domenica 28 dicembre 2014

JOE QUESADA: INTERVISTA DEL 28-11-2014. SI PARLA DI MIRACLEMAN E DEL LAVORO DEL SUO AUTORE!

Albert Ching: Joe, the importance and influence of the mid-'80s to early '90s Miracleman stories is very clear. With December's Miracleman Annual bringing the first new stories featuring the character in decades, how much of a responsibility do you -- and Marvel as a whole -- feel in getting it "right"? You've made it very clear over the years how important "Miracleman" was to you as a reader -- how significant of a comic is this to you, both as chief creative officer of the company and as the artist of one of the two stories in the annual? [Traduzione: Joe, l'importanza e anche l'influenza che le storie di Miracleman hanno avuto nella prima metà degli anni ottanta fino ai primi anni novanta è molto chiara. Con l'Annual di Miracleman che uscirà a dicembre 2014, riporterete il personaggio ai livelli degli scorsi decenni. Quanto responsabile ti senti tu e la compagnia di questo progetto e cosa vi fa pensare di essere nella giusta direzione? Nel corso degli anni Miracleman è stato considerato molto importante da parte dei lettori e anche da te stesso. Ora che ti occupi del lato della produzione, essendo il direttore creativo della casa editrice, nonché artista di questo Annual, cosa provi?].
 
Joe Quesada: There's no doubt that I personally feel a great sense of responsibility with this. Marvel has certainly demonstrated the same, which I think is evident in the patience and care we've shown in relaunching the character and the classic material. The original series had a profound effect on me as a comics reader at the time and then later as a working professional, so there is absolutely a great sense to "get it right," but I think "don't eff it up" would be a more accurate summation in my case. While working on a new Miracleman story is daunting enough, the fact that this story by Grant has a place within the history of the original run has only served to add more pressure than usual and more than I even anticipated when I took on the assignment. Add in the fact that this is the first and only time Grant and I have ever had the opportunity to work together as writer and artist and that sense of "don't eff it up" is only amplified. Granted, I realize that the pressure is all self-imposed, but it doesn't make it any easier regardless. It probably all sounds very silly to those fans who are either coming to the material with fresh eyes or aren't aware of its historical significance. Not that I could blame them, it's a hard thing to do if you weren't there at the time the material was being released. So many great stories have been influenced by this run of comics in one way or another that it's difficult to truly appreciate the original run in the manner it was viewed while it was being released and breaking new ground. [Traduzione: Non c'è dubbio che sento personalmente un grande senso di responsabilità con questo progetto. La Marvel ha certamente dimostrato la stessa cosa, come credo sia evidente nella pazienza e nella cura che ha mostrato nel rilancio del personaggio e del materiale classico. La serie originale ha avuto un profondo effetto su di me come lettore di fumetti in quel particolare momento e poi come professionista che nei fumetti ci lavora, quindi non c'è assolutamente un grande senso di farlo bene, ma penso che il non caricare troppo il progetto sia una sommatoria più accurata nel mio caso. Mentre si lavora su una nuova storia di Miracleman è abbastanza incoraggiante pensare che questa avventura di Grant avrà un posto nella storia della run originale, benché ciò è servito solo ad aggiungere più pressione del solito e più di quanto mi aspettassi, anche quando ho assunto l'incarico. Aggiungete il fatto che questa è la prima e unica volta che Grant e io abbiamo avuto l'opportunità di lavorare insieme come scrittore e artista e quel senso di non caricare troppo la cosa è amplificato al massimo. Ciò posto, mi rendo conto che la pressione è tutta auto-imposta, ma non rende affatto più facile lavorare su un progetto di questo genere. Probabilmente, tutto suona molto sciocco a quei fan che arrivando su questo materiale con occhi nuovi o non sono a conoscenza del suo significato storico. Non che io voglia dare la colpa a questo. E' una cosa difficile da pretendere visto che non erano lì nel momento  in cui il materiale originale è stato distribuito. Tante grandi storie sono state influenzati da questo percorso nel fumetto in un modo o nell'altro ed è difficile apprezzare veramente la run originale nel modo con cui è stata vista quando è stata distribuita la prima volta, inondando un territorio nuovo e sconosciuto. Cercheremo di impegnarci al massimo in questo lavoro].
 

Albert Ching: Not only are these the first "Miracleman" stories in years, this is also the first full story you've illustrated since, I believe, 2010. I know you do quite a bit of drawing in your role as CCO not to mention multiple covers a year, but how satisfying was it to return to sequential, interior work for this? [Traduzione: Non solo si tratta delle prime storie di Miracleman da anni a questa parte, ma è anche la prima storia davvero completa che avete illustrato dal 2010 credo. So che nel tuo nuovo ruolo di CCO hai poco tempo per dedicarti al disegno per non parlare delle tantissime copertine che hai realizzato, ma quale soddisfazione ti ha dato il ritorno ad un lavoro sequenziale?].
 
Joe Quesada: It was a blast to get back to telling a sequential story. As much as I love doing covers whenever I have the chance, there's nothing more satisfying than being able to tell a story from start to finish, panel to panel, scene to scene and collaborate with a writer or work on something I've written myself. Being a bit OCD (OK, maybe more than a bit) I find every aspect of the process immensely enjoyable; and by every aspect I'm not just referring to the laying out and drawing of the story. There's also all the research, gathering of reference and decisions on approach that makes someone with my special brand of compulsiveness giddy with pleasure. For this story I decided to take a somewhat European comics approach and I was looking at more than my share of Moebius and Sergio Toppi before getting into it. I traditionally enjoy using a lot of black and shadow in my work, but I intentionally forced myself to work in an open style, which was completely against the grain of anything that I would normally do. You actually don't see any heavy, blocky blacks enter the story with the exception of one character and that's by design. Another satisfying aspect of the project was working on something that was going to be seen by the public. As you mentioned, I've been doing mostly cover work because of the little free time available to me, but I've also been working on a significant amount of stuff that no one will ever see for our various TV and animation projects. I think comic artists by our very nature love to put ourselves out there and aren't the kind of people who would prefer to work in anonymity, so doing a project that's going to get into the hands of fans is really gratifying and a bit scary, but it's the good kind of scary. [Traduzione: Tornare a disegnare storie sequenziali è stata dura. Per quanto io ami realizzare copertine ogni qual volta che ne ho la possibilità, non c'è niente di più appagante rispetto alla narrazione di una storia completa dall'inizio alla fine, pannello per pannello, scena per scena, collaborare con il produttore o addirittura lavorare su qualcosa che ho scritto io. Forse sono un po' OCD (ok, forse parecchio) trovo ogni aspetto di questo processo immensamente piacevole. E non mi riferisco solo ad ogni aspetto da curare o ai disegni veri e propri. C'è tutta una attività di ricerca, di raccolta di riferimenti e di decisioni sull'approccio da tenere, che mi ispira sempre un certo piacere. Per realizzare questa storia ho deciso di adottare un approccio un po' europeo, guardando molto le opere di Moebius e di Sergio Toppi prima di cominciare a schizzare le tavole. Adoro le ombre e i neri nel mio lavoro, ma mi sono sforzato di privilegiare uno stile aperto, molto diverso da quello che normalmente ho fatto finora. In realtà, non si vede da nessuna parte il nero intenso, salvo che per il protagonista e per gli scenari. Un altro aspetto molto soddisfacente di questo progetto era che sarebbe stato visto dal grande pubblico. Come hai ricordato, a causa del poco tempo a mia disposizione ho potuto lavorare solo su copertine, ma ho anche realizzato una notevole quantità di materiale che nessuno potrà mai vedere nei nostri vari progetti televisivi e di animazione. I fumettisti sono persone che amano mettersi in mostra, ma io non sono quel tipo di persona. Preferisco l'anonimato. Così realizzando un progetto che poi finirà tra le mani dei lettori per me è un motivo di grande gratificazione mista a paura].
 
Albert Ching: Grant Morrison and Joe Quesada is certainly a high-profile team. Though Morrison's "New X-Men" certainly was a major part of your early tenure as Marvel editor-in-chief, seeing you work together as writer and artist is something new. Since it is a nearly 30-year-old script, how timeless do you view the story? And though it's based on an existing script, has Morrison been involved in the production of this issue? [Traduzione: Grant Morrison e Joe Quesada è sicuramente una squadra di alto profilo. Sebbene il New X-Men Morrison di certamente sia stato una parte importante del tuo periodo alla Marvel come redattore-capo, vederti lavorare come scrittore e come artista è qualcosa di innovativo. Poiché si tratta di un testo di quasi trenta anni fa, lo vedi come un racconto senza tempo? E anche se si basa su uno script già esistente, come vedi il ruolo di Morrison nel progetto?].
 
Joe Quesada: The story is timeless in the sense that it was written to be inserted in the original run and it has its place within the original continuity. It's an unseen story that takes place before the battle over London. I believe it was written when Grant was 19 and I worked off his original manuscript, which can be seen in the bonus material in the back of the issue. Grant was intimately involved with the process as a now older, more seasoned Grant took to editing his 19-year-old self, and that alone seems like a perfectly trippy Morrisonesque kind of thing to have happen which makes me smile. [Traduzione: La storia è senza tempo nel senso che venne concepita per essere inserita nella run originale della serie e ha il suo posto in quella continuity. Una storia invisibile che si svolge prima della battaglia su Londra. Credo che sia stata scritta quando Grant aveva 19 anni e io lavoravo sul suo manoscritto originale, che potrà essere visto come bonus in fondo all'albo. Grant era coinvolto nel progetto al pari di noi più anziani, anche se poi il suo progetto sarebbe stato modificato. Io lo vedo come una sorta di Morrisonesque perfettamente trippy e questo mi fa sorridere].
 
Albert Ching: The other story in the annual is by the beloved "X-Force"/"X-Statix" team of Peter Milligan and Mike Allred, and stars the '50s version of Miracleman. What do you find intriguing about their approach to that story, and its pairing in the issue with the one you're illustrating? [Traduzione: L'altra storia che si vede nell'Annual è il tanto amato crossover X-Force/X-Statix di Peter Milligan e Mike Allred con la versione anni cinquanta di Miracleman. Cosa trovi di interessante del loro approccio a quella storia e la sua relazione con questo che si sta illustrando attualmente?].
 
Joe Quesada: It's Milligan and Allred, how can that not be amazing? Those two just have a fantastic collaboration that's visible on every page. I love their story, it's got the magic of the classic material, but there's a wonderful, foreshadowing, and somewhat ominous wink as well. It's really charming, funny and smart. The story totally disarms you and then you get to… well, I shouldn't spoil it. [Traduzione: Si tratta di Milligan e di Allred, come può non essere sorprendente? Due autori che hanno fornito una fantastica collaborazione visibile in ogni pagina. Adoro la loro storia, che è pregna della magia di materiale classico, ma c'è anche una meravigliosa anticipazione con annesso occhiolino un po' inquietante. Una storia davvero affascinante, divertente e intelligente. All'inizio sembra priva di senso e poi arriva il, ma non vorrei rovinare la sorpresa a nessuno].
 

Albert Ching: Though there are many famous comics characters even older than Miracleman still in circulation, since it has been so long since there's been any new Miracleman material, it's an unknown as to how the character truly fits into today's comics world going forward. What's exciting to you about the challenges of telling new stories starring this character in the current climate? [Traduzione: Anche se ci sono personaggi dei fumetti più vecchi e famosi di Miracleman ancora in circolazione, visto che è passato così tanto tempo dall'ultima apparizione di questo character, può essere considerato uno sconosciuto che cerca di adattarsi al mondo di oggi. Quanto è eccitante per voi raccontare la storia di un personaggio così antico che cerca il suo posto nel mondo moderno un po' come è stato per il Capitan America di Stan Lee e Jack Kirby?].  
 
Joe Quesada: The excitement for me is to see where other creators will take the character. There are some characters that just bring out the best in many writers and artists. I think in our library Daredevil is very much that character. I believe that Miracleman, because of his incredible legacy of past creators, is going to be very much the same. As a creator you can't help but be aware of the history that a character like Miracleman has, and you can't help but want to live up to that. [Traduzione: L'emozione più grande per me è vedere quello che altri autori hanno visto quando hanno preso in mano il personaggio. Esistono supereroi che riescono a tirare fuori il meglio degli autori che si impegnano su di loro. Credo che nella nostra libreria Daredevil è uno di questi personaggi. E penso che Miracleman, a causa del grande impegno che tanti autori hanno profuso su di lui, possa assicurare lo stesso risultato. Come autore non si può fare a meno di essere consapevoli della grande storia che un personaggio del calibro di Miracleman possiede e non puoi fare a meno di vivere ogni istante di questa esperienza incredibilmente bella e gratificante dal momento che ci lavori sopra].
 
Albert Ching:  Also wanted to get your take on a few other pieces of major Marvel news since the last time we talked. Let's start with another big publishing initiative: the recently wrapped "Death of Wolverine." What are your thoughts on Wolverine -- a character known for appearing in sometimes potentially dozens of comics a month -- being off the publishing playing field for at least the immediate future? How do you see the impact of that compared to some other notable Marvel character deaths in recent history? [Traduzione: Vorrei chiederti della vostra opinione su altri pezzi da novanta della Marvel che hanno fatto la loro comparsa dall'ultima volta che abbiamo parlato. E cominciamo con una grande iniziativa editoriale. La morte di Wolverine, che da pochi mesi ha iniziato a far parlare di se. Cosa pensi di questo personaggio, che è molto famoso ed è ospite in almeno una decina di albi ogni mese e che ora, in conseguenza della sua dipartita, sarà fuori dalle pagine che lo ospitavano con tanta diffusione? Come vedi l'impatto che la sua scomparsa determinerà rispetto ad altre celebri scomparse di personaggi Marvel che poi sono ritornati?].
 
Joe Quesada: We've had a very good track record over the last decade or so with character deaths and resurrections. I think they've provided some amazing stories that have given us new insight into the characters, as well as renewed life for others (ah, the irony). Some fans will always moan about Wolvie being in too many books, but it's not an accurate gauge of what the reality is. Which is he's in all those books because the majority of fans love the character and love reading his stories. When you see a character appearing in multiple titles it's not because fans don't want to see it and aren't buying those appearances. It's quite the opposite. But alas poor Logan met his demise and who knows if we'll ever bring him back. I remember when we killed off Captain America and replaced him with Bucky, there was what would have appeared on the surface to be a huge outcry that it was a terrible idea and that Cap would be back in a few months. "Huge" being the operative word here because on the Internet a few voices can sometimes fool you into thinking it's what the majority of fans are thinking, especially when you read posts that say, "all us fans hate/love (fill in the blank)." About six months into Bucky's run as Cap, I was doing a Cup O' Joe panel at a convention, it was standing room only and I asked the audience, "How many people would like to see Steve Rogers back as Captain America?" Half the room, maybe a little less, raised their hands. Then I asked, "How many would like to see Bucky continue?" You can figure out the rest. It was mind blowing to see how fandom had embraced Bucky, which more than anything, had to do with the magnificent story that Ed Brubaker was writing. If you do it well these deaths can be exciting storytelling mechanisms. Do it poorly and suddenly it's, "all character deaths suck!" I think "Death of Wolverine" is going to give fans some wonderful stories and surprises -- and let's face it, sometimes you can't truly appreciate someone until they're gone. [Traduzione: Abbiamo avuto un ottimo track record negli ultimi dieci anni o giù di lì, con morti e resurrezioni di personaggi. Penso che abbiano fornito alcune storie incredibili che ci hanno dato una nuova visione dei personaggi, così come per gli altri la vita è stata rinnovata (ah, l'ironia). Alcuni fan staranno sempre a lamentarsi che Wolvie sia in troppi albi, ma non è un indicatore preciso di ciò che è la realtà. Il fatto che sia in tanti albi è dovuto alla circostanza che la maggior parte dei lettori ama Wolverine e adorano leggere le sue storie. Quando si vede un personaggio che compare in più titoli non è perché i fan non vogliono vederlo e se li comprano significa che la cosa piace. E non che la trovata non sia di gusto. Ma ahimè il povero Logan incontrerà la morte e chissà se avremo mai occasione di riportarlo indietro. Mi ricordo quando abbiamo ucciso Capitan America sostituendolo con Bucky. Si intuiva che il clamore sarebbe stato immenso e che molti avrebbero giudicato la trovata come una pessima idea e che comunque Cap sarebbe tornato di lì a pochi mesi. Un gran baccano per nulla. Internet è ingannevole perché molti pensano che ciò che leggono sia la verità, mentre in realtà non lo è. Circa sei mesi dopo la morte di Cap stavo facendo un pannello ad una convention e chiesi al pubblico quanti avrebbero voluto che Cap tornasse a essere Steve Rogers. Solo metà della stanza si era alzata in piedi chiedendo il ritorno di Steve Rogers. Poi chiesi al pubblico quanti volessero che Bucky continuasse nel suo ruolo e tutti si alzarono. Era strabiliante vedere come tutti nella stanza avessero abbracciato il nuovo personaggio nel ruolo di Capitan America. E probabilmente, il merito era dovuto alla bellissima storia che Ed Brubaker stava scrivendo. Se questi decessi vengono costruiti bene, possono essere emozionanti meccanismi di narrazione. Farlo male e far venire meno improvvisamente un personaggio significa accreditare la tesi che tutte le morti fanno schifo e non fanno vendere. Credo che la morte di Wolverine darà ai fan tanti motivi per leggere storie piene di sorprese. A volte non si può apprezzare qualcuno prima che se ne sia andato davvero].
 
Albert Ching: Then there's the massive slate of Marvel movies announced by Kevin Feige a few weeks back, stretching all the way to 2019. Obviously the success of Marvel Studios isn't a new story, but for you as someone who's been a major Marvel representative since years before the first "Iron Man," does seeing that packed schedule stretching out five years into the future galvanize a feeling of further confidence in the brand -- and the type of long-term storytelling previously only seen in comics? [Traduzione: Poi c'è la enorme lista di film in uscita sulla Marvel annunciata poche settimane fa da Kevin Feige che arriva fino al 2019. Ovviamente il successo dei Marvel Studios non è una storia a fumetti, ma per te che sei stato un gran rappresentante della Marvel da anni prima dell'arrivo del primo film di Iron Man, vedere che il calendario è stato allungato di cinque anni non è il segno di una nuova fiducia nel marchio con l'affermazione sul grande schermo di un tipo di narrazione a lunga scadenza che si vedeva solo nei fumetti?].
 
Joe Quesada: If you go back into the old Cup O' Joe archives you might just find that I've been asked on more than one occasion what my future hopes were for Marvel. I always responded the same way, "Total and complete world domination!" The growing movie slate makes me incredibly proud because it's a testimonial to all the hard work and creative energies of all the people who work here and work with us, whether present or past. We've managed to create something that resonates with the world at large and in that sense we've been very blessed and fortunate. I'm thrilled to have been here to watch it happen, and maybe contribute in some small way. [Traduzione: Se vai indietro nelle nostre interviste troverai che molte volte ho auspicato speranze per il futuro della Marvel. Ho sempre risposto allo stesso modo. Totale e completa dominazione del mondo! La crescente ardesia di questi film mi rende fiducioso e orgoglioso come testimonianza del duro lavoro e delle energie creative in opera delle persone che hanno lavorato con noi in passato e che lavoreranno in futuro. Siamo riusciti a creare qualcosa che risuona nel mondo e in questo senso siamo stati molto fortunati e benedetti. Sono entusiasta di vedere quello che sta accadendo e magari di contribuire in qualche modo].
 
Albert Ching: Much has been noted lately on the increasing diversity in the leads of Marvel's comics, with more female and minority solo titles, such as Kamala Kahn in "Ms. Marvel" and more. Then there's the significance of both "Black Panther" and "Captain Marvel" solo films on Marvel Studios' schedule. From your position, how important is the continued focus on diverse representation in all aspects of Marvel? And how much more work do you think is left to do in this area? [Traduzione: Molti stanno notando ultimamente la crescente diversità di collegamenti con fumetti con protagonisti personaggi femminili o delle minoranze come Kamala Kahn in Ms. Marvel e altro ancora. Poi sono stati annunciati film solisti di Pantera Nera e di Ms. Marvel e altro ancora per i Marvel Studios. Dal tuo punto di vista, quanto è importante che nell'universo Marvel siano rappresentate tutte le razze e tutte le diversità? E quanto lavori pensi ancora che resti da fare in questo settore di cui molti si continua a discutere per la rilevanza date alle altre razze?].
 
Joe Quesada: It's incredibly important and has always been important to Marvel since the creation of the Black Panther in 1966. We've had a long history of diversity and it's not something that we ever intend on stopping. Could we do better? Absolutely. We could always do better, but that's the case with everything we do from story to art to any aspect of our business. There's always going to be room to improve. The day you stop feeling that way is the day you're destined to go out of business. It's no different to me than when I'm drawing a project like this Miracleman story for the annual. As I'm doing it I think it's turning out OK, but when I'm done I look back on the pages and cringe because there's so much I could have done better. It doesn't mean that what I've done wasn't to the best of my abilities, it just means that I can't help but feel that there’s room for improvement. That's what's always been great about working at Marvel. Even with all the recent success, there's an incredible humility and self-deprecating humor to the people that work here. No one takes themselves too seriously and that comes from the feeling that we can always improve and make our product stronger and a desire to always strive towards that goal. [Traduzione: E' una cosa incredibilmente importante e per la Marvel è sempre stato importante fin dalla creazione di Pantera Nera nel 1966. Abbiamo una lunga storia delle diversità culturali e non è qualcosa sulla quale intendiamo fermarci. Possiamo fare di meglio? Assolutamente. Potremo sempre fare di meglio, ma questo riguarda tutto quello che facciamo in ogni aspetto della nostra attività. C'è sempre spazio per migliorare. Il giorno in cui senti di non dover dare di più sotto questo profilo è il giorno in cui sei destinato ad uscire dal mercato. Per me non è diverso da come sto disegnando attualmente questa storia inedita di Miracleman. Penso di avere fatto bene, ma quando ho finito riguardo le pagine e rabbrividisco al pensiero delle cose che avrei potuto fare meglio. Questo non significa che quello che ho fatto non era al meglio delle mie capacità, ma significa solo che non posso fare a meno di pensare che ci sia sempre spazio per migliorare. Questo è il motivo che rende importante lavorare per la Marvel. Anche con tutto il recente successo, c'è sempre umiltà e autoironia tra le persone che lavorano qui. Nessuno si prende troppo sul serio. Il che accredita l'opinione che possiamo ancora migliorare e rendere il nostro prodotto più forte e il desiderio di tendere verso questo obiettivo prestigioso].

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