sabato 6 dicembre 2014

ADAM WILD, MANFREDI, IL MISTERO DELLA ACCA, LA LIBERTA' DI CRITICA E I BLOGGHISTI AUTORIFERITI!

Ogni tanto leggiamo con attenzione sul noto social Facebook di alcune performance di autori noti e meno noti di fumetti italiani e stranieri. Non che vi sia qualcosa di errato in questo. Ognuno ha diritto di esprimere il proprio pensiero, anche se può capitare che la tastiera faccia brutti scherzi e una acca capricciosa cada su una parola che comincia per A. Scherzare su queste piccole cadute non è cosa da sottolineare più di tanto nel variegato mondo del fumetto italiano, dove ci sono temi più importanti di cui parlare. Il nostro sito si caratterizza per l'attenzione data ai grandi temi del fumetto nazionale ed internazionale con un linguaggio e forme di espressione che si elevano al di sopra della massa di siti, blog, forum, pagine Facebook, ecc. gestite da lettori con poca cultura, amatori attempati, scrittori e disegnatori alle prime armi che cercano visibilità con interventi polemici, reazionari e anticlericali. Ci è stato segnalato un post che è comparso sul profilo Facebook di Gianfranco Manfredi, popolare autore di serie come Magico Vento, che recentemente è stata proposta dalla Epicenter Comics nel mercato Usa con il titolo di Magic Wind, Volto Nascosto e il recentissimo Adam Wild. Nel post il noto autore si lamenta di una frase contenuta in un articolo, di cui non menziona il titolo né il sito che lo ha pubblicato, in cui è presente una Acca di troppo. Ecco il testo dell'intervento: Nuovi blog di fumetti spuntano come funghi. Ieri uno ci ha spiegato perché alla Bonelli continuano HA sbagliare tutto. E non c'è altro da Haggiungere. Naturalmente, si tratta di un errore dovuto ad un difettoso funzionamento della tastiera del personal computer con cui è stato battuto il testo e l'intento del Manfredi era solo scherzoso. Ciò che intendiamo sottolineare ora è che su Facebook, dove capita spesso che tante persone si precipitino per sfogare la loro frustrazione e assenza di valori, sarebbe opportuno non indulgere in questi interventi, sia per rispetto verso chi ha, in buona fede, commesso un errore ortografico dovuto alla scrittura meccanica, sia, per rispetto verso chi non la pensa allo stesso modo. Facendo ricerche sulla rete, siamo riusciti a risalire al sito che ha pubblicato il pezzo contenente l'espressione citata dal Manfredi, che, tra l'altro, contiene anche un articolo dove si tessono le lodi di Adam Wild! E quindi, forse, il post succitato non si è rivelato opportuno. L'autore dell'articolo potrebbe cambiare idea e non comprare più Adam Wild! Nell'era della comunicazione globale certe prese di posizione possono rivelarsi controproducenti e favorire il sorgere dei partiti del boicottaggio verso testate o editori. Reazione naturale e giustificata da parte di chi potrebbe sentirsi tradito o offeso da queste uscite. Alla fine, il discorso è sempre lo stesso. Gli editori e gli autori non tollerano le critiche. Ogni giudizio negativo è una minaccia al loro business. Se si spargesse la voce che molte persone hanno giudicato male un certo fumetto, questo rischierebbe il tracollo nelle vendite. Oggi i lettori, grazie al web, dispongono di un potere straordinario di cui gli editori e gli autori hanno una grande paura. Il timore di vedere il giudizio negativo di un lettore su un fumetto o sulla strategia editoriale pubblicato in rete su Facebook e potenzialmente leggibile da parte di decine di migliaia di persone li terrorizza e produce le reazioni del tipo di quelle che si sono verificate oggi. Reazioni che si ripercuotono contro gli editori. Se il lettore, che si sente offeso, dichiara su Facebook, in un gruppo o su una pagina, che in conseguenza del trattamento ricevuto, smetterà di comprare il fumetto scritto da chi lo ha offeso, è possibile che altri seguano il suo esempio. E questa prospettiva spaventa moltissimo, per le conseguenze devastanti che si possono verificare sul piano delle vendite.


Degli interventi di commento al succitato post, che ora riporteremo per intero, ci ha colpito uno in cui il Manfredi afferma: Sinceramente, non credo si tratti dello stesso tipo cui vi riferite voi, cioè il Profeta che a furia di nicknames non sa più neanche lui come si chiama... questo in cui mi sono imbattuto io, da come si esprimeva, cioé dalla prosa, mi era parso un ragazzino semplicemente un po' ingenuo, però siccome si mostrava nostalgico di fumetti bonelliani d'un tempo e piuttosto disorientato dalle nuove testate asserendo che sono troppe ... ho pensato: magari tanto pischello non è, magari ha più di quarant'anni... ma se ha letto per tanti anni di seguito perché quando scrive semina errori uno via l'altro? Insomma: siccome non sono e non sarò mai per la linea: "indicare uno come nemico informatico e tutti all'attacco " , perché tutti e a qualsiasi livello per me hanno pieno diritto di esprimersi, mi sembrerebbe solo più corretto che uno , se apre un blog, dichiarasse chi è, cosa ha fatto e cosa fa e quale età ha. Soprattutto se presume di dare consigli editoriali. Così se è sincero e trasparente, gli si può anche rispondere e magari spiegargli che le cose non stanno esattamente come pensa... altrimenti, se resta solo la presunzione (oltre ogni umano senso del limite) è irrecuperabile. Dobbiamo sottolineare che in Italia esiste la libertà di pensiero ed è perfettamente normale esprimere la propria opinione sui fatti, sia in termini critici sia in termini satirici, ma sempre con forme rispettose di canoni di civile espressione. I lettori possono dare consigli editoriali sia perché non esiste alcuna forma di autorizzazione o concessione che consenta solo ad alcuni e non ad altri di dare consigli editoriali, sia perché nella maggior parte dei casi i lettori hanno sempre ragione. Gli editori se ne accorgono solo quando falliscono. Se un lettore dà dei consigli ad una casa editrice, quest'ultima è libera di prenderli in considerazione oppure no. Rientra nella logica del contraddittorio. Sostiene il Manfredi che se uno è sincero e trasparente, gli si può anche rispondere e magari spiegargli che le cose non stanno esattamente come pensa. Partire dal presupposto che il lettore che dà consigli editoriali non è sincero e trasparente, è sbagliato. Ciò implica porre in premessa un pregiudizio sulla buona fede altrui che nelle discussioni, soprattutto sulla rete, è controproducente, secondo noi. Quali cose non stanno esattamente come si pensa, non è chiaro. Manfredi non lo dice, ma nell'intervento che abbiamo riportato scrive: siccome non sono e non sarò mai per la linea: "indicare uno come nemico informatico e tutti all'attacco ", perché tutti e a qualsiasi livello per me hanno pieno diritto di esprimersi, mi sembrerebbe solo più corretto che uno , se apre un blog, dichiarasse chi è, cosa ha fatto e cosa fa e quale età ha... purtroppo sembra proprio ciò che sia accaduto in questa discussione. Al di là di questo, quello che ci stupisce è la presa di posizione di alcuni che in questa discussione pubblica sostengono che i lettori non possono criticare gli editori e gli autori, ma tutti sanno che nel mondo reale la critica investe tutti e soprattutto i personaggi pubblici.

Pensare di essere al di sopra delle critiche è impensabile nell'era della comunicazione globale, dove tutti possono intervenire su internet ed esprimere le loro criticità verso le politiche editoriali. Fa parte del pubblico dialogo ed è pieno diritto delle persone formarsi su alcuni argomenti una opinione e manifestarla pubblicamente attraverso i mezzi che i social network offrono nel mondo moderno. La realtà è che gli editori e gli autori di fumetti mal tollerano le critiche dei lettori su internet. Basta vedere i litigi quotidiani di certi scrittori con alcuni utenti. In realtà, ciò che non viene compreso da editori e autori è che i lettori hanno sempre ragione. Non perché sono depositari della verità assoluta. Un lettore può pensarla in un certo modo e può sbagliare. Il lettore ha sempre ragione perché spende soldi suoi e ha tutto il diritto di dire o di scrivere ciò che pensa di questo o di quella testata a fumetti. Il lettore ha sempre ragione perché se smettesse di comprare i fumetti di questo o quello scrittore, gli editori fallirebbero tutti, grandi e piccoli. Naturalmente, nella comunicazione si devono privilegiare mezzi civili di espressione e purtroppo nemmeno questo sulla rete si verifica. Se i lettori possono in qualche modo essere giustificati, gli autori non possono esserlo mai. Possono controbattere alle critiche dei lettori, ma non possono sentirsi autorizzati a insultarli o a prendersi gioco di loro. Potrebbero anche farlo, ma il lettore ha il coltello dalla parte del manico. Smette di comprare la serie e la collana chiude e se il fenomeno si estende ad altre serie, l'editore rischia di fallire. Il colloquio tra editori/autori e lettori deve essere sempre improntato al reciproco rispetto. Ma se l'editore/autore si pone in termini non concilianti, avrà la peggio a prescindere dal torto e dalla ragione. Il lettore smetterà di comprare la serie, invitando altri amici a fare la stessa cosa. La voce si sparge a macchia d'olio e la gente abbandonerà in massa la testata, che chiuderà inesorabilmente. L'intervento che abbiamo riportato in colore blu ci sembra emblematico. Per l'autore il lettore o ha torto e si cerca di convincerlo oppure nel caso in cui non si riesca a smuoverlo dalla sua posizione, resterà con la sua presunzione. In parole povere, secondo l'autore: il lettore ha torto e se non si convincerà di questo sarà un presuntuoso! In realtà, questa visione, tipica di chi si eleva sugli altri nelle discussioni virtuali e non, è controproducente. Non attirerà simpatie e non è un caso che tutti coloro che sono intervenuti nella discussione succitata lo hanno spalleggiato, scagliandosi contro il lettore che aveva osato criticare la Bonelli. Come se criticare la casa editrice milanese sia peccato mortale! Al di là di questo, erano proprio necessari tutti quei commenti che alludevano all'uso non corretto della lettera acca? Noi riteniamo di no. Non un buon viatico per una serie come quella di Adam Wild, che è presto sparita dalle discussione sul web. Non che ciò sia indice di successo di vendite o meno, ma, per come la vediamo noi, sarà difficile che questa collana riesca ad imporsi sul mercato. Il lettore lo aveva messo in evidenza nel suo intervento. Troppe nuove collane a suo dire, non solo danneggiano le collane storiche, ma soffocano quelle nate da poco. Una opinione come un'altra, ma non accettata in un momento in cui la Bonelli sta sfornando serie una dopo l'altra secondo una strategia tipica degli editori americani. Ed è noto che ogni critica fa male, malissimo nell'era della comunicazione globale. Quello che è successo oggi testimonia, al di là di ogni ragionevole dubbio, che editori e autori non tollerano le critiche e anche se cercano approcci concilianti con i lettori, alla fine mirano a far trionfare sempre il loro punto di vista viziato da un errore di fondo.

Siccome sono all'interno della macchina produttiva, credono di conoscere tutto e soprattutto ritengono che chi è all'esterno non possa conoscere nulla né esprimere opinioni di un mondo che non conoscono. Sulla base di questa errata concezione della realtà, consapevolmente o inconsapevolmente improntano il dialogo con il lettore in questo modo: d'accordo, prendo atto della tua opinione, ma è sbagliata. Non sei dentro la macchina produttiva, quindi non puoi conoscere come funziona e hai torto. Viene spontaneo domandarsi: cosa fa pensare a queste persone che per il solo fatto di avere libero accesso agli uffici della casa editrice devono considerarsi depositari di una sapienza inarrivabile per il lettore? L'esperienza ci suggerisce che spesso sono gli editori che non conoscono bene il loro lavoro e quando falliscono miseramente (ne sono falliti tanti e altri ancora falliranno miseramente) si ha la conferma che a non capire nulla dell'attività editoriale erano proprio loro. Ma perché arrivare a estremi così definitivi? A volte basta poco: ascoltare cosa dicono i lettori. Se molti si lamentano di uno stesso fatto, significa che qualcosa non funziona nel meccanismo dell'offerta. La critica del lettore di cui sopra è chiara: alla Bonelli ha fatto capire che stanno producendo troppe nuove serie con il rischio di disperdere il patrimonio di lettori consolidato in anni e anni di pubblicazioni. Ma la Bonelli ha scelto una strada diversa. Ha capito, secondo noi, di avere perso il pubblico di una volta e crede di potere conquistare un nuovo pubblico americanizzando la propria offerta fumettistica. Il mercato non accetta più serie nuove? No problem. Noi produciamo miniserie e maxiserie di 12-24 numeri e anche se non avranno nuove stagioni e denoteranno vendite in crescente calo, saranno seguite da altre miniserie e maxiserie che prenderanno il loro posto. Tutto molto semplice, tranne un piccolo particolare che forse alla Bonelli non hanno tenuto in debito conto. Un simile modo di produrre fumetti funziona quando il pubblico di lettori si ricicla e ricambia di continuo. Quando, invece, i lettori diminuiscono anno dopo anno come sta avvenendo esattamente alla Bonelli (non si tratta di una nostra deduzione, ma lo hanno dichiarato loro in una intervista del giugno di quest'anno per il sito Fumettologica), questa strategia non funziona e l'effetto è devastante. I lettori diminuiscono di continuo e se fino a due anni fa la media delle vendite (eccettuati Dylan Dog e Tex) era di 40.000 copie, oggi siamo sulle 30.000 copie e domani potrebbero essere 20.000 copie o anche meno. La risposta che un autore della Bonelli potrebbe dare a questa affermazione è di facile rilevazione: affermate cose non vere, non sapete leggere i dati, siete dilettanti o peggio. E se noi provassimo a precisare che non si tratta di nostre affermazione ma che la perdita costante di lettori è stata dichiarata dal proprietario della Bonelli in una pubblica intervista, l'autore della Bonelli ci risponderebbe che quell'intervista è falsa! Questo è il livello del dibattito tra editori/autori e lettori al giorno d'oggi. Un rapporto basato sullo scontro non per colpa dei lettori, che esprimono il loro pensiero libero e spendendo i soldi hanno tutto il diritto di farlo, ma degli autori e degli editori italiani che non accettano le critiche, non accettano di ammettere i loro errori (e ne fanno tanti) e non sanno nemmeno comunicare come ci dimostra l'episodio di oggi. Se poi un lettore prova a scrivere su Facebook che l'editore sta sbagliando, l'autore scrive un post velenoso sul suo profilo Facebook e i fan di quel profilo si scatenano in un massacro contro il malcapitato lettore! Come è successo oggi. E allora perché meravigliarsi se il mercato va male e gli editori continuano a commettere errori clamorosi? Come si può notare, nei primi commenti, ci si diverte a prendere in giro il lettore con giochi di parole sugli errori derivanti da un uso non accorto della lettera acca. Commenti che non hanno fatto piacere al nostro amico lettore, che si sarà fatto un'idea abbastanza preciso della situazione.

Paolo Melissi ahahahahaahahaha. Davide Occhicone beh, ha saperlo prima vi corrigerevate. Domenico D'Apote Ai ragione. Dario Sanna chiaro che è uno che non capisce un'acca. Mad Mitch Ho paura a chiedere chi è sto blogger. Vincenzo Acunzo https://www.youtube.com/watch?v=OikP0TxR_Nc Massimiliano Lio ma quanto è bravo Laci?!? Matteo Bussola Dev'essere lo stesso che a Lucca aveva prenotato un halbergo, che non voleva andare in otel. Davide Occhicone Ha Lucca, magarih. Gianfranco Manfredi No, non lo dico chi è, per non infierire e anche perché non lo so (precisassero almeno , non dico il nome vero, ma quanti anni hanno, o quanti hanni anno, uno potrebbe avere più comprensione). L'errore non era un refuso casuale perché lo ha ripetuto due volte nel corpo dello stesso articolo. Davide Occhicone hai hai hai. Davide Occhicone havrà un correttore di word tarato. Mad Mitch Il problema, non sono gli youtubers o i bloggers, ma come questi si sentano onnipotenti, saputelli e altri aggettivi , invece andrebbero prese meno seriamente certe cose, certi argomenti, questo vale anche per gli editori o autori, siamo tutti sulla stessa barca, ma ci sono sempre le antipatie, anche odi e rancori personali, non so se capite Io mi diverto, non prendo tutto seriamente, il fumetto deve essere anche divertimento, ma certi invece, devono per forza trovare sempre un modo per litigare, per massacrare un autore o un fumetto. Davide Occhicone concordo. blogger senza acca però. Daniele Tarlo Tarlazzi Ma poi: questi che continuano a dire che la Bonelli ha sbagliato... Io credo contino solo i risultati e l'affetto dei lettori nei confronti dei personaggi della casa editrice (con o senza h). Mad Mitch E lo dico io che dovrei avercela , ma dove starebbe sbagliando? E' che oramai per alcuni, la Bonelli è un autore, e questi qui non ragioneranno mai bene se continueranno a pensarla cosi, Adam Wild, Dragonero, Lukas , per fare dei nomi, sono Bonelli che meritano e che hanno fatto centro , non so, se sta sbagliando. Davide Occhicone noto ora che il famoso bloggHer mad mitch mi ha bannato e non posso leggere più i suoi commenti. ammazza come siamo permalosetti eh.... ma na camomilla ogni tanto? anzi, una camomHilla, va. Un Fumetto Originale AI detto tutto! Luigi Serra hahahahaahahaha. Stefano Saiani ho letto.....ho letto.......ahahahahahahahahah,meno male che la Bonelli non è in mano a certa gente. Michele D'Apote Mi sa mi sa che stiamo parlando della stessa persona che si lamentava della perdita dei valori cristiani cattolici romanici protestanti e cattocomunisti su Dylan Dog. Maledetta SBE comunista e non cattocomunista. Paolo MG Maino Comunque pensare alla quantità di persone a cui la Bonelli consente di vivere facendo un lavoro faticoso, ma così creativo e così per gli altri... Ecco solo questo sarebbe lodevole, poi parliamo anche della straordinaria qualità. Federico Pilleri Il problema è che chiunque, una volta aperto un blog, si sente un grande teorico e si atteggia a sedicente esperto che ha capito tutto lui, e ha capito tutto di tutto. Ha la sua visibilità, i suoi tot click di visibilità, ed è felice. Poi c'è anche il fatto che sui blog i contenuti creativi e validi attirano in media meno traffico di quelli visibilmente raffazzonati e polemici, per cui se uno punta alla semplice visibilità per appagare il suo narcisismo gli conviene scrivere vaccate - faranno click sia quanti gli danno credito, sia quanti gli danno addosso.

Poi eh, come dimenticare delle polemiche contro Bonelli per il fatto che in Tex e Dylan Dog i protagonisti non siano omosessuali? Dimenticandosi di serie come Legs o Gea, o anche di una storia di Demian e di una di Magico Vento. E' molto più facile sparare a zero senza essere informati che non documentarsi a dovere per poi parlare con cognizione di causa. E, per consolarsi un pochino: nell'ambiente dei giochi di ruolo se vogliamo è anche peggio: sedicenti esperti tessono le lodi di manualetti pubblicati in 100-200 copie che han fatto "tutto esaurito" a differenza di quelli con tirature da 1000 e passa copie che se non sono ancora andati in ristampa è perché son fallimentari e bla bla bla; ci si riempie la bocca di "evoluzione" usando il termine per indicare giochi così poco adattati all'ambiente da esser stati fiaschi editoriali e via dicendo. Se non altro c'è di che farsi due risate.Mad Mitch Federico , ok, ma non è che per colpa di certi youtubers o bloggers, devono essere incolpati tutti, o si fa lo stesso discorso di chi attacca certi autori, bisogna colpire chi sbaglia, non tutta la categoria. Federico Pilleri Eh, anche io ho un blog, diavolo. Però indicavo una tendenza diffusa e generale, quella del parlare a vanvera. La cosa secondo me ben diversa dal parlare a vanvera per strada o davanti a una birra o su un blog è che l'uso del medium (e in particolare di una piattaforma dedicata che ti dà autorevolezza o presunta tale) attua di fatto un débrayage in virtù del quale una chiacchiera da bar diventa un articolo, un parere una presa di posizione. Per dire, io personalmente sul mio blog ho scritto pochi articoli "teorici", diciamo così (è un blog per giochi, modellismo e poesiole da quattro soldi, quindi è anche fisiologico che ci siano pochi interventi di quel tipo), ma quando l'ho fatto ho cercato di informarmi, motivare, non sbilanciarmi troppo se non con dati oggettivi e facendo molto spesso riferimento a una bibliografia per quanto scarna, senza dire "meh, è così perché io sono io". Molti non lo fanno. Mad Mitch Fa te che io faccio tutto per passione, ma certi la prendono troppo sul serio, però ci sono certi bloggers che esagerano, non vorrei ripetermi, ma di uno ne abbiamo fatto cenno qui sopra, troppo esagerato, e secondo me il troppo stroppia. Michele D'Apote Mitch più che esagerazione il suddetto blogger, presumendo si parli di quella persona, spara un sacco di boiate, giudizi infondati senza un minimo di argomentazioni, se per argomentazioni vogliamo tener conto di cose davvero illogiche. Chiunque altro perlomeno argomenti, libero di farlo, poi se piace o non piace, sono opinioni personali(e ovviamente sindacabili da chiunque). Mad Mitch Sai che quel blogger ha attaccato pure me, solo perchè l'avevo bannato dal mio gruppo, dopo che continuava a sparare sentenze su tre editori? Federico Pilleri Ah, sì, l'hombre per influenza del quale ho mollato il gruppo fumettaro italiano, ricordo. Massimo Salzmann Perché C'HANNO lo sbagliare, ecco. Gianni Zazzarini Negli ultimi mesi son tutti diventati esperti di marketing, di scrittura, di disegno e di come si pulisce correttamente la tazza del cesso. Tutti professori. Senza un briciolo di ironia. Fa tristezza. Comunque Mitch ha bloccato pure me e non so nemmeno perché. Vacce a capì qualcosa. Claudio Villa Nessuno siamo perfetti, ognuno ci abbiamo i suoi difetti. Simone D'Alessandro A Gianni Zazzarini ... io me ne rallegrerei ... leggerai meno cavolate Imbarazzante.

Mad Mitch Davide Occhicone, ma io veramente non ti ho bloccato , ti ho pure messo un like...Non blocco quasi mai, non faccio come certi autori o followers. Gianni Zazzarini Dici? E' che per quanto mi sforzi, non ricordo di aver mai avuto a che fare con quel ragazzo. Probabilmente hai ragione tu, meglio così. Però un po' dispiace. Andrea Cascioli Mich ha bloccato tutti, credo. Anche me che due o tre mesi fa lo invitavo bonariamente ad un gesto distensivo e che non avevo nemmeno l'amicizia con lui. Non credo sia cattivo, penso sia un bravo ragazzo, forse un po' bisognoso di applausi.Vedo che blocca persone non polemiche per un semplice "veramente non sarei troppo d'accordo, anche se riconosco tu abbia le tue ragioni...". È evidente che non è minimamente in grado di gestire un seppur minimo contraddittorio. Peccato, però. Questo ambiente avrebbe bisogno di nuova gente valida, e non di pagliaccetti fragili. Gianni Zazzarini Eh magari, ma un po' utopico. E' come dire: prova a fermare a mani nude un maremoto. Fb ha scoperchiato i tombini. Leggo certe cose che fanno veramente orrore. Ovviamente non parlo solo dei lettori di fumetti. Comunque siamo fuori tema oramai. Riprendiamo il tutto con un sorriso, và. Simone D'Alessandro Voci imbarazzanti che per colpa di Feisbuc sono uscite dal mare della mediocrità. Voci insicure che senza la rete sarebbero rimaste ascoltate solo dalle quattro mura della cameretta di questi personaggi imbarazzanti. Alessandro Tomba i link...vogliamo i link. Gianfranco Manfredi Sinceramente, non credo si tratti dello stesso tipo cui vi riferite voi, cioè il Profeta che a furia di nicknames non sa più neanche lui come si chiama... questo in cui mi sono imbattuto io, da come si esprimeva, cioé dalla prosa, mi era parso un ragazzino semplicemente un po' ingenuo, però siccome si mostrava nostalgico di fumetti bonelliani d'un tempo e piuttosto disorientato dalle nuove testate asserendo che sono troppe ... ho pensato: magari tanto pischello non è, magari ha più di quarant'anni... ma se ha letto per tanti anni di seguito perché quando scrive semina errori uno via l'altro? Insomma: siccome non sono e non sarò mai per la linea: "indicare uno come nemico informatico e tutti all'attacco " , perché tutti e a qualsiasi livello per me hanno pieno diritto di esprimersi, mi sembrerebbe solo più corretto che uno , se apre un blog, dichiarasse chi è, cosa ha fatto e cosa fa e quale età ha. Soprattutto se presume di dare consigli editoriali. Così se è sincero e trasparente, gli si può anche rispondere e magari spiegargli che le cose non stanno esattamente come pensa... altrimenti, se resta solo la presunzione (oltre ogni umano senso del limite) è irrecuperabile. Federico Pilleri Potrebbe anche appartenere alla fascia di quelli che chiamo "quarantenni meh", ovvero quegli individui per i quali percepisci un vero e proprio iato fra età anagrafica ed età mentale desumibile da discorsi, stati facebook e affini. E l'analfabetismo di ritorno rimane la più brutta delle bestie. Gianni Aureli analfabetismo di ritorno. Federico Pilleri Giusto, grazie, correggo. ^^' Ah, quanto era più facile quando non servivano tutte queste preposizioni perché c'erano otto belle marche di caso. (no, in realtà no, certi passi del sanscrito sono da suicidio proprio per questo motivo D: ).

Gianni Aureli anche io mi ritrovo a dover andare a controllare persino le cose più semplici, è incredibile quanto il basso livello di giornali TV e similia, internet su tutto, mi abbia riempito di dubbi sulla lingua italiana che prima non avevo. Una volta si poteva contare sul fatto che un giornale, un libro (raramente), un fumetto non avesse errori di sorta, ora non è più così. Soprattutto per i quotidiani. Gianfranco Manfredi Mi ha infastidito di più il video del tubo di quello con in mano tre fumetti appena comprati che li butta nel cestino dei rifiuti credendo di esprimere con questa bullata un giudizio critico. Mi è spiaciuto perché quel gesto esprime DISPREZZO per il LAVORO ( ci si può impiegare molto più di un anno a fare un fumetto e vederlo liquidato così va molto al di là di una critica) e altrettanto disprezzo per i lettori a cui quegli stessi fumetti sono piaciuti. Poi però ho superato l'irritazione perchè ho letto il post di un altro che avendo comprato un fumetto che non gli era piaciuto, intimidiva i suoi amici: se lo comprate, vi banno. Eccheccazzo! Ma non faceva prima a bannarsi da solo. Gianfranco Manfredi E già che sono in vena, mi torna in mente quello che un paio d'anni fa, mi ha mandato un messaggio così (sintetizzo): "Stavo per mandarti dei disegni miei, poi mi sono detto: ma perché devo farmi giudicare da uno stronzo? Così non te li mando." Presente la barzelletta di quello che conclude: 'fanculo tu e la tua bicicletta? Mad Mitch Quello dei tre Dylan buttati nel cestino, l'ha fatto apposta però Se io veramente volevo buttarli nel cestino, non li avrei appoggiati, ma strappati , quel gesto era simbolico, per irritare una persona, ma non c'è riuscito Come minimo li ha riposti nella sua libreria. Gianni Zazzarini A me non fanno ridere nemmeno le barzellette, pertanto quando leggo questi aneddoti che riguardano te e i tuoi colleghi, m'assale un misto tra tristezza e incazzatura. Andrea Spontoni Parlo da blogger/recensore amatoriale: Se vuoi recensire, devi partire dal presupposto che il lavoro altrui va rispettato SEMPRE E COMUNQUE! E in ogni caso, pensa sempre che anche il tuo lavoro è potenzialmente criticabile. Sergio Marzi La critica giustificata, soprattutto se costruttiva, è lecita MA ( e questo è l'aspetto più difficile) deve trovare una forma adeguata d'espressione. Quello che mi infastidisce è , nella maggior parte delle critiche, un totale spregio per l'opinione e la sensibilità degli altri: dire che un determinato lavoro artistico ( fumetto, libro, quadro, musica e quant'altro) è una CACCA equivale ad offendere quel lavoro, chi lo ha eseguito e soprattutto coloro che quel lavoro lo hanno apprezzato ( e non c'è motivo di fare una cosa simile). Legittimo è dire che un determinato lavoro non ci è piaciuto, meglio se poi la critica è circostanziata da chiare note che motivano il giudizio negativo. La Bonelli è una grande società editrice che ha fornito in passato e che continua ancora oggi a fornire materiale di lettura d'evasione di buon livello, ma questo non significa che il livello sia sempre eccelso. Ci sono cadute di tono e di livello in tutte le cose , a volte assumono un carattere episodico e altre invece si attestano stabilendosi per alcuni ad un livello non accettabile che ne compromette la lettura. Ragazzi o meno che siano, se solo sapessero controllare la propria rabbia ( quella che beninteso tutti abbiamo avuto da giovani, che ci faceva apprezzare e condividere le rime di Cecco Angelieri) alcuni contestatori potrebbero avere un rapporto meno conflittuale e più costruttivo col mondo che li circonda. Per trascorsi personali però so che non è così. Si finisce col trovarsi circondati da veri e presunti nemici per rendersi conto solo molto più tardi che nell'avere molti nemici non c'è molto onore.

Quello era solo l'espediente di un orrido ventennio storico per giustificare l'incremento esponenziale di critiche che una dittatura non tollera ma di cui una mente creativa dovrebbe tener conto. Mario Luciani Saran trent'anni (pardon: hanni, in omaggio al blogger) che la SBE sbaglia tutto, ma è sempre "sola al comando". Andrea Spontoni Parlo da lettore: Adoro i fumetti italiani. Da piccolo leggevo sempre Il Giornalino, e da alcuni anni a questa parte, grazie a Shangai Devil e a Volto Nascosto, mi sono appassionato in maniera sempre più crescente ai fumetti bonelliani. Ovviamente certe storie sono più belle di altre, e magari qualcuna può non soddisfarti del tutto (come in fondo è naturale e normalissimo che capiti). L'unico vero problema dei fumetti bonelli, a parere mio, è che su alcuni albi mi è capitato di incontrare dei congiuntivi piuttosto "selvaggi" (fatto raro, ma comunque fastidioso). Mauro Di Mariso Ho capito a chi ti stai riferendo! Ti sembra una cosa giusta Gianfranco Manfredi? Ti credevo più signorile...mi hai deluso, vatti a fare una confessione, il bello che lo hai pure sputtanato...Mi dispiace davvero. Gianfranco Manfredi Non ho fatto nessun nome e non mi confesso in quanto non sono manco battezzato. Per mia fortuna, non vengo da una famiglia cattolica. Noi sappiamo divertirci. Marcello Caneglias e vabbè io son cattolico, leggo i fumetti di Manfredi, mi piacciono un sacco e mi deverto tanto lo stesso. Marcello Caneglias e leggo anche Dylan Dog nonostante non trasmetta valori cristiani. Gianfranco Manfredi Scherzavo, ovviamente. Ho solo chiesto , se possibile, di non ripararsi dietro l'anonimato o nomi fasulli e di specificare chi si è, perché è un'informazione utile ed è anche una buona regola cui uniformarsi se si vuole comunicare in trasparenza con gli altri. Dopodiché , con questo non si limita la libertà di esprimersi di NESSUNO. Mauro Di Mariso Sig. Gianfranco Manfredi io spero che che scherzavi prima. Perchè hai fatto quegli errori sul post? Per prenderlo per il culo? Credo di sì. Marcello Caneglias Però vorrei dire anche: di recensioni bizzarre, di blog improbabili e di miliardi di altre cose pessime se ne leggono a bizzeffe. L'era dei social network, della possibilità di poter scrivere a tutto il mondo le proprie opinioni talvolta, di mettersi in vetrina, esaspera la proliferazione e la trasmissione di cagate colossali. Che Gianfranco abbia dato risalto con un pizzico di eccessiva ironia al commento di un ragazzo molto giovane e troppo istintivo, e soprattutto che non si rilegge le cose che scrive, mi ha stupito un po' non perchè abbia espresso concetti sbagliati ma perchè alla fine non mi è sembrato appropriato. Insomma poteva passare dritto, secondo me. Federico Pilleri Però scusate, ragazzo troppo giovane anche un par di bolle: perché l'uso della h lo devi imparare alle elementari, non da adulto. Se non hai appreso i fondamenti della lingua italiana, mi si perdoni, come puoi pensare di approcciarti con spirito critico a qualcosa che in tale lingua è scritto? Gianfranco Manfredi Quel ragazzo si è unito a modo suo a un costume purtroppo assai diffuso che è quello di dare consigli editoriali sulla base delle proprie preferenze. E' una cosa che non capisco, perché il lavoro editoriale è una cosa MOLTO difficile e va rispettato esattamente come il lavoro degli autori, che piacciano o meno. Richiede competenze che maturano in anni, se non in decenni, di lavoro. E si cerca, cosa non facile, di offrire ai lettori proposte varie e diverse, proprio perché i lettori non sono tutti uguali e non hanno tutti gli stessi gusti. Fuori da questa strada c'è solo l'omologazione imposta dall'alto, cosa da scansare in ASSOLUTO. Nel giudicare, un po' di senso del limite, cioè dei limiti della propria esperienza, non guasterebbe.

Marcello Caneglias Su questo concordo pienamente. Quello che però mi dispiace,è che, sul piano umano, la sua persona, anche se non esplicitamente indicata, è stata da molti identificata ed è stata sottoposta ad un'umiliazione. Magari si poteva trovare un altro modo di fargli capire i suoi sbagli. Son sicuro che Adam Wild l'avrebbe preso in disparte gli avrebbe messo le mani sulle spalle e guardandolo negli occhi gli avrebbe detto: ma che cazzo dici? Federico Pilleri Però nel contempo scrivere su internet è porsi nella pubblica piazza: se ti rendi ridicolo nella pubblica piazza, purtroppo, ti rendi ridicolo nella pubblica piazza. Marcello Caneglias Concordo Federico. Tutto vero. Ma al contrario di altri personaggi come il profeta questo ragazzo, pur sbagliando a volte, non scrive per malizia. Federico Pilleri Però scrive senza cognizione di causa. Diciamo che moralmente può anche non meritarsi la bastonata sui denti, ma al livello di competenza non sembra meritarsi niente. Marcello Caneglias Beh, un pò se l'è cercata sicuramente. Federico Pilleri Poi da venticinquenne che ha iniziato a nerdare dieci anni fa e che si è fatto le sue belle figure di cacca sul web (e continua a farle, eh!) lo capisco anche. Purtroppo l'educazione all'umiltà è una cosa che non ci viene più impartita. L'umiltà la impari col tempo e con le brutte botte sul muso e sul morale. Gianfranco Manfredi Ma l'ho detto anch'io che mi è sembrata una persona candida. Mi ha fatto ridere, tutto qui. Mica stiamo alla ricerca dei cattivi. Nelle due righe che ho scritto non c'era nessuna bastonata. Riferivo in sintesi e ho cercato di risparmiargli brutte figure astendendomi dall'intervenire nel merito anche perché si commenta da solo. E qualcuno qui ha scritto una cosa su cui sono d'accordo: se uno si mette in piazza, deve mettere nel conto i fischi. A noi che lavoriamo in questo settore capita da sempre. E' la prima cosa che ci tocca imparare. Sapete quante volte ho stonato sul palco? E quante lattine mi hanno tirato? Mi ha fatto bene. Marcello Caneglias Cmq sia credo che da questa vicenda trarrà qualche insegnamento. Federico Pilleri Si impara così dopotutto. Ogni frattura della superbia è un grammo di umiltà con cui potrai migliorarti. Gianfranco Manfredi Ci siamo sentiti in privato e ci siamo spiegati. Tutto a posto. Antonio Rosetti La tragedia delle H mancanti o in eccedenza sta raggiungendo proporzioni epiche. Io faccio il maestro e confesso un certo scoramento. E pensare che c'è qualcuno che afferma che abbiamo la scuola elementare migliore d'Europa. Qui si concludono i commenti. E' da notare che tutti, tranne un utente, hanno sostenuto l'autore del post. L'unico che si è lamentato del triste spettacolo andato in onda su questo profilo, è stato colui che ha portato un minimo di realtà in un contesto che stava assumendo una dimensione tragicomica. Manfredi dichiara sul suo profilo di essersi scusato con l'autore del post che aveva riportato il suo giudizio critico sulla Bonelli e ancora ci domandiamo: è vietato criticare la Bonelli? Se si parte dal presupposto che ogni critica contro la Bonelli è squalificata in partenza perché proviene da chi, come i lettori, sono esterni alla macchina produttiva, non è difficile arrivare alla conclusione che attraverso queste prese di posizione si cerca solo di fuggire o evitare le critiche. Ecco i commenti apparsi nel gruppo dell'autore del post, il quale, visto il trattamento ricevuto ha scritto il seguente commento, in cui dichiara:

Dopo un comportamento infantile di un noto autore (credo che lui capirà) ho deciso di non comprare più il fumetto che sta scrivendo attualmente. Mi auguro che leggerà questo intervento e siccome ha usato parole molto dure nei miei riguardi, prendendomi in giro per una serie di errori ortografici commessi in buona fede, non posso che augurarmi la chiusura della sua testata. Sono rimasto molto dispiaciuto di come ha definito il nostro blog, per il quale ha usato la seguente espressione: "spuntato come un fungo". No, mio caro autore, il nostro blog è stato progettato da molto tempo. Prima di aprirlo dovevamo arrivare alle nostre due pagine. Ciò che mi stupisce di più del suo comportamento e' il fatto che sul nostro sito avevamo scritto un articolo in cui ci complimentavamo per lo splendido lavoro fatto sulla sua collana dal suo staff. Ma siccome ha usato parole molto dure nei confronti miei e dei miei colleghi, mi vedo costretto a modificare completamente il giudizio che mi ero fatto su di lui e del suo fumetto, che visto questo comportamento non merita di essere preso in considerazione. Scusate, ma dovevo dire queste parole. Confesso che il suo personaggio mi piaceva molto, mi aveva intrigato. Poi ho capito che l'autore era solo un bambino e allora, almeno per quanto mi riguarda, ha perso un cliente. Seguono i commenti: Giacomo De Pietro Scrivere che auguri una immediata chiusura di Adam Wild, invece, è molto meno infantile di farti notare (per l'ennesima volta) che fai degli errori grammaticali quando scrivi i tuoi articoli. Francesco Fortunato Ti sembra pieno di errori questo? Giacomo De Pietro Questo no (anche se, onestamente, prima che tu lo modificassi e togliessi il "MI FA SCHIFO" finale non ho controllato), ma l'articolo criticato sì. Francesco Fortunato ok...come ti sentiresti tu se fosti nei miei panni? Giacomo De Pietro Cercherei di capire perché sono stato criticato e farmi autocritica. Onestamente, hai pubblicato un articolo in cui hai sbagliato le h: è abbastanza grave come cosa... Prova a farlo all'esame di maturità e vedi un po' se l'anno dopo fai l'Università o ancora il liceo. Tuttavia, mi sembra che il post sopra, però, sia stato riscritto da altri, rispetto a quello originale. Perché c'è scritto (qui scrivi il link delle pagine) dove prima c'erano i link alle pagine? Henry Winchester Il problema non sono le acca, ma i modi. Il noto autore ha sbagliato. Avrebbe potuto chiedere scusa e ha perso una occasione di comportarsi da persona adulta. Francesco Fortunato ho sbagliato. Henry Winchester È stato arrogante. Che pena per un personaggio pubblico! Che figuraccia! Henry Winchester Francesco Fortunato sei stato un vero signore a non citare il nome di questo autore e la sua testata. Giacomo De Pietro Boh, io non capisco: se le critiche di Manfredi fossero state a vuoto, perché il post incriminato è stato rimosso? Maurizio D. La Notte la cosa inquietante non è tanto il fatto della mancanza delle h ma il fatto che un personaggio pubblico che comunque guadagna grazie ai lettori che seguono le sue serie si comporti in questa maniera infantile con toni del genere credo che certi autori dovrebbero tirarsela di meno. Francesco Fortunato Henry Winchester Grazie! Henry Winchester Questo è autolesionismo allo stato puro.

Fatemi capire: già i fumetti si vendono poco e questi insultano i lettori su FB? Henry Winchester Giacomo De Pietro ma si tratta di Manfredi, quello che scrive Adam Wild? Cosimo Nastasia Oddio...non so perché ma la frase di Winchester mi dà un flashback..il nome Prophet le dice nulla? Claudio Simoni No entro nel merito della discussione vi posso dire solo che...all'esame di maturita'...30 anni fa circa...il mio compagno di banco sbaglio ' ...tutte le h ...e le t con d...prese 4 allo scritto...cio' no gli ha impedito di diventar sindaco del suo paese !!!...con grossi meriti ...sicuro !!! Ilaria Micheletti "Spuntare come un fungo" non è un insulto. E in quanto alla grammatica, avrai anche sbagliato "in buona fede" ma sempre sbaglio è e dovresti solo ringraziare chi te lo fa notare. Dai, non è successo niente! Cosimo Nastasia Mi spiace essere sempre la voce fuori dal coro..noi abbiamo il dovere di parlare e scrivere bene nella lingua corrente in quanto detentori dell'eredità dei grandi del passato. Per quanto riguarda i suddetti "insulti" non avendo letto nulla a riguardo non mi esprimo. Ilaria Micheletti Che sei permaloso e impulsivo? Francesco Fortunato No. Non mi rileggo i post o articoli che scrivo! Ilaria Micheletti Male! Prenditi quei cinque minuti in più e rileggi, così posterai testi di qualità! Ho notato anch'io che vai di fretta... Per es. non fa in tempo a uscire un albo in edicola che fai già il sondaggio! Henry Winchester Ilaria Micheletti Francesco Fortunato sarà anche permaloso, ma dai... non mi starai venendo a dire che quello che ha fatto Manfredi e' giustificabile? Prendersi gioco degli altri per errori di ortografia e' una cosa bruttissima. Francesco Fortunato Henry Winchester se ero permaloso non frequesntavo la palestra di box. Francesco Fortunato Sono anche campione regionale! Cosimo Nastasia Non esattamente bruttissima. Forse, e dico forse, i metodi sono sbagliati. Ma, giuda ballerino, essere corretti aiuta a migliorare. Ilaria Micheletti E poi voglio dirti un'altra cosa Francesco: un'opera va distinta dal suo autore. Un blogger serio giudica un fumetto dal suo valore intrinseco, senza farsi influenzare dalla simpatia verso l'autore, che dipende da questioni soggettive. Altrimenti come potranno i tuoi lettori fidarsi di te? Pensaci! Dario Janese Avendo 20 anni di esperienza editoriale ed essendo un autore, so quanto diffuse siano arroganza e supponenza presso i colleghi, siano scrittori o sceneggiatori o artisti grafici. Di solito gli insulti e il sarcasmo prendono posto quando si sono finiti - o non si hanno mai avuti - gli argomenti logici. Il narcisismo dei creativi è un virus storico e difficile da estirpare, e tutti sono sempre disponibili a critica e ironia fino a che riguarda gli altri. Consiglio di farci meno caso possibile. Francesco Fortunato Io l' altro giorno avevo scritto una critica sulla SBE. Sono, ovviamente, stato criticato. Ieri è successa una cosa...ora la pubblico! Ilaria Micheletti Henry Winchester o Profeta che dir si voglia: con te non voglio parlare perché sei un troll anonimo e vuoi solo seminare zizzania. Mi sono rivolta a Francesco e basta. Henry Winchester Profeta? Ilaria Micheletti ma che vuoi? Sei venuta qui a fare anche tu la professorina? Cosimo Nastasia Allora non sono l'unico a pensarlo..il ritorno del Profeta. Stesso linguaggio, stessi argomenti, stesso tipo di account,..

Dario Janese Non è una bella piega, invito tutti a recedere per il bene del gruppo. Queste cose le ho viste succedere troppo spesso. Giacomo De Pietro Cmq, a chi me lo domandava, sì, l'autore "incriminato" è Manfredi. Ilaria Micheletti Francesco, io fossi in te cancellerei 'sto post e tornerei a postare di fumetti (rileggendo prima, eh?). Henry Winchester Ilaria Micheletti fai la professorina pure tu? Giacomo De Pietro E anch'io voto per il ritorno del Profeta. Henry Winchester Ok, mi spiegate chi è prophet? Francesco Fortunato Henry Winchester, Ilaria ha voluto solo dire "con le critiche di prima, e3h?" Maurizio D. La Notte io mi chiedo perchè eliminare un post dove si fa notare la maleducazione di un autore che in teoria campa pure grazie a noi o comunque chi di noi compra le sue opere? Marcello Caneglias Come non sapere chi è il mitico John Prophet? oppure Nick Prophet? oppure Nick Leggeri? oppure... boh non me lo ricordo quanti diavolo di nick ha usato? Giacomo De Pietro Considerato che si è iscritto a Facebook 3 giorni fa, l'ipotesi che sia il Profeta prende forza. Marcello Caneglias Maurizio D. La Notte perchè se è vero che l'autore poteva signorilmente andare oltre senza innescare questo putiferio è altrettanto vero che Francesco un pò se l'è cercata, peccando di un pizzico di superificialità nel proporre le sue opinioni. Da questa vicende son sicuro che trarrà qualche insegnamento, soprattutto l'indicazione che quando ci si vuole esporre nella piazza di internet /facebook ecc. bisogna un attimino essere più accorti. Quindi direi, reset polemiche e si riparte parlando del bel fumetto. Ilaria Micheletti Ragazzi ma come fate a vivere se ve la prendete per un appunto scherzoso su un'h? Siete giovani, un po' più di leggerezza, dai. Mi sembra assurda 'sta discussione. Aforadesajanna Sardinia Io onde evitare questo tipo di cose preferisco ignorare completamente e senza alcuna vergogna ideatori, creatori, soggettisti, sceneggiatori, editori, disegnatori ecc ecc....compro il fumetto, se mi piace buono e lo commento in maniera positiva, se non mi piace lo commento nagativamente..del consenso dei suddetti me ne sbatto allegramente!!! Simona Caporali Francesco Fortunato vorrei dirti la mia opinione. Hai presente il film "Viaggi di nozze" di Verdone? a un certo punto la moglie punk mangia il pranzo con in bocca la gomma, e alla domanda "Ao, ma come fai a magnà con la goma?" lei risponde " Embè? A' SO' DISTINGUE..". Ecco: la gente non sa più distinguere: se la pensi come me sull'energia nucleare, pure se cucini merda fritta sei un ottimo cuoco, del resto se mi stai sul culo pure se dipingi Guernica è tutto una merda quello che esce dal tuo pennello. CHE SENSO HA? Credo che il giudizio su un fumetto non possa cambiare perchè improvvisamente l'autore ti ha fatto incazzare. Il fumetto ha una vita sua, una sua dignità. A me Recchioni sta antipatico per tante cose che ha scritto, ma come autore secondo me è bravissimo e la sua roba mi piace da morire. Mai mi permetterei di perdermi le sue storie, solo perchè è simpatico come la febbre gialla e si permette di insultare i suoi lettori su fb. Perchè dovrei farlo?

Per fargli dispetto? Ma dietro le sue storie ci sono altre persone, c'è un team E IL PRODOTTO FUNZIONA. La tua uscita mi sembra molto di pancia e un po' ingenua, se permetti. Poi, ok, Manfredi poteva risparmiarselo, concordo con te che poteva evitare di insultare i suoi lettori, ma i personaggi pubblici non sono semidei, possono sbagliare e avere delle cadute di stile. Comunque prenditi l'abitudine di rileggere quello che butti on line perchè anche quello che scrivi tu ha una dignità e merita che tu te ne occupi un po' più seriamente, visto che ci tieni. Consiglio da una che scrive per mestiere: lascia che il tuo articolo "decanti" 24 ore prima di pubblicarlo. Rileggendolo scoprirai cosa non gira bene e potrai anche correggere gli errori di ortografia (sempre presenti alla prima stesura). Ne uscirà uno scritto nettamente migliore. Aforadesajanna Sardinia Non è che se l'autore mi scrive che le sono simpatico il suo fumetto per magia inizia a piacermi. Adriano Bacucco per me tutte e due le parti sono permalosucce , e alcuni spesso arroganti pensando di essere superiori,preferisco certa gente che legge commenti sulle sue opere ma ci passa sopra,non per menefreghismoma perchè nella vita non puoi piacere a tutti .Ad esempio non ho mai visto una Barbato ,spesso criticata malamente rispondere a qualsiasi critica.Detto questo non voglio imporre il silenzio a nessuno ma a volte si fa piu bella figura. Dario Janese "Una candela di notte fa più luce delle stelle." L'America è lontana/ dall'altra parte della Luna, /e i nostri Grandi Autori /son mediocri se hai fortuna. Abbiamo visto - ho visto, perchè ho lavorato con la prima generazione esportata dei Castellini,Rinaldi,Bastianoni,Raffaele etc - molti validi artisti affermarsi nel contesto più importante del fumetto mondiale: ma ad oggi, in 20 anni invece non ho ancora visto 1 solo sceneggiatore fare lo stesso. Perchè? forse perchè aldilà della supponenza i temi,i moduli e i percorsi narrativi sono datati,risaputi,manierati,privi di interesse per il Grande Pubblico. Forse. Perchè. Si risenta chi crede, i fatti sono questi. La nostra è una provincia della scrittura, che non ha ancora espresso un solo Gaiman, un solo Moore, un solo Smith, un solo Talbot. Solo Trote in un Piccolo Stagno. Aforadesajanna Sardinia quindi da parte mia suggerisco a Francesco Fortunato, se il fumetto del tizio in questione gli piace di continuare a leggerlo...e a fregarsene del suo consenso-.dissenso. Marcello Caneglias Quindi in Italia ci sono comunque degli ottimi sceneggiatori. Che non abbiano sfondato all'estero non significa proprio nulla. Poi avranno pure come tutti prodotto storie eccellenti ed altre così così. Dario Janese Forse è la fortuna di aver conosciuto l'immenso Pratt : "senza umiltà puoi credere di aver girato il mondo, ma non ti sei mai mosso da te stesso" (tradotto dal venexiano). Forse è aver lavorato in un contesto smisurato come l'America, dove ogni volta devi dimostrare tutto daccapo. Ma queste microrealtà ... i club e le sette narrative, le scuolette Holden, gli allevamenti a terra Bonelli, i Premi Calvino ...mi mettono tanta malinconia. Non è un Paese per il merito, mai stato. Mi ritiro a leggere Moebius. Buon weekend a tutti. Guido Cavalcanti Anche qual è non andrebbe apostrofato caro Francesco, però a me la cosa importa fino a un certo punto. Sembri una persona che si impegna in quel che crede e a me basta, poi non entro nel merito nella polemica con Manfredi. Francesco Fortunato Mi ha chiesto scusa nella chat! Aforadesajanna Sardinia Bene. Henry Winchester Bravo. Ottimo gesto da parte di Manfredi. Prova di maturità rispetto a illustri suoi colleghi che invece si divertono a insultare i lettori.

2 commenti:

  1. "Don Camillo, l'azione più misera che possa fare un uomo è quella di aggrapparsi agli errori di grammatica e sintassi dell'avversario", aveva detto il Cristo Crocifisso di Guareschi. Questa frase riassume bene la squallida stupidità di chi si è comportato in questo modo. Sembra che poi Manfredi si sia scusato, ho letto verso la fine dell'articolo, e se è vero questo è un bene, ma tutti gli altri?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro, Joe7 è avvenuto un fatto molto squallido. Come tu stesso hai sottolineato, perfino nel celebre film di Don Camillo, il Cristo diceva al prete di non prendersi gioco di chi ha commesso errori di grammatica. Manfredi si è scusato, ma lo ha fatto in chat privata con l'interlocutore, dopo averlo esposto al pubblico ludibrio con un post che è stato letto da migliaia di persone. Non è la prima volta che si verificano fenomeni così tristi relativamente a autori Bonelli. L'articolo che il Manfredi ha preso in giro con il suo post criticava la politica editoriale della Bonelli. Alla fine, quindi, si è trattato di un fatto strumentale. Un lettore si dice deluso dalle strategie di una casa editrice e uno dei suoi autori scrive un post indicandolo come bersaglio informatico contro il quale si sono scagliati tutti i suoi accoliti. Anche il noto curatore di Dylan Dog è solito essere protagonisti di questi tristi episodi. Sembra quasi che nella loro mania di autodistruzione vogliano portare con se anche la Bonelli. Ora aspettiamo le scuse di tutti quelli che, incitati da Manfredi, si sono presi gioco di questo ragazzo. Ma siamo sicuri che non arriveranno. In compenso, abbiamo riportato tutti gli interventi come testimonianza di un fenomeno triste. E dire che noi il sig. Manfredi lo abbiamo anche intervistato! Anche se il giudizio sulle opere non deve trasformarsi in un giudizio sulla persona, è pur vero che una persona infonde del suo in un'opera. E questo "suo" non ci piace e ne prendiamo le distanze. D'ora in avanti, il nostro giudizio cambierà in funzione di ciò. Di una cosa siamo, però, sicuri: se il grande Sergio Bonelli fosse ancora con noi, non avrebbe approvato e sicuramente avrebbe invitato questi signori a cambiare aria. La casa editrice può affermare che quando si verificano cose così spiacevoli, gli autori se ne assumono la responsabilità, ma come si può pensare che una cosa del genere non si ripercuota sulle vendite? Quello che è certo è che da domani tante persone non compreranno più Adam Wild. Dopo un fatto così grave è il minimo.

      Elimina

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.