venerdì 9 gennaio 2015

DYLAN DOG: SVELATO IL MISTERO DI JOHN GHOST! E' ISPIRATO A RAOUL SILVA, IL CATTIVO DI SKYFALL?!

Il numero 341 di Dylan Dog non è ancora uscito, ma sono diversi mesi che se ne parla in rete e nelle principali discussioni di settore per la presentazione di un nuovo nemico dell'Indagatore dell'Incubo, un signore di nome John Ghost. Molti si sono chiesti se, tra i tanti cambiamenti imposti dalla nuova supervisione, vi fosse la necessità di trovare un nuovo antagonista, dato che Xabaras non si può definire di secondo piano. La spiegazione è sembrata quella volta ad una solenne bocciatura della tradizione nata sulle intuizioni di Tiziano Sclavi. Un nuovo nemico, un nuovo ispettore, un nuovo ruolo per Bloch, il nome di quest'ultimo chiamato addirittura Sherlock Holmes, l'uso della tecnologia informativa, del cellulare, ecc. Tante novità, ma ciò che non è cambiato e tutti se ne sono accorti, è il livello delle storie, che continua ad essere insoddisfacente secondo le opinioni dei lettori dichiarate sulla rete. Il rilancio avrebbe funzionato meglio se, invece di puntare su cambiamenti strutturali, si fossero attenzionati altri ben meritevoli profili, tra cui quello delle trame, delle trovate originali o di una rielaborazione di concetti già noti. Nulla di tutto questo si è visto finora da quando è cominciata a settembre 2014 la fase 2 del rilancio. Un vero disastro, secondo molti. Mentre scriviamo, infatti, si moltiplicano le dichiarazioni sulla rete dei lettori insoddisfatti e di quelli che si dicono pronti a mollare la serie se il vento non cambierà. Altri chiedono un cambio della cura editoriale o il ritorno alle sceneggiature di Sclavi, l'unico che potrebbe compattare il fronte dei lettori diviso tra haters e lovers. Tanti cambiamenti ma poca originalità negli stessi e storie che continuano a non avere motivi di interesse. Ogni numero, è pur vero, continua ad essere al centro delle discussioni ma il più delle volte per motivi negativi. Ogni scelta è preceduta e susseguita dalla insoddisfazione dei fan, molti dei quali ancora non riescono a capire la ragione del cambio di ruolo di Bloch, così come non è chiaro perché al suo posto come ispettore è stata inserita una figura stereotipata di tanti action-movie americani di serie B, ci riferiamo al duro quanto mellifluo ispettore Tyron Carpenter. Per tacere poi della netta accentuazione dei toni e dei messaggi socialisti veicolati dal fumetto, come le condanne verso il capitalismo e l'incitamento alla rivolta delle masse operaie. Non è chiaro se ciò venga fatto con aperto fine di provocazione per fare in modo che si parli sempre e comunque del fumetto o per scelta ideologica degli autori, che vorrebbero apparire di sinistra. Anche se forse di ciò si può dubitare: poche settimane fa, infatti, il supervisore della collana ha annunciato di avere stipulato un contratto con la Mondadori per la scrittura di tre romanzi. La Mondadori, come è noto, è di proprietà di Berlusconi, considerato come il nemico storico della sinistra italiana. Del resto, la firma di Sclavi è apparsa su ben 16 libri pubblicati dalla Mondadori, nonostante il fatto che Sclavi sia o abbia dichiarato di essere di sinistra. La stessa azienda che distribuisce gli albi della Bonelli nelle edicole, cioè la Press-Di, fa parte del gruppo Mondadori ed è quindi di proprietà di Berlusconi. Dunque, vi è una contraddizione in termini tra il contenuto di certi editoriali comparsi sul fumetto di Dylan Dog e in particolare quelli del numero 339 con le collaborazioni con case editrici che di sinistra non possono certo definirsi. Inoltre, sul sito di Repubblica, quotidiano di sinistra, si trova un articolo del 4 novembre del 1994 in cui è possibile leggere addirittura di una collaborazione con Fini che all'epoca stava lanciando Alleanza Nazionale, un partito di destra e che è stato alleato di Berlusconi per tanti anni fino alla rottura con Berlusconi dopo il tradimento, che portò all'indebolimento del governo.
 

Tornando a John Ghost, dal momento che finora è stato possibile ricondurre ogni scelta della nuova supervisione a riferimenti contenuti nei film e nei libri di genere fantascientifico ed horror, abbiamo cercato di capire a quale personaggio John Ghost potesse essere ispirato. Non è stato difficile capirlo. I nostri archivers si sono messi all'opera e hanno setacciato il patrimonio culturale del pianeta e alla fine è stato trovato il modello che ha determinato il parto di John Ghost: ci riferiamo al personaggio che nel recente film di James Bond 007, il noto Skyfall del 2012, ha interpretato l'attore spagnolo Javier Bardem! Skyfall è un film del 2012 di Sam Mendes. È il 23esimo film di spionaggio della serie di 007 prodotta dalla società EON Productions, interpretato per la terza volta da Daniel Craig nel ruolo dell'agente segreto James Bond. James Bond si trova a Istanbul per proteggere un hard disk contenente tutte le identità degli agenti NATO infiltrati nelle maggiori organizzazioni terroristiche e criminali mondiali. Quando viene rubato dal sicario Patrice, James Bond si lancia all'inseguimento del pericoloso killer nel caotico traffico della città; l'inseguimento si sposta sul tetto di un convoglio ferroviario in corsa dove, dopo un combattimento serrato col sicario, Bond viene colpito per sbaglio dal fuoco sparato da Eve, l'agente sul campo che accompagna il doppio zero. 007 viene dato per morto, mentre l'MI6 è sotto accusa per la pessima gestione operativa seguita al furto dell'hard disk. M incontra Gareth Mallory, nuovo capo dell'ufficio dei rapporti con l'Intelligence, il quale ne ha già stabilito il pensionamento anticipato entro pochi mesi. M nel fare ritorno al suo ufficio, viene informata che qualcuno sta cercando di accedere ai dati criptati del drive proprio dalla sede centrale, addirittura dalla sua scrivania: la donna arriva a un passo dalla sede ma viene fermata dalla polizia che ha bloccato il traffico. Pochi istanti dopo, si assiste all'esplosione di buona parte della sede dell'MI6, compreso il suo ufficio; nell'evento muoiono otto dei suoi più stretti collaboratori. Bond, che non è morto, si gode una pensione in Turchia tra alcool e antidolorifici. Quando apprende, casualmente, la notizia dell'attentato, torna in Inghilterra e si presenta da M. Bond viene quindi invitato a incontrare il responsabile della sezione tecnica del MI6, alla cui direzione compare un giovane e baldanzoso Q. Ripresa quindi la pista del sicario di Istanbul, Bond lo rintraccia a Shanghai, poco dopo che quest'ultimo ha appena portato a termine uno spettacolare assassinio. Nella lotta che ne segue, l'agente non riesce a trattenere il sicario dal cadere dalla finestra di un grattacielo prima di sapere per chi lavori lui. Un indizio nella valigetta operativa del killer lo spinge a recarsi a Macao, dove in uno stupendo casinò sulle palafitte incontra Sévérine, la misteriosa direttrice del locale legata all'uomo che ha commissionato il furto del drive. L'agente scopre il terrore psicologico che accompagna i modi spregiudicati dall'avvenente donna. Bond la convince con un reciproco patto a guidarlo nel luogo segreto che fa da base strategica all'organizzazione. Dopo una breve ma intensa lotta con le stesse guardie, aiutato sul campo da Eve, giunta a supporto e per controllare per conto di Gareth Mallory l'operato sul campo dell'agente segreto, Bond e Sèverine si recano a bordo di una splendida barca a vela sull'isola segreta del misterioso personaggio; l'isola era stata abbandonata dai coloni cinesi parecchi anni prima a causa di un meditato sotterfugio pianificato dal criminale. L'accoglienza sull'isola non è delle migliori e dopo essere stati catturati, Bond viene portato al cospetto dell'uomo, che si rivela essere Raoul Silva, un ex agente MI6 distaccato all'ufficio di Hong Kong dal 1986 al 1997.


Silva, che organizza crimini di qualsiasi genere per venderli all'asta informatica al miglior offerente, sottopone Bond a un calcolato tentativo di lavaggio mentale, svelandogli la mentalità e i piani di M nella manipolazione operativa degli agenti in missione, che per la donna non sono altro che pedine sacrificabili. L'ex agente propone a Bond di lavorare per lui e lo sottopone a un test: dovrà sparare a un bersaglio posto sopra la testa di Sévérine, che è stata legata e selvaggiamente picchiata. Armato di una vecchia pistola ad avancarica e con una pistola puntata alla testa, non deve mancare il bersaglio, ossia un bicchiere di whisky posizionato sopra il capo della ragazza. Ma la ferita procuratasi a Istanbul gli duole ancora e gli fa mancare totalmente il colpo, che finisce alto. Ora è il turno di Silva che, molto sadicamente, colpisce la donna in piena fronte. Ripresosi dallo shock provocato dal comportamento del criminale, l'agente britannico riesce a neutralizzare gli uomini di Silva e a catturarlo grazie all'arrivo di elicotteri della marina britannica. Là, sotto stretta sorveglianza e praticamente inoffensivo, Silva ha un incontro diretto con M in cui è presente anche Bond, e lo scambio di velenose battute tra i due protagonisti principali mostra tutta la crudeltà di un mondo affascinante e terribile, fatto di sotterfugi e tradimenti di princìpi e persone, al solo scopo di mantenere o ottenere potere a qualsiasi costo. A una cinica M, Silva mostra gli effetti sul proprio fisico del cianuro, ingerito rompendo la capsula impiantata nel dente (da usarsi in casi disperati) per tentare il suicidio dopo mesi di torture in mano ai servizi segreti cinesi; il cianuro non riesce a ucciderlo, ma danneggia i suoi organi interni; inoltre Silva svela che era stata la stessa M che l'aveva consegnato ai cinesi, convinta della completa malafede e del doppio gioco di Silva. M quindi si reca a un'udienza in cui deve far fronte alle accuse che la vedono come principale indagata sui recenti insuccessi, il fiasco di Istanbul, ma soprattutto l'esplosione che aveva distrutto la sede e ucciso 8 agenti. Nel frattempo, Silva svela il proprio piano operativamente, che consisteva nel lasciarsi catturare appositamente per portare a termine la propria vendetta, ossia vendicarsi di M. Silva evade e si reca alla riunione parlamentare, inseguito da Bond, che riesce a evacuare M da una sparatoria nell'aula dove si stava svolgendo il processo, la stessa precedentemente salvata da Mallory, che scansandola viene colpito da Silva mentre era prossimo a ucciderla. A tal punto, l'agente cambia le regole sequestrando M, con la supervisione responsabile di Mallory, e la porta a Skyfall, la residenza scozzese dov'è cresciuto fino alla morte dei genitori. In questo modo Bond riesce a farsi seguire da Silva su un terreno impervio e non consono alle formidabili tecnologie che Silva abilmente padroneggia in ambienti metropolitani: con questo tentativo, Bond prova ad affrontare l'ex agente su di un campo più favorevole. Aiutato da Kincade, il vecchio guardiacaccia della tenuta, Bond mette in piedi una sorta di fortino inespugnabile: l'agente segreto riesce dunque a sgominare la minaccia e a uccidere Silva, ma ad un prezzo molto alto. M, mortalmente ferita durante la lotta, spira tra le sue braccia; prima di esalare l'ultimo respiro e avere svelato le sue debolezze e fragilità, la donna sintetizza però con chiaro orgoglio quello che ha fatto di importante durante la sua vita avventurosa e tragica.


Terminate le esequie del suo capo, Bond è accanto a Eve, che diventa la segretaria del nuovo M, cioè Gareth Mallory, un ex soldato delle forze speciali britanniche con un passato di combattente sul campo dell'Irlanda del Nord contro l'IRA. Egli gli fornisce un dossier, invitandolo a eseguire la missione in esso descritta: un rinnovato 007 può così tornare di nuovo in azione. Abbiamo deciso di riportare per intero la trama del film perché potrebbero esservi importanti similitudini con la trama del numero 341 in uscita il 29 gennaio 2015. Anche il titolo dell'albo, Al servizio del Caos, richiama lo spunto di tanti film di James Bond: quella di una organizzazione segreta che minaccia la pace nel mondo e lo 007 deve ostacolarla. Raoul Silva potrebbe essere, dunque, la trasposizione dylandoghofila di John Ghost. Tante le similitudini, a cominciare dall'aspetto fisico. Nelle rappresentazioni diffuse in rete dalla casa editrice Bonelli, si nota una persona ben vestita di bianco, con capelli biondi, sguardo malefico e una sessualità equivoca. Tutti elementi presenti nel personaggio che il grande attore spagnolo Javier Bardem ha interpretato in Skyfall. Questo attore è famoso anche per essere il marito dell'attrice Penelope Cruz! Nel film, infatti, Bardem viene raffigurato con un abito bianco, capelli biondi e con atteggiamenti sessuali equivoci, proprio come John Ghost è apparso in una nota vignetta, mentre era a letto con quello che sembrava un uomo e una donna, che lo abbracciavano, facendo ipotizzare la sua natura bisessuale. Dunque, a nostro parere, sulla base di questi dati, John Ghost è stato ripreso dal personaggio di Raoul Silva in Skyfall. E qui qualche domanda dobbiamo porcela. Perché non ideare un personaggio con caratteristiche più originali? Perché riprendere il titolo di tante situazioni tipiche dei film di James Bond? Cosa c'entra la tematica dello spionaggio con le storie di Dylan Dog? E soprattutto perché andare ad ispirarsi al cattivo del film più recente di 007? A ben vedere, anche Raol Silva presenta forti affinità con il cattivo del film di 007 del 1974, l'Uomo dalla pistola d'oro interpretato dal grande attore inglese Christopher Lee. Sam Mendes, il regista di Skyfall, si è così ispirato al cattivo del film del 1974? Anche se fosse, ciò esorbita dalla presente analisi. Molti si chiedono che necessità vi fosse di costruire un nuovo avversario quando Xabaras poteva ancora servire allo scopo. Tutti gli elementi fanno pensare che la trama del numero 341 sarà fortemente caratterizzata da temi spionistici. E alla luce della deriva comunista che la serie di Dylan Dog sta prendendo, non è così difficile escludere che i principi fondanti del Caos, l'organizzazione di John Ghost, siano quelli del bolscevismo. Al di là di ciò, quello che è evidente, a questo punto, è che John Ghost manca di originalità e i lettori di Dylan Dog non saranno contenti, soprattutto dopo l'ubriacatura di citazioni del numero 337, l'inutile pensionamento dell'ispettore Bloch, il nome di quest'ultimo scelto in Sherlock Holmes, giudicato dalla maggioranza dei lettori tra l'irriverente e il provocatorio, l'apologia comunista del numero 339, in cui si criticavano le masse proletarie non incapaci di ribellarsi alle istituzioni democratiche (il fine del comunismo è, infatti, la rivoluzione) e ora un nuovo nemico, John Ghost, che è stato ripreso, anche visivamente da Raoul Silva, il cattivo interpretato da Javier Bardem nel film Skyfall del 2012.

Ma perché non cercare di rilanciare Xabaras? Molti si sono conviti che la nuova supervisione, incapace di rilanciare il personaggio di Dylan Dog, stia cercando di riproporne uno nuovo, con una diversa rappresentazione dei suoi aspetti fondamentali. Xabaras è un personaggio dei fumetti creato da Tiziano Sclavi. Fa parte dell'universo narrativo di Dylan Dog, edito da Sergio Bonelli Editore. Il suo nome è un anagramma di quello del demone Abraxas. Xabaras è la parte malvagia del padre di Dylan Dog e principale antagonista del fumetto bonelliano, anche se con gli anni è andato apparendo sempre meno. Xabaras compare sin dal numero 1 (L'alba dei morti viventi), impegnando Dylan in una feroce lotta e fuga da uno stuolo di zombie da lui creati per mezzo di un siero (idea presa dal film Re-Animator (1985) di Stuart Gordon, a sua volta versione di una storia di H.P. Lovecraft, con tanto di siero verde) con la pretesa di donare la vita eterna. Un difetto del siero (anche questo come sul Re-Animator di Gordon) per Xabaras intollerabile, è che i ritornanti perdono ogni forma di intelligenza, trasformandosi in pure belve assetate di sangue (citando anche Dawn of the Dead (1978) di George Romero, che infatti è conosciuto in italiano anche come L'alba dei morti viventi, traduzione semi-letterale del titolo originale). Il desiderio di mantenere intatte le funzioni mentali dei ritornanti sembra avere successo negli albi 241 (Xabaras) e 242 (In nome del padre), che contengono una storia in due episodi (eccezionalmente a colori) scritta per festeggiare il ventesimo anno della collana Dylan Dog (ottobre 1986-ottobre 2006). In quest'occasione Xabaras intende iniettare il siero a Dylan per poi costringere l'indagatore a iniettarglielo per salvargli la vita, dopo essersi sparato in pieno petto. Dylan, nel suo rapporto ambiguo e conflittuale con la parte malvagia del padre, non può fare a meno di salvarlo e Xabaras risorge convinto di essere ormai immortale, salvo accorgersi che non prova più niente: né fame, né sete, né dolore, né piacere. Afflitto dalla presa di coscienza che una tale vita/non vita sia insopportabile e inutile, tenta il suicidio per mano, anzi per bocca, degli zombie stupidi da lui stesso creati. Viene salvato in tempo da Dylan, che intende sottoporsi al "trattamento" di Xabaras. Quest'ultimo capisce di aver sbagliato tutto e, dopo aver salutato suo figlio per l'ultima volta, si uccide sparandosi alla testa. Il personaggio pare morire definitivamente, anche se una fine alternativa per Xabaras è narrata nel n. 100 della collana di Dylan Dog. Lì, Xabaras si ricongiunge con la sua parte buona e con la moglie, la madre di Dylan, Morgana passa di nuovo oltre un varco dimensionale lasciando Dylan a quella che dovrebbe essere la sua nuova vita senza né dubbi né incubi. L'ultima apparizione di questo personaggio risale al numero 242, mentre la prima risale al numero 1 del settembre 1986. Intanto, continua il malcontento verso la nuova gestione di Dylan Dog, come si evince da questi commenti relativi al numero 340, Benvenuti a Wickedford. Se consideriamo sono tre i numeri del nuovo corso dei quali spazio profondo e a se quindi ci vuole tempo posso tirare le somme dopo altri quattro-cinque albi. Mah diciamo che ce n'è qualcuno che "non mi è piaciuto" , non direi brutto :)) ...per esempio la scogliera degli spettri non mi è piaciuto moltissimo, o feste di sangue. Naturalmente oggi se uscisse un numero del genere...

griderei al capolavoro. Hai capito? Anch'io sostengo che non bisogna arroccarsi, fare i nostalgici, e anche il dopo  di Tiziano sclavi ha le sue perle, ma un numero brutto o, peggio ancora, tanto insipido che il giorno dopo non ti ricordi manco di che parla, tra i primi cento ce ne sono veramente pochi. io sono assolutamente d'accordo: anzi, da quando è iniziato questo nuovo corso penso che sia addirittura, se possibile, peggiorato. Non l'ho detto per non essere linciato ,ma è proprio quello che pensavo, e ripeto non per i cambiamenti, proprio le storie sono insufficienti. Condivido ed aggiungo, con un po' di cattiveria, che tutta questa pochezza la stanno coprendo bene con cose inutili. Ma in fondo la gente sembra contenta così: "Finalmente abbiamo scoperto il nome di Bloch, albo stupendo", "che tenerezza la love story di Bloch, l'albo più bello mai letto!!!!". I difensori del nuovo corso continuano a dire che chi critica non accetta i cambiamenti, ma tralasciano il fatto che come hai detto tu il discutibile non è il nome di Bloch ecc... ma com'è impostata la trama. Io ho notato che gli autori stanno dividendo ciascun albo in due parti: una parte in cui si sviluppa la continuity, quindi la sottotrama comune a tutti gli albi, ed una parte dove si sviluppa l'episodio specifico dell'albo. Il vero problema è che in numero così ristretto di pagine non si può mettere due piedi in una scarpa. La vicenda horror in tal modo viene trascurata, e si crea una storiella spiccia priva della dovuta tensione narrativa! La storiella del freak dell'ultimo numero è stata davvero mediocre a mio parere. A questo punto converrebbe per gli autori dedicare un numero esclusivamente alla continuity ed un altro solo ad una vicenda horror. Però ne avrei da dire, tra la mancanza dello splatter e la marginalità di Groucho. Quando uscì il numero 11 c'era già chi scriveva alla Bonelli che Dylan non era più lo stesso...ergo, smettete di leggerli perché non avete capito nulla del fumetto. Ma qui nessuno ha detto questo. Non è che se uno dice "non mi piace la mortadella" gli si possa rispondere "a mio nonno non piaceva il prosciutto". Quindi secondo te sono belle le ultime storie? Giusto per capire l'opinione di chi la pensa diversamente da me...invece di scrivere commenti inutili come leggi topolino, smettete di leggere,ecc, scrivete le motivazioni secondo cui voi reputate buoni questi ultimi albi. Francesco Zava Sinceramente io ritengo di aver fatto sopra una critica costruttiva. Se io scrivo tale critica è perché spero che gli autori leggano e possano trovare buoni spunti per migliorare la serie. Il successo di un fumetto si basa sui lettori, e dato che non mi manca neppure un numero di Dylan Dog, penso di ritenermi un buon lettore della serie. Quando leggevate i primi 100 eravate persone diverse, e oggi li rileggete con nostalgia...in realtà le storie sono migliorate qualititativamente...vi è molta più selezione nello scegliere le sceneggiature che poi vengono edite...nei primi 100 numeri ci sono una montagna di storie con la stessa trama, ma ovviamente non ve ne rendete conto. Missa che Francesco non hai capito il senso del post (cosa molto difficile, visto che è scritto in maniera esplicita): non stiamo criticando i cambiamenti, ma la trama delle storie che non sono per niente belle e avvincenti! Io ho letto tutti i Dylan dog negli ultimi 5 anni(ovvero, comprati nei mercatini tutti i numeri possibili e poi letti) e posso tranquillamente affermare che dopo le prime storie molto ripetitive, sono venute fuori storie geniali, attualizzate, avvincenti...alcuni esperimenti ben riusciti e altri meno. Questo numero non mi è piaciuto.

Non fate tanta filosofia... se a me una cosa non piace non la compro più... addirittura c'è qualcuno che dice che nei primi 100 se ne salva solo qualcuno... ma piuttosto 3 euro spendetele per comprarvi una scatola di preservativi! 20 anni di (vana) speranza... minchia che pazienza! Apparte i cambiamenti avvenuti da ottobre, le storie mi continuano a tenere attaccato al fumetto. Tra un po' s'arriverà a dire che sclavi è stato il peggior sceneggiatore di dylan dog. Chi scrive che il giorno dopo non ricorda la storia letta mi sa che inizia a soffrire di perdita della memoria a breve termine. Un filotto così brutto lo si è visto dal 301 al 310: il baule delle meraviglie, l'imbalsamatore, il divoratore di ossa, terrore ad alta quota. Non continuo perché ho cercato di archiviare quella fase e al solo pensiero mi viene da piangere. Recchioni ha promesso che ci sarebbe stata più interattività tra autori e lettori, e lui che segue molto i social ne è una dimostrazione vivente. Se la critica si fa è perché dev'essere costruttiva per gli autori. Quindi ho tutto il diritto di dire che questa continuity andrebbe gestita meglio. Ricordiamoci che Dylan Dog ebbe già una continuity con la storia di Xabaras e Morgana. Ti ho forse offeso? Qua ci si scambia tranquillamente opinioni tu esordisci dicendo "non avete capito nulla del fumetto" . Complimenti per l'educazione. Vi invito dunque a vendere tutti i vostri Dylan dal 101 in poi, e di comprare ristampe, seconde ristampe, collezione book e granderistampa dei primi 100...avrete così molti più Dylan "belli", alcuni anche molto recenti. Hahaha mi spiace Manuel ma non è maleducazione...è semplice verità...scrivi delle storie e mandale alla Bonelli allora...vedremo se saranno pubblicate...anche topolino comunque non è più lo stesso di una volta...Leggiti le vignette della settimana enigmistica. Francesco Zava ancora attendo una risposta sensata sul mio discorso della continuity e sulla critica costruttiva. Dai discorsi a vanvera che stai facendo penso che tu abbia semplicemente voglia di mandare a quel paese qualcuno. Guarda, il tono dei tuoi commenti e quello dei miei si commentano da soli. Cmq siccome io non m'attacco con i troll, ti saluto. Continua pure da solo che vai benissimo. Cantatela e suonatela. Bravo continua a piagnucolare che Dylan non è più quello di una volta. Io continuo a pensare che storie del genere non possano piacere a chi ha capito davvero il senso do questo fumetto, poi se a qualcuno piace ben venga, a me fa piacere, è solo la mia opinione.....il Dylan di prima era piú alla Lync, ora è piú come Non aprite quella porta, non so rendo l'idea, troppo lineare, troppo acchiappa fantasmi.... Boh...la vedrò male io. Francesco infatti nessuno sta dicendo che infatti l'idea di John Ghost sia cattiva. Io sto solo dicendo che gli autori dovrebbero dosare meglio la continuity negli albi. In un albo solo con così poche pagine non si riesce a sviluppare bene due trame senza cadere nell'approssimazione. Io penso che sia bene fare numeri con la sola trama principale ed altri numeri con le trame singole. Rileggiti i miei commenti se parli con me e parlami con il rispetto dovuto a una persona che manco conosci. Qui l'unico a insultare sei e continui a essere tu. E mo' basta veramente. Sono d'accordo che 94 pagine non sono abbastanza per sviluppare adeguatamente la trama e ce ne vorrebbero di più, ma ogni volta che ne leggo uno rimango ancora incantato...leggendo il 52 come il 287 o il 325(numeri a caso)...non accetto che Luigi dica "il declino è oggettivo" perché è quanto mai di più soggettivo al mondo. Effettivamente il declino non è oggettivo, ma è largamente condiviso. L'oggettività non è data dalla storia in sé, perché chiaramente i gusti differiscono da persona a persona. C'è da dire però che se il malcontento è così diffuso tra molti fan un problema in un qualche modo esiste. Ricordiamoci che è difficile gestire un fumetto che copre ben tre generazioni , e che viene tuttora letto costantemente da tutte e tre. Insomma, questo numero non mi è piaciuto per niente.

La cosa oggettiva è che il fumetto in un qualche modo sia cambiato durante gli anni. Le critiche spesso vengono lanciate non al cambiamento in sé, ma al fatto che gli autori abbiamo promesso un "ritorno alle origini". E' chiaro che con una promessa del genere crei delle grosse aspettative nei lettori della prima generazioni, che si aspettano di trovare il tipico splatter anni '80 ed il Dylan Dog decadente e tenebroso che ha caratterizzato gli anni '90. Ecco tutto. Credo che se gli autori avessero detto "non sarà un ritorno alle origini ma tutt'altro" le critiche sarebbero state di stampo diverso. Queste osservazioni però non vogliono mettere in dubbio la professionalità di Recchioni & co. Come ho detto, non critico tutto dell'ultimo periodo, ne esalto tutto dei primi anni, anzi...i raminghi dell'autunno per me è stato davvero un ritorno al vecchio dylan, cupo, onirico, disegni spettacolari e un finale che pochi hanno capito...per me questo è Dylan, un fumetto che se viene capito da tutti diventa storiella, deve essere introspettivo, ognuno può arrivare ad una conclusione diversa, queste sono le trame che vorrei rivedere....mi fa piacere comunque c'è interesse, credo, per le opinioni di chi legge da parte di chi gestisce questo fumetto. Su Dylan c'è sempre stata un'alternanza si storie e toni. Anche quando lo scriveva Sclavi. Non erano tutte Golconda e non erano tutte Memorie dell'Invisibile. C'erano gialli, storie surreali, splatter e via dicendo. Lo stesso tipo di alternanza che stiamo provando a garantire di nuovo. Poi, nel merito della qualità, non ci entro. Non spetta a me dire se una storia è buona o meno. Se la pubblico, la ritengo buona. A margine: trovo un pelo fastidioso che "il declino di Dylan" venga rincondotto agli ultimi albi quando sono anni che ci si lamentava. Gli ultimi albi hanno tutte le intenzioni di andare in un senso diverso, proprio per combattere quel declino. Se mi permetti una domanda, roberto, che critiche sono state mosse ai raminghi nello specifico? Per criticare i raminghi o non si è mai letto dylan oppure lo si critica semplicemente per spirito da rompicoglioni,perchè io quell'albo l'ho letto per 3 volte di seguito in 3 giorni differenti.Si può criticare quello che si vuole,ma certe storie per farlo bisogna aver faccia tosta. Io credo comunque che, per quanto molte storie vengano scritte in largo anticipo e non sul momento, l'opinione dei lettori e le critiche costruttive possano essere un valido aiuto per voi autori. D'accordissimo, in effetti non pretenderei mai che fossero tutte dello stesso genere, c'è il giallo, l'horror splatter, e alcuni generi sicuramente piacciono ad alcuni ed altri no, però tutte erano accomunate da un certo senso d'ansia, di terrore, anche quelle piú stupide..ti faccio un esempio Horror Paradise alla fine è molto reale come trama, ma ti angoscia fino all'ultima pagina....comunque la cosa piú giusta l'ha detta Fabio Silingardi, il problema è nel dover mescolare la storia ad esempio di Bloch nell'ultimo numero con la trama vera e propria dell'albo, non ci si riesce e si abbozza sia l'una che l'altra. Abbiamo capito che Bloch è andato in pensione, anche il nuovo ispettore, ora parliamo un po di Dylan..grazie comunque per l'interesse. i raminghi è uno degli albi piú belli degli ultimi anni. Il declino parte da mooooolto prima di questo ciclo, ci mancherebbe, però siccome per questo ciclo si parlava di un ritorno al passato e l'abbandono di quello sfacelo che c'era prima, mi aspettavo qualcosa di piú, un taglio molto piú netto. Invece, avete dato vita ad un pastrocchio di indicibile inutilità. Ma perché lo avete fatto, scusate? Farlo un pochino meglio, no? Chi non ha capito i raminghi non merita di leggere Dylan, comunque ripeto mi piacerebbero piú storie come quella, quello è lo standard di Dylan secondo me.

Mmh. Un po' come andare a vedere un film di lynch e uscire lamentandosi che non ci si è capito niente. Bene bene. Ehm... in questo caso mi tocca scusarmi con Roberto Recchioni, ma sono anch'io tra quelli che non hanno capito assolutamente nulla del finale dei Raminghi: se Groucho era sparito perché una vignetta dopo è in macchina con Dylan? E perché Dylan non gli fa domande? Probabilmente sono limitato di intelligenza ma il finale non riesco veramente a capirlo. io topolino lo leggo, quella è probabilmente l'unica testata italiana che dall'inizio alla fine non ha mai calato in qualità ma va sempre a salire o almeno a rimanere nell'eccellenza. tanto per dire. non demordere. Io penso che per ora si sia in una fase di "presentazione" delle novità. Bloch in pensione, Wickedford, John Ghost... Finita questa fase si entrerà nel vivo della nuova veste Dylaniata, e allora staremo a vedere. Ai criticoni dico: date tempo al tempo. Poi son gusti. A me "Mai più ispettore Bloch" è piaciuta molto, così come "Anarchia nel Regno Unito". Penso siamo in una fase di assestamento. Andando avanti si vedrà cosa porta di nuovo l'aria che tira. Per ora aspettiamo a vediamo. Quattro albi sono pochi per criticare. Vedo che ci si ammazza spesso sui forum x questo o quel cambiamento ,,,ecco io smettero' presto di comprarlo ,penso do un paio di numeri, perche' alla fine di come si chiama Bloch ,del fatto che dylan usi o non usi che so il telefonino mi frga poco ,Dylan Dog era speciale perche' erano speciali le storie le situazioni le atmosfere, quelle mel tempo sono andate a farsi benedire.Questo rilancio doveva dare alla testata quell'aura che la resa unica a sfavore di storie scialbe e vuote che negli anni si erano susseguite ,Dylan aveva un anima e quella e' sparita ,Ci sta il rinfrescare il personaggio ma ma poi credo ci si deve ricordare cosa questo personaggio aveva per rompere gli schemi e conquistare tanti lettori.Questo e' il mio punto di vista sia ben chiaro , leggo il fumetto dall'89 e a me del personaggio manca quello piu' di altro. Francesco, non hai pensato che forse quel Dylan che ti piaceva tanto era la creazione di Tiziano Sclavi? E anche di Chiaverotti, che ha scritto anche lui veri capolavori. Loro due fanno altro, quindi le alternative erano due. Il fatto è che mi spiace vedere che si discute spesso su cambiamenti e trovate che alla fine fanno dimenticare quale è la strada persa dal personaggio.quegli autori non ci sono più ma c'è Recchioni che con John doe o orfani ha dimostrato di non essere secondo a nessuno .Dylan non è un personaggio normale è un personaggio che vive sospeso nel suo mondo ,si è perso questo mondo diverso non so se mi spiego. Poi attorno ben vengano i cambiamenti il mondo va avanti x tutti ma se tornassero certe sfumature allora si che ritroverei quel fumetto speciale. Fermo restando che senza mancare di rispetto a nessuno so che il lavoro di scalvi e soci era una esperienza unica. Mmh... votato insufficiente, a contrario del mese scorso. Ho fatto la bilancia degli aspetti positivi (Groucho, i disegni di Nizzoli) con quelli negativi (Horror forzato, nome ignoto forzatissimo, scenette da commedia infilate proprio con violenza, ecc... ) e la bilancia, stavolta, ha dato il suo responso pienamente negativo (oltretutto nella fase due, per quanto mi riguarda, è la prima volta che accade dopo due sufficienze e un buono). Quindi un passo indietro. E da qui mi sorge una domanda. Dylan Dog nasce in un determinato modo e man mano il suo creatore l'ha modificato a tal punto che è diventato con il tempo un icona del fumetto italiano (e non solo). Tutte le varie caratteristiche tipiche della serie sono state inserite gradualmente, quasi al "naturale" come diretta conseguenza della storia di turno. Insomma, salvo alcune particolari caratteristiche, la serie si è sviluppata quasi da sé. Come di vita propria. Nelle mani di Sclavi così come di Chiaverotti e Marcheselli (i fautori del successo editoriale anni '90). Ora invece siamo all'opposto. Le novità sono il pretesto per delle storie di contorno. I cliche della serie vengono stravolti e ogni storia è costruita solo ed esclusivamente per questo. Ovviamente una forzatura. Alcune cose mi piacciono, altre meno (com'è naturale che sia).

Ricordo una modifica non di poco effettuata dallo stesso Sclavi parecchio tempo fa: la morte del Dottor Bronsky. Ecco... quello era l'esempio da seguire. All'interno di una storia non conclamata (La metà oscura), Sclavi trasforma un amico e collaboratore di Dylan, nel cattivo di turno. Non so quanto era stata programmata da Sclavi questa soluzione, ma arrivata così, d'improvviso, è stata terribilmente efficace. Ecco... son sincero... m'aspettavo più simili escamotage narrativi, piuttosto che: 1 - Storia del pensionamento di Bloch (sbattuto a pag 6 con la faccia del Soprintendente) 2 - Storia del nuovo ispettore, assistente e tesserino scaduto (sbattuti tra pag 7 e pag 11) 3 - Storia del nuovo luogo in cui abita Bloch teatro del futuro almanacco e nome del Nostro allegato con gentile omaggio (sbattuto a pag 5 con l'omaggio di cui sopra a pag 25). Insomma... mi sembra troppo studiato a tavolino. Troppo razionale questa nuova vita dylaniana... ed è paradossale per una serie (e un personaggio) che viveva e si sviluppava soprattutto delle emozioni più intime dei suoi autori (da Sclavi fino a giungere allo stesso Recchioni e la sua meravigliosa "Mater Morbi"). Spero che con "Al servizio del caos" si finisce questo periodo di studio "iniziale" della serie rinnovata (un po' come assistere in diretta alle "discussioni" tra Sclavi, Canzio e Bonelli nel 1984 sulle caratteristiche della nuova serie horror targata Bonelli) e che inizia il rodaggio vero e proprio dal numero di febbraio. Superata la decina di numeri a partire da febbraio 2015 (come ogni inizio di serie che si rispetti), mi aspetto (quindi verso ottobre/novembre) il colpo di reni che riporta Dylan Dog. Quello reale. Quello che divenne un mito una ventina d'anni fa. Wow perdonatemi, vado fuori OT per poche righe!! Grazie a chi ha scelto un mio vecchio post come candidato per il post dell'anno. Mi sono troppo esaltato!! Sono andato a vedere le votazioni e ho ricevuto 0 voti. Poi guardo meglio ed è quello come miglior post del 2013 e allora mi scappa un sorriso! Beh ora basta OT e partiamo con il voto della storia. Volevo dividere il voto della storia in diverse macro aree. 1- Uso di Groucho: Voto 10. Devo ammetterlo! Al pari della sua gag con Bloch in "L'uomo che visse due volte" questa (anzi queste) sono le gag che più mi sono piaciute!! Questo voglio da Groucho! Un sipario non sense all'interno della storia in cui la battuta non sia ciò che fa scatenare la risata ma essa venga suscitata da strumenti maggiormente fini come quello della telepatia o della gag del film muto. Bravissimi!!! 2- Uso di Bloch: Voto 10. Il rapporto di Bloch con Dylan, il suo modo di essere in pensione, il suo essere ancora un tutore dell'ordine (molto bella a mio parere la scena in cui Bloch rimprovera i ragazzini). Stupenda quella pagina dove in una sola vignetta ci fa capire quanto Penelope sia importante per Bloch. C'è tutto in quella pagina, la felicità di Dylan nel vedere il suo "padre" felice con una donna(considerando sopra tutto la difficoltà di Bloch in questo frangente), il suo essere impacciato nel toccare Penelope. Questa scena mi ha fatto emozionare molto al pari di un altra memorabile scena in cui Bloch si dispera per la prostituta uccisa che l'aveva chiamata "Tesoro o forse no? amore..." La questione del nome di Bloch mi tange poco... nel senso che non mi importa se irrealisticamente Dylan non potesse non saperlo (ma anche altrettanto irrealisticamente Dylan non lo avesse mai chiamato per nome). Dinanzi a un fumetto come Dylan Dog l'ultima cosa di cui mi importa è il REALISMO. Se vi è una scena realistica che si svolge in maniera non realistica allora mi arrabbio ma non questa per me, perchè fa parte di tutta la natura del personaggio Dylan Dog, il quale ha una storia indubbiamente non realistica. 3- Storia horror: Voto 4. Tale storia non era assolutamente brutta, anzi!!! L'idea che il mostro fosse il "mostro" era un idea molto buona e spiazzante ma non è stata sviluppata a mio modo di vedere nel modo migliore. La motivazione di questo però è ben precisa e cioè le poche pagine a disposizione. L'indagine di Dylan si può dire che comincia praticamente a pagina 70 e a pagina 78 dice che vuole verificare qualcosa, che poi si scopre a pagina 83 essere la storia dello svincolo inesistente.

La media sarebbe di 8. Però mi sento di dare solo un 6 e mezzo. Forse, dico la mia, mi sarebbe piaciuto che in questo numero non ci fosse l'indagine ma, data la grande riuscita, mi sarebbe piaciuto un albo interamente dedicato a Bloch, Dylan e Groucho, un albo leggero in cui però sarebbe stato possibile vedere l'amore che pervade questi tre personaggi. L'inserimento dell'indagine mi è sembrato inserito troppo forzatamente. Forse senza questa indagine, con un albo tipo "IL Lungo Addio" (nel senso con assenza di horror), mi avrebbe fatto dare un 10. Ma così non è stato, fa nulla !!!! I disegni sono molto belli non c'è che dire. Voto 8 anche per loro. Il 10 per me è per pochi disegnatori, lo ammetto, poichè preferisco maggiormente i disegni più cupi tipo quelli di Celoni o di Roi. Piccolo OT: Parlare di BELLE STORIE è facile, ben più difficile è farle. Io non ricordo anni, neanche nei momenti migliori, ove siano stati pubblicati 12 capolavori(ma neanche 9 o 10). Il motivo è che una bella storia deve colpire e per colpire è NECESSARIO (per me) un coinvolgimento emotivo da parte dell'autore e del lettore. E i nostri autori (sfortunatamente) non possono ogni volta avere la mitica idea geniale che ti permette di scrivere una grande storia ma la maggior parte delle volte interviene il "mestiere". Insomma devono campare pure loro, mica possono sempre aspettare la giusta ispirazione !! Io ho fiducia in questo rinnovamento, sono consapevole che ci saranno storie che non mi piaceranno (probabilmente), e altre che mi piaceranno (lo spero) ma non per questo mi sento di dover dare giudizi dopo soli 3 albi, per lo più albi di presentazione delle novità. Fra un anno o anche più tirerò le mie somme, conscio del fatto che molto probabilmente non mi separerò mai da Dylan Dog, troppo è l'affetto che ho per questo personaggio. Ho notato che ancora non ho commentato la storia, per me non è brutta come gli altri dicono ma nemmeno bella. E' fatta bene, noiosa forse, con disegni a volte belli a volte no. Avrei preferito se il nome di Bloch fosse un gioco fra i lettori e il fumetto, che nessuno avesse mai detto il nome di Bloch perché era diventato un cliché del fumetto che il nome non si sapesse. Trasportare il metagioco invece all'interno del fumetto lo ha reso sciocco, e poi, a dire la verità, ma davvero vi interessava sapere il nome di Bloch? Io, che non leggo anticipazioni MAI, non sapevo nemmeno che in questo numero lo avrebbero rivelato. Vedremo fra un anno in cosa Dylan Dog si sarà evoluto, io non ho smetto di leggerlo. Costa poco. Già. Non vi lamentate. Albo tutto sommato normale dal punto di vista della storia. Ciò che mi ha più colpito è tutto ciò che gira intorno,dalle vignette comiche con Groucho "muto" a Bloch che si dedica al giardinaggio ma non abbandona la sua veste da sbirro. Il problema è il finale della trama,che ho trovato scontato ma tutto ciò che la circonda è stato utilizzato sapientemente e al momento giusto,do quindi un 7 alla storia. Ciò che più mi ha sollecitato a sfogliarlo sono stati i disegni che sembrano HD,per il grado di dettaglio di Nizzoli! Il freak è orripilante ma ancor più ciò che si cela al suo interno. Un'ottima trovata anche le vignette stile cinema muto con Groucho! In complesso un albo che più che incentrato sulla storia sembra ruotare attorno al nuovo status quo,con Bloch pensionato e l'old boy nostalgico in vena di confessioni reciproche (vedasi la scena del pub in cui Bloch dice il suo nome a Dylan),che ho tuttavia apprezzato. Votato accettabile,non mi voglio sbilanciare troppo! La storia mi è piaciuta, la prima metà di rapporto "padre e figlio" è trattata in maniera ottima, l'affetto creato tra i due è geniale. Groucho è tornato a farmi veramente ridere. Io al contrario di altri penso che da quando c'è recchioni dylan è tornato ad essere dylan e le storie sono tornate interessanti. Il mondo di dylan sta tornando quello che mi aveva fatto adorare questo fumetto anni fa. Mi ha colpito molto carpenter, quest'ispettore cazzuto col cruccio di dylan dog. Mi ricorda zenigata, sarà bello vedere nelle prossime storie che li vorrà anche bene e che magari lo aiuterà, proprio come com'era tra lupin e zazà. Ultima cosa; in un mondo dove il paladino si chiama di cognome si chiama dog, il suo padre putativo può chiamarsi con grande ilarità uno schifo. Non mi è piaciuto e non comprerò più Dylan Dog. Soprattutto, dopo questo. Kristoffer Barmen.

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