lunedì 27 ottobre 2014

BLOCH MUORE E LASCIA I LETTORI INFEROCITI! DYLAN DOG PROSSIMO ALLA CATASTROFE? COSA ACCADE?

Sembra incredibile ma dalla vignetta pubblicata qui sotto sembra che il noto ispettore Bloch, di cui nei mesi scorsi è stato annunciato il pensionamento, lascerà per sempre la serie e in modo definitivo. L'immagine non lascia molto spazio all'immaginazione, purtroppo. A chi, come noi, metteva in guardia dai pericoli che avrebbero potuto derivare dalla nuova supervisione della collana, sottolineando l'intento, chiaro ed evidente, di distruggere gli elementi essenziali del personaggio, spesso si rispondeva nelle discussioni su Facebook che, in realtà, l'intento degli autori era quello di costruire per l'ispettore Bloch un ruolo diverso, più di sostegno per Dylan Dog, il quale avrebbe dovuto confrontarsi con un nuovo ispettore, tale Carpenter, più duro e cinico e soprattutto più avversante nei confronti dell'Indagatore dell'Incubo. Ma perché accanirsi così tanto contro l'ispettore Bloch? Quale truce pensiero si è annidato nella mente degli autori come un tarlo che ha condotto ad una decisione che appare folle sotto tutti i punti di vista? Sarebbe un po' come se alla Astorina decidessero di togliere di mezzo Eva Kant dalle storie di Diabolik, pensando di migliorarne la qualità. Quello che stupisce di più è altro: sulla base di quale elemento logico si è arrivati alla conclusione che il problema di Dylan Dog (o uno dei tanti) sia l'ispettore Bloch? Chi orbita nel mondo della letteratura, sa bene che si possono apportare accorgimenti strutturali alle storie, ma non si possono toccare i pilastri delle stesse. Il rischio che crolli un po' tutto sotto il peso di decisioni sbagliate è molto alto e in questo caso, altissimo. Prima di adottare una decisione così tanto estrema, consistente nell'escludere in via definitiva un personaggio fondamentale del cast, la casa editrice dovrebbe valutare bene i pro e i contro e soprattutto la possibile reazione dei lettori. L'aspetto da prendere in considerazione, in via primaria, è il seguente: quanti si arrabbieranno a tal punto da lasciare la collana? In questo caso, non è difficile immaginare che il numero degli abbandoni sia o sarà elevato. Nei mesi scorsi, da quanto il pensionamento dell'ispettore Bloch è stato annunciato e già nel numero 337 è stato confermato, in molti non la presero bene. E ora arriva la doccia fredda. Non solo Bloch non avrà più il ruolo tradizionale che tutti conoscevano, ma scomparirà per sempre dalla collana! E ancora una volta ci si chiede il perché di tutto questo!
 

Chi ha letto il numero 337, a pagina 38, uno dei fantasmi dello spazio con le sembianze dell'ispettore Bloch affermava cose che apparivano sinistramente evocanti uno sviluppo come questo: io non sono più me stesso dal 2014 (in pratica, da quando è iniziata la Fase 2 di questo pseudorilancio). Espressione alla quale già allora era possibile ipotizzare che il povero ispettore non sarebbe stato più come i lettori fino a quel momento lo conoscevano. Ma andiamo avanti. A pagina 39, prima vignetta, prosegue: Ma cosa importa? La pensione non è più un problema. Cosa ci suggerisce questo? Quando una persona va in pensione, di solito si gode la stessa e la nuova vita da pensionato, nella quale trova altri modi per arricchire la sua esistenza, come farebbe uno scrittore fallito che dopo avere speso anni nel cercare di imporsi nel mondo della letteratura, si da pace e pensa a fare ben altro. Qui, invece, Bloch dice chiaramente che per lui la pensione non sarà più un problema. Forse perché già sapeva che di lì a poco sarebbe uscito per sempre dalla serie? Forse Bloch pensava che finita la sua esistenza di ispettore di polizia, non avrebbe più avuto motivo per continuare a vivere? Forse allude ad un possibile suicidio dell'ispettore? Non ci sarebbe da stupirsi. L'assenza di valori cristiani è palpabile nelle storie dell'Indagatore dell'Incubo, in cui viene esplorata la dimensione negativa della Fede. Il soprannaturale viene spesso gonfiato proprio per dimostrare che è possibile aprire squarci sull'altra vita prima del trapasso. Una tentazione grande quanto un pianeta per le persone sprovvedute che credono a queste folli idiozie. Spesso si tratta di persone disagiate moralmente ed eticamente, come si evince in alcune discussioni su Facebook, ove si inneggia al sesso sfrenato e contronatura, all'assenza di valori e alla autodistruzione totale. Anarchia allo stato puro, tanto più pericolosa perché priva di controllo. E deludente perché proviene da giovani che alla vita non sanno più chiedere. Quindi, ciò farebbe pensare ad un Bloch suicida? Magari in una missione pericolosa per salvare la vita di Dylan Dog? La pagina 39 non rivela altri indizi, salvo un accenno ironico al fatto che l'ispettore avrebbe superato la paura del sangue. Come vampiro era logico che se ne cibasse. Vampiri! Ecco un altro elemento negativo spesso ricorrente nelle storie di Dylan Dog e anche in questo caso utilizzato come attacco alla Fede Cristiana, come espressione della volontà umana di andare oltre la propria vita succhiando quella degli altri attraverso il loro sangue! E si potrebbe andare avanti.
 

Una volta chiarito che Bloch lascerà per sempre la serie, occorre interrogarsi sui reali motivi di una scelta così assurda e inutile. Se guardiamo il titolo del numero 338 in uscita tra pochi giorni, è facile arrivare a questa conclusione. Cosa significa Mai più ispettore Bloch? Che Bloch non sarà più ispettore o addirittura che non sarà più e basta? Si evince perfettamente l'intenzione della supervisione di liberarsi di un personaggio considerato come una zavorra. Possiamo solo immaginare che ad alcuni autori (non a tutti, però) questo sviluppo non sia piaciuto. Eh, no! Se mi togliete Bloch, come faccio? Mi costringerete a scrivere di Carpenter e dovrò sudare le proverbiali sette camicie per costruirci una caratterizzazione all'altezza del suo predecessore. Possiamo solo pensare che la scelta di far morire Bloch costituisca la conferma che l'obiettivo della nuova supervisione è quello di rompere gli schemi e i consolidati equilibri. Si cerca di provocare, di far parlare di sé, della storia, della collana con l'obiettivo di creare molto interesse e spingere la gente a comprare una collana abbandonata a se stessa da anni. Ma davvero Bloch muore? No, vi prego, ditemi che non è così! Allora comprati il fumetto e leggiti la storia. Quando una collana è in difficoltà e vende poco, esistono due strade possibili. La prima consiste nell'assumere scrittori professionisti (cioè, veri); la seconda è quella di adottare scelte apertamente provocatorie. Facciamo morire l'ispettore e molti si arrabbieranno e compreranno la collana. Oppure, facciamo in modo che il nuovo nemico di Dylan Dog sia bisessuale! Così tutti i moralisti faranno la fila in edicola per leggere il degrado a cui una storia a fumetti può arrivare. Crediamo che questa seconda strada sia stata scelta dalla casa editrice in un momento di forte crisi economica e non solo, che stroncherebbe sul nascere ogni progetto di rilancio fondato esclusivamente su buone storie. Il rovescio della medaglia è rappresentato dalla reazione dei lettori, che potrebbe essere molto diversa da quella che gli ingenui autori di questa pensata hanno ipotizzato. Se, come crediamo, il calo di lettori continuerà, si andrà alla ricerca delle responsabilità e forse già nel 2015 ci saranno altri cambiamenti. Forse un nuovo supervisore o la chiusura di qualche altra collana. Non dimentichiamo che la serie dei giganti di Dylan Dog è stata chiusa. Non ci saranno più Dylandogoni, come simpaticamente questi grandi volumi venivano etichettati nel giornale di Sergio Bonelli. Il Maxi naviga a vista e non basterà il cambio di titolo per salvarlo.
 
In questi giorni ci siamo occupati molto di Dylan Dog. Il motivo è semplice. Il personaggio sonnecchiava da molto tempo con vendite in costante calo. In due anni sono stati persi circa 50.000 lettori (cioè, un terzo del totale) e occorrevano decisioni coraggiose per invertire una tendenza che nel giro di pochi anni avrebbe portato quasi certamente alla chiusura di tutte le collane che attualmente escono sull'Indagatore dell'Incubo. Che la casa editrice cerchi di invertire questa tendenza è normale. Che lo faccia nel modo sbagliato, altrettanto. Le risorse investite non sono dei lettori, ma della proprietà. Cosa accadrà se il progetto (come finora si sta dimostrando) andrà male? Gli autori potranno sempre dire di avere lavorato su Dylan Dog, il famoso personaggio a fumetti. Ma non si salveranno le sue collane, che chiuderanno se si andrà avanti di questo passo. Uno degli aspetti che sta caratterizzando questo nuovo corso è il citazionismo ossessivo. Quando venne diffusa la notizia del siluramento di Gualdoni e venne annunciata la nuova supervisione, tutti cominciarono a mettersi a caccia di citazioni. Vediamo quale film, canzone, libro o cartone saranno citati in questa storia. Il numero 337 ne era pieno zeppo. Tanto che chi ha visto il film Alien sapeva già come sarebbe andata a finire la storia. Ed è lecito chiedersi: che senso ha costruire una storia esclusivamente ispirandosi ad altre opere senza rielaborare in modo originale gli elementi a cui si è attinti? Dal nostro punto di vista, il calo di lettori di Dylan Dog non è una cosa negativa. Significa, molto semplicemente, che la gente non si identifica più in un personaggio la cui assenza di valori è stata fin troppo tollerata. Viviamo un momento difficile. La gente desidera punti di riferimento solidi a cui aggrapparsi. Mai come in questi momenti la Fede in Dio deve essere innalzata al massimo. Si cercano valori sani, puliti e candidi. In questo senso, la scelta di rendere bisessuale il nuovo nemico di Dylan Dog, il famoso John Ghost altrimenti noto come la Femminuccia Fantasma cozza contro tutto ciò e la gente oppone un netto rifiuto. Si desiderano leggere modelli positivi e costruttivi e non negativi e distruttivi. Difficilmente i giovani accetteranno un John Ghost come bisessuale, tranne quelli moralmente disagiati e svantaggiati dal punto di vista culturale ed etico. Il Cristianesimo considera la bisessualità e la omosessualità, la pederastia, ecc. espressione di un modello di vita oggettivamente disordinato, come si evince dalla formula n. 1358 del Catechismo. Negli Stati Uniti la Marvel ha cercato di fare la stessa cosa per anni, proponendo personaggi omosessuali e bisessuali. Risultato: oggi la Marvel vende molto meno di un tempo in cui le storie erano più morigerate. La Bonelli si sta americanizzando e lo sta facendo nel modo che noi riteniamo fondamentalmente sbagliato.

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