venerdì 30 gennaio 2015

DYLAN DOG N. 340 - LA RECENSIONE! POCHI CONTENUTI! POCHE IDEE! TANTA NOIA! LA QUALITA' A PICCO!

Dylan Dog n. 340 verrà ricordato unicamente per la rivelazione del nome proprio dell'ispettore Bloch, che è Sherlock Holmes, perché per il resto questo albetto presenta una tale assenza di contenuti degni di attenzione che è stato molto difficile scrivere questa recensione. Prima di parlare di un fumetto è buona cosa leggerlo. Sembra una cosa scontata ma a giudicare dalle discussioni lette per la rete pare che pochi abbiano letto per davvero questo numero che, ribadiamo, oltre alla trovata sensazionalistica del nome dell'ispettore, è il nulla assoluto. Una nostra opinione, ma crediamo difficilmente dubitabile alla luce di quello che ora preciseremo. Come i numeri precedenti, non abbiamo riscontrato contenuti di originalità. Temi, situazioni e atmosfere sono state saccheggiate largamente nella letteratura e nella produzione horror realizzata per il piccolo schermo negli anni novanta. A differenza dei numeri precedenti, ci ha colpito la totale assenza di motivi di interesse negli articoli editoriali. I numeri 337-338-339 si erano segnalati per accenni ad argomenti scomodi, come il riconoscimento della ispirazione a film famosi di fantascienza o riferimenti diretti al comunismo, alla lotta di classe e ad una presunta debolezza delle masse operaie che non si ribellano contro i padroni. Riferimenti anacronistici che al lettore a digiuno di storia recente saranno sembrati presi da qualche articolo sulla Corea del Nord o di qualche altro Paese comunista. Gli editoriali di questo numero 340 non contenevano elementi degni di interesse, salvo che per il soggetto realmente esistito, Joseph Merrick, vissuto in Inghilterra tra il 1862 e il 1890 e affetto da varie deformità fisiche.
 

Non è stato facile scrivere questa recensione, ribadiamo, perché ad un certo punto, arrivati nella lettura a metà dell'albo, ci siamo chiesti cosa avessimo letto fino a quel momento. 45 pagine di niente assoluto con un Dylan Dog più svagato del solito, impalpabile e privo di mordente. La domanda, che fine ha fatto l'Indagatore dell'Incubo ideato da Sclavi, continuava a serpeggiare nei nostri pensieri. Come confermato dal Dylan Dogofilo, il videorecensore delle storie di questo personaggio, sembra che la testata, più che rilanciata, stia subendo una pesante trasformazione per essere adattata ad un pubblico con poche pretese culturali, quello che un tempo si sarebbe definito sotto proletariato. Più che i singoli personaggi che si muovono nella storia, il vero protagonista di questo numero sembra essere la città e il titolo, Benvenuti a Wickedford, lo manifesta in maniera sfacciata. Nella prima pagina uno stanco Bloch scambia qualche battuta con un anziano signore che lo accusa di essere un lettore molto veloce. E lui risponde che compra il giornale solo per abitudine. Una chiara metafora che descrive il declino di Dylan Dog, comprato da molti per abitudine o per ragioni di collezionismo. A pagina 6 c'è un duro confronto tra Dylan Dog e l'ispettore Carpenter. Gli autori giocano parecchio con il ruolo di duro disegnato per questo poliziotto, ma l'idea che ci siamo fatti è che il fine sia quello di porlo in ridicolo. Carpenter accusa Dog di avere ucciso John Dugan chiamato il Ciclope per la sua deformità. In un inseguimento nelle fogne, il criminale di imbatte in un coccodrillo, che lo divora! Un coccodrillo nelle cloache londinesi?! Mah! Che idea è?
 
Carpenter ci fa la figura dell'imbecille. L'imperturbabile Jenkins gli comunica che è stato proprio un coccodrillo a mangiare vivo Dugan! Ecco una pecca grave dello scrittore. Perché non ha spiegato come c'è finito un coccodrillo nelle cloache di Londra? Forse avrà pensato che i lettori di Dylan Dog sono distratti e non badano a tali particolari. Dylan Dog è una testata leggera da leggere senza pensieri e perché spiegare come è potuto finire un coccodrillo nelle cloache londinesi annoiando e non interessando lo sfortunato lettore? Povero Jenkins! In queste prime pagine viene presentato come un rottame, non più abile al servizio, salvo per quello sedentario. Che fine ha fatto Groucho? In questo rilancio risulta essere il personaggio meno sfruttato e meno utilizzato nelle azioni del protagonista. Non ha accompagnato Dylan Dog a Wickedford per partecipare ad un convegno di sosia e subito si imbatte in alcuni amanti del muto. Nessuno parla, ovviamente e l'autore si diverte in un allegro gioco di battute stantie. Bloch accompagna Dylan per le strade della ridente cittadina. Un luogo in cui ogni personaggio sembra vivere una vita a se stante. Ragazzacci che imbrattano i muri. Vecchietti che suonano in una banda rock. Stereotipi. La scena di Bloch che rimprovera i delinquenti a pagina 21 è irreale. In un contesto naturale, lo avrebbero assalito e ammazzato di botte. A pagina 24 si consuma la scena che ha fatto ridere tutto il web, per vari motivi. Una donna saluta Bloch e lo chiama Sherlock! Dopo ben 29 anni i lettori conoscono il suo nome! Perché un nome così eclatante? Noi riteniamo che il motivo sia ravvisabile nella necessità di attirare l'attenzione dei fan!

O meglio dei collezionisti, che rappresentano almeno il 50% degli attuali compratori della collana. Chi non avrebbe acquistato l'albo in cui viene rivelato il nome di Bloch? Tutto chiaro? Ok, proseguiamo. La risata grassa di Dylan, che prosegue fino a pagina 26, è l'eco di quelle della rete. A pagina 29 arriva una nuova donna: Renèe. Bastano poche battute di colloquio con Bloch e Dylan e Bloch annuncia che Cupido ha già colpito! Una ulteriore situazione irreale. Siamo a pagina 30 e finora non è successo niente. Noia assoluta e incontrastata. A pagina 32 entra in scena il mostro, ovvero Adrian Archer, un ragazzo affetto dalla sindrome di Proteo, che gli fa assumere le sembianze storpiate simile a quelle di un elefante, da cui l'ispirazione con il personaggio realmente esistito di Merrick. Siamo a pagina 32 e i lettori hanno già capito tutto. C'è un mostro e il mostro sarà il cattivo che Dylan dovrà eliminare. E ci domandiamo: non è superficiale tutto questo? Perché non è stato puntato su una trama più articolata e complessa? Perché svelare tutto subito? Arrivati a questo punto, si poteva pensare ad un falso indizio per sviare l'attenzione. Niente di così astuto. Adrian Archer ha un talento: è un grande musicista e intrattiene le folle con il violino. E' l'idolo dei suoi amici, che farebbero qualsiasi cosa per lui. Qualsiasi. Ed ecco che viene svelato il secondo particolare che azzera la storia. A metà albo è tutto chiaro. E ci domandiamo: che idea hanno gli autori della intelligenza dei lettori che leggono questa testata? Probabilmente, la stessa che abbiamo noi. Cultura e intelligenza ai minimi termini. Una storia horror in cui a metà albo è già tutto chiaro???

Andiamo avanti. A pagina 37 spuntano fuori dal nulla un gruppo di ragazzi di passaggio a Wickedford per seguire un concerto. Sono giovani, la preda perfetta per il mostro, capite? La sventura vuole che sono costretti a fermarsi in città per la notte. Niente da fare. Devono sbrigarsi, altrimenti perdono i biglietti. Un tizio gli suggerisce di fare l'autostop. Secondo indizio. E' una trappola. I ragazzi sono ingenui e ci cascano. I lettori pure. Mentre Dylan e Bloch sono al concerto di Archer, si consuma la tragedia. I ragazzi si ritrovano in un vecchio cascinale. Cercano di fuggire, ma in quel momento arriva il mostro. E' Archer che li divora con dei tentacoli! Nulla che non sia stato ripreso da una celebre puntata di X-Files, in cui Mulder e Scally indagano su un circo ambulante. Uno dei freak è un tizio che ha un gemello nella pancia e che divora tutto. E' esattamente il mostro che gli autori realizzano per questa storia di Dylan Dog. Solo uno dei ragazzi riesce a fuggire e racconta tutto. E' stato Archer! Fino a questo momento il lettore poteva pensare che l'autore lo stesse sviando. Così è troppo semplice. Eppure è proprio così. Ma come ha fatto Archer a catturare quei ragazzi visto che la sua deformità gli impedisce di fare certi sforzi? Semplice. Lo hanno aiutato i suoi folli amici. La scena finale è pazzesca. Grossa sparatoria e il mostro muore tra i suoi stessi tentacoli. In poche battute la tragedia umana e artistica di Archer finisce. Ma come ha fatto Dylan a capire tutto? Anche qui la spiegazione viene servita su un piatto d'argento. L'autostrada dove i ragazzi hanno fatto l'autostop non portava da nessuna parte. Chi gli ha detto di andare lì era d'accordo con il mostro.

E Groucho? A pagina 49 si consuma un siparietto inspiegabile. Mentre è in fase di conquista di una delle signore del convegno dei sosia, comunica a distanza con Dylan Dog. Telepatia? Groucho dispone di poteri telepatici o di trasferimento del pensiero a distanza? Dylan si sorprende, ma non più di tanto. Una storia molto semplice, che non strappa la sufficienza. Se non fosse stato per la rivelazione del nome di Bloch non ci sarebbe stato motivo di comprare quest'albo. 3,20 euro solo per sapere come si chiama l'ispettore? In cosa si distingue questa gestione dalla precedente? Dal nostro punto di vista, v'è stato un netto peggioramento della qualità delle storie, delle trame, delle idee e un aumento esponenziale delle citazioni che non rendono più interessante le storie. Di questo numero di qualità davvero imbarazzante si salvano solo i buoni disegni di Bruno Nizzoli, ma l'idea di base della storia sembra stanca, raffazzonata, assemblata quasi controvoglia. Perfino la sceneggiatura di Michele Medda non brilla come al solito. Ammettiamo di essere stati in difficoltà. Per la prima volta, non abbiamo trovato grandi contenuti per scrivere questa recensione. Fino a metà albo non è accaduto nulla. Poi nelle successive 45 pagine l'autore cerca di rimediare, accelerando parecchio. Come abbiamo fatto a capire tutto a metà albo? La cover è un libro aperto. Considerando il mostro, considerando l'elogio fatto a Merrick negli editoriali non è stato difficile fare due più due. Così non si può andare avanti. Questo è il numero peggiore di Dylan uscito finora dal rilancio. L'anticamera di ciò che sarà poi. Le cose miglioreranno? Proprio. Hans von Klopp.

2 commenti:

  1. Perché si torni alla qualità deve tornare il commissario Bloch.

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  2. Bloch era ispettore. Oggi è un allegro pensionato che divide una casa a Wickedford con il compagno di una vita, Jenkins.

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