mercoledì 17 dicembre 2014

IL GRUPPO FACEBOOK DI DYLAN DOG CONTRO IL NUOVO CICLO DEL RILANCIO. RIDATECI IL VECCHIO DYD!

Il nuovo ciclo di Dylan Dog continua a non piacere, anche se in una prima fase, complice la censura presente su molti gruppi di Facebook, ha attenuato il livello delle polemiche e soprattutto della insoddisfazione di chi molto si aspettava da queste nuove storie, quelle della Fase 2 per intederci, che alla fine si sono rivelate un disastro sotto ogni profilo, grafico e di contenuti delle avventure. Sembra che il comune denominatore delle pesantissime critiche sia rappresentato da uno svuotamento degli elementi essenziali del personaggio nato dalla fantasia di Tiziano Sclavi nel settembre 1986. Chi era abituato al vecchio Dylan Dog, mal si troverà con il nuovo, che non ha nulla a che vedere con il precedente. Si sta allora avverando l'ipotesi che abbiamo formulato nei precedenti articoli. La Fase 2 non è semplicemente la seconda fase di un progetto di rilancio di un personaggio in crisi, ma la fase di creazione di un personaggio completamente nuovo che, in questo momento, non sta riscuotendo il favore degli aficionados. Possiamo solo pensare che la casa editrice, consapevole di non poter riportare alle origini un personaggio che ha ormai detto tutto quello che doveva dire e le cui caratteristiche di punta non sono più adatte ai tempi attuali, stia cercando lentamente di ricostruirlo su basi nuove, puntando con forza alla categoria di lettori più giovane. Un Dylan Dog adatto ai più piccini e per questo un Dylan Dog protagonista di storie semplici, disegnate con molta approssimazione e dalle sceneggiature poco impegnate. Gli unici elementi presenti in Dylan Dog continuano ad essere l'assenza di valori cristiani e la poca scarsa per i principi morali, che fanno di questo fumetto una lettura non consigliata soprattutto ai giovani ai quali esso si propone di riferirsi. Inoltre, gli editoriali del numero 339, come meglio leggerete nella nostra recensione di prossima pubblicazione, si segnalano più per i messaggi negativi che per quelli che potrebbero essere comunicati ai giovani. Una enfatizzazione eccessiva per la violenza, la sedizione e i gruppi musicali satanici come i Sex Pistols, la cui canzone del 1977 ha dato il titolo all'episodio in questione, non rappresentano messaggi adatti ai giovani, la cui psiche, ancora immatura, rischia di perturbarsi in maniera definitiva alla lettura di storie connotate da questi contenuti. Qui di seguito riportiamo la discussione di uno dei gruppi Facebook di Dylan Dog in cui si evidenzia l'insoddisfazione degli utenti. In realtà, nei gruppi del noto social network ve ne sono state altre, ma gli amministratori le hanno cancellate e per questo motivo non è stato possibile proporle. Una discussione che permette di apprezzare il punto di vista diretto dei lettori del gruppo di Dylan Dog. In ordine ad eventuali errori grammaticali o ortografici della discussione, ci scusiamo con i lettori, ma abbiamo pensato di riportare gli interventi in modo genuino e senza correzioni per rispecchiare anche il livello culturale dei lettori di Dylan Dog, che non è mai stato eccezionale, trattandosi di un fumetto adatto ad un pubblico di modeste pretese intellettuali e dalle velleità culturali ridotte ed espressione delle fasce più modeste della popolazione giovanile.
 

Secondo me il problema degli insoddisfatti e mi ci metto in mezzo, è uno: ci è stato detto che il nuovo corso serviva a riportare DD alle origini, quando bisognava dire una cosa diversa e più veritiera, ovvero che non si sta riportando Dylan alle origini ma, al contrario, lo si sta cambiando per attirare le nuove generazioni. E' la mia idea che mi sono fatto leggendo questi primi tre numeri, metto in conto che può essere sbagliata e gradirei non essere offeso per questo. E con questo post mi riferisco ad una discussione recente che ho letto in questo gruppo. Hai ragione e poi è anche questione di gusti, sinceramente nelle discussioni ultimamente ho visto solo ignoranza, gente che prende sul personale il fatto che un numero possa piacere o meno. Sinceramente spero che questo nuovo corso porti a qualcosa di buono, è presto per dire dovrà andrà a finire, magari questi numeri sono solo uno stacco che porterà a cose migliori. Aldilà di quello che ti aspetti, mi spiace che si stia creando una guerra fra due fazioni, sarebbe così bello esprimere il proprio punto di vista senza incazzature. Si dispiace anche a me,anche perchè mi pare assurdo che non si possa dire la propria opinione senza essere insultati...anche se siamo critici amiamo Dylan e NESSUNO ha messo in dubbio il lavoro o l'impengo che ci stanno mettendo per risollevare la testata. Ivan, il punto è che DD quando uscì rifletteva la società ed i suoi problemi. Era l'attualità di allora attraverso il riflesso del diverso, dell'orrore, del folle e macabro. Tutto infarcito da citazioni, rimandi, piccole strizzate d'occhio e poesia. Sia per i testi, che trame che metafore. Tu stesso lo hai detto, il nuovo percorso sembra attirare le nuove generazioni, ma è fatto per affrontare la realtà attuale. E questa è fatta di rivolte, chiasso mediatico, confusione, contraddizioni, isolamento tecnologico e quanto altro. I primi numeri di questo nuovo ciclo, è solo un mio parere mica è inciso nella pietra, stanno portando piccoli cambiamenti poco alla volta. Hanno (finalmente) una trama solida (che può piacere o meno, ma è ben strutturata) rimandi, citazioni ai film e telefilm, e DD data la situazione fa finalmente quello che qualsiasi persona avrebbe fatto : usare internet per delle informazioni. A me non è piaciuta come la scena si è svolta (per dire), ma era sensata. È una mutazione lenta che dovrebbe portare Dylan come tramite per gli orrori quotidiani della nostra società. Nota a piè pagina (o commento) : ma ci vogliamo ricordare che Dylan nel primo volume usa un clarinetto bomba? Ci sono stati tanti Dylan e tanti ce ne saranno ancora, basta che siano di qualità e che tornino a parlare del vero orrore. Quello fatto dalle paure, ansie, ed esasperazioni del quotidiano. Pps. Era da troppo per dire, che non vedevo l'ora di correre in edicola e vedere cosa sarebbe successo a Dylan. Penso che molti "insoddisfatti" non abbiano colto che Recchioni ha spesso parlato di ritorno alle origini come spirito del personaggio. Io ho sempre colto le sue parole come: DD è in un momento di fermo creativo, il mio scopo è recuperare la carica creativa dell'inizio, ma non tornare a quelle storie perchè sarebbe impossibile.
 
Nel farlo vuole riportare la testata a essere appetibile per i suoi contemporanei e a parlare di modernità con il giusto spirito critico e libero, come spesso ha fatto Sclavi nelle sue opere. E' vero che alcune storie classiche di Dylan sono al di fuori del tempo, nel senso che sono sempre un piacere per la lettura e il nuovo ciclo è forse più apprezzabile da chi sta vivendo in contemporanea con le uscite...ma non scordiamoci che questi numeri stanno anche spianando la strada a chi verrà, definendo uno status quo che potrebbe portare a ottimi numero autoconclusivi e senza scossoni. E Spazio Profondo è stato un manifesto di questo. (scusate se mi sono dilungato, ma anche io preferisco questo tipo di discussioni civili e ragionate!). Si Davide Della Rossa ,ma non si può pretendere neppure che piaccia a tutti e che tutti siano d'accordo.In quanto alle storie si erano ben strutturate,ma gli mancava qualcosa secondo me. Ma sono fiducioso le cose miglioreranno. Giovanni Andreis mai detto. Anzi, è normale. Altrimenti nemmeno esisterebbe lo scambio di opinioni xD. Io apprezzo e mi godo la gestione come non succedeva da tempo e per ora questo basta. Sono pro cambiamento (in generale) perché il riciclarsi per un pubblico che grida alla banalità ma poi si scandalizza se qualcosa cambia, deve essere pesante anche per chi "crea artisticamente". Molte storie del vecchio DD non mi piacevano e molte del nuovo nemmeno mi conquisteranno. Niente di nuovo sotto al sole voglio dire, ma sono entusiasta che qualcuno ci stia provando davvero a dare una nuova linfa al personaggio, a prescindere di come andrà. Davide Della Rossa il problema è che si è formato un blocco di paladini che come tocchi la questione ti mordono o ti danno della bestia,non solo qui ma in un sacco di altri gruppi. Sul fatto "tecnologie", vorrei ricordarvi che DD è sempre stato un personaggio anacronistico anche negli anni 80/90. A me piaceva questa cosa, era simbolo del suo "anticonformismo" e la vedo una cosa molto grave che questo suo essere venga eliminato perché "non si può che nel 2014 non abbia un cellulare". Sono d'accordo: per quanto condividessi la necessità di una svolta e pur essendo un sostenitore della continuity (non se ne poteva più di storie autoconclusive fini a se stesse), spero che gli autori non si facciano prendere troppo la mano. Comunque ho riletto un vecchio albo, "Il tagliagole" e lì c'era un Dylan particolarmente aggressivo (schiaffeggiava la sospettata solo per trovarsi sulle dita il suo sangue e poterlo analizzare). Diciamo non proprio un modello di pacifismo, eppure l'autore era Sclavi, quindi era il Dylan originale. Forse siamo noi che diamo a Dylan le nostre caratteristiche e vorremmo trovarle in ogni albo. Io se posso dire la mia devo dire che questo nuovo corso non mi e affatto dispiaciuto fin ora e ho 35 anni ma non posso non ammettere che le vecchie storie fatte da mostri vampiri lincantropi fantasmi e mana crace vari mi mancano un casino. Davide, condivido in pieno...negli anni i lettori hanno elaborato il loro dylan, dimenticandosi delle differenze che porta ogni sceneggiatore. Se proprio devo trovare un neo a questo nuovo corso è il sospetto che si stia cercando di provocare i lettori storici e farli incavolare. Cos'altro è lo smartphone in copertina di uno dei prossimi numeri (quello in cui esordisce John Ghost), se non una provocazione, come a dire "Temete il cellulare? Eccovelo qua in copertina.
 
Zitti e muti e beccatevelo." Ognuno si crea il proprio DD? Non sono d'accordo, ma potrebbe essere. Alcuni punti fermi però ci sono sempre stati, e da questi tre numeri non li ho ritrovati. Vero anche quello che dici te Daniele Ramella, però dovrebbero stare attenti a non tirare troppo la corda: se volevo leggere John Doe mi leggevo John Doe. Ivan hai ragione sul tipo "anacronista", ma era diventato la macchietta di ciò che doveva essere. Fino ad ora, la tecnologia è stata usata una sola volta e contestualizzata. La mia paura (inerente l'assenza di tecnologia) è proprio che il personaggio che dovrebbe rappresentare l'attualità con i suoi mostri, rimanga indietro a causa di un retaggio del passato. I punti fermi sono stati creati in un'altra epoca, oggi se vogliamo mantenere lo stesso spirito passato che affronta gli orrori moderni, dobbiamo farlo appunto con nuovi punti fermi (rispettando sempre l'animo della creatura bonelliana). io ripeto da vent'anni che bisognerebbe avere il coraggio o l'incoscienza di dare in mano la serie a uno sceneggiatore che garantisca almeno un 60% delle sceneggiature, in modo da dare un taglio stilistico forte, come s'è fatto su Tex con Nizzi prima e con Boselli poi. E gli altri sceneggiatori che scriverebbero le altre storie apporterebbero un pizzico di variazione. Come dicono in inglese, too many cocks to sing, it never makes the day. Scusami Davide Della Rossa, non si poteva rimanere fedeli al personaggio e attualizzare il mondo attorno a lui? Manuel Caprarix questa cosa va bene fino a che dai una serie in mano ad una persona giusta, se sbagli lo sceneggiatore rischi di rovinarla. Magari è uno sceneggiatore bravissimo, ma semplicemente non adatto al personaggio, poi che fai? eh, appunto dicevo il coraggio o l'incoscienza. Però così io ho sempre un senso di un gran minestrone. Immagina allora il Mondo che va avanti con la tecnologia ed i suoi mostri e lui che invece lotta perchè "ai suoi tempi" non era così. La mia paura è che ci trovavamo Nonno Dylan (amato... Ma anche odiato oramai dai vecchi fan) che lotta in un mondo (finendo quasi per fare il verso o la Paternale) verso le nuove generazioni (che quindi nemmeno so accosterebbero al nostro eroe). Siamo tutti un po' genitori di Dylan, lo scrissi anche tempo fa. È normale avere certi timori ed essere legati a come era... Ma tutto cresciamo ed del suo album artistico vanno suonate tante altre tracce, mica solo la prima! Quindi skippiamo e vediamo cosa ha da offrirci il resto del album di DyD! A me fa paura la ricerca della polemica e del sensazionalismo che traspare nel modo di Recchioni di fare marketing... per la serie: se dovesse portare in prima pagina, facciamo mangiare una bistecca a Dylan. Non so, spero di sbagliarmi, ma quello che mi preoccupa non sono le storie, ma l'approccio al personaggio. possibile che da quando si è semi-ritirato sclavi, ancora non hanno trovato un adatto sostituto? E mi chiedo pure perché Recchioni solo curatore? A prescindere da quanto mi piaccia o non mi piaccia. Io invece sono più per le chiusure, quando una serie ha dato tutto allora e meglio salutarsi con un bel ricordo invece di trasformarla in un altra cosa. Ma mi rendo conto di essere drastico. Davide Della Rossa quali caratteristiche di Dylan (se ci sono) dovrebbero secondo te essere mantenute ad ogni costo?
 
Capisco Ivan, io penso lo stesso per le saghe o per le storie che hanno un inizio ad una fine. Ma la quasi totalità dei prodotti bonelliani è autoconclusiva e fatta proprio per un infinito susseguirsi di eventi. Non sono storie. fatte e pronte, ma si evolvono sceneggiatore dopo sceneggiatore. io leggo anche tex e siamo giunti al numero 600e passa e mi prende ancora come all'inizio..certo ci son state storie belle e meno belle ma la passione è rimasta intatta..con dylan no..pur con affetto devo dire che) tralasciando i nuovi numeri ancora poco giudicabili)i 2 anni precedenti le storie facevano cag... per non parlare degli speciali. condivido il tuo pensiero ,anche io faccio parte degli insoddisfatti per ora, ma portare Dylan alle origini per me intendevano sul fatto vendite, e non sulle storie del passato o sul personaggio del passato. il Dylan nuovo cerca le nuove generazioni , viene modernizzato per quello a mio parere. Stefano Bonavoglia, Tex e DD non si possono paragonare per un semplice fatto: Tex vive cristallizzato in un epoca ben precisa e non ha questi problemi di evoluzione. quello si ..era x dire che cmq dopo mezzo secolo mi appassiona ancora..e onn è che il western offra poi trame cosi varie.. Esatto. Anche Adam Wild e Dragonero nascono avvantaggiati in quanto cristallizzati un un mondo ben preciso. Ed allora che ce lo dicano subito Adriano Bacucco, così noi della vecchia guardia possiamo decidere se passare la mano od accettare e basta. Ma non lo faranno per $$$$. Ecco, una cosa che secondo me sarebbe una genialata, ma non capisco perché non l'abbiano mai fatto, e fare la stessa cosa con DD: cristallizzarlo a fine 80 inizio 90. Che poi erano gli anni più congeniali ad un personaggio come Dylan. non occorre che ce lo dicano , si vedrà in poco tempo, coi prossimi numeri. In base ai gusti personali uno sceglie se continuare o no.A me non piacciono più per dire e se continuano così stopperò come ho già fatto dal 200 in poi,ma a altri sempre vecchia guardia piacciono. Daniele non riesco a taggarti, comunque bella domanda. Ci penso un attimo e ti rispondo. Anzi, improvviso. Dylan è una persona senza tempo (date le sue origini) ed ha sempre seguito le donne per io suo complesso di edipo o seghe mentali e bla bla bla. Quindi sciupafemmine, ma romantico. Difensore non dei deboli in stile paladino, ma del diverso grazie alla sua empatia. Lui riesce a vedere l'orrore e la bellezza che ci circondano, a dispetto del resto del mondo che avanza come un gregge di zombie. Dylan è umano e come tutti ha molte fobie, che ultimamente venivano solo menzionate e poi accantonate. Inoltre ultimamente sparava ed uccideva senza problemi, questa cosa l'ho sempre mal digerita, ma voglio usare questo punto per dire che Dylan, odia la violenza... MA HA LA SUA PISTOLA. Ma é di competenza di Groucho. Quindi anche se Dylan, odia la tecnologia (perché ci isola dal mondo) la potrebbe affidare (tramite smartphone o quello che sarà) a Groucho , perché come all'epoca per difendersi aveva bisogno di quel determinato oggetto che odiava, oggi per informarsi e per superare certe barriere, utilizzerà l'oggetto che molto di noi odiano (lui compreso). A me piacerebbe ad esempio una serie di numeri in cui, a causa di un duro colpo, Dylan torna alcolista, per uscirne poi a fatica dopo alcuni numeri. Una sorta di "saga dell'alcol" come la "saga del clone" dell'Uomo Ragno. Troppo moderno? Però a me queste cose piacerebbero.
 
Ecco, riguardo le donne: qualche pro-nuova fase tempo fa aveva proposto di trovare una donna fissa a Dylan Dog, questo per me sarebbe un ulteriore bestemmia. Chiunque conosce Dylan sa che lui non può avere una donna fissa perché cerca in loro sempre Morgana e Lillie, ed ovviamente non le trova. A sto punto facciamogli anche cambiare abiti, perché indossare sempre gli stessi non è credibile. E' un fumetto, dio bono, non deve essere per forza tutto credibile! a me l 'ultimo dylan piaciuto è quello delle cronache dal pianeta dei morti ma non ho capito se proseguirà negli speciali o dove. Ivan Noir  ero io ad averlo proposto, ma perchè deve essere così impossibile? A Dylan è impedito dai lettori il trovare una donna speciale? Impossibile per i motivi che ho scritto, posso anche capire (a malincuore) di cambiare un personaggio dal punto di vista delle abitudine dandogli uno smartphone, ma cambiarlo dal punto di vista psicologico mi sembra troppo. non psicologico... ripeto: Dylan non può innamorarsi di una sola donna? (che tra l'altro secondo me esiste già, è Rania. Daniele, è sempre possibile creare un nuovo personaggio che abbia a che fare con il paranormale. Non è che bisogna per forza cambiare Dylan in ogni aspetto. Ah, beh, poi Dylan che è sempre stato un ateo o comunque mai assoggettato a nessuna religione andrebbe proprio d'accordo con una mussulmana XD. non è solo un tuo sospetto, non ti dico sia verità, ma è anche un mio sospetto! secondo me recchioni proprio non è in grado di gestire il suo ego. nel precedente numero che citi è palese come abbia cercato di aggiudicarsi l'ultima parola sulla frangia reazionaria dei lettori. non critico certo il gesto, faccia cosa vuole, ma forse una conferenza e/o simili sarebbe stato un luogo più adatto di una sceneggiatura. a quale episodio in particolare ti riferisci, mi sono un po' perso nella discussione. ora non ricordo il numero di preciso ma tipo quello del pensionamento, a personaggi come bloch dylan e groucho vengono messe in bocca frasi tali da non necessitare di malizia per capire chi le stia pronunciando davvero e chi siano i reali destinatari. Io dico che il massimo lo si ha avuto con la storia del selfie in copertina, e sopratutto le modalità con cui è avvenuta la faccenda: prima scatena il putiferio su FB, poi quando vede che la cosa scandalizza la maggior parte dei lettori più "conservatori" la copertina diventa ufficiale. Un po' come dire: "più vi lamentate, più faccio ciò per cui vi lamentate". quella copertina è orrenda, un vero e porprio attacco dichiarato ai critici, che sembra studiato apposta per farli abbandonare la testata. allora non sono l'unico che ha pensato: ma questo non è dylan! è così brutto che può essere solo una proiezione di quell'egocentrico!!! Ciao Ivan Noir, ciao a tutti. Ank'io la penso come te, abbiamo avuto la stessa impressione. Io amavo Dyd x come era prima; era una costante, una certezza, lo conoscevo. Quello di adesso gli somiglia un pò ma nn è lui. Sxo sia solo una mia indisponibilità al cambiamento.. e l'ispettore in pensione proprio nn lo mando giù! 😕 nn so.. ma nn mollo; continuerò a seguire Dyd. Ripeto i punti citati nel post precedente: Dylan Dog era affascinante come fumetto perchè la linea tra il bene ed il male quasi mai era certa, e Dylan Dog rappresentava l'Anti-eroe. Nelle sue storie la critica sociale e politica era velata nell'orrore, e non sbattuta in maniera pacchiana e banale come in quest'ultimo numero. Il mio timore è che la continuity di Recchioni stia invece trasformando Dylan nel tipico eroe Marvel ostacolato dal commissario di turno o dai poteri forti. Spero di sbagliarmi, ma questa svolta non mi convince: sta reinventando il personaggio invece che le storie. Ed il personaggio era la cosa migliore.

Domanda seria e senza polemiche: dove vedete il cambiamento di cui parlate? Io sono pro fase, ma nemmeno vedo tutto questo cambiamento da farmi urlare allo scandalo. Se avete tempo e voglia di leggere,i commenti che ho postato precedentemente penso riescano a riassumere in toto il cosa era ed il coda sta succedendo. Ma ripeto, io ancora sono incapace di vedere tutti questi cambiamenti. Quello serio è stato inerente Bloch. E nel terzo volume (secondo in teoria) l'utilizzo contestualizzato di internet. Penso che sia più il timore di scavare oltre il fondo ad attanagliarci un po' tutti. Per quanto mi riguarda non si sta urlando allo scandalo sto solo dicendo che i cambiamenti che il curatore ha annunciato, ed in questi tre numeri effettuato, non mi piacciono. Non li vedo adatti al personaggio, a parte Bloch, la sua pensione è meritata. Ma anche lì non mi sono piaciute le modalità: è stato mandato in pensione con una storia carina, lui meritava un capolavoro. Il cambiamento più netto è stato il fatto che si stanno delineando dei personaggi buoni, dei personaggi stereotipati come Carpenter (sembra di vedere il commissario Gordon di Batman), e dei super cattivissimi (John Ghost). Se non è cambiamento questo! Dylan Dog differiva molto dagli altri fumetti proprio perché non c'era il solito combattimento tra bene e male, ma un orrore che poteva rendere i buoni cattivi ed i cattivi buoni, al contrario di qualunque altro fumetto. cmq è un progetto a medio\lungo termine,con inserimento di personaggi e modernità. Adesso non mi piace, ma quando sarà assestato magari darà ottimi frutti. Non riesco ancora a definire né il nuovo commissario né Ghost (non ho letto il suo albo), quindi per ora trovo prematuro il giudizio. Come per una serie tv, bisogna aspettare qualche episodio prima di un giudizio. In ambo i casi, incrociamo le dita per Dylan! Io aggiungo, oltre a quello detto da Fabio: L'uso della tecnologia è ok, ma mi è stato rovinato quel modo di fare anticonformista di Dylan che per anni ho ammirato. Le citazioni che una volta erano di film cult o sulla letteratura sono diventate di filmacci buoni per bimbominchia nerd. Infine qui si sta discutendo anche il modo con cui si stanno effetuando questi cambiamenti. si aspettiamo l'assestamento Davide, il mio parere è per i singoli albi e in particolare le storie che non mi prendono,la fase è in via di sviluppo. Fe fe fe fermoooo. Non paragonarmi Carpenter ad un film per bimbominkia. Dimmi che ho capito io male Ivan. Ti prego xD. Poi vorrei anche mettere l'accento che fin'ora abbiamo avuto un numero di fantascienza, una commedia nera ed un altro di attualità, diciamo. Seppure tutti e tre abbiano componenti horror, l'horror dove sta? Mi sono spiegato male io Davide Della Rossa, intendevo citazioni come quella di The walking dead (serie schifata da Romero in persona, mica cazzi). Si potrà dire qualcosa tra un paio di mesi,dopo i primi sei sette numeri,meglio dopo la prima annata della nuova gestione.L'unico punto è che pare che criticando un prodotto Bonelli critichi tutta la Bonelli,cosa non vera,con Le Storie secondo me sta facendo un lavoro fantastico,Shangai Devil poi è stato un piccolo capolavoro. Non volevo criticare tutta la Bonelli... mi spiace se è parso così. Ma non volevo criticare neanche DD, stavo solo spiegando perché, secondo me, si sia formata una schiera di fan più conservatori, a mio parere è stato un problema di comunicazione. Hanno comunicato un restyling quando invece si sta facendo una sorta di ree boot, attenzione che ho detto "una sorta". Giovanni sono critiche a fin di bene ,per confrontarci sui gusti tra appassionati del fumetto, e non fanatici che o deve piacerti o deve farti schifo.E le Storie sono stupende come dici.

non intendevo quello,anzi il contrario,ogni volta che si commenta con qualche perplessita si viene aggrediti da fan conservatori che ti dicono di tutto xD. Il problema delle citazioni,ragazzi, non è da poco. E' innegabile che con Recchioni il citazionismo sarebbe in un qualche modo rinato. Il problema è che ad attualizzare Dylan Dog si è portati a citare ovviamente più i film o le canzoni di questo periodo che riferirsi ad opere passate. Questo quindi ci porta in una discussione ancora più grande e complessa. Io ad esempio personalmente ritengo che questo sia un periodo dove il cinema soffra di mancanza di idee e di qualità. E' chiaro che se mi si cita i film attuali, quasi sicuramente potrei restare deluso. La letteratura e la musica stanno vivendo più meno anche loro una crisi. Ergo, se Dylan Dog deve allargarsi alle nuove generazioni, gli autori devono per forza citare dei riferimenti attuali che la maggior parte delle persone può trovare discutibile. E' un grosso problema il citazionismo oggi, perchè può creare una bella spaccatura tra le generazioni passate e presenti che leggono entrambe Dylan. (Spero di essere stato chiaro). concordo con Giovanni. a me il nuovo corso fa cagare, però i risultati si vedranno solo tra qualche mese. quanto alle Storie, sono al momento il top della Bonelli. aggiungo che per ora anche Adam Wild sta andando MOLTO bene secondo me (ma a me tutto ciò che è avventura, Africa e 1800 va benissimo). Ma le nuove generazioni potrebbero essere anche istruite con citazioni di buoni film del passato, così come fece DD con me ai tempi, facendo conoscermi film degli anni 80 che non potevo conoscere per motivi di età. il problema delle citazioni è e sarà sempre la cultura di colui che cita. Qui si concludono i tristi commenti del gruppo Facebook di Dylan Dog. Emerge prepotente il senso di insoddisfazione e anche i più accaniti sostenitori del nuovo corso cominciano a dubitare, a conferma delle tesi che avevamo sostenuto mesi fa. Molti, infatti, al di là della partigianeria politica per il nuovo curatore, hanno compreso che le nuove storie di Dylan non sono meno vuote di quelle della supervisione di Gualdoni. Il che autorizza a pensare che nel 2015 le vendite della collana continueranno a scendere. La Bonelli è attualmente una casa editrice che si regge parecchio sulle sue due serie di punta, che sono Tex e per l'appunto Dylan Dog. Il primo segna una erosione annua di lettori oscillante al 5%, mentre il secondo è precipitato negli ultimi tre anni con una perdita vicina al 15%. Un crollo che si può solo spiegare con l'esaurimento totale delle idee. La scelta della Bonelli di affidare la supervisione ad un personaggio noto sul web per le sue prese di posizione non ha giovato a Dylan Dog, che potrebbe essere rimesso in sesto solo affidando la supervisione a Tiziano Sclavi. Riteniamo, infatti, che questa sia l'unica strada per invertire la tendenza negativa delle vendite. Il motivo che ci ha spinto a pubblicare per intero i commenti dei lettori del gruppo Facebook di Dylan Dog è stato soprattutto quello di affidare la parola direttamente ai lettori, che hanno esternato sul noto social tutto il loro malcontento e dimostrare che non siamo gli unici a pensare che il nuovo ciclo dell'Indagatore dell'Incubo sia un colossale fallimento. Tra pochi giorni pubblicheremo la nostra recensione del numero 339 e già vi annunciamo che sarà impietosa. Avremmo probabilmente ritenuto questo albo un buon fumetto se non fosse partito dalla prerogativa fallimentare di porsi come pietra miliare del rilancio di Dylan Dog perché, quello di cui parliamo non è più l'Indagatore dell'Incubo.

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