venerdì 26 dicembre 2014

RIVELATO IL NOME DI BLOCH: SI CHIAMA SHERLOCK HOLMES! NON E' UNO SCHERZO MA LA TRISTE VERITA'

Da quando la nuova supervisione si è insediata alla guida editoriale di Dylan Dog la discussione sulla rete relative all'Indagatore dell'Incubo sono state contrassegnate da forti polemiche originate dalle prese di posizione estremiste di sinistra del nuovo curatore della collana. Il mondo della rete si è così diviso tra haters, cioè chi odia e lovers, cioè chi ama la nuova gestione. Come era logico attendersi godono coloro che vedono in Dylan Dog un alfiere dei diritti dei lavoratori, ma trattandosi di persone ignoranti, che non conoscono i veleni del comunismo, non immaginano che l'incitamento alla rivolta del proletariato è finalizzato alla instaurazione di una dittatura feroce non dissimile da quella che ha annientato la Russia tra il 1917 e il 1991, trasformandola nell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Unione dissoltasi nel dicembre 1991 e sostituita da un patto federativo, il CSI, tuttora in vigore tra gli ex-Stati comunisti comunque egemonizzati dalla Russia del grande presidente Putin. Al momento, segretario del CSI è il russo Sergej Lebedev in carica dal 5 ottobre 2007. I comunisti non hanno più potuto guardare alla Russia come riferimento del comunismo internazionale. Perfino la Cina, dopo i moti del 1989, è passata ad una economia di stampo capitalistico, sebbene sottoposta a severi controlli statali. Cuba è ormai un ex-Paese comunista, poiché il regime criminale di Fidel Castro non esiste più. Solo la Corea del Nord continua a resistere, mettendo in pericolo la sicurezza mondiale con la minaccia dell'uso di armi atomiche. Senza più Stati comunisti a cui guardare, coloro che ancora si ispirano a questo movimento demoniaco sono alla continua ricerca di punti di riferimento e uno di questi è stato individuato in Dylan Dog! Nell'editoriale del numero 339 si possono leggere continui incitamenti alla violenza, al rock satanico e alla rivoluzione. Nel fumetto si leggono continui riferimenti al regime del governo inglese, che sarebbe oppressore. Uno stillicidio di falsità e di rivisitazioni storiche in salsa rossa, che hanno fatto ridere molti, mentre altri si sono giustamente preoccupati. Perfino Bloch, a pagina 98, dice: L'Inghilterra è stata costruita sul sangue degli oppressi, Dylan. E questa non è una opinione, è storia. Naturalmente, si tratta di un falso, ma siccome il livello di cultura e di intelletto dei lettori della collana è molto basso, tutto fa brodo e anche un dato storico non rispondente al vero può essere utile alla causa comunista. I continui accenni alla rivoluzione nel numero 339 hanno seriamente preoccupato molte persone: perché un fumetto deve essere veicolo di messaggi sediziosi? Nell'ultima vignetta di quell'albo si cita una frase di Nelson Mandela, che invita alla rivoluzione e non finisce qui perché anche in alcune locandine di Orfani, altra serie Bonelli riconducibile agli stessi autori della collana di Dylan Dog, aveva presentato messaggi pericolosi, tra cui una frase di Gramsci, secondo cui ogni movimento rivoluzionario per definizione deve essere considerato romantico! Un disastro.
 

Tre sono i messaggi che possono individuarsi negli editoriali e in particolare nella storia di Dylan Dog n. 399: la società capitalistica è un mostro e va abbattuta. L'obiettivo è distruggerla e lo strumento per perseguire questo fine è Dylan Dog; la violenza non è sbagliata quando costituisce un mezzo per raggiungere il fine della liberazione della classe operaia oppressa dal padronato; la rivoluzione non è sbagliata, anzi è un movimento romantico, quando serve per liberare il proletariato dalle catene dei padroni. Questi messaggi aberranti e ridicoli al tempo stesso per l'anacronistico senso che traspare da essi si ritrovano in quei redazionali e perfino il titolo dell'albo, Anarchia nel Regno Unito, è sintomatico del malessere che si vuole diffondere. La storia, infatti, ha per protagonista lo spirito di un capo-lavoratore che nel 1854 si era ribellato contro i padroni dell'industria che stavano massacrando il popolo con condizioni di lavoro disumane. Se tutto questo viene fatto per vendere una copia in più di un fumetto che si sta spegnendo nell'indifferenza, si potrebbe anche chiudere un occhio, anche perché gli autori della collana non disdegnano di lavorare con case editrici riconducibili alla destra. Basti pensare che la Mondadori, casa editrice di proprietà di Berlusconi, considerato il nemico storico della sinistra italiana e del socialismo, ha messo sotto contratto il nuovo curatore per la scrittura di tre romanzi. Lo stesso Tiziano Sclavi ha pubblicato ben 16 libri per la Mondadori, che poi sono raccolte di storie di Dylan Dog. L'ultima trovata demenziale è il nome dell'ispettore Bloch, che in 28 anni di storie non era mai stato rivelato. La nuova supervisione lo aveva annunciato nei mesi scorsi. Saranno attuati grandi cambiamenti, anche se attualmente nessuno di essi è stato in grado di attirare nuovi lettori. Ma come si chiama l'ispettore Bloch? Alcuni avevano ipotizzato che il nome potesse essere Robert in omaggio allo scrittore Robert Bloch (1917-1994), scrittore statunitense e autore di numerosi libri horror, fantasy e gialli. Il numero 340 uscito oggi avrebbe finalmente svelato l'arcano. Non si tratta di Robert, bensì di Sherlock Holmes Bloch! Quando molti hanno sfogliato l'albo più per la curiosità che per la storia sempliciotta, di cui parleremo a breve in una vasta recensione, il primo pensiero è stato quello di uno scherzo! Ma dai, non è possibile! E' una trovata troppo cretina per essere vera! Leggiamo l'albo e magari scopriamo come si chiama veramente. Immaginando che un gruppo di lettori sia stato raccolto in una sala di lettura, possiamo solo ipotizzare che ad un certo momento una fragorosa risata abbia assordato gli occupanti delle sale vicine! Bloch è un ispettore e dunque un poliziotto, ma perché chiamarlo con il nome e il cognome del più famoso investigatore della storia? Forse per prenderlo in giro? E quindi per sottolineare che come investigatore non vale un beneamato? Probabilmente, è così visto che alla fine è sempre Dylan che lo tira fuori dagli impicci, risolvendo i problemi.
 
Eppure è così! Non proprio la trovata migliore per un progetto che, nelle intenzioni, doveva riportare Dylan ai suoi giorni di gloria, ma che invece lo sta seppellendo sotto un mare di risate grasse. Un declino a cui davvero non si riesce a opporre una idea valida e che provoca tanta rabbia da parte dei lettori che vedono il loro personaggio preferito affondare nell'oblio. E non finisce qui perché a ben vedere gli autori hanno tentato di tutto, salvo che costruire una idea valida su un progetto professionale. Negli ultimi tre numeri di Dylan Dog si è visto praticamente di tutto. Una continua mania citazionistica nel numero 337, una cattivissima sceneggiatura nel numero 338 e un messaggio di sedizione nel numero 339. Il tutto spalmato su una base di ignoranza che è quella che contraddistingue i lettori della collana. In rete si sussurra che la scelta sia riconducibile allo stesso Tiziano Sclavi, creatore del personaggio. Ma non ci crediamo. Sclavi non avrebbe mai partorito una idea del genere, suscitando l'ilarità dei lettori. L'opinione più accreditata è quella secondo la quale la casa editrice, consapevole del declino della collana, stia facendo di tutto per riportarla all'attenzione dei lettori. Solo così si spiegano le trovate allucinanti di questi ultimi mesi. Un Dylan Dog che nel numero 339 chiede di utilizzare una connessione alla rete, meravigliandosi di internet, come se fosse stato inventato il giorno prima! I continui riferimenti massonici ed esoterici che si riscontrano nelle copertine degli albi, i messaggi ambigui derivanti dalla copertina del numero 339, anche se la scelta che più ha fatto discutere è il pensionamento di Bloch! Molti ritengono questa mossa un grosso calcio di rigore perché rimpiazzare il bonario ispettore con il duro T. Carpenter, preso di sana pianta da un action movie americano di serie Z, è parsa una follia. Ad ogni battuta di Carpenter veniva in mente una frase sentita tante volte in film di Bruce Willis o Mel Gibson. Quello che, invece, è rimasto uguale alla passata gestione è stato il livello delle storie e delle sceneggiature. Dilettantesche e superficiali. Due termini duri ma che, a nostro giudizio, descrivono i testi delle storie di Dylan Dog attuali. Se, da un lato, è vero che l'horror è in crisi come genere, dall'altro non è possibile affidarsi a sceneggiature di così scarso livello. E la gente in rete è stufa. Si lamentano in tanti e se non fosse per la massiccia censura che esiste in alcuni gruppi di discussione di Dylan Dog, lo scontento sarebbe ancora più grande o grandemente percepibile. Tutto questo non sta beneficiando la collana, che continua a perdere lettori. Se il progetto alla base di queste scelte consisteva nella ripresa di lettori che da tempo hanno mollato la collana, oggi si può dire che questo obiettivo può considerarsi fallito su tutta la linea. Nei prossimi mesi ci saranno dati più precisi, ma a parte il buon riscontro del numero 337, determinato più che altro dal fatto che questo numero è stato indicato come punto di partenza della Fase 2 del rilancio, dal numero 338 in poi il calo è proseguito. Molte edicole che avevano finito in poche ore le copie del numero 337 accusano oggi il fenomeno contrario.

Sebbene sia uscito da quattro settimane, in molte grandi città le edicole sono ancora piene delle copie del numero 339. La mossa disperata di tentare con le copertine variant è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Quando una casa editrice ricorre a questi espedienti commerciali significa solo che le buone idee sono finite e si sfrutta la valenza di richiamo del nome della collana. Senza dimenticare il processo di marvelizzazione che la testata e le altre serie Bonelli stanno subendo da diversi mesi, quasi che se domani arrivasse la notizia che la Bonelli fosse stata acquistata dalla Disney, già padrona della Marvel, non ci sarebbe nulla di cui stupirsi. E probabilmente, ciò sta già avvenendo. In America esiste già una testa di ponte: si chiama Epicenter Comics e sta proponendo collane Bonelli! Un editore indipendente che, invece di fare la guerra alle major, pubblica Magico Vento e Zagor?! Non sappiamo se una etichetta Bonelli Comics potrebbe imporsi nel mercato, ma ciò che è sicuro è che in Italia la situazione non è delle migliori con una crisi che sta inghiottendo tutto il settore e allora ben vengano le novità. Si diceva del malcontento della rete e della rigida censura che esiste nei gruppi di discussione su Facebook dedicati a Dylan Dog. Con pazienza e attenzione siamo riusciti a catturare una discussione di cui vi proponiamo i commenti. L'occasione è un articolo apparso su Sigh Comics, in cui del nuovo ciclo di Dylan Dog viene espresso un giudizio molto negativo. Le vendite dicono altro, quindi c'è poco da essere categorici. anche i cinepanettoni vendono tanto. Ma godersi dyd, no?,,,, sempre con queste chiacchiere da bar calcistico. Ecco, appunto. Sono uscite tre storie del nuovo corso. Sulla qualità media delle storie non possiamo pronunciarci perché presto, mentre i dati di vendita per il rilancio sono molto buoni. Ergo, il rilancio ha funzionato. Per ora. Ma smettere di leggere DYD? Infatti. leggerlo per criticarlo è controproducente. Meglio parlare di cose che piacciono, che si fa pubblicità. Non sono d'accordo con l'articolo. DyD negli ultimi anni era diventato illeggibile..questa nuova strada intrapresa sembra interessante, e poi è ancora presto per parlare. Immagino l'orticaria che è venuta al fan purista quando è uscito il cellulare, wikipedia etc. Ha fatto strano anche a me, ma era giusto fosse così. premesso che dire non criticate una cosa smettete di leggerla è ridicolo, non mi pare che l'autore dell'articolo abbia sparato a zero, tant'è che ha analizzato ogni singolo numero a sé ed ha solamente espresso la propria opinione. Avrò dato una chiave di lettura diversa, ma a me sembra che lo stia criticando in pieno. Sono d'accordo che DyD è nato in una certa maniera ma dopo 29 anni di pubblicazione, era giusto dare una svecchiata alla serie. Se si ragiona un po', credo si possa definire ridicolo il Dylan e del suo mondo all'oscuro della tecnologia e del web in cui viveva fino a qualche anno fa. Sto leggendo il nuovo ciclo...non vedo sostanziali cambiamenti tanto da poter parlare di "rivoluzione" di Dylan Dog. Bloch in pensione? Dylan che usa Google? Mi aspettavo altro. a me continua a sembrare che non leggiate l'articolo.

Non critica il cambiamento, ma il COME l'han cambiato _e_ le trame BANALI. Criticare una rivoluzione di un personaggio amato ad appena due-tre albi dall'inizio. Per i click sul blog si fa questo ed altro. Ma non riesco a sopportare il semplicismo. Non mi piace vedere la superficialità con la quale i creativi di casa Bonelli stanno affrontando lo sviluppo (fondamentale) di questo personaggio. Non mi piace l’eccessivo schematismo, dove le scelte della trama, necessarie ed imposte esternamente per esigenze degli autori, sviliscono qualunque verosimiglianza psicologica e ridicolizzano l’intelligenza espressiva degli autori.  Sono severo? C’è l’urgenza di dare spessore a Dylan Dog, non di schiacciarlo con scelte banali. Va bene citare Spider-Man nelle copertine, ma ridicolizzare Dylan Dog con commenti che nemmeno il buon Stan Lee dei tempi d’oro… Credo che il problema sia la comprensione reale del ruolo che Dylan dovrebbe avere oggi nella scena fumettistica italiana. Il problema ha a che fare con l’horror, e il suo senso nella post-modernità. Perché sappiamo che è quasi impossibile realizzare un buon horror a fumetti. Lo sappiamo tutti, no? Eppure sappiamo di quali e quante possibilità inesplorate ci siano. La ricetta dell’horror di Dylan Dog, che dovrebbe funzionare ancora oggi, è inserire nelle sue storie la follia dell’orrore quotidiano. Esploderlo in tutte le sue contraddizioni, ora con poesia, ora con ironia, ora con semplice “cattiveria”. Ma ho l’impressione che agli autori (quelli prima della nuova fase e quelli successivi) non abbiano affatto la capacità di sintonizzarsi e, soprattutto, di raccontare di cosa è fatto questo liquido orrore quotidiano di oggi, questa sua costante tensione sottotraccia, questa sua invadenza e viscosità. vorrei anche sottolineare il finale, degno di riflessione: " E prima ancora che di incapacità degli autori, vorrei che la conclusione di questo cattivissimo articolo facesse riflettere sui tempi, i tempi che corrono. Il seriale ha bisogno di tornare a fare sul serio. Divertendo. Divertendosi. E non a svolgere compitini marketing oriented. E questo è più o meno tutto. " che si può applicare a tutta la Bonelli. Io trovo le tre storie del nuovo corso molto buone, i dati di vendita poi sono positivi, ergo per me il rilancio funziona eccome, ovviamente per ora eh. andava bene lo spessore del personaggio? perché se no, ora stanno cercando di cambiare e vedremo se riescono. Se era meglio l'anno scorso, o cinque anni fa, io non so che dire. O se vogliamo andare ancora indietro, possiamo parlare tranquillamente degli ultimi 4-5 anni. <- a me per esempio Necropolis è piaciuta molto. Gli albi molto belli ma isolati ci sono sempre stati. Era la robaccia in mezzo a questi ad essere insopportabili. Sul discorso cellulare per come sto messo io DYD potrebbe anche fare le foto con l' IPad ad un concerto mentre Groucho gli manda le stronzate su Whatsapp! Che poi al giorno d'oggi se hai una attività e non hai un sito internet non ti trova manco Mana Cerace! benone allora continueranno così ....con buona pace dei conservatori come me ,che tra l altro peró mi stavo a stufà anche delle storie alla "montanaro a grassani" per capirci tutte uguali ...non è facile tirare fuiri ideenuove e belle da accontentare tutti, basta guardare le cagate che sfornano marvel e dc da un po di anni a sta parte.

Facile vendere bene dopo la grande promozione anche mediatica tanto più che il pubblico generalista si beve il cambiamento solo perchè gli dicono che c'è mentre in realtà ad analizzare gli albi è come se avessero messo dei correttivi però appiccicati. la storia del tesserino e di carpenter è ridicola. concordo con il dire che non si è svecchiato per ora si è solo rifatto un pò il trucco. a me piacciono le cose nuove e innovative infatti ho comperato questa stasera nella mia fumetteria di fiducia. per esempio sanno già che il rilancio di star wars che è un numero 1 il primo del corso marvel venderà un milione di copie. non sappiamo nemmeno cos'è ma ormai la bonelli punta tutto nel rendere l'albo indispensabile prima della lettura. concordo con l'analisi che è narrativa etc. mi aspettavo un trattamento image o vertigo. non è la tecnologia il problema è gente che non è più in sintonia con l'horror con il grottesco attuale. Per giunta parliamo di Tex, proprio un paragone per nulla azzeccato...bho <- volevo parlare di Nathan Never o di Mister No ma li han chiusi entrambi. Che strano eh? Forse se avessi motivato in modo diverso, invece di ripetere le parole degli altri come un pappagallo, la discussione avrebbe preso una piega diversa. Invece continui sulla stessa linea. guarda che senza citare marvel e dc (che comunque hanno delle perle e degli autori, un ricambio continuo che manca in bonelli, davvero bravi) ci sono serie e tante horror indipendenti dove la modernità la politica diventano i temi deell'orrore un pò come faceva sclavi negli anni 80. dylan sembra una brutta copia. perde proprio sul piano narrativo. basta spiegoni. Ma in fin dei conti, se alla gente il nuovo DyD piace, a te cosa tolgono?Non riesco a capire questo accanimento. Se mi lustrassi le tue considerazioni a riguardo, sarei ben lieto di ascoltarti. gor dice tutto meglio di me, potevo anche limitarmi a linkare l'articolo e disattivare le notifiche. lustrare le considerazioni? a Paperone per lustrare stivali han dato la Numero Uno, per le considerazioni mi aspetto almeno un anello di Phantom dall'america. Meglio ora , molto meglio , che negli ultimi 10 anni . Poi i primi 200 numeri sono ormai un mito , quindi un confronto è difficile . <- sorrido perchè ho già letto sta frase anche per Marvel e DC. Secondo me è doverosa anche una riflessione sulla "volontà" di cambiare che c'è dietro a tutto... e la volontà a mio avviso va premiata a priori con della sana fiducia... non ci sono furbacchionate dietro al progetto del nuovo corso di Dylan, ma della sana volontà di fare meglio. Mi piacerebbe ogni tanto leggere qualche critica, che però termina con... dai, comunque ho fiducia, dateci dentro, vi sostengo con il mio acquisto mensile. Un autore apprezzerebbe... invece di demoralizzarsi. Invece troppo spesso (non mi riferisco all'articolo in questione, che mi sembra invece ben scritto, nonostante io non lo condivida) prevale la cattiveria pura che non fa bene a nessuno. stiamo analizzando uno degli eventi del 2014. prima ci hanno detto la fase uno sono storie di magazzino (o meglio no) poi che tutto sarebbe cambiato. Come in politica se poi dopo la campagna elettorale si rimane allo stesso punto di prima se non peggio potrò avere la libertà di dire che hanno deluso le attese. E comunque le vendite dei primi albi su cui interverrà anche il fattore speculativo sarebbero state gioco forza più alte. bisogna vedere di quanto. i dati si sa sono abbastanza segreti in bonelli o meglio ti dicono solo quando va.

Comunque di solito chi non spiega sono i lettori che hanno apprezzato il rilancio. i critici come la lucida analisi del blog sono piuttosto precisi. Cosa vi è piaciuto di questi tre numeri? La citazione di walking dead? la maglietta di zagor? L'ironia di grana grossa? infatti lo stesso discorso vale vale tante cose . Leggo Dylan dal n 60 , avevo dieci anni . Direi che è dall'inizio degli anni 90 che il fumetto ha trasceso l'horror , per diventare sia un fenomeno di costume sia una metafora dei nostri tempi . Poi , circa dopo il n 200 , si è un pò fermato , si è arrotolato su se stesso . Ora mi sembra stia tornando al passo coi tempi , come Dylan deve essere. Stefano, mi piacerebbe aver fiducia ma... L'analisi dell'articolo la trovo spietata ma realistica: senza più un comandante capace anche di rischiare, tutto lo staff si è chiuso nella facile reiterazione di clichè, senza rendersi davvero conto che così facendo erodono il consenso che gli ha dato la tradizione passata, ma che vive anche di entusiasmo e di innovazione. Igor, ma infatti anche in questa discussione ho letto solo "a me piace pappapero! meglio ora di prima!" senza spiegazioni. Addirittura il "hue hue se vende allora va bene. un'opera pubblica per sua stessa definizione è criticabile. se poi ci aggiungi che l'autore di punta fa di tutto perchè se ne parli male allora tutti voi pacieri del nulla (in quanto non c'è nessun livore nei commenti critici) state solo riempiendo post di vuoto. del numero di mari mi è piaciuto il senso di spartiacque col passato . Del numero in edicola : un film cult + Dylan + temi sociali attuali + Bloch filosofo + nuovo ispettore e assistente = ok , strada giusta. e basta con sta storia. prima bastava un numero per cambiare tutto, adesso tre, poi 12. se una cosa è buona lo si dovrebbe vedere subito. ci sono opere che hanno bisogno di ingranare ma non un cambiamento inserito in un discorso seriale che ha 30 anni alle spalle. Non è una nuova serie. Sono due scuole di pensiero che secondo me sono rispettabilissime entrambe, o cambi tutto con un numero alla Stan Lee del primo periodo oppure introduci i cambiamenti gradualmente che è un po' il modo di fare le cose oggi, può piacere o meno. La storia del pensionamento di Bloch a me è piaciuta e ha introdotto un nuovo corso io vorrei leggere qualche altro numero poi vediamo. chi è senza argomenti in difesa dell'opera usa tre tecniche. C'è il pacifista "vogliamoci bene, sono solo fumetti. namaste". C'è l'anti rosicone "mica siete sceneggiatori" L'attendista "diamogli almeno 23 numeri 2 speciali e sette maxi poi tireremo le somme. Gianni, hai ragione: infatti qui mi pare che gli unici a sostenere il "c'ho ragione io" sian quelli che difendono a spada tratta il prodotto, visto che noi si sta solo ammettendo la veridicità di una critica espressa da terzi. E in effetti stanno ammazzando la discussione. Mah, francamente dopo aver letto i primi tre numeri della gestione Recchioni non mi pare che si sia fatta 'sta gran rivoluzione, eh. Anzi, i "cambiamenti" mi sembrano più che altro un contentino per poter dire "we we rega semo ggiovani, vitali e svecchiati, daje, happy hour", visto che le storie nuove mi sembrano francamente del tutto assimilabili a quelle vecchie. Comunque, l a cosa che finora mi ha intristito di più è che con quest'ultima storiella mediocre si sono sputtanati per sempre il titolo "Anarchia nel Regno Unito" . Per il resto, spero che 'sto benedetto rilancio ci sia davvero, ancora qualche numero così e il sentore di essere preso per il culo diverrà certezza. per questo l'ho buttata sul ridere come faceva il vecchio dylan di un tempo.
 
Ma che orgomenti vuoi? La storia nel futuro con i Dylan clonati era troppo fuori dagli schemi e non sono ancora riuscito a capire che emozioni mi ha suscitato. Quella del pensionamento di Bloch mi ha convinto struttura lineare, uso della morte non innovativo ma rispettoso del passato, una buona storia di Dylan. Qualcuno l'ha trovata ripetitiva io l'ho considerata un punto di partenza senza stravolgere uno schema classico. Per me è un si, son gusti eh. secondo me invece nel 2014 un editore come bonelli poteva scervellarsi di più e scegliere o il reboot concettuale oppure un cambio vero e che doveva essere tale da subito. poi il pensionamento in se non è il problema (che come novità cambiamento equivale allo 0,1 visto che lo si chiedeva da tempo) ma è la storia in se. Le intermittenze della morte in salsa spiegone è stato davvero pesante. Nicola,ma che sia una critica veritiera è una tua opinione. Non metto in dubbio questo, ci mancherebbe. Io mi riferisco a chi giudica chi ha un diverso punto di vista come un pupazzetto senza cervello. Io non dico di non criticare... badate bene... anzi... la critica è un grande aiuto per noi... ci indica non solo eventuali mancanze, ma anche strade migliori... lo ripeto da anni, però ci vorrebbe anche un po' di fiducia... la critica rabbiosa e cattiva mi sembra alla fine un puro sfogo di cattiveria e nulla più. era meglio un dylan anno 1 che sta roba. l'ispettore carpenter, il poliziotto duro che ce l'ha su con i detective privati? Ma stiamo scherzando. Ragazzi è uscito true detective e noi facciamo l'ispettore Logatto. Igor, il problema della Bonelli è che senza Sergio è destinata a crollare, o nel migliore dei casi a essere smembrata. Vendendo diritti a destra e a manca, come fece la Marvel qualche anno fa. (vediamo tutti i casini coi film dell'Uomo Ragno e dei F4, in mano alla Fox). non è astiosa e cattiva ha solo il mood libero del dialogo dei social. è come un ritrovo tra amici al bar sul calcio o le donne. il problema è che dai post non si intuiscono i toni o si fraintendono. poi secondo me contribuiscono più alla mediocrità chi accetta tutto passivamente ooppure ne vuole discutere solo per dire non fatelo. La Bonelli la sperimentazione l'ha fatta spesso, ( per quanto criticabile, Sergio Bonelli era uno sperimentatore. Aveva una macchina collaudata e quindi se la teneva con cura, non disdegnando di provare a inforcare una moto o un altra auto, di quando in quando - vedi "Ken Parker", vedi "Un uomo, un avventura", vere e proprie Grafic novel ante litteram.) specie negli anni passati, ma gli andava sempre male o con risultati modesti. Certo, negli anni d'oro avrebbe potuto osare di più, ma forse aveva paura di imbastardire la sua linea editoriale. Oggi questi rischi non può più permetterseli con le testate che persono ogni mese lettori e con vendite generali che si avvicinano pericolosamente ai livelli dei comis USA della Star degli anni 90. Non hai notato a Lucca quanti autori Bonelli si stanno gettando nell'autoproduzione ? Nicola Galluzzi, ma che dici? parli di cose che non sai. Cosa c'entra Sergio... lo capisci o no che il mercato dell'editoria MONDIALE è in grande trasformazione da ANNI? si io essere ultracorpo lobotomizzato... io pensare voi criticare a cavolo per passare tempo... semplicemente trovo ste critiche esagerate ogni qualvolta ci sta rrobe di mezzo...
 
Prima di lui ci son state storie davvero del cavolo e tutti zitti... ma li non c'era lui non c'era lo spauracchio dei cambiamenti. la bonelli è l'editore italiano e difficilmente crollerà anche perchè la competizione interna (non per colpa loro) è inesistente. c'è però rispetto ad un tempo più confronti con gli americani, adesso i francesi della cosmo, gli spillati tratti dagli americani mostrano ad esempio come Scalped sia anni luce migliore diverso da Saguaro, idem Hellblazer con Dylan o Walking Dead. e vanno anche benino. Ma come si fa a prendere sul serio una recensione che giudica negativamente un ciclo partito da 2 numeri più una sorta di numero 0???? Sul serio, riprendetevi e fatevi una vita. E come non si fa a mandarvi a quel paese quando vi prendete la briga di fare recensioni della domenica vestendo di oggettività quella che è un invidia/ odio per chi gestisce la serie?? Vi meritate la " posta del mese" in quarta di copertina, perché sono sicuro che le vostre cazzate scritte su di un foglio vi avrebbero sicuramente fatto sentire più fessi. Beh Igor, sicuramente la Bonelli inoltre non combatte un "Tex avversario" ma tanti piccoli concorrenti, ovvero decine e decine di serie vendute da Panini, RW, Star Comics, Aurea, ora anche Mondadori, ecc... Singolarmente sono come formiche insignificanti davanti al grande "editore italiano" (che merita un discorso a parte per come stia annichilendo il fumetto italiano, fra l'altro) ma insieme le formiche possono spolpare avversari ben più grandi. Secondo me dovrà imparare ad affrontare i piccoli perchè i suoi numeri saranno sempre più piccoli. Non potrà sopravvivere con poche serie uguali tra loro e dai grandi numeri perchè quei numeri stanno già scomparendo. Dovrà moltiplicare le proprie proposte, spaziare ancor di più tra i generi, offrire tipi di storie e protagonisti che finora non ha mai proposto. Oggi un bambino o un adolescente si avvicina al fumetto grazie alla crossmedialità. Vede il film al cinema, gioca al videogioco, guarda la serie animata (gratis) su Internet e poi compra il fumetto (americano e/o giapponese). L'adolescente maturo e il giovane lettore adulto, oltre ai fumetti legati agli altri media, leggono le graphic novel, la Vertigo, le BD moderne, i seinen e simili. Opere che offrono loro dei linguaggi, temi ed emozioni che non trovano nella Bonelli, anche dopo rinnovamenti vari. Perchè restano sempre fermi senza osare né cambiare stile davvero. temi e linguaggi che c'erano in nathan never prima maniera, in napoleone, nei primi dampyr, volto nascosto in mini anche interessanti di qualità senza motion comics a farci dire che si erano rinnovati. trovo la giusta politica promozionale della bonelli ancora un corpo estraneo per l'editore e quindi stride taltavola. meglio un pò di silenzio e far parlare i prodotti. Adam Wild è davvero tanta roba. Dragonero non è nel mio stile ma è ben fatto, e Orfani a me sembra ed è sempre sembrata una mezza cagata (anche se sto provando a seguire Ringo) ma capisco che possa piacere a molti. Tutti aspetti positivi di questo nuovo corso Bonelli. Il problema, se così vogliamo chiamarlo, è 'sto cazzo di Dylan Dog. Alcuni hanno obiettato dicendo che ci sono state decine di storie mediocri e nessuno a lamentarsi, mentre ora salta fuori un putiferio che non finisce più.
 
Secondo me, il punto è che finché tutte le storie uscite in un bell'arco di tempo sono sulla sufficienza scarsina, viene quasi da pensare "eeh, che ci vuoi fare, è così", ma se il curatore promette fuoco e fiamme e rivoluzione e innovazione e freschezza e lucine colorate e daje raga si parte cor botto, e poi ti ritrovi con altre storie mediocri, ti senti davvero preso per il culo, perché ti avevano promesso altro. Ripeto, prenderò sicuramente altri numeri del "nuovo" DyD prima di dare un mio personale giudizio definitivo, ma per ora la partenza non è stata delle migliori e ci sono ben poche scusanti, considerando che una serie dai presupposti "classici" come Adam Wild, e sto prendendo in esame il solo primo numero, è stata molto più entusiasmante e interessante. Io in un cambiamento di DyD ci spero, ma francamente mi pare si stia partendo col piede sbagliato. Ma Luca guarda, ho evitato perchè se poi dico che a me Orfani è sembrato mediocre e già visto sin dagli anni '90 con la Marvel e la Image poi arrivano fini esempi di accademia della crusca come Dario Federico e mi dicono di farmi una vita. Adam Wild non mi ricordavo neanche che esistesse ancora, tanto m'ha colpito o ne ho sentito parlare, fai tu. Dragonero non mi dispiace, ma è poco. Su Dylan ho già dato. gea era nuova per bonelli. adam wild in realtà è stato fatto dagli estimatori di un certo fumetto che nella novità non ha le sue caratteristiche. orfani sappiamo che è un american manga videogame in salsa italiana, dragonero è un fantasy genere in risalto in questi anni, dylan siamo solo al terzo numero meglio non parlarne. Io personalmente sono abbastanza d'accordo con l'articolo. I dati di vendita sono positivi perché tanta gente che ultimamente era scostante, adesso sta comprando gli albi per curiosità e perché sta dando una possibilità alla nuova "versione". Dite che è troppo presto per giudicare se funziona? Vero...ma non none presto per giudicare un singolo albo. ma infatti dovrebbe essere normale e legittimo giudicare i singoli albi. Ah già, ma qui siamo su internet, dove se ti permetti di fare una critica sei tacciato di stupidità e arrivano coi forconi. comunque nelle altre parti del mondo e anche qui mi pare che i giudizi trancianti su opere nuove si sprechino anche solo dopo mezzo numero. se è giusto dire che il ciclo pre morte di wolverine è bruttissimo dopo due numeri lo si può fare anche con dylan che ricordiamo ha albi di 98 pagine. Del fumetto italiano seriale salviamo poco e niente ? Io ho un pò mollato Nathan e dampyr , ma i 4 che ho citato mi piacciono. Non capisco voi che fareste ( in Italia). Poi, se devo dire la mia sugli ultimi 3 albi: quello nello spazio non mi è piaciuto. La storia della pensione non era malaccio ma la morte che prova pietà di Bloch non mi convince. Anarchia...eddai partiamo con i problemi sociali e poi li riduciamo ad una semplice possessione famtasmagorica? Boh..non mi è piaciuto. Del fumetto italiano seriale salviamo poco e niente ? <- sai qual'è la cosa veramente triste Luca? Che parlando di FUMETTO ITALIANO SERIALE tu pensi solo alla Bonelli. Perchè effettivamente, oggi come oggi, è quasi tutto solo Bonelli. E non dovrebbe essere così. Saltatemi pure alla gola, ditemi di non leggerlo. Ma sappiate che continuerò a comprarlo, almeno per ora.
 
A dire quello che penso degli albi. Se non vi sta bene che qualcuno esprima la sua opinione pacatamente e senza insulti, siete voi che potete non leggerlo e passare avanti. Saltatemi pure alla gola, ditemi di non leggerlo. Ma sappiate che continuerò a comprarlo, almeno per ora, e a dire quello che penso degli albi. Se non vi sta bene che qualcuno esprima la sua opinione pacatamente e senza insulti, siete voi che potete non leggerlo e passare avanti. il seriale è una brutta bestia c'è da trovare un compromesso tra nuovo e vecchio tra rischio e convervare quello che piace. il primo non è nel dna italico. mi aspettavo storie che aggiornavano l'innovazione che fu dylan. l'orrore moderno citazionista anche ma di cose diverse dal solito. ritengo poi che pensare gli albi con troppo anticipo li toglie dal presente e dylan deve vivere di presente, di contrasti veri da cui far scaturire il soprannaturale. Io dico quest'ultima cosa poi lascio: diamo fiducia a queste nuove storie. Molte altre ne dovranno uscire e mi piace pensare che saranno magnifiche. Ci sono fior di artisti che stanno lavorando a questo progetto e a me sta cosa galvanizza. Ricordo che anche Magico Vento i primi numeri non mi entusiasmarono. È stata la serie più bella che io abbia mai letto. Ma sarà che quando penso a Dylan penso alla Londra anni 80-90 così come Tex fa West forse il problema sta nel personaggio che si è legato ad un certo contesto. (Per questo il numero nello spazio ha voluto essere così un po' un cazzo e poi vediamo). Adesso stan provando a far interagire Dylan con il presente, ci vorrà tempo. (Io avrei tolto di mezzo più che Bloch... Groucho che ha rotto). Con tutto il rispetto Nicola Galluzzi, è l'esatto contrario di quello che succede da sempre su Internet ( tutti possono criticare tutti) ed in particolare da 4 o5 mesi a questa parte sulla rinascita di Dylan Dog. Ancor prima della sua uscita c'erano articoletti a destra e manca che criticavano più Recchioni che altro. E sinceramente la cadenza con cui si presentano i vari JohnProphet, nick leggeri (zio cane mi viene na tristezza solo a pronunciarli) ha sinceramente annoiato. Ma non mi pare che qui nessuno stia dicendo che il lavoro farà schifo. Anzi mi pare che stiamo tutti comprando i nuovi numeri perché speriamo di rivedere storie meravigliose come quelle del passato. Ma rimane il fatto che a più di qualcuno questi 3 numeri non sono piaciuti. Non si giudica Recchioni o il futuro di Dyd..solo sti 3 albi. Mah senza scordare che le paure moderne sono diverse da quelli anni 90 e comunque sia un Dylan un po' gotico non starebbe male. Volevate vedere un taglio col passato? Groucho muore per un qualche motivo X e Dylan si prende una lunga vacanza da Londra. Una qualche città antica del continente dove c'è sono spazio per gli incubi generati dal mondo moderno sia per gli orrori "classici". un po' come Neil Gaiman con American Gods. Oppure si accetta un cambiamento più lento e graduale e vediamo dove porta. L'unica cosa che mi piace poco dei Bonelli storici è che a parte rari casi le cose nascono e muoiono con un'uscita mensile e sandroddio famola una bella storia su 3-4 numeri di maggior respiro e con maggiori possibilità. Si ma allo stesso tempo un'idea che snatura un personaggio. Dylan non ama viaggiare e le poche volte fuori dall'Uk è stato un pesce fuor d'acqua. (Tipo che guidava a sinistra lo stesso). dylan ha tutti i complessi del suo creatore. forse l'unica è rifargli il dna con qualche esperimento ed inserire la cosa del quinto senso e mezzo. Ma so che si va a profanare il sacro. comunque è il come lo si fa.
 
Si ma sono state belle per alcuni e addirittura disturbanti per altri. (Ma ci metto pure la prima parte della saga del clone che era stata gestita bene). Capisci che è un azzardo che su una serie che è comunque ancora in acque sane io non farei. allora potevano tenersi gualdoni. la verità è che vogliono la moglie ubriaca e la botte piena ossia cambiare senza farlo davvero. con il clone la marvel ha fatto imbufalire gente idem con superior ma ha trovato nuovo pubblico e si è tenuta quello vecchio ma non preconcetto. Ma forse alla fine la verità è che Dylan ha fatto la fine di Text ha già detto tutto di se ed è destinata solo a ripetersi, c'è uno zoccolo duro di lettori che questo vuole e che questo avrà, il ricambio generazionale te lo puoi sognare. Si stiamo girando intorno allo stesso punto da due angolazioni diverse: quello dell'amare cambiamenti progressivi e quello del volere qualcosa di nuovo, sono due scuole di pensiero mica possiamo fare le coltellate. Un giudizio generale lo si dovrebbe dare a fine arco narrativo imho, del tipo ad parile/maggio quando cioè tutti i "rinnovamenti" saranno compiuti. Prendendo singolarmente questi tre numeri, li ho apprezzati per il loro stile più dinamico, attuale, meno stereotipizzato e sopratutto meno moralizzatore. La pecora nera tra i tre è senz'altro "mai più ispettore bloch", un'idea rivisitata del "tre per zero" dove mi h un pò deluso la barbato. Detto ciò attenderò i prossimi numeri, sperando in un tocco più soprannaturale che horror (diciamo alla "Il tocco del diavolo" sempre della barbato), ma fin'ora posso dire che il nuovo corso mi ha intrigato. Mah, su alcune cose sono d'accordo. Però fare stime su tre numeri non è semplice, soprattutto in un caso del genere dove manca una direzione autoriale comune che altre testate, inclusi ovviamente i Dyd di Sclavi, avevano. Guardate che non mi sembra un aspetto trascurabile. Le altre testate nuove per forza ce l'hanno, con tutte le valutazioni del caso che si fanno in una casa editrice, posso immaginare, ma ce l'hanno. Qui si prende un progetto "orfano" (e non fate battute) e si cerca di gestirlo con un parco autori variegato e inevitabilmente diverso per gusti e stile. Preesistenti e non. Per me ci sono luci e parecchie ombre, difficili da valutare con così pochi numeri, anche per le ragioni suddette. Però devo essere franco, tutto questo parlare di "ci vuole tempo" non ha molto senso nella narrativa. Non a questo punto, almeno. Consideratela una questione di gusti personale, ma il concetto deve arrivare subito, gli sviluppi con calma. "Tesoro la decima volta sarà meraviglioso" vale per le storie d'amore, che tra l'altro mi sembra il caso di diversi commenti che leggo qui e altrove. Ragazzi io do piena fiducia a Rrobe, ma se mi devono sceneggiare storie come "spazio profondo" o "anarchia nel regno unito", non va bene. Cioe' il n°337 sembra Dead Space, mentre il n°339 Distretto 13. Io spero che le prossime storie mi coinvolgeranno DAVVERO, non per questo, non vedo l' ora di vedere John GHost! Io invece non condivido neppure una parola. Il nuovo corso mi sta piacendo, mi sta facendo tornare la voglia di aspettare il nuovo DYD, un mese dopo l'altro. Non posso ancora dire se l'attesa sarà ripagata appieno (credo ci vogliano molte più di tre storie per dirlo), ma per il momento ci siamo. A margine: la Bonelli non solo non sta "vendendo i diritti a destra e a manca" ma li sta ricomprando, perché sta iniziando a produrre o a co-produrre da sola cose come serie animate e televisive, film e giochi. Mi permetto una lezione, nella sintassi ogni avverbio è sintomo di debolezza. " Dylan viene calato in un contesto che lo estranea. E qui si chiudono i commenti dei lettori insoddisfatti, che non ne possono più delle solite promesse non mantenute. Dylan Dog non va.

12 commenti:

  1. Come era logico attendersi godono coloro che vedono in Dylan Dog un alfiere dei diritti dei lavoratori, ma trattandosi di persone ignoranti,
    che non conoscono i veleni del comunismo, non immaginano che
    l'incitamento alla rivolta del proletariato è finalizzato alla
    instaurazione di una dittatura feroce non dissimile da quella che ha
    annientato la Russia tra il 1917 e il 1991" DAI DITELO CHE E' UNO SCHERZO... comixarchive si attesta al primo posto dei siti/blog più divertenti e demenziali del 2014 superando persino il Lercio...

    sempre migliaia e migliaia di righe per non dire un cazzo... limitatevi alle prime dieci la prossima volta che tanto più avanti di quelle non legge nessuno, certo che non avete proprio un cazzo da fare voi di comixarchive

    RispondiElimina
    Risposte
    1. saranno anche troll, ma in queste cose, loro, purtroppo, ci credono davvero.

      Elimina
    2. Dogg's House, la tua reazione è tipica di chi, avendo sempre creduto a cose non vere sui fatti storici e sulle ideologie, poi non riesce ad accettare la realtà. Purtroppo, i fatti narrati sono avvenuti proprio come descritti in questo mirabolante articolo. Cogliamo l'occasione per riferire di altri fatti, che la cultura, specie di sinistra, tende a nascondere. Sappi che Lenini, prima del suo arrivo nell'impero russo nel 1917, venne finanziato da potenti gruppi economici occidentali e americani. Essi non immaginavano che il russo sarebbe riuscito a far cadere il governo degli Zar e a instaurare una dittatura comunista in un Paese così grande ma arretrato. Eppure vi riuscì. In realtà, il regime dittatoria in Urss iniziò a consolidarsi dopo la morte di Lenin e con Stalin raggiunse il suo apice di ferocia inaudita. Dopo la scomparsa di quest'ultimo, i dirigenti sovietici del tempo denunciarono i crimini commessi da Stalin contro il popolo russo e i Paesi vicini, come la repressione della rivoluzione ungherese del 1956 e della Cecoslovacchia nel 1968, entrambe pagine vergognose della storia degli ultimi 60 anni. E sempre per mano dei comunisti. Puoi riscontrare tutti questi fatti in qualsiasi libro di storia reperibile presso qualunque biblioteca di questo Paese o andare in rete.

      Elimina
    3. Ciao Matteo, il termine troll indica, secondo la definizione corrente, indica una una persona che interagisce con gli altri utenti tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso, con l'obiettivo di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi. Non riusciamo, quindi, a capire la tua affermazione, forse dovuta alla circostanza della scoperta di un nome che, ai più, sembra una provocazione. Chiamare Bloch come il celebre detective di Conan Doyle sta apparendo come una presa in giro verso la tradizione di Dylan Dog da parte della nuova supervisione o almeno questa è l'opinione che si sta delineando massicciamente. Il buon Bloch di Sherlock Holmes ha veramente poco, purtroppo. Riguardo alle cose in cui crediamo, caro Matteo, forse non sei informato sugli avvenimenti storici o il tuo percorso scolastico non è arrivato al programma di studio degli avvenimenti dal 1910 in poi. Devi sapere che nel 1917, a seguito delle sconfitte militari, si instaurò in Russia, grazie ad aiuti economici stranieri e americani in particolare, una aggressiva e feroce dittatura del proletariato fondata dai bolscevichi russi, cioè i comunisti. Una dittatura a cui sono imputabili indicibili crimini contro l'umanità e che ha causato tra il 1917 e il 1991 più di 50 milioni di morti. Lo stesso Stalin venne accusato dai governi sovietici che vennero dopo di lui di crimini contro il popolo russo. Con queste cose non si scherza e prima di definirsi di sinistra bisognerebbe interrogarsi e documentarsi prima di prestare adesione ad un movimento e a una ideologia politica così devastante. Credevi di avere la verità in tasca, Matteo e ora hai scoperto di non averla mai avuta. Infine, il tuo intervento sembra proprio rientrare nel cosiddetto trollaggio, ma siccome siamo in periodo di festività non lo abbiamo cancellato, cogliendo invece l'occasione di documentarti su fatti storici che non conoscevi.

      Elimina
  2. Che superficialità idiota, chiamare "Sherlock Holmes" l'Ispettore Bloch. E' chiaro che non vogliono rinnovare Dylan Dog, ma annientarlo, ridicolizzandone il passato e facendo di lui un personaggio-fantoccio, dalla psicologia bidimensionale e appiattita, adatta per delle folli e deliranti dichiarazioni di sinistra, degne del Che. Questi autori sono rimasti agli anni di piombo e ai bei tempi della Russia Comunista: per loro il muro è ancora in piedi. Non sono del 2014, ma del '68, quindi sono vecchi di 46 anni. Quasi mezzo secolo. Ridicolo. Queste storie sono già ammuffite sin dal momento della pubblicazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più che di superficialità, Joe7, temiamo si tratti di una trovata provocatoria per attirare maggiore attenzione su un fumetto come quello di Dylan Dog che si sta spegnendo nell'indifferenza e canzonatoria verso un personaggio come Bloch simbolo della tradizione dylandoghiana facente capo a Sclavi che la nuova supervisione intenderebbe cancellare. Purtroppo, come si è reso conto chi ha letto gli editoriali del numero 339, Dylan Dog viene utilizzato per veicolare, come tu stesso hai confermato, folli e deliranti messaggi socialisti e addirittura comunisti se si pone mente al fatto che il fine del comunismo è la rivoluzione, cioè l'instaurazione di una dittatura con l'uso della forza. Affermazioni deliranti oggi come lo erano ieri. Per fortuna, la Russia comunista non esiste più. Oggi la Russia è un grande Paese democratico governato dal presidente Putin. Hai nominato il 1968, un anno fondamentale per l'evoluzione sociale mondiale e lo sai cosa facevano i comunisti russi in quell'anno? Inviarono i carri armati in Cecoslovacchia per reprimere nel sangue il tentativo del governo di Praga di darsi un regime democratico. La stessa cosa era avvenuta nel 1956 in Ungheria. Il fine del comunismo è la rivoluzione. Il suo nemico è la libertà. Con l'uso della forza, quando ne hanno avuto la possibilità, hanno impedito ai popoli di vivere liberi. Questi ragazzi che inneggiano oggi a ideali così mostruosi nemmeno si rendono conto di ciò di cui parlano perché semplicemente non conoscono quegli avvenimenti, né prima di prestare adesione alla ideologia comunista, si sono informati. Oppure lo hanno fatto e hanno aderito ad un movimento che è nemico della libertà morale delle persone. Non immaginiamo quale delle due possibilità sia al peggiore.

      Elimina
  3. Voi avete davvero qualcosa contro Recchioni e la Bonelli.
    Io ho trovato i primi tre albi della fase 2 ottimi (compreso il tanto discusso 339, il cui editoriale non mi sembra una dichiarazione comunista, quanto piuttosto una contestualizzazione storica scritta molto bene), un po' meno quello di Medda, che ho trovato il solito noioso Medda. Una storia in cui Wickedford è protagonista assoluta insieme al rapporto Dylan-Bloch, lasciando la trama generale alle ultime quaranta pagine. Comunque si merita un 8.5 come voto.
    Recchioni sa il fatto suo, e questo lo dimostra il vostro continuo tentativo di attaccarlo.
    Dylan Dog ha guadagnato circa 20.000 lettori in più, caleranno, o aumenteranno. In qualsiasi modo vada il buono che potevano fare lo hanno fatto (e lo faranno). Hanno scelto Recchioni perché era nuovo, coraggioso e discusso. Esattamente come Sclavi all'epoca del successo. Personalmente alcune idee le trovo ottime: il coinvolgimento di Ausonia, Akab e Barbara Baraldi (che ho amato tantissimo in Scarlett e Stringes), Ortolani, Pellizzon, Masi, Cavenago (che reputo un genio), Simeoni, Uzzeo... E la lista è lunga... Il pensionamento di Bloch (un gran bel colpaccio!) e il nuovo nemico (John Ghost...)...
    Per quanto riguarda la ribellione, che voi tanto criticate, non è un concetto prettamente di Dylan Dog e Orfani. C'è nei Miserabili di Hugo e nei romanzi di Licia Troisi (Nashira), senza contare i tre capolavori di Multiversum (Leonardo Patrignani), in Hunger Games...
    La ribellione è un argomento largamente affrontato dalla narrativa in generale.
    Forse Orfani-Ringo si sta un po' perdendo (soprattutto nell'ultimo albo, Città aperta), ma la prima stagione è indimenticabile.
    Questa è la mia opinione. Adesso non aspetto altro che la presentazione di John Ghost.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prendiamo atto della tua opinione, Nessuno, ma non concordiamo. Anzi, cogliamo l'occasione per sottolinearti che la quasi totalità delle tue affermazioni sono del tutto illusorie e fantasiose. Sei sicuro che le tue dichiarazioni siano riferite a noi? Forse sei distratto, ma in rete e su Facebook soprattutto, il nuovo ciclo di Dylan Dog è stato seppellito dalle critiche. Presto leggerai la recensione del numero 340, ma immaginiamo che il livello non sia diverso da quello dei numeri precedenti. Davvero un grosso passo indietro per Dylan Dog. Su Comix Archive non si attacca nessuno. Se qualcuno si sente attaccato, ciò non dipende da noi, ma dagli autori degli attacchi che sono riconducibili ad altri e segnatamente ai lettori che sono stufi di leggere fumetti privi di qualità e motivi di interesse. Qui si riportano fatti, si commentano e si formulano ipotesi sulla base dei dati così raccolti. Comix Archive è l'unico sito libero della rete, Nessuno. Quanto alla tua affermazione secondo la quale Dylan Dog avrebbe guadagnato 20.000 lettori, possiamo solo dirti questo: fantascienza! E' possibile che il numero 337 abbia venduto qualcosa come 2-3.000 copie in più del solito, eccettuate le copie variant lucchesi, ma gli altri numeri si sono ricollocati nella loro tendenza abituale (calo annuo del 6-7%). L'elenco degli autori che citi è lungo, ma per noi sono nomi che non hanno alcuna rilevanza. Altri sono gli autori che, secondo il nostro metro di giudizio, possono essere considerati grandi. Tutti gli altri sono piccoli. Infine, il riferimento alla violenza e all'incitamento alla sedizione, non sono parole nostre, ma dichiarazioni precise contenute negli editoriali del numero 339. Quello che ci preoccupa è che un fumetto popolare come Dylan Dog venga usato per veicolare messaggi comunisti, che avendo come fine la rivoluzione e l'instaurazione con la forza di una dittatura di sinistra, sono ovviamente pericolosi. Riguardo a Orfani, che sia un fallimento è sotto gli occhi di tutti. Hanno investito molto in questa serie, ma si è rivelata un flop. Alla Bonelli ci hanno creduto, come Aurea, a suo tempo, ha creduto in altre opere fallimentari come John Doe e Long Wei. Il risultato è un fallimento colossale.

      Elimina
  4. Prendo atto del fatto che Orfani sia stato un fallimento. Lo hanno detto in molti, altri hanno negato, ma i dati sono sotto gli occhi di tutti.
    Per quanto riguarda le ventimila copie in più, questo è quello che dice Recchioni stesso, non ci sono dati certi, e forse ha esagerato, ma se crediamo alla versione dei tre milioni di euro spesi in Orfani, dovremmo credere anche a questo:

    "Il dato rilevato di Spazio Profondo, al momento, è di ventimila e passa copie in più rispetto al mese precedente. Cifra a cui si aggiungeranno le variant. Ringo 1 ha venduto 15.000 copie in più di Orfani 12. A cui si aggiungeranno le variant e le copie dell'edizione Bao."

    Vorrei solo che mi facciate un esempio su chi avrebbe potuto rilanciare bene Dylan Dog (tipo Sclavi) o su un autore professionista nel panorama italiano. Perché considerare la Baraldi un'autrice piccola mi sembra abbastanza riduttivo.
    Non sono grandi solo gli autori che vendono milioni e milioni di copie nel mondo. Dipende dalle idee e da come scrivono.
    Ammetto che sul primo Recchioni non è molto forte, ma scrive bene.
    La mia critica nei vostri confronti non è riferita ai commenti presi da Facebook, piuttosto da questi continui articoli contro Recchioni, quanti ne avrete postati? Come ad esempio quello del video del Dylandogofilo, che poi puntualmente ha acquistato il nuovo albo inedito. O come gli articoli sui misteriosi simboli delle copertine di Dylan Dog (quella de "Le due vite di Dream" è stata realizzata nel 2005).
    La verità è che i problemi della Bonelli sono solo la punta dell'iceberg della situazione mondiale relativa ai fumetti.
    Dylan Dog e le sue 100.000 copie mensili sono solo un piccolo bullone nel grande ingranaggio dei fumetti.
    Io stesso sono un appassionato lettore di The Walking Dead, oltre che della Bonelli.
    Il nuovo ciclo di Dylan Dog è stato molto criticato su facebook, recensito su You Tube, osannato nei blog, c'è che lo ha bocciato o promosso per partito preso o chi lo ha analizzato attentamente. Sui social c'è stata un'aspra discussione, nei forum ottimi giudizi.
    Ma sinceramente non credo a nessuno di questi, personalmente sono del parere che i fumetti molto discussi siano migliori di quelli che non sollevano alcun dibattito, perché questi sono i primi a essere dimenticati.
    Ma tre albi sono troppo poco per giudicare, queste sono storie di transizione in cui è stato necessario sacrificare un po' dello spazio dell'avventura del mese in favore dei nuovi personaggi, luoghi, scenari del rilancio (ve ne accorgerete molto nell'albo 340).
    Inoltre io non rimpiango, anzi voglio solo dimenticare la maggior parte delle storie di Gualdoni, Di Gregorio, Marzano, De Nardo, Cavaletto... Su questo fronte, qualunque storia Recchioni porti in edicola sono certo sia meglio degli ultimi cinque anni della serie.
    Detto questo, non sono distratto... o meglio, spero di non esserlo... analizzo quello che mi viene detto e mi faccio una mia idea.
    E prendo atto della vostra opinione, ma non la condivido.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che Orfani sia stato un flop non lo abbiamo detto solo noi, come tu stesso precisi. Oltre alle opinioni, i dati parlano chiaro. 25.000 copie attuali, ma si presume che il calo prosegua nel 2015, non sono un gran risultato a fronte degli obiettivi (media vendite di 50.000 copie) non raggiunti e delle somme spese (i circa 3 milioni di euro costituiscono un dato attendibile perché Orfani è stato realizzato a colori ed è stato preceduto da una gigantesca quanto inutile campagna pubblicitaria). Tra le dichiarazioni pubbliche degli autori bisogna distinguere quelle attendibili, perché logiche e quelle puramente fantasiose dettate da esigenze di promozione, ma che non hanno riscontro nella realtà. Per le attuali condizioni di mercato è impensabile che nel giro di pochi mesi una testata possa aumentare così tanto le proprie vendite. Come spiegato nel precedente commento, parliamo di fantascienza. E' probabile (perché non esistono dati certi) che il numero 337 di DyD abbia venduto qualche copia in più, ma non oltre le 3.000 copie oltre a quelle abituali (che oggi costituiscono un risultato enorme, credici). Il problema più grave di Dylan Dog non è rappresentato dall'exploit, vero o presunto, di un numero, ma la necessità di frenare il calo di lettori. Premesso che per avere dati "sicuri" servono almeno 6 mesi, tutti gli altri dati che abitualmente vengono dichiarati sono: a) non veritieri bensì promozionali; b) proiezioni che, quasi sempre, si rivelano sbagliate. E' facile distinguere le cose vere dalle assurdità. Ad esempio, già nella terza settimana di uscita di DyD 337 si disse che le vendite erano aumentate! Una notizia falsa, perché i conti si fanno alla fine: spesso si confondono le copie vendute con quelle distribuite, ma senza tenere conto di quelle che saranno rese. Grazie al corpo scelto dei nostri Archivers, abbiamo fatto una piccola indagine con edicole sparse in varie parti d'Italia. Ognuna aveva almeno 6 copie di Dylan Dog. Quelle del numero 337 sono andate esaurite quasi nelle prime due settimane. Quasi. Le copie del numero 338 e del numero 339 erano quasi tutte ancora sugli scaffali quando gli edicolanti le hanno restituite al distributore. Il che fa presumere che le vendite non sono aumentate. Ci hanno segnalato che molte edicole, ancora fino alla scorsa settimana avevano più del 50% delle copie del numero 339 sugli scaffali. Il che fa presumere che il 26 dicembre sono state restituite.
      Per quanto riguarda il numero 1 di Orfani, che corrisponde al numero 13 della serie, è stato "considerato" come un numero 1 effettivo, che ha rispecchiato le vendite di altri "numeri 1" della Bonelli, tra un minimo di 30.000 copie ed un massimo di 45.000 copie. Ma parliamo di dati di proiezione. Nulla esclude che questo albo abbia venduto al di sotto di questa forbice. I numeri successivi si attesteranno sulle vendite abituali della collana.
      Riguardo al progetto di rilancio di Dylan Dog, che non è cominciato con il numero 337, bensì con il numero 325 del settembre 2013, i risultati sono negativi. Le vendite che, lo scorso anno si attestavano sulle circa 112.000 copie, sono scese ancora nel corso del 2014 a circa 100.000 copie. Non abbiamo i dati sicuri degli ultimi due mesi, perché è oggettivamente impossibile per chiunque averli (anche per la casa editrice), ma tra marzo e aprile 2015 sapremo qualcosa di più preciso. La decisione consistente nello stabilire a chi deve essere affidata la responsabilità del rilancio non è decisione che compete a noi. Il nostro compito è quello di esprimere opinioni critiche in merito. Molti, ad esempio, hanno indicato Carlo Ambrosini, la cui esperienza, iniziata nel mondo professionistico nel 1976, non è in discussione.
      In riferimento ai nostri articoli, che, secondo la tua opinione, sarebbero "contro" qualcuno, ti ribadiamo che ciò non corrisponde al vero. Ogni articolo pubblicato sul nostro sito corrisponde ad un evento che ha calamitato l'attenzione del pubblico del settore.

      Elimina
    2. II parte.

      Il video del Dylan Dogofilo è stato eccezionale dal punto di vista mediatico e meritava di essere attenzionato con la massima energia possibile. Inoltre, l'autore del video si caratterizza per un linguaggio e una forma espositiva di alto profilo, che denota una grande conoscenza del prodotto recensito. I mezzi espressivi fanno del Dylan Dogofilo il massimo videorecensore al momento esistente in Italia in ambito fumettistico. Il taglio dei video è molto tecnico, a differenza di quelli amatoriali di altri lettori. Gli articoli sui simboli rinvenibili su alcune cover degli albi Bonelli rispecchiano un dato oggettivo: i simboli ci sono e possono essere interpretati secondo il modo da noi indicato.

      Riguardo al numero 340 leggerai la nostra recensione, che sarà pubblicata nei prossimi giorni. Precisiamo, però, che il nome scelto per Bloch ci è parso provocatorio e una solenne presa in giro verso il personaggio dell'ispettore. Non si tratta solo della nostra opinione, purtroppo. Una scelta che ci fa pensare che, in questo momento, Dylan Dog più che un rilancio sia sottoposto ad un lento e inesorabile procedimento di decadimento caratterizzato da uno sgretolamento di tutti i suoi elementi strutturali che lo hanno reso famoso. Ci hanno colpito in negativo gli editoriali del numero 339: scrivere su un fumetto per ragazzi che la società in cui viviamo è un mostro costituisce un fatto inaccettabile. Una manifestazione di pessimismo, che in momenti difficili non dovrebbe mai apparire. Ma soprattutto un dato non vero: la società non è mai un mostro, salvo per chi intende distruggerla per sostituirla con un modello di società in cui il valore dell'individualismo e quindi della libertà non sono riconosciuti.

      Elimina

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.