domenica 15 luglio 2018

OGGI C'E' LA FINALE DEL MONDIALE MA IL CASO BARGIGGIA SCUOTE LE COSCIENZE! TUTTI A TIFARE LA CROAZIA!

Oggi si gioca la finale della Coppa del mondo di calcio tra la Francia e la Croazia. Due nazionali europee che sottolineano l'inutilità di una fase finale allargata a tante squadre scarse. Pensiamo a quelle inutili squadre africane o a quelle asiatiche. Il mondiale dovrebbe essere quindi ristretto alle sole nazionali europee e sud-americane, con esclusione di tutte le altre. Dovrebbe tornare inoltre a 16 squadre come è stato fino al mondiale di Argentina '78, dato che in finale arrivano sempre le squadre più quotate. Insomma, il calcio dovrebbe seguire l'esempio del rugby dove il massimo torneo europeo (il 6 nazioni) si gioca solo tra l'Italia e le cinque nazionali britanniche e al campionato del mondo i posti riservati alle nazionali dei continenti inferiori sono pochi e contenuti. Che senso ha portare alla fase finale della coppa del mondo di calcio 5 squadre africane se nessuna di esse è in grado di competere con quelle europee? Eppure in questa finale tra Francia e Croazia c'è qualcosa di innovativo. I giocatori della nazionale transalpina, pur essendo di cittadinanza francese, sono originari di vari Stati africani oltre che di colore. Si è parlato di Team Africa. Kimpembe arriva dal Congo, Varane dai Caraibi, Umtiti dal Camerun, Pogba dalla Guinea, Lemar da Guadalupa, Mbappè dall'Algeria, Dembelè dal Senegal, Tolisso dal Togo, Kantè dal Mali, Matuidì dall'Angola, N'Zonzi dal Congo, Mandandà dal Congo, Rami dal Marocco, Fekir dall'Algeria, Sidibè dal Mali, Mendy dal Senegal e Areola dalle Filippine. Gli unici calciatori francesi di origine europea della nazionale sono solo cinque: Lloris (che ha, però, origini spagnole!), Pavard, Griezmann (che tradisce chiare origini tedesche), Giroud e Thauvin. Per otto-dieci undicesimi la nazionale che contenderà alla Croazia il titolo di campione del mondo è composta da giocatori non di origine francese. La Croazia, invece, è composta da giocatori di stirpe europea (o slava, se si vuole essere precisi) e alcuni di essi giocano in Italia. Facile conclusione: a differenza della Francia, la Croazia non ha mai avuto colonie!
 

Fin qui, tutto ok. Questi giocatori, anche se arrivano dall'Africa e non sono francesi di stirpe, sono bravi e meritano di giocare nella nazionale dato che secondo le leggi dello stato francese, hanno diritto alla cittadinanza. Casi simili sono stati registrati anche in Italia, in numero minore. Balotelli è cittadino italiano ma i suoi genitori arrivano dal Ghana! Jorginho è di origini carioca! Vierchowod, campione del mondo nel 1982, era di origini sovietiche. E se andiamo indietro nel tempo, due giocatori della nazionale italiana campione del mondo del 1934 erano argentini: Guaita e Orsi arrivavano dall'Argentina. Erano bravi e giocavano nella nazionale italiana, anche se al governo c'era Benito Mussolini! Nel sottolineare che questi giocatori non sono cittadini di stirpe ma nella sostanza acquisiti si rischia di incorrere nel fuoco di sbarramento della sinistra buonista italiana, che controlla buona parte dei media. E in men che non si dica si rischia di essere etichettati totalitaristi o peggio. E' successo al giornalista di Mediaset, Paolo Bargiggia, che sul suo account social aveva rilevato che quasi tutti i giocatori della Francia arrivano da altri continenti. Apriti cielo. Mediaset prende subito le distanze e abbandona il giornalista agli insulti, e si diciamo le cose come stanno, di alcuni politici incalliti di sinistra che gliele hanno dette di tutti i colori, ancora incazzati perché gli italiani li hanno cacciati via dalle stanze del potere! Ovvio, dato che le loro ideologia, il socialismo, disprezza e non valorizza i concetti di Stato, sovranità, ordine e sicurezza. Il socialismo è il caos. Ovvio che la gente, dopo sette anni di malgoverno piddino, abbia spedito a casa Renzi e compagni, soprattutto dopo aver capito che in un anno circa Renzi aveva consentito l'afflusso di oltre mezzo milione di africani in Italia! E' la democrazia, ragazzi. Quando un popolo si accorge che non fai i suoi interessi ti manda a quel Paese! Se si aggiunge che Bargiggia è di destra e scrive per il Primato Nazionale, organo della Destra italiana, il cerchio si chiude. Massima solidarietà a Bargiggia, insomma. Al Plano.

sabato 14 luglio 2018

SUPERMAN N. 151! MEGA-RECENSIONE! SUPERMAN SALVA UNA BARCA PIENA DI MIGRANTI! POLEMICA TRA I FAN!

Apokolips è in pieno caos. La scomparsa di Darkseid ha lasciato il pianeta infernale senza una guida e varie fazioni vogliono impadronirsi del potere. Quelle che hanno maggiori possibilità di realizzare questo obiettivo sono rappresentate dalle furie guidate da Nonnina e da Kalibak, il figlio di Darkseid che detiene il titolo di principe di Apokolips. Quest'ultimo è convinto che il suo augusto genitore si celi nelle viscere del pianeta e per questo, sfruttando la energia del cannone del Caos, penetra il sottosuolo inviando nelle gallerie scavate grazie alla potente arma squadre di ricerca. L'arrivo di Nonnina genera una battaglia catastrofica che rischia di compromettere la stabilità del pianeta. Apokolips non è abitato solamente da orde di guerrieri malvagi, ma da tante persone che vedono in Superman il re ideale, l'unico che possa traghettarli in un'era di pace secondo la profezia che in un primo tempo era stata interpretata male spingendo una squadra a portare sul pianeta Lex Luthor con l'armatura da battaglia. Nel mentre la tremenda battaglia viene combattuta irrompe sulla scena anche Jonathan Kent alias Superboy alla guida dei cani di Apokolips che ha liberato dal tremendo destino che un gruppo dei guerrieri dissidenti li aveva condannati. Azione, caos e ottimi cambi di scena in una storia scritta dal duo formato da Peter J. Tomasi e Patrick Gleason e disegnata da Moore, Segovia e Thibert. Che sia Jon il predestinato alla guida di Apokolips? E che fine ha fatto davvero Darkseid? La seconda storia dell'albo è quella che ha sollevato le maggiori discussioni per i riferimenti politici di sinistra rilevati, pro-lobby sioniste e pro-immigrazione. Superman è ancora sconvolto dalle rivelazioni legate al ritorno di suo padre biologico, Jor-El. Si tratta veramente di lui? Questo essere, che ha assunto il nome di Oz, afferma che una forza misteriosa lo ha sottratto alla morte pochi istanti prima della distruzione di Krypton per trascinarlo sulla Terra, dove aveva mandato suo figlio Kal, per fargli capire quanto l'umanità fosse crudele e che pertanto non meritava di essere salvata da suo figlio. Alla fine, mentre Superman si rende conto che l'essere che si è presentato come Jor-El era sotto il controllo del bastone che impugnava, la forza che lo aveva portato sulla Terra lo trascina di nuovo in un luogo sconosciuto. Superman, pertanto, ha promesso di andare fino in fondo alla questione. Nel fuoco della battaglia con Jor-El Superman ha iniziato a dubitare persino di se stesso. Se suo padre è così malvagio allora lui cos'è? E rischia di esserlo domani? E se questo avvenisse non potrebbe essere un pericolo per gli abitanti della Terra? Non a caso Batman gli fa visita nella Fortezza della Solitudine testimoniandogli i suoi timori in una scena del recente film che li ha visti protagonisti. Superman non ha mai parlato con Jor-El se non attraverso le registrazioni della Fortezza.
 

Deve sapere come sono andate le cose poiché tutto quello che ha creduto finora del padre o della fine del suo mondo natio potrebbero essere state delle bugie. I fatti devono essere visti per come si sono svolti e così decide di rivolgersi ai Guardiani dell'Universo. Mentre sta per compiere il viaggio nota una barca piena di migranti che sta per affondare e la salva. La scena è slegata dal contesto narrativo e dimostra di essere stata inserita a forza per mere ragioni di propaganda. In America le lobby hanno un potere enorme e a volte, come per quella sionista, possono influenzare le politiche dei presidenti. Per rendere più drammatica la sequenza, un gruppo di scafisti armati di mitra minaccia i migranti, mentre in realtà simili scene non sono possibili. Da tempo, per evitare conseguenze penali, i migranti gettano in mare le armi prima di essere intercettati da unità delle Guardie Costiere. Non è una buona cosa che la DC abbia ceduto alle pressioni della lobby sionista di cui fa parte anche Soros, ebreo di origine ungherese, come i vertici della stessa DC. Anche negli Usa la questione migranti è molto sentita, ma Trump sembra avere assunto il pugno di ferro contro i messicani che arrivano dal confine meridionale. La lanterna Tomar-Re mostra a Superman il file video degli ultimi istanti di Krypton. Qualcosa però non quadra. Il file è disturbato, come se una forza misteriosa avesse manipolato addirittura il tempo. Questo spinge l'Uomo d'Acciaio ad usare il Mulino Cosmico di Flash per andare nel passato e capire cos'è accaduto al suo pianeta natale mentre un disperato Booster Gold cerchi di fermarlo. I testi di Dan Jurgens sono di prim'ordine, mentre i disegni di Will Conrad fanno dimenticare i tristi obbrobri di Jon Bogdanovic. Nella storia del Super-Man cinese si chiariscono molti degli elementi visti nel numero precedente. Kenan Kong ha il suo bel da fare per fermare la Suicide Squad arrivata sul posto per uccidere tutti. Kenan viene trafitto ad una spalla da Deadshot e rischia di rimanerci secco se non fosse per il tempestivo intervento dalla Justice League della Cina che si unisce ai Grandi Dieci contro i corrotti metaumani americani. Kong viene trasportato in un centro medico dove sua madre gli rivela di essere stata una spia del governo cinese per infiltrarsi nel gruppo sovversivo di suo padre, i combattenti per la libertà, finendo per innamorarsi di lui. Il momento di grave pericolo in cui si trovano i suoi compagni, determinato dalla trasformazione dell'Imperatore Superman in una versione di Doomsday, spinge Kenan a scagliarsi contro di lui rimanendoci secco. La scena richiama la tavola della morte di Superman. E' la fine di Kenan? No, dato che pochi istanti dopo si ritrova catapultato nel passato, nel 1937 a Chinatown. Belli i disegni di Brent Peeples ed energici come al solito i testi di Gene Luen Yang. Mario Soares.

venerdì 13 luglio 2018

L'UOMO RAGNO N. 702! MEGA-RECENSIONE! UNA STORIA ADATTA AD UN PUBBLICO SEMPLICE E DI POCHE PRETESE

Di questo numero abbiamo apprezzato la bella copertina di Alex Ross tratta dal numero 42 della collana Annual di The Amazing Spider-Man. Il resto per niente ed è cosa nota che da quando Dan Slott scrive le storie dell'Uomo Ragno avremmo dovuto abituarci ad uno scenario penoso (che perfino Brighel ignora negli editoriali). Eppure c'è la speranza che la mediocrità possa essere spazzata via da una impennata di orgoglio, almeno nella parte finale della sua gestione. Niente da fare, questo Annual è penoso come le storie che lo hanno preceduto. Il solito colpo di scena finale salva una delle storie più assurde degli ultimi anni. Betty Brant sta investigando su uno dei casi lasciati in sospeso da suo marito Ned Leeds. Una statua, dedicata ad una battaglia della guerra di Secessione del 1861-65, nasconde un segreto. La battaglia che dovrebbe omaggiare non è mai avvenuta! E allora per quale motivo è stata eretta una statua costata miliardi? Si, miliardi costati a chi l'ha realizzata e poi venduta al comune. Ciò che la rende preziosa è il suo metallo, il tritio, dalle grandi capacità esplosive. Ad investire su di essa è stato Ernesto Karnelli, boss del Braccio Nascosto del Maggia! Voi sapevate che esisteva un braccio nascosto della versione marvelliana della Mafia? Forse solo Slott nella sua fantasia. Karnellli ha assoldato i Duri per proteggere il suo segreto. Betty e Spider-Man lo scoprono e lo sconfiggono. E il colpo di scena finale con cui Slott di solito aggiusta le cose? Ah, si. Per tutta la storia Betty e Peter hanno l'impressione di essere seguiti da un tizio, che si rivela essere Ned Leeds. Cazzo, ma non era morto? E il suo clone non si era sciolto alla fine di The Clone Conspiracy? Buoni i disegni di Cory Smith (buoni se paragonati a quelli di Immonen, s'intende). Dopo una assurda storiella sul senso di Ragno di Peter, che non vale la pena approfondire, passiamo alle due storie del Ragno Rosso di Peter David.
 

L'eccessiva confusione impedisce di cogliere gli aspetti essenziali di una storia troppo articolata. Calabrone Rosso è buono o cattivo e soprattutto è il vecchio Calabrone degli Slingers o uno nuovo? In scena entra anche Dusk, altro membro degli Slingers. Da dove sia sbucato non si sa. Rispetto agli episodi precedenti viene instillato il dubbio che Thorne, il fratello di Cassandra Mercury, potrebbe essere uno dei buoni. Cassandra pare avere fatto due più due e scoperto che il Ragno Rosso e Ben Reilly sono la stessa persona. Il momento principale della storia è occupato dallo scontro di Scarlet Spider con una mostruosa bestia magica spuntata da chissà dove. Calabrone Rosso dice che è stata la sua ragazza a dargli il manufatto in grado di evocarla. Chi sia questa ragazza non è dato sapere per ora. David coglie l'occasione per svelarci qualche particolare in più sulla vecchia pazza che gioca agli slott machine. Un tempo ha perso una bambina nata poco dopo il parto e si affeziona ad una orfana che ha trovato rifugio nel casinò di Cassandra. La bambina, tuttavia, non è quel che sembra e una strana luce rossa si irradia nei suoi occhi. Peter David è bravo a rimescolare le carte e per la prima volta da quando la serie del Ragno Rosso ha avuto inizio ci presenta un Ben Reilly fuori di sé e con propensioni criminali. Che sia lui il cattivo? Ha massacrato di botte Thorne facendogli capire che se continua ad infastidire Cassandra per lui si metterà male. Una strana luce lo colpisce nell'ultima tavola. Anche se la storia è di tenore mediocre, adatta ad un pubblico semplice e senza grandi pretese di approfondimento intellettuale, in cui Peter David si è impegnato davvero poco, essa si fa apprezzare quanto meno per il rispetto, da parte dell'autore, della sua tradizionale modalità narrativa piena di misteri tra loro collegati. Davvero il minimo, quindi, per una testata gloriosa oggi pessimamente disegnata. Al Plano.

giovedì 12 luglio 2018

L'UOMO RAGNO N. 701! MEGA-RECENSIONE! TORNA AMAZING SPIDER-MAN DI SLOTT E RITORNANO GLI SBADIGLI!

Dalla delusione per il finale o quasi finale bislacco della saga di Zdarsky/Murray sulla serie di Spectacular, passiamo alla mediocritas (secondo una espressione di matrice ciccarelliana) delle saghe concepite da Dan Slott, si quello che dal 2008 ha trasformato l'Uomo Ragno in una macchietta. Ritorna Amazing e ritorna il nulla. Nelle note Brighel ci conferma che siccome Slott fra qualche mese lascerà la collana (al suo posto arriverà il socialista pro-lobby Nick Spencer!), vengono risolte le sottotrame lasciate in sospeso. La prima delle quali è quella di Scorpio dello Zodiaco. Slott risolve la questione a suo modo con una storiella catalizzata dal solito colpo di scena finale. Due agenti infiltrati liberano la Chiave dello Zodiaco, oggetto mistico fonte dei poteri di Scorpio, in un deposito sottomarino gestito da una azienda privata dopo il crac dello Shield. Scorpio ha concepito un piano per assumere il controllo dei satelliti che orbitano intorno alla Terra, ma l'Uomo Ragno, che nel frattempo deve affrontare le difficoltà economiche legate alla sua nuova condizione di poveraccio, riesce a fermarlo con una mossa astuta. La Chiave, infatti, segue il suo padrone, per cui basta allontanare questi dal luogo e la Chiave tornerà di nuovo mobile. In tal modo, Spider-Man riesce a togliere l'oggetto mistico nella cornice in cui Scorpio l'aveva collocata. I due infiltrati, tuttavia, avevano una missione ben diversa: recuperare un frammento di Carnage e portarlo a Norman Osborn sempre più alle prese con i tentativi di recuperare la sua pazzia. A ben vedere, però, se uno vuole diventare pazzo magari è già pazzo. Quando l'essenza di Carnage circonda il corpo di Osborn questi capisce di essere aver mancato il bersaglio. Il simbionte alieno è alimentato dall'odio verso ogni essere umano e desidera ucciderli tutti, mentre Norman vuole uccidere solo Peter Parker. I disegni di Immonen si rivelano migliori del solito, meno spigolosi e più fluidi (finito il periodo di imitazione del suo predecessore?). La seconda storia è migliore della prima e ha per protagonista Loki, il dio del male.
 

Da molti anni Loki è debitore di Spider-Man e vuole concludere il rapporto, soprattutto adesso che è diventato il nuovo Stregone Supremo del MU. Per farlo convoca Peter e lo spinge a rompere un vaso mistico nella sua dimora a Greenich Village. Una delle creature magiche che ne fuoriesce uccide un innocente e Peter, spinto dal rimorso, chiede a Loki di tornare indietro nel tempo ed evitare che la tragedia accada. Loki accetta e così può pagare il debito che aveva con l'Uomo Ragno. Una cosa non torna: gli autori della Marvel non ci hanno insegnato che cambiare il passato crea più problemi di quelli che si vorrebbe risolvere? Nonostante una evidente mancanza di qualità, la storia presenta alcuni spunti d'interesse. Ad un certo punto, mentre è impegnato a respingere le lusinghe del dio del male, Spider-Man riconoscere di avere la sensazione che in passato ha chiesto un favore del genere e se n'è pentito. Il riferimento è al finale di OMD e al patto con Mefisto. Chissà che Slott non abbia in serbo qualche buona sorpresa o stia soltanto giocando con i lettori illudendoli che il matrimonio con Mary Jane possa tornare in futuro o prima che lui si levi dai coglioni. I disegni sono di un certo Mike Hawthorne. Pessimi sotto ogni aspetto. Perché la Marvel continua ad avvalersi di artisti che di anatomia umana capiscono così poco? La terza storia dell'albo è tratta dalla serie del Ragno Rosso di Peter David e si svolge subito dopo la fine di Secret Empire. In una Las Vegas piena di macerie, Cassandra Mercury sta dando tutto l'aiuto possibile per aiutare la popolazione stremata dalla mancanza di cibo. Suo fratello Thorne vuole fermarla e assolda il Calabrone Rosso, un membro degli Slingers, che poi si scontrerà con Slate e Ben Reilly. Ma se Calabrone Rosso è stato ucciso da Wolverine, chi si cela sotto la sua maschera? Anche Ricochet, altro membro degli Slingers, vuole scoprirlo e si allea con Ben e Slate. Anche qui una innocua storiella dalla trama prevedibile, ma la scrive Peter David, che è sempre meglio della tristezza che offre Slott. Jack Santorum.

mercoledì 11 luglio 2018

L'UOMO RAGNO N. 700! MEGA-RECENSIONE! TANTA AZIONE E POCA SOSTANZA! ZDARSKY/MURRAY: DELUSIONE!!!

Dobbiamo riconoscere che lo scrittore Chip Zdarsky altrimenti noto come Steve Murray, canadese di Edmonton, in qualità di scrittore della ripristinata collana The Spectacular Spider-Man ci ha sorpresi in positivo, ma come i tanti che lo hanno preceduto, magari per seguire una sciagurata direttiva della casa editrice, ci ha delusi non poco con il finale di una saga piena di colpi a sorpresa. Peter si è trovato a dover difendere sua sorella Teresa, che si è iniettata nel sangue sotto forma di nanobot informazioni fondamentali circa le identità e i punti deboli di eroi e criminali che una fazione deviata dello Shield noto come la Lama Grigia stava raccogliendo per distruggerli. Zdarsky/Murray ha costruito una storia con Peter Parker inseguito dalle autorità e dagli altri eroi e fin qui tutto bene. Peter avrebbe dimostrato la natura criminale della Lama Grigia consentendo alla giustizia di arrivare ai suoi capi e ripristinare l'ordine. Macchè, Zdarsky/Murray si è inventato uno sviluppo assurdo come la sua decisione di usare uno pseudonimo sionista (per essere agevolato nel lavoro come fumettista?). Dicevamo dei colpi di scena. Avevamo sempre sospettato che Hophni Mason fosse in combutta con suo fratello Phineas Mason alias il Riparatore. Mai avremmo immaginato che Hophni altri non era che un robot guidato da Phineas Mason! Avremmo dovuto pensarci, però. Hophni era così alto, grosso, giovane, mentre Phineas era tanto vecchio, piccolo e malridotto. Ma anche tanto scaltro da fregare praticamente tutti, Peter Parker in testa! Così gli eventi narrati nel n. 299. Che cosa si inventerà Zdarsky/Murray abbiamo pensato? Un cazzo. Segue tanta azione, con Peter Parker che combatte con coraggio contro supercriminali ed eroi che non avevano una idea chiara su chi fossero i buoni e i cattivi. C'è spazio per Jameson, che ora sa che Peter e Spider-Man sono la stessa persona (come ai tempi di Civil War).
 

Ok, ma alla fine qual era questo scopo del Riparatore? Voleva conquistare il mondo, voleva uccidere qualche supereroe, lui che dal 1963 altro non è stato che un povero vecchio con il talento di creare gadget per criminali poveri di intelligenza? Il mondo non è mai stato generoso con lui. Lo ha deriso, forse troppo e lui ha cercato di vendicarsi del mondo che lo ha respinto. Un giorno scoprì l'esistenza di un collettivo alieno chiamato I Vedoni, il cui unico scopo è quello di liberare forme di intelligenze artificiali nell'universo distruggendo le forme di carne che le avevano sotto scacco. Per attirare i Vedoni verso la Terra, crea una rete per cellulari molto avanzata che convince i Vedoni di avere scoperto sulla Terra una Intelligenza Artificiale da salvare contro gli umani che devono essere distrutti! Alla fine tutto si risolve con il provvidenziale aiuto del Dottor Destino in versione Iron Man, che consente all'Uomo Ragno e soci di usare la sua macchina del tempo per fermare i Vedoni. In quel momento, però, gli alieni attaccano e la macchina viene distrutta mentre Peter e Teresa restano intrappolati nel passato. Il resto dell'albo è costituito da una storiella della Donna Ragno che evoca un ricordo del passato (quando propose a Peter di sposarlo). Questo è stato il numero 700 italiano dell'Uomo Ragno, numerazione ottenuta, è bene ricordarlo, appropriandosi dei primi 140 numeri usciti sotto la Star Comics tra il 1987 e il 1994. Noi ci saremmo aspettati qualcosa in più, più editoriali mentre il curatore Brighel scrive uno striminzito articolo che omette il periodo pre-OMD. Che problema c'era? I lettori giovani non devono sapere che fino al 2008 l'Uomo Ragno era sposato e che a seguito di una trovata bislacca è stato rovinato dal successivo ciclo di Dan Slott? Le storie dell'Uomo Ragno erano più serie fino a quella data e oggi si sente forte la mancanza di uno scrittore come Straczynski. Gunnar Andersen.

martedì 10 luglio 2018

SUPERMAN N. 150! MEGA-RECENSIONE! CHI E' CHE CONTROLLA OZ/JOR-EL? SUPERMAN NUOVO RE DI APOKOLIPS?

La improvvisa scomparsa di Darkseid ha lasciato il suo mondo, Apokolips, senza una guida e ciò ha generato il caos per superare il quale alcune alte personalità della struttura suprema del pianeta hanno trasportato attraverso la tecnologia dei boomdotti Lex Luthor sul loro pianeta. Prima di essere preso, Lex ha provato a chiedere aiuto a Superman ma questi inaspettatamente ha rifiutato e poco dopo viene trascinato anche lui, insieme alla moglie e a suo figlio, su Apokolips. Luthor non impiega molto a far capire agli scossi ex sudditi di Darkseid che lui non può essere il loro nuovo Dio. Il suo corpo può sanguinare mentre secondo le profezie il corpo del successore di Darkseid è invulnerabile. La lettura più attenta della profezia rivela che il messia che gli apokolipsiani tanto aspettavano era Superman! Intanto, Lois finisce nelle grinfie delle furie di Nonnina, membro delle elite di Apokolips. Il coraggio da lei dimostrato mentre il gruppo di guerriere viene attaccato da un verme scavatore (che sembra uscito direttamente dal film Perfection del 1989!) fa si che la Nonnina la nomini componente delle sue furie conferendole l'onore di portare le protezioni delle guerriere. Nonnina ci ha visto giusto. Lois è tutt'altro che inerme e nemmeno le sue furie possono fermarla. All'appello manca solo Jon che troviamo alla fine della storia mentre sta per disimpegnarsi dall'attacco di un gruppo di alti guerrieri che vorrebbe mangiarselo. La storia scritta dal due formato da Gleason e Tomasi è piena di azione come si addice agli ogni avventura su Apokolips, i dialoghi sono serrati e comunicano la forte tensione che si respira tra le pagine. Ma sono i disegni straordinari del trio formato da Ed Benes, Doug Mahnke e Jack Herbert che fanno la differenza. Il pezzo forte dell'albo è la storia finale della saga dell'effetto Oz. Jor-El alias Oz è arrivato per cercare di convincere Kal e Jon che le loro forze sono inutili. La Terra è condannata da una minaccia potentissima che nemmeno Superman sarà in grado di respingere. Siccome secondo lui i terrestri sono una progenie meschina, Superman starebbe perdendo tempo nel proteggere simili esseri. Clark ovviamente non gli crede. Il padre non parlerebbe mai in questo modo. Sebbene non lo abbia mai conosciuto, dai file della Fortezza della Solitudine emerge l'immagine di una persona buona e altruista mentre questo Jor-El è spietato e crudele.
 

Eppure è proprio il padre di Kal-El! Non ci sono dubbi. L'arcano viene svelato quando durante uno scontro tra di essi, Superman spezza il bastone che il padre teneva in mano. In quel momento, come se un incantesimo si fosse rotto, Jor-El torna ad essere la persona buona che Kal-El ha sempre saputo. La misteriosa entità che lo ha strappato alla morte pochi istanti prima della esplosione del pianeta Krypton, lo controllava attraverso il bastone facendogli commettere azioni terribili. Ora però che il suo gioco è stato svelato, richiama a se Jor-El lasciando un attonito Superman solo sul campo di battaglia. Non sa ancora come farà, ma promette a suo figlio e a Lois che ritroverà il padre e fermerà la minaccia che potrebbe causare la distruzione della Terra. I testi di Dan Jurgens come al solito donano quella qualità superiore che solo un veterano come lui è in grado di assicurare. L'unico dato negativo di questa storia sono i pessimi disegni del tedesco Viktor Bogdanovic molto stilizzati che richiamano quelli del suo quasi omonimo di qualche anno fa, Jon Bogdanove! La storia di Supergirl è senza dubbio la più interessante dell'albo. Kara Zor-El è in grossi guai. Dopo l'attacco del gruppo dei Fatali Cinque, i suoi poteri risultano potenziati ad un livello che non è in grado di controllare. Perfino Cat Grant l'ha indicata come un bersaglio da colpire dopo che si è diffusa la notizia che custodiva in segreto uno dei Superman Cyborg. La soluzione dei suoi problemi potrebbe essere il maestro I-Ching, che in Cina aiuta Kenan Kong alias Super-Man. Il maestro le insegna che la soluzione è nella sua mente, nel suo corpo. Quando imparerà a raggiungere un equilibrio con il suo essere sarà in grado di controllare i suoi poteri. Mentre sono in atto queste elucubrazioni una città della Mongolia viene attaccata da un membro dei Rocket Red, organizzazione della vecchia Urss, che ritiene per errore di essere stato a sua volta attaccato. Supergirl e Super-Man riescono ad appianare il dissidio e ad insegnare ad entrambe le parti che è la via del dialogo quella da seguire. Una storia che avrebbe potuto dire molto durante la guerra fredda. Non ora. Si segnalano i buoni disegni di Jose Luis con le chine del veterano Norm Rapmund. Ed ora che anche la serie della Ragazza d'Acciaio fosse realizzata attraverso disegni che ne rispecchiassero la grandezza e la forte tradizione. Sven Blomqvist.

lunedì 9 luglio 2018

BONELLI: VIAGGIO NEL MONDO DELL'EDITORE MILANESE! DAMPYR, MERCURIO, MORGAN LOST QUALE FUTURO?!!!

Che sta succedendo alla Sergio Bonelli Editore? Mentre siamo in attesa che sia depositato il bilancio relativo all'esercizio del 2017 (onde capire in che misura e in qual modo hanno inciso le operazioni messe in campo negli ultimi mesi, dato che finora la gestione di Simone Airoldi, iniziata nel gennaio 2016, non è stata caratterizzata dai risultati attesi con un bilancio che ha fatto registrare negli ultimi due anni un calo degli utili del 79%), i lettori sono preoccupati per il destino di alcune collane, il cui futuro sembra molto oscuro. Non abbiamo ancora dati certi ma metaforicamente parlando qualcuno rischia di restare solo al buio. Solo qualche giorno fa vi abbiamo parlato della non facile situazione di Dampyr. La serie creata da Mauro Boselli non naviga in buone acque da tempo. Gli ultimi dati ufficiosi disponibili risalenti al 2016 la davano a circa 19-20.000 copie. Oggi è legittimo presumere che sia calata di più nelle vendite e quest'anno per la prima volta non ci sarà il consueto Maxi Estivo. Mercurio Loi non se la passa meglio. Il progetto di Bilotta potrebbe chiudere nel 2019 con l'uscita n. 16. Gli ultimi dati ufficiosi lo danno a 9.000 copie! Perfino un gigante (d'argilla) come Martin Mysteré rischia di salutare i suoi lettori. La produzione di nuove storie è ferma da più di un anno e al momento pare che in magazzino ci sono solo storie per alimentare i prossimi tre anni. Ma nulla esclude, dato che le vendite sono così basse, che l'editore decida di chiudere prima la serie di Castelli. La reazione dei lettori, specie di quelli più accanati, è molto dura con interventi (spesso diretti contro di noi) che lasciano trasparire difficoltà di rapporto con la realtà. Se una testata va male la colpa non è dei siti di lotta politica come il nostro, ma dei contenuti della collana che evidentemente non rispecchia più le idee dei lettori. In un momento storico in cui la Destra vola non si possono realizzare storie di sinistra e aspettarsi che la gente risponda facendo la fila per comprare gli albi! Anche Morgan Lost è una testata da un futuro non perfettamente decifrabile al momento.


L'ultimo dato ufficioso risalente al 2017 parlava di 14.500 copie, un risultato che non può far certo sperare per il meglio. R. Recchioni ha rivelato che dal 2020 in poi Chiaverotti lavorerà di nuovo su Dylan Dog e questo fa pensare che concluso l'attuale ciclo di storie che l'autore sta preparando, la serie chiuderà i battenti o andrà avanti con speciali annuali come Brendon. Il futuro della Bonelli sarà basato su serie a termine. Loro si difendono sostenendo che il mercato oggi va così, ma in realtà è più verosimile credere che siano i contenuti a non permettere alla gente di appassionarsi ad una collana. Se tutti applaudono M. Salvini che blocca le ONG e qualcuno pubblica un volume che si schiera dalla parte di Soros, non ci si può aspettare che la gente compri lo stesso volume. Eppure qualche editore (ma non è la Bonelli) lo ha fatto (ma il proprietario è amico di Soros e vicino alla lobby sionista). Come al solito sul forum di Comicus i lettori ne parlano con ansia. Qualcuno ha rilevato, ad esempio, che nel consueto preview d'autunno non c'è traccia del nuovo numero di Morgan Lost. Magari verrà cambiata la periodicità e la serie passerà a bimestrale oppure subirà uno stop e riprenderà da gennaio 2019, tutto è possibile. Vi è anche un simpatico intervento scherzoso di Giovanni Lamantia (Jelem) che, secondo noi, ha fatto riflettere su queste prospettive. Tra gli assenti i fan più attenti hanno notato 4 Hoods. In realtà, quella di Recchioni è nata come miniserie di sei numeri e l'ultimo dovrebbe uscire verso luglio. Il silenzio inquietante intorno ai dati di vendita di questa collana non fa ben sperare per la riuscita di questo progetto di R. Recchioni (dopo il flop del rilancio di Dylan Dog e di Orfani) che si può definire, secondo noi, un omaggio al videogioco svedese Magicka. Recchioni parla di 4 Hoods dal 2014 e se ci sono voluti 4 anni per realizzare una mini di 6 numeri magari l'editore non ha creduto molto in questo progetto. I fatti potrebbero aver dato ragione a questo tipo di riflessione? Ci sarà una seconda stagione di 4 Hoods? Se si, quando? Al Plano.

domenica 8 luglio 2018

BATMAN N. 149! MEGA-RECENSIONE! ORDINE E SICUREZZA POSSONO METTERE IN CRISI IL GIOCO DEMOCRATICO?

Alcuni membri della Batman Family si chiedono perché Bruce non li ha avvisati della sua decisione di sposare Catwoman. A tale quesitone personale risponde Dick Grayson alias Nightwing che spiega come Bruce sia sempre pronto a donare agli altri senza chiedere nulla in cambio. Ma adesso è in gioco la sua felicità e lo strumento per raggiungerla è il matrimonio con Selina Kyle. Ciò fa si che il suo modo di approcciarsi con gli altri cambi un po' le cose. Mentre Dick e Damian discutono di questo, nella caverna, Talia e Selina se le stanno dando di santa ragione in un duello mortale a colpi di spade. Come è lecito aspettarsi, non esce un vincitore sul piano della maestria nel combattimento, ma Talia si rende conto che la sua rivale in amore non scherza affatto ed è degna di avere la mano del suo ex. La missione nel Khadym riesce e Holly Robinson, l'amica di Catwoman rifugiatasi nel regno di Talia Al Ghul, è disposta ad aiutarla confessando alle autorità che a causare la morte di 230 persone è stata lei e non Selina. Tom King si rivela molto efficace nei dialoghi, specie nella conversazione tra Dick e Damian dove raggiunge il suo apice. Unico dato negativo della storia sono i pessimi disegni di Joelle Jones, il cui stile screziato e poco rispettoso delle anatomie rende difficile la lettura. Nella seconda storia continua la trama di Lonnie Machin alias Anarky, un criminale ispirato dal marxismo che sta cercando di convincere Stephanie Brown alias Spoiler a passare dalla sua parte. Egli è convinto che l'unico modo per aiutare la città sia porre fine al domino che Batman esercita su di essa. Non è il solo, però, a contrastare il Cavaliere Oscuro. Il sindaco Akins è preoccupato dello sviluppo improvviso che ha preso la crociata di Batman. Tim Drake alias Red Robin ha organizzato i membri della Bat-Famiglia come una squadra paramilitare d'assalto per operazioni speciali. Non più solo uno contro tutti ma una attenta strategia che in poche settimane riduce quasi a zero le attività criminali in città. Akins non sopporta i vigilantes e teme che la loro attività possa ridurre il tasso di democrazia se a mantenere l'ordine non sarà più il dipartimento di polizia bensì un gruppo di metaumani al di sopra della legge che risponde solo a Batman.
 

Il concetto toccato dallo scrittore James Tynion IV è prettamente politico e segna il confine tra il modo di intendere l'attività di Batman come eccezione rispetto a quella consistente nell'assegnare ad essa quella normalità che rischia di modificare i punti di riferimento dell'ordine nella città. Il dialogo tra Tim Drake e Batwoman costituisce uno dei momenti più interessanti della storia. Tim ha ritrovato Stephanie, la sua ragazza, ma teme di perderla di nuovo e non le confessa che il suo obiettivo non è quello di tornare ad una vita normale ma di plasmare la crociata di Batman secondo una modalità meno oscura, come il suo doppio da un futuro alternativo nella precedente saga di Oz gli ha fatto capire. Anarky, però, sta concependo un piano molto più vasto che mira a distruggere la squadra di Batman. Tutti credono che dopo la sua cattura e il trasferimento ad Arkham sia stato ridotto all'impotenza. Invece proprio ad Arkham ha costruito la base della sua grande macchinazione. Questa storia si segnala perché vede ai disegni l'artista Joe Bennett, un veterano che ha saputo coniugare in uno stile convincente le dinamiche della scuola Image con quelle tradizionali molto care in casa DC Comics. La storia di Tynion IV manifesta una aperta critica all'attività dei vigilantes, che si ergono a difensore della legge senza osservarla. Le regole non valgono per Batman, che nella sua veste di giustiziere segue solo il suo codice. Nella storia di Nightwing viene chiarito il motivo per cui un'orda di mostri riempiti di steroidi hanno preso d'assalto il casino di Roland Desmond. Lo Squalo Tigre, prima di essere fermato da Nightwing, aveva rubato delle fiale con il siero di Blockbuster che Desmond voleva usare per potenziare alcuni dei suoi uomini e rovesciare il rapporto di forze rispetto alle altre bande criminali che provengono da fuori Bludhaven. Ora il contenuto di quelle fiale è finito nelle bevande servite ai tavoli da gioco e in pochi istanti si scatena l'inferno. Mentre Nightwing e Roland Desmond cercano di riportare l'ordine, l'ex ragazza di Dick Grayson, Shawn Tsang alias Defacer, si schiera con Rapace. Tim Seeley continua a sorprendere i suoi lettori con una storia che presenta continui rovesciamenti di fronte. Jack Santorum.