mercoledì 7 gennaio 2015

L'UOMO RAGNO 617 - LA RECENSIONE SUPREMA! SENZA DAN SLOTT E' UN UOMO RAGNO MIGLIORE!

Un numero insolitamente di ottimo livello questa terza uscita del nuovo corso dell'Uomo Ragno dopo le prime non eccezionali due puntate pubblicate sui numeri 615 e 616 di dicembre. Come ogni numero festivo il periodo in considerazione è quello natalizio e Spidey vivrà delle avventure all'altezza della situazione. Ciò che conferisce particolare positività a questo numero 617 del Ragno è l'assenza di storie tratte dalla serie The Amazing Spider-Man scritta da Dan Slott, che ci è parso fin dall'inizio come il fanciullesco che si diverte a immaginare il suo personaggio preferito nelle situazioni più assurde, ma nulla che possa essere definito, secondo noi, di carattere professionale. Altre sono state le storie che hanno fatto la leggenda dell'Uomo Ragno. Quelle di Dan Slott non saranno ricordate e se si per il livello basso e bambinesco degli episodi. Da appassionati del Ragno non possiamo fare a meno di leggere le sue storie, sebbene il livello non sia più quello di un tempo. Non abitudine, ma predilezione per un personaggio dei fumetti che ha reso la Marvel famosa in tutto il mondo. Si comincia con la storia principale tratta da The Amazing Spider-Man (vol. 1) n. 700.1 uscita nel febbraio 2014, quindi vecchia di quasi dieci mesi considerata come prima parte del crossover Frost, in italiano Gelo. Questo numero ha venduto, secondo il distributore Diamond, 65.775 copie, classificandosi al 15esimo posto. Come i due numeri precedenti, ci viene mostrata una tavola in cui vengono riassunte le vicende salienti della nascita del personaggio. I testi sono di Fred Van Lente e i disegni sono di John Romita Jr. I due autori rispettano la tradizione e nessun nuovo particolare di quella straordinaria giornata di Peter Parker ci viene rappresentato. Nel numero scorso, invece, abbiamo appreso che il ragno radioattivo che aveva donato i poteri a Peter, pochi istanti dopo ha morso un'altra misteriosa ragazza! Gli autori della prima storia sono David Morell, noto sceneggiatore televisivo creatore del personaggio di Rambo e il grande artista Klaus Janson, noto più come inchiostratore che come disegnatore completo. Il tratto, in alcuni punti indeciso, è tipico di tutti gli artisti che vengono dalla inchiostrazione, ma le tavole sono abbastanza dinamiche e abbellite dai colori di Steve Buccellato. Janson vanta un curriculum artistico di tutto rispetto. Di origine tedesca, si trasferisce con la famiglia nel Connecticut, raggiungendo la fama come inchiostratore di Frank Miller sulla serie Daredevil e nel 2010 e 2013 ha vinto due inkwell award. Spidey ha freddo, più di quanto possa giustificare la notte natalizia di una New York innevata. Ciò non gli impedisce di fare il suo lavoro di giustizierie, ma con estrema difficoltà. Che succede? In realtà, è solo il mese di novembre, ma Peter è intirizzito. La mattina dopo si reca al lavoro al Bugle tutto imbacuccato come fosse influenzato. I brividi continuano a tormentarlo. Jameson gli chiede foto del Ragno che lo dipingano come un criminale e gli ricorda che i danni riportati alla città ammontano a circa 85 milioni di dollari. L'incidente di qualche sera prima alla funivia della Roosevelt Island si è rivelato doloso. La cabina è stata manomessa e l'ideale per Jameson è incolpare Spidey. Peter si reca da zia May, che gli ricorda che lo zio Ben amava il giardinaggio. Il giorno più triste per lui era quello della prima gelata e della fine delle rose. Poi torna a casa, ma non riesce a dormire. Indossato il costume rosso e blu del suo alter-ego si getta a capofitto nella città nel momento in cui la tempesta più devastante di tutti i tempi l'ha colpita. Ma è solo il freddo ciò che gli crea problemi? Neppure a casa riesce a scaldarsi.
 

La notte incombe e il maltempo provoca un blackout e i mezzi di trasporto non funzionano. Zia May non risponde e Peter inizia a preoccuparsi. Vorrebbe raggiungerla ma per fare questo deve indossare ancora una volta il costume, mentre il senso di ragno gli preannuncia un pericolo imminente. La storia non offre molti spunti narrativi, salvo l'immagine di un disastro in arrivo di natura non chiara. La sceneggiatura di David Morell è di buon livello e distante dalle trame elementari di Slott. E' questo l'Uomo Ragno che vorremmo leggere sempre. La seconda storia è tratta da un racconto in appendice a The Amazing Spider-Man (vol. 1) n. 700.5 ed è quella che, dopo la prima di cui abbiamo parlato, di più ricorda il periodo d'oro del personaggio. Gli autori di questo raccontino di otto pagine sono Kevin Gravioux e Lee Weeks, mentre il disegnatore è Sergio Cariello, noto artista brasiliano nato a Recife nel 1964, che ha lavorato anche per la DC Comics e editori indipendenti come la Dynamite. Spidey porta un ragazzo ferito al Lenox Hilll Hospital durante uno scontro a fuoco. Il ragazzo lo aveva salvato da morte certa, deviando il braccio di un bandito che lo voleva colpire. La ferita, però, è troppo grave e il ragazzo muore. Prima di questo momento rivela a Peter che ha sempre considerato il Ragno come esempio e modello. Peter è doppiamente angosciato. E' consapevole del fatto che il ragazzo ha rischiato la vita per lui. Questa breve storia è particolarmente importante perché mostra Peter ancora sposato con Mary Jane Watson, elemento che colloca questo episodio prima di One More Day, cioè prima che l'allora editor-in-chief Joe Quesada ebbe la stupida idea di cancellare il matrimonio ed altri eventi importantissimi dalla continuity ufficiale del personaggio. Il motivo fu quello di rendere più semplice la costruzione delle storie agli scrittori! Un particolare che forse denota il pentimento dei vertici della Marvel per la scelta impopolare imposta da Quesada e chissà che dopo la conclusione del crossover Secret War non torni la continuity pre-OMD! Le voci di un reboot del Marvel Universe sono insistenti. Noi auspichiamo che si torni alla ragione e che soprattutto Dan Slott, se vuole continuare a scrivere storie del Ragno, dia un taglio alle trame e alle idee cretine degli ultimi anni. E infatti, nella terza storia, tratta da un altro dei raccontini di appendice di The Amazing Spider-Man (vol. 2) n. 1 del giugno 2014 ritorna Slott ai testi! Per fortuna, il pezzo forte di questa storiella di otto pagine è la narrazione di un altro dei fatti della primissima avventura di Spidey, precedente al suo incontro con il lottatore libero Crusher Hogan. Clayton Cole è un ragazzo di talento. Gran studioso ed esperto di matematico e di scacchi, vuole diventare qualcuno, più famoso di Richard Feynman e Howard Stark, il padre di Tony Stark/Iron Man. Tra uno studio e l'altro decide di andare ad assistere all'incontro di lotta libera in cui Hogan il campione affronterà il Ragno Umano, un tizio mascherato grossolanamente, piccolo ma capace di compiere movimenti straordinari. Il disegnatore Ramon Perez riesce a catturare lo stile tipico dell'ebreo Steve Ditko, che ha realizzato la prima storia del Ragno nell'agosto 1962. Gli avvenimenti quivi narrati si riferiscono ad un interludio di Amazing Fantasy n. 15 uscito in quel momento. Clayton riprende l'incontro con il suo cellulare ed è stato effettivamente il primo nella storia a riprendere in video colui che sarà destinato a diventare l'Uomo Ragno. Clayton lo riprende addirittura nei corridoi del palazzetto quando il manager consegna a Peter la paga. Poi pubblica il video sul canale Youtube.
 
Clayton è testimone di un altro evento sconvolgente. Sceso in strada nota un ladro che cerca di entrare da una porta di servizio. Si tratta del ladro che di lì a qualche ora ucciderà lo zio Ben nel tentativo di rapina alla casa dei Parker. Vorrebbe avvisare la polizia, ma la folla lo spinge via. Poi arriva il momento dell'Uomo Ragno, che fa la sua apparizione con il costume rosso e blu. Qui il disegnatore Ramon Perez si allontana un po' dallo stile di Ditko. Slott ha la brillante idea di far pronunciare a Spidey la parola Excelsior, espressione tipica di Stan Lee. L'esibizione di Peter è un successo. Le sue abilità sovrumane gli permettono di fare cose che agli occhi del pubblico appaiono incredibili. Intanto, Clayton continua a riprenderlo. Spidey gli firma perfino un autografo. La storia si conclude con la polizia che insegue il ladro per le strade della città. Se lo avesse fermato oppure se il grido di aiuto di Clayton poco prima fosse stato ascoltato, la storia come noi la conosciamo avrebbe avuto un corso diverso. Tornato a casa, Clayton riflette sul da farsi. E' consapevole di essere un tipo in gamba e decide di costruirsi una attrezzatura e una maschera da Ragno. Non è difficile vedere in questo racconto una proiezione dello scrittore Dan Slott, che si immagina l'Uomo Ragno. Clayton è proprio lui e quello che più di tutti gli elementi balza evidente è la sua propensione a giocare con il Ragno. Dal nostro punto di vista, notiamo il suo sogno di diventare uno scrittore conscio di avere grandi possibilità, ma che all'atto pratico non si sono rivelate concrete. Non riusciamo a capire l'utilità di questa storia nell'economia dell'albo e non comprendiamo perché il supervisore della collana italiana, Massimiliano Brighel, non l'abbia saltata. Ancora una volta il problema è dato dalla scarsità di materiale. La decisione di tornare alla quindicinalità esige una buona scorta di storie americane e questo ha come conseguenza la presentazione anche di quelle più scadenti come quella di Slott in esame. Una storia che ha fatto abbassare di molto l'ottimo livello dell'albo nel suo complesso. Gli editor americani hanno dato campo libero a Dan Slott e questi sono i miserabili risultati. E' riuscito a trasformare l'Uomo Ragno nel Ragno-Cretino e molti lettori americani sembrano gradire. In Italia, invece, la situazione è diversa. Molti si sono resi conto che Spidey non è più quello di un tempo e le storie di oggi sono più adatte ad un pubblico di bambini con poca cultura piuttosto che a lettori a malapena colti. La quarta storia dell'albo è ancora più inutile della precedente di Dan Slott. Si tratta di un breve raccontino illustrativo dei gadget di Spidey scritto da Joe Caramagna e realizzato da Chris Eliopoulos. Si salva solo la sceneggiatura di ottimo livello tecnico. Il resto è spazzatura messa insieme per riempire le pagine dell'albo italiano. Se ne poteva tranquillamente fare a meno. Anche il titolo è cretino: Come funziona la mia roba! Se avessero utilizzato il termine Materiale anziché Roba, si sarebbero meritati un giudizio più favorevole. Ma la mia Roba?! E così passiamo all'ultima storia ospitata in questo numero, il consueto appuntamento con la serie di Superior Foes of Spider-Man (vol. 1), che gli editor americani hanno avuto la brillante idea di non farla scrivere a Dan Slott, perché altrimenti questi l'avrebbe riempita di particolari ridicoli. Nick Spencer è una garanzia, mentre i disegni sono di Steve Lieber con i colori di Rachelle Rosenber, entrambi ebrei. Una veloce ricerca in rete ci consente di scoprire che Steve Lieber non è parente di Stan Lee, che in origine si chiamava Lieber né parente del fratello che si chiamava anche lui Steve Lieber.

L'ultima storia dell'albo è il pezzo forte di questo numero 617 dell'Uomo Ragno, essendo stata tratta da una delle migliori collane degli ultimi anni: The Superior Foes of Spider-Man (vol. 1). La collana esce in America con periodicità bimestrale, aspetto questo che non l'ha certo aiutata. Il numero 8 oggetto della storia di oggi ha venduto la miseria di appena 19.193 copie, finendo al 106esimo posto della classifica Diamond. Un disastro a cui fa da contraltare la buona storia di questo numero. Il supervillain Boomerang ha guidato i nuovi Sinistri Sei all'attacco della base del Gufo per poi abbandonarli nel momento del bisogno. Non aveva motivo di restare con loro, avendo conseguito lo scopo a cui mirava: impadronirsi di un ritratto di Destino senza maschera! Su Spider-Man Universe n. 29 aveva convinto i suoi amici dei Sinistri Sei che il Gufo fosse in possesso della mitica testa di Silvermane, un anziano boss della mafia marvelliana nota come il Maggia. In Spider-Man Universe n. 33 tre membri dei Segreti Sei erano stati rapiti dal Gufo: Overdrive, Scarabeo e Speed Demon , mentre Shocker se l'era svignata con la testa di Silvermane e Boomerang con il ritratto di Destino. I tre criminali sarebbero stati poi salvati da Lapide. Boomerang doveva recuperare la testa del vecchio boss criminale per conto del Camaleonte, il quale ora è molto arrabbiato con lui. Lo sottopone ad una sorta di tortura mentale per farlo confessare, facendogli vivere varie realtà virtuali e alla fine scopre il tesoro vero che aveva trafugato dal rifugio del Gufo, il ritratto senza maschera di Destino. Boomerang ha perso tutto, ma non è ancora finita: mentre sta parlando con la sua ragazza, finisce nel mirino, nel senso letterale del termine, di Bullseye! Una storiella divertente ma dal ritmo poco profondo, comprensibile solo a chi ha letto i sette numeri precedenti. Anche in Italia non ha avuto una vita editoriale felice, essendo finita prima su Spider-Man Universe e dopo la chiusura di questa sul quindicinale del Ragno. In America si sussurra che dovrebbe chiudere a breve, ma speriamo di no. Nella pagina della posta colpisce la lettera di Mirko Ambrosi, che sottolinea il decadimento di Spidey degli ultimi anni fino alla saga di Superior Spider-Man e in particolare quando è stato inserito in varie squadre dei Vendicatori fungendo più da tappezzeria che da protagonista. Brighel più asettico del solito con risposte brevi. Di buon livello ci sono sembrati, però, gli editoriali di quest'ultimo con una biografia minima di Klaus Janson ben scritta. Un po' di imbarazzo al momento della descrizione della storia Cosa farebbe l'Uomo Ragno, in cui precisa la difficoltà di collocazione dell'episodio vista la presenza di Mary Jane come moglie di Peter! Ci saremmo aspettati una candida ammissione della fallimentare gestione del Ragno post-OMD e invece nessun accenno a quello che ormai pensano tutti i lettori dell'Uomo Ragno del pianeta. Né precisa che i due sono sposati, quando ciò è abbastanza evidente dalla scena, limitandosi a dire che Peter sta con Mary Jane! Direttive di redazione, immaginiamo. L'ultimo aspetto che conviene sottolineare è lo scambio delle copertine del numero 617 con il numero 618 in uscita a metà gennaio 2015. In terza di copertina del numero 616, infatti, era stato annunciato che il numero successivo avrebbe avuto la Gatta Nera in copertina riallacciandosi alla saga principale descritta su The Amazing Spider-Man. Probabilmente, si trattava dell'anticipazione del numero 618, mentre quella del numero 617 effettiva concerneva la saga Gelo sopra letta. In qualche gruppo su Facebook la cosa è stata notata, ma in altri tempi la Panini sarebbe stata crocifissa in sala mensa per un errore di questo tipo. Oggi nessuno ci fa più caso a queste cose.

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