venerdì 28 novembre 2014

MARTIN MYSTERE N. 335: UN NUMERO DI MM DELUDENTE E PRIVO DI FILO LOGICO SECONDO CHEMAKO!

Che Martin Mystère si trovi in una situazione molto difficile non lo affermiamo soltanto noi. Il grande Alfredo Castelli, creatore del personaggio che ha fatto il suo esordio nelle edicole italiane nell'aprile 1982, lo ha ribadito senza mezzi termini in alcuni commenti apparsi alla fine degli articoli pubblicati sul nostro sito in questi ultimi giorni. In un commento ad un nostro articolo pubblicato il 19 novembre 2014, scriveva questo: Veri i cali di vendita su cui anche stavolta non prendo posizione (anzi: la prendo: i cali di vendita sono veri): posso dire solo che purtroppo non sono solo (il che non costituisce una consolazione). Castelli, dunque, conferma il calo di vendite della serie di Martin Mystère, ma non ce n'era bisogno. Che vi sia stato e sia ancora in atto un calo del venduto della collana è circostanza nota a tutti e confermato dalla stessa casa editrice milanese. In una intervista concessa da Davide Bonelli e Mauro Marcheselli al sito Fumettologica del 16 giugno 2014 era riportato: Per noi il mercato è in sofferenza ormai da tanti anni. Chiamatela crisi o come volete, ma la verità è che il pubblico dei nostri lettori si riduce significativamente, anno dopo anno. E’ un fenomeno che riguarda tutte le nostre testate e non conosce soste. Paradossalmente le vendite calano mentre l’interesse per i fumetti, guardando ai numeri delle varie manifestazioni che si tengono annualmente in giro per l’Italia, sembra aumentare. L’erosione, in generale, varia tra il 3 e il 5%. Le testate più stabili o meno instabili sono Tex e Zagor. Non siamo, dunque, davanti a voci o indiscrezioni, ma a dichiarazioni ufficiali rese dall'autore e dai vertici della casa editrice, per cui stupisce che alcuni poveretti su Facebook continuino a scrivere che i dati quivi riportati non possono essere considerati attendibili. Bonelli e Marcheselli confermano che, con la sola eccezione di Zagor e Tex, tutte le altre collane registrano cali costanti di vendite in seguito alle quali il pubblico dei lettori della casa editrice milanese si riduce significativamente. Si precisa, altresì, che Tex e Zagor non sono stabili, ma meno instabili, cioè accusano cali di vendite meno intensi delle altre collane. In calo sono non solo Martin Mystère, ma anche Orfani (checché si continui a farneticare su qualche blog o pagina Facebook, che la serie è andata o starebbe andando bene), Dragonero, Julia, Nathan Never, ecc. Anche i più recenti Lukas e Adam Wild, almeno da quello che è sembrato capire dagli umori o, se volete, dal clamore sulla rete, non stiano andando a mille. Tra qualche mese si avranno dati più precisi anche di queste ultime.
 

Stupisce un commento di Castelli al nostro articolo del 12 novembre, in cui a proposito dei dati di vendita forniti dalla casa editrice scrive: Quelli forniti dalla casa editrice (specifico: la casa editrice, non i singoli collaboratori) non sono inventati, anche se sono i certo modo limitati (occorrerebbe avere tutta una serie di tabelle comparative, compresi rapporti costi/prezzi); non li nego né li ho negati, così come non nego e sarei stupido a farlo la situazione non eccezionale del BVZM e così come leggo con attenzione le critiche, spesso rammaricandomi perché sono giuste. Non era necessario specificare che i dati forniti dalla casa editrice non sono inventati, ci mancherebbe. Però, l'autore si contraddice quando scrive che tali dati sarebbero limitati perché non corredati da tabelle comparative e rapporti di costi/prezzi! Qui ci permettiamo di dissentire. Alla casa editrice sono stati chiesti i dati di vendita delle collane a fumetti, cioè quanto vendono i singoli fumetti in edicola. Non sono stati chiesti i rapporti dei costi/prezzi e le tabelle comparative. Perciò, i dati forniti dalla Bonelli sono precisi e non limitati. Perché poi l'editore dovrebbe fornire dati limitati? Tornando a Martin Mystère, il mese scorso è uscito il numero del bimestrale, intitolato L'ombra di Za-Te-Nay e le impressioni dei lettori in rete non sono state positive. Oggi riportiamo la recensione critica del sito Chemako, che non ha certo parole tenere verso l'episodio numero 335 uscito il 10 ottobre 2014 per i testi di Alfredo Castelli e Mirko Perniola e disegni di Franco Devescovi. Il titolo dell'articolo condensa già il giudizio negativo dato: L'ombra di se stesso, che prende spunto dal titolo dell'episodio. Le parole sono molto dure, ma efficaci ed esaustive: Sconclusionata, questo è l'aggettivo che più si adatta, secondo l'autore dell'articolo sopra linkato alla storia di Martin Mystère, e poi scrive: albo molto deludente, privo di filo logico e con così tante divagazioni da suscitare un'irritazione crescente pagina dopo pagina. Poche parole, ma dure e precise. In sostanza, si esprime un giudizio negativo di un albo che sarebbe deludente perché privo di un filo logico e questo ci è sembrato l'affondo più massiccio. Quando in una storia a fumetti manca il filo logico significa che la lettura è stata priva di senso e al lettore non si è riusciti a trasmettere una dimensione narrativa comprensibile. Non si tratta di un problema nei disegni, nella trama o nelle sceneggiature. No, il problema è molto più grave e concerne il piano della comprensione della storia, che in questo caso è mancata del tutto con grave nocumento.

L'autore dell'articolo è Alessandro Olivo e scrive per Fucine Mute, un noto web magazine. Dunque, sulla sua competenza e conoscenza dell'argomento non abbiamo motivo di dubitare. A questo proposito, non possiamo non tornare ai nostri articoli sull'argomento, in cui abbiamo, in sostanza, chiarito come la serie di Martin Mystère viva un molto difficilissimo. Gli editori, per parte loro, se la prendono sempre con la crisi, con la concorrenza degli altri generi, con i lettori che non capiscono niente o non apprezzano i loro sforzi, ma non ammettono mai la verità: poiché il lettore ha sempre ragione, sono loro i principali responsabili del disastro. Per non parlare di scrittori e disegnatori che, posti davanti all'evidenza di un lavoro negativo, si fanno scudo della loro arroganza, attaccando e aggredendo, in alcun casi con male parole, i lettori sul web! Nell'era della comunicazione globale certi atteggiamenti sono letteralmente suicidi perché ottengono il solo effetto di far calare ancora di più le vendite delle collane a cui si riferiscono. Perché, ad esempio, si dovrebbero comprare i fumetti di scrittori che dalle loro pagine Facebook innescano un turpiloquio continuo? Inutile specificare che così forniscono un cattivo esempio di comunicazione che si ripercuote sulle case editrici, che vengono poi accusate di mettere sotto contratto soggetti che, nelle loro comunicazioni pubbliche, si esprimono in modi non consoni ad un dialogo civile. Tornando a Martin Mystère, Olivo afferma che gli autori di questo numero 335, Castelli e Perniola, sono capaci di fare molto meglio di così e la domanda che ci poniamo, a questo punto, è: perché non lo hanno fatto? Come suggerisce Olivo, l'idea di far affrontare i protagonisti con Za-Te-Nay, cioè il noto Zagor, è molto interessante e ci chiediamo perché non sia stata sfruttata meglio nell'ambito di una trama di più ampio respiro. Se questi racconti fanno parte della fase di rilancio o delle idee a cui Castelli accennava, alcune delle quali già approvate, dubitiamo che grandi risultati saranno raggiunti. La memoria corre ad una storia apparsa nel 2002 in cui vi fu la prima apparizione di Za-Te-Nay dal titolo La scure incantata. Una storia divertente e originale, secondo Olivo e poi continua il duro affondo: Peccato, infine, perché le matite del migliore disegnatore mysteriano, Franco Devescovi, sono andate sprecate nel tentativo impossibile di rendere godibile una storia che sarebbe stato meglio lasciare dentro ad un cassetto. E poi ancora continua: per quanto Perniola cerchi di addolcire la pillola, l'elaborazione della sceneggiatura è stata un vero travaglio e il blocco di idee sul finale, disegnato poi da Giovanni Romanini subentrato ad un eufemisticamente esausto Devescovi, è stato il colpo di grazia. Di questo numero, secondo Olivo, non si salva proprio nulla, dal soggetto, alle sceneggiature ai disegni.

L'autore ricorda un post scritto tempo addietro in cui precisa: i misteri sono una cosa seria. Vanno affrontati contestualizzandoli correttamente sia dal punto di vista scientifico che da quello storico. Poi c'è la fantasia di Castelli che ci mette lo zampino, confezionandoci attorno delle avventure avvincenti e divertenti. Martin Mystère è questo, una geniale intuizione che resiste in modo spumeggiante dopo 30 anni. Da quello che ci è parso di capire, dunque, il problema principale di Martin Mystère non è la crisi economica, ma lo scrittore che forse dopo tanti anni ha esaurito del tutto la vena creativa relativamente alle avventure del detective dell'Impossibile. E questo sarebbe il principale motivo per cui i lettori si sono allontanati. Oltre all'aumento incontrollato e folle dei prezzi, che di certo non aiuta. Oggi un fumetto della Bonelli costa 3,20 euro e sono tanti soldi in un momento in cui con la stessa somma è possibile comprare due fette di carne. La gente, piuttosto che rinunciare alla carne o agli alimenti, rinuncia ai fumetti e dal loro punto di vista ciò non rappresenta un grande sacrificio se la qualità, come ha precisato Olivo nel suo articolo, oggi in pratica non esiste più. L'articolo conclude con il rammarico dell'autore sulla attuale condizione in cui versa Martin Mystère, amore delle letture giovanili del medesimo, più di Tex o Zagor. Poi cita direttamente il nostro sito, linkando l'articolo in cui abbiamo trattato delle voci sulla possibile chiusura della collana, ricordando come non sia la prima volta in cui ciò avviene. Nei nostri articoli abbiamo indicato il periodo di giugno 2015 come quello in cui una decisione dovrebbe essere presa sul futuro di questa serie e quindi se tenerla su oppure chiuderla. Il motivo è semplice: Martin Mystère è bimestrale. Da qui a giugno usciranno altri 4 numeri e se il calo dei lettori continuerà a quel punto sarà indispensabile capire cosa fare della collana. Tenerla o chiuderla una volta per tutte con un finale degno del suo grandioso passato. Nei commenti ai nostri articoli di riferimento, Alfredo Castelli ha affermato che per ora la serie non chiuderà. Se è per questo, non lo abbiamo affermato nemmeno noi. Il titolo dell'articolo recava un punto interrogativo e non un punto di certezza. Inoltre, è chiaro che se le vendite continueranno a calare si dovrà decidere cosa fare. Castelli ha parlato di rilancio e di due sorprese. Di idee approvate e altre da approvare. Il problema, però, sono i tempi. I processi di lavorazione della Bonelli sono lunghissimi e un'idea si trasforma in fumetto cartaceo solo dopo minimo dodici mesi. Le nuove idee, quelle ancora da approvare, si vedranno solo nel 2016 e ci si chiede se la collana resisterà o meno per tutto questo tempo perché le vendite continuano a calare e questo non è un buon segnale, così come non lo è il nervosismo degli autori e dei loro accoliti su Facebook.

2 commenti:

  1. Non riesco ad aprire il blog "Chemako" perchè internet va nel pallone ogni volta che entro nel sito. Potete farglielo sapere all'autore?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Noi apriamo benissimo il sito. Il link è il seguente: http://chemako-comics.blogspot.it/ Forse dipende dal sistema operativo che usi, non ne abbiamo idea.

      Elimina

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.