sabato 23 agosto 2014

Calo delle vendite Bonelli: il punto della situazione. Cattivi risultati soprattutto per Orfani e Dylan Dog

I dati di vendita delle collane a fumetti della Bonelli non sono mai stati un mistero per nessuno. Un rapido giro della rete è sufficiente per rendersi conto che esistono tanti siti, blog e forum gestiti da appassionati di varia estrazione che non si fanno tanti problemi a parlare dell'argomento, riportando dati e classifiche. Da un esame complessivo di queste cifre è possibile accorgersi che negli ultimi anni le vendite dell'editore milanese hanno accusato un calo vistoso. I motivi della crisi sono da ricercare nella resistenza che la Bonelli ha sempre opposto agli inviti alla evoluzione del modo di proporre fumetti, ancora nella crisi che ha colpito tutto il settore dal 2002 e nel mancato ricambio generazionale. I lettori di oggi risultano insofferenti alle trame, noiose e ripetitive, delle storie Bonelli, oltre che dell'assenza del colore e chiedono qualcosa in più che, almeno fino a questo momento, non è ancora arrivato. Un quid che in tempi di grave crisi economica induce i lettori a fare un sacrificio pur di leggere le storie dei propri personaggi preferiti. Un quid che in casa Bonelli non sono stati in grado di realizzare se, a giudicare dai dati che ora passeremo in rassegna, le vendite sono in perenne discesa.

Si parte con dati risalenti all'anno 2000. Ecco la classifica delle collane più vendute della Bonelli: 1) Tex: 300.000; 2) Dylan Dog: 270.000; 3) Nathan Never: 130.000; 4) Dampyr: 95.000; 5) Julia: 85.000; 6) Magico Vento: 85.000; 7) Brendon: 75.000; 8) Martin Mystère: 65.000; 9) Zagor: 55.000; 10) Gea: 55.000; 11) Jonathan Steel: 45.000; 12) Legs Weaver: 45.000; 13) Mr. No: 40.000; 14) Nick Raider: 40.000; 15) Napoleone: 40.000.

Con un post datato 2 gennaio 2009 un utente del forum dello Spirito con la scure (un forum di Zagor) riporta dati di vendita della Bonelli dell'anno 2008 indicando come fonte una mailing list di Aaayak (altro forum di Zagor). Ecco la classifica:

1) Tex: 240.000 copie; 2) Dylan Dog: 210.000 copie; 3) Nathan Never: 60.000 copie; 4) Julia: 57.000 copie; 5) Dampyr: 54.000 copie; 6) Zagor: 50.000 copie; 7) Volto Nascosto: 40.000 copie; 8) Martin Mystere: 35.000 copie; 9) Brendon: 35.000 copie; 10) Magico Vento: 35.000 copie.

E' da notare che subito dopo i primi due della classe (Tex e Dylan Dog con più di duecentomila copie) seguono tutti gli altri a grandissima distanza. Tex vende quasi quattro volte Nathan Never, mentre alcune testate oggi chiuse come Volto Nascosto e Magico Vento rispecchiavano i dati indicati. Lo stesso Nathan Never di Alfredo Castelli, tanto celebrato e tanto osannato, vendeva circa 35.000 copie e usciva con cadenza bimestrale. Da quel momento, ogni tanto, viene diffusa su internet una voce circa la sua chiusura. La testata continua ad andare male e non è da escludere che prima o poi chiuda. In quella classifica sono indicati anche dati di vendita di serie di personaggi non Bonelli. Eccoli:

1) Diabolik [Astorina]: 150.000 copie; 2) Alan Ford [Max Bunker]: 30.000 copie; 3) Khor [Star Comics]: 28.000 copie; 4) John Doe [ex Eura Editoriale/oggi Aurea Editoriale]: 18.000 copie; 5) Jonathan Steele [Star Comics]: 18.000 copie.

Significativo il dato della collana di Diabolik che con le sue centocinquantamila copie si poneva come terzo fumetto più venduto in Italia preceduto solo da Tex e Dylan Dog. Ottime le vendite di Alan Ford della Max Bunker Press e anche se non proprio eccezionali (se paragonate al clamore che suscitava sui forum anticlericali) le vendite di John Doe. La Star Comics, che all'epoca produceva diverse serie italiane, vantava vendite interessanti con Jonathan Steele, che da poco aveva assunto dalla Bonelli e la miniserie Khor dei fratelli Piccatto. Di queste collana solo Diabolik e Alan Ford continuano ad uscire, mentre le altre, compreso John Doe, hanno chiuso i battenti per scarse vendite.

Rispetto ai dati del 2000 il calo della Bonelli nell'anno 2008 è vistoso. Tex e Dylan hanno perso circa sessantamila lettori, ma il calo più eclatante è quello di Nathan Neve e Julia, che ha perso la metà dei propri lettori. E la stessa cosa vale per Martin Mystere, Magico Vento e Brendon. Alcune delle serie che uscivano nel 2000 e le cui vendite erano considerate basse per gli standard della Bonelli hanno chiuso i battenti negli anni successivi. Oltre ai già citati Magico Vento e Volto Nascosto, hanno salutato i lettori anche Gea, Legs Weaver, Mr. No, Nick Raider e Napoleone. Tutte chiuse per basse vendite.

In un articolo uscito sul sito de IlSole24Ore del 7 ottobre 2010 vengono riportati altri dati relativi e dopo circa due anni rispetto ai dati del 2008 continua il calo delle vendite della casa editrice milanese come un fiume in piena. Ecco la classifica riportata dall'autorevole quotidiano:

1) Tex: 220.000; 2) Dylan Dog: 160.000; 3) Nathan Never: 48.000; 4) Julia: 50.000; 5) Nathan Never: 48.000; 6) Dampyr: 42.000; 7) Zagor: 40.000; 8) Cassidy (una miniserie): 27.000. L'articolo non cita gli altri albi Bonelli, ma è da ritenere che i numeri siano ancora più esigui.

Rispetto ai dati di circa due anni prima, il calo nelle vendite degli albi continua. Se per Tex Willer i lettori perduti sono ventimila, per Dylan Dog il calo è più marcato. In meno di due anni sono andati persi circa cinquantamila lettori, quasi un quinto di quelli del 2008. Meno marcato nella misura di circa il 10% il calo delle altre serie. Dylan Dog è il personaggio che dimostra la tendenza a perdere più lettori rispetto agli altri a dimostrazione del fatto che gli autori non riescono più, già a partire da questo periodo, a conservare i caratteri che avevano reso grande il personaggio negli anni ottanta e novanta. La crisi del mercato segnava vette importanti e i lettori, dovendo tagliare rami secchi, avevano deciso che l'Indagatore dell'Incubo poteva essere sacrificato.

La tendenza negativa delle vendite Bonelli continua imperterrita anche nel biennio successivo. In un articolo pubblicato sul sito Fumettologicamente il 2 aprile 2012 vengono resi noti altri dati. L'autore dichiara di avere avuto le notizie dal direttore della casa editrice milanese, Mauro Marcheselli. Le cifre si riferiscono alle vendite relative all'anno di pubblicazione 2011:

1) Tex: 210.000; 2) Dylan Dog: 140.000; 3) Nathan Never: 45.000; 4) Julia: 42.000; 5) Zagor: 38.000; 6) Dampyr: 34.000; 7) Lilith: 34.000; 8) Shanghai Devil: 27.000; 9) Martin Mystère: 26.000; 10) Brendon: 22.000.

Tex perde appena diecimila lettori in dodici mesi, ma Dylan, verso il quale continua la fuga dei fan per mancanza di interesse, ne perde il doppio. Tutti gli altri si attestano su una perdita ci circa il 5%. Comincia a farsi preoccupante la situazione di Martin Mystere sceso sotto le trentamila copie e in odore di chiusura. Zagor sembra la collana con maggiore stabilità, mentre le altre sono in calo (anche se non ancora in perdita). Si cita perfino il fatturato della Bonelli dell'anno 2011 pari a 34 milioni di euro. Il calo continua nei mesi successivi come riportato dal sito di Fumetto d'Autore in un articolo del 4 ottobre 2013. Si afferma che Dragonero n. 1 (lanciato nel giugno 2013) vende circa 49.000 copie (su un distribuito di 120.000 copie), ma già con il numero 3 le vendite sono scese a 29.000 copie (su un distribuito di 70.000 copie). Preoccupante il dato di Dylan Dog che, nonostante il cambio di supervisione è sceso a circa 115.000 copie. Rispetto ai dati dell'anno precedente, la serie dell'Indagatore dell'Incubo ha perso circa venticinquemila lettori. Nell'articolo si parla delle vendite di Suore Ninjia, un infelice fumetto italiano edito dalla Star Comics dai contenuti fortemente anticlericali per non dire offensivi della Fede Cattolica. La collana venderebbe circa 3000 copie (su un distribuito di 30.000 copie). Un fallimento, a dimostrazione del fatto che i contenuti offensivi, specie se rivolti verso il credo religioso, non pagano. Suore Ninja sarebbe stato concluso con il numero sei senza una seconda stagione (che quasi certamente rientrava nei piani dell'editore se i risultati del primo ciclo fossero stati altri). L'insuccesso di Suore Ninja ha avuto effetti devastanti sulla linea di fumetti italiani della Star Comics. Da allora nessuna altra serie o miniserie è stata lanciata.

In un altro articolo del 7 ottobre 2013 viene ripreso l'argomento dati di vendita della Bonelli da parte di Fumetto d'Autore. Si afferma che Shangai Devil n. 1 ha venduto circa 39.000 copie (su un distribuito di 90.000 copie), Saguaro n. 1 40.000 copie (su un distribuito di 90.000 copie) e Le Storie n. 1 42.000 copie (su un distribuito di 90.000 copie). Numeri preoccupanti trattandosi di prime uscite destinate a scendere nei numeri successivi. In un articolo del 6 dicembre 2013 ancora Fumetto d'Autore fornisce altre cifre, questa volta riferite alla nuova serie Bonelli chiamata Orfani. Lanciata con una campagna promozionale di circa 3 milioni di euro, il numero 1 vende circa 49.000 copie (su un distribuito di circa 120.000 copie). In una intervista rilasciato al Fatto Quotidiano, gli autori si erano invece augurati di vendere almeno ottantamila copie! Nelle loro intenzioni l'obiettivo era quello di assestarsi sopra le cinquantamila copie. Obiettivo irraggiungibile visto che già il primo numero si era rivelato sotto tale soglia. Tre milioni di euro sprecati, dunque. Per non parlare dei grandi discorsi condotti sui siti, blog, forum e facebook nei quali questo fumetto veniva descritto come un prodotto che avrebbe portato tanti nuovi lettori in casa Bonelli. Obiettivo, come visto, non raggiunto. Inizialmente, i dati diffusi da Fumetto d'Autore vennero messi in dubbio su vari siti internet e dagli stessi autori di Orfani. Durante una intervista al sito Fumettologica del 15 gennaio 2014 furono gli stessi autori a confermare questi dati (cioè, poco più di 49.000 copie vendute del primo numero). Ammissione del fallimento rispetto ai propositi annunciati prima del lancio.

Il dato costante che sembra emergere dalle vendite della Bonelli Editrice è quello di una costante riduzione per raggiungere un assestamento verso la quinta-sesta uscita. Si parta con un venduto di circa 40.000 copie e ci si assesta sulle 25.000-26.000 copie. Il massimo che il mercato in questo momento è in grado di garantire alla casa editrice milanese spalmato su uno sfondo che vede le due principali testate, Tex e Dylan Dog, perdere costantemente lettori. Fumetto d'Autore è stato il sito che più di tutti ha diffuso notizie di questo tipo, attraendosi le ire di editori, autori e utenti di forum di sinistra. Il motivo è di facile comprensione. In un momento in cui tutti gli editori stanno scontando gli effetti di una crisi devastante che sta distruggendo l'intero settore dell'editoria a fumetti italiana, anche una sola parola di critica rischia di apparire indigesta. Il culmine della tensione si raggiunge quando si pubblicano articoli in cui si afferma che l'editore Alfa o l'editore Beta stanno vendendo poco e che alcune serie sono in pericolo di chiusura. C'è il timore, da parte di editori ed autori, che i lettori, dopo avere appreso che la testata Alfa o la testata Beta vanno male, decidano di abbandonarle prima. Anche se non si diffondessero notizie di questo tipo, le vendite continuerebbero lo stesso a calare, come dimostrato da una realtà che nessuno vuole accettare. La crisi del settore porterà ad una riduzione del numero degli editori attualmente in campo. E qualche autore coglie l'opportunità di sfogare la frustrazione generata da una situazione di mercato lontana dai tempi d'oro. E' accaduto con Giancarlo Manfredi in un post riportato da Fumetto d'Autore.

L'articolo risale al giorno 11 dicembre 2013, poche settimane prima che un altro autore Bonelli confermasse nella sopraccitata intervista a Fumettologica del 15 gennaio 2014 la veridicità dei dati diffusi da Fumetto d'Autore sulla serie Orfani. I termini sono molto duri, al limite delle offese, ma indicano in maniera inequivocabile il nervosismo che serpeggia nel settore. La crisi si fa sentire e gli autori sono i primi ad accusarne gli effetti sotto il profilo di una riduzione degli incarichi. Se l'editore non vende, non investe e se non investe non commissiona lavori e nuove serie da stampare. Lo sfogo non ha avuto alcun seguito. Le vendite dei fumetti Bonelli hanno continuato a calare, anche se è sintomatico il fatto che quando altri siti ne parlano non si scatenano reazioni di sorta. Quando a parlare dell'argomento è il sito di Fumetto d'Autore (la cui unica pecca, forse, è quella di non essere un sito di sinistra come gli altri), comincia la stagione della caccia. Per questo motivo, riportiamo i dati diffusi dall'autorevole sito Fumettologica (lo stesso dove un autore Bonelli aveva confermato la veridicità dei dati diffusi da Fumetto d'Autore su Orfani). L'articolo è del 16 giugno 2014 e si riferisce ai dati raccolti due mesi prima. Come nella prima occasione, l'autore dell'articolo dichiara di avere avuto questi dati da Davide Bonelli, direttore editoriale della Bonelli Editore. I dati non sono positivi e confrontati con quelli precedenti confermano il calo costante delle vendite e di Dylan Dog soprattutto. Ecco i dati di vendita:

1) Tex: 190.000 copie; 2) Dylan Dog: 112.000 copie; 3) Julia: 35.000 copie; 4) Nathan Never: 34.000 copie; 5) Zagor: 34.000 copie; 6) Orfani: 29.000 copie; 7) Dragonero: 28.000 copie; 8) Dampyr: 27.000 copie; 9) Le Storie: 23.000 copie; 10) Martin Myster: 20.000; 11) Brendon: 17.000; 12) Saguaro: 15.000 copie.

Tex per la prima volta da anni scende sotto la soglia di guardia delle duecentomila copie. Non era mai accaduto nell'ultimo quindicennio. Dylan Dog continua a perdere lettori come non accadeva da molto tempo. Il cambio di supervisione e le dichiarazioni sulle novità che sarebbero state introdotte (novità più velleitarie che altro) non hanno tamponato la falla. La barca perde acqua e rischia di affondare. Il dato che maggiormente stupisce è un altro. Attualmente, la Bonelli si regge unicamente su Tex e Dylan Dog, come testimoniato dalla grande distanza delle vendite di questi ultimi rispetto a tutto il resto della produzione Bonelli. Dopo i due giganti (d'argilla), il fumetto più venduto della casa milanese è Julia con la miseria di trentacinquemila copie! Zagor, che fino ad un paio di anni fa era considerata la testata più stabile, è precipitata, avvicinandosi alla soglia del punto di pareggio (anticamera della chiusura). Le serie più recenti, Orfani e Dragonero, non hanno sfondato e a dispetto dei soldi vaporizzati dalla loro promozione, segnano il passo. Ormai compromessa la situazione di Martin Mystere: con ventimila copie siamo vicini alla conclusione della collana ideata da Alfredo Castelli nel 1982. Anche Brendon è sul punto di salutare i suoi lettori, mentre di Saguaro, altra serie recentemente lanciata, è stata già annunciata la chiusura. Le Storie era una serie di cui si parlava molto bene. La crisi non ha guardato in faccia a nessuno e con ventitremila copie non si può andare avanti per molto. Il dato di Orfani costituisce la conferma che le invettive lanciate contro Fumetto d'Autore si sono ritorte contro coloro che le avevano incautamente profferite.

In una intervista al Fatto Quotidiano (di cui abbiamo parlato sopra), gli autori della serie sognavano le ottantamila copie o almeno di stabilizzarsi sopra le cinquantamila. Niente. Il primo numero ha venduto circa quarantanovemila copie, mentre la sesta-settima uscita ha venduto la metà, confermando la profezia di Alessandro Bottero di Fumetto d'Autore. Si parte con una distribuzione di centoventimila copie e il primo numero si posiziona sulle quaranta-quarantacinquemila copie. Con la sesta uscita ci si assesta sulle venticinque-ventiseimila copie. Ultimamente, il livello delle polemiche è assai scemato. Editori e autori hanno compreso che negare la realtà e attaccare i siti che diffondono dati di vendita che si confermano veri non attira simpatie e la gente, un po' stufa di tante promesse di fumetti di qualità, inizia ad arrabbiarsi, mollando le collane. Il fallimento di Orfani è doppiamente significativo. Non solo la serie non ha portato nuovi lettori (pescando tra gli appassionati di videogiochi, i videomalati), ma ha scontentato gli aficionados della Bonelli che in questa serie non hanno visto nulla di innovativo. Tra il primo numero e il quinto-sesto, Orfani ha perso la metà dei lettori. Nel recente articolo di Fumettologica si parla anche di vendite degli allegati ai quotidiani. Si afferma che Zagor vende intorno alle 13.000 copie, mentre Dylan Dog non è andato bene, chiudendo con 8.000 copie. Tex Gold segna, invece, vendite interessanti: 40.000 copie settimanali. Infine, si conferma il fallimento di Orfani e Dragonero, le cui vendite non si sono dimostrate diverse da quelle degli altri prodotti della casa milanese (in calo).

Infine, segnaliamo altri due articoli apparsi su Fumetto d'Autore prima che il sito sospendesse la sua attività (l'ultimo aggiornamento risale all'11 giugno 2014). In un articolo del 13 maggio 2014, firmato da Alessandro Bottero si parla della chiusura di Saguaro. L'autore difende la veridicità dei dati diffusi nei mesi precedenti (che ora tutti sanno corrispondenti al vero) e in particolare la chiusura di Saguaro. Afferma di avere ricavato queste news dalle fonti riservate di cui non intende fare i nomi per proteggere il loro posto di lavoro. Decisamente più importante è l'articolo del 20 maggio 2014, in cui si citano i dati di vendita di altri fumetti Bonelli. I dati sono più recenti di quelli che sarebbero stati diffusi da Fumettologica circa un mese dopo (il che fa pensare che i dati di quest'ultimo fossero più antichi rispetto al periodo indicato, aprile 2014). Eccoli: Dylan Dog ha perso tra il maggio 2013 e il maggio 2014 circa trentaseimila lettori (il cambio di supervisione non ha, quindi, prodotto alcun risultato). Considerando che le vendite calano di mese in mese, mentre scriviamo le vendite di Dylan dovrebbero essere intorno alle 104.000 copie (minimo storico). Orfani vende 26.000 copie (altre 3.000 copie perdute, mettendo così a rischio la seconda e la terza stagione già annunciate da tempo), mentre Dragonero è sceso a 27.000 copie (1.000 copie perse rispetto ai dati precedenti di Fumettologica). Maluccio è andato Lukas, serie Bonelli più recente. Il primo numero ha venduto 35.000 copie (quindi, meno delle circa quarantamila copie delle prime uscite di Dragonero e Orfani), mentre il numero 2 avrebbe venduto circa 30.000 copie.  

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