venerdì 26 settembre 2014

La conferenza Bonelli 2014: tanti annunci, ma poca sostanza per Tex, Dylan Dog e le nuove e vecchie serie

Diciamo subito che un paragone rispetto alle mega-convention americane sarebbe inutile. La dimensione italiana sarà sempre più modesta, nonostante la tradizione fumettistica dello Stivale non ha nulla da invidiare. Mancano i mezzi, mancano gli appoggi, manca la cultura. Manca tutto e in momenti come questo mancano soprattutto le idee. Già, le idee! Dove sono le idee. Negli ultimi giorni questa conferenza è stata attesa nemmeno si trattasse di un evento culminante da cui sarebbero derivati i destini del fumetto italiano. Che la Bonelli stia attraversando un momento di difficoltà è cosa nota. I dati di vendita pubblicati a giugno da Fumettologica, se confrontati con quelli di appena due anni fa, indicano una realtà complessa in cui è difficile trovare il bandolo della matassa. I problemi sono tanti e la volontà di risolverli dovrebbe essere il primo punto da cui partire. Alla fine, possiamo dire che c'è stato tanto rumore per nulla. Molti si aspettavano annunci eclatanti e invece non è successo niente. La Bonelli ha fatto della tradizione il suo punto forte.
 
Ora, però, quel punto è diventato debole e il cambiamento necessario. Finora non è stato centrato. Orfani doveva essere una serie che, in qualche modo, avrebbe dovuto aprire le porte del rinnovamento, ma è stata un flop clamoroso, con vendite molto al di sotto di quelle sperate pubblicamente dagli autori. In un articolo del 13 ottobre 2013, gli autori pensavano (con molta fantasia, per la verità) di potersi stabilizzare sulle 50.000 copie. Oggi sappiamo che le vendite forse non arrivano a 25.000 copie. Ma cosa è stato detto in questa conferenza? Praticamente, niente. O almeno, niente di concreto. Tiziano Sclavi rende ufficiale, per così dire, il passaggio della supervisione di Dylan Dog. La fase 1 è finita, ma non ha dato i risultati sperati. Con il numero 337 comincia la fase 2 e già dalle premesse sembra difficile che le cose miglioreranno per l'Indagatore dell'Incubo. La nostra ipotesi è che continuerà a perdere lettori. Si parla di Adam Wild, una nuova serie d'avventura scritta da Manfredi. Il plot è quello solito bonelliano.
 
Storie ambientate in Africa oltre un secolo fa per un prodotto destinato ai lettori più vecchietti. In realtà, leggendo un po' quelli che saranno i contenuti della serie è parso di capire che in casa Bonelli devono avere problemi di calendario. Se questa serie fosse stata presentata negli anni settanta, non ci saremmo stupiti. Ma nel 2014 presentare storie con scenari così datati ha un senso? No, secondo noi, se si vogliono conquistare i lettori più giovani. Si parla di Dylan Dog e non si intravede nulla di nuovo. Tante parole, molta pomposità, ma di concreto niente all'orizzonte. Bloch in pensione? E allora? DyD userà il cellulare! E allora? In cosa ciò potrà rendere le storie più interessanti? Noi riteniamo che del vecchio Dylan Dog non sia rimasto più nulla e che quello che si sta costruendo somigli troppo ad un archetipo trito e ritrito. A proposito, giorni fa è stata diffusa una immagine scabrosa del nuovo nemico dell'Indagatore dell'Incubo, tale John Ghost. In questi giorni molto si è parlato dell'apertura della Bonelli verso il multimediale.
 
Grande attesa sotto questo aspetto, ma alla fine sono stati annunciati solo motion comics. Tanto per intenderci, si tratta di animazioni molto elementari sul modello di quelle che la Marvel produceva negli anni sessanta del secolo scorso e che tuttora produce. Ci domandiamo? I motion comics dovrebbero far aumentare le vendite delle collane? Bizzarra la notizia finale: la Bonelli vuole troncare la collaborazione con Mondadori, Rizzoli e altre per editare in proprio i volumi! Scelta azzardata che rischia di bruciare risorse preziose in un momento in cui i libri si vendono molto poco. E se i fumetti vendono poco, perché mai i libri a loro ispirati dovrebbero vendere di più? In conclusione, se per Tex non si sono profilati grossi cambiamenti, temiamo molto che quelli annunciati per Dylan Dog non risconteranno il favore dei lettori. Finora, alla Fase 1 hanno risposto in pochi perché cambiamenti veri non si sono visti. Se, però, diamo uno sguardo al testo dell'anticipazione del numero 337, sono tanti i punti critici sui quali varrebbe spendere qualche parola.

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