, quelle lacune non sono mai state colmate e la situazione attuale (con vendite diminuite di 4-5 volte rispetto a 20-25 anni fa) è la conferma che abbiamo ragione. Nel 1993 l'Uomo Ragno vendeva 30.000 copie. Oggi non arriva a 5.000 copie! E UR è la serie più venduta! Figuratevi le altre! Di chi è la colpa di tutto ciò? Della crisi economica o delle strategie sbagliate messe in campo per affrontarla? Noi riteniamo che la seconda sia la risposta esatta. Il comunicato non dice molte cose. E che ora noi vi diremo perché siamo liberi e perché, molto sommessamente, non ce ne frega un cazzo. I fatti!
 
Fino a pochi anni fa lo standard Panini era dato dal formato delle 80 pagine a 3,50 euro. Le collane di 48 pagine, che avevano dominato la scena nei primi anni del duemila, erano poche. Per evitare aumenti a 3,80 o 4,00 euro, i paninari superarono loro stessi: tolsero di mezzo il formato di 80 pagine e lo sostituirono con quello di 48 pagine. Il prezzo scese da 3,50 a 2,90 euro! I fan ne furono felici! 60 centesimi in meno! Poi capirono: cazzo, paghiamo 60 centesimi in meno ma leggiamo la metà delle pagine di prima! Il rapporto pagine/prezzo risultava addirittura aumentato: da 0,04 centesimi a pagina a 0,06 centesimi a pagina! Si trattava di un aumento mascherato del prezzo. Ora si passa ad un aumento diretto: da 2,90 a 3,20 euro! Paradossalmente, i lettori pagano quanto pagavano 5-6 anni ma per leggere la metà delle pagine! Pagano cioè un albo di 48 pagine allo stesso prezzo di un albo di 80 pagine! Il comunicato cela un ulteriore sviluppo catastrofico: gli albi di 80 pagine spariranno! Il motivo? Facile. Dovrebbero portarli a 4,00-4,50 euro (un prezzo che nessun lettore mai pagherebbe oggi). Loro lo sanno e preferiscono toglierli di mezzo in attesa di tempi più propizi (tempi in cui, magari, pagare un albo di 80 pagine 4,50 euro sia considerato normale). La prima vittima sarà l'Uomo Ragno, che passerà a 48 pagine! Alcuni hanno gioito alla prospettiva: non vedranno più serie orrende come Silk o Spider-Woman!
 
Poco male: Silk e Spider-Woman sono destinate a chiudere in America per basse vendite! Perché qualcuno dovrebbe comprare la serie di una stronza egoista che si è fatta inseminare artificialmente per procreare togliendo al figlio il diritto di avere un padre come tutti? Ma non divaghiamo. E' il momento di affrontare la situazione. Alla luce della gestione, che secondo noi è stata disastrosa, del Marvel Universe in Italia, chiediamo le dimissioni immediate di Marco Marcello Lupoi e di tutti i membri del suo storico gruppo di redattori. Non vediamo altra soluzione. E' arrivato il momento di passare la mano e di affidare la gestione della Panini ad un gruppo di manager di provata esperienza, che sappiano mettere in campo le strategie per riportare il prezzo degli albi Marvel a condizioni e formati degni della loro tradizione. Temiamo che le scelte dell'attuale gestione porteranno ad una ulteriore diminuzione della quota di mercato dei titoli e delle vendite, racchiudendo il parco-lettori ad una piccola nicchia di appassionati. Siamo convinti che il prezzo aumenterà ancora fino a 4,00 euro per le 48 pagine. Tanto loro diranno sempre che in America per leggere 20 pagine si pagano circa 4 dollari! E questo li assolverà come del resto hanno scritto nel comunicato di cui sopra. Ingenui i lettori americani che non imparano l'italiano per leggere più storie! Sarà dura seguire l'universo Marvel d'ora in avanti! Dimitri Temnov.