giovedì 27 novembre 2014

RILANCIO IN VERSIONE ULTIMATE COMICS PER MARTIN MYSTERE E NATHAN NEVER: I LETTORI TREMANO!

Nei giorni scorsi abbiamo dedicato una serie di articoli alla grave crisi che sta affliggendo la collana di Martin Mystère ormai da anni, paventando una possibile chiusura della serie nel 2015 secondo alcune voci che si rincorrono da diversi mesi. Crisi grave e praticamente irreversibile, almeno per il momento, a causa del crollo verticale nelle vendite. Se si esclude Brendon, che chiuderà con il numero 100 a dicembre 2014 e Saguaro, che chiuderà nel corso del 2015 non appena si esaurirà il materiale ancora inedito e pronto, la collana del Detective dell'Impossibile è la meno venduta della Bonelli. In un articolo di Fumettologica del 16 giugno 2014, con dati riferiti alla fine del 2013 (perché non è possibile conoscere con certezza i dati di vendita precisi di una collana se non trascorrono almeno sei mesi dalla sua uscita) è stato detto che Martin Mystère vende 20.000 copie. Applicando il dato (ottimistico) della erosione di lettori del 5% (dato ufficiale perché dichiarato da Davide Bonelli nell'intervista sopraccitata) abbiamo che attualmente Martin Mystère dovrebbe vendere 19.000 copie. Tenuto conto della incidenza della crisi, che nel 2014 è aumentata anziché diminuire e in considerazione del peso determinato dalle nuove serie, si può ritenere che in questo momento MM venda all'incirca 18.000 copie. Un dato sconfortante, decisamente. Se non fosse che nel corso degli anni il punto di pareggio delle serie è stato abbassato, riducendo i costi di produzione e la chiusura delle pubblicazioni più costose (i Giganti), la collana avrebbe già chiuso in partenza. Alfredo Castelli, il creatore del personaggio, è intervenuto in alcuni commenti in fondo agli articoli citati, affermando che, secondo lui, la serie non chiuderà perché sarebbero in atto alcune idee per il suo rilancio. Alle affermazioni di Castelli, che ha contestato una serie di dati che avevamo riportato negli stessi articoli, è stato risposto punto per punto in un articolo esplicativo del 19 novembre 2014. E' parso strano, però, che lo scrittore, dopo avere parlato di un rilancio dandolo per certo, ignorasse del tutto alcune notizie relative ad altre serie Bonelli attualmente in edicola, ritenendole addirittura non veritiere! Ad esempio, è rimasto sorpreso nell'apprendere che sulla serie Orfani sono stati investiti circa 3 milioni di euro per le due stagioni programmate. In realtà, si trattava di un dato ufficiale riportato dall'autore della collana in alcune interviste pubbliche. Com'è possibile che Castelli non ne sapesse niente, chiedendo i link in cui era riportata la notizia? Questa circostanza aveva fatto dubitare della veridicità di tali affermazioni, che sarebbero state profferite, più che altro, più per orgoglio ma senza essere fondate su dati reali.
 

Inoltre, siccome i processi di lavorazione della Bonelli sono lunghissimi (basti pensare che prima dell'arrivo del numero 1 in edicola, la collana di Nathan Never è stata in preparazione per due anni), una idea nata oggi si trasformerà in fumetto solo tra moltissimi mesi, facendo nascere più di un dubbio sulla effettiva capacità della serie del Detective dell'Impossibile di resistere così a lungo. Di qui la fatale domanda: riuscirà Martin Mystère a tenere duro fino al momento in cui le idee di rilancio non si concretizzeranno? Se, ad esempio, la collana scenderà ancora, precipitando sotto le quindicimila copie di venduto, sarebbe difficile risollevarla. Un'altra circostanza che ha fatto dubitare delle parole di Alfredo Castelli ha riguardato il fatto che alla recente fiera di Lucca Comics & Games 2014 non si è parlato di un rilancio di Martin Mystère, il che ha fatto pensare che se le parole di Castelli corrispondono al vero, le idee di rilancio della collana sono ancora in una fase di gestazione prodromica. Nella migliore delle ipotesi si vedrebbero a dicembre 2015 o a marzo 2016. Qualche giorno fa c'è stato un importante sviluppo, che ha arricchito il quadro della vicenda di nuovi particolari interessanti. Sabato 23 novembre 2014 durante un incontro aperto al pubblico svoltosi alla piazza Maggiore di Bologna, il disegnatore Lucio Filippucci ha svelato i piani della Bonelli Editore relativi a Martin Mystére per il futuro a conferma delle parole dichiarate da Castelli nei commenti ai nostri articoli. E' significativo che tutto questo sia avvenuto dopo la pubblicazione dei nostri esaustivi articoli, che hanno avuto il merito di sensibilizzare l'attenzione del pubblico verso una serie, che ha perso il suo smalto. La notizia è stata riportata in pompa magna anche dal forum Agarthi, una community non ufficiale dei lettori del detective dell'Impossibile, in un post del 25 novembre 2014, ore 23.56 dall'utente Sbù. Più esattamente, è stato riferito che il rilancio di Martin Mystère avverrà sulla base di due testate, di cui una già in corso di pubblicazione. Quest'ultima, che dovrebbe corrispondere all'attuale Almanacco del mistero o allo special, subirà un restyling, che potrebbe riguardare il numero delle pagine, che sarebbe diminuito e il prezzo, che risulterebbe di poco abbassato per invogliare i lettori all'acquisto. La seconda collana sarà a colori (come Orfani), avrà forse un prezzo alto e sarà diretta ad un pubblico di giovanissimi. La collana inedita resterà invariata e qui molti hanno un po' mugugnato, aspettandosi qualcosa in più sull'inedito (magari un ritorno alla mensilità).
 
Passando ad analizzare le parole del disegnatore Lucio Filippucci, che secondo i presenti non appariva molto parco di particolari, facendo intendere che si tratta ancora di idee e progetti non del tutto definiti, non possono non essere sottolineati alcuni aspetti decisamente preoccupanti. Come abbiamo precisato sopra, i lettori si aspetterebbero un rilancio della collana regolare, che è precipitata nelle vendite ed è quindi bisognosa di interventi radicali. Invece, non ci saranno cambiamenti di sorta. Il bimestrale resterà così come è oggi. E la prospettiva non è piaciuta a nessuno. Se si vuole rilanciare Martin Mystère perché non partire dal bimestrale? Forse perché si ha l'intenzione di chiuderlo una volta per tutte? Una possibilità non da escludere del tutto. Se si volesse potenziare una collana in difficoltà nelle vendite, si opererebbe direttamente su di essa, anziché sprecare risorse su nuove serie o serie collaterali come l'Almanacco del Mistero. Quindi, il bimestrale resterà così come. L'altra collana, che Filippucci non ha indicato per nome, ma tutto lascia pensare che si tratti dell'Almanacco, subirà un restyling. La vera notizia bomba, però, è rappresentata dalla nuova serie a colori di Martin Mystère, che dovrebbe essere modellata sulle serie Ultimate Comics della Marvel! E qui i lettori hanno legittimo motivo di essere preoccupati. L'espressione Ultimate Comics associato alla Marvel è sinonimo di fumetti per ragazzi con poche pretese intellettuali. La linea Ultimate nacque nel 2000 quando Brian Michael Bendis cominciò a proporre una versione più fresca e aggiornata dei personaggi Marvel. Ogni fumetto denotava la magica scritta Ultimate nel titolo e contenuti semplici, che potessero essere compresi da tutti. Sceneggiature prive di riflessioni caratterizzate da dialoghi immediati in nuvolette piccole. Battute rapide e serrate. Il lettore doveva leggere, ma non doveva capire per il semplice motivo che nulla vi era da capire. Una lettura di pochissimi minuti con disegni ipercinetici. Oggi l'universo Ultimate Comics è in crisi e tra qualche mese ne verrà ufficializzata la chiusura. Stupisce, quindi, che la Bonelli, nella sua foga di americanizzazione, abbia deciso di sperimentare una strategia, quale quella Ultimate, già superata e rifiutata dal mercato. Anche in Italia, infatti, le vendite delle serie Ultimate pubblicate dalla licenziataria Panini, non brillano particolarmente. La sola idea di vedere in edicola un Ultimate Martin Mystére terrorizza i lettori, i quali si ritengono pregiudicati nella loro considerazione. Il detective dell'impossibile è stato sempre considerato una via di mezzo tra una collana prettamente commerciale ospitante contenuti di basso profilo e una testata di livello intellettuale.

La virata decisa verso la linea Ultimate non piace e fa ritenere che la Bonelli Editore voglia concentrarsi sul pubblico dei giovanissimi con dei fumetti dai contenuti semplici e di immediata comprensione che non lasci alcuno spazio alla introspezione. Un tipico fumetto per bambini o per adulti a cui prendersi una vacanza dalla maturità, quando presente. Basterà tutto questo per salvare Martin Mystère? Noi riteniamo di no. Come al solito, la Bonelli arriva troppo tardi. I giovani d'oggi, privi di cultura, di valori morali e di aspirazioni, non amano la lettura. La concorrenza dei contenuti digitali è fortissima e ai loro occhi avrebbe poco senso un fumetto come quelli Ultimate, che in Italia hanno già fallito, che richiede comunque di essere letto benché semplicistico e di basso profilo. Viene il dubbio che prima di attuare simili strategie la Bonelli non conduca ricerche di mercato. E non a caso, le ultimissime uscite non stanno brillando particolarmente, come Lukas e Orfani o il recentissimo Adam Wild, passato praticamente in sordina e già sparito dalle discussioni sul web. I fumetti della Bonelli sono in bianco e nero e stampati su carta riciclata, per cui difficilmente attirerebbero lettori giovani e di poche pretese intellettuali. Il colore dovrebbe, di primo acchito, baipassare il muro di gomma della loro ignoranza. Come detto sopra, stupisce, invece, che il bimestrale inedito resterà così com'è. E noi riteniamo che difficilmente sarà salvato. Oggi rappresenta la collana meno venduta della casa editrice e se non si riprenderà nel giro dei prossimi mesi sarà quasi sicuramente chiuso, trascinando anche tutte le restanti pubblicazioni del detective dell'impossibile. Ad oggi, annunci ufficiali non sono stati fatti, poiché le parole pronunciate da Castelli nei commenti alla fine dei nostri articoli e quelle di Filippucci nell'incontro di quel di Bologna non possono essere considerate espressione di una voce ufficiale della casa editrice. La speranza nostra e di tutti i lettori di Martin Mystère è ovviamente quella che non abbia mai a realizzarsi uno sviluppo deprecabile, da un punto di vista culturale e intellettuale, rappresentato dalla proposizione del personaggio in versione Ultimate Comics. Anche la casa editrice Astorina ha cercato di fare lo stesso esperimento con Diabolik, ma sembra che i risultati siano stati negativi. Se e quando saranno realizzati i cambiamenti citati si vedranno non prima del dicembre 2015, benché non sia da escludere che già verso giugno la casa editrice assuma una decisione dai toni più drastici. Non è scritto da nessuna parte che la Bonelli sia tenuta a salvare un personaggio come Martin Mystère che, ormai, ha già detto tutto quello che doveva dire in 32 anni di pubblicazioni. Se per Martin Mystère nulla è stato ancora deciso, per Nathan Never, invece, la sorte pare essere stata già stabilita come ora vedremo.

Nathan Never è un fumetto di genere fantascientifico che ha fatto il suo esordio nelle edicole italiane nel giugno del 1991 ad opera di Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna. E' stato il primo fumetto di fantascienza mai pubblicato dalla casa editrice milanese, che ha richiesto quasi due anni di preparazione prima che i lettori potessero ammirarlo in tutto il suo splendore. Il primo numero vendette circa 250.000 copie (fonte: Starmagazine n. 12, ed. Star Comics, pag. 51). Un successo clamoroso, più del più noto Dylan Dog, almeno nell'immediato. Negli anni, però, le cose sono cambiate e la collana ha vissuto un progressivo calo di qualità, di vendite e di interesse da parte dei lettori, che non hanno più ritenuto così innovativo il suo tipico contenuto. Nell'articolo del 23 agosto 2014 pubblicato sul nostro sito, dove abbiamo fatto il punto della situazione delle vendite dell'editore milanese, emerge un quadro preoccupante, che rischia di travolgere in tempi molto rapidi la collana di Nathan Never. Nel 2000, infatti, la serie vantava ancora vendite interessanti pari a 130.000 copie. Nel 2009 le vendite scesero a 60.000 copie. Nel 2010 nuovo calo a 48.000 copie (fonte: articolo del Sole24Ore del 07-10-2010). Nel 2012 ancora calo a 45.000 copie (fonte: articolo pubblicato sul sito Fumettologicamente del 02-04-2012). Si arriva, così, ad un articolo di Fumettologica del 16-06-2014 ma con dati riferiti alla fine del 2013 con un venduto di circa 34.000 copie. Un tracollo che ha abbassato le vendite della collana tra il 2012 e il 2013 del 24%. Considerando l'erosione di lettori del 5%, è possibile arrivare alla conclusione che attualmente Nathan Never giri intorno alle 32.000 copie circa. Una soglia che un qualsiasi altro editore considererebbe miracolosa oggi giorno, ma che per la Bonelli di dieci anni fa avrebbe determinato la chiusura della collana. La casa editrice è corsa immediatamente ai ripari e come fatto frettolosamente per Dylan Dog, è stato deciso di puntare forte sul genere Ultimate Comics. Una riproposizione nuova di Nathan Never, che lo renderà, nelle intenzioni degli autori del progetto, appetibile al nuovo pubblico di oggi. E qui i lettori hanno cominciato a tremare. Un Nathan Never versione Ultimate fa rabbrividire perché tutti sanno che questo modo di produrre fumetti è nato per rendere le storie affascinanti ad un pubblico di giovanissimi. Un tozzo di pane durissimo da digerire per i lettori tradizionali, che si sentono traditi da queste scelte che testimoniano la volontà della casa editrice di rinnovare completamente il proprio parco-lettori, abbandonando i più vecchietti che spesso affollano i forum e le community su Facebook per condividere la loro passione. Certo è che sarà dura nei prossimi mesi leggere Nathan Never in versione Ultimate Comics! La scelta è, però, obbligata: o si cambia o si chiude. Si punta ai lettori più giovani.

22 commenti:

  1. Dove si è parlato, e chi lo ha fatto, di versione Ultimate per Nathan Never?

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  2. La tua domanda ci suggerisce che non segui molto le cronache fumettistiche sul web e oltre. Comunque, l'annuncio è stato fatto a Lucca Comics e Games 2014. Ecco una serie di link, tra gli altri, dove la notizia è stata trattata diffusamente, riportando le dichiarazioni dello stesso autore, Michele Medda:

    - http://www.mangaforever.net/110354/michele-medda-su-nathan-never-ultimate-bonelli-e-narrativa-morale

    - http://sbamcomics.it/blog/2014/11/05/news-bonelliane-2015/

    - http://comixarchive.blogspot.it/2014/11/sergio-bonelli-editore-le-novita-di.html

    - http://www.comicus.it/index.php/mainmenu-news/item/58209-lucca-bonelli

    - http://www.liquida.it/michele-medda/?coolbox=0_99_0_31590603

    E l'elenco potrebbe essere ancora più lungo. La prossima volta, prima di chiedere le fonti delle notizie riportate negli articoli, informati meglio, facendo un giro sul web. Ogni articolo di Comix Archive è frutto di lunghe e laboriose ricerche.

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  3. Io non ho tanto tempo a disposizione per seguire tutto ciò che ruota attorno al fumetto; ne leggo 3 e tanto mi basta.
    In secondo luogo, la mia era una domanda molto semplice, priva di venature polemiche presenti invece nella vostra replica.
    Inoltre, in più di una occasione mi avete bacchettato (per esempio, quando si è discusso del pensionamento di Bloch) sostenendo che ufficiale è solo ciò che proviene dai canali ufficiali Bonelli; in quel caso, la notizia era stata diffusa proprio sul sito Bonelli a novembre del 2013.

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  4. Nessun intento bacchettante. Ma il tuo modo di porre la domanda sembrava determinato da una certa predisposizione a mettere in dubbio ciò che era stato riportato nell'articolo, sottintendendo che non fosse corrispondente al vero. Comunque, le fonti sono state date. Di questi rilanci si è parlato tantissimo a Lucca Comics & Games, ma l'idea di un Martin Mystère o Nathan Never Ultimate sta facendo seriamente preoccupare i lettori, che già devono fare i conti con contenuti di qualità delle serie Bonelli in netta discesa agli inferi (perdonaci la battuta).

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    1. Dal poco che ho potuto leggere, l'idea non mi dispiace affatto: una miniserie, con disegni dell'ottimo Bonazzi, che racconti il periodo "buio" della vita di Nathan, quando non sapeva dove fosse finita Ann, e che al tempo stesso racconti il periodo del rapimento della stessa Ann da parte di Mace è senza dubbio interessante, anche perché sono temi che mai sono stati affrontati approfonditamente.
      Personalmente, non è questa idea a farmi preoccupare, quanto il poco spessore delle storie di alcune (troppe!) collane collaterali di Nathan Never.

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    2. A quali collane collaterali ti riferisci in particolare?

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    3. In primis, ad Agenzia Alfa. Quando non fanno il balenottero con storia unica, le 4/5 storie contenute faccio davvero fatica a leggerle. Tanti personaggi mi sembrano privi di spessore, a partire dalle Walkyrie, passando per Betty. Preferirei un'uscita annuale con una sola storia ma di grande livello, come per "I fiumi del cielo" o "Il vessillo d'acciaio".
      Anche Asteroide Argo mi è un po' venuto a noia, per non parlare di Universo Alfa per il quale salvo solo le cronache di guerra ed il mondo dei robot. Le altre collaterali come la squadra fantasma e Sezione Eurasia mi hanno veramente stufato, per non parlare di Dipartimento 51, che definire noioso è poco.
      L'unico a salvarsi e lo speciale annuale, in cui le 160 pagine consentono spesso di fare storie ad ampio respiro e ben strutturate; L'almanacco aveva intrapreso una buona strada raccontando il Nathan del futuro ed invecchiato, poi hanno lasciato perdere. Il Maxi annuale è senza infamia e senza lode. Una menzione d'onore la merita l'albo che ha sostituito il il gigante, perché "I giorni della maschera" è stata una storia molto molto bella, con tocchi di claustrofobia inquietanti, e divinamente disegnata da Roi.
      Ho molto apprezzato tutta la saga della guerra dei mondi, sto cercando di capire dove porterà l'evoluzione Omega, per il resto a mio avviso la collana mensile si mantiene su livelli accettabili.

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    4. Facciamo nostre le tue osservazioni, alle quali aggiungiamo che non sei l'unico che evidenzia palesi criticità nei confronti della gestione del parco-testate relativo a Martin Mystère. Anche in ordine a Nathan Never sono state sollevate le stesse critiche, per non parlare di altre testate ed in primis Dylan Dog, che al di là degli ossequiosi commenti verso la nuova cura editoriale, verso il quale sono state evidenziate critiche molto feroci ed altre assai ironiche, come la selfie-cover del numero 341 e della idea, da taluni considerata priva di senso, del pensionamento dell'ispettore Bloch. In generale, regna sovrana l'insoddisfazione verso una offerta fumettistica non più in grado di intercettare i gusti dei lettori. Anche il tanto declamato Orfani si è rivelato un disastro. In interviste pubbliche gli autori si auguravano una media di 50.000 copie, mentre oggi la media è di circa 25.000 copie, la stessa di Lukas, Dragonero e presumibilmente anche di Adam Wild (benché, in questo caso, le cifre dovrebbero essere leggermente inferiori, trattandosi di una serie di nicchia). Addirittura, oggi è stata annunciata sulla pagina Facebook di Orfani, in termini trionfali, la quarta stagione motivata alla luce dei buoni risultati della seconda! Un momento: della seconda stagione di Orfani sono usciti appena due numeri! Come si fa a sostenere che è andata bene se non sono ancora usciti gli altri 10 numeri? Conoscono i dati di vendita degli albi prima che vengano pubblicati? E la risposta è stata ancora più incredibile: "conosciamo i dati del primo numero (uscito 30 giorni fa) e abbiamo le proiezioni del secondo". Altra affermazione non credibile: non è possibile conoscere i dati di vendita di un fumetto prima di 3-4 mesi, mentre le proiezioni lasciano il tempo che trovano. Tutto questo ci fa capire che in un momento di grave crisi economica come l'attuale, leggeremo sempre più spesso di annunci trionfalistici basati su dati e situazioni privi di contenuto reale. E nel frattempo, serie note chiudono. Dylan Dog Gigante ha chiuso. Parliamo di Dylan Dog e non di un fumetto sconosciuto.

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  5. Un Martin Mystere "ultimate", o meglio "semplificato," c'è già nell'Almanacco del Mistero da un pò. Diciamo che era già in preparazione, quindi.

    Se adesso, comunque, si segue la via della "semplificazione", alla Bonelli non otteranno molto: chi prima leggeva le storie, dopo non le leggerà più, perchè sarà ben poco dosposto a spendere per leggere una storia a livello di bambini da playstation. E chi segue le playstation non seguirà certo dei fumetti dello stesso livello, trovando più divertenti le playstation. Insomma, si perdono i lettori e non se ne guadagnano altri: mi sembra una tattica fallimentare.

    In America l'hanno capito, è vero quello che dite, ma mi sembra che, nonostante questo, tutta la produzione Marvel mi sembra dello stesso livello intellettuale degli ultimate: vignette a pagina doppia o ultramovimentate, dialoghi ridotti all'osso, colori sgargianti, duecento personaggi per vignetta, eccetera. Ma storia e livello psicologico praticamente zero. Certo, ci saranno delle eccezioni, ma la tendenza mi sembra questa.

    E, a proposito di tendenza, mi sembra che il fumetto oggi stia per diventare un prodotto per pochi, non più popolare come un tempo. Oltre ai costi elevati, infatti, e quindi non accessibili a tutti, nelle fumetterie e anche nelle edicole sono molto diffusi anche i volumi con le copertine plastificate, con prezzi assai alti e adatti ai collezionisti.

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    1. Purtroppo, è vero. La Marvel ha allineato tutta la sua produzione ai livelli delle serie Ultimate e puntando forte verso un pubblico di lettori giovanissimi.

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  6. Ultimate = definitivo. Naturalmente fino alla prossima, definitiva rivisitazione di concepts che hanno i loro annetti, ma sono ancora in grado di catturare l'attenzione di un pubblico variegato e, oggi, multimediale.
    Le serie ultimate sono nate dopo il grande successo degli X-Men di Synger e di Spider-man di Raimi perchè " il pubblico andava al cinema, si incuriosiva e comperava fumetti Marvel dove sperava di trovare i personaggi e le situazioni del film , ma restava deluso ". Più o meno. Da interviste a Michael Brian Bendis appena uscito da una riunione con X-Chris Claremont.
    Lo Ultimate Spider Man di Bendis e Bagley - forte della narrazione decompressa e David Mamet oriented di Bendis e dei disegni rodati dello spigoloso Mark - conquistò un pubblico nuovo " che aveva avuto un maggior numero di pagine x appassionarsi allo zio Ben ed era davvero preoccupato dal fatto che potesse capitargli qualcosa, come mi disse mia moglie che non legge comics ". Sempre Bendis.Da un'altra intervista.Pavido Parker è un ragazzino moderno, non + il rancoroso figlio dello oggettivismo di Ditko che aveva funzionato bene nei sixties anche x la sterzata immersa nello zeitgeist di Lee e Romita sr che avevano fatto del personaggio un bel ragazzo loser ma non troppo.
    Gli Ultimates poi ( scaramanticamente Millar e Hitch scelsero di non chiamarli Avengers perchè allora la licenza dei Vendicatori non era un bestseller e " le miniserie dei Vendicatori non duravano mai tanto " Avengers West Coast esclusa, direi ) erano la Authority della Image ( sorta di JLA ultimizzata da una idea prima di Ellis e Hitch poi continuata da Millar e Quitely , nata sulle ceneri della vecchia Stormwatch che proprio Ellis aveva trasformato in una serie che rivaleggiava con gli Invisibles e la JLA di Morrison x inventiva e complessità ) sono stati una delle serie "for mature readers " + di successo della Casa delle Idee. E molte delle intuizioni della testata hanno favorito prima il rilancio degli Avengers nell'universo classico ( oggi di fatto le famiglie vendicative sono popolari come quelle dei mutanti negli anni 80/90 del secolo scorso ) prima e i blockbusters al cinema poi. Non si tratta di materiale blandamente eversivo e cerebrale come le testate Vertigo ( il brand è nato ufficialmente nel 1993 , ma di fatto sanciva solo la impronta che autori come Alan Moore avevano lasciato nel materiale DC dal 1984 ), ma non rivolto ad un pubblico superficiale e troppo verde. Al contrario si è trattato di dialogare con un pubblico che, contestualmente si nutriva di materiale HBO e simili, leggeva prosa postmoderna e fumetto non mainstream. Le testate mutanti ultimate ebbero meno successo del previsto xchè contemporaneamente Grant Morrison stava stravolgendo e scagliando nel futuro proprio gli x-men classici. Gli Ultimate Fantastic Four non decollarono mai xchè si tratta - ahimè - di una serie davvero troppo Silver Age perchè il pubblico "scafato" dei gg di Fight Club e Julian Assange possa trovare dei punti di contatto. Peccato.
    Ultimizzare BVZM - se l'idea è di seguire lo spunto delle due Big Guns americane ( anche la DC lo ha fatto per esempio attraverso la All Star Superman di Morrison e Quitely e la All Star Batman di Miller e Lee ) - potrebbe essere il modo , la via per raggiungere un lettore che non era nemmeno nato , nemmeno progettato nel 1982 e che ha bisogno della sua sacrosanta razione di Peter Kolosimo, di X-Files et similia, solo in linea con quanto è abituato a vedere fuori della finestra o dentro il suo tablet.
    Mai la fine.

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  7. Ottima descrizione, come sempre, Crepascolo. L'idea di fondo delle serie Ultimate è proprio questa. Avvicinare lettori giovani, che per la Bonelli non rappresenta uno sviluppo entusiasmante se per raggiungere codesti giovani occorre utilizzare serie e collane in stile Ultimate.

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  8. Non sono d'accordo , ma tante teste tante sentenze, come è giusto che sia. Avvicinare lettori giovani dovrebbe essere il primo comandamento di un editore mainstream con la testa sulle spalle, anche se le spalle sono larghe come quelle della SBE. E parlo da lettore vecchio - quasi 47 anni di cui 40 passati leggendo anche fumetti ed in una quantità che persino Crepascolino, che ha 5 anni, trova inquietante e forse pericolosa. Tex e Zagor e tutto l'esercito SBEllico sono nati con l'intento di catalizzare l'attenzione di un pubblico implume. Nel 1948 e nel 1961 significava colpire la fantasia di lettori x cui Nogales era esotica come x oggi Zeta Reticuli. Siamo ad un dipresso dalle colonie marziane, stiamo carotando una cometa e studiando la teoria delle stringhe - tutti temi mysteriosi, ora che ci penso - ed un lettore che nel silenzio della sua cameretta pensa a cosa proverebbe sperimentando una cronodislocazione sfiorando l'orizzonte degli eventi di una singolarità non è facile continuare a proporre la solita zuppa, saporita la prima volta, accettabile la seconda, ma intollerabile alla lunga. Persino i cartoni animati x bimbi in età prescolare sono molto + sofiisticati dei Flinstones dei miei tempi ( sperimentate con occhio e orecchio attento Gumball o Teen Titans Go e poi The Big Bang Theory non vi sembrerà tanto aliena ) ed è il caso di ultimizzare, con zelo chirurgico, claro que si, ma con l'attenzione ai tempi che cambiano, e cambiano mooolto + velocemente oggi che nei gg della zampa d'elefante e dei poiliziotteschi, o finiremo davvero, come teme il BVZA, tutti a Villa Arzilla: solo che l'ottimo signor Castelli si riferiva al settantenne suo personaggio ed io al parco dei lettori...

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    1. Beh, Crepascolo, noi carotiamo il sole e le stelle vicine! Serve molta energia per sostenere le nostre imponenti astronavi. Controlliamo il vostro pianeta da tempo immemore, anche se ci avete creato un po' di grattacapi con le vostre maledette missioni Apollo! La prossima volta che scendete sulla Luna, assicuratevi di farlo lontano dalle nostre basi estrattive e mi raccomando, non azzardatevi più a cercare di recuperare i relitti dei nostri antichi vimana. Per noi sono sacri. Il Vailixi che ha adocchiato il vostro Apollo 15 è una reliquia! Il tuo ragionamento filerebbe se Marvel e Bonelli fossero la stessa cosa, se la seconda fosse una divisione della prima. Marvel e Bonelli presentano personaggi dalle caratteristiche molto diverse. Un rilancio Ultimate può andare bene per l'Uomo Ragno, mentre per Nathan Never o Martin Mystère la vediamo dura. L'idea che ci siamo fatti è che alla Bonelli considerino definito il destino del detective dell'Impossibile, anche se per evidenti ragioni di apparenza non lo ammetteranno mai. Un rilancio vero di MM dovrebbe passare per una sola strada: il cambio dello scrittore e una modificazione totale nella narrazione e descrizione dei misteri. Se MM non attira più in un'epoca in cui alla tv spopolano gli show che narrano di misteri può solo significare che l'attuale conduzione non è più adeguata ai tempi.

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  9. Un commento su una vostra frase: "I giovani d'oggi, privi di cultura, di valori morali e di aspirazioni, non amano la lettura.".

    Occhio a non trarre deduzioni da "vecchi brontoloni" e soprattutto a non pensare che, se voi (noi) siete appassionati di fumetti da una vita, lo devono essere tutti. Il mondo non funziona cosi'.

    Io ho 43 anni e leggo fumetti e libri da quando ero piccolo, ovviamente con i libri ho iniziato qualche anno dopo. Ricordo benissimo che sia alle superiori che all'universita', tra tutti quelli che conoscevo chi aveva la passione della lettura era una minoranza sparuta.
    La stessa cosa vale adesso, tantissima gente non legge mai un libro e considera i fumetti roba esclusivamente per bambini.
    Leggere non e' _mai_ stato un hobby popolare tra la gente, giovani e adulti che siano.

    I giovani odierni sono identici a quelli che eravamo noi e a quelli di 50 anni fa, cambia il mondo e ovviamente cambiano loro ma non e' che siano piu' scemi o piu' intelligenti. Usano in continuazione il telefonino? Lo avremmo fatto anche noi se fossero esistiti.

    Se partiamo dal presupposto che siccome "noi" leggiamo allora chi non legge sbaglia, automaticamente diamo ragione a chi pensa che siccome "lui" non legge, allora leggere e' una cosa inutile. O a chi guarda solo il calcio in tv che pensa che chi non lo fa sia strano o ignorante.

    Il mercato attuale e' quello di chi compera adesso, cultura o valori morali sono cose che se va di lusso non c'entrano niente.
    Roberto.

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    1. La cultura è importante e leggere dovrebbe essere la priorità assoluta della giornata di una persona. La cultura attribuisce agli esseri umani la vera libertà, quella di pensare senza catene. Invece, oggi la lettura, disincentivata da mirate politiche dei governi di tutti i partiti che si sono succeduti al potere in questo Paese, non è più una priorità. La dimostrazione è offerta dai lettori di Dylan Dog, cioè dei circa 100.000 rimasti (mentre tutti gli altri, circa mezzo milione, lo hanno mollato per giuste ragioni), così privi di cultura da glorificare i ridicoli, a nostro giudizio, cambiamenti che la nuova cura editoriale ha stabilito per rilanciare (ma secondo noi, per affossare definitivamente) l'Indagatore dell'Incubo. Ad esempio, molti ancora ridono per la selfie-cover del numero 341. Meglio essere vecchi brontoloni che giovani ignoranti senza valori morali, culturali, religiosi e sociali.

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  10. Riguardo le evoluzioni future di Martin Mystere, lo leggo quasi dai primi numeri (poi recuperati millenni fa) e ovviamente mi farebbe piacere, visto che mi piace ancora adesso, che rimanga cosi' per sempre.
    Pero', mi ripeto, non e' cosi' che va il mondo. Se davvero le vendite calano e l'editore decide che per evitare di chiuderlo (!!) deve innovarlo, ben vengano le innovazioni.
    Qualsiasi cosa e' meglio della chiusura, spero che questo sia palese per chiunque.

    Poi per carita', magari lo rivoluzioneranno talmente tanto che a me non piacera' piu', mi spiacera' ma globalmente per me non cambiera' nulla (ovvero, se invece di rinnovarlo lo avessero chiuso, lo avrei perso ugualmente e nella peggiore delle maniere) mentre per tanti altri lettori sarebbe una cosa nuova e per loro interessante, in caso di successo.
    Per esempio ho amato Dylan Dog anni fa, poi mi ha annoiato per i cambiamenti e ho smesso di leggerlo con il numero 250 (decisione presa decine di numeri prima). Per me Dylan era bello nei primi 60-100 numeri, poi e' diventato "buonista" e ha perso moltissimo. Peccato per me, ma le centinaia di migliaia di persone che lo hanno letto fino a ora lo hanno apprezzato, peccato per me ma non vedo niente di male in questo, globalmente.

    Tornando a Martin Mystere trovo strano che la rivoluzione riguardi solo testate secondarie, se cambiamento ci deve essere, che sia nella serie principale, dubito fortemente che se le collane laterali "ultimate" venderanno benissimo, questo potrebbe giovare alla serie principale che invece, senza innovazioni, magari vedra' le sue vendite calare ulteriormente.

    Il mondo cambia, anche se il cambiamento potrebbe non piacermi non vedo niente di male negli sforzi di una casa editrice nel cercare di conservare in vita una pubblicazione.
    Qualsiasi cosa e' meglio della chiusura e se pensare "MM non deve mai cambiare" lo portera' alla chiusura, allora ben venga il cambiamento. Non capisco come si possa pensare diversamente, gusti "egoistici" del singolo a parte.
    Roberto.

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    1. Non "se", tutte le serie della Bonelli sono in calo. Dato ufficiale confermato dagli autori che sono intervenuti sul nostro sito (Manfredi e Castelli), che dalla casa editrice Bonelli in interviste pubbliche. Castelli ha parlato di rilancio, ma noi non ci crediamo, sia perché a Lucca Comics non è stato annunciato un benemerito, sia perché qualunque annuncio che pure venisse nei prossimi mesi non si trasformerà in storie vere prima di altri dodici mesi (il tempo minimo di produzione e lavorazione di un albo Bonelli) e non è detto che Martin Mystère esca ancora in edicola nel 2016. Al momento, dovrebbe vendere intorno alle 18.000 copie e rappresenta la testata meno venduta della casa editrice. Se vi fosse davvero la volontà di rilanciarla, sarebbe stato fatto qualcosa già nei mesi scorsi. MM è in sofferenza da anni e sono per accanimento terapeutico non è stato ancora chiuso. All'argomento abbiamo dedicato un articolo sulla recensione del sito di Chemako di Alessandro Olivo (una delle penne di Fucine Mute), che ha letteralmente "distrutto" la storia del numero 335. Ecco il link: http://chemako-comics.blogspot.it/2014/11/martin-mystere-ombra-di-se-stesso.html

      In definitiva, noi non crediamo alle parole di Alfredo Castelli quando ha annunciato un rilancio di Martin Mystère. Se e quando ci saranno notizie in questo senso, la nostra opinione potrebbe essere rivista. Filippucci in un recente incontro a Bologna ha parlato anche lui di un rilancio, ma sono notizie alle quali è difficile attribuire sostanza in un momento in cui la Bonelli sembra in tutt'altre faccende affancendate di nuove miniserie alla americana. Una americanizzazione che sta distruggendo, a nostro giudizio, la gloriosa casa editrice milanese.

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  11. Il modo migliore x allontanare il pubblico potenziale dalla lettura è considerare quest'ultima una priorità della giornata, come il filo interdentale ed un frutto fresco a fine pasto. Ci fu chi molti anni fa - ma il passato ci guarda sempre dalle mura e posso leggere tranquillamente a pochi metri dal municipio del comune bergamasco dove passo l'estate l'affermazione che " la pace è garantita dall'esercito " - coniò uno slogan secondo cui " chi legge vale tre uomini ". Dubito che questo abbia fatto apprezzare prosa diversa da quella contenuta nella filosofia del " libro & moschetto". I libri, anche nei momenti migliori , sono scelti, divorati ed apprezzati da un numero relativamente esiguo di persone. Paradossalmente oggi sono molti di + quelli che consumano fiction e saggistica di quanto non fossero in quel 1963 in cui il Dottor Zivago era il bestseller tra i romanzi tradotti o l'anno in cui , e siamo mooolto + vicini ai ns gg, i critici si spellavano le mani x applaudire l'exploit delle Nozze di Cadmo ed Armonia. Le 67 copie in media x ogni libro uscito in un anno acquistate ( lette ? ) di cui parlo Magico Volto Manfredi sono sconsolanti, ma occorre considerare il numero non irrilevante di fruitori di e-books , reminders e usato cartaceo ( io leggo 50/100 libri all'anno, ma in minima parte si tratta di roba nuova ) , fiction da edicola come Urania, Giallo e Segretissimo Mondadori e tutte le collane di ristampe allegate ai quotidiani da Joyce alla Christie. Non credo si sia mai letto tanto come in questi anni. E scritto, se consideriamo i social networks. Il modo migliore x garantire un futuro del genere alle Nuvole Parlanti ( tanto x citare un albo di Castelli di qualche anno fa che ne indagava il mistero ) è considerare il medium fumetto come una golosa merendina che è un peccato lasciare in vetrina in pasticceria, quasi un piacere proibito come sbirciare la scollatura della compagna di banco che si china a raccogliere un foglio svolazzante. Parafrasando il tale che nei fifties diceva " Io sono americano, amo il cinema e vedo ( solo ) westerns " , io affermo, con convinzione e lo stesso entusiasmo con cui tornavo a casa da scuola con l'ultimo numero di Thor e i Vendicatori " leggo fumetti da una vita, non ho nessunissima intenzione di smettere e credo nel rilancio del signor Castelli ".
    Mai la fine.
    E buona domenica a tutti.

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    1. La lettura deve essere considerata una priorità. Non uno sforzo per chi è cresciuto in un ambiente culturale. Il desiderio di leggere viene spontaneo. Solo chi è ignorante e non ama (perché non la capisce, non avendone i mezzi di cognizione) la lettura può considerarla come una pozione indigesta. Prima di rilanciare un fumetto occorre avere la volontà di farlo. In questo caso non la vediamo. Non crediamo che esista un progetto di rilancio di Martin Mystère e cosa strana, solo quando abbiamo scritto quell'articolo è spuntato fuori Castelli a parlarne. Non che la situazione difficile di MM ci faccia piacere. Martin Mystère è una delle poche testate veramente degna della Bonelli, l'unica che può vantare un minimo di serietà e cultura scientifica. E forse proprio per questo non c'è volontà di rilanciarla. Una casa editrice che sperpera 3 milioni di euro in una serie di bassa qualità come Orfani e lascia finire nell'indifferenza una testata come Martin Mystère difficilmente riuscirà ad attirare giudizi positivi.

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  12. Come ho scritto poco sopra, tante teste eccetera. Non condivido praticamente nulla di quanto affermato dal ns anfitrione, ma sono un fan del cartoonist potenziale Voltaire - se fosse stato avvicinato dalle persone giuste Candido sarebbe stato un indagatore del Impossibile Incubo del Reale disegnato da Carl Barks - e sarò sempre disposto a rischiare il mio calendario di Java ( omaggio a chi sottoscriveva un abbonamento annuale a The Flintstones Penthouse ndr ) xchè tu e chiunque la pensi in modo diverso dal sottoscritto possa sempre esprimere la sua opinione. Ciao. E buon inizio di settimana.

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    1. Buon inizio settimana anche a te, Crepascolo.

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