mercoledì 26 aprile 2017

EDIZIONI IF ANNUNCIA LA PARTENZA DI UNA RISTAMPA INTEGRALE A COLORI DI BLEK MACIGNO PER FINE 2017!

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato dell'arrivo della ristampa cronologica di Kinowa da parte delle Edizioni If di Gianni Bono. I più anziani ricorderanno che è stato direttore editoriale della Cenisio tra il 1975 e il 1977. La Cenisio editava allora le collane della DC Comics in Italia. Bono ha collaborato anche con la Corno alla rivista Eureka insieme a Luciano Secchi. Nel 2001 ha fondato Edizioni IF (sigla che dovrebbe stare per Immagini Fumetti), specializzandosi nella ristampa di serie popolari del fumetto italiano. Il 21 aprile sulla pagina Facebook della sua casa editrice ha annunciato importanti novità riguardo la collana Blek Macigno del mitico trio EsseGesse (Pietro Sartoris, Dario Guzzon, Giovanni Sinchetto). In origine la serie è stata pubblicata dalla Dardo (storica rivale della Bonelli) dal 3 ottobre 1954 al 1965. Blek è una delle poche serie italiane che all'estero ha avuto un successo significativo. In Francia è arrivato a toccare la quota di 3.000.000 di copie a numero e nella Jugoslavia degli anni ottanta una media di 100.000 copie. Negli ultimi anni la If ha proposto la ristampa integrale della serie, che si è conclusa questo mese con il numero 170 della collana Reprint. Un numero molto importante: al suo interno ci sono 66 pagine ricche di redazionali con la storia del personaggio. Per cui i 6,90 euro del prezzo di copertina li vale tutti. Anche se di questi tempi 6,90 euro non sono certo pochi nonostante le oltre 100 pagine.
 

Precisa Bono: il numero 171, ultimo della serie, in edicola dal 19 maggio prossimo, è un numero speciale, non a fumetti ma di soli apparati redazionali. Conterrà biografie, elenchi delle storie pubblicate per autore e le gallery di tavole di tutti i disegnatori. Ci sembrava così il giusto sigillo per ricapitolare 15 anni di storia editoriale. Come già annunciato, dal mese di giugno inizierà l'edizione di Kinowa con numerazione propria in copertina, mentre nel colophon continuerà con il n. 172, la numerazione della Collana Reprint, fin qui abbinata a Blek. Ricordiamo che la nuova edizione di Blek a colori sarà un’iniziativa del tutto separata il cui avvio è previsto entro la fine del 2017 con caratteristiche fiscali e tipografiche differenti. Al momento, non ci è possibile fornire ulteriori dettagli sulla futura edizione di Blek a colori. Non appena ci saranno novità in tal senso le pubblicheremo qui sulla pagina FB. Nei commenti un lettore domanda: Avete sentore che qualcosa si stia muovendo e parlo come interesse verso il fumetto classico anni 50 e 60? Una ventata di vintage come sta accadendo nella musica con il vinile? E se si, pensate sia utopistico sperare in una ripresa di Miki a Colori? La risposta della If: abbiamo la sensazione che tutto si muova molto lentamente. Tanto da non poter parlare ancora di ripresa. Il mercato è in crisi da oltre un decennio con vendite in continuo calo, ma queste iniziative fanno bene al settore. Al Plano.

venerdì 21 aprile 2017

DATI DI VENDITA DEI FUMETTI IN ITALIA: ECCO SVELATO IL GRANDE SEGRETO PER CUI NON VENGONO RIVELATI!

Mentre i dati di vendita negli altri Paesi del mondo sono pubblici, in Italia sono circondati dal più grande segreto. Sono rari i casi in cui vengono svelati e quasi sempre nei nostri pezzi dobbiamo fare affidamento su dati ufficiosi (che per le fonti a cui attingiamo si possono considerare veritieri). Inoltre, da quando nei nostri articoli trattiamo l'argomento in modo approfondito, gli editori si guardano bene dal parlarne in pubblico. Hanno paura che ne parliamo ed obbligano autori e collaboratori a tenere il becco chiuso, perché altrimenti quei simpaticoni di Comix Archive ci fanno un pezzo sopra e noi non possiamo nemmeno smentire perché altrimenti saremmo costretti a citare i dati reali (cosa che non possiamo fare perché i dati reali coinciderebbero al 99% con quelli diffusi da Comix Archive). Il motivo, però, è un altro. Temono che i loro autori, tramite noi, ne vengano a conoscenza. Cioè, vengano a conoscenza dei dati reali. Effettivi.
 

Gli autori non conoscono i dati di vendita. Quelli che conoscono sono i dati che a loro vengono comunicati dagli editori. Non è proprio la stessa cosa. Prendiamo l'autore che ha creato un personaggio e abbia con l'editore un accordo secondo cui gli spetta una percentuale, diciamo il 5% del prezzo di copertina di ogni albo, venduto. Se moltiplichiamo il 5% per tot mila copie, l'autore-creatore può calcolare il suo guadagno lordo (cioè senza detrarre le tasse). La somma è destinata a crescere se il contratto prevede una percentuale sulle ristampe e le edizioni estere o lo sfruttamento dell'opera su altri canali, come il cinema, i cartoon, i libri, ecc. Se l'autore è fortunato può contare su una piccola fortuna. Ma non capita di creare un Dylan Dog tutti i giorni. Fin qui tutto chiaro, giusto? Questa è la parte che conoscete tutti. Ora viene la parte che non conoscete e che ora vi sveleremo. Gli autori la conoscono ma non possono parlarne. Pena l'esclusione totale.
 
L'autore deve fidarsi dell'editore, di ciò che gli comunica. Se quest'ultimo gli comunica che la sua serie vende 10.000 copie ogni mese, lui deve fidarsi. Non ha mezzi di riscontro. Potrebbe chiedere al distributore, ma questi non gli direbbe nulla. Precise clausole del contratto con l'editore glielo vietano. Potrebbe sapere qualcosa tramite una gola profonda o tramite il nostro sito e presentarsi quindi all'editore chiedendo spiegazioni. Ma l'editore negherebbe o lo manderebbe a cagare. L'autore potrebbe rivolgersi ad un legale o a un esperto di lettura di bilanci per capire se è possibile trarre notizie precise sul venduto della casa editrice e stabilire se l'editore lo sta fregando o meno. Una azione del genere però costerebbe più di quanto l'autore potrebbe sperare di guadagnare e allora non gi resta che accontentarsi di ciò che gli dice e passa l'editore. Che è meglio di niente. Nemmeno l'editore è al riparo da possibili perdite e qui si apre un altro capitolo.
 
Stiamo parlando delle vendite all'estero! I fumetti italiani sono pubblicati in alcuni Paesi del mondo, non molti. I fumetti Bonelli, ad esempio, sono pubblicati in specie nei Paesi della ex-Jugoslavia, in Turchia e in Brasile. Qualche collana è venduta anche in Francia, Spagna, Germania, Svezia e Norvegia. Non vi aspettate miracoli. Si parla di poche migliaia di copie. I nostri amici norvegesi ci riferiscono che Tex vende all'incirca 5.000 copie nel loro Paese. In Germania la media dovrebbe essere di circa 3.000 copie, così come in Francia e in Spagna. Solo in Brasile Tex arriva a vendere circa 30.000 copie al mese. L'editore non sa quanto una serie vende all'estero di preciso. A svelarci l'arcano è stato Gianfranco Manfredi in questa intervista. Le sue parole: l'editore paga in anticipo un minimo garantito che copre un tot di copie stampate, per cui ai fini della Bonelli (e miei, per i diritti) equivale a un venduto, se poi se ne vendono di più, l'editore paga...
 
...le percentuali, o dovrebbe, ma trattandosi in genere di piccoli editori, vai a saperlo quanto vendono. Poi ci sono dei paesi grossi per cui si fanno contratti di cinquemila copie (tipo USA o Francia), altri fissano quantitativi inferiori fino a editori davvero piccoli, come un editore macedone, per dirne uno, che pubblica solo qualche centinaio di copie. In complesso non si tratta di quantità strabilianti, ma facendo la media e calcolando una dozzina almeno di paesi, il risultato ripaga delle flessioni che si subiscono in Italia. E ancora: è una selva oscura e quando il flusso dei soldi è maggiore diventa addirittura impenetrabile. E ancora: scatole cinesi. Una società vende a un'altra società che rivende a un'altra società ancora e alla fine non sai più chi ti deve pagare. Dal marzo 2010 i diritti esteri della Bonelli sono gestiti dalla Panini. A questo punto, viene spontaneo chiederci, alla luce di questi numeri, se sia il caso di cambiare gestore. Al Plano. 

giovedì 20 aprile 2017

FRANCIA: MARINE LE PEN ALL'ELISEO CONTRO MACRON, IL CANDIDATO DELLE BANCHE E DEI POTERI OCCULTI!!!

Il dato più rilevante delle elezioni politiche francesi è la sconfitta della sinistra. Una sconfitta devastante. Chi si stupisce non ha mai considerato quanto sia stato disastroso Hollande all'Eliseo. I francesi non sono stupidi. Hanno capito che il socialismo è una delle più grandi tragedie dell'umanità e va combattuto con ogni mezzo. La sinistra deve essere spazzata via ad ogni costo. E i francesi, grazie al voto, ce l'hanno fatta! Si, hanno spazzato via la sinistra. Marine Le Pen è la grande protagonista di queste elezioni. Di destra, su rigide posizioni nazionaliste, la signora Le Pen è il futuro della Francia e dell'Europa. Da sempre su posizioni vicine a quelle della Russia di Putin, se vincerà il ballottaggio con il finto centrista Macron, gli equilibri in Europa sono destinati a cambiare per sempre. Se Trump è stato una delusione (eh, si. Purtroppo, è finito sotto le grinfie delle lobby sioniste e dei poteri occulti) con la Le Pen arriveranno grandissime soddisfazioni.
 

Il partito della Le Pen, il Fronte Nazionale, è il primo partito di Francia con circa il 30% del consenso. Alle precedenti europee ha stravinto, mettendo in ridicolo sia la sinistra, che la destra finta di Sarkozy. La Le Pen, mentre scriviamo queste righe (lo scrutinio è arrivato al 99,6%) ha preso 7.047.154 voti. Macron ha preso 7.376.340. Poco più di 200.000 voti di differenza tra il 23,3% del secondo e il 22,6% della prima. Dopo la sconfitta i maledetti comunisti hanno subito invitato i francesi a votare per il Macron, perché, dicono, anche se non è di sinistra, è sempre meglio di Marine Le Pen, che è di destra. I comunisti sono fatti così. Stupidi per definizione, non hanno coerenza. Per loro è più importante che la destra perda, piuttosto che fare il bene del loro Paese. Ma chi è Emmanuel Macron? E qui viene il bello!. Macron aderisce al partito socialista francese e nell'agosto 2014 diviene ministro dell'economia del governo Valls. Ma chi è veramente Macron?
 
Macron non è socialista. E' infatti membro di quella categoria di vuoti personaggi che i poteri occulti lanciano quando è necessario circuire il popolo ignorante. Un po' come è stato per Renzi in Italia. Un burattino nelle mani della Massoneria. Macron infatti viene dal mondo delle banche controllate dai poteri occulti. Nel 2008 entra nella banca dei Rothshild. Alla fine del 2010 è promosso ad associato all'interno della banca. Nello stesso anno viene nominato dirigente e dirige una delle più importanti negoziazioni dell'anno. Questa transazione, valutata più di 9 miliardi di euro, gli permette di diventare milionario. Avete capito tutto? Un signorino sconosciuto che viene inserito nella banca più potente del mondo e dopo pochi mesi diventa ricchissimo. Ora vi chiederete chi sono i Rothshild. Si tratta della famiglia più potente del mondo che controlla una enorme quantità di ricchezze e capitali per il tramite di banche di tanti Paesi del pianeta.
 
Secondo la teoria del complotto questo gruppo di potere oligarchico e segreto si adopererebbe per prendere il controllo di ogni paese del mondo, con il pieno totalitarismo al fine di ottenere il dominio della Terra. I Rothshild vengono considerati accaniti satanisti e sospettati di inscenare riti proibiti. Sono così potenti che il tanto citato club dei Bilderberg è ai loro ordini. Macron è uno di loro. Ha lavorato per loro e non si lavora per certuni senza condividerne metodi e fini. Ma i francesi non sono così sciocchi. Alla fine capiranno dov'è il bene e dov'è il male e voteranno per la Le Pen. Per sostenere Macron, i suoi amici gli hanno creato un partito ad hoc, chiamato En Marche. Un partito di centro, come dicono. Ma il Macron un burattino e i burattini non hanno idee. Sono strumenti nelle mani altrui. E il fumetto cosa c'entra in tutto questo? La Francia esprime il secondo mercato del mondo dopo quello nippo-coreano e prima di quello Usa.
 
Al quarto posto c'è il mercato italiano. Italia e Francia sono molto legati in questo settore. Molti editori italiani pubblicano su licenza fumetti francesi. Panini Comics, Mondadori Comics, Aurea e Editoriale Cosmo tra i primi. Se vincerà la Le Pen sarà possibile avere fumetti con contenuti liberi e lontani dalle necessità di questi gruppi che ambiscono a veicolare messaggi negativi. Se vincerà Macron si continuerà la decadenza morale iniziata con Hollande. Questi gruppi occulti di potere tengono saldo il controllo del mondo del fumetto. Controllo che in Francia è fortissimo, come hanno potuto constatare tanti importanti autori a cui è stata chiusa la porta in faccia perché non si sono voluti adeguare ai loro dettami. In questo settore si lavora solo se si è disponibili ad assecondare questi fini. Altrimenti ci si deve accontentare di pochi spazi. In Italia e in Francia è così, ma non ancora in Russia. Putin è contro i poteri forti. Gabriel Piazza.

mercoledì 19 aprile 2017

AXEL ALONSO: INTERVISTA DELL'11-12-2015! L'E-I-C SPIEGA IL MODO IN CUI E' NATA L'IDEA DI CIVIL WAR II!!!

Albert Ching: Axel, we’ve got to start with Civil War II, which was made official by Marvel earlier this week. I know it’s too early to talk plot details, but let’s get into the broad strokes — on one hand, a Civil War II feels like a no-brainer given the success of the original and the profile of that title with Captain America: Civil War out in theaters next May. But it also feels like sort of a risk, too, living up to the original and the perception that Marvel may be go back to the same territory. How did the plan to go forward with Civil War II as the big 2016 Marvel Comics event materialize? [Axel, partiamo con Civil War II, che all'inizio di questa settimana la Marvel ha ufficializzato. So che è troppo presto per poter parlare dei dettagli ma cerchiamo di mantenerci sul quadro generale. Da un lato, non è difficile capire che si tratta di un evento che richiama l'originale. A maggio uscirà nelle sale Capitan America: Guerra Civile. Non temete che sia rischioso puntare su un evento che richiama quello originale con la prospettiva di ingenerare la convinzione che la casa editrice voglia riesplorare le stesse tematiche? Quali sono i vostri piani con cui materializzerete l'evento Civil War II nel corso dell'anno 2016?]. Ottima domanda per cominciare questa mega-intervista! NDT.
 
Axel Alonso: Well, for starters, this is an entirely new and completely different story. Obviously, I can’t say too much about it at this juncture, but I can say this: Part of the reason that “Civil War” was so huge was because it spoke to the most pressing question of the day at that time. Outside comic book circles, the world took notice. “Civil War II” will do the same. Like “Civil War,” “Civil War II” will force you to take a side. There is no good guy or bad guy, so it won’t be easy [Bene, per cominciare, si tratta di una storia del tutto diversa. Com'è ovvio, non posso rivelare molto circa la sua trama, ma una cosa sono in grado di riferirla. Il motivo per cui Civil War è stata così grande dipendeva dal fatto che la saga era concentrata sulla questione più discussa in quel momento. Al di fuori della cerchia dei comics, se ne è avvertita la percezione. Civil War II farà la stessa cosa. Come il primo capitolo, anche il secondo costringerà i lettori a scegliere da che parte stare. Questa volta però non ci saranno buoni o cattivi, così sarà più difficile scegliere]. Beh, quanto meno Alonso non ha cercato di negare che la scelta del nome è basata sulla valenza di richiamo della prima guerra civile. La seconda sarà diversa, ma la gente sarà lo stesso incuriosita all'evento.
Albert Ching: That was definitely a big part of the fun of the original — I remember the “I’m with…” images from the message boards of the day. And what you just described sounds similar in approach to this year’s “Secret Wars,” which was not a direct sequel to either of the original “Secret Wars.” It shares some of the themes and scale, uses a “Battleworld,” but is more of a spiritual follow-up than a sequel. Is “Civil War II” roughly the same type of approach? [Questo elemento è stato parte del divertimento della saga originale. Ricordo le scritte Io sto con che campeggiavano nelle immagini. E mi hai appena confermato che l'approccio sarà quello di Secret Wars, anche se quest'ultima non è stata un seguito di quella originale. Ne ha condiviso temi e ambientazioni, ha usato un suo Battleworld, ma si è trattato più che altro di un seguito spirituale. Civil War II manterrà lo stesso tipo di approccio o vi manterrete su un piano diverso?].
 
Axel Alonso: “Secret Wars” was a fundamentally Marvel Universe event — a deep-dive into Marvel mythology and history — and we planned it for years. What distinguishes “Civil War II” from “Secret Wars” is there’s a metaphor at its core that speaks to one the most prevailing issues of the day, something that everyone is aware of and talking about. And we didn’t spend years planning it — in fact, we weren’t even planning on doing a “Civil War II.” It came about because I was discussing the upcoming “Civil War” movie with my boss, Dan Buckley, over lunch, and we pondered what issue or question would provide the fulcrum for a story of that scope today. It was a hypothetical conversation. I took those seeds of that conversation to Brian Bendis and Tom Brevoort and we watered them a little, and a story emerged that showed enough potential that we invited Dan, Joe Quesada, Mark Paniccia, Nick Lowe, Steve Wacker, Sana Amanat and C.B. Cebulski to give us feedback. We grew that idea across several emails and there eventually came a point when Dan called it: “You know, what this is, right? This is ‘Civil War II’.” [Laughs]. So, this was more an instance where the title fit the story, not the other way around [Secret Wars è stato un evento fondamentale per il Marvel Universe. Un tuffo profondo nella mitologia e nella storia Marvel e lo abbiamo pianificato per anni. Quello che distingue Civil War II da Secret Wars è che nel suo nucleo c'è una metafora che parla di una delle problematiche più attuali del momento, qualcosa che conoscono e ne parlano tutti. Infatti, non abbiamo impiegato anni per realizzarla, non stavamo nemmeno pianificando di fare una cosa come Civil War II. L'idea è venuta fuori mentre stavo discutendo del seguito del film Civil War con il mio boss, Dan Buckley durante un pranzo. Ci siamo chiesti cosa avrebbe potuto accadere oggi se avessimo proposto una storia del genere e che tipo di reazioni creerebbe. E' stata solo una chiacchierata ipotetica. Poi ne ho parlato con Brian Bendis e Tom Breevort e abbiamo innaffiato quei semi. Ne è scaturita fuori una storia con un suo potenziale. Quindi, abbiamo invitato Dan, Joe Quesada, Mark Paniccia, Nick Lowe, Steve Wacker, Sana Amanat e CB Cebulski per darci delle risposte. L'idea è cresciuta durante vari scambi di e-mail e alla fine Dan se n'è uscito fuori con la frase. Lo sai di cosa si tratta, vero? E' Civil War II. Perciò, è il titolo che è stato adattato alla storia anziché il contrario]. Quindi, tutto è nato da idee lanciate a caso e sviluppate da discussioni a distanza? Sembra quasi lo stesso procedimento che precede la realizzazione di una storia di Dylan Dog! NDT.
 
Albert Ching: On a similar note, I wanted to get your take on this creative team. B. Bendis may have the record for having written the most line-wide Marvel events, from “House of M,” “Secret Invasion,” being one-fifth of the “Avengers vs. X-Men” writing team along with “Age of Ultron.” Marquez has taken on bigger and bigger projects at Marvel, and this looks to be the biggest yet. What has you excited about this team on this story? [A questo proposito, vorrei sapere cosa ne pensi di questo team creativo. Bendis può avere il record di autore che ha scritto il maggior numero di eventi della Marvel, da House of M a Secret Invasion e partecipato a AvX e AoU. Marquez si è visto affidare progetti sempre più grandi e questo sembra essere ancora più grande. Cosa ti ha emozionato del fatto di vedere questo team impegnato su questa storia?]. Marquez? Mah! Un ispanico che ora avrà vita dura con Donald J. Trump alla Casa Bianca! NDT.
 
Axel Alonso: What’s got me excited is what’s already on display in the pages of “Invincible Iron Man.” Brian is writing one of the most compelling and fun Iron Man stories I’ve ever read — he’s managed to capture in the bottle the feeling you get when you go to the movie theater — and, of course, David Marquez is supplying the acting, cinematography, unlimited special effects budget, etc., and absolutely killing it. David is doing next-level $#!# right now, plain and simple. He’s already met the challenge of “Invincible Iron Man;” now, he’s now going to embrace the challenge of “Civil War II.” [Quello che mi ha emozionato si può già vedere sulle pagine che Brian sta scrivendo di Invincible Iron Man. Sta realizzando una delle più avvincenti e divertenti pagine di storie di Iron Man che io abbia mai letto. E riuscito a catturare l'emozione che si vive quando si va al cinema e naturalmente David Marquez sta fornendo recitazione, fotografia senza i limiti di bilancio che possono derivare dagli effetti speciali. Sta spaccando di brutto. Sta portando le storie al livello ulteriore di $#!# e lo sta facendo proprio adesso, in modo puro e semplice. Ha già abbracciato la sfida di Iron Man e ora è pronto per quella di Civil War II].


Albert Ching: From the start, Marvel made it clear to readers that “Invincible Iron Man” was an important book, describing it as the “flagship” of the All-New, All-Different Marvel era. It’s already been seen that Iron Man is playing a big role here — can readers look to “Invincible Iron Man” for clues or overtures of where “Civil War II” might be going? [Fin dall'inizio, la Marvel ha chiarito ai lettori che Invincible Iron Man sarà una serie importante, descrivendola come il fiore all'occhiello del nuovo e diverso Universo Marvel. Già sappiamo che la serie sta giocando un ruolo importante. I lettori possono aspettarsi di trovare al suo interno degli indizi su dove andrà a parare Civil War II?]. Questa domanda ci sembra telefonata. Come potrà rispondere Alonso? NDT.
 
Axel Alonso: I’m sure Brian will use the next few issues to set up his characters for what’s to come. Tony and one other character, in particular. That said, we want readers to hit the ground running when they pick up “Civil War II.” We want them to immediately understand the key players and the stakes, and wrestle with the question at the core of the series that divides our heroes [Sono sicuro che Brian userà i prossimi numeri per preparare i personaggi per quello che verrà. Parlo di Tony e di un altro personaggio che si vedrà in futuro. Detto questo, vogliamo colpire i lettori quando tutto sarà pronto per Civil War II. Vogliamo che comprendano subito quali saranno gli attori chiave e la posta in gioco lottando per la figura che sarà al centro e che dividerà i nostri eroi].
 
Albert Ching: Also this week, readers learned a bit more about a story announced a few months back: Avengers: Standoff. That’s starting just a couple months before “Civil War II” — is that event in any way thematically connected to “Civil War II”? It looks to involve potentially a lot of the same players [Anche questa settimana i lettori hanno appreso qualcosa in più di una storia che è stata annunciata qualche mese fa: Avengers Standoff. L'evento partirà un paio di mesi prima di Civil War II. I due eventi sono in qualche modo collegati? Infatti, pare che saranno coinvolti diverse figure comuni ad entrambe le saghe].
 
Axel Alonso: Not really. Tom Brevoort and [All-New Captain America writer] Nick Spencer concocted this story before we started our “Civil War II” discussion. It’s an event that spans some of the “Avengers” titles, and it has developments and revelations that will reposition some key characters before “Civil War II” starts — particularly Sam Wilson and Steve Rogers. But “Standoff” is not a prelude to “Civil War II.” It’s its own thing [Non proprio. Tom Brevoort e lo scrittore della nuovissima serie di Capitan America, Nick Spencer, hanno ideato questa storia prima che pensassimo a Civil War II. Si tratta di un evento che abbraccia il mondo dei Vendicatori, ma avrà comunque degli sviluppi e delle rivelazioni per i personaggi chiave prima dell'inizio della seconda guerra civile. In particolare per Sam Wilson e Steve Rogers. Ma Standoff non è un preludio a Civil War II. E' una cosa a se]. Pensano a Standoff senza preoccuparsi di Civil War II? NDT.
 
Albert Ching: A line-specific event [Un evento che riguarda essenzialmente una specifica linea di personaggi]. Come se poi i Vendicatori fossero slegati dalle restanti vicende di un evento così grande? E' più probabile che i due eventi siano nati in contemporanea, come suggerirebbe la la lettura di entrambi. NDT.

Axel Alonso: Exactly. You see it in the Spider-Man line, the X-Men, the Guardians [Esatto. Succede nella linea dell'Uomo Ragno, degli X-Men e dei Guardiani].

Albert Ching: Speaking of line-specific events: This week brought news of the X-Men initiative titled “Apocalypse Wars,” with three separate stories in the three core X-Men books, each focusing on Apocalypse. Obviously “X-Men: Apocalypse” is coming to theaters in a few months, but what motivated Marvel to tie in to that film in this way? It feels like a more overt tie-in to a Fox X-Men film than readers have seen recently from Marvel publishing [Parlando degli eventi relativi alle specifiche linee di personaggi, questa settimana è arrivata la notizia di un evento che riguarda i mutanti dal titolo Le guerre di Apocalisse con tre storie separate dedicate ai tre titoli principali della linea degli X-Men, ognuno dei quali incentrato su Apocalisse. Ovviamente, X-Men: Apocalisse arriverà nelle sale tra pochi mesi. Cosa ha convinto la Marvel a legare questo evento all'uscita della pellicola? Sarà più collegato ai film della Fox o a quelli della linea Marvel?].
 
Axel Alonso: In the vein of “Fall of the Mutants,” this is a thematic crossover of the entire X-Men line that takes advantage of the halo effect of the movie — what better timing to do this, and get people in the stores while people are thinking about Apocalypse? It’s been hatching since the first retreat where we had Jeff [Lemire], Dennis [Hopeless] and Cullen [Bunn] on the three core books so it’s no coincidence that Archangel is a central character in Cullen’s “Uncanny X-Men” and Kid Apocalypse is part of the cast of “All-New X-Men.” Each writer has their particular “in” to tell a story that involves Apocalypse, but because we’re not knitting them together tightly, each book is free to tell a story that fits its mission statement [In tempi di caduta dei mutanti, questo evento sfrutta il richiamo del film e allora quale miglior momento per lanciarlo per tentare di spingere la gente nei comic shop invece di chiudersi nelle sale? Ne abbiamo parlato fin dal primo ritiro editoriale che abbiamo avuto con Jeff Lemire, Dennis Hopeless e Cullen Bunn sulle tre serie principali dei mutanti e non è un caso che Arcangelo sia uno dei personaggi chiave nella serie Uncanny X-Men di Cullen e Kid Apocalisse sia uno dei personaggi chiave che è parte del cast dei Tutti Nuovi X-Men. Ogni scrittore avrà la sua occasione di narrare una storia che coinvolgerà Apocalisse, ma poiché le varie storie non saranno tra loro collegate, ogni avventura racconterà una storia che riguarderà un pezzo della missione che deve compiere]. E poi parlano male dei film della Fox! NDT.


Albert Ching: On Thursday morning, the first crop of FCBD books announced, with Marvel’s offering an Avengers issue with an as-yet unrevealed creative team. Is that a sign a new “Avengers” series is in the works? [Giovedì mattina, la prima tornata di annunci del FCBD ha visto la Marvel proporre un albo dei Vendicatori con un team di creatori non ancora svelato. E' il segno che la nuova serie degli Avengers è in preparazione ed uscirà abbastanza presto?].
 
Axel Alonso: All I’ll say is that it’s a tease for something that’s in the works [Ciò che posso dire è che si tratta del teaser di qualcosa che è in preparazione].
 
Albert Ching: The big series debut from Marvel Comics this week was Scarlet Witch #1, written by James Robinson and with art by Vanesa R. Del Rey. It’s an impressive first issue, and the start of a series featuring a different artist on each issue. What inspired Marvel to take that unique approach — make this into something of a prestige book with a distinct vision in each issue? [La grande serie al debutto questa settimana per la Marvel è stata Scarlet Witch n. 1, scritta da James Robinson con i disegni di Vanessa R. Del Rey. Un numero 1 impressionante. La collana presenterà un artista diverso in ogni numero. Cosa ha ispirato la Marvel a prendere questo approccio, facendo di questa testata qualcosa come una edizione di prestigio con un contenuto diverso per ogni uscita?].
 
Axel Alonso: We wanted to do a series that really used Wanda to tell stories that she is unique to tell. And James — who has been angling to write her solo book for years — pitched a series that had her embarking on a magical walkabout — a magical mystery tour, so to speak. The idea was that Wanda would travel the world, encountering a different form of magic at various pit stops that required her attention, and that each of these issues would be self-contained, but part of a larger puzzle. That there would be a through line to this journey, a larger super-story. Also, we thought it would be cool if each issue featured a new artist that was tapped because his or her style really suited the story. So there’s a reason that Vanesa R. Del Rey drew issue #1, Marco Rudy is drawing #2, Steve Dillon is drawing issue #3 [Volevamo fare una serie che raccontasse storie di Wanda in modo che lei apparisse unica. E James sono anni che desidera scrivere una serie solitaria con lei dando vita ad una serie che la collocasse lungo un cammino di magia. Un tuor misterioso magico tanto per dire. L'idea è quella di una Wanda che viaggerà per il mondo imbattendosi ogni volta in una differente forma di magia ad ogni tappa toccata e che richiede la sua attenzione. Ogni numero sarà autoconclusivo, ma parte di un più vasto puzzle. Una trama che si dipanerà in questo viaggio, una grande super-storia. Inoltre, abbiamo pensato che sarebbe stato fico se ogni numero fosse stato disegnato da un artista diverso. In questo modo, ogni storia si sarebbe adattata allo stile usato. Infatti, c'è una ragione per cui il primo numero è stato disegnato dalla Del Rey. Marco Rudy realizzerà il secondo e Steve Dillon il terzo. Siamo convinti che la cosa piacerà molto ai fan].
 
Albert Ching: Also announced this week was the creative team for “Haunted Mansion,” with Haunted Mansion superfan Joshua Williamson writing and Jorge Coelho on art. This is the latest in Marvel’s Disney Kingdoms line, and more than the other feels aimed a bit more at the core Marvel reader based on its genre. What intrigued you about this one? [Un altro annuncio di questa settimana ha riguardato il team creativo di Haunted Mansion, con il superfan della serie Joshua Williamson ai testi e Jorge Coelho ai disegni. Questo è il titolo Marvel più recente destinato a toccare la linea Disney Kingdom e più che altro sembra mirato verso il nucleo dei lettori della Marvel Comics che hanno dimostrato di essere appassionati di questo genere. Cosa ti ha intrigato di questo progetto?].
 
Axel Alonso: This owes a little bit more to [Marvel SVP & Marketing] mr. David Gabriel than me. David is in regular contact with the Disney Imagineers, he recommends properties to me for adaptation, and this is one he felt we could really excel with. I think he’s right. And I think you might be right — the hard lean into that particular genre may appeal to Marvel readers and beyond. But at the end of the day, this is really about creating new comics product for new comics fans, and so far we’ve been really successful. I think the offerings have been interesting and diverse, and this should be a new chocolate in the box [Questo è dovuto più che altro a David Gabriel, vice-presidente anziano della Marvel e del settore marketing, che a me. David è in contatto stabile con gli addetti di questo settore alla Disney. E' lui che mi segnala le property da sviluppare per l'adattamento e questo è uno di quelli che secondo lui potremmo avere successo. Credo che abbia ragione. E penso che anche i nostri fan saranno della stessa opinione. Si tratta di un genere che potrebbe interessare i nostri lettori e anche di più. Ma alla fine si tratta di creare un prodotto nuovo per i fan e le cose sono andate bene. I fumetti hanno destato interesse e anche questo dovrebbe andare bene].
Albert Ching: Let’s wrap with a couple of questions from the CBR Community. scouse mouse is playing the “Secret Wars” long game and asks, “During ‘Secret Wars’ it was announced that each of the tie-in minis would provide something that would carry over into the new Marvel Universe. We have seen things like Regent moving over from ‘Renew Your Vows’ to Weirdworld itself from ‘Weirdworld’. As it stands though, nothing from the X-related minis seems to have carried over so far. Can you give any hints as to what may have come across from the likes of ‘Inferno’ and ‘Age of Apocalypse’ or was it not so literal that every tie-in would provide something?” [E chiudiamo con un paio di domande dei fan della nostra community di CBR. Scouse Mouse sta giocando con Secret Wars e domanda: Durante Secret Wars è stato annunciato che ogni tie-in provvederà a fornire un ulteriore tassello nel nuovo Marvel Universe. Abbiamo visto cose come quelle del Reggente muoversi nell'universo di Renew your vows a quello di Weirdworld. Però finora non si è visto alcun apporto da parte delle x-testate. Puoi fornirci qualche ulteriore indizio di quello che potrebbe derivare dalle linee di Inferno e Age of Apocalypse o dobbiamo intendere il messaggio per cui ogni dimensione avrebbe recato contributi al nuovo universo Marvel in modo non letterale e quindi dalle serie mutanti non arriverà niente?].
 
Axel Alonso: Well, for starters, there’s Old Man Logan, who’ll arrive in the Marvel Universe next month, courtesy of Jeff Lemire and Andrea Sorrentino. That said, our new line of X-Men titles has only just launched, with “Uncanny X-Men” also yet to debut. With so much ground to cover in terms of establishing their status quos in a world where Terrigen Mists are preying upon the mutant race, our writers have a lot of ground to cover before revealing what they cherry-picked from the “Secret Wars.” Dennis Hopeless did have a hand in both “Inferno” and “House of M,” after all. And also don’t rule out the possibility that an X-Men character from Battleworld might ultimately turn up in a non-X-title [Beh, per cominciare, c'è un Vecchio Logan che arriverà nel Marvel Universe il mese prossimo, su gentile concessione di Jeff Lemire e Andrea Sorrentino. Ciò posto, la nostra nuova linea di titoli mutanti è stata appena lanciata con Uncanny X-Man pronto al debutto. Ci sarà molto da dire in un mondo in cui i mutanti dovranno trovare un loro spazio con le nebbie terrigene sono un pericolo per loro. I nostri scrittori avranno molto da raccontare prima della ciliegina sulla torta che deriva proprio da Secret Wars. Dennis Hopeless ha gestito sia la linea di Inferno che quella di House of M. Non è da escludere che un personaggio degli X-Men dal Battleworld possa essere proposto in una versione non-mutante].
 
Albert Ching: Then we’ll close with perennial Q&A MVP Spidey616, who asks, “After Bendis said in interviews he hoped to have an uninterrupted ‘Iron Man’ run with David Marquez, I was a bit surprised to see Mike Deodato Jr. was drawing issue #6, until the ‘Civil War II’ announcement this week. Is Marquez just taking a break from the Iron Man title to focus on ‘Civil War II’ or is it a wait and see thing after he finishes drawing this big event book? Is Deodato the regular artist for ‘Iron Man’ or is there a plan to have a rotating art team?” [E quindi concludiamo con le perenni domande di Spidey616 che chiede: dopo che Bendis ha rivelato in una intervista che spera che la sua run su Iron Man con David Marquez ai disegni non sia interrotta, sono stato un po' sorpreso nel vedere Mike Deodato Jr stava disegnando il numero 6 fino a che c'è stato l'annuncio di Civil War II di questa settimana. Marquez si prenderà solo una pausa su Iron Man per dedicarsi alla nuova saga o dobbiamo aspettare la sua conclusione? Deodato sarà il nuovo artista regolare di Iron Man o è stata prospettata una rotazione?].
 
Axel Alonso: The plan is for David Marquez to return to “Invincible Iron Man” after he’s done with “Civil War II [Il piano prevede che David Marquez torni su Iron Man dopo avere concluso Civil War II]. Francamente, noi preferiremmo che Marquez non tornasse più su Iron Man. Molto francamente. Jack Santorum.

martedì 18 aprile 2017

TEX N. 678: LA MEGA-RECENSIONE! TEX CONTRO I RAZZISTI DEL KU KLUX KLAN! DISTRUGGILI TUTTI TEX WILLER!!

Mauro Boselli aveva molto da farsi perdonare, secondo noi, dopo il non felice ritorno di Yama. Tre storie che per motivi essenzialmente commerciali la Bonelli ha raccolto in volume, ma noi avremmo puntato sulla triade di racconti dell'epopea di Ranald Mackenzie, più convincente sotto diversi punti di vista. Dopo la storia confusa di Faraci incentrata sul disperato Kenneth Bowen, il nome in copertina della storia di questo mese, Jethro, prometteva davvero bene. La mente è tornata alla saga ospitata sui numeri 497-499 di marzo-maggio 2002 in cui Tex alla testa di un gruppo di negri galeotti e coloni dovette proteggere Fort Quitman dall'attacco di un manipolo di dannati indiani guidati da Quanah Parker. Con il classico espediente dei ricordi, un Jethro più vecchio di 15 anni, narra al figlio gli eventi successivi a quel drammatico episodio. Poiché la guerra di Secessione era finita da poco tempo, era inevitabile scontrarsi con i folli razzisti del Ku Klux Klan, che ambivano ed ambiscono ancora oggi, alla riconquista del Sud, quella stantia Confederazione degli Stati Uniti d'America che aveva sfidato il governo massonico di Washington. Isaac Crane vuole la sua terra e mentre Jethro e suo figlio aspettano l'attacco, il prima ricorda eventi passati, alcuni dolorosi. Dopo la salvezza di Fort Quitman, Tex è riuscito ad ottenere la grazia per i suoi amici, Jethro e Glenn Corbett, un guerrigliero abolizionista del Kansas, che aveva scelto di lottare per l'Unione. Ora sono di nuovo insieme e hanno deciso di aiutare il loro amico Jethro a riavere la sua terra. Un piano non facile visto che parliamo del Mississippi, uno Stato che ancora oggi discrimina i negri. Il viaggio nel Sud si presenta subito difficile. Un gruppo di uomini poco disposti al dialogo li attacca. I disegni di Mastantuono non ci hanno convinto. Riportano alla memoria quelli non eccitanti di Alfonso Font. Lontani dal canone del realismo bonelliano. Ma il livello della storia è buono e questa criticità può essere perdonata. Non brillante la copertina di Villa. Lo strano simbolo che emerge dal fuoco acceso da Carson sembra quello di un rituale esoterico. I klansmen sono criminali e hanno perseguitato anche i cattolici. Tex in questa storia ne ucciderà un buon numero.
 

Sono razzisti animati dal desiderio di uccidere i negri liberati dal Nord massonico. I motivi che spinsero gli Stati del Nord ad attaccare il Sud furono altri e non certo la liberazione di individui che volevano solo sfruttare. Uno di questi vigliacchi però riesce a scappare e raggiungere la vicina cittadina di Willingford per riferire tutto ad un medico che tutti chiamano Doc. Quest'ultimo è il capo della locale fazione del Ku Klux Klan, i cui adepti sono chiamati klansmen, gli uomini del Klan o Cavalieri del Klan. Doc gode del favore di un ricco signorotto locale, il cui padre è stato ucciso dai neri durante la guerra e ora ha motivi di vendetta contro di loro. Ci sono tutti gli elementi per una buona storia texiana che un esperto di storia come Mauro Boselli, da bravo scrittore qual è, può raccontare. Uno scontro tra Tex e i razzisti del Klan è inevitabile. Davanti all'immagine del generale Lee, comandante supremo dell'esercito sudista e del presidente Davis, Doc anima uno dei tanti del Paese che vorrebbero sterminare i neri. Quello che colpisce è il copricapo di Doc, molto diverso da quello degli altri klansmen. Ha le corna e al centro una spada rivolta contro il Cielo. Ci sono chiari collegamenti tra il Klan e la Massoneria. Il Klan è anche molto vicino al partito democratico (quello di Obama, per intenderci). I legami tra Klan e Massoneria sono evidenti nella struttura base equivalente, nella terminologia e nell’utilizzo dei rituali codificati. Chiari sono anche i collegamenti tra la Kabala Ebraica e la Cabala Massonica. In tutti i casi si cerca di piegare la mente degli adepti per fini criminali. I klansmen vengono plagiati da Doc per attaccare i neri liberi. La tortura e perfino l’assassinio rientrano in questa ideologia come male necessario e comunque inferiore a quello della dannazione eterna in cui la potenziale vittima verrà inserita se non viene purificata. L'idea alla base di queste follie, perché di questo si tratta, è creare un nuovo ordine mondiale assoluto, privo di libertà e deputato all'adorazione del Diavolo. Questo tipo di messaggio tuttavia non viene disvelato agli adepti di grado inferiore, carne da macello. Doc nella storia non esita a sacrificare uno dei suoi uomini per salvare la sua schifosa pellaccia. Al Plano.

lunedì 17 aprile 2017

SPIDER-MAN: HOMECOMING! IL FILM DELL'UOMO RAGNO NEL MANIFESTO DELLA MARVEL SOCIALISTA DI BENDIS!

Dopo tanti flop la Marvel ci riprova con un film sull'Uomo Ragno. Il risultato, per quello che abbiamo visto, non è stato dei migliori. Un trailer non è sufficiente per giudicare un film, ma fa capire i temi che vengono trattati al suo interno. Le atmosfere. I punti salienti. Nessuno di questi elementi ci ha colpito in positivo. Il Peter Parker delle origini, il Peter Parker che è stato l'Uomo Ragno fino al 2008, non c'è più. Cancellato con One More Day per volere di Quesada, secondo cui gli scrittori attuali avevano difficoltà a concepire avventure con un personaggio che con Straczynsky era diventato troppo complesso. Bisognava riportarlo alle origini. La Marvel Comics lo ha fatto nel modo peggiore e per gestire il tutto è stato chiamato un tizio sconosciuto di nome Dan Slott, che ancora oggi regge le sorti fumettistiche del personaggio. Poi c'è lo Spider-Man del socialista B. Bendis. Uno Spider-Man di pelle nera. Bendis sta cercando di recuperare le atmosfere profonde delle origini, ma Bendis non è Stan Lee o Jack Kirby e si vede. Soprattutto, Bendis non è Steve Ditko, ideatore dell'80% di quello che è stato e oggi non è più l'Uomo Ragno. Il risultato è un pastrocchio. Il vero Spider-Man non è più il Peter Parker di Slott, bensì il Miles Morales di Bendis. E nel film si nota.
 

C'è un ragazzino che ha acquisito superpoteri e la prima cosa che fa è andare dal miliardario Tony Stark, stronzo e arrogante come al solito. Non il personaggio creato da Lee e Kirby negli anni sessanta. Questo Tony Stark che si vede nel film, ma anche nei fumetti, è un gran figlio di puttana riciclato come mentore di un ragazzino svuotato di tutti i valori che hanno fatto grande l'Uomo Ragno. I valori che lo zio Ben gli aveva trasmesso e che Slott e Bendis gli hanno tolto. I valori in cui credeva molto Steve Ditko. Il trailer sottolinea molto il rapporto tra il nuovo Peter e il nuovo Tony. Il secondo cerca di insegnare al primo quello che deve fare e quello che non deve fare. Nel film il nuovo zio Ben è Tony Stark! Come cazzo si può sostituire la figura mitica di zio Ben, pregno di quei valori della buona America, con uno stronzo alcolizzato? Ora Peter vuole diventare un Avenger! Non un Vendicatore! Un Avenger. Cosa cazzo deve vendicare un infrasedicenne che non ha nemmeno un pelo del culo del Peter Parker classico? Tu sei lo Spider-Man di Youtube, gli urla il suo amico. L'unico aspetto positivo di questo trailer sono gli effetti speciali. C'è una scena copiata dal film Superman Returns. Quella dell'aereo che precipita e l'eroe cerca di impedirlo. Già visto. Dimitri Temnov.

domenica 16 aprile 2017

SCOOP: IN ARRIVO UNA NUOVA RIVISTA DEDICATA A ONE PIECE CHIAMATA ONE PIECE MAGAZINE A LUGLIO 2017!

Grossi movimenti sono annunciati nel mondo di One Piece del maestro Eiichiro Oda. Sui numeri recenti della rivista Weekly Shonen Jump è stata annunciata l'uscita di una grande novel dal titolo One Piece Novel A. L'opera si concentrerà sul passato di Ace e sarà serializzata su una nuova rivista chiamata One Piece Magazine per celebrare il 20esimo anno del popolare manga. Il numero 1 presenterà una cover e un poster realizzati dallo stesso Oda. Ci sarà anche spazio per un bonus: il poster di Luffy tanto atteso dai fan. La serie sarà mensile e i primi tre numeri usciranno nei mesi di luglio, agosto e settembre 2017. E inoltre...
 

E' allo studio uno spazio ad hoc per i disegni dei fan, una sessione di domande e risposte curato dai redattori, foto delle camere decorate con riferimenti a One Piece e poesie haiku! Oda ha lanciato One Piece nel 1997 e il manga è stato pubblicato in più di 30 paesi. La Shueisha ha rilasciato il  volume n. 84 il 3 febbraio, mentre il n. 85 uscirà 2 maggio 2017. In Italia i diritti di pubblicazione di One Piece sono della Star Comics, che ne ha fatto il suo principale successo insieme a Dragon Ball di Toriyama. Sarebbe opportuno che l'editore di Perugia non investa più su autori italiani pompati dalla rete ma del tutto inutili. Edmund Freisler.

sabato 15 aprile 2017

NOVA CHIUDE I BATTENTI! L'ULTIMO DI UNA LUNGA SCIA DI FALLIMENTI! IL DECLINO DELLA MARVEL SOCIALISTA!

L'aspetto più divertente della chiusura di una serie americana è l'essere spettatori dei piagnistei degli autori sui social network. Perché mica si mettono in un angolo a riflettere del loro fallimento! No, essi sono convinti di avere dato vita ad un capolavoro che non è stato compreso. E ritenendo che tutti i lettori siano cretini o coglioni (a seconda dei casi), vanno ripetendo questa cazzata all'infinito. Il loro flop viene salutato dai siti amici (loro e degli editori) come una pietra miliare in un contesto variegato di gruppi di stronzi assortiti che quel fumetto non lo hanno mai letto! Lo spettacolo viene messo in scena spesso. In Italia e all'estero. Anche negli Usa, da dove arriva la notizia che la nuova serie di Nova chiuderà i battenti con il numero 7! Gli sceneggiatori di questa serie sono Jeff LovenessRamon K. Perez. La prima domanda che ci viene in mente: chi sono codesti? Qualcuno li ha mai sentiti nominare? Pur seguendo molto il fumetto Usa non avevamo mai sentito parlare di questi tipi. I disegnatori sono invece: Scott HepburnDan Mora. Di nuovo: chi sono? Mai sentiti nominare! Davvero!
 

Il caso di Nova è solo l'ultimo di una lunga scia di fallimenti che in questi anni ha investito la Marvel. Da quando Quesada e Alonso hanno trasformato la Casa delle Idee in una sorta di Casa del Popolo per nostalgici del socialismo, le vendite della Marvel sono crollate! Non finisce qui? Alonso, infatti, si è spinto molto oltre. In una retcon forsennata, hanno trasformato in donna chi era uomo, nero chi era bianco, musulmano chi era cristiano, gay o bisessuale o sessualmente depravato chi era normale. I lettori Usa, che in maggioranza sono di destra, sono fuggiti a gambe levate. Fallite il più presto possibile, il loro augurio. Al di là delle storie, che sembrano scritte per un pubblico di lettori di età non superiore ai 6-7 anni, che dire del livello bassissimo dei disegni? Brutti, approssimativi e tendenti ad una standardizzazione verso il basso preoccupante. Di queste legittime perplessità negli editoriali della Panini Comics non c'è traccia. E perché dovrebbero comparire visto che la Panini è agente dei diritti Marvel/Disney nei mercati esteri? Non criticheranno mai i loro datori di lavoro! Dimitri Temnov.