mercoledì 24 dicembre 2014

L'UOMO RAGNO N. 615 - LA MEGA-RECENSIONE CRITICA! CONTINUA IL DISASTRO DELLA GESTIONE SLOTT!

Non c'è compito più arduo di quello consistente nello scrivere una recensione di un fumetto orrendo sotto molti profili. Il numero 615 dell'Uomo Ragno o di Amazing Spider-Man, se vogliamo prestare credito al secondo titolo stampato sulla bella copertina di questo numero, rientra in questa categoria. I motivi di questo disastro sono noti al pubblico dei lettori della collana, che da anni soffrono molto per la mancanza di storie per un pubblico colto come erano le storie del Ragno fino al 2008. Dopo quel momento, con la fine della saga One More Day, Spidey ha cessato di essere una lettura degna di un tale nome, perdendo tutte le caratteristiche che il disegnatore ebreo Steve Ditko seppe dargli più di Stan Lee nel lontano 1962, anno della sua creazione. Oggi l'Uomo Ragno è una lettura adatta ad un pubblico di età inferiore ai 12 anni e all'interno di questa circoscritto a quella fascia di lettori con poche velleità intellettuali o appartenenti alle fasce più arretrate culturalmente della società. Una lettura per bambini che non amano la lettura, che le storie cretine di Dan Slott, lo sceneggiatore a cui è stato attribuito il compito di distruggere il mito del Ragno dal 2008 secondo il nostro giudizio, contribuiscono a non far amare. Il giudizio potrà apparire drastico a chi, invece, gradisce queste storie o rientra nelle categorie summenzionate nonostante l'età di adulto o semiadolescenziale, ma la realtà è questa e nessun redazionale ai limiti della irritabilità come quelli presenti in questo numero, sarà in grado di coprirla. Se qualcuno avesse avuto la sventurata idea di riavvicinarsi alla lettura di questa collana, magari attirato dal numero 1 della cover, che poi è una doppia numerazione, in copertina, dopo appena qualche pagina avrà avuto la conferma di avere compiuto un pessimo acquisto. Oggi Peter è un personaggio completamente diverso da quello che abbiamo lasciato nel 2008. Non è più sposato con Mary Jane Watson perché Joe Quesada, all'epoca redattore-capo della Marvel, ebbe la brillante idea di cancellare il matrimonio del Ragno dalla continuity. Il popolo dei lettori, abituato alle storie di elevato spessore culturale scritte da Joseph Michael Straczynski, si ribellò, ma più che smettere di comprare la testata non poté fare. Quesada riteneva che riportare l'Uomo Ragno ai tempi degli anni settanta, quando non aveva una relazione fissa con una donna, avrebbe reso più semplice agli scrittori realizzare storie che attraessero una schiera di lettori più ampia. Obiettivo oggi fallito, ma ciò nonostante, il matrimonio non è stato ancora reintrodotto nella continuity ufficiale del personaggio. Il punto più basso della gestione Slott è stato raggiunto quando lo scorso anno venne deciso che la mente del buffo dottor Octopus avrebbe preso il dominio del corpo di Peter, trasformandosi in Superior Spider-Man, l'Uomo Ragno Superiore in italiano. Come accaduto in altre precedenti in cui è stata lanciata una trovata sensazionale, i lettori hanno risposto bene solo nei primi numeri, per poi mollare la presa quando hanno capito che di sostanza non ce n'era. Oggi l'Uomo Ragno vende in media meno rispetto al pre-OMD e non è detto che la Marvel non riveda la sua folle decisione di avere trasformato il suo personaggio di punta in una lettura semi-seria per bimbi grazie all'impegno di Dan Slott.
 

Le sorprese cominciano nella prima pagina della prima storia, tratta da The Amazing Spider-Man (vol. 2) n. 1 uscito negli Usa nel giugno 2014. Con una retcon esilarante, Slott ci mostra un particolare finora sconosciuto della storia pluridecennale del personaggio. Durante la mostra scientifica in cui Peter, morso da un ragno radioattivo, assunse i suoi poteri, una ragazza, di cui non viene rivelato il volto, ma solo le gambe, viene punta anch'essa da quel ragno prima di dipartire. I disegni cartooneschi di Humberto Ramos non migliorano la situazione e le sceneggiature semplici di Slott consentono di leggere questa storia di 22 pagine in circa 4 minuti! Un tempo le scene mostrate e sceneggiate in queste tavole sarebbero state racchiuse in meno di 4 pagine! Ma i tempi sono cambiati, la gente non ama leggere e gli scrittori devono fare di necessità virtù. Qualche anno fa Slott scriveva sceneggiature migliori, ora è decisamente peggiorato. Spidey, quello vero, è tornato. Ma come è avvenuto ciò? La storia non lo rivela né lo chiarifica nelle pagine successive. L'episodio comincia con una classica scazzottata piena di inutili battute che Slott ha messo in bocca forzatamente al protagonista. Una volta le battute di Spidey erano migliori di queste, ma ora bisogna comunicare con i ragazzini e quindi anche l'humor deve essere adeguato di conseguenza. Sembra una trasposizione in chiave bambinesca delle storie Ultimate! Naturalmente, le storie che scriveva Bendis un decennio fa, che già all'epoca erano considerate per bambini, al pari di queste sono opere complesse! La Coniglia Bianca è il nemico scelto dallo scrittore per il battesimo del fuoco del nuovo Uomo Ragno. Questo personaggio si era visto l'ultima volta nel numero 579 durante la saga Spider-Man Island, in cui tutti gli abitanti di Manhattan assunsero poteri ragneschi! Anche questa saga è frutto del cilindro di Slott. Lorina Dodson non possiede particolari poteri ma solo gadget tecnologici. E' una miliardaria annoiata che getta via il suo denaro con il crimine per provare emozioni! Spidey ha facilmente ragione di lei, ma si scopre in mutande. Una dei membri della banda della Coniglia, Skein detta la Falena, possiede il potere di controllare i fili e i tessuti! E non esita a denudare Peter salvo la maschera che per fortuna gli permette di conservare la sua identità segreta. Peter è tornato nel suo corpo e la sua personalità non è più quella del dottor Octopus. Ora deve sistemare la sua vita e raccogliere i pezzi che nel frattempo il suo arcinemico ha seminato dappertutto. Durante la sua assenza ha fondato le Parker Industries specializzate nella cibernetica, la materia di Doc Ock, ha conseguito un dottorato nel settore e qui vengono i problemi. Peter è un chimico e di cibernetica non ha conoscenze specifiche. Non sa come farà a dirigere una compagnia che gli è totalmente estranea. Jameson, che era diventato sindaco di New York, è in caduta libera. Un pazzo è sempre un pazzo e Jameson è un pazzo di serie A, esempio di tutte le psicopatie possibili e immaginabili. Ha rassegnato le dimissioni e vorrebbe tornare a dirigere il suo giornale, il Daily Bugle, ma scopre amaramente che anche questo gli ha voltato le spalle. Depressione totale. E già immaginiamo una sottotrama di quelle coi fiocchi, che terranno i lettori incollati.

Peter dichiara alla stampa che la sua azienda non produrrà più gadget per l'Uomo Ragno come faceva Octopus quando controllava il suo corpo e la sua mente. Tornato a casa dopo una durissima giornata, scopre che Anna Maria Marconi, una ragazza che aveva lavorato come assistente presso la sua azienda, altri non è che la fidanzata di Octopus e ora vorrebbe continuare la relazione. Tra scambi di battuta veloci e irritanti, Slott fa capire che la ragazza e Peter hanno avuto rapporti sessuali frequenti nel periodo di Superior Spider-Man. Ock, però, non gli aveva mai rivelato di essere l'Uomo Ragno ed è proprio per la intima conoscenza del corpo di Parker, cioè tre lentiggini sotto l'ombelico, che fa due più due e scopre la verità. La storia principale di Amazing Spider-Man (vol. 2) n. 1 finisce qui. 22 pagine intensissime, in cui succede praticamente di tutto. Da uno Spidey in mutande, alla difficile presa di posizione sull'azienda che Ock aveva creato nei suoi panni, fino alla relazione con una donna che fino a pochi minuti prima ignorava che Doc Ock era Superior Spider-Man. In pratica, Slott ha bruciato tre potenziali buone idee in una sola storia. L'albo presenta una delle tante storie di appendice di Amazing 1 e tocca a quella di Electro. Max Dillon non se la passa bene. Quando Ock era al comando della mente di Spidey, lo ha catturato, impiantandogli nel cervello un chip per controllarlo. Ock era un genio e voleva controllare i criminali che combatteva. Questo personaggio era cresciuto molto durante il periodo in cui Bendis scriveva le storie dei Vendicatori. Come mostrato in Thor n. 178 (ed. Panini), attaccò il Raft, permettendo a centinaia di criminali di fuggire. Durante le ultime fasi della saga di Superior Spider-Man, ha cercato di attaccare il carcere di massima sicurezza, che ora Peter/Ock usava come base, radendolo al suolo. Qualcosa non va in Dillon. Il chip gli procura diversi problemi, tra cui quello di controllo dei poteri elettrici. Questo breve episodio presenta una sceneggiatura più impegnata e complessa, che si sofferma sui singoli protagonisti con maggiore impegno descrittivo. Frutto, evidentemente, del lavoro svolto dal brillante scrittore Christos Gage, che a sostenuto l'idea di Slott. Buoni i disegni di un Javier Rodríguez, che forse avrebbe meritato di disegnare la storia principale. Humbero Ramos funesta il Marvel Universe fin dalle sue prime comparsate sulle serie del Marvel 2099 e continua ancora oggi. La terza e la quarta storia di questo albo provengono dagli episodi di The Amazing Spider-Man (vol. 1) n. 700.3 e 700.4! Non comprendiamo la scelta della Marvel di numerare in modo così insolito queste buone avventure, che avrebbero potuto formare una miniserie a se stante o un one-shot di 48 pagine. Sta di fatto che questi racconti narrano momenti passati della vita dell'Uomo Ragno. Il racconto in due parti intitolato la Loggia Nera si richiama direttamente ad una storia di Spidey di tanti anni fa, Cani impazziti, in cui il protagonista veniva addirittura rinchiuso in un manicomio. Per fortuna, qui non ci sono le pessime idee da fan boy di Dan Slott a rovinare questa buona storia scritta dal brillante Joe Casey.

La Loggia Nera è una organizzazione segreta di carattere sanitario il cui scopo è quello di apprestare cure ai criminali di New York. Il centro è diretto da un misterioso capo-chirurgo molto abile e determinato dal punto di vista ideologico. Spidey e il criminale Firebrand si scontrano in una dura lotta che si conclude con la sconfitta di entrambi. A terra e con il corpo violentemente ustionato, Spidey viene soccorso da un gruppo di misteriosi paramedici con una ambulanza nera. Ore dopo si risveglia in un letto di ospedale con il corpo bendato interamente. Il volto non è riconoscibile. Le bende impediscono agli infermieri e ai medici di riconoscere Peter Parker, fotografo del Daily Bugle. Peter capisce subito di essere stato scambiato per un supercriminale e di trovarsi in un centro segreto dove i villain vengono curati. In queste ore scopre un lato umano dei suoi nemici che forse ignorava, ma è anche l'occasione per il lettore di riflettere sulla condizione dei villain, spesso utilizzati come carne da cannone nell'economia della storia dove il cattivo è solo una pedina utilizzata per il trionfo della giustizia. Casey non spiega in base a quale ragione il capo-chirurgo capisce che l'avversario di Firebrand è niente meno che l'Uomo Ragno, ma la sua missione è di curare tutti quelli che entrano nel suo ospedale. La presenza di Spidey nel centro è una minaccia e deve essere risolta. Il capo-chirurgo organizza un corpo di volontari con i criminali che sono in condizioni di affrontarlo e lo scontro è inevitabile. Alla fine Spidey riesce a fuggire mentre il tempestivo arrivo delle forze dell'ordine determina l'ecclissarsi del corpo medico e del capo-chirurgo, che ha già pronta la nuova destinazione in cui riprendere l'attività di assistenza ai criminali. Una storia intensa, che si distacca dalla futilità della prima storia dell'albo di Dan Slott. Joe Casey non è una scoperta. Il suo talento nella costruzione di storie adulte e dalla buona caratterizzazione dei personaggi lo rendono il candidato ideale per questo genere di episodi, volti a indagare gli angoli inesplorati di avventure dedicate al mondo giovanile. Le sceneggiature sono di buon livello, anche se temiamo che a Joe sia stato fatto lo stesso discorsetto di altri: Joe, la vogliamo semplice, di facile comprensione e senza temi adulti e cose di questo tipo, ci siamo capiti? L'unico lato negativo di questa buona storia sono i disegni terribili di questo Timothy Green II! Ma chi è? Abbiamo scovato il suo sito e non ci è sembrato che i suoi lavori siano così brutti. Possiamo solo ipotizzare che gli sia stato chiesto di allinearsi allo stile tremendo e cartoonesco di Humberto Ramos. L'angolo della posta riserva qualche sorpresa. Massimiliano Brighel decide di pubblicare la lettera di un ragazzo delle scuole medie che da quando ha saputo che Doc Ock sarebbe diventato Superior Spider-Man ha smesso di comprare l'albo! Lo riprenderà solo in caso di ritorno di Peter. Detto fatto. Chissà se questo ragazzo è tornato sui suoi passi. La seconda lettera è un po' strana. Più che una missiva di un lettore sembra una analisi precisa dei contenuti. Anche il nome e cognome dell'autore è strano e tutto lascia pensare che possa trattarsi di una lettera fake.

Il giudizio negativo si estende agli editoriali e alle note presenti nelle ultime due pagine dell'albo, che sono quanto di più semplice ed elementare possa trovarsi in articoli di questo tipo. La gloriosa storia di Amazing Spider-Man viene riassunta in pochissime righe come se si trattasse di una serie qualsiasi e francamente sprecare una intera pagina per offrire notizie di questo tipo, peraltro presenti anche sul nostro sito nella sezione cronologie, sembra una scelta autolesionistica. L'unico pezzo di buon livello è quello descrittivo della Loggia Nera. Per l'ennesima volta la Panini ha azzerato la seconda numerazione della collana. In precedenza lo aveva fatto con l'avvento della saga di Superior Spider-Man. In questo modo si genera confusione con i collezionisti e si traggono in inganno gli ignari lettori attratti dal numero 1 in copertina e già immaginiamo la loro ira nello scoprire che quello appena comprato non è un vero numero 1 ma il 615esimo numero di una collana che esce nelle edicole da 28 anni! Nel complesso questo numero di Spidey può essere giudicato un disastro per la prima storia di Amazing scritta da Slott e di buon livello per la seconda storia scritta da Casey. Ormai è chiaro che Slott sta scrivendo una serie Ultimate e non quella ufficiale del Ragno, che è stata interrotta bruscamente nel finale di OMD nel lontano 2008. Quello che ci disturba è l'impassibilità del curatore. Massimiliano Brighel si occupa delle serie ragnesche da quasi venticinque anni. Come può considerare queste storie degne di essere ospitate nel glorioso quindicinale dell'Uomo Ragno? Ci farebbe piacere che prendesse posizione in merito a riconoscesse la mediocrità del lavoro svolto da Slott. Non è possibile tollerare la stampa di storie così ridicole. Siamo consapevoli del fatto che ciò non dipende dalla Panini ma dalla Marvel Usa che ha abbassato molto l'età dei propri lettori, puntando ai giovanissimi, che in America significa ragazzi privi di cultura e di impegno sociale. Non a caso, le letture pubblicate nell'angolo della posta sono di neo-lettori, ma cosa pensano coloro che negli anni hanno abbandonato la testata per questi motivi? Poiché Marco Marcello Lupoi è direttore editoriale della divisione comics della Panini e mantiene buoni contatti con gli americani da più di 25 anni, come dimostrato dai suoi viaggi negli Usa, di cui raccontava negli articoli editoriali che comparivano su Star Magazine (ed. Star Comics), auspichiamo che chieda ad Axel Alonso, redattore-capo della House of Ideas, di autorizzare la realizzazione di una collana dell'Uomo Ragno che riprenda il filo della narrazione dalla conclusione di OMD, possibilmente con un finale diverso e permettendo ai lettori di gustarsi storie vere di Spidey e non del Ragno-Cretino che abbiamo letto nella prima storia di questo albo. Mentre stiamo per concludere questo articolo è comparso su Facebook un post di Lupoi, in cui invita i lettori a prestare attenzione sulla saga dei Vendicatori scritta da Hickman, che lui ritiene la cosa Marvel più bella e adulta mai letta dal 1972! Una ammissione di quello che abbiamo affermato in questo articolo. Tutti noi vogliamo leggere storie adatte ad una età adulta e non queste avventure che, al massimo, possono interessare un bambino di 8-9 anni. E chissà che Hickman non si dedichi a Spidey!

2 commenti:

  1. Con questo articolo, confermate quello che avevo pensato da anni: ormai il livello delle storie della Marvel è sceso a livelli a dir poco infantili.
    Già prima di One More Day, le storie dell'Uomo Ragno mi garbavano poco: troppo sbrilluccicose e superficiali (in Civil War è stata fatta una cosa abominevole, con la rivelazione dell'identità segreta dell'Uomo Ragno fatta con una psicologia del personaggio e dei supereroi fatta alla carlona, da persone che non sanno niente su di loro ma vogliono imporre la loro ideologia sinistrorsa).

    L'ultima gestione decente dell'Uomo Ragno per me fu quella di Strcaszinsky, se però si esclude quell'obbrobrio della Gwen violentata da Osborn, un pugno nello stomaco che fa ancora male e che non gliela perdonerò mai (tra l'altro, era stata un'idea veramente idiota e senza alcuna logica nè motivo, se non quello di provocare apposta). Insomma, non compero più l'Uomo Ragno da One More Day, ma è già da tempo che mi piaceva poco.
    Ah, dimenticavo: le storie di Civil War e Gwen violentata le ho buttate nella spazzatura, peccato non averci fatto un filmato da mettere su youtube. Ma non ne vale la pena.

    Per la storia di Doc Ock/Superior Spiderman, vi prego, risparmiatemi: non ho neanche voglia di commentarla. Non l'ho comperata nè la leggerò mai, almeno ho risparmiato dei soldi.

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    1. La Marvel ha cambiato target di lettori, costruendo una proposta per un pubblico di età dai 10 anni in giù da ormai molto tempo. Il declino è iniziato con Bendis nel 2005 con le serie dei Vendicatori e si è poi esteso a tutte le altre collane Marvel. In America il disagio è avvertito poco, poiché i fumetti di questo editore sono diretti principalmente alle fasce più desolate della popolazione, in particolare di quella dei quartieri poveri delle grandi città abitate da varie etnie, che non si sono mai integrate. In Italia l'impatto di questo cambio di strategia della Marvel ha avuto effetti devastanti perché qui il pubblico dei lettori era di età leggeremente superiore, dai 16-17 anni in su. E negli anni si è progressivamente alzato, dai 20-21 anni in su. Ed è naturale che un lettore compreso in questa fascia di età abbia difficoltà a digerire storie costruite per bambini. Quello che più dispiace è che negli editoriali scritti da Massimiliano Brighel si faccia finta di niente, come se le storie della Marvel avessero sempre gli stessi contenuti di un tempo e non è così. Non perché gli scrittori siano diventati improvvisamente incapaci. Uno sceneggiatore del calibro di Joe Casey, autore delle storie di appendice di questo numero, in passato ha sfornato di meglio. Il problema è rappresentato dalle nuove direttive della Disney, proprietaria della casa editrice: costruire storie adatte ad un pubblico di bambini. La linea Ultimate ha aperto una strada: un nuovo universo Marvel per i più piccini, che rappresentano un bacino continuo di utenza, a differenza degli adulti che, crescendo, perdono interesse nei fumetti. Non c'è da stupirsi se agli occhi di un lettore di 25 anni queste storie vedano come protagonista quello che noi abbiamo definito non più un Uomo Ragno bensì un RAGNO-CRETINO. Non è nemmeno il caso di colpevolizzare troppo il povero Slott, che ai tempi di Avengers: The Initiative scriveva cose migliori.

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