domenica 30 novembre 2014

IL NUOVO CICLO DI DYLAN DOG VALE SPAZZATURA: PAROLA DEL DYLAN DOGOFILO! ECCO IL VIDEO SHOCK!

Fin da quando è stato annunciato che Dylan Dog avrebbe cambiato supervisione sono fioccate tantissime polemiche, che hanno toccato quelli che sono stati indicati come mutamenti nella classica dimensione dylandoghiana. Pochi sono stati quelli che hanno mostrato davvero di apprezzare, tanto è vero che dal mese di settembre 2013,in cui è uscito Dylan Dog n. 325, ad oggi il calo dei lettori che affligge la serie da anni non è stato attenuato. L'Indagatore dell'Incubo continua a perdere lettori e le polemiche infuriano più vivaci che mai. Così, il pensionamento dell'Ispettore Bloch è sembrato una follia e lo stesso dicasi per l'inserimento di un nuovo nemico, John Ghost, caratterizzato da una sessualità disturbata (dovrebbe essere bisessuale con buona pace dei valori cristiani). Che poi grandi cambiamenti non sono, visto che al posto di Bloch è arrivato un nuovo ispettore chiamato Carpenter dalla personalità apparentemente più arcigna del molle predecessore. Il numero 337 intitolato Spazio Profondo, con cui è iniziata la Fase 2 di quello che, non solo noi, definiamo uno pseudo-rilancio, ha destato tante perplessità per una struttura narrativa infarcita di inutili citazioni, che hanno avuto l'effetto di spegnere ogni entusiasmo dei tanti che si erano precipitati a comprare questo albo, pensando di trovarvi chissà cosa al suo interno. Poi è arrivato il numero 338, preceduto da una astuta campagna volta a far credere che addirittura Bloch morisse (sulla pagina Facebook di Bruno Brindisi erano state pubblicate alcune vignette del suo funerale!) e che alla fine non ha smosso le opinioni negative. Albo totalmente inconsistente sotto ogni punto di vista con una trama che determinava una crescente irritazione mentre veniva letta. E' uscito il numero 339 la cui cover costituisce un omaggio ad una canzone di un gruppo inglese, i Sex Pistols, infarcita di messaggi di violenza, distruzione e culti satanici con una copertina recante simboli e riferimenti strani sui quali occorrerebbe fare un minimo di chiarezza. Anarchia nel Regno Unito, questo il titolo dell'albo, è stata la goccia che ha fatto traboccare il classico vaso. Il video che ora vi mostriamo esprime tutto il malcontento che si cela dietro il rilancio che, secondo noi, sta distruggendo Dylan Dog. Guardatelo:
 

Finora è stato possibile attenuare le polemiche sul social Facebook grazie al supporto degli amministratori dei gruppi, che hanno cancellato o nei casi più estremi, espulso coloro che manifestavano un pensiero critico, ma non è stato possibile contenere un malcontento diffuso e quasi palpabile in tutti i settori del web. Il Dylan Dogofilo, autore di questo video è molto noto per le sue recensioni degli albi dell'Indagatore dell'Incubo realizzate con un taglio professionale. Se lui è scontento, significa che davvero qualcosa non funziona in questa operazione di rilancio, costruita più sulla provocazione che sulla edificazione di elementi narrativamente interessanti. I lettori sono stufi di citazioni continue. Non perché le citazioni sono qualcosa di negativo, ma quando la storia si riduce solo ad esse, la noia regna sovrana. Con il suo gesto estremo, il Dylan Dogofilo ha voluto racchiudere in pochi secondi ciò che pensa di questo rilancio. Secondo lui, tutto quello che è iniziato dal numero 337 di Dylan Dog è meritorio solo della pattumiera. All'inizio ha annunciato che a breve seguirà la recensione completa del numero 339, ma già da queste immagini, che mostrano l'autore mentre butta i numeri 337-338-339 nel cestino della spazzatura, è possibile capire quale sarà l'esito della stessa. Da alcuni commenti sui vari gruppi Facebook, è parso di capire che lui darà fiducia a Dylan Dog fino al numero 340. Se il livello continuerà a mantenersi basso, non farà più recensioni e probabilmente non comprerà più l'albo dell'Indagatore dell'Incubo. Il che ci porta ad un altro interrogativo: quanti lettori ha perso la serie da quando è stato annunciato il nuovo supervisore? Presumiamo che reazioni come questa si siano moltiplicate a dismisura in questi mesi e solo la timidezza dei lettori ha impedito che immagini come quelle pubblicate dal Dylan Dogofilo fossero visibili su Youtube. Il Dylan Dogofilo ha cura di precisare di essere un buon cittadino italiano che effettua la raccolta differenziata della spazzatura ed è per questo motivo che ha buttato i tre albi succitati nel cestino ove abitualmente getta le cartacce.

32 commenti:

  1. Il che ci porta ad un altro interrogativo (scusa la ripetizione): ma chi ca**o è il dylan dogofilo?

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  2. Nessun interrogativo. L'insoddisfazione del Dylan Dogofilo è palese. Non c'è altro da aggiungere e non si tratta del solo a giudicare dai pareri negativi che arrivano dalla rete.

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  3. A ma piacciono, alcuni miei amici hanno ricominciato a comperare Dylan Dog, certo la nostra opinione non vale quella del Dylan Dogofilo.....

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    1. Preparati perché tra poco potrai ammirare il seguito di quella recensione. Il Dylan Dogofilo promette altri colpi di scena. Dovremmo tutti interrogarci sulle ragioni del suo gesto plateale. Gettare i numeri del rilancio di Dylan Dog nella spazzatura è eclatante, scenografico quanto vuoi tu, ma l'effetto è forte.

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    2. se l'avesse fatto Sclavi (ad esempio) allora sì che sarebbe stato un gesto eclatante..ma se a farlo è un signor Nessuno allora che me ne importa a me?..

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    3. Nell'epoca del web non esistono i signor nessuno. Cercare di attenuare l'effetto devastante di questo video con affermazioni di questo genere significa attribuirgli ancora più importanza.

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    4. Io mi sento un signor Nessuno invece..e specialmente su Internet dove cani e porci hanno diritto di parola ed espressione

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    5. Non diminuirti, Andreas. Come ti dicevamo prima, non esistono i signor Nessuno, soprattutto sulla rete, a meno che tu non sia un fan di Terence Hill (hai mai visto il film "Il mio nome è nessuno" del 1974?).

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  4. ah,e comunque giusto perchè non so cosa fare ti dico che i sex pistols mi piacciono ma sono ormai diventati un gruppo più che commerciale..altro che culti satanici e distruzione..ahah sei forte

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    1. Nei sei certo, Andreas della Santa? Forse sei un pochino superficiale nel tuo giudizio su questo gruppo di cantanti, che predicano la violenza, la distruzione, il satanismo, ecc. Saranno commerciali quanto dici tu, ma resta il fatto che possono perturbare le menti più deboli e spingerle alla violenza e alla sedizione. Quello che forse ignori è che questi gruppi rock altro non sono che pedine per raggiungere fini poco gradevoli. Usati, trasformati, commercializzati e infine distrutti.

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    2. ripensandoci bene però se non ci fossero stati i sex pistols molto probabilmente non sarebbero neanche mai esistiti i joy division e tanti altri gruppi ultrafighi..quindi meglio così va..(se non conosci i joy division ascoltali)

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    3. Grazie, ma di questi fenomeni espressione di degrado morale facciamo volentieri a meno. C'è da prendere atto del fatto che oggi Dylan Dog è stato trasformato in una brutta copia di un fumetto americano di seconda o terza categoria. Prevediamo un drastico calo delle vendite nei prossimi mesi.

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    4. Molto divertente, Andreas. Apprezziamo la battuta, ma è difficile ipotizzare che le vendite di Dylan Dog tornino ad aumentare con questi presupposti. E non perché lo diciamo noi. Questo video è solo la punta dell'iceberg di un malcontento che non farà che accelerare la distruzione del personaggio. E' la prima volta, infatti, che l'Indagatore dell'Incubo viene gestito in modo così superficiale e dilettantistico.

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    5. Io so solo una cosa: che nella mia edicola di riferimento ai tempi di gualdoni i dylan dog rimanevano più o meno tutti lì(su 8 se ne vendevano al massimo 2-3)..con il cambio di gestione invece gli albi sono andati completamente a ruba..de "mai più ispettore bloch" non ne era rimasta neanche una copia..poi immagino sia fisiologico che col tempo le vendite caleranno..

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    6. Che nella tua edicola le copie dell'Indagatore dell'Incubo siano andate esaurite da quando è iniziato il rilancio è una tua affermazione non verificabile, Andreas e al momento poco credibile, stante il livello bassissimo delle storie presentate dal numero 325 in poi. Probabilmente, è più veritiera l'affermazione che se con il vecchio supervisore le cose andavano male, con il nuovo vanno decisamente peggio. Siamo d'accordo sul fatto del calo delle vendite, tuttora in corso, ma non è detto che il calo sia fisiologico di una testata. Anzi, è vero il contrario. Al momento, la Bonelli vive una situazione editoriale molto difficile con una contrazione della domanda in corso da anni che sta stritolando come una morsa le serie dell'editore milanese. La scelta di americanizzazione che è stata varata dal 2012 in poi, secondo il nostro giudizio, porterà la casa editrice al disastro o nella migliore delle prospettive ad un massiccio ridimensionamento che non la renderà diversa dagli editori medi e microscopici che infestano il mercato italiano.

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  5. A me sembra che non li ha gettati ma semplicemente posati sopra la pattumiera stando pure ben attento a non sciuparli, ovvio che alla fine dello spettacolo li ha ripresi e posti assieme agli altri della sua collezione. In ogni caso mi sembra palese ormai l'invidia verso chi cura gli albi di Dylan Dog da parte di qualche persona che magari crede di essere più adatta a ricoprire quel ruolo.

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    1. Credo che nei video del Dylan Dogofilo non traspaia alcuna invida, semmai la preoccupazione e il timore insito nella presa d'atto della strategia di distruzione che sta avvolgendo questo rilancio. Se guardi con attenzione il video con la recensione completa del numero 339 (sul quale presto dedicheremo maggiore spazio, oltre ad una nostra recensione esclusiva) emerge palese questo atteggiamento. L'autore del video, infatti, si domanda dove sia finito il classico Dylan Dog. Quello visto in Anarchia nel Regno Unito è solo un fumetto pieno di persone che si azzuffano senza un motivo per gran parte dell'albo secondo la peggiore tradizione americana. C'è da restare inorriditi di questo numero 339. Un disastro sotto ogni punto di vista. L'antitesi di ciò che è Dylan Dog e tutto questo non può essere frutto del caso. Chi ha fatto queste scelte non può avere altro fine se non quello di distruggere il personaggio anziché rilanciarlo, secondo noi.

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    2. Io credo che sia inutile cercare a tutti i costi il DD classico, se lo si vuole si prendano i primi 100 numeri e si leggano quelli, stare a criticare un'operazione difficile in un momento ancora più difficile è una cosa inutile, ricordo che quello di Gualdoni era un tentativo di rimanere nel DD classico e sappiamo bene a cosa ha portato, con buona pace del Dylan Dogofilo o di chi per lui. Personalmente il nuovo corso mi piace, tanto se DD era in caduta libera tanto vale provare questa nuova strada, altrimenti richiami Sclavi e pubblichi un numero ogni due anni (e gli ultimi non erano nemmeno chissà che cosa), o riprendi Chiaverotti ma su Brendon abbiamo visto che alla lunga anche lui ha stancato non riuscendo più ad uscire dai vecchi schemi. Piuttosto, ditemi voi quale formula avreste adottato per il rilancio, ma non ditemi solo "ritorno alle origini", "vero DD" e cose simili, voglio nomi e cognomi sugli autori che avreste scelto e sulle storie che avreste voluto.

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    3. Credi male, Andreas. Il DyD classico non è una entità inarrivabile, ma un modello a cui ispirarsi, mentre invece l'attuale gestione sembra marciare in senso contrario. Lieto che il nuovo corso ti piaccia, ma sei uno dei pochi perché in maggioranza i pareri sono molto negativi. Non spetta a noi indicare gli autori più adatti per il rilancio dell'Indagatore dell'Incubo, che per noi non è mai cominciato. Semmai è iniziato il disastroso crollo. Siamo convinti che per scrivere storie di ottimo livello servono professionisti e non amatori autoproclamatisi scrittori di genere. Ciò che manca in questo momento intorno al mondo di Dylan Dog è la professionalità e la cultura. Non vediamo né l'una né l'altra. Infine, non è detto che DyD possa tornare ai livelli di un tempo. Leggiamo divertiti di auspici di persone che credono che DyD possa tornare ai livelli di vendita di una volta. Ma questo è impossibile e soprattutto con questi presupposti.

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    4. A parte che non mi chiamo Andreas, ti ripeto: fai qualche nome di professionista con la cultura adeguata che tu vedresti bene su Dyd.

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    5. Ti rimando alla risposta di cui sopra, Andreas.

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    6. Il motivo per cui continui a chiamarmi Andreas mi sfugge, però perchè vuoi esimerti dal dire cosa faresti tu? Veramente non lo capisco.

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  6. E prima di riportli scommetto che li ha anche imbustati! ;)

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    1. Probabilmente, ha ripreso solo il numero 339 a cui ha dedicato la recensione dopo la "botta a caldo" dell'anticipazione, mentre non è da escludere che i numeri 337-338 li abbia lasciati nella pattumiera. Se confrontiamo questi numeri con ciò che è Dylan Dog non possiamo non essere d'accordo con il Dylan Dogofilo, il quale ha affermato che darà un'ultima chance al numero 340, poi mollerà l'inedito.

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  7. Sembra che certe cose su Dylan Dog sia vietato dirle, visto che ci sono solo insulti e battutine ironiche di risposta ai servizi di questo sito, invece di replicare seriamente con dati e approfondimenti.

    Dylan Dog l'avevo già abbandonato da anni, comunque queste trovate di rilancio che fanno su di lui (la pensione di Bloch, il cattivo bisessuale, il satanismo dei Sex Pistols) mi sembrano solo americanate nichilistiche.Capisco che fare delle storie serie sia più difficile, ma in questo modo si va solo più in basso.

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    1. Tranquillo, Joe7. Abbiamo politiche molto restrittive per quanto riguarda i commenti. Vengono accettati solo quelli attinenti all'oggetto degli articoli pubblicati sul sito ed espressi con linguaggio anche critico e talvolta satirico, ma civile e collaborativo. I commenti contenenti insulti, aggressioni verbali, minacce e tutto ciò che non attiene agli articoli o ad una forma serena e pacifica di esposizione del pensiero vengono sistematicamente cancellati.

      E' notorio che chi interviene solo attraverso commenti contenenti insulti non dispone di argomenti per controbattere le nostre affermazioni oppure, trattandosi di persone ignoranti, non conoscono modi civile di comunicazione, che non siano quelli connotati da violenza verbale, maleducazione, frustrazione, ecc. Chi ha argomenti e sa come esporli non avrà alcuna difficoltà a dialogare con noi, purché si contenga entro i limiti di una discussione tranquilla.

      Condividiamo il tuo pensiero su Dylan Dog. Noi, purtroppo, siamo costretti a leggerlo per la redazione degli articoli di critica che trovi sul sito, ma ti assicuriamo che è un vero strazio. Raramente è capitato di imbatterci in un fumetto scritto e disegnato così male come il Dylan Dog di questo periodo molto sfortunato. A nostro avviso, le storie vengono gestite in modo dilettantesco e curate al solo scopo di veicolare messaggi di sinistra estrema (nel numero 339 ce ne sono a bizzeffe) e altri di cattivo gusto, come la negazione dei valori. Americanate nichiliste come dici tu. Ci preoccupa anche lo stato dei redazionali. Mai prima d'ora ci è capitato di leggere articoli che fungono da premessa di un fumetto contenenti una esaltazione della violenza e dell'anarchia. I redazionali del numero 339 esprimono cattivi segnali e in merito ad essi la casa editrice milanese dovrebbe fornire dei chiarimenti o prendere le distanze dall'autore degli stessi. L'omaggio fatto al gruppo satanico dei Sex Pistols quasi a volerli riabilitare agli occhi dei benpensanti è stato quasi ironico.

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  8. Un rilancio che non parte da sceneggiatori e disegnatori nuovi che rilancio e'? Tutta gente che ha gia scritto e disegnato dylan finora e che ha dato il meglio di se non certo in questi ultimi numeri. Non ci siamo proprio. Su john ghost poi stenderei un velo pietoso da subito.

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    1. Simeoni non mi sembra abbia mai scritto un Dyd in vita sua.

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  9. Anche a me il nuovo corso piace. Poi non credo che autori come Simeoni o Barbato siano dilettanti. Lo stesso Recchioni (il tanto discusso Recchioni) ha scritto degli ottimi fumetti. Non capisco perché dobbiate criticare ogni aspetto del rilancio, appigliandovi anche a video di bassa qualità come quello del Dylan Dogofilo. Ovvio che non può essere perfetto un albo, ma questa continua e ossessiva ricerca di un lato negativo solo per poter dimostrare quanto poco valga Recchioni mi sembra abbastanza inutile (facevate lo stesso anche con i normali fumetti della direzione Gualdoni o puntate solo il Nuovo Corso?). Inoltre John Ghost non è bisessuale, leggete il resto delle pagine dell'albetto di Lucca e ve ne renderete conto, si trova anche nel web (ammetto che un disegno così "errato" serva solo a fare pubblicità). E poi, non potete negare che Recchioni abbia del coraggio, con tutti questi cambiamenti. Ma non sta sbagliando. Ricordo infine che lo stesso Sclavi lo ha scelto, un motivo ci sarà...

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    1. Prendiamo atto della tua opinione, Nessuno, ma al momento non ci sembra condivisibile. Esasperante si è rivelato il continuo richiamo alla violenza contenuto nei redazionali e nella storia, che ha fatto scandalizzare, per la sua bassa qualità, non pochi lettori e non solo il Dylan Dogofilo. E' triste vedere un fumetto utilizzato per veicolare messaggi politici di sinistra estrema che richiamano alla memoria i tristi anni di piombo. Non abbiamo parole per descrivere lo sconcerto provato nella infelice lettura del numero 339, come avrai modo di vedere nella nostra recensione che sarà pubblicata tra qualche giorno.

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