lunedì 29 dicembre 2014

L'UOMO RAGNO 616: LA MEGA-RECENSIONE! LA GATTA NERA E I MORTALI NEMICI DI SUPERIOR SPIDER-MAN!

L'analisi di questo numero 616 o guardando alla doppia numerazione in copertina numero 2 della serie dell'Uomo Ragno denuncia le medesime criticità evidenziate nel numero precedente. Il livello non si incrementa ma scende pericolosamente. Finito il clamore del ritorno di Peter Parker nel suo corpo e scacciata la nefasta influenza di Doc Ock (ma poi era così nefasta?) il Nostro deve affrontare tantissimi problemi. Ci saremmo aspettati qualcosa in più da questo numero, ma la bambinizzazione è ancora forte così come l'obiettivo della casa editrice di puntare ad un pubblico di giovanissimi lettori con poca cultura. Sarebbe il caso che la Panini Comics si decidesse a precisare in copertina che questo numero non è adatto alla lettura di un pubblico di adulti e si eviterebbero di spendere i 3,30 euro richiesti del prezzo. Oppure si potrebbe chiudere la collana aperta nel maggio 1987 con la Star Comics aprendone una nuova dedicata ai bambini. Perché deve essere chiaro: visti i contenuti, la forma della narrazione e i disegni, attualmente Spider-Man è un fumetto per infanti o per adulti che non hanno concretizzato un sufficiente sviluppo della loro personalità. La prima storia è tratta dall'albo The Amazing Spider-Man (vol. 2) n. 2 del luglio 2014, che in America ha venduto 123.945 copie e ha accusato rispetto al numero 1 un calo vistoso, segnando un -76,73%. Calo naturale dopo il clamore del primo numero acquistato da moltissimi solo perché segnava il ritorno di Peter Parker e non per il contenuto narrativo assai scadente, come abbiamo sottolineato nella recensione del numero 615. Dopo avere sistemato la Coniglia Bianca e la sua gang di cattivoni dementi, Peter Parker ritorna nel suo appartamento e trova Anna Maria Marconi, la ragazza con cui aveva una relazione quando il buon dottore era nel suo corpo, che gli svela di avere scoperto la sua identità segreta. Una volta per arrivare ad un esito di questo tipo sarebbero occorsi anni e una infinita serie di episodi concatenati. Dan Slott lo ha fatto in tre pagine come si conviene ad un fumetto per bambini. Infatti, i disegni di Ramos rappresentano i due come dei ragazzini e la Marconi con le fattezze di una piccola bambina. E sempre nelle citate 3 pagine, Peter rivela a Maria che in realtà era Octopus a dirigere la macchina, mentre lui era fuori! Un momento di silenzio e la reazione della ragazza è tipica delle trame Ultimate. La Marconi si getta in cucina e sfoga la sua rabbia preparando dei biscotti! Questo è l'attuale stato delle storie dell'Uomo Ragno. Ci sono anche momenti molto ironici. Peter ha un cellulare! E la suoneria è la quinta di Bethoven! Otto Octavius, cosa hai fatto alla mia vita, esclama Peter! Erano i Vendicatori che ci vogliono vedere chiaro in tutto questo. E continuano le battute. Peter spiega che ha ventotto minuti di ritardo perché doveva aspettare che i biscotti che stava preparando Maria fossero cotti! Cap è perplesso e chiede dei pantaloni. Se sei il vero Spidey, perché li usi? Semplice: Ock aveva modificato la formula del fluido della ragnatela e il periodo di scioglimento classico di un'ora è stato allungato. I pantaloni gli si sono attaccati al sedere! Una piccola scazzottata segue quando Peter si rende conto che Cap sapeva che all'interno di Venom c'era il suo amico Flash. I test biologici rivelano che si tratta del vero Uomo Ragno e non di un clone.
 

Il problema più grosso di Peter è un altro. Ock era un esperto di cibernetica, mentre lui non sa niente di una tale materia. L'estrema semplicità delle trame di Slott risolve il problema. Anna Maria Marconi lavorava come assistente di Ock e ora lo aiuterà colmando le sue lacune! Anche in questo caso, lo scrittore americano ha utilizzato una tavola formata da otto vignette. Nel frattempo, Electro è in grossi guai. Ock/Spidey aveva fatto esperimenti su di lui, impiantandogli un chip nel cervello per controllarlo a distanza. Tale era il genio del dottor Octopus. Recatosi dalla sua amica Francine per una ricarica nel vero senso della parola, la fulmina in un bacio appassionato. L'esplosione nell'edificio dove questa si trovava al West Village attira l'attenzione di Peter, che in quel momento stava parlando con la Marconi della sua azienda. Spidey capisce che il problema è serio. Electro è fuori controllo e questo ne aumenta la pericolosità. Poi un colpo di fortuna o di sfortuna, se vogliamo essere pignoli, risolve la situazione. La tela di Spidey attaccata ad un idrante si stacca all'improvviso: il getto d'acqua spinge Electro lontano. Nella folla si celava la Gatta Nera. E' stato il suo influsso malefico a far cedere il coperchio dell'idrante. Un vecchio debito con Electro è pagato. La battaglia con il supercriminale viene risolta in quattro pagine! Poi Spidey riceve una chiamata da Johnny Storm, che in questo momento non se la passa bene privato com'è dei suoi poteri. Anche lui, quando era tornato dalla zona negativa dopo la sua presunta fine, accusava un certo disagio e incoraggia Spidey ad andare avanti. Due pagine e 10 tavole disegnate da un Ramos più frettoloso del suo solito. L'ultima pagina della storia è una bomba e rivela il grado di semplicità delle attuali storie del Ragno: durante l'ultima battuta del suo dialogo con Storm, gli viene una idea. Il Raft era stato usato da Ock come base durante Spider-Man Island e l'altra prigione è stata distrutta da Electro nel numero scorso. Ora Peter sa cosa fare e come sfruttare l'azienda che Ock nei suoi panni aveva creato. Per adesso mettiamo da parte la nostra linea cibernetica. Uniremo le nostre menti per trovare modi di catturare, curare e depotenziare Electro e poi le Parker Industries vinceranno il contratto con il comune di New York per costruire il migliore carcere per supercriminali che si sia mai visto! Abbiamo riportato fedelmente il testo della sceneggiatura di Slott non a caso. Peter che decide di fare lo scienziato pazzo per costruire una prigione per villain? Solo Slott poteva avere un'idea così bambinesca. Ma quello che preoccupa di più è l'altra affermazione, molto grave, di Peter: troverà dei modi per catturare e curare i criminali! Da quando in qua quella dei criminali è una condizione patologica? Non sapevamo che Slott fosse un accanito lettore delle teorie lombrosiane. Una tristezza infinita nel leggere questa storia, resa appena sopportabile dalla consapevolezza che non si tratta del vero Spider-Man, ma delle storie del Ragno-Cretino, che dal 2008 sta imperversando nel Marvel Universe. Pare che Slott non sarà licenziato, almeno per il momento. Il futuro ci riserverà altre storie demenziali come questa di oggi.

Questo numero 616 contiene anche un altro dei mini-raccontini presentati nel numero 1 di ASM (vol. 2). Protagonista assoluta è la Gatta Nera, che nel secondo episodio della serie americana, come abbiamo visto, ha aiutato Electro a sfuggire all'inseguimento dell'Uomo Ragno, poco prima che questi maturasse il convincimento che i supercriminali sono malati e vanno curati! L'episodio, come quello di Electro del numero scorso è co-sceneggiato da Christos Gage, che permette alla storia semplicistica di Dan Slott di fare un piccolo salto di qualità. Ai disegni troviamo l'italiano Giuseppe Camuncoli, i cui visi ed espressioni come al solito sono eccessivamente cupi. Lo stile è più pulito del solito con anatomie molto più armoniose e meno spigoli che, altrimenti, farebbero assomigliare troppo questo fumetto ad un albo della Bonelli. Felicia Hardy ricorda un episodio avvenuto diversi mesi prima quando nel corpo di Spidey c'era la mente del dottor Octopus. Davanti a lei non si stagliava il suo amichevole Uomo Ragno di quartiere ma l'Uomo Ragno Superiore, che verso di lei nutriva sentimenti tutt'altro che positivi. Senza nemmeno avvisarla, la aggredisce con ferocia e la tempesta di pugni violenti. Con la bocca sanguinante e imprigionata nella ragnatela, la Gatta Nera viene trovata dai poliziotti e messa in prigione. Una perquisizione nel suo appartamento rivela i tesori che aveva rubato in precedenza e questa è una grande ingenuità dell'autore. Una ladra esperta come la Hardy non terrebbe mai la refurtiva nella sua casa. Camuncoli rispetta le caratteristiche fisiche del personaggio e la realizza con un seno ampio da maggiorata. Nella terza pagina dell'episodio c'è una scena sulla quale occorre soffermarsi. Durante le docce, una detenuta fa un apprezzamento su di lei, che lascia presagire un approccio di tipo lesbico o bisessuale. Il sito comicvine la riporta al primo posto tra i personaggi Marvel con devianze sessuali. Una rappresentazione trasgressiva che si inserisce nel disegno della casa editrice americana di rappresentare la devianza come forma comune ed accettata di stile di vita, quando in realtà essa è condannata dalla Chiesa e da ogni forma di società governata dal diritto naturale. Questa scena non ci è piaciuta. E' possibile che in scene non mostrate dell'episodio sia stata oggetto di approcci da parte di altre detenute, ma non possiamo affermarlo. Gli autori fanno risaltare il suo potere principale, che è quello di emanare un flusso di sfortuna, che fa saltare la corrente della prigione e le permette di fuggire. Nell'ultima pagina si nota il suo piede sopra un cumulo di macerie della prigione e sotto di esse il braccio della detenuta, che aveva cercato di avere un rapporto lesbico con lei. E questo induce a pensare che approcci ci saranno stati, anche violenti, ma la Gatta ha opposto resistenza. Ora è libera e il suo obiettivo principale è vendicarsi dell'Uomo Ragno. Non immagina che durante il periodo in cui era stata affrontata da quello che considerava un amico, nel suo corpo c'era la mente del dottor Octopus. Data la estrema semplicità delle trame di Slott non dubitiamo che questo aspetto verrà risolto in poche tavole. Dicevamo dello stile di Camuncoli. Non escludiamo che gli inchiostratori John Dell e Cam Smith abbiano ammorbidito molto le sue spigolosità.

Il terzo episodio di questo numero 616 è tratto ancora una volta da appendici, se così li possiamo etichettare, della vecchia serie di The Amazing Spider-Man. Si tratta del numero 700.5. Una storiella senza troppe pretese, del tutto inutile ai fini dell'economia dell'albo e riteniamo inserita in esso solo per riempire il sommario. Di questo episodio segnaliamo i disegni di Sean Chen, un'artista che si è fatto notare ai tempi della Ritorno degli eroi nel 1999-2000 come disegnatore della serie di Iron Man. Preciso e curato nello stile, l'unica pecca che non ha mai eliminato in questi anni è una certa staticità delle espressioni presente anche in questo episodio. La storia è ambientata molti anni fa, forse al periodo in cui Peter e Mary Jane non erano sposati. I testi sono di Brian Reed che avrà impiegato 5 minuti per delineare il soggetto. Una storia inutile. Johnny Storm sveglia Peter nel cuore della notte e gli dice che una versione futura e invecchiata della Cosa è venuta nel suo appartamento avvisandolo del grave pericolo che può correre l'universo se sarà permesso a Reed Richiards di utilizzare un meccanismo di sua invenzione che provocherà una catastrofe. In realtà, è un grosso scherzo! Nella borsa dove si troverebbe il micidiale ordigno c'è solo una lettera divertita del Grimm del futuro! Uno scherzo forse di cattivo gusto, che ha movimentato tutto il Quartetto e infatti Reed non esita a rimproverare il suo collega. Nell'ultima pagina della storia, la versione più vecchia della Torcia cerca di vendicarsi, facendo lo stesso scherzo alla Cosa, ma senza successo! Quello che diverte di questa storia è la immensa stupidità. I Fantastici Quattro dispongono della tecnologia per viaggiare nel tempo e la sprecano così? Non ci si deve meravigliare allora se la collana negli Stati Uniti sarà chiusa tra un paio di mesi per basse vendite. L'ultimo episodio dell'albo è tratto dalla collana Superior Foes of Spider-Man (vol. 1) n. 7 del febbraio del 2014. Una scelta infelice della redazione Panini Comics e del supervisore Massimiliano Brighel dettata, secondo noi, dalla mancanza di materiale originale con il quale riempire l'albo tornato quindicinale con storie collegate agli eventi principali. La storia, infatti, si riferisce ancora al periodo di Superior Spider-Man ed è sfalsata di 4 mesi rispetto all'uscita del numero di ASM! Riteniamo che la programmazione di questa collana subirà una accelerazione per riportarla in pari, anche se negli Usa la serie ha chiuso mestamente con il numero 17 in uscita tra pochi giorni per basse vendite e cessazione di utilità non essendoci più l'Uomo Ragno Superiore (o forse no?). Ai testi troviamo Nick Spencer, che eleva la sceneggiatura di questo numero 616 dell'Uomo Ragno, controbilanciando le storie cretine di Dan Slott. Bruttissimi i disegni di Rich Ellis, che sembra più vicino allo stile europeo che a quello americano. Quello che più conta di questa storia è la trama, che vede sotto la luce dei riflettori l'origine del nuovo Scarabeo oggi rappresentato dalla figlia del criminale Lapide, Janice! L'autore la riprende fin dalla tenera età nell'istituto privato ove il padre l'aveva collocata. Fin da subito dimostra una personalità deviata e malvagia e a farne le spese è la sua amica Mallory. Il padre è ovviamente fiero di lei, ma non vorrebbe che diventasse una criminale o una mafiosa.

Janice, però, insiste e il padre cerca di distoglierla, procurandole un lavoro come giornalista ma nemmeno questo la convince. Ritiene che il suo talento di organizzatrice dovrebbe essere messo al servizio della criminalità organizzata e così messasi in contatto con il barone Zemo diventa parte dei Signori del Male, assumendo l'identità del nuovo Scarabeo! Insieme al racconto della Gatta Nera questa storia è la migliore di questo numero, ma questo non significa che sia una buona storia. La trama è lenta e prevedibile e strappa una magra sufficienza come sceneggiatura. Ma in essa non vi sono contenuti di interesse, se si eccettua l'origine del nuovo Scarabeo. Le storie di Dan Slott sono così misere che ogni avventura appena sufficiente risalta come se fosse un capolavoro. Nell'angolo della posta, chiamato la Tela del Ragno, viene pubblicata una lunga lettera di Marco Poggi, uno dei più attivi utenti del forum di Comicus, che sembra essere presa da qualche albo uscito venti anni prima! In realtà, anche se le domande sono attuali, lo stile è vetusto e pare riconducibile agli anni in cui non essendoci internet l'unico modo per avere informazioni era chiedere al supervisore della collana italiana. Noi non concordiamo con il suo giudizio positivo. Questo Uomo Ragno è illegibile e adatto ad un pubblico di ragazzini con poche velleità culturali e quindi questa lettera ci è sembrata del tutto fuori luogo. Forse si sarà trattato di qualche trovata goliardica, fatto sta che Brighel risponde sostenendo che la lettera di Poggi appare perfetta per questo numero! In effetti, gli ultimi passaggi della lettera denotano qualche elemento a favore della nostra tesi. Dato il livello cretino delle storie di Slott, Poggi si chiede come sia possibile che praticamente tutti i personaggi Marvel, Vendicatori compresi, non abbiano capito che Spidey/Ock fosse in realtà Peter Parker. Riportando letteralmente le sue parole: che l'intero universo Marvel, Vendicatori compresi, sia composto da deficienti patentati? E Brighel risponde: I Vendicatori non erano proprio convintissimi di Superior Spider-Man, dai! Mah, a noi è sembrato che il tentativo di Marco Poggi di essere gentile e accondiscendente verso una serie tanto amata alla fine non abbia potuto impedire una osservazione sotto gli occhi di tutti: l'Universo Marvel è oggi un universo narrativo adatto a dei bambini e non ci stupiamo se in Italia le vendite dell'Uomo Ragno sono crollate negli ultimi anni. Perché un lettore adulto dovrebbe leggere un fumetto per bambini? Riteniamo che, prima o poi, sarà inevitabile arrendersi alla triste evidenza e ammettere questa realtà, prima che i lettori pensino che Slott abbia contagiato anche il reparto editor. E' possibile che la Panini, consapevole di questa realtà, stia cercando di catturare il pubblico dei più giovani, infischiandosene dei pochi lettori adulti rimasti. I redazionali nelle ultime due pagine, infatti, sono occupati a descrivere il rapporto tra Peter Parker e Johnny Storm e a presentare gli altri personaggi, tra cui Lapide, Venom e il barone Zemo. Viene riportata una copertina di un vecchio numero di The Spectacular Spider-Man in cui si vedono proprio Lapide e Joe Robertson durante la saga in cui il primo aveva ricattato il secondo, facendolo cadere in disgrazia. Altri tempi e soprattutto altro genere di storie.

2 commenti:

  1. Non è possibile, anche l'Uomo Ragno tarocco, realizzato da autori italiani e pubblicato sul vecchio settimanale Supergulp degli anni '80, era infinitamente meglio di queste bambinate. Veramente penoso: mi ricordo che in passato avevano fatto una collana dell'Uomo Ragno per bambini, pubblicata anche in Italia, ma almeno era dichiaratamente per bambini, a differenza di questa serie, che è una vera presa in giro.

    Inoltre, insieme alle bambinate, ci sono anche le oscenità, per quanto sottintese. Il rapporto saffico tra la Gatta Nera e la detenuta è una implicazione inutile ai fini della trama e che è stata inserita solo per "essere attuali e alla moda". Senza contare che, con le storie dell'Uomo Ragno in cui compariva la Gatta Nera, di recente ci andavano pesante con questi argomenti: nella storia di Kevin Smith e Terry Dodson "La malvagità degli uomini", si viene a sapere che: la Gatta era stata violentata da piccola e che il nemico della storia è un pervertito che abusa sessualmente di suo fratello in un rapporto omosessuale. I disegni erano buoni, ma la storia era una delle più sozze che ci siano mai state prima d'ora nella collana del Ragno, vista la scabrosità degli argomenti, che col cattolicesimo semplicemente fanno a pugni. Per me fu un pugno nello stomaco, prima della botta finale di One More Day.

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    1. Paradossalmente, il breve racconto della Gatta Nera e la storia tratta da Superior Foes of Spider-Man si sono rivelate più adulte, anche se la prima un po' provocatoria, della storia scritta da Dan Slott. Come hai fatto osservare, la Gatta Nera non è nuova a comparsate in situazioni equivoche. La storia intitolata "La malvagità degli uomini" può essere considerata una delle storie più adulte mai presentate dalla Marvel e anche in modo abbastanza intelligente da Kevin Smith. Il contenuto era, però, decisamente scabroso e anche se nessuna scena poteva essere censurata, i riferimenti e il non detto di molte vignette era abbastanza esplicito. Se paragonate alle storie di questo tipo quelle di Slott fanno ridere. Due estremi. Slott regge le sorti del Ragno dal 2008. Sette anni e non è detto che la sua corsa stia per arrivare alla fine. Vedremo. Intanto, come abbiamo sottolineato nell'articolo, visto l'abbassamento del target di età sarebbe il caso che la Panini chiuda questa collana e ne apra un'altra per i bambini. Difficilmente, però, Lupoi prenderà mai in considerazione questa scelta.

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