venerdì 19 dicembre 2014

DYLAN DOG N. 339: LA MEGA-RECENSIONE! ANARCHIA NEL REGNO UNITO NEL NOME DEI SEX PISTOLS!

Questo numero 339 di Dylan Dog si può considerare come il peggiore dei tre finora usciti nell'ambito della Fase 2 del rilancio iniziata a settembre con il numero 337 dopo una campagna promozionale di proporzioni mai viste prima nella storia della casa editrice Bonelli. Un numero in cui si è avuta la netta conferma, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che quello che leggiamo non è più il personaggio ideato da Tiziano Sclavi nel 1986. Una distanza da quelle caratteristiche essenziali che lo rendono oggi qualcosa di completamente diverso. Impressione più che registrata da una moltitudine di lettori delusi, che tornati a comprare l'Indagatore dell'Incubo, tra un misto di curiosità e preoccupazione con il numero 337, dopo la lettura di questo numero lo hanno abbandonato di nuovo. In verità, questo sviluppo era stato annunciato dagli autori. Tanti i cambiamenti attuati che hanno lentamente fatto piazza pulita degli elementi che rendevano Dylan Dog il personaggio noto a molti. Una ripulitura che ha lasciato al suo posto un guscio vuoto che comincia ad essere riempito di nuovi elementi che in questo numero 339 si sono visti e che non promettono bene. Come vedremo meglio nel prosieguo di questo articolo di recensione completa, Dylan Dog inizia a porsi come un personaggio anarchico, contro il sistema, contro la società e la sua morale, contro le leggi e le Istituzioni, contro la religione. Un personaggio distruttivo e di rottura espressione della visione distorta di una ideologia, quella comunista, che tanto male ha fatto alla storia dell'umanità e continua a farne. Oggi Dylan Dog parla un linguaggio che non piace ai lettori e non è un caso se la reazione di alcuni è stata drastica. La domanda che si sono posti tutti è stata: ma chi è questo? Si chiama Dylan Dog, ma non è lui. Il Dylan Dogofilo, uno dei più noti videorecensori di Youtube dell'Indagatore dell'Incubo, in un video postato pochi giorni fa ha fatto capire cosa vale per lui Dylan Dog oggi. Ha preso i tre numeri del rilancio e li ha gettati nella pattumiera. E come lui molti hanno compiuto lo stesso gesto, anche se non lo hanno proposto teatralmente sul web. A questo vanno aggiunti i messaggi piuttosto strani delle pagine e delle cover.
 

Cominciamo questa recensione dall'inizio e in particolare dalla copertina. Di essa ci siamo occupati in alcuni articoli critici, in cui abbiamo evidenziati i misteriosi messaggi che da essa promanavano. Senza tornare sull'argomento, ci limitiamo a citare in questa sede i punti salienti. Nel complesso si nota un certo accanimento contro il Regno Unito di Gran Bretagna e Londra in particolare, dove ha sede il governo della Regina. Gli articoli sull'argomento sono stati pubblicati qui e qui. Il perché di tanto accanimento contro lo stato britannico non è chiaro, ma nella cover del numero 339 spiccano su tutti i tre incendi che si elevano dalle due torri del Tower Bridge, che insieme con la Torre di Renzo Piano (il cui disegno è simile all'edificio sede dell'UE, che a sua volta richiama il disegno classico della biblica Torre di Babele) forma tre punte che richiamano la scena della crocefissione. Le colonne di fumo sono dirette a sinistra, come sinistra è la mano di Dylan Dog che squarcia la bandiera inglese quasi a disvelare chissà quale misterioso segreto. La forma dello squarcio è quella del Regno di Inghilterra, che insieme al Regno di Scozia, al principato del Galles e all'Irlanda del Nord forma il Regno Unito di Gran Bretagna. Questa copertina costituisce un autentico mistero, i cui particolari forse sono sconosciuti allo stesso disegnatore, che è Angelo Stano. Dylan Dog è terrorizzato da qualcosa che arriva da sotto di lui. Un grido di allarme si disegna sulla sua bocca. Se si presta bene attenzione, sull'orecchio destro di Dylan Dog è possibile vedere un piccolo numero 5! Il titolo della storia è Anarchia nel Regno Unito. In realtà, il titolo doveva essere Anarchia in Inghilterra, come si evince dalla anticipazione sul sito della Bonelli. L'Inghilterra, come abbiamo detto, è solo uno dei quattro Stati che compongono lo United Kingdom. Riteniamo che il titolo sia stato poi cambiato per essere più fedele al titolo della nota canzone satanica che ha ispirato questa storia. Anarchy in the UK era il titolo della nota canzone del gruppo satanico dei Sex Pistols del 1977. Sid Vicious, che di quel gruppo insieme a Johnny Rotten era l'anima nera, urlava dai palchi le parole di questa canzone, che fanno rabbrividire: l'artista si dichiarava l'Anticristo e anelava distruzione e caos. La canzone ha un buon ritmo ed è piacevole da ascoltare solo per chi non conosce l'inglese e adora la musica rock. I Sex Pistols si sono poi autodistrutti consumati da quegli stessi poteri che li hanno utilizzati ad uso e consumo per la veicolazione di messaggi inquietanti. Sid Vicious venne trovato senza vita il 2 febbraio 1979 dopo avere assunto una dose mortale di eroina. Aveva appena 21 anni! Pochi mesi prima la stessa sorte era toccata alla sua amata fidanzata Nancy Spungen in circostanze mai del tutto chiarite. Sid Vicious era la pseudonimo di John Simon Ritchie nato a Londra il 10 maggio 1957. Il nome Sid Vicious, che in italiano significa Sid il Malvagio, gli era stato messo da John Lydon poi noto come Johnny Rotten. Più che anelare la distruzione dello Stato Britannico, alla fine sono stati i Pistols a rimanere distrutti. A questo punto, verrebbe da chiedersi cosa c'entra questo con Dylan Dog. Non è difficile rispondere, sostenendo la tesi che il vero protagonista della storia ospitata nel numero 339 della collana inedita non sia l'Indagatore dell'Incubo ma il cattivo di turno, un folle anarchico di nome John Malloy, probabilmente ideato sulla falsariga dello stesso John Simon Ritchie alias Sid Vicious! Lo strumento utilizzato da quest'ultimo, come vedremo meglio nel prosieguo di questo articolo, è una canzone le cui note e parole fomentano la rabbia e incitano alla rivolta i cittadini inglesi contro il governo della Regina Elisabetta II. Proprio come auspicavano i veri Sex Pistols con la loro Anarchy in the UK! Dylan Dog contro Sid Vicious! E in effetti tutta la storia ruota intorno a questo concetto, in cui Dylan Dog, che deve vedersela con il nuovo ispettore Carpenter e la sua assistente Rania, è semplice spettatore. Ne parleremo a tempo debito. Per ora ci concentriamo sui redazionali, che come quelli del numero 338 e del numero 337 sono infarciti di continui riferimenti a libri e film di diverso genere. In questo caso, però, si nota un elemento nuovo: la strumentalità di questi riferimenti ad un messaggio violento di ribellione. Nel pezzo Non so cosa voglio ma so come ottenerlo si fa una descrizione degli anni settanta del secolo scorso. Si cita la cultura hippie, che non può essere considerata edificante per il messaggio distruttivo da essa promanante.

La cultura hippie era in origine un movimento giovanile che ha avuto inizio negli Stati Uniti nel corso degli anni sessanta e si è diffuso in tutto il mondo. La parola «hippie» deriva da hipster ed era stato inizialmente utilizzato per descrivere i beatnik che si erano trasferiti nel distretto di Haight-Ashbury di San Francisco. Queste persone avevano ereditato i valori sottoculturali della Beat Generation, creando una controcultura con proprie comunità che ascoltavano rock psichedelico, abbracciavano la rivoluzione sessuale e l'uso di stupefacenti come gli allucinogeni e la cannabis, al fine di esplorare e allargare lo stato di coscienza. Musica rock ad alto volume, consumo di droga e sesso sfrenato. Non certo il tipo di persone gentili con cui si potrebbe prendere volentieri un caffè o parlare di politica senza rischiare la propria incolumità fisica. Secondo le teorie del complotto il movimento hippie sarebbe stato incentivato da potenti organizzazioni interessate a minare le basi della società con messaggi di disordine e caos, sfruttando la diffusione delle droghe e la musica rock in chiave satanica. Nello stesso articolo si citano le bombe al napalm sganciate dall'esercito Usa sul territorio del Vietnam. In realtà, l'uso di tali armi fu reso necessario per snidare i ribelli comunisti, i vietcong, che si nascondevano nella foresta, costituendo un continuo pericolo per le forze americane impegnate nella zona per respingere le truppe del generale Giap spalleggiate dai comunisti dell'Unione Sovietica. Si cita ancora l'assassino di Sharon Marie Tate del 9 agosto 1969 ad opera dei seguaci di Charles Manson, un noto criminale americano. La Tate all'ottavo mese di gravidanza era nota non solo come attrice lanciatissima a Hollywood ma anche per essere la moglie di Roman Polanski. Tutti riferimenti di morte, ribellione e distruzione e ancora una volta ci chiediamo cosa c'entri tutto questo con Dylan Dog. L'autore dell'articolo aggiunge: Il mondo è un posto sporco, brutale e privo di speranza. Non c'è nessun futuro che ci aspetta e tutto quello che possiamo fare è urlare la nostra rabbia e rompere tutto. Che senso ha scrivere cose così terribili nei redazionali di un fumetto per ragazzi come Dylan Dog? Come può un ragazzino non restare perturbato dopo avere letto cose del genere? E soprattutto perché veicolare un messaggio così pessimistico quando, in realtà, si tratta solo una fantasia di coloro che non amano l'ordine, i valori della famiglia e della Cristianità. Questi sono i valori da diffondere e non le supreme e pericolose sciocchezze delle canzoni rock. Il mondo, dunque, non è un posto sporco ma può essere reso sporco dalle persone che non credono nella legge, nell'ordine e nella Chiesa. Il mondo non è un posto brutale e privo di speranza. Il futuro c'è e può essere radioso per chi ha fede. Tutto quello che possiamo fare è essere rispettosi delle leggi, proseguire nel cammino di Cristo e pregare. Urlare e rompere tutto lo fanno i pazzi e quelli che sono il prodotto di una cultura negativa che la sinistra vorrebbe porre come unica alternativa nella vita sociale. Si cita ancora il film di John Carpenter (che ha forse ispirato il nome del nuovo ispettore che ha preso il posto dell'ispettore Bloch?) del 1976 Distretto 13 considerato come una pellicola seminale! Non scherziamo: seminale di cosa? Violenza e distruzione? Una continua esaltazione alla sedizione che si legge in questi redazionali e che non può non farci porre domande. E' la fine dell'illusione. E' la fine del punk. Perché davvero si credeva che bastasse una sola canzone per fomentare la rivolta contro il Regno Unito? Come sopra, gli unici a restare distrutti dalla loro follia e vita sregolata sono stati solo i Sex Pistols, non certo la gente normale, rispettosa delle leggi, che aborra la violenza strumentale alla distruzione del sostrato sociale. Più che editoriali sembrano, pertanto, un messaggio minaccioso rivolto verso le Istituzioni e la società, quasi che questa debba accettare un cambiamento pena la violenza e l'anarchia. Nel pezzo Il vostro sogno per il futuro è una lista per la spesa questi elementi sono ulteriormente precisati. L'articolo è un continuo inveire contro la società moderna e in particolare contro i simboli che la propaganda comunista indica dei bersagli. Per l'autore del pezzo la società è come un nemico che sfrutta i cittadini, trasformandoli in consumatori. E qui la domanda: cosa c'è di male ad essere dei consumatori? La borghesia è un altro nemico da abbattere e si ammoniscono gli operai, incapaci di reagire! Stiamo scherzando? Reagire a cosa? E contro chi? Siamo ancora agli anni del muro contro muro, borghesia contro proletariato? E questo sarebbe contenuto in un articolo pubblicato su un fumetto uscito nel novembre 2014! Nel mondo reali certi deliri non hanno riscontro. La società è un meccanismo imperfetto ma quello che le persone desiderano è solo pace, prosperità e lavoro. Non certo violenza, ribellione e caos. A chi canta o omaggia canzoni sataniche come Anarchy in the UK c'è solo da opporre un muro di orgogliosa indifferenza. E ancora c'è da chiedersi cosa abbia a che fare tutto questo con il povero Dylan Dog!

Il pezzo successivo ha per titolo le prime parole della succitata canzone satanica, Io sono l'Anticristo, io sono l'Anarchico! Evidentemente, Sid Vicious parla di se stesso e rapportato al fumetto il parallelo è con il cattivo di turno John Malloy. L'autore si meraviglia che il mondo è ancora qui. La società costituita è rimasta e continua a perpetrare tutte le sue ingiustizie e le sue iniquità! Si continua con la solfa che la società per come oggi è costituita sarebbe una sorta di mostro da distruggere con una rivolta operaia! Un demone che noi stessi costruiamo ogni giorno partecipando al gioco al massacro della vita e che continua a ingrassarsi e a divenire sempre più avido, triturando sogni, vite e speranze! Non se ne può più e ancora ci domandiamo cosa hanno a che vedere questi sfoghi con il fumetto di Dylan Dog, che sarà pure di sinistra, anche se tutti gli autori, da Tiziano Sclavi in poi, non hanno avuto difficoltà a scrivere libri per la Mondadori, che è di proprietà di Silvio Berlusconi e si sa che Berlusconi è considerato il nemico storico della sinistra italiana degli ultimi trent'anni. E allora come si fa a scagliarsi contro la società capitalistica, considerata come un mostro che continua a ingrassarsi con le sofferenze della gente e poi si accettano pagamenti da uno dei suoi massimi esponenti, cioè Silvio Berlusconi, il primo imprenditore italiano?! Viene da pensare che chi scrive queste cose non è sincero oppure magari è comodo scrivere cose di questo tipo su Facebook o in qualche editoriale di un fumetto, ma poi non si hanno problemi a lavorare con soggetti che sono considerati dei mostri affamatori. Tutti devono lavorare in una società come questa, anche chi questa società non la sopporta, ma deve adeguarsi per continuare la sua futile lotta. La soluzione è a portata di mano: e allora ben venga Dylan Dog, che il mondo cerca di cambiarlo un mondo alla volta. Viene confermato che Dylan Dog funge da strumento per veicolare messaggi anticapitalistici e anticattolici, come avevamo pensato, ma poi scopriamo che l'azienda che distribuisce il fumetto nelle edicole è la Press-Di con sede a Segrate (MI) in via Mondadori n. 1 e indovinate di chi è proprietaria l'azienda? Si, è parte del gruppo Mondadori e quindi è di proprietà della famiglia di Berlusconi. Un fumetto può ancora essere ritenuto di sinistra se viene distribuito da una azienda di proprietà di un nemico della sinistra? All'argomento abbiamo dedicato questo articolo e l'idea che ci siamo fatti è che Dylan Dog sarà anche un fumetto di sinistra, ma che in questo momento arricchisce aziende che fanno capo alla destra. Una circostanza che ne diminuisce la valenza quale strumento di veicolazione di messaggi comunisti. L'ultimo pezzo degli editoriali è il solito riferimento a film e opere famose, sulle quali stendiamo un velo di pregiata indifferenza. E' del tutto inutile fare le citazioni delle citazioni! Passiamo, quindi, ad esaminare la storia e i protagonisti, soprattutto quelli nuovi, come il citato ispettore Carpenter e la sua assistente Rania. La prima vignetta è già un grosso problema. Si vede Dylan Dog a letto con una donna nuda. Dylan Dog non è sposato e consuma rapporti sessuali con donne a loro volta non sposate. E questo è il primo messaggio anticristiano veicolato da questo numero. Un messaggio preoccupante per i motivi di emulazione che potrebbe scatenare. Da un punto di vista grafico, ci chiediamo se era necessario mostrare i glutei della ragazza in primo piano! Un fumetto per ragazzi non dovrebbe contenere immagini di nudo. Bussano alla porta. Prima di mostrarci chi è, Groucho pronuncia una delle sue battute più scontate di sempre. E' Tyron Carpenter, il nuovo ispettore capo di Scotland Yard e al suo fianco l'assistente Rania Rakim! Ecco presentati i nuovi protagonisti delle storie future! E prima di continuare con la narrazione della storia si impone qualche parola su di essi. Cominciamo con Carpenter. E' un duro, il classico duro di tanti action-movie americani. Di buon cuore, ma rigido e dai modi spicci. La legge è legge e Carpenter è il duro che fa per voi se siete amanti del genere. La domanda nasce spontanea: ma Carpenter è inglese? Non ci riferiamo al colore della pelle. La Gran Bretagna è composta da molte popolazioni indigene, ma ai modi che non sono quelli del perfetto inglese. Un personaggio tratto da un action-movie americano non ha alcuna collocazione convincente in un fumetto di un personaggio inglese. E qui torna il problema delle citazioni e della mancanza di originalità. Con tutti i suoi difetti, l'ispettore Bloch era divenuto un personaggio originale, questo Carpenter, invece, è poco più di una macchietta e nulla più.

Non ha niente di originale. E' uno stereotipo. Stesso discorso per la sua assistente Rania Rakim. Chi è mai costei? Naturalmente, non è di origine inglese ma è chiaramente musulmana, come si evince non solo dal nome, ma anche dal velo che porta intorno al volto. E qui si impone una domanda: perché non una poliziotta britannica. Non che ci sia qualcosa di male in questo, ma traspare, a nostro modo di vedere, il tentativo di imporre l'immagine di una società multietnica poco collimante con la realtà del Regno Unito di Gran Bretagna, vero bersaglio di questo fumetto. Cosa cercano i due agenti? Nella terza vignetta di pagina 9 il mitico galeone cade a terra in pezzi. Che felicità! A pagina 10 viene svelata la citazione di tutta la scena. Carpenter chiama Dylan Dog Ghostbuster! Chiaro il riferimento alla scena della perquisizione della polizia presso la sede degli Acchiappafantasmi del mitico film del 1984! I poliziotti cercano il vecchio distintivo di Dylan Dog, che questi non ha mai restituito e viene logico chiedersi: tutta quella messa in scena condita da irruzione delle forze speciali per un vecchio distintivo? Mentre Dylan Dog cerca spiegazioni, Carpenter continua a citare battute di vecchi film d'azione americani. E qui molti osservatori hanno storto il naso. Un minimo di caratterizzazione originale per il nuovo ispettore di Scotland Yard era più che mai doverosa. Invece, è stata scelta la strada più semplice: il copia/incolla di vecchie frasi prese da sceneggiature di action-movie di successo. Carpenter è uno stereotipo e del tipo più facilmente comprensibile ai lettori di Dylan Dog, che non hanno molte velleità culturali. Inoltre, Carpenter somiglia troppo all'attore nero Lionel L. Jackson. Dylan Dog viene condotto alla centrale di polizia quando arriva John Malloy, leader del movimento di estrema sinistra noto come New Slaves Riot, cioè Nuovi Schiavi in Rivolta. Il concetto di rivoluzione torna di continuo in questo fumetto. In realtà, Malloy, che poi è la trasposizione del protagonista della canzone di Sid Vicious, l'Anticristo, è solo un volgare delinquente. Nulla di romantico si può vedere in lui. Chi crea disordine è un problema delle Istituzioni. Anche Dylan Dog parla per frasi fatte, come si può notare nello scambio di battute con Rania. A pagina 20 arriva la lezioncina antirazziale. Il sergente Miller chiama beduina l'assistente Rania e Carpenter, che è pure di colore, si arrabbia. Questo è l'unico momento interessante dell'albo. Il razzismo è un grosso problema e siamo d'accordo, ma cosa c'entra con questa storia? A pagina 26 Carpenter redarguisce Miller e fa bene. La situazione precipita. Malloy canticchia una canzoncina, le cui note hanno il potere di instillare rabbia e violenza nella popolazione. La canzoncina è ispirata a quella dei Sex Pistols che ha dato il titolo alla storia, Anarchy in the UK. Nella fantasiosa storia di Dylan Dog di oggi ha il potere di creare quella rivoluzione rossa tanto ambita da Vicious e dai suoi superiori. A pagina 29 Dylan Dog dice a Malloy di avere già sentito la filastrocca. E' un inno di protesta dei lavoratori, vero? E poi traspare la sua anima comunista: senti, condivido in pieno i motivi della vostra protesta. Quindi, Dylan Dog condivide i motivi della protesta dei lavoratori londinesi! La situazione precipita. I rivoltosi si sono accalcati intorno alla stazione di polizia e minacciano di invadere i locali. Carpenter organizza la difesa. Intanto, tra una vignetta e l'altra, vengono mostrati simboli che richiamano il numero 3, come pagina 42, ultima vignetta. Carpenter pensa di chiamare la City of London e qui si rende opportuno qualche chiarimento. La City of London è un corpo di polizia scelto, indipendente dalle restanti forze dell'ordine. Presidia la City, che è il quartiere degli affari più importanti. Secondo alcune teorie complottistiche, questo corpo scelto opererebbe fuori di ogni vincolo a tutela esclusiva dei potenti poteri occulti che operano all'interno del quartiere finanziario. Poi stranamente Carpenter ci rinuncia e decide di avvisare il primo ministro affinché mandi l'esercito. A pagina 45 Carpenter compie la sua ennesima americanata. A uno sbalordito Dylan Dog consegna una pistola: tu eri un poliziotto, un milione di anni fa. Dimostra di valere ancora qualcosa. Se i dialoghi non fossero stati così forzatamente citazionisti, la lettura sarebbe stata più piacevole. E' lo stesso Dylan che nella vignetta successiva lo ricorda a Carpenter: Sul serio, dovresti fare qualcosa per la qualità dei tuoi dialoghi. Forse si tratta di autoironia malcelata.

A pagina 46 emerge una delle novità più divertenti annunciate dalla nuova supervisione in questi mesi: Dylan Dog chiede di usare internet! Non che ci sia niente di innovativo, ma Dylan si comporta come se internet fosse stato inventato il giorno prima. Infatti, a pagina 47 ammette di non avere nemmeno una casella di posta elettronica. A pagina 48 c'è ancora un accenno alla guerra dei poveri contro i ricchi. A pagina 51 c'è Dylan Dog che fa delle ricerche su Google! Nessuno l'avrebbe mai immaginato fino a pochi mesi fa, ma che bisogno c'era di rappresentare la scena come se il protagonista ignorasse che internet è in uso da almeno 25 anni? A pagina 54 viene spiegato che la canzone cantata da Malloy si riferisce a Andrew Keed, un leader dei lavoratori che nel 1854 aveva dato vita ad una manifestazione di operai contro il governo inglese. Keed era scomparso misteriosamente, ma uno dei suoi aguzzini aveva confessato in punto di morte che il corpo era stato sepolto in una vecchia fabbrica di pellami. Dylan capisce che è in quella direzione che deve andare per risolvere il problema. Si libera facilmente della custodia del sergente Miller e sguscia fuori dalla stazione di polizia, impadronendosi di un auto di pattuglia. A pagina 72 commette quello che può essere considerato il primo omicidio della Fase 2 del rilancio. Uno dei rivoltosi rossi cerca di colpirlo con un'arma automatica e lui lo investe in pieno. Riesce a stento a farsi strada in mezzo alle strade preda della violenza dei rossi e poco dopo arriva alla vecchia fabbrica di Harpers dove lo attende la soluzione del mistero. Qui dietro un muro con un segno che sembra un numero 17 rovesciato, Dylan trova il corpo di Keed 158 anni dopo la sua eliminazione. A pagina 83 Dylan Dog fa un'altra dichiarazione di condivisione degli ideali del leader dei lavoratori inglesi, anche se poi ammette nella seconda vignetta che la violenza non porterà a nulla. Senza pistola è difficile tenere a bada dei pazzi inferociti. Solo il provvidenziale intervento di Rania a pagina 85 lo tira fuori dagli impicci. A questo punto la narrazione si fa nebulosa. Lo sceneggiatore non spiega perché il corpo di Keed sia fonte della follia né la relazione con la canzone di Malloy/Vicious, però Dylan e Rania capiscono che devono distruggere ciò che rimane dei resti di Keed prima che sia troppo tardi. Non appena la fabbrica esplode la follia finisce così come era iniziata. Rania conduce Dylan Dog ammanettato in centrale e il giorno dopo, mentre Carpenter spiega alla stampa cosa è accaduto la sera prima, si rivede il vecchio Bloch! E' lui a pagare la cauzione che permette all'Indagatore dell'Incubo di uscire di prigione. E' sempre Bloch che nella terza vignetta di pagina 98 afferma che l'Inghilterra è stata costruita sul sangue degli oppressi. In realtà, si tratta di un evidente falso storico. L'Inghilterra è stato il primo Paese europeo a dotarsi di una carta costituzionale, la famosa Magna Charta nel 1215 e si è sempre posto come uno degli Stati più avanzati quando gli altri erano in pieno medioevo. Dunque, l'affermazione di Bloch sarà anche funzionale alla storia, ma non è esatta. Nell'ultima vignetta viene citata una frase minacciosa di Nelson Mandela del 1995, secondo cui quando a un uomo viene negato il diritto di vivere la vita in cui crede, questi non ha altra scelta che diventare un fuorilegge. La storia si conclude così come è cominciata: con un inno alla violenza e alla ribellione contro le Istituzione Democratiche. Ogni espressione e scena della storia è stata piegata per raggiungere questo fine. A differenza di quanto pensava Mandela, non esiste il diritto di infrangere la legge. Mandela avrà potuto dichiarare ciò perché viveva in una condizione particolare, ma nel mondo moderno quelle parole sono una sfida all'autorità dello Stato. Nel complesso una storia molto deludente sotto ogni profilo e senza dubbio la peggiore di quelle della Fase 2 del rilancio. Non possiamo dare torto al Dylandogofilo, che ha gettato nella pattumiera i numeri 337-338-339 nel video che ha fatto tanto discutere il popolo della rete. Se non si fosse trattata di una storia di Dylan Dog, ma di un comune fumetto americano della Marvel non avremmo avuto difficoltà a ritenere questo episodio accettabile. Ma trattandosi di una storia di Dylan Dog finalizzata al rilancio del personaggio non possiamo che essere di opinione contraria. La storia, come quella che l'hanno preceduta, è un continuo riferimento a citazioni di film famosi. Tyron Carpenter è un omaggio a John Carpenter, regista del seminale film del 1976 Distretto Tredici. Del titolo abbiamo già detto. Se si voleva costruire una storia ispirata ad una canzone satanica c'erano mille modi per renderla migliore. Come per le altre storie, Dylan è più uno spettatore, mentre il vero protagonista di questo episodio è il duro Carpenter, in verità, secondo noi, poco a suo agio.

La storia è molto banale e colma di momenti irrealistici. Dylan viene arrestato per non avere restituito il tesserino di poliziotto, cosa che nella realtà non potrebbe mai avvenire. C'erano molti modi più di impatto per far conoscere i due protagonisti della storia. Gli autori hanno puntato su due soggetti appartenenti alle minoranze. Carpenter è nero e sembra provenire direttamente da New York, mentre Rania è araba. La sceneggiatura è molto veloce e funzionale ad una lettura rapida. L'idea di base della storia è essenziale e tratta dalla canzone Anarchy in the UK dei Sex Pistols del 1977. Il protagonista della canzone è un soggetto che decanta la violenza e spinge gli altri a ribellarsi contro il governo inglese. Sullo sfondo l'epopea triste di un leader di lavoratori del diciannovesimo secolo trucidato da degli aguzzi dei padroni. Il messaggio che traspare dalla storia è evidente: la società così come è stata costruita non funziona e va rovesciata. Il mezzo per ottenere questo risultato è la rivoluzione. Questo cantavano i Pistols verso la fine degli anni settanta e trovarlo ancora attuale è anacronistico per i progressi compiuti rispetto a quel periodo. Logico attendersi una reazione molto negativa dai lettori tradizionali di Dylan Dog, che in questa avventura non avranno trovato nulla del loro personaggio preferito. Dylan Dog è stato smantellato pezzo per pezzo secondo l'architrave costruita da Sclavi e il risultato è una pagina bianca sulla quale gli autori hanno cominciato appena a scrivere. Una lettura veloce e destinata alle classi più svantaggiate, da un punto di vista culturale, dei lettori, che ormai costituiscono la maggioranza dei fan della collana. I valori anticristiani si notano pesantemente anche in questa avventura. Il messaggio cattolico è l'esatto contrario dell'idea di rivolta insita in queste pagine. I disegni non colpiscono particolarmente e sembrano rispecchiare l'idea decadente della storia in se. Ci aspettavamo di più da questo numero 339, ma l'idea che ci siamo fatti è che, invece di andare avanti, siano stati compiuti giganteschi passi indietro. Resta confermata la tesi, secondo noi, che la strada scelta sia quella della provocazione continua. Questo numero sembra fatto apposta per far arrabbiare i vecchi fan e incuriosire i nuovi. In rete i giudizi sono stati molto negativi, come abbiamo riportato in alcuni nostri articoli. Il prossimo numero, che uscirà il 27 dicembre 2014 e vedrà Dylan Dog fare visita a Wickedford per andare a trovare l'ex-ispettore Bloch, dando l'idea di una continuity più forte tra gli episodi. Due sono gli aspetti che ci hanno colpito in negativo di questo fumetto. La negazione dei valori cristiani e il messaggio comunista che da esso traspare con nettezza. Per quanto riguarda il primo, non si tratta di una novità assoluta del fumetto di Dylan Dog dove viene spesso rappresentata la dimensione negativa del cristianesimo con demoni, streghe, fantasmi e quant'altro. E non è solo questo. Oltre alla negazione di tali valori, emerge una sorta di condanna verso di essi, come se fossero fallaci. La Fede è espressione di una dimensione soggettiva, ma questo non autorizza un fumetto ad attaccarla così ferocemente. Per quanto riguarda il secondo elemento negativo, non è una novità che in Dylan Dog si veicolino messaggi di estrema sinistra. La canzone di Sex Pistols che ha dato il titolo a questo episodio rientra nella categoria di quelle rappresentazioni fornite dalla musica rock in aperto contrasto con i valori di una società ordinata e civile. Poiché il fine del comunismo è l'instaurazione con la forza del regime dittatoriale del proletariato, non è una novità leggere in fumetti come Dylan Dog o magari anche Orfani, il chiaro messaggio rivolto al popolo di ribellarsi contro la società che lo opprimerebbe. In ciò il comunismo si differenzia dal socialismo che tende allo stesso fine ma con il libero convincimento delle menti. Queste considerazioni sono sconosciuti alle menti più deboli, che, preda della loro ignoranza, fungono da destinatari perfetti per questo tipo di messaggi distorti. Una delle armi tipiche del comunismo è quella di indurre nelle persone un senso di scontentezza, rappresentando le Istituzioni come elementi di vessazione e nei momenti di fortissima crisi economica l'impatto di questi messaggi è ancora più forte. Per l'insieme di questi motivi riteniamo la lettura sconsigliata. Gunnar Andersen.

7 commenti:

  1. In effetti, più che un fumetto, questo è "il Manifesto di Roberto Recchioni". Personaggi anonimi che rappresentano solo l'ideologia dell'autore, che rimpiange i "formidabili" anni '70 dove ci si divertiva a spaccare la testa a colpi di spranghe. Va bè, tutti i gusti son gusti: solo, mi sembra strano che la Bonelli accetti di pubblicare simili storie alla Carlo Marx-Brigate Rosse. Si vede che pensa che in questo modo si venda, ma mi sa che questi fumetti finiranno nello stesso posto dove li ha messi Dylandogofilo, e senza rimpianti.
    Certo, in passato la Bonelli ha fatto delle "storie-manifesto" degli autori, come lo "Sciopero" di Ken Parker o l'ultima storia di Mister No (un manifesto concentrato di ambientalismo e luogocomunismo dove il povero Mister No semplicemente non esiste). Ma è la prima volta che
    vedo la Bonelli fare una storia con una filosofia così estrema.
    Tra l'altro, pur essendo d'accordo con le vostre osservazioni, ci sono alcuni punti che vi vorrei far notare, come spunto di approfondimento:
    - la mano di Dylan Dog che strappa la bandiera sulla copertina è la destra. Perchè dite che è la sinistra? Forse perchè è diretta a sinistra?
    - è vero che Dylan Dog non veicola valori cristiani, visto il lato B della ragazza mostrato a pagina 1. Ma lo stesso si può dire di Dago, che fa vedere i lati A, B e C molto spesso. Per non parlare di Guido Crepax, che fa vedere tutto l'alfabeto. Bisognerebbe dire lo stesso anche per loro, no?

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  2. Ormai la Bonelli è in balia delle onde. Dopo la scomparsa del grande Sergio Bonelli il controllo è passato in mano ad altri se prima storie del genere non sarebbero mai state pubblicate. La deriva comunista che sta prendendo la collana è preoccupante perché non è così che si guadagnano nuovi lettori, ma si allontanano parecchi che erano stati attratti dal nome ma non lo conoscevano affatto. Ora sanno che dietro questo nome si cela un estremismo pericoloso, che inneggia al comunismo e alla rivoluzione e addirittura si permette di criticare le masse operaie perché non si sollevano! Il fine è la distruzione della borghesia e l'instaurazione di una dittatura di sinistra. Probabilmente, la Bonelli accetta tutto questo estremismo perché è in crisi e vuole vendere, ma, ribadiamo, non è così che si attirano nuovi lettori. Solo la lettura degli editoriali dovrebbe far spaventare tutti i moderati.
    Riguardo alla mano di Dylan Dog, come tu stesso hai osservato e come noi stessi abbiamo chiarito nel primo articolo che abbiamo dedicato all'argomento, è la destra, ma è rivolta a sinistra.
    Riguardo alle immagini sessuali, bisogna distinguere i contesti in cui si muovono i personaggi. Dylan Dog opera in un ambiente moderno e preda delle più basse manifestazioni dell'animo umano. Dago opera a metà del XVI secolo e allora certe passioni erano vissute con maggiore forza, più che oggi. La scelta è quella di Robin Wood di mostrare un personaggio preda delle emozioni umane, fra cui il sesso. In Dago, tuttavia, c'è una parvenza di nobiltà che attenua certe manifestazioni, ma questo non toglie che siano poco edificanti. Dago non è un santo ed è schiavo delle passioni umane.
    Il discorso di Crepax è molto diverso. Egli può essere assolto solo considerando come arte le sue opere a fumetti.

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  3. Perché avete cancellato il commento di chi vi faceva cordialmente notare che avevate sbagliato ad accumunare Anarchy in UK con Sid Vicius?

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    1. Sid Vicous è entrato nel gruppo dei Sex Pistols nel marzo 1977 al posto di Glen Matlock (cacciato per dissidi con gli altri membri della band e con Rotten in particolare). Anarchy in the UK è del novembre 1976. Noi abbiamo scritto: "Anarchy in the UK era il titolo della nota canzone del gruppo satanico dei Sex Pistols del 1977. Sid Vicious, che di quel gruppo insieme a Johnny Rotten era l'anima nera, urlava dai palchi le parole di questa canzone, che fanno rabbrividire". In molti concerti successivi Vicious ha cantato la canzone: https://www.youtube.com/watch?v=ICXdQR1VVhw In quest'altro video una versione recente di Anarchy in the UK con Rotten all'ennesima potenza: https://www.youtube.com/watch?v=BZrYGxDJ8s0 Il cantante ha sempre dichiarato che il suo più grande rammarico è stato quello di avere portato Vicious nei Sex Pistols e di non essere riuscito a separarlo da Nancy Spungen, prostituta ed eroinomane, che rovinò completamente il ragazzo, poi scomparso all'età di appena 21 anni per una overdose. Un fatto tragico.

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    2. Ti segnaliamo ancora questo articolo apparso su Underradiorock del novembre 2013: "Johnny Rotten, al secolo John Lydon, ha rivelato in una recente intervista un retroscena interessante riguardante Sir Mick Jagger. Ecco lo scoop, mentre Sid Vicious era in attesa di processo per l’omicidio della sua fidanzata, Nancy Spungen, Jagger intervenne contribuendo alle spese legali. Nell’autunno del 1978 Vicious fu accusato dell’omicidio della ragazza , trovata morta nella stanza che lei e il bassista dei Sex Pistols condividevano al Chelsea Hotel di New York City. Secondo l’intervista rilasciata da Rotten al ​​Daily Mail, «Mick Jagger andò lì e portò gli avvocati per conto di Sid». Il singer dei Sex Pistols ha poi aggiunto: «Non penso che Malcolm (McLaren , manager della punk band inglese) abbia alzato un dito. Lui non sapeva che cosa fare». Lydon poi aggiunge: «Per questo Mick Jagger mi piace, come persona». Sid Vicious stesso sarebbe poi morto solo quattro mesi dopo, per un’overdose di eroina. «Nancy Spungen era una persona davvero orribile» continua Johnny Rotten « La sua morte è avvolta nel mistero. Non è un vero mistero, però. Se sei immerso a quel livello nella droga e nelle sostanza stupefacenti, questi incidenti accadono». Nonostane la volontà di tutti gli artisti coinvolti nel movimento punk, Sex Pistols in particolare, di rinnegare tutto ciò che venne prima di loro John Lydon in arte Johnny Rotten ammette tutto il suo grande rispetto per Mick Jagger: «Mick Jagger svolse molte attività fuori dai riflettori, e merita tutti i miei applausi. Non ha mai usato le sue buone azioni per farsi pubblicità». Il link: http://www.underradiorock.com/sex-pistols-johnny-rotten-sid-vicious-fu-aiutato-da-mick-jagger/

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    3. Anarchy in the uk è stata scritta con l'allora bassista Glen Matlock, vicious non solo non ha scritto nemmeno una canzone con Pistols, ma non era certo satanico, così come non era realmente nazista per il fatto che girasse per le strade di londra con la svastica sulla maglietta, non sapeva nemmeno cosa fosse il nazismo. Voi state etichettando satanico un gruppo che all'epoca era formato da ventenni arrabbiati verso una società che non appagava le proprie ambizioni. Non condivido per niente questa vostra analisi sulla musica punk, sembra di essere tornati indietro di cent'anni con questi discorsi, ma avete una vaga idea di cosa sia il rock and roll a parte la "Musica del diavolo"? Solo perché dice antichrist per voi significa essere satanici? Mah. Mi spiace perché per altri aspetti sono d'accordo con voi, come la considerazione sul persopnaggio di Dylan che ormai ha perso la propria veridicità e non trasmsette più i valori di una volta. iin quanto alle donne nude, andiamo ragazzi, è dall'86 che si vedono culi e tette sull'albo, non è cambiato nulla da questo punto di vista, forse è qualcosa di più gratutito adesso, posso capirlo, ma fare le smorfie per un paio di "glutei" mi sembra esagerato oltre che giurassico in quanto a ragionamento. (Ps: come se la Bonelli in generale fosse sempre stata contenuta sui contenuti sessuali: vedi Martyn Myster, Brendon ecc. ecc)
      Sinceramente
      Un grande fan di Dylan

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    4. Noi guardiamo le parole e i comportamenti. Se uno canta di essere un Anti-Cristo, per quanto ci riguarda, è un satanista, come buona parte dei cantanti, non solo del rock. I Pistols erano arrabbiati perché la società non appagava le loro ambizioni? Di grazia, quali erano queste ambizioni? Magari studiare e cercarsi un lavoro? Non crediamo proprio. L'unico che si è salvato pare essere Rotten, che ha di recente ammesso che quello che facevano era sbagliato. Il nudo è sempre sbagliato sui fumetti. Ieri come oggi. Certi ragionamenti per te saranno giurassici, ma vuoi un consiglio? E' meglio che li rivaluti, come ha fatto lo stesso Rotten. Rileggiti le sue dichiarazioni più recenti.

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