sabato 22 novembre 2014

STRANI SIMBOLI ESOTERICI DALLA COPERTINA DI LILITH SIMILI A QUELLI DI DYLAN DOG N. 339

Continuano ad essere individuati strani simboli sulle copertine degli albi della Sergio Bonelli Editore. Nelle scorse settimane ci siamo occupati del caso della copertina di Dylan Dog n. 339 in uscita il 28 novembre 2014. Trattandosi di opere di fantasia, è probabile che gli autori abbiano voluto giocare sulle simbologie oscure che alimentano le teorie complottistiche di cui si sente spesso parlare in tante trasmissioni tv come la popolarissima Mistero, a cui collabora Ade Capone. Una cover di un fumetto non è una semplice tavola. Deve racchiudere entro lo spazio di una sola immagine l'essenza della storia che racconta. Per Dylan Dog n. 339 il riferimento evidente era alla canzone Anarchy in UK del gruppo rock satanico dei Sex Pistols. La canzone è del 1977 e il testo è di una grande ferocia, narrando di caos, distruzione e negazione di ogni valore cristiano, civile e morale. In inno alla fine del mondo che si inquadra in uno scenario terrificante. Il titolo dell'albo italiano è proprio Anarchia in Inghilterra. Unica differenza è data dalla regione di riferimento. Nel titolo della canzone inglese si parla di tutto il Regno Unito. Le iniziali UK stanno per United Kingdom, cioè Regno Unito. Nel numero 339 di Dylan Dog si parla di Inghilterra, che è uno dei quattro regni che compongono il Regno Unito di Gran Bretagna, insieme al Regno di Scozia, al principato di Galles e all'Ulster (Irlanda del Nord). Della questione della copertina di Dylan Dog n. 339 ci siamo occupati in due articoli, il primo pubblicato il giorno 30 ottobre 2014 e il secondo pubblicato il giorno 7 novembre 2014. E a quegli articoli vi rimandiamo, essendo inutile ripetere concetti già illustrati e argomentati.
 

Cosa c'è di così strano nella copertina di Lilith n. 13? Innanzitutto, precisiamo chi è questa Lilith. Come recita la descrizione contenuta sul sito della casa editrice, si tratta di una cronoagente inviata nel tempo a risolvere una serie di problemi da misteriosi mandanti per salvare l'umanità dalla distruzione. Il personaggio è stato creato da Luca Enoch nel novembre 2008 e finora sono usciti dodici numeri, più il tredicesimo che sarà in edicola oggi. Il formato è il classico Bonelli 16x21 e le pagine sono 132. Enoch non è un nome d'arte, ma il vero cognome dell'autore, che si ispira al personaggio biblico sesto discendente di Adamo ed Eva e derivante dalla stirpe di Set. E' il nonno di Noè, il biblico personaggio del diluvio universale. Enoch visse in tutto 365 anni e camminò con Dio, poi non fu più veduto, perché Iddio lo prese, così recitano alcuni versetti delle Sacre Scritture. Secondo la teoria degli antichi astronauti, Enoch sarebbe stato rapito dagli alieni, che lo avrebbero portato sul loro pianeta per istruirlo. Secondo altri, il fatto che Enoch sia stato rapito in Cielo nel 365esimo anno della sua vita ha fatto pensare che la sua figura rappresenti la trasformazione in personaggio biblico di un'antica divinità solare (l'anno solare è composto di 365 giorni). Anche il profeta Elia non avrebbe conosciuto la morte poiché salì nel turbine verso il cielo con un carro di fuoco e cavalli di fuoco (che secondo alcuni sarebbe un disco volante). Chiusa questa parentesi, torniamo alla tanto misteriosa copertina di Lilith n. 13.
 
Come potete vedere sopra, di primo acchito sembra una normale cover evocativa della storia che vuole raccontare. Ad un più attento esame, applicando lo stesso sistema già utilizzato per la cover di Dylan Dog n. 339, consistente nell'associare ai disegni dati simboli e significati i risultati sono sconcertanti. In primis, si nota la figura maestosa della protagonista che, stranamente, è spostata sul lato destro del disegno. Scelta non proprio casuale perché il vero soggetto sembrerebbero essere le tre colonne di fumo che si levano verso il cielo all'altezza delle spalle di Lilith. Se guardiamo la copertina di Dylan Dog n. 339 qui sotto emerge chiaramente che anche in quella sede erano presenti tre colonne di fumo che si levavano verso il cielo. In tutti e due i casi, il fumo è in direzione sinistra. E ora concentriamoci sulla prima colonna di fumo a destra, vicina alle spalle di Lilith. Se guardiamo con attenzione, si nota un volto disegnato nel fumo non del tutto umano con grandi ali pronte a spiccare il volo. Il numero tre è il tema dominante della copertina. Lo si ritrova praticamente in tutti i punti del disegno. Tre sono le colonne di fumo. Tre sono i teschi sulla linea della vita di Lilith. Tre sono le schiere dei guerrieri a sinistra della protagonista. Brandiscono una sorta di bastoni e anch'essi sono posti in direzione sinistra. Ora attenzione. Abbiamo specificato che Lilith è spostata verso il lato destro della immagine. Scelta casuale? Un errore di inquadratura dell'artista? Se guardiamo con attenzione sul lato destro, poco dietro le spalle della protagonista si nota una immagine strana. Di cosa si tratta? Sembra la punta della lancia di uno dei guerrieri.
 

In realtà ha la forma di una piramide divisa in tre sezioni (ritorna ancora il numero tre) e sopra la punta si nota un cerchio che sembra un vero occhio, descrivendo quella che, in molte simbologie misteriose, costituisce l'occhio che tutto vede. Lo si ritrova anche nella banconota americana da un dollaro: una piramide con in cima un occhio, il cosiddetto occhio della provvidenza. Secondo Wikipedia, l'occhio della Provvidenza è generalmente associato alla Massoneria. L'occhio compare nella iconografia standard dei massoni nel 1797, con la pubblicazione del Freemasons Monitor di Thomas Smith Webb. Qui rappresenta l'occhio che tutto vede di Dio ed è un monito al fatto che ogni pensiero e azione di un massone sono osservati da Dio. Secondo la teoria del complotto, l'occhio della Provvidenza nello Stemma degli Stati Uniti d'America indica l'influenza della Massoneria nella fondazione degli Stati Uniti. Ma non sono mai state trovate prove di ciò. Inoltre, Nel 1782 venne adottato nel rovescio dello Stemma degli Stati Uniti d'America. Sullo stemma l'occhio è circondato dai motti Annuit Cœptis, ovvero Egli approva [le nostre] decisioni, e Novus Ordo Seclorum o Nuovo Ordine delle Epoche. L'occhio è posto sopra ad una piramide incompleta con tredici gradoni, rappresentanti le tredici colonie originarie e la crescita futura della nazione. Sul gradone più basso viene scritto 1776 in numeri romani. Il simbolismo sostiene che l'Occhio, ovvero Dio, desidera la prosperità dell'America. Il numero 4 di Lilith è dedicato agli Usa e in particolare alla guerra di secessione americana. La bandiera alla destra di Lilith reca la scritta in hoc signo vinces. Un messaggio di riferimento alla vittoria scritta nella fede cristiana. In ciò è spiegata la rilevanza della Croce secondo un fortissimo simbolismo religioso.
 
La scritta in latino significa Con questo segno vincerai e si riferisce alla leggenda secondo cui l'imperatore Costantino vinse la battaglia del Ponte Milvio contro le forze di Massenzio per avere collocato tale segno sulle bandiere dopo che Dio gli era venuto in sogno. Dopo quella vittoria, il Cristianesimo divenne la religione di Stato nell'antica Roma. Rispetto alla copertina di Dylan Dog n. 339, il simbolismo è molto più forte in questa cover e riteniamo che sia stata una scelta degli autori per sottolineare ancora di più i contenuti della storia, oltre che giocare su temi molto cari alle trasmissioni televisive che hanno costruito su di essi la loro fortuna, oltre a libri che sulla materia si sprecano. In molte puntate della trasmissione televisiva Mistero su Italia 1 si citano queste teorie e a volte gli autori si divertono a vedere simbolismi nelle situazioni più disparate. E non soltanto nella banconota da un dollaro. Gli autori della copertina di Lilith hanno voluto probabilmente giocare con questi simbologie e attirare l'attenzione sulla collana in un periodo in cui tutta la casa editrice vive un profondo momento di rinnovo di strategie e di contenuti. Si pensi alle scelte decisamente estreme che stanno caratterizzando il rilancio di Dylan Dog e la serie Orfani, molto vicina alle serie action per bambini tipiche del mondo del fumetto americano. Dragonero di Stefano Vietti si pone come l'apertura della casa editrice al mondo del fantasy. Lukas, invece, rappresenta un chiaro omaggio ai temi zombie che stanno spopolando in questo momento nel mondo grazie alla serie The Walking Dead di Robert Kirkman (in Italia proposta in vari formati dalla Saldapress). Tutto ciò sullo sfondo di serie che vivono un momento di grande difficoltà come Martin Mystère (ma Castelli, intervenendo in commenti ad un nostro articolo del 12 novembre, asserisce che presto vi sarà un rilancio) e Saguaro, che chiuderà nel 2015, mentre Brendon chiuderà con il numero 100 a dicembre 2014.

19 commenti:

  1. Io mi domando per quale motivo abbiate lanciato questa crociata contro un presunto insorgere di "citazionismo" in Dylan Dog. Lo richiamate e stigmatizzate di continuo, come se fosse qualcosa di assolutamente nuovo e mai visto sulle pagine di questo fumetto, che ne è invece sempre stato volutamente, dichiaratamente e piacevolmente zeppo. A partire dal titolo del numero 1.
    Sclavi ha sempre improntato le storie di questa sua creatura ANCHE a questo principio, che non è una novità dell'ultimo corso.

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    1. Ti poni una domanda sbagliata, che vizia tutto il resto delle tue affermazioni. Il citazionismo in Dylan Dog non è presunto, ma reale ed esplicito, sottolineato a più riprese dal suo stesso autore in un continua e ossessiva ricerca di contenuti di altre opere, alcune delle quali hanno poco a che fare con l'horror, simboleggiando e richiamando una mistificazione continua dei valori cristiani.

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    2. Io non ho scritto "presunto citazionismo", ho scritto "presunto insorgere di citazionismo". Perché voi ne parlate come di qualcosa che solo recentemente ha iniziato a viziare le storie dell'indagatore dell'incubo, mentre è presente da sempre.
      Che le citazioni non abbiano a che fare con l'horror, ma anche con altri ambiti, non è assolutamente un problema, anzi sta ad accrescere il valore del fumetto che sa pescare in vari aspetti della cultura. I valori cristiani non hanno rilevanza in questo ambito, chi ne volesse leggere ha ampie altre fonti alle quali attingere, visto che ci vengono propinati in tutte le salse.

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    3. Continui lungo un percorso errato. Ed è curioso che tu abbia accostato Dylan Dog ad aspetti culturali, quando in esso non ne sono presenti. I valori cristiani hanno rilevanza in ogni ambito, ma non sei obbligato ad accettarli. Il tuo desiderio di ribellione a questi richiami è espressione di una personalità non del tutto d'accordo con la realtà che ti circonda.

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    4. Di aspetti culturali Dylan Dog è pieno zeppo. Basti vedere i continui richiami a letteratura, cinema, musica. Ho iniziato a leggerlo a 14 anni e non conoscevo un capolavoro come The Rocky Horror picture show, scoperto tramite il poster nello studio del personaggio. Il fumetto in questione ha quindi veicolato cultura, spronando me (come magari altri) a scoprire quel film. Ho fatto solo un semplice e banale primo esempio che mi è venuto in mente, ma ce ne sarebbero decine. Mi ha spronato e stimolato a leggere Lovecraft, Wells, Meyrink. Mi ha incuriosito nel sapere di più su Tartini. E tanto, tanto altro ancora.

      Quanto ai valori cristiani, la mia non è ribellione ma netto e reciso rifiuto. Per cui, la mia non è una personalità "non del tutto d'accordo". È una personalità orgogliosa di aver saputo prendere le distanze, grazie ai giusti insegnamenti ed alle giuste letture, da ogni tipo di pensiero religioso. Come ebbe modo di scrivere un Premio Nobel, tutte le religioni sono dannose e false.

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    5. La tua è una personalità afflitta, Nemo e non del tutto consapevole della gravità delle tue mancanze. Non vedo manifestazioni di orgoglio nelle tue parole, ma una fuga precipitosa da ciò che ancora ti chiama e che non hai compreso. Non vedo giusti insegnamenti e giuste letture nelle opere che hai citato. E lascia perdere i premi nobel. Il loro pensiero non vale più del tuo o del mio. Leggi qualcosa di più serio o almeno qualcosa che non sia vagamente collegato con letteratura di basso spessore come quella di Lovecraft o Wells. Qualcosa di più impegnativo, se ti va. Tu non hai fede, Nemo e questo è triste. Non solo per te, ma anche per me che leggo le tue parole così terribili.

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  2. Le colonne di fumo sono apparentemente quattro, ma sono tre perchè disposte appunto a formare tre colonne. I teschi sul fianco di Lilith sono quattro anche loro, ma sono tre quelli di fronte. Quindi l'analisi di Comix mi sembra corretta.

    Senza contare che, oltre ai simbolismi esoterici, quello che staglia di più è il desiderio di mostrare le religioni sudamericane come "buone e giuste" in confronto al "cattivo cristianesimo" rappresentato nella bandiera con la citazione costantiniana, messa in un angolino come per mostrare la sua inferiorità rispetto alla bellezza dei culti precolombiani, di cui Lilith è l'interprete. Basta guardarla per ammirare la bellezza e l'umanità di tali culti. Sangue sulle mani, una di esse ha un cuore ancora vivo e palpitante estratto dalla vittima ancora in vita, che sarà poi spellata (viva, se ce la fa a rimanere ancora viva per un pò), poi sarà sbattuta lungo i gradini della teocalli (piramide sudamericana) dove sarà afferrata dai primi fortunati che avranno l'onore di cibarsi delle sue carni e farci un bel banchetto con gli amici. Lilith stessa ha una bella faccia che rappresenta un teschio, quindi la morte. Una pittura appunto tipica dei sacerdoti di quel culto tanto ammirato.

    Preferisco il cristianesimo, nonostante il parere contrario di Miss Lilith.

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    1. Bravo, Joe7. Hai perfettamente inquadrato il senso della nostra analisi. Tutto il disegno e gli elementi principali richiamano una ossessiva esaltazione del numero 3. Per quale motivo? Inoltre, sul lato destro, di fianco a Lilith, si nota la piramide (anch'essa composta di tre elementi, una coincidenza?) e al vertice della quale si trova un cerchio che dovrebbe simboleggiare l'occhio che tutto vede, associato a più riprese alla massoneria e ad altre simbologie esoteriche. E' il nome del personaggio, tuttavia, a inquietare di più. Lilith è un prodotto della antica religione delle popolazioni mesopotamiche. Lilith è il demone femminile associato alla tempesta, ritenuto portatore di disgrazia, malattia e morte. La figura di Lilith appare inizialmente in un insieme di demoni e spiriti legati al vento e alla tempesta, come è il caso nella religiosità sumerica di Lilitu, circa nel 3000 a.C. Una figura, quindi, negativa. In realtà, l'origine di Lilith è molto più antica. In accadico, il termine Lil-Itu potrebbe riferirsi alla dea sumera Ninlin, moglie del principe Enlil. Secondo la teoria degli antichi astronauti e in particolare nella interpretazione fornita dallo studioso Sitchin, sia Ninlin che Enlil erano alieni provenienti dal pianeta Nibiru e giunti sulla Terra circa 400.000 anni fa in una zona corrispondente all'odierna penisola arabica e dell'Africa sub-equatoriale. Nibiru sarebbe il pianeta più esterno al sistema solare con un'orbita molto ellittica. Questo pianeta si trova, infatti, raffigurato in tutte le immagini della cosmologia sumerica. Enlil non fu il primo extraterrestre a giungere sulla Terra. Prima di lui c'era stato Enki. Entrambi erano figli di Anu, il re del pianeta Nibiru conosciuto come signore assoluto dell'Universo.

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    2. Sulla faccenda degli alieni sono un pò scettico. In ogni caso, anche il nome lilith è inquietante, essendo quello di un demone presente nella cabala ebraica come la prima moglie di Adamo (prima di Eva) che poi è passata dalla parte dei demoni. E' anche il simbolo della ribellione a Dio, in forma femminile. In ogni caso, il personaggio di Luca Enoch ha scelto il posto giusto, tra le sanguinarie religioni precolombiane, dove si vede che si sente a casa. Contenta lei...

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    3. I vecchi culti precolombiani sono brutti sporchi e cattivi, perché sanguinari. Mentre il cristianesimo è sempre stato esclusivamente una religione di pace, di amore, di tolleranza...l'Inquisizione non è mai esistita.
      Ma che messaggi cercate di veicolare?

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    4. Nemo, se poni sullo stesso piano i culti precolombiani con il cristianesimo sbagli clamorosamente e tradisci una grave mancanza di conoscenza delle caratteristiche degli uni e dell'altro. Confondi il piano della Fede con quello delle azioni umane, la Fede con il progresso civile e una malcelata espressione di ribellione ai valori cristiani che ti rappresenta in modo felice. Di certo, qui non si veicola il messaggio distruttivo del socialismo, né si rinnega l'individualismo e le libertà fondamentali della persona. Joe7, la questione degli alieni è una delle tante interpretazioni dei culti antichi. Secondo questa visione gli antichi dei sarebbero extraterrestri venuti da altri pianeti e hanno visitato la Terra centinaia di migliaia di anni fa. Naturalmente, si tratta di una teoria, per quanto fantasiosa possa apparire. Essa, però, spiega la gran parte dei misteri dell'antichità e in particolare di come facessero le antiche civiltà a realizzare monumenti che nemmeno la scienza moderna sarebbe in grado di concepire. Ad esempio, gli antichi sumeri, pur non possedendo i telescopi, nelle loro raffigurazioni avevano replicato esattamente la mappa del sistema solare con tutti i pianeti, tra cui il decimo, quello di provenienza dei loro Dei. Non esiste, però, alcuna prova di queste affermazioni. Resta solo il mistero di tanti avvenimenti ancora oggi inspiegabili. E Lilith potrebbe essere stata una di queste creature aliene.

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  3. Ci sono due bastoni e quattro teschi. Manco sai contare...

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    1. Penso che Joe7 abbia già risposto a questa domanda. E voglio rassicurarti sulla nostra buona capacità di contare. Per il resto, ti invito a porti in termini più educati nella discussione. Alla prossima infrazione alle regole della buona educazione o al minimo accenno di polemica, saremo costretti a cancellare i tuoi simpatici commenti.

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    2. Te lo ripeto: la mia non era una domanda; era un'affermazione.
      Non ho da domandarti nulla, visto che le tue spiegazioni sono inventate.
      E Joe7 sbaglia come sbagli tu: c'è solo un teschio "di fronte" ed il totale dei teschi resta quattro, non tre.
      Neanche i guerrieri, o le loro "schiere", sono tre.
      Tutta la tua presunta analisi è viziata dal voler imporre la ripetizione del numero tre, che però non c'è proprio.
      Ci sono solo gruppi di cose, due, tre o quattro, come è normale che sia.

      Così come è normale e per nulla strano che Lilith stia sulla destra.
      Appare così in tutte le copertine della serie.
      E' una semplicissima scelta grafica, che prevede sempre il titolo della testata in alto a sinistra e la protagonista in posa in basso lungo il lato destro.

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    3. La tua affermazione è errata, Marc Flowers. E non perché lo diciamo noi o Joe7, ma è errata a prescindere dalle opinioni e dai pareri contrari. E' del tutto sbagliata. La tua pretestuosa insistenza sfida la logica e sottintende uno spirito provocatorio non in linea con le direttive che governano le discussioni di questo sito. Ciò nonostante, hai espresso i tuoi pensieri in maniera educata ed per questo motivo che il tuo commento è stato approvato e non cancellato. Ammettendo che tu creda sinceramente in quello che affermi (ma ne dubitiamo), ci permettiamo di darti il consiglio di leggere con maggiore attenzione i fumetti. Certi messaggi e simbologie non sono alla portata della comprensione di tutti. In un'epoca in cui si tende ad uniformare le menti verso un'unica direzione, è forte il rischio di perdere l'autodeterminazione nelle scelte.

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  4. Grandi Nemo e Marc Flowers!!! Cosa ci interessa dei significati reconditi di una copertina? L'importante è che la storia sia bella... e con Enoch non ci sono dubbi. Mi sembrano congetture di quei tali che cercano di spiegare ogni parola di una poesia, raggiungendo conclusioni che neanche l'autore immaginava...

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  5. Non si tratta di significati reconditi, ma di una questione molto più complessa e gravida di conseguenze non piacevoli. Secondo la teoria del complotto, sulle copertine di libri, fumetti, manifesti pubblicitari, opere letterarie, film, ecc., sarebbero lanciati da potenti organizzazioni occulte dei messaggi o segnali precisi in grado di essere percepiti, con un dato significato, solo da chi deve essere loro destinatario. Basti pensare alla tragedia dell'11 settembre, che è stata anticipata da tante copertine (anche di fumetti notissimi), giochi di ruolo, action figure, ecc. molti anni prima che si verificassero e con una precisione e ricchezza di particolari incredibili da non lasciare spazio a congetture su presunte coincidenze.

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  6. Volevo dire anche io che i teschi sono palesemente quattro, ma vedendo le risposte che avete dato a chi ve l'ha gia' fatto notare, avrei una domanda per chi gestisce questo sito:

    Davvero siete convinti che rispondere cosi' a chi si prende la briga di commentare i vostri post sia, come dire, positivo per il vostro blog?
    Secondo me dovreste considerare i commentatori per quello che sono: oro puro, un valore altissimo per qualsiasi blog. Se le vostre risposte sono spesso "no ti sbagli hai torto" non li conserverete a lungo :-(

    Poi per carita' ci sono anche i commentatori da eliminare, ovvio che ce ne siano, ma io qua (e anche nei commenti ad altri vostri articoli) ho letto domande sensate e risposte inconcepibili, in negativo.
    Se un commentatore fa notare un errore dovreste ringraziarlo, non censurarlo o trattarlo male affermando il falso :-(

    E adesso una domanda tecnica: c'e' un elenco dei vostri articoli nel vostro blog? Non lo vedo ma magari e' un problema di browser.
    Roberto.

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    1. Forse non hai letto le risposte di cui sopra, Roberto. I tre teschi ai quali abbiamo fatto riferimento sono quelli davanti e sono TRE. Poi ci sono quelli di lato e presumiamo quelli di dietro. Ma il disegno è stato realizzato in modo tale da fissare l'attenzione sui tre teschi davanti.
      Le risposte che leggi qui rappresentano il nostro punto di vista. Prendiamo in considerazione il punto di vista di tutti, ma quando evidenziamo un errore, lo facciamo senza problemi. Chi non è d'accordo non è obbligato a commentare, né a leggere il nostro sito. Noi scriviamo per chi vuole leggere, ma non ci interessa il consenso. Purtroppo, in rete ci sono tanti siti, gestiti in modo non professionale e scritti da dilettanti che pur di catturarsi il favore degli altri sono disposti a condividere qualsiasi tesi. Non è il nostro caso. Questo è un sito indipendente. Se un fumetto non ci piace, lo diciamo e scriviamo perché. Se una casa editrice, secondo noi, sta sbagliando, lo scriviamo e diciamo perché.
      Per quanto riguarda l'elenco degli articoli, sul lato destro della home page c'è la sezione "ARGOMENTI". Dividiamo i nostri articoli per casa editrice di riferimento. Poi c'è la sezione degli Editoriali e poi la ricchissima sezione delle cronologie (scommetto che non ci ha mai dato un'occhiata!) con moltissimi dati interessanti. C'è la sezione delle INTERVISTE, dove ogni settimana puoi leggere la traduzione dell'intervista ad Axel Alonso, l'editor-in-chief della Marvel. In futuro sarà aggiunta una sezione che parlerà di fumetti giapponesi. Se clicchi, ad esempio, sull'argomento BONELLI, trovi tutti i nostri articoli sulla casa editrice milanese ordinati cronologicamente. Sempre in fondo sul lato destro, c'è la funzione "CERCA ALL'INTERNO DEL DATABASE".

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