domenica 14 dicembre 2014

DYLAN DOG: SEI DI DESTRA O DI SINISTRA? L'ACCORDO CON LA MONDADORI DI BERLUSCONI PER TRE LIBRI!

Dylan Dog è di destra oppure di sinistra? La domanda sorge spontanea perché a fronte della normale considerazione circa l'appartenenza alla ideologia politica del curatore, dello scrittore o dell'editore, tutti hanno lavorato, scritto, pubblicato o collaborato a vario titolo con le aziende del gruppo di Silvio Berlusconi, che viene considerato il nemico storico della sinistra estrema italiana. Il distributore della Bonelli, la Press-Di, è una azienda del gruppo Mondadori e quindi di proprietà di Berlusconi. L'attuale curatore della serie di Dylan Dog ha annunciato di avere firmato un contratto con Mondadori per la pubblicazione di tre romanzi. Anche Tiziano Sclavi, che viene considerato di sinistra, ha pubblicato per Mondadori 16 libri e viene citato tra le biografie degli autori di punta della casa editrice. Alessandro Di Nocera collabora con Mondadori Comics, che è di proprietà di Berlusconi. Lo stesso curatore, nella prima metà del 1994, realizzava fumetti per Gianfranco Fini agli albori di Alleanza Nazionale. Stupisce, quindi, che oggi su forum e social network autori e curatori di sinistra attacchino questo o quel personaggio di destra o cattolico, ma non hanno difficoltà a firmare accordi, contratti e pubblicare per Silvio Berlusconi. In questo articolo abbiamo esaminato e approfondito il problema, citando fatti, riportando dichiarazioni ufficiali e altri dati oggettivi. La risposta sul se Dylan Dog sia di destra o di sinistra la lasciamo a voi. Noi ci siamo fatti questa idea molto precisa. Continua sotto.


La politica e i fumetti sono mondi che spesso fanno a cazzotti perché chi è di sinistra e fa politica nei fumetti ci tiene a che questa combinazione non sia sottolineata. Anzi, poiché chi è di sinistra ritiene che la sua ideologia esprima la verità oggettiva, contesta questa relazione. Secondo la sua visione, non c'è niente di male a trattare temi socialisti nel fumetto. Dal momento che ritiene che quei messaggi corrispondenti alla verità, è normale parlarne e chi si meraviglia di ciò è in malafede. In realtà, non è così. Il socialismo è uno dei grandi mali dell'umanità e va combattuto con tutte le energie della società. Chi fa proselitismo di messaggi socialisti va messo alla porta allo stesso modo di chi veicola i messaggi dei testimoni di Geova per le strade. Dylan Dog viene considerato dalla maggioranza dei lettori un fumetto di sinistra, come il suo creatore Tiziano Sclavi che in pubbliche interviste si è dichiarato ateo. Eppure, le storie di Dylan Dog sono state pubblicate da altri editori in volumi senza fare tanta attenzione al fatto che l'editore di turno non condividesse certe idee. Pecunia non olet, dicevano i latini e significa che il denaro non puzza. Non avendo il denaro odore, né buono né cattivo, nella logica della società capitalistica basata sui consumi senza freno, non dovrebbero esserci particolari problemi ad ammettere situazioni nelle quali un editore che pubblica un fumetto di sinistra acconsenta alla pubblicazione del suddetto fumetto per un editore non di sinistra. Recentemente, ci ha colpito un post del 9 dicembre 2014 apparso sul profilo del curatore di Dylan Dog, il quale ha dichiarato: E insomma, pare che abbia firmato per tre romanzi con la Mondadori. Titolo di lavorazione: YA. I disegnini che avete visto, per quanto il libro sia uno di quelli fatti solo di parole, sono delle previsualizzazioni che mi faccio io per definire tono e contenuti. Nei prossimi mesi, finirò per condividere qualche estratto e vari aspetti della lavorazione. Insomma, sarà divertente. Uscita prevista del primo libro: tra fine ottobre e i primi di dicembre 2015. Appena letta questa dichiarazione siamo rimasti a bocca aperta. E prima di scendere nella analisi di essa e delle ripercussioni, ci viene in mente un antico ricordo. Il 23 agosto 1939 venne annunciata la firma di un patto di non aggressione tra la Germania e l'Unione Sovietica. L'accordo, conosciuto come Patto Ribbentrop-Molotov dai nomi dei ministri degli esteri che lo sottoscrissero, sorprese il mondo intero. Ma come, la Germania nemica storica della comunista Unione Sovietica firma un patto di non aggressione? In realtà, quell'accordo fu il frutto del timore di Stalin, che non credeva molto nelle capacità offensive dell'esercito tedesco, la Wehrmacht, ritenendo che difficilmente avrebbe operato con successo in campagne militari ad est. Hitler, che mirava di attaccare a ovest e in particolare la Francia e l'Inghilterra, accolse con favore la proposta. La neutralità dell'Urss gli avrebbe permesso di distruggere il suo nemico fondamentale: l'esercito francese. Gli alleati della Germania, come l'Italia e il Giappone, rimasero sorpresi non meno del mondo intero, che si aspettava da quell'accordo una pace duratura. Invece, sette giorni dopo, organizzato in due gruppi di armate, l'esercito tedesco invase la Polonia dando inizio alla seconda guerra mondiale, provocando nel giro di sette anni di conflitto circa 50 milioni di morti in tutto il mondo. La Polonia era spacciata. Germania e Urss si divisero il suo vasto territorio.
 
La firma dell'accordo tra il curatore di Dylan Dog, che è noto per la sua propensione verso la sinistra e la Mondadori, che casa editrice di sinistra non può essere definita, ha sorpreso il mondo fumettistico allo stesso modo del patto di non aggressione russo-tedesco del 1939. Da un lato, una parte fervente di ideali di sinistra, dall'altra una casa editrice che è di proprietà di Silvio Berlusconi. I lettori a volte sono distratti e siccome quelli di Dylan Dog hanno poca cultura, non badano a questi piccoli particolari. Tutti gli altri, invece, sono saltati dalla sedia. La Mondadori, che da un paio di anni opera con grandiosi risultati nel settore fumettistico con la sua divisione chiamata Mondadori Comics, appartiene al gruppo di Berlusconi da circa 25 anni, dopo la consumazione di una guerra con il gruppo Cir di Carlo De Benedetti. La Mondadori è stata fondata nel 1907 da Arnoldo Mondadori e ha sede a Segrate (MI) ove ha sede anche la Press-Di, il distributore della Bonelli del circuito delle edicole. Un altro particolare fondamentale, che molti ignorano: per quanto la differenza ideologica possa essere grande, l'azienda che distribuisce le serie della Bonelli nelle edicole fa parte del gruppo Mondadori e quindi è controllata da Silvio Berlusconi. Su Facebook e nei forum spesso gli ignari lettori bonelliani si scagliano contro Berlusconi e il gruppo Mediaset e le altre imprese del leader di Forza Italia e partner di governo del premier Matteo Renzi, ma in realtà i legami tra la Bonelli e le aziende dell'imprenditore milanese sono molto stretti. Appaiono quanto meno bizzarri certi commenti di chi si scaglia contro il Berlusconi e le sue aziende e ignora che i fumetti che tanto osanna come espressione della sinistra operaia sono distribuiti dalle aziende del nemico storico della sinistra. Ciò porta alla conclusione che certi discorsi fondati sulle differenze ideologiche valgono fino ad un certo punto. Di solito, i discorsi di questo tipo hanno valenza quando ci si rivolge al basso, verso i lettori e l'uomo qualunque. Quando si sale di livello, le differenze si attenuano fino a scomparire, come accade per i grandi accordi tra imprese che, da fuori vengono collocate su sponde politiche diverse e dall'interno non vivono differenze ideologiche. Pecunia non olet, dicevamo sopra. La cosa importante è che i lettori non sappiano di questi accordi e anche se vengono annunciati dai mezzi di informazione è fondamentale che non si indaghi sulle loro particolarità. I lettori sono felici perché i beniamini saranno considerati scudieri dei loro ideali e non si scandalizzeranno più di tanto nell'apprendere notizie di accordi di cui non conoscono le appartenenze politiche dei firmatari. La Mondadori Comics, ad esempio, viene omaggiata praticamente da tutti per l'ottimo lavoro che sta conducendo, ma nei forum e sui social network dove abbonda l'ignoranza non si immagina che chi stacca gli assegni in casa Mondadori è Silvio Berlusconi. Lavorare per la Mondadori significa lavorare per il grande Silvio Berlusconi. La presidente della Mondadori è, infatti, la primogenita del Cavaliere, Marina Berlusconi, che la rivista Fortune ha collocato tra le 50 donne più potenti della Terra. I lettori ai quali vengono fatti notare questi particolari reagiscono quasi con rabbia. Comprendono di essere stati presi per i fondelli dai loro beniamini, ma pur di non ammettere di essere stati ingannati, dichiarano che, ciò nonostante, loro non guardano alle appartenenze politiche ma solo ai contenuti.

Non immaginano che anche all'interno delle collane a fumetti vengono veicolati messaggi della destra e del capitalismo estremo, che penetra nelle loro deboli menti coartandole. Il problema non è solo ideologico. La sinistra italiana, allo scopo di mettere in cattiva luce Berlusconi, ha attraverso i suoi organi di informazione, esaltato i processi giudiziari che vedono come protagonista il leader di Forza Italia. In realtà, si tratta sempre di processi politici, organizzati e dati in pasto ai giornali e alle televisioni per rappresentare una immagine negativa di Berlusconi. Tutto questo a livello mediatico. In realtà, anche i legami tra i partiti di sinistra e quelli di destra sono sempre stati intensi. Attualmente, Forza Italia appoggia il PD nel processo delle riforme con grande dispiacere della vecchia guardia formata da D'Alema, Fassino, Bersani, Rosy Bindi, ecc., che dei precedenti giudiziari di Berlusconi hanno fatto il cavallo di battaglia della loro disastrata avventura politica. Oggi il PD è controllato da Matteo Renzi, a sua volta sponsorizzato da potentissimi gruppi industriali che con gli ideali storici della sinistra e del socialismo non hanno nulla a che fare. I vecchi legami con il Partito Comunista Italiano sono stati spezzati per sempre e i grandi vecchi della sinistra vivono ancora momenti di esaltazione solo quando vengono intervistati da telegiornalisti non ancora allineati al nuovo vertice del potere. Tornando al rapporto tra Berlusconi e la Bonelli, è opportuno precisare che dal 1991 la Mondadori entra a far parte del gruppo Fininvest, attuale azionista di maggioranza della società con il 53,06% del capitale. L'azienda è guidata da Marina Berlusconi (presidente) ed Ernesto Mauri (amministratore delegato), mentre il Cda è composto da: Marina Berlusconi, Pier Silvio Berlusconi, Pasquale Cannatelli, Bruno Ermolli, Ernesto Mauri, Martina Mondadori, Danilo Pellegrino, Roberto Poli, Angelo Renoldi, Mario Resca, Cristina Rossello, Carlo Sangalli, Marco Spadacini e Carlo Maria Vismara. E' interessante notare come i vertici della società facciano capo ai primi due figli di Berlusconi, Marina e Pier Silvio. L'11 marzo 2014 Mondadori ha annunciato l'acquisizione di anobii.com, rete sociale dedicata ai libri, fondata da Greg Sung nel 2005, a tale data uno dei maggiori social network verticali dedicati agli amanti dei libri. Un capitolo molto interessante della storia della Mondadori dal momento in cui ha incrociato il suo destino con la famiglia Berlusconi è la cosiddetta Guerra di Segrate. Nel 1989, convinti che per la crescita del gruppo occorresse un più solido sostegno finanziario, Carlo Caracciolo ed Eugenio Scalfari (principali azionisti del Gruppo Editoriale L'Espresso) vendono tutte le loro quote a Carlo De Benedetti. Questi, già importante azionista della Mondadori, porta il Gruppo L'Espresso in dote alla casa editrice milanese, di cui punta a diventare azionista di maggioranza acquistando i pacchetti in mano agli eredi di Arnoldo Mondadori. Gli sbarra la strada Silvio Berlusconi, aprendo quella che passerà alla storia come la guerra di Segrate (il paese alle porte di Milano dove ha sede Mondadori). Tra Berlusconi, nuovo patron della Mondadori, e De Benedetti, nasce un contenzioso giudiziario che si conclude, dopo oltre due anni di battaglie finanziarie e legali, nel 1991 con la separazione fra il settore libri e periodici (che va alla Fininvest di Berlusconi), e quello della Repubblica, dell'Espresso e dei quotidiani locali. La controversa operazione fu però in seguito al centro di una causa giudiziaria che vede come protagonista Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari.

Tale causa diviene nota sui principali organi d'informazione col nome di lodo Mondadori. Con sentenza del Tribunale civile di Milano del 3 ottobre 2009 viene statuito che Fininvest deve risarcire alla CIR la complessiva somma di circa 750 milioni di euro per il danno patrimoniale da perdita di opportunità di un giudizio imparziale connesso al succitato lodo; il pagamento del risarcimento viene sospeso alla fine del processo d'appello, venendo comunque garantito da una fidejussione bancaria. Il 9 luglio 2011 la Corte civile d'appello di Milano, che aveva ordinato un'ulteriore perizia al fine di stabilire l'importo del risarcimento, condanna la Fininvest al pagamento della sanzione in favore della CIR, che in base alla nuova perizia ammonta a 560 milioni di euro. I precedenti giudiziari di Silvio Berlusconi e delle sue aziende sono sempre al centro dell'attenzione della sinistra italiana, che intende così sfruttare al massimo l'effetto mediatico dei processi politici che vedono protagonista il leader di Forza Italia. Ad una dimensione molto più modesta si collocano poi i vari esponenti del mondo del fumetto che, quasi tutti di sinistra, al solo pronunciare o scrivere sui loro forum o pagine Facebook il nome di Berlusconi reagiscono con veemenza. Poi non hanno alcuna difficoltà ad annunciare, come se fosse un fatto positivo, di avere stipulato un contratto con la Mondadori di Berlusconi per la pubblicazione dei libri! Il curatore di Dylan Dog ha fatto di queste affermazioni uno dei suoi marchi fondamentali. Contro l'immoralità, la cultura negativa e gli scandali della destra e del capitalismo. Basta leggere gli editoriali di Dylan Dog n. 339 per avere una idea precisa di cosa pensa il curatore dell'Indagatore dell'Incubo della attuale società dominata dal capitalismo, in cui, secondo lui, vivono mostri che Dylan Dog contribuisce a distruggere volta per volta. Con disinvoltura, come se fosse la cosa più normale dell'universo, annuncia poi di avere firmato un contratto con la Mondadori e quindi con Silvio Berlusconi, che in casa Mondadori stacca gli assegni, per la scrittura di tre romanzi! Qui vi proponiamo i commenti degli utenti alla notizia: Complementi! In bocca al lupo! Ovvio, l'hai levato dal cassetto questo libro! E qui una domanda sorge spontanea. A questo commento il curatore non risponde, se non con un punto interrogativo. Non ha capito il senso della domanda. Tirare fuori dal cassetto indica un qualcosa che era già pronto, ma che non c'è stato modo di proporre in precedenza. Poi il commentatore precisa: Beh era tanto che pensavi di scrivere un romanzo, no? E l'idea del ragazzino all'avventura ormai la stai accarezzando da un po'. Si vuole intendere che l'idea del romanzo covava da tempo. Il commentatore successivo, capendo l'antifona che il discorso stava per prendere, scrive: polemica sulla proprietà di mondadori in 3-2-1! Comincia a porsi la domanda: se sei di sinistra, come lo era Tiziano Sclavi, che era anche ateo e anticlericale, come fai a scrivere per una casa editrice controllata da un nemico della sinistra, che ha precedenti giudiziari e che in alcune inchieste è stato avvicinato a legami con la mafia? Sì e no. Nel senso, è tanto che ci pensavo, e tanto che rimandavo. Scrivere un libro è mestiere altro rispetto al mio e non amo chi si inventa i mestieri. Mi ci voleva l'occasione e il modo giusto, per studiare bene. Si elude la domanda. L'autore sostiene che ci pensava, ma che non ha mai osato prima per contingenze varie ed eventuali.

Oppure, ipotizziamo noi, il lavoro letterario è stato presentato ad altre case editrici, che non lo hanno accettato. Seguono i commenti delle altre persone che, evidentemente, ignorano che il proprietario di Mondadori è Silvio Berlusconi, una persona che simboleggia tutto quello contro cui il curatore di Dylan Dog lotta da sempre. Appena esce, lo compro subito. Sono curiosissima (anzi, LI compro). Lo stile di quei disegni mi aveva incuriosito così tanto che l'apprendere la notizia che saranno dei romanzi mi ha un po' lasciato un po' deluso (in senso buono). Ciò non toglie che la curiosità rimane e anche la voglia di leggere le avventure di Stecco! Complimenti per il lavoro che continui a portare avanti con passione. Ma tanto di disegnini per accompagnare il romanzo, ne farò parecchi. Poi un giorno ci spieghi come fai ad avere anche una vita, Rob. Oltre a quella dell'esoscheletro cyborg che usi per scrivere con sei mani pure durante la fase rem, intendo. I commentatori cominciano ad essere perplessi. Non si tratta di libri a fumetti, ma di libri veri, fatti di parole e non di immagini. Un misto di delusione si nota nei commenti successivi. Molti cominciano a farsi l'idea che non è così semplice scrivere per Berlusconi, il quale non ama molto chi non la pensa come lui. Scrivere per Mondadori significa non schierarsi contro certi concetti e principi e soprattutto che non bisogna contrastare il capo assoluto, cioè Berlusconi in persona. Citiamo un piccolo precedente per rendere bene l'idea della situazione. Nel 1994 la Mondadori pubblicò un saggio riguardante la mafia dal titolo L'Europe des parrains (L'Europa dei padrini), del giornalista italo-francese Fabrizio Calvi, nel quale l'autore parlava anche delle inchieste svolte nel 1984 dalla Criminalpol sui legami dell’entourage di Berlusconi con il boss Vittorio Mangano. La Mondadori, in fase di traduzione in italiano, eliminò tutti i riferimenti al Cavaliere ed al fattore di Arcore. Si trattava solo di riferimenti, ma una azienda privata non può tollerare che un suo dipendente/collaboratore, come in questo momento il curatore di Dylan Dog, scriva riferimenti così negativi contro il capo che stacca gli assegni. Quindi, ne deduciamo che in sede di accordi, saranno stati precisati certi contenuti che i romanzi dovranno avere e altri che essi non dovranno avere, altrimenti, come nel caso del libro di Calvi, saranno eliminati come è logico che avvenga nel contesto di una azienda privata quale è la Mondadori. Poi arriva il commento che riporta tutti nella realtà: Sclavi non avrebbe mai pubblicato per Berlusconi. L'autore di questo commento è a conoscenza del fatto che la Mondadori è di Berlusconi e sottolinea che Tiziano Sclavi, che è di sinistra, ateo e anticlericale, non avrebbe mai scritto o pubblicato per Berlusconi. Ma è davvero così? No e qui dobbiamo dare un'altra delusione ai lettori di sinistra di Dylan Dog poco intelligenti e con scarsi mezzi culturali. Dylan Dog, quando la città dorme, è una raccolta di storie dell'Indagatore dell'Incubo scritte da Tiziano Sclavi pubblicato nel 2006 nella collana Oscar Mondadori! Una ricerca veloce sul sito di Ibs rivela che sono almeno 12 i libri di fumetti di Dylan Dog con storie di Tiziano Sclavi pubblicate da Mondadori! Pochi esempi per dimostrare che anche Tiziano Sclavi ha pubblicato per Berlusconi. L'attuale curatore di Dylan Dog non deve, quindi, giustificarsi sotto questo profilo. E non finisce qui: Tiziano Sclavi è indicato, con alcune note biografiche, tra gli autori della Mondadori sul sito della stessa casa editrice. Ecco il testo inequivocabile:  tra i migliori autori del fumetto moderno. Ha creato personaggi quali Mister No, Martin Mystère, il trapper Kerry e, soprattutto, Dylan Dog. È scrittore e giornalista. Tra i suoi romanzi Dellamorte Dellamore (1992), Sogni di sangue (1992), Nel buio (1993), La circolazione del sangue (1995), Le etichette delle camicie (1996), Non è successo niente.

In tutto sono venti i volumi pubblicati da Tiziano Sclavi per la Mondadori di Silvio Berlusconi. Delle due l'una: o Sclavi, come l'attuale curatore di Dylan Dog, non è di sinistra oppure Berlusconi è di sinistra. Oppure nessuno dei due è qualcosa, ma quando si tratta di ricavare utili da un'opera letteraria certi ostacoli ideologici non hanno rilevanza. Ahaha ok, comunque io aspetto ancora una vostra ( Bonelli ) / tua presenza nella mia città ( vercelli ) . Mi piacerebbe molto scambiare due chiacchere. C'è speranza di vederti qui prima o poi? Maaaa....il genere è fantasy come si potrebbe dedurre dagli sketchettini che hai postato? L'idea visualmente almeno intanto è accattivante!! Mi piace!  Per Yuri: al momento, io, sto dando u taglio agli eventi. Sono un poco a pezzi, di salute. Interessante.. Ne seguirò lo sviluppo con grande curiosità Robbe. Pensa robe che avevo avuto l'impressione che fosse un fumetto senza parole. Fb si è mangiato il commento. Ritento: ha qualcosa a che fare con quel racconto fantasy strano del ragazzo senza nome e qualità che hai postato qualche mese fa? errr... no. E qui viene il sospetto che questi romanzi siano una versione riveduta di vecchi lavori che l'autore aveva già realizzato, ma che non era stato possibile pubblicare per ragioni varie. Spiegavo cos'erano quei disegnetti e cosa arriverà nei prossimi mesi, giuro. Finora il dono dell'ubiquità lo aveva solo Padre Pio. Ora vedo che sta prendendo piede... Inboccallupo! Sarò tra gli acquirenti, naturalmente. Bravissimo!! Io quando ho mandato il mio libro a Mondadori credo non si siano manco sprecati a visionarlo.. ahimè.. E bravo il Rrobbe. Attendiamo fiduciosi. Come tu faccia non si sa, probabilmente ha una macchina allarga-tempo o qualcosa di simile. E allora abbiamo già un candidato per un autoregalo per il prossimo natale. Congratulazioni per il contratto e buon lavoro! Tienici aggiornati sugli sviluppi. E daje che a Lucca Comics ci porterai pure un libro, la Mondadori quest'anno aveva il libro di Vietti, l'anno prossimo il tuo? Berlusconi non è di sinistra, ma forse non era o non è tanto nemmeno di destra, visto che quando Craxi era al potere figurava tra i suoi maggiori sostenitori. E a ben vedere perfino Mussolini nella prima parte della sua vita politica era iscritto al Partito Socialista Italiano! Tutti socialisti e di sinistra e poi prestati alla destra, dunque? Non proprio. In un articolo comparso sul sito di Fumetto d'Autore del 12 maggio 2014, si parla di un avvenimento del 1994 quando Gianfranco Fini chiuse il capitolo del Movimento Sociale Italiano per aprire quello di Alleanza Nazionale. In realtà, l'articolo cita un pezzo pubblicato su Repubblica del 4 novembre 1994, in cui Per l'ultimo congresso del vecchio partito condannato a morte (Fiuggi, 25-27 gennaio) e il primo di Alleanza Nazionale (Fiuggi, 28-29 gennaio), esperti esterni stanno studiando un logo, un' immagine forte che traduca la svolta. Piace l' idea delle mani levate a trattenere il calore missino prima che si disperda nel celeste di An. Se passa, sarà riprodotta su migliaia di poster. Si parla di esperti che stanno studiando il logo del nuovo partito di Gianfranco Fini, che sarà Alleanza Nazionale. Più in fondo all'articolo, tra le varie iniziative di marketing per lanciare il nuovo soggetto politico, si parla anche di fumetti. Ecco lo stralcio: Jannarilli forse esagera quando dice: Ho buttato giù il muro di Berlino con l'oggettistica. Sta di fatto che ne pensa una al giorno. Adesso vuol lanciare i fumetti.

Le nuove generazioni non frequenteranno la scuola quadri ma solo i circoli di Alleanza. Come possono forgiarsi? I bozzetti di prova ci sono già, i disegni li fa un ragazzo di vent' anni, Roberto Recchioni, l' idea piace a Fini. "E' satira, non si può offendere nessuno", avverte Jannarilli. Le avventure di Fiammetto e Fiammetta si consumano "in un magico reame dai precari equilibri", Alitia, anagramma di Italia. Fiammetto e Fiammetta, "impavidi eroi" del nuovo corso, aiutati dal "Cavaliere Nero", se la devono vedere con alcuni "strani figuri": "il rozzo Tricobossi, il tricheco che vuol dividere Alitia"; e "Lupocchetto, baffuto e perfido nemico di Fiammino", aiutato nei suoi intenti sinistri da "Topodalema". Si afferma che all'epoca per veicolare i tristi messaggi politici del nuovo soggetto di Gianfranco Fini, che fino a pochi anni fa è stato alleato e amico di governo di Silvio Berlusconi, si era pensato anche di lanciare una linea di fumetti, i disegni dei quali sono stati realizzati dall'attuale curatore di Dylan Dog! E terminiamo questa lunga carrellata con un precedente più vicino a noi. Roberto Alfatti Appetiti è uno scrittore romano che certamente non può essere considerato di sinistra e nel 2011 ha visto pubblicare una selezione di articoli sui fumetti dal titolo All'armi siam fumetti. La prefazione della raccolta è scritta dall'attuale curatore di Dylan Dog. La risposta arriva sul blog dell'autore, Dalla parte di Asso, in cui viene riportato uno stralcio di un pezzo scritto da Alessandro Di Nocera: Sì, lo so, Recchioni è uno che ama il maledettismo delle rockstar e ama giocare col personaggio fuori dagli schemi, che si è saputo cucire addosso. Di certo le belle parole che diverse volte gli ha dedicato Alfatti Appetiti (che lo ha pure intervistato, effettuando una sorta di esegesi delle sue possibili simpatie di Destra) gli hanno fatto piacere. Però la cruda realtà mi dice che Recchioni, una firma ormai importante e consolidata del fumetto italiano contemporaneo, mentre pubblica su Il Manifesto si pone cheek-to-cheek con un giornalista de Il Secolo d’Italia che, a sua volta si sta legando a un sito destrorso, Fumetto d’Autore, che ha cercato più volte di lapidare lo sceneggiatore romano per cause non meglio chiarite. Vogliamo andare oltre? Recchioni, che più volte nel suo blog ha stigmatizzato le derive del berlusconismo, ben evidenziandone le parole d’ordine-trappola, si trova ad avvalorare e a promuovere l’operato di un saggista che parla, a proposito del lavoro di Spataro, di killeraggio mediatico per poi tirare fuori il refrain berlusconiano dell’uso politico del gossip (e ribadiamo berlusconiano, anche nel caso Alfatti Appetiti fosse un simpatizzante di Fini. In sostanza, l'autore, da un lato condanna certi modelli, come quelli berlusconiani, dall'altro non disdegna come citato da Di Nocera, che certo non è di destra, di adeguarvisi o di collaborarvi. La notizia del contratto firmato dall'autore con la Mondadori per la scrittura di tre libri che si vedranno tra la fine del 2015 e il 2016 costituisce la conferma che nel mondo del fumetto legato alla politica le ideologie non esistono più e che si può parlare di un giornale di estrema sinistra come il Manifesto e di un giornale di estrema destra come il Secolo d'Italia. Perché meravigliarsi di tutto ciò quando lo stesso Tiziano Sclavi, creatore di Dylan Dog, ha visto pubblicare in forma di libro le storie scritte per la Bonelli e risulta nell'elenco degli autori di punta della Mondadori di Silvio Berlusconi? La risposta è semplice. Berlusconi sarà anche il nemico storico della sinistra estrema italiana, ma è anche proprietario di una casa editrice come la Mondadori che pubblica i libri e paga bene i suoi autori. Berlusconi è anche, attraverso la Mondadori, proprietario della Press-Di, che è l'azienda che attualmente distribuisce i fumetti Bonelli nelle edicole. Press-Di fa parte del gruppo di società della Mondadori.

Infine, riportiamo i commenti pubblicati in fondo all'articolo dell'autore del blog e le battute scambiate con Alessandro Di Nocera. 1) Non ti ho mai dato del fascista. 2) L'argomento del fumetto pubblicato dall'inserto de Il Manifesto non era rilevante. L'ho messo giusto per. E comunque il comunicato stampa non è un comunicato stampa qualsiasi: è il comunicato stampa del sito de Il Manifesto. 3) Hai scritto la prefazione di un libro che gronda destrorsità da tutti i pori. La tua prefazione avvalora automaticamente i contenuti del libro. Un libro, se mi consenti, che nel titolo cita i versi che cantavano le squadracce: "Allarmi siam fascisti/terror dei comunisti (...) del bolscevismo siamo gli avversari/perché non voglion Patria/né Famiglia." Lo cita in maniera giocosa? In maniera scherzosa? Bene: nel libro si cita anche L'Eternauta di Oesterheld e Lopez. Oesterheld è un desaparecido trucidato da una dittatura di Destra che faceva delle parole d'ordine del fascismo la propria bandiera. A me RIPUGNA che Oesterheld sia menzionato in un libro che cita fin dal titolo di copertina un canto delle squadracce di Mussolini. Conclusione. Ripeto; non ti ho mai dato del fascista. Ti ho semplicemente fatto notare che mentre sul blog effettui certe riflessioni, in pratica non sai da che parte porti. Io una prefazione a un libro di destra che fa riferimento a simboli fascisti non l'avrei mai fatta. Tu l'hai scritta invece. Ma, come già mi hai detto, evidentemente i miei schemi di pensiero sono superati. E tu hai ragione. Curatore di Dylan Dog: 1 - naaa. Del collaborazionista. 2 - E questo in che maniera ti assolve dal fatto di aver tirato in ballo qualcosa che non hai nemmeno controllato? Sei un giornalista, giusto? 3 - ho scritto una prefazione su di un argomento che mi è stato chiesto (lo stato del fumetto oggi, in termini commerciali e culturali). Il libro, il titolo e tutto il resto, li ho visti in un secondo tempo, a cosa fatte. Questo non è per giustificarmi perché, per me, Il libro ha i suoi difetti e i suoi pregi. Ne parlerò presto. Ma intanto ti anticipo un punto: è fazioso. Al pari di quello che scrivi tu. Commento scherzoso di un utente: RRobe che litiga con Di Nocera? Non so se a quelli di fda esploderà la testa o se si faranno le seghe tutta la notte. Altro commento: ma scusa... con pacatezza e rispetto.... mi chiedo... possibile scrivere una prefazione senza leggere il contenuto del libro? non è un contributo ad una rivista, è la prefazione di un libro non dico che sottointende che ti è piaciuto, lo apprezzi, ti sembra ben scritto etc... e infatti attendo la tua rece... ma scrivere una prefazione ad un libro che si giudica fazioso e magari anche scritto male che senso ha? a parte di nocera che continua a fare di tutta erba... vabbeh, si scherza. Alessandro Di Nocera: 1) No, nemmeno del collaborazionista. Dell'inconsapevole, sì. Siamo tutti quanti pronti sui blog o altrove a prendere posizione, a lanciare alti lai, a professare passioni. Poi i fatti mostrano che nessuno si pone alcun problema politico serio. Guarda il fumetto britannico, guarda quello americano, osserva come le prese di posizione politica facessero e facciano parte integranti del MEGLIO di quella produzione. All'epoca della Tatcher e di Reagan uscivano V for Vendetta, Watchmen e Watchman. nel dopo-Tatcher Morrison scriveva Dare. In Italia? Nessuna presa di posizione. Va tutto bene. La Sinistra invita esponenti della Destra ai propri congressi e viceversa (negli USA sarebbe impensabile). Il fumetto popolare italiano sta A ZERO in quanto a VERA coscienza politica. La dimostrazione: Recchioni pubblica indifferentemente su Il Manifesto e su un libro di un giornalista del secolo d'Italia. 2) A quanto pare non hai controllato nemmeno tu. Ma per quanto ti riguarda è grave. Perché a me interessava dire che tu hai pubblicato un fumetto su Il Manifesto (di che cosa parlasse, poco ci importa). Tu, invece, hai AUTOMATICAMENTE avallato un pensiero.

3) Se essere fazioso vuol dire essere antifascista, lieto di essere fazioso. Cioè, tu rilasci un intervista a Il Secolo d'Italia e subito dopo l'uscita del pezzo tu ti prendi la briga di scrivere questo (cito da un tuo link): "E veniamo al dunque: premesso che il pezzo mi è piaciuto e che ha comunque blandito il mio spaventoso ego, e assodato pure che non riporta nulla che io non abbia detto, è innegabile che estrapolando determinate affermazioni da determinati contesti, la figura dell RRobe che ne viene fuori è decisamente a uso e consumo dei lettori affezionati del quotidiano e che io finisca per apparire come un incrocio tra "Il Nero" di Romanzo Criminale e Yukio Mishima (ma senza la parte gay della faccenda). In particolare, mi duole che le mie affermazioni sui centri sociali di destra siano state isolate dal contesto originale e abbiano assunto una valenza diversa da quella che avevano in origine. Detto questo, non rimprovero nulla al giornalista quanto, piuttosto, a me stesso: confrontarsi con gli accondiscendenti (e spesso amatoriali) giornalisti fumettistici è una cosa diversa dal fare quattro chiacchiere con quelli dell'informazione generalista della carta stampata... mi devo fare più scaltro e usare strumenti di comunicazione meno fraintendibili." Quindi tu, ti presti a scrivere la prefazione al libro di un giornalista che a "tirare per la giacchetta" si mostra un esperto. E dici che io - che non ho tirato mai per la giacchetta nessuno, tantomeno te - sono fazioso! Rrobe', detto amichevolemnte: ma famme 'o piacere. Commento di altro utente: Il fumetto popolare italiano sta A ZERO in quanto a VERA coscienza politica." Scusa Nocera, su altre questioni ti do ragione, ma su questa NO.  Ma che cazzo di Alan Moore ce n'è uno e noi non ce l'abbiamo uno bravo uguale.  Ti sarai accorto che tutta la politica italiana, nel bene e nel male, gira intorno ad una sola figura BERLUSCONI. E di fumetti e vignette di satira siamo pieni su di lui. Cosa vorresti una graphic novel come V per Vendetta?? Si e magari con le puttane, il bunga bunga e i processi. Ma daaai.. Oltre alla satira ci possiamo permettere ben poco, perchè la politica italiana ora come ora è una grande barzelletta. Lasciamo sta i fumetti almeno quelli, è l'unico posto dove si respira aria pulita dai soliti temi. Alessandro Di Nocera: e i Morrison? e i Millar? e gli Ennis? e gli Ellis? E i Vaughan? E i Dysart? Qui in Italia manco l'ombra. C'è molta satira, spesso pessima. Ma il fumetto italiano è, in generale e con le giuste eccezioni, incosciente e inconsapevole. Sotto la Tatcher i fumettisti britannici sono stati capaci di mutare la visione globale del fumetto. In Italia SOLO OGGI durante le proteste si incominciano a tirare in ballo le maschere di V. Il tono di alcuni post presenti in questa sede la dice lunga sulla condizione in cui siamo ridotti a incoscienza e a inconsapevolezza. Roberto Alfatti Appetiti: Ciao RRobe, come sai la definizione di "destra" mi sta alquanto strettina, figuriamoci quella di "camerata".  Camerata di chi, poi? :-) Del resto, quando mi occupai del tuo Mater Morbi (in cui Dylan Dog "affrontò" il tema del fine vita, lo dico per chi è abituato a scrivere senza documentarsi ma per partito preso) a infuriarsi fu proprio il sottosegretario Eugenia Roccella, che partì lancia in resta contro quei libertari del Secolo d'Italia. Il libro può piacere o non piacere (e ci mancherebbe altro), ma non c'è uno solo degli "addetti ai lavori" con i quali mi sono confrontato negli ultimi anni(autori, disegnatori, sceneggiatori, editori e via fumettando) che abbia trovato di che lamentarsi, anzi... in un panorama giornalistico avaro di attenzioni per le nuvole parlanti, credo di poter affermare che noi del Secolo abbiamo rappresentato una (non l'unica) delle poche eccezioni di attenzione e tale "costanza" ci è stata riconosciuta.

Non a caso, molti amici e colleghi che di certo non sono di sinistra si stanno occupando con curiosità del mio libretto, senza fermarsi al titolo che è ovviamente un gioco,(come chiunque conosca il nostro lavoro può confermare).  E poi in copertina ad acclamare John Doe ci sono saluti a pugno chiuso e non braccia tese :-) A tal proposito segnalo agli amici del tuo blog la recensione pubblicata sul numero in edicola de Gli Altri, il settimanale diretto da Sansonetti, scritta da Massimo Ilardi, non proprio dei camerati, mi sembra. http://robertoalfattiappetiti.blogspot.com/2011/02/allarmi-siam-fumetti-e-se-ci-salvassero.html Dimenticavo: alla presentazione che abbiamo fatto a Roma, in prima fila c'era - tra gli altri - Anna Paola Concia. Camerata anche lei:-) Ps. Come sai, prima di mandare in stampa il libro, ti avevo dato anche la piena e incondizionata disponibilità a modificare le parti della tua intervista sulle quali avevi manifestato delle perplessità, a conferma della mia correttezza. Curatore di Dylan Dog: Sì, Roberto. Ma, infatti, il problema non sei tu e il tuo libro (di cui parlerò, facendo qualche chiarimento su un paio di punti). Il problema è Alessandro Di Nocera e la sua propaganda di sezione. Alessandro Di Nocera: Il problema, Rrobe, lo espone proprio Alfatti Appetiti. Gente di Sinistra e di Destra che non si pone il problema di chi scrive, di cosa scrive e di come lo scrive. Combriccole che intonano alti proclami e alti ideali divergenti e poi si danno le pacche sulle spalle a vicenda. L'Italia di oggi. Il fumetto popolare italiano ad ampia diffusione? Se non fosse per Berardi, Mantero e Calza viaggeremmo in un vuoto pneumatico senza precedenti. Anche Bilotta, con Valter Buio, ha tentato di operare qualcosa in tal senso. Alfatti Appetiti? Spataro gli tocca Giorgia Meloni, è lui è capace di parlare di "killeraggio mediatico". Propaganda di sezione? Al momento non sono iscritto a nessun partito. Ho militato, in passato, nei Verdi e in Rifondazione. E so da che parte stare. Alessandro Di Nocera: il problema qui è un altro: quello di essere indifferenti ai contenuti di un testo e alle idee di una persona. Essere indifferenti se si pubblica per Il Manifesto (non ce ne frega niente dei contenuti del fumetto, in questo caso: può essere anche apertamente antifascista) o se si accetta di redigere un'introduzione a un libro orientato a Destra che si aggancia in continuazione a certi vetero-simboli del Ventennio fascista. Sono l'indifferenza, l'inconsapevolezza, il BLOB ciò che mi urta. Qui mi si dice che è NORMALE che un giornalista di Sinistra (o di Destra) accolga un saggio specificamente orientato di un giornalista di Destra (o di Sinistra) e dica: "Oh, ma che bravo!" Hugo Pratt è di Destra: "Oh, ma che bravo! Ti parlo di Oesterheld in un libro che cita "giocosamente" un canto fascista? "Oh, ma che bravo!" Incoscienza, incosapevolezza. blob. Pubblicare per Mondadori? Mondadori pubblica di tutto, vi si trovano molte voci. Stesso discorso anche per Einaudi. Tieni conto che la collana Batman: La leggenda - di cui ho curato i redazionali - è uscita per 2 anni e mezzo in allegato a Panorama. In una delle introduzioni mi sono però tolto lo sfizio di parlare bene di Saviano negli stessi giorni in cui Berlusconi lo attaccava apertamente. Commento di altro utente: Alessandro, da come la vedo, analogamente a quanto accade sulla questione Mondadori (un argomento di cui si è molto discusso, e di cui ancora si discute), sarebbe preferibile evitare certe posizioni intransigenti. Per me pubblicare con la casa editrice della famiglia Berlusconi, non è in contrapposizione con una posizione critica nei confornti del politico Berlusconi. Conta solo la libertà dell'autore. E da quanto hai scritto, la pensiamo allo stesso modo.

Ma mettere l'impegno politico al primo posto sempre e comunque, rischia di generare una spirale inarrestabile. Si rischia appunto di tirare il ballo la necessità di fare terra bruciata attorno ad una casa editrice - che tranne in rari casi, ha sempre lasciato una notevole libertà intellettuale. Significa rimproverare Paola Cortellesi di prendere i soldi da mediaset, dopo aver realizzato dell'ottima satira di sinistra su RAI 3, ecc... Ripeto, rischiamo di entrare in una spirale infinita di contrapposizioni. In base al mio modesto punto di vista, conta solo la propria onestà intellettuale. E se non viene a mancare quella, non ci sono regole o paletti che tengano. Alessandro Di Nocera: Mettiamola così: io personalmente non acconsentirei mai di redigere l'introduzione a un libro di simpatie fasciste (e pro-dittatoriali in genere). Pubblicato da Mondadori o meno che sia. E se Alfatti Appetiti non è fascista usa comunque con molta disinvoltura e compiacimento le simbologie, i miti e le parole d'ordine del fascismo. Non insultare la mia e la tua intelligenza, Robe'. E sii più cosciente di quello che fai. Perché, per quel che ti riguarda, non è questione di essere di destra o di sinistra, comunista o fascista (tu hai il diritto e la libertà di essere tutto quello che cazzo vuoi, al di là se di destra o di sinistra o di pincopallo). E' solo questione di incoscienza. PS: ormai puoi fare tutte le recensioni che vuoi del libro di Alfatti Appetiti. La tua presenza su quel testo fa si che tu ne avvalori automaticamente i contenuti. E ti pone al fianco del suo autore. Se a te sta bene, contenti tutti. Viviamo in una nazione (forse in un mondo) dove le ideologie sono come i dinosauri, non facciamo che contare gli scandali, le mignotte, i trans e i guardoni (mediatici e televisivi)." Ed è proprio facendo passare questi concetti che il Potere politico ed economico in Italia lo sta mettendo in culo alla gente. Le ideologie oggi esistono eccome. E possiedono l'esatto senso di un secolo e mezzo fa. Ma il Potere punta a far credere che siano scomparse. E così gli italiani finiscono strozzati con l'illusione di essere tutti degli anarco-situazionisti, liberi dal vecchiume. Tutti a scrivere nei blog di "idee stantie, vecchi schemi, necessità di superare le ideologie". E intanto Marchionne stupra i diritti degli operai in stile molto old-fashion/post-modern. Perché tanto Marx è obsoleto. E gli artisti? E i fumettisti? Scodinzolano, tronfi della propria legittimazione, dinanzi al primo che gli dà una carezzina. Commento di altro utente: Scusami ma... Indipendentemente dai contenuti trovo assurdo il modo con cui ti prendi terribilmente sul serio. Ti accendi di sacro fuoco politico con una verve che nemmeno trent'anni fa.  Siamo in un'epoca frammentata e sfumata, non ti sei accorto? Non si capisce più nemmeno se Fini sia di destra o se Bertinotti sia di sinistra, visto che viene fotografato più ai party delle sorelle Fendi piuttosto che per strada. Il nuovo 'duce' è un pagliaccio mignottaro pieno di soldi e televisioni. Con tutto sto marasma da mal di mare tu te la prendi col povero padrone di casa volendolo forzare in uno stampino bidimensionale: se dici così allora non puoi fare cosa' scrivere colì eccetera, manco Recchioni fosse stato un militante come Vauro, Bonvi o Bobo. Una persona ha diritto di pensare scrivere e disegnare dove gli pare. Questa esigenza di una ferrea coerenza militante da barricata, tale da doversi schifare di scrivere in un libro di destra se hai collaborato col manifesto, la vedi solo tu mi sa. Il fascismo è mutato e continua a mutare, lascia perdere Roberto e aggiornati se vuoi 'militare' meglio. Avesse il caro Recchioni scritto una prefazione all'edizione a fumetti di Mein Kampf, ma attaccarsi a una marcetta, pure ritoccata, mica un comizio. Son passati cent'anni quasi e tutto si è contaminato, sputtanato e mutato. Abbiamo il klu klux klan al governo... te ne sei accorto? Vai a scrivere su loro, e lascia liberi i fumettari.
 
Datti (e dacci) pace. Potevi chiedere un parere, una spiegazione facevi più bella figura. P.S. nessuno dei fumetti che hai citato, per la cronaca, è mai stato popolare. l'uomo ragno è popolare, Naruto è popolare, non Watchmen, niente scritto da Alan Moore è 'popolare'. In italia c'è Gipi per esempio, non so se conosci.. Gipi certamente in proporzione è conosciuto da noi quanto Moore in Inghilterra. Fai un reportage su quanto siano conosciuti Millar e Ennis a casa loro. Altro utente: per roberto e tutti gli altri, l'essenza del discorso di alessandro è corretta. qui non si tratta di essere vetero o "semplicemente" professionali (ottokin). schierarsi può essere ed è decisivo. lo facciamo talmente spesso, inconsapevolmente, che non ci badiamo più, che è naturale, per alessandro: c'è destra e destra. non ho ancora potuto leggere il libro in questione. il titolo è furbino, lo scrive anche il suo autore. ma poi bisogna vedere cosa c'è dentro. ho sentito Fini in diretta la settimana scorsa, grazie a Radio Radicale. Non sono le mie idee, ma ha fatto un discorso notevole, che se lo facessero sentire, prenderebbe voti in tutti gli ambiti sociali. perché il suo progetto e di chi lo sostiene è proprio quello di recidere ogni legame con la destra fascistoide e ridefinire radicalmente l'appartenenza, come ha fatto il PDS vent'anni fa mollando il PCI. questo si traduce, per esempio, in un riconoscimento netto del 25 Aprile e quindi delle fondamenta sui cui si regge la nostra attuale democrazia. d'altronde siamo agli inizi di un secolo nuovo e quindi tutto si rimescolerà come sempre, quindi, prima di esprimermi, fatto salvo il discorso sullo schierarsi, il libro lo voglio leggere. Alessandro Di Nocera: Non per niente Alfatti Appetiti ci tiene a mettere in EVIDENZISSIMA che Hugo Pratt apparteneva alla X Mas. O che Sandro Angiolini è passato per la Repubblica Sociale (detto in un articolo pubblicato su Il Secolo il 3 febbraio). O che - nello stesso articolo - Boccasile è stato prima col Fascismo degli esordi, poi con la Repubblica Sociale e infine col MSI senza mai fare il "redento" (detto con enfasi). O che Alessio Spataro è responsabile di un "killeraggio mediatico" nei confronti di Giorgia Meloni (intervista a FdA). O che Rrobe è "FASCISTA ZEN" (TITOLONE). O che Filippo Ciolfi era IL GIOVANE FASCISTA (TITOLONE) che inventò LancioStory (articolo del dicembre 2010). O che Lo Sconosciuto di Magnus è "QUEL 'FASCIO' SENZA NOME DEL FUMETTO (TITOLONE che, ovviamente, "scherza". Perché LO SCHERZO è una chiave di volta comunicativa). Leggi, leggi, Michele. E' proprio il NUOVO CHE AVANZA. La MODERNITA' sprizza da tutti i pori in questi testi. 1) "In una delle introduzioni mi sono però tolto lo sfizio di parlare bene di Saviano negli stessi giorni in cui Berlusconi lo attaccava apertamente." "Belin, che coraggio." Nessun coraggio: la mia supervisione diretta era magic Press/Planeta. 2) Se la "coscienza politica" e l'"impegno civile" sono tutto qui, Berlusconi regnerà per 1000 anni. Infatti non sono tutto qui. Rispondevo in maniera scherzosa a una domanda. 3) "Approposito, sulla "coscienza civile" del fumetto italiano, vedo fumetti sfigatissimi su Piazza Fontana, Circeo, etc..." E io sono d'accordo con te. Infatti nel mio pezzo affermavo la stessa cosa (senza entrare nello specifico dei titoli che hai citato). 4) E alle botte di sfiga di cui sopra, preferirò sempre i From Hell, Cerebus, Jar of fools, Gregory, Flaming Carrot. Anche io. 5) L'opera d'arte con "coscienza politica" è poi un concetto così sfigatamente retrò che anche Marx si vergognerebbe a ricicciarlo nell'a.D. 2011. E chi ha mai detto che il fumetto debba avere necessariamente una "coscienza politica"? Il fumetto è un medium col quale perseguire qualsiasi finalità.. Una lunga discussione, dunque, che ha dimostrato che, al di là delle appartenenze morali alla sinistra, in pratica tutti, da Sclavi in poi tutti hanno lavorato, scritto e pubblicato per Silvio Berlusconi. Anche Alessandro Di Nocera attualmente è collaboratore di Mondadori Comics come supervisione alla collana Empire Usa.

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