giovedì 1 gennaio 2015

DYLAN DOG N. 339: IN QUESTO NUMERO ESISTE IL NULLA! LA VIDEO-RECENSIONE SHOCK DEL BORDER NERD

Non passa giorno che non si leggono commenti negativi sulla nuova gestione di Dylan Dog e il contenuto delle critiche è omogeneo: inconsistenza totale e mancanza di motivi di interesse nella lettura. Probabilmente, la responsabilità è attribuibile alla faraonica campagna promozionale lanciata dalla casa editrice Bonelli. Ai lettori è stato fatto capire che il livello della testata, che si stava spegnendo nella mediocrità e nella indifferenza, sarebbe schizzato ai massimi e la collana sarebbe stata riportata al livello dei primi anni o addirittura del ciclo curato da Tiziano Sclavi. Così non è stato e la nuova gestione è stata seppellita dalle critiche, che si possono riassumere in un progetto che, nemmeno tanto velatamente, sta eliminando tutte le caratteristiche che hanno reso Dylan Dog un fenomeno editoriale senza precedenti. Molti si chiedono: che fine ha fatto la dimensione horror? Nel numero 340 sono tornati i mostri, è vero, ma ad un livello che ha fatto rimpiangere la vecchia supervisione; che fine hanno fatto i testi impegnati? I lettori sono davvero così privi di cultura se ci si limita al compitino, sperando che nessuno se ne accorga? Che fine hanno fatto i buoni disegni? Finora non si sono visti. Il numero 340 ha mostrato disegni, secondo noi di buon livello, ma la comunità del web li ha criticati selvaggiamente. E infine la domanda più importante: che fine ha fatto Dylan Dog, che a queste latitudini manca da molti mesi? Soprattutto per chi ha letto il numero 339, intitolato Anarchia nel Regno Unito, è balzata evidente l'impressione che quello che si muoveva tra le pagine non era il Dylan Dog che tutti conoscono. Quando, cinto d'assedio nella stazione di polizia con il nuovo ispettore Carpenter, che sembra preso di sana pianta da un action-movie americano di serie B, l'Indagatore dell'Incubo ha chiesto l'uso di una connessione alla rete, molti lettori saranno rimasti esterrefatti. Dylan Dog che va su Google? Nel numero 340 l'attenzione è stata concentrata dal nome dell'ispettore Bloch. Era così importante sapere il suo nome e fondare su questo elemento la curiosità dei lettori? No e infatti la mossa si è rivelata rovinosa. I lettori si sono arrabbiati di più e scommettiamo che molti non compreranno il numero 341 ove apparirà il nuovo nemico, il molto ambiguo John Ghost, un agente al servizio del Caos! Cos'è il Caos? Una citazione nemmeno tanto velata alla Spectre nota ai cultori dei film di 007 James Bond? L'idea sembra riprendere quella di tante fiction: la pace e la sicurezza del mondo sono minacciate da una oscura organizzazione segreta! Cosa c'entra tutto questo con Dylan Dog? Ci è stata segnalata una nuova video-recensione del numero 339, che ci ha parecchio colpito per il suo autore. Un giovane dotato di eccellente cultura, grandi capacità di comunicazione e una innata simpatia, che lo renderanno un protagonista in pochissimo tempo.
 

A differenza delle videorecensioni del Dylan Dogofilo, forse il più noto youtuber che fa recensioni sugli albi di Dylan Dog, l'autore del video, che si fa chiamare Border Nerd, è più spontaneo e meno asettico. La critica che rivolge a Dylan Dog riflette, in misura più o meno rilevante, tutti gli elementi che in rete hanno fatto infuriare i lettori. Troppa politica di sinistra e comunista in particolare. E Border Nerd si pone lo stesso interrogativo. Cosa c'entra Dylan Dog con il comunismo? In generale viene considerato un personaggio a fumetti di sinistra, come di sinistra è Tiziano Sclavi, ma perché oggi viene utilizzato come strumento per veicolare messaggi bolscevichi che farebbero impallidire perfino il buon Peppone? In Anarchia nel Regno Unito c'era praticamente il nulla, se al concetto di nulla può essere attribuito un contenuto percepibile. Una massa di dementi che all'improvviso e senza una causa o una spiegazione logica, comincia a sfasciare tutto e a prendere d'assedio al centrale di polizia! E tutto per le note di una canzone magica collegata al cadavere di un leader rivoluzionario scomparso nel 1854! Dimensione horror azzerata. Personalità classica di Dylan Dog inesistente e tanta, troppa politica comunista! Messaggi che già negli editoriali apparivano evidenti: la società è un mostro, è sbagliata e bisogna ribellarsi! Lanciare messaggi del genere oggi, a distanza di più di venti anni dalla caduta del comunismo sembra assurdo. L'Unione Sovietica non esiste più dal 1991. Al suo posto c'è la CSI, che è una comunità autonoma e libera di stati democratici. La Cina non è più comunista dal 1989. In Europa non esiste più il blocco comunista dei Paesi affiliati al Patto di Varsavia. Perfino Cuba si è aperta al capitalismo. Solo la Corea del Nord resiste, minacciando il mondo con i missili nucleari. E negli editoriali di Dylan Dog n. 339 si legge che la comunità è sbagliata e che bisogna ribellarsi utilizzando la violenza come strumento per abbattere il regime democratico per instaurare una dittatura del proletariato? Perché la storia del numero 339 è questa: un popolo che si ribella e basta, come sottolinea correttamente Border Nerd. Dylan Dog è stato creato nel 1986 quando la guerra fredda consumava i suoi ultimi fuochi. E questa fase 2 di questo rilancio ha riportato il personaggio in una dimensione sociale che è stata cancellata dalla storia. Sclavi a volte usava l'horror come una metafora. Perfino questo oggi non si vede più. Nella speranza di non leggere in qualche editoriale del futuro lodi al regime di Pyongyang come esempio di società giusta, si aspetta che qualcosa cambi perché, almeno per ora, più che un rilancio è parso un progetto volto a sfasciare un personaggio. Cogliamo l'occasione per avvisarvi che abbiamo aperto il nostro account Twitter ufficiale: @Comix_Archive! Diventa subito nostro follower e sarai sempre aggiornato!

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