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martedì 25 dicembre 2018

Bonelli: 2018 da dimenticare! Scelte sbagliate e utili a picco! Il futuro?

Qualche giorno fa, Roberto Recchioni, curatore di Dylan Dog (e spesso al centro dell'attenzione per le affermazioni polemiche a sfondo politico di sinistra) ha commentato il consueto articolo di Dime Web che tiene conto di quante pagine, tavole, episodi, ecc., in Bonelli producono nel corso dell'anno. Il post terminava con codeste parole: anche quest'anno abbiamo lavorato. Come se il fatto di avere prodotto dei fumetti (cioè di aver lavorato) sia da salutare come un risultato. Ma com'è andato veramente il 2018 per Bonelli? Certamente, non bene, anzi male. La gestione di Simone Airoldi, che dal gennaio 2016 occupa il ruolo di direttore generale, di mente della società, continua a non dare frutti per fronteggiare in una situazione dalla quale, per ora, non sembra esserci via d'uscita. Si potrebbe dire che alla Bonelli hanno sbagliato tutto quel che si poteva sbagliare. Iniziamo dal bilancio di esercizio che contiene i risultati di gestione del 2017. Gli utili (i soldi incassati al netto delle tasse e di tutte le altre voci) sono stati in tutto 401.487,00 euro. Nell'esercizio precedente erano stati 724.212,00 euro (in un anno il calo di utili è stato del 55%). Spiccioli rispetto ai 3.408.407,00 euro del 2014! In quattro anni hanno perso il 79%! Una catastrofe dovuta ai flop di Dylan Dog e di Orfani (in gran parte), agli investimenti sbagliati (come la produzione in proprio di volumi) e alla folle scelta di attuare, in sostanza, nei fumetti le direttive politiche mondialiste abbracciate dal PD e dai movimenti di sinistra vicini a gente come Soros. E questo ci porta al più grosso sbaglio che la nuova Bonelli ha commesso: il dare campo libero ai suoi autori sui social di attaccare anziché dialogare con i fan. Una comunicazione errata che ha generato un muro di avversione che ai tempi in cui comandava Sergio Bonelli sarebbe stato impensabile.


Oggi i lettori, che in gran parte votano M5S e Lega (ma anche Forza Nuova in forte ascesa in alcune regioni) sono dell'idea che la Bonelli sia lontana dai loro gusti ed interessi e che anzi, nonostante le gravissime perdite, continui in una ossessiva (suicida?) strategia basata sull'illusione di condizionare le scelte dei lettori. Illusione generata da una cecità con cui sembrano concepire le scelte editoriali. Testate come Cani Sciolti di Manfredi o Mercurio Loi di Bilotta fanno capire che non hanno alcuna idea di cosa i lettori vogliano. Prima di lanciare una serie bisognerebbe capire cosa vuole il pubblico. Invece alla Bonelli partono dal presupposto inverso: lanciano ciò che piace a loro (o che credono possa piacere ai lettori). Si pensava che con il flop di Adam Wild di Manfredi e le prove non eccelse di quest'ultimo su Tex (o su progetti velleitari come Mugiko) avessero capito di essersi inoltrati sulla strada errata. E invece no. Anziché puntare su nuovi autori, insistono su Manfredi (che ha tirato fuori una storia che già dal titolo vorrebbe far intendere che i giovani che incendiavano le piazze negli anni '60-'70 erano Cani Sciolti e non burattini in mano ad organizzazioni sinistre, come la Loggia Massonica P2, che alimentava la strategia della tensione per conto di potenze straniere interessate a debilitare il tessuto socio-economico italiano). Magari 30 anni fa avrebbe funzionato, ma oggi ci sono i documentari di Rai Storia che fanno capire come stavano le cose allora. Il ritorno di Mister No si colloca in questo discorso. Lo hanno snaturato, riscrivendone caratteri ed essenza. Il risultato è stato un personaggio che di quello ideato da Sergio Bonelli nel 1975 non ha nulla. Era così tanto difficile ipotizzare che il pubblico non avrebbe gradito (come sembra dalle critiche dei social)? Forse si. Edmund Freisler.

Mobile Suit Gundam NT: il primo capitolo uscito su Gundam Ace!

Ci sono tanti buoni motivi per procurarsi il numero di dicembre 2018 di Gundam Ace pubblicato dalla Kadokawa. In cover campeggia Mobile Suit Gundam NT (uscito nelle sale giapponesi il 30 novembre). L'anime è ambientato nella linea temporale dell’Universal Century (UC), lo stesso di Mobile Suit Gundam Unicorn, di cui rappresenta un sequel. Questo nuovo film animato si inserisce dunque in quello che è stato nominato l’UC NexT 0100 Project, pensato per lo sviluppo del franchise Gundam UC, che comprenderà giochi, manga e romanzi inediti. Gundam è stato creato da Yoshiyuki Tomino e Hajime Yatate per lo studio Sunrise nel 1979 come capostipite dei mecha realistici!


Noi non abbiamo resistito e il numero di dicembre di Gundam Ace, grazie a Minoru, ora fa bella mostra nella nostra collezione. All'interno, infatti, è contenuto il primissimo capitolo del manga realizzato da Kozo Omori (che abbiamo già visto in Mobile Suit Gundam 00). A differenza di quanti molti credono, Gundam è nato come anime e anni dopo ha avuto adattamenti cartacei. In Italia è stato, principalmente, proposto sulla collana Gundam Universe della Star Comics, in cui il 23 gennaio 2019 sarà presentato il nuovo capitolo della serie Mobile Suit Gundam 0083 Rebellion (testi di Akashi Imaishi e disegni di Masato Natsumoto) in libreria e fumetteria. Minoru Genda.

Oh My Goddess: in arrivo un capitolo inedito su Monthly Afternoon!

L'anteprima del numero di febbraio 2019 del magazine Monthly Afternoon della Kodansha ha rivelato che un nuovo capitolo spin-off del noto manga Oh My Goddess di Kousuke Fujishima sarà pubblicato per la gioia dei fan! L'uscita è prevista per il numero di marzo (che sarà in vendita dal 25 gennaio 2019). A scrivere la storia sarà Uhei Aoki con i disegni di Kumichi Yoshizuki.  Il nuovo capitolo narrerà di come Keiichi Morisato e Belldandy, un tempo felici, ora devono affrontare i problemi della recessione economica con il negozio di biciclette del primo costretto a chiudere e la seconda che ora deve cercarsi un lavoro. Oh, My Goddess è un manga di genere seinen lanciato da Fujishima il 25 agosto 1988 su Monthly Afternoon e serializzato fino al 25 aprile 2014 per un totale di 308 capitoli raccolti in 48 tankobon, inserendosi tra le più longeve serie nipponiche di tutti i tempi!


In Italia il manga è stato presentato dalla Star Comics dal 1992 al 2015. L'esordio ebbe luogo sulla storica collana Kappa Magazine. Dal manga sono stati tratti anche un OAV e una serie anime. Minoru Genda.

lunedì 24 dicembre 2018

La Star Comics lancia i manga in formato digitale ma il prezzo è alto!

In Giappone il fenomeno della pubblicazione dei manga in formato digitale è diffuso da un po' di tempo, sebbene il primato assoluto resta quello della carta. E in Italia? Il digitale non ha mai decollato. Alcuni editori italiani, tra cui la Bonelli, hanno cercato di costruire un nuovo mercato, ma lo scarso interesse per fumetti e comics Usa non aiuta e le logiche antidiluviane dei vertici editoriali preferiscono, per ora, sfruttare nuovi canali come la libreria e la vendita online. E i manga? Anche se le vendite non sono più quelle degli anni '90 del secolo scorso, il costante lancio delle nuove serie dal Giappone e il rinnovamento continuo dei generi, attirano di continuo l'interesse dei lettori. Qualche giorno fa la Star Comics, che detiene in Italia i diritti di pubblicazione della serie più venduta al mondo (One Piece) ha annunciato la nascita di una divisione digitale chiamata DigiStar, che proporrà i manga in formato ebook!


L'esordio è avvenuto il 21 dicembre con la serie di Dragon Ball. Il costo (2,99 euro a volume) non ci è sembrato per nulla basso rispetto al prezzo dei volumi cartacei (che oscilla tra i 4,30 e i 4,50 euro).

domenica 23 dicembre 2018

Diabolik (Anno LVII) n. 12: analisi critica!

Con la storia dal titolo Spietati si chiude un anno nero per Diabolik (per la situazione delle vendite ne parleremo in un'altra occasione, quando faremo il punto sul bilancio della Astorina). Confusione ed una ricerca ossessiva della complessità, infatti, hanno reso le storie degli ultimi mesi qualcosa di assolutamente incomprensibile, con trame tanto artificiose quanto poco credibili. Il problema maggiore che abbiamo notato in questo episodio non sono le sceneggiature di Raffele Altariva ma il soggetto ideato da Mario Gomboli e Andrea Pasini, che non ci è sembrato convincente. Si è forse dimenticato che le trovate narrative delle storie ideate dalle Giussani erano si originali, ma credibili, a volte paradossali però caratterizzate da quell'alone di riscontro fattuale che le rendevano grandi. In tal caso, invece, è parso che si siano messe insieme idee disparate con poca cura. La storia inizia con una rapina ad un furgone portavalori. Uno dei criminali uccide il poliziotto che aveva funto da basista per timore che si arrivasse a lui. Prima di morire lo avverte che se ne pentirà. Quando si reca nella abitazione di questi per accertarsi che non vi fossero nascoste prove compromettenti, si imbatte in una perquisizione della polizia e viene catturato. Qualche giorno dopo i suoi complici lo liberano ma durante l'azione si imbattono in una delle ville rifugio di Diabolik! Non si poteva pensare a qualcosa di più credibile per far incrociare i destini dei rapinatori con il Re del Terrore? Diabolik è costretto a fuggire e far saltare la casa piena di costosa attrezzatura. Per rientrare della grossa perdita, decide di impadronirsi del prezioso che i criminali avevano rubato. Fino a questo momento la storia, nonostante le trovate di una ingenuità paurosa, si è mantenuta su un binario di comprensione. Poi non si è capito più nulla.


Ginko intuisce che Diabolik cercherà di sottrarre il gioiello ai criminali (come ha fatto ad intuirlo? E perché Diabolik, che negli anni ha accumulato una fortuna, dovrebbe correre rischi per mettersi alla caccia di codesti perdenti? Non sarebbe stato meglio puntare sulla vendetta dettata dalla rabbia per avere perso un rifugio?). Diabolik li rintraccerà senza problemi visionando le immagini delle telecamere del rifugio prima di abbandonarlo mentre Ginko arriva allo stesso risultato spremendo informazioni nel mondo criminale. Il momento in cui i criminali tenteranno di chiudere la vendita con un vecchio ricettatore è quanto di più caotico possa esservi in una storia di Diabolik. L'unico risvolto positivo è il colpo di scena finale. Tutti credevamo che Eva avesse preso le sembianze della giovane assistente del capo dei criminali, ma in realtà si era travestita da ricettatore! Eva prende il posto di un vecchio? Diabolik riesce a prendere il gioiello, il criminale viene ucciso, Ginko se ne esce con le pive nel sacco e la ragazza, tale Barbara, che si conquista il retro copertina dell'episodio fugge e la fa franca. Una storia leggera, molto confusa, una trama non coordinata e testi privi di enfasi con personaggi a caratterizzazione zero. Quando a scrivere i testi non è il maestro Tito Faraci sono dolori e si vede. Unico lato positivo: i disegni di Barison. Noi cogliamo l'occasione per rinnovare a Gomboli un consiglio (in realtà, ne abbiamo accennato anche nelle altre recensioni): perché affidare ad un team di 3 o 4 persone la realizzazione di una storia di 120 pagine, per le quali basterebbe una sola persona? Al Plano.

Conosciamo meglio il grande mangaka Tsukasa Hojo (City Hunter)!

Conosciamo meglio Tsukasa Hojo, il mangaka autore di grandi successi, molto noti anche in Italia, come Occhi di Gatto, City Hunter e Angel Heart. Scrittore sopraffino e artista eccezionale, rispettoso dell'anatomia, fa parte della schiera di mangaka che si oppongono alla occidentalizzazione del fumetto giapponese. I critici hanno notato che le premesse ideologiche di Hojo vengono meno quando  fa mostra di un realismo spettacolare nei suoi disegni. Il tipo di fumetti prediletto da Hojo è il seinen, il fumetto per adulti che si nota non tanto nelle situazioni o riferimenti di tipo sessuale (per vero molto ridotti) ma nella estesa profondità delle questioni affrontate. Non ha mancato di influenzare con il suo stile noti mangaka attuali ed è stato maestro di Takehiko Inoue, creatore di Slam Dunk e di Vagabond, che ha fatto parte del suo staff durante la realizzazione di City Hunter. Inoltre è amico di lunga data di Tetsuo Hara, creatore assieme a Buronson di Ken il Guerriero. Lo stile con cui è realizzato il guerriero di hokuto è chiaramente similare a quello di City Hunter. Dalle sue opere sono state tratte serie anime e film d'animazione di grande successo mondiale. La sua opera più famosa è senza ombra di dubbio City Hunter, basato sulle storie di due arditi detective, Ryo Saeba e Kaori Makimura, il cui passato viene svelato ai lettori attraverso i casi affrontati.


City Hunter, serializzato tra il 1985 e il 1991 sulla rivista Weekly Shonen Jump, è stato raccolto in 35 tankobon, di cui 32 in formato kanzenban (volumi caratterizzati da una carta di pregio e con contenuti extra dedicati di solito a collezionisti e riservati solo ai mangaka più popolari). In Italia è stato proposto da Star Comics sulla nota collana Starlight dal gennaio 1996 al marzo 1999. Nel 2010 i diritti di pubblicazione sono stati acquistati da Panini, che in volumi di maggiore pregio ha proposto una traduzione migliorata e con alcune pagine a colori (non presenti nella edizione di Starlight). Lasciamo allo yuoutber TheMarkolino852otaku il compito di parlarne. Minoru Genda.

Samurai 8 Hachimaruden: il nuovo manga di Kishimoto (Naruto)!

C'è grande attesa in Giappone per l'esordio del nuovo manga firmato da Masashi Kishimoto (l'autore di Naruto) e il mangaka Akira Okubo dal titolo Samurai 8: Hachimaruden. Il debutto avverrà in primavera su un numero di Weekly Shonen Jump ancora da definire. Kishimoto si occuperà solo dei testi. Il manga rifletterà l'amore del maestro per il culto delle tradizioni e la fantascienza (elementi che i lettori di Naruto ben conoscono). L'opera ha avuto una lunga gestazione. Kishimoto ne ha parlato per la prima volta nel 2015 e l'anno dopo in una intervista apparsa su Shonen Jump Giga, ma solo lo scorso anno il progetto ha conosciuto la spinta decisiva.


Kishimoto attualmente è impegnato nella supervisione dell'anime Boruto: The Next Generations. La prima serie di Naruto è stata serializzata dal 1999 al 2014 su Weekly Shonen Jump della Shueisha per circa 700 capitoli. I diritti di pubblicazione appartengono in Italia alla Panini. Minoru Genda.