martedì 11 novembre 2014

NUOVE STRATEGIE BONELLI: LE POLEMICHE DELLE VARIANT LUCCHESI E LE PERPLESSITA' DEI LETTORI!

La decisione della casa editrice Bonelli di Milano di votarsi alle strategie commerciali tipiche degli editori americani di fumetti, Marvel e DC Comics in primis, non è piaciuta molto ai lettori italiani più tradizionalmente legati alle vecchie concezioni. I fan della Bonelli possono dividersi in due categorie: i seniores e gli juniores. I primi sono quelli più anziani. Raramente navigano in rete per motivi diversi dal lavoro o altri tipi di svago. Non perdono tempo ad iscriversi ai gruppi su Facebook per discutere delle peripezie dei loro beniamini, né hanno interesse a partecipare alle discussioni sui vari forum. Al massimo parlano di Zagor o di Tex durante la pausa caffè. I juniores sono i lettori più giovani e rappresentano circa il 15% del pubblico che abitualmente segue la casa milanese. Hanno una età compresa tra i 15 e i 35 anni. Sono tipicamente immaturi e sfogano la loro frustrazione alimentando le polemiche sulla rete su questioni pretestuose. Sono diretti verso le pubblicazioni Bonelli più in linea con le loro modeste capacità intellettuali come Orfani, Lukas e Dragonero, mentre aborrano Tex, Zagor e Nathan Never, che trovano troppo complessi e articolati. Odiano lo spiegone, un termine dozzinale che indica, nella loro ristretta visione, la parte finale dell'albo dove lo scrittore spiega per l'appunto alcuni eventi o situazioni narrati in precedenza. I lettori juniores rappresentano il futuro della Bonelli, prospettiva per la quale alla casa editrice milanese non esplodono di gioia, preferendo di gran lunga lettori più colti e solleciti a tematiche di avventura come Zagor o storiche come il recente Adam Wild di Gianfranco Manfredi. Prospettiva non gradita nemmeno agli autori storici della casa editrice, che ora devono reinventarsi narratori di prodotti di basso profilo intellettuale per entrare nelle grazie dei lettori più giovani. Il rinnovamento del parco lettori è una costante per le case editrici, le quali devono adeguarsi ai tempi per rendere i loro prodotti accattivanti.
 

In considerazione del fatto che la fascia di lettori seniores si assottiglia sempre di più, sia per estinzione sia per la crisi economica (il lettore seniores ha una famiglia e il recente aumento dei prezzi degli albi di 0,30-0,40 euro non aiuta chi deve far quadrare il bilancio, dovendo tagliare acquisti di albi a cui è affezionato), alla Bonelli hanno compreso che devono guardare ai giovani e ciò ha determinato l'emersione di un grosso problema. I giovani non sono colti e preparati come quelli degli anni novanta, ottanta, settanta e sessanta. Negli ultimi trent'anni c'è stato un abbassamento del livello intellettuale e culturale dei fan e diviene sempre più difficile concepire prodotti che non appaiono troppo elevati per le loro modeste capacità di cognizione. Per di più la concorrenza di altri generi di divertimento (come computer, smartphone, giochi elettronici vari, ecc.) è agguerrita, mentre la lettura è considerata, in specie dai giovanissimi, un flagello da relegare nelle ore di scuola o al più dei compiti a casa. Perciò, la categoria di lettori potenziali che la Bonelli deve conquistare è composta da persone che, da un lato, odiano leggere e aborrano la cultura e dall'altro, sono privi di capacità di cognizione, che impedisce loro di percepire la bellezza di un'opera o di uno scritto. Questo è il motivo che ha spinto l'editore milanese ad uscire dalla sua tradizionale posizione di isolamento per guardare ai gusti dei più giovani. Perfino un prodotto che andava forte negli anni novanta come Dylan Dog oggi è considerato qualcosa di vecchio e decrepito. Tex, poi, è visto come il fumetto tipicamente consigliato ai vecchi nostalgici degli spaghetti western o dei grandi kolossal americani alla John Wayne. Tutte fonti di intrattenimento che i lettori giovani odiano perché non hanno i mezzi mentali per comprenderne la grandiosità. E allora è stato giocoforza guardare al variegato mondo dei comics americani e dei videomaniaci, cioè gli appassionati di videogiochi. Scelta arrivata troppo tardi. I comics sono in netta crisi (la serie più venduta è l'Uomo Ragno della Panini con circa 4.500 copie), mentre chi passa quasi tutta la sua giornata con gli occhi sbarrati davanti allo schermo di una playstation non prenderà mai in considerazione l'idea di leggere una serie come Orfani o Dragonero.
 

La Bonelli ha cominciato a muoversi in questa direzione già nel 2012, affidando alla Panini la gestione dei diritti internazionali dei loro prodotti e nel 2013 iniziando a distribuire, sia pure con un ritardo di sei mesi rispetto alle uscite in edicola, gli albi nel microscopico circuito delle fumetterie. Non è bastato. Sempre nel 2013 ha dato alle stampe una serie di nuova concezione, Orfani, che, almeno nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto conquistare nuovi lettori tra i videomaniaci con vendite importanti, ma l'obiettivo è fallito. Orfani è partito con una vendita di circa 49.000 copie del primo numero, mentre il numero 12 conclusivo della prima stagione ha venduto circa 25.000 copie. Nel frattempo, è stato avviato il rilancio di Dylan Dog, le cui vendite erano in caduta libera, ma anche qui i risultati non sono arrivati. Tra il 2012 e il 2014 la serie dell'indagatore dell'incubo ha perso quasi 50.000 lettori. Oggi Dylan Dog vende circa 100.000 copie e in generale le prospettive non sono rosee, né aiutano le manifestazioni di bullismo sulla rete degli addetti ai lavori, i quali invece di mostrarsi umili e aperti alle critiche dei lettori, si mostrano aggressivi e per nulla concilianti, oltre che manifestamente volgari in alcune comparsate sui profili Facebook. Anche queste sono manifestazioni tipiche delle community di comics americani. E la Bonelli vi si è votata totalmente. L'ultima strategia all'insegna di questa nuova moda è arrivata poche settimane fa con l'annuncio per Lucca Comics & Games 2014 di copertine variant! La casa milanese non le aveva mai proposte in precedenza. Che senso ha editare un albo perfettamente identico agli altri salvo la copertina? L'annuncio è passato del tutto inosservato nella categoria dei lettori seniores, che non comprerebbero mai due copie dello stesso albo, spendendo per quello variant una somma superiore! I lettori juniores, invece, hanno esultato! Finalmente la Bonelli è diventata una casa editrice moderna, avranno pensato! Non vedo l'ora di spararmi una variant di Dylan Dog! Quanto è figa questa cover! Queste le espressioni pittoresche che i fan più giovani hanno usato sulla rete.
 

L'obiettivo che Bonelli si propone con le edizioni variant è chiaro: incrementare le vendite e sperare che la maggior parte di coloro che le compreranno continueranno ad acquistare i numeri delle edizioni regular. L'esperienza degli americani è stata negativa. Non solo le vendite non sono aumentate, ma alcune major hanno rischiato di fallire. Nel 1996 la Marvel entrò in amministrazione controllata e nel 1999 cedette per quattro soldi (circa 100 miliardi delle vecchie lire) la Panini alla Fineldo di Vittorio Merloni. La DC, che aveva fatto un uso più modesto delle copertine speciali, si salvò in parte, mentre la Image, che aveva puntato tutto sui disegni rivoluzionari dei suoi artisti, entrò in crisi. Le cover speciali di quegli anni non erano solo diverse, ma venivano realizzate su materiali speciali. Si trovavano cover olografiche, in rilievo, argentate o dorate, ecc. Anche Panini non ha mai lesinato edizioni di questo tipo: cover metallizzate o allegando poster, adesivi, figurine, ecc. Le special realizzate da Bonelli si sono rivelate semplici cover su normalissimi cartoncini con l'unica particolarità di essere disegnate da artisti noti. Bonelli ha puntato anche su un altro aspetto: il collezionismo. Gli albi dell'editore italiano, insieme a quelli di Diabolik della Astorina, sono gli unici intorno ai quali si muove un discreto mercato di collezionisti. Una variant di Dylan Dog potrebbe valere una fortuna e all'annuncio dell'uscita di queste edizioni per Lucca Comics 2014 speculatori e sciacalli si sono scatenati. Armati di mazzi fruscianti di banconote, sacchi a pelo e provviste per 3 giorni, sono partiti di notte da ogni città d'Italia per giungere a Lucca e assaltare lo stand Bonelli. Ciò che è successo alla fiera è stato giudicato dai fan presenti come uno spettacolo poco edificante. Persone che probabilmente non hanno mai letto un albo di Dylan Dog in vita loro si sono messe in fila dalla mattina e hanno cercato di fare piazza pulita. Fuori dalla fiera già nel pomeriggio, secondo alcuni testimoni, si vedevano persone intente a rivendere quegli albi a prezzo triplicato. Altri acquistavano anche nove-dieci copie di una stessa variant allettati dalla prospettiva di fare buoni affari con i prezzi di rivendita. Altri ancora, sotto mandato occulto delle fumetterie, si sono accaparrati quantità anche maggiori per poterle rivendere agli ingenui clienti dei loro negozi. La Bonelli, d'altra parte, ha fatto le cose in grande per aiutarli nel migliore dei modi.
 
Le edizioni variant annunciate a Lucca Comics sono state: Dylan Dog n. 337 con cover realizzata da Gipi, Adam Wild n. 1 con cover realizzata da Enrique Breccia e Orfani n. 13 con cover realizzata da Gabriele Dell'Otto. Chi acquistava tutte e tre le variant riceveva in omaggio un albetto di 16 pagine con la presentazione di John Ghost, la nuova nemesi di Dylan Dog, di cui nelle scorse settimane sono circolate in rete immagini in cui questo personaggio era a letto con un uomo e una donna che lo abbracciavano. Di qui le polemiche sulla sua presunta bisessualità. Un albetto molto ambito dagli speculatori, che ambivano a rivenderlo subito. Quelle pagine, infatti, saranno inserite nel numero 341 di Dylan Dog dove farà il suo esordio ufficiale. E molti hanno fatto rilevare che, siccome era questo volumetto la preda principale, per averlo bisognava sborsare 21,00 euro, cioè il costo combinato delle tre edizioni variant. Le variant sono andate letteralmente a ruba con quasi immediate dichiarazioni degli autori delle collane sui loro profili Facebook a vantarsi che le vendite erano andate bene e che ciò era merito delle loro storie! Nessuno ha creduto a queste dichiarazioni. Se in tanti si sono precipitati a comprare la variant di Dylan Dog n. 337 il motivo era dato esclusivamente dalla presenza della cover realizzata da Gipi, non certo per la storia Spazio Profondo, che ha raccolto giudizi molto negativi sulla rete. Se in tanti hanno cercato di mettere le mani sull'albetto di John Ghost il motivo non era da ricercare nel fatto che esso presentava per la prima volta la nuova nemesi dell'Indagatore dell'Incubo, ma perché sono nate polemiche sulla sua presunta bisessualità, che si aggiungeva alle polemiche sorte per la mancanza di valori cristiani nelle storie. Nessun valore aggiunto tratto dalle storie o dai rilanci, ma solo momentanei aumenti di vendite derivanti dalla euforia delle edizioni variant. La Bonelli ha conservato una scorta di questi albi per la vendita online dal sito, specificando che gli acquisti erano possibili solo tramite carta di credito o paypal. I fan si sono adirati perché in questo modo era possibile schedare gli acquirenti e capire dove le copie si sarebbero addensate. Chiusa la parentesi lucchese sono spuntate come funghi le aste e le offerte pazze su ebay.
 
Le copie vendute alla Fiera di Lucca hanno un valore collezionistico ben maggiore perché chi le ha comprate in quella sede ha avuto probabilmente la fortuna di farsele autografare dagli autori presenti per l'occasione. Già una variant vale tre volte il prezzo di copertina. Con la firma di uno scrittore o di un disegnatore il prezzo sale ancora. E infatti, se si cerca su ebay i prezzi di questi quattro volumi sono altissimi. Naturalmente, si tratta di un valore apparente. L'unico valore aggiunto che può essere associato ad essi riguarda esclusivamente la tiratura limitata con la quale sono stati stampati. Essendo esauriti valgono di più. Come ogni mercato collezionistico, però, il prezzo lo fanno diversi fattori. In primis, occorre vedere se esistono potenziali acquirenti per questi prodotti e se tra essi ci sono veri collezionisti. Non è detto che un albo con una copertina speciale abbia, solo per questo motivo, un valore collezionistico, né è dato per scontato che per il solo fatto che un albo sia esaurito debba, per forza di cose, valere di più. Se c'è domanda il prezzo sale e l'offerta si adegua. Alla Bonelli avranno pensato che per questo genere di prodotti vi fosse una domanda e che, in ultimo le polemiche derivate avrebbero riacceso un po' di interesse su collane cadute nell'indifferenza (come Martin Mystéré) o abbandonate in massa dagli aficionados (come Dylan Dog). L'offerta più alta che si trova ora su ebay è questa: i quattro sono presentati con un prezzo di 300,00 euro. Gli albi sono tutti firmati dagli autori delle rispettive collane. L'offerente accetta anche proposte, ma raramente si avvicineranno al denaro da lui richiesto. Un altro offerente chiede 149,00 euro sempre per gli stessi albi e poi a scendere tutti gli altri. Il prezzo scende molto quando non sono presenti gli autografi. Per esempio, i quattro albetti senza le firme degli autori valgono all'incirca 25,00 euro, cioè il prezzo a cui sono stati acquistati. Le offerte delle fumetterie sono più articolate e il prezzo per ciascuna variant si aggira tra le 10,00 euro e le 25,00 euro. Offerte analoghe si trovano anche nei gruppi dei mercati su Facebook. Alla fine, tanto clamore per nulla. Questa strategia non aumenterà le vendite degli albi Bonelli e crediamo che l'erosione di lettori crescerà ancora nel 2015.

2 commenti:

  1. Aborrono, non aborrano. È terza coniugazione.
    Scritto una volta poteva passare per refuso, scritto due volte testimonia convinzione nell'uso errato.

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  2. Grazie dell'avviso. Nessuna testimonianza di usi errati e quant'altro. Trattasi di errore di battitura non eliminato in sede di correzione di bozza.

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