venerdì 2 gennaio 2015

NUOVA BUFERA SU DYLAN DOG! LA COPERTINA DEL NUMERO 342 E' UGUALE ALLA COVER DEL NUMERO 71?

Una nuova polemica sta devastando, in queste ore, la testata di Dylan Dog sempre più lontana dai gusti e dall'interesse dei lettori. Sta prendendo corpo la tesi che la nuova supervisione, incapace di mantenere la promessa di rilancio di un personaggio in caduta libera, stia spostando l'attenzione su questioni che poco hanno a che vedere con le storie e i loro contenuti, confermando la nostra opinione che la realizzazione di un progetto così ambizioso avrebbe dovuto essere affidata a mani molto più esperte o comunque operanti in questo settore professionalmente da più tempo. Il nome di Carlo Ambrosini, notissimo scrittore che è nel giro dal 1976, è stato indicato da molti come naturale e più legittimo successore di Giovanni Gualdoni. Avremmo magari evitato di assistere a spettacoli poco edificanti, a nostro modo di vedere e tali giudicati dalla quasi unanimità della rete web che, nel caso dell'Indagatore dell'Incubo, rappresentano quasi la metà dei suoi circa e attuali 100.000 lettori. Ci riferiamo alla montagna di citazioni contenute nel numero 337, dove l'attenzione più che essere calamitata dalla storia, che si poteva considerare come la fusione di elementi tratti da due famosi film di fantascienza, è stata spostata su altri elementi che con essa non avevano nulla a che fare. Al numero 338, un'altra storia giudicata molto negativamente, dove l'attenzione è stata spostata sul pensionamento dell'Ispettore Bloch. Una mossa che ancora oggi viene giudicata folle. Al numero 339, il più filo-comunista della nuova gestione, in cui la storia è stata cancellata dai riferimenti alla violenza e alla rivoluzione e a un giudizio sulla società capitalistica che a distanza di quasi 25 anni dalla caduta del muro di Berlino fa sorridere. Il numero 340 è finito nell'occhio del ciclone per il nome scelto per l'ex-ispettore Bloch, Sherlock Holmes, altra scelta giudicata con termini così pesanti che qui non possiamo riportare, ma intuibili. E il numero 341, sebbene non ancora uscito, è già da molto tempo al centro dell'attenzione per la presentazione del nuovo nemico del protagonista, tale John Ghost, una persona dalla sessualità ambigua e chiaramente ispirato, anche visivamente, al personaggio cattivo interpretato da Javier Bardem nell'ultimo film di 007, Skyfall del 2012. E veniamo alla nuova polemica che sta incendiando in queste ore: la copertina del numero 342 in uscita a febbraio che è stata giudicata dall'unanimità dei lettori simile alla copertina del numero 71. Si tratta di un albo uscito il 1° agosto 1992. La copertina era stata realizzata da Angelo Stano, mentre i disegni interni sono stati attribuiti a Bruno Brindisi, autore, tra l'altro delle tavole della criticatissima storia del recente numero 338 sul pensionamento dell'ispettore Bloch. I testi e la sceneggiatura erano di Claudio Chiaverotti. Altri tempi. All'epoca Dylan vendeva quasi mezzo milione di copie ed era lontanissimo dalla povertà creativa attuale. Il titolo dell'albo era I delitti della mantide. La storia era incentrata su alcuni misteriosi omicidi che avvenivano all'interno del bar Hiroshima Mon Amour. Gli indizi lasciavano credere che l'assassino fosse una donna che, come l'insetto qui citato, prima aveva rapporti sessuali con gli uomini e poi li uccideva. Anche in quel caso, l'idea era stata già sfruttata in tanti libri, film e telefilm, ma almeno venne rappresentata nel fumetto in una chiave innovativa se parametrata alle caratteristiche che, ormai, Dylan Dog non possiede più grazie alle innovazioni imposte dalla attuale supervisione. In definitiva, si conferma ciò che ormai è evidente: i lettori di Dylan Dog hanno scarsi mezzi culturali ed è più che naturale che l'editore si comporti di conseguenza, trattandosi di un fumetto per ragazzi. Non proprio una lettura impegnata o consigliabile a chi cerca più di un semplice svago.
 

La copertina del numero 342 di febbraio reca il titolo Il cuore degli uomini e le similitudini con la copertina del sopraccitato numero 71 sono tantissime, quasi da far pensare che l'autore di questa copertina, che è sempre Angelo Stano, abbia voluto chiaramente ispirarsi al suo precedente lavoro del 1992. Molti si stanno domandando: che senso ha tutto questo? E' stato fatto apposta e cioè con la consapevolezza di inscenare una nuova polemica e distrarre l'attenzione da una storia che rischia di profilarsi di scarsa entità come le precedenti? Una ipotesi che, in questo momento, non ci sentiamo di escludere del tutto. In entrambe le copertine Dylan Dog sta baciando una donna sulla bocca in modo appassionato. Lo sfondo della copertina è nera. La donna che l'Indagatore sta baciando nasconde una minaccia: nel numero 71 si nota la sua immagine di scheletro raffigurata in uno specchio, che ha la forma di una bara. Nel numero 342, sulla cornice a forma di cuore, una donna, dalla capigliatura chiara come quella del 1992, bacia Dylan mentre con una mano minacciosamente mostra di volergli conficcare un pugnale nella schiena. Non è dato stabilire se le due donne si somigliano, perché quella del numero 71 si intravede solo di profilo, mentre quella del numero 342 è più nettamente visibile. Ma l'elemento che ha fatto gridare tutti allo scandalo è il pugnale che la donna tiene in una mano, mostrando l'intenzione di conficcarlo nella schiena di Dylan Dog. Sia nel numero del 1992 che in quello del 2015 la scena è perfettamente identica. Cambia lo sfondo e la posizione dei due (nella cover del 1992 Dylan è a destra, mentre nella cover del 2015 Dylan è a sinistra). E qui si può trarre la conclusione di un cambio di politica decisamente orientata a sinistra e verso il bolscevismo. Non che Dylan non fosse di sinistra nel 1992, ma oggi questo aspetto viene risaltato anche dal cambio di posizione. In sostanza, due copertine simili. A ben vedere anche la cornice presenta elementi analoghi. Nel numero del 1992 c'è una bara a forma di specchio, mentre nel numero 342 del 2015 due angeli con un trapano e una motosega. In entrambi si legge un presagio nefasto e al tempo stesso irridente del Cristianesimo. Rappresentare i due angioletti in veste diabolica esprime un chiaro attacco alla fede religiosa e non a caso la cover è stata diffusa in periodo post-natalizio. Un messaggio nefasto che fa il paio con i messaggi inquietanti per le simbologie occulte espresse nel numero 339, quasi a dimostrare che gli autori vogliono cavalcare il tema delle trame complottistiche molto diffuse in tante trasmissioni televisive sul mistero. L'amore viene rappresentato in termini negativi in entrambe: come se questo sentimento non esistesse, ma si invitano le persone ad abbracciare il male. Un aspetto che trascende perfino la dimensione più prettamente religiosa, a nostro modo di vedere. Sulla pagina Facebook della Bonelli sono usciti tantissimi commenti in poche ore e quasi tutti hanno sottolineato questi elementi, chiedendo il perché di una copertina che è identica a quella di una nota storia del passato. Risposte dalla casa editrice non sono arrivate o almeno non in termini soddisfacenti. In altri articoli abbiamo messo in evidenza che uno degli aspetti della comunicazione nell'odierna era del web sia quella della comprensione del lettore.
 
Chi compra gli albi e giustifica l'esistenza della casa editrice non va sfidato, offeso o insultato. Gli atteggiamenti arroganti si ripercuotono sulla collana prima e sulla casa editrice dopo, che rischia di chiudere i battenti. E invece gli editori lasciano fare, come se non importassero le conseguenze negative di queste condotte. Ai lettori che chiedono spiegazioni, si leggono risposte sprezzanti, quasi offensive, avvalorando la tesi che più che un rilancio si stia distruggendo la storia di un personaggio. Si crede davvero che simili atteggiamenti di vuota superiorità garantiscano un ritorno in attivo delle vendite? Ne dubitiamo. L'esperienza dimostra che il lettore aggredito si trasforma in pochi secondi in un ex-lettore. Smette di comprare la collana e invita gli amici a fare la stessa cosa. Essi si giustificano asserendo che su Facebook possono scrivere di tutto, soprattutto sui profili privati, ma se questo è vero per i comuni lettori, non lo è altrettanto per gli autori, i cui commenti possono ritorcersi contro la casa editrice. Il fenomeno si sta verificando in queste ore, come si evince dai commenti ripresi dalla pagina ufficiale della Bonelli. Ecco il post: Angelo Stano ha realizzato una copertina bellissima per il numero 342 di Dylan Dog. La storia è di Roberto Recchioni, i disegni di Piero Dall'Agnol. Arriverà in edicola il 27 febbraio. Che la copertina sia bella abbiamo dei dubbi. Come sopra, rappresentare due angeli con in mano un trapano e una motosega ci appare in termini molto blasfemi di simboli della religione cristiana. Almeno nella copertina del 1992 ci si era mantenuti su binari molto più vicini all'horror tipico di T. Sclavi, mentre oggi si trascende in attacchi indiretti ai riferimenti alla Fede. Abbiamo l'impressione che nei lettori si stia diffondendo l'idea che la collana di Dylan Dog non ospiti più contenuti originali. Ecco i commenti della pagina ufficiale della testata: Io sono un lettore di vecchia data di dylan e senza troppe lamentele ho sempre accettato la "crescita" che ha avuto questo fumetto. Ovvio, i primi volumi sono sempre i migliori (almeno per me) perché attingevano dalla cultura horror di quei tempi creando storie originali e dal sicuro impatto emotivo. Con il tempo dylan dog (come fumetto) è cambiato, è cresciuto, ma questo non è un male. Dopotutto in 300 e passa volumi, dopo anni e anni (e ribadisco anni) di storie non si può rimanere fermi sempre allo stesso punto. Gli artisti cambiano, i lettori cambiano, il mercato cambia, gli strumenti di lettura cambiano, il contesto storico cambia... Quindi è normale che ci sia una rivoluzione. Vero, quando ho letto degli stravolgimenti che avrebbe preso la saga ho avuto i brividi: bloch in pensione, un nuovo nemico, un nuovo ispettore... Troppe cose stravolte. Però il primo volume l'ho apprezzato (forse anche xè sembrava più un fuori collana e riprendeva un poco la voglia di attingere dall'universo horror della cultura cinematografica che sta molto a cuore sia a dylan, sia ai suoi disegnatori, sceneggiatori , che noi. Per i volumi usciti dopo non me la sento di parlare male perché appunto sono dei volumi di APERTURA che portano, in maniera graduale, a quel che sarà la saga. E aggiungo che comunque, anche se per ora non sono né carne né pesce (xè sono appunto volumi di transizione) , me li sono letti molto volentieri. Forse sull'ultimo avrei da ridire perché ho trovato il finale troppo sbrigativo. Concludo dicendo che per quanto possa far male, cambiare è comunque un gesto d'amore.
 

E io ho fede in questo gesto d'amore. Spero che porterà i suoi frutti. Buon anno nuovo. La copertina è d'impatto. Speriamo che la storia non sia una steonzata come quelle degli ultimi albi...ma ne dubito! Ma non avevate niente di meglio da fare che copiare la copertina di Stano del 1992? Basta, da oggi smetto di comprare Dylan Dog, almeno fino a quando Recchioni non se ne andrà. Dico la mia: mi da molto di John doe questa cover. La copertina è indubbiamente bella ma ciò che conta è la storia e dai disegni che ho visto la cover non c'entra molto con la storia e non vuole rappresentare una scena dell'albo, comunque ancora deve uscire al servizio del caos e già commentiamo questa una cosa alla volta. Dicevo dei disegni nell'anteprima dell'albo su sergiobonellieditore.it e poi evidente anche dagli albi precedenti come la cover non rappresenta una scena dell'albo ma è solo indicativa della storia e vuole attirare l'attenzione. Ah, ecco. Tutto spiegato adesso. Comunque già prima di Spazio Profondo Roberto aveva detto che le copertine sarebbero cambiate puntando più sull'effetto piuttosto che sull'illustrare la storia contenuto. Niente di nuovo, insomma. Questo non toglie che è un po' difficile dire che la cover non c'entra molto con la storia dopo aver visto tre tavole. Joseph: però la copertina del n°340 era uno spoilerino, comunque, come dici tu, era sull'effetto! Dicevo dei disegni nell'anteprima dell'albo su sergiobonellieditore.it e poi evidente anche dagli albi precedenti come la cover non rappresenta una scena dell'albo ma è solo indicativa della storia e vuole attirare l'attenzione. Basta, da oggi smetto di comprare Dylan Dog, almeno fino a quando Recchioni non se ne andrà. Uguale ai delitti della mantide. Quella storia ha avuto dei disegni bruttini. Ciò non toglie che Dell'Agnol nelle vecchie storie era più bravo. Copertina decisamente particolare sulla quale non riesco a formulare un giudizio, ergo non so se mi piace molto o se la detesto. Al di là della copertina, la notizia peggiore però è che i disegni all'interno saranno di Dell'Agnol e saranno probabilmente pessimi come quelli di "Sulla pelle" (n. 326 Novembre 2013). Per gusto personale ammetto che non mi piace per nulla e tutto questo "impatto", di cui parlano alcuni, a me non viene trasmesso. Dylan Dog, come testata, ha avuto più e più volte delle cover che erano dei veri e propri capolavori...ma questa non vi rientra di certo. Sono abbastanza delusa dalla piega che sta prendendo in generale negli ultimi mesi, ma sicuramente qualcuno a cui piace c'è. Così come a molti non garba più. Così in disaccordo con se stessa e ricca di contrasti che non capisco se mi piace o meno! Sicuramente un pregio, mi attira. una mia curiosità,ovviamente restando sempre su livelli educati e civili volevo chiedere in merito alle copertine di Dylan senza esprimere bella o brutta ecc ecc ognuno ha i suoi gusti e aggiungerei meno male anche.La domanda è:negli ultimi tempi è solo una scelta di Stano o è una scelta propio editoriale quella di ridurre a volte le copertine ad uno stile minimale (che poi può essere stupendo o bruttissimo come ho detto è soggettivo)e lasciare un po il vecchio stile dei primi anni della copertina piena e parecchio disegnata...ad esempio negli ultimi albi mi ricordo i Raminghi dell'autunno e la magnifica creatura ancora in quello stile...ovviamente lo stile minimale è in rapporto alle vecchie copertine. Basta, da oggi smetto di comprare Dylan, almeno fino a quando Recchioni non se ne andrà. Basta, da oggi smetto di comprare Dylan Dog, almeno fino a quando Recchioni non se ne andrà.
 
Basta, da oggi smetto di comprare Dylan Dog, almeno fino a quando Roberto Recchioni non se ne andrà. Criticare perché non vi piace, ok. Ben vengano le critiche. Ma criticare perché vi ricorda "I delitti della mantide" fa capire quanto siate disonesti, in primis verso il personaggio, in secundis verso voi stessi. (Quando l'ho vista sul sito, mi è talmente piaciuta che l'ho scaricata ed impostata come immagine profilo whatsapp. Una mia amica -che non sa neanche chi sia Dylan Dog- l'ha notata e ha preteso che gliela inviassi). Questo per dire che, accecati dall'odio o da qualsiasi sentimento negativo nei confronti del curatore, state perdendo il gusto di assaporare le cose belle che il Nostro continua a trasmetterci. Basta, da oggi smetto di comprare Dylan Dog, almeno fino a quando Recchioni non se ne andrà. E ci risiamo... continua lo stile ad alto impatto commerciale che si discosta sempre piu' dallo stile dilaniato .... ha detto bene Stefano G. , ed in tal senso diventa palese come la caduta di stile sia evidente e netta. Ma gli altri sceneggiatori di Dylan Dog che fine hanno fatto? Tenendo conto che negli ultime sei mesi hai avuto: Celoni, De Nardo, Barbato, Simeoni, Medda e il sottoscritto, non mi è ben chiaro di cosa parli. Intendo nei prossimi mesi: a fine gennaio ci sei tu, e poi ancora tu. E dopo? Dopo Simeoni, Barbato e tutti gli altri, come al solito, con qualche nome nuovo, qualche nome vecchio e via dicendo. Basta, da oggi smetto di comprare Dylan Dog, almeno fino a quando Recchioni non se ne andrà. State sempre a criticare, invece di apprezzare il lavoro e soprattutto, l’innovazione, che Roberto e la sua squadra ci regalano ad ogni mese! Da “Spazio Profondo”, noto solamente cambiamenti e aria fresca. Grazie Roberto, grazie alla tua squadra! E non sono solo io a dirlo, ma anche molti ragazzi (amici e conoscenti), come me, che si sono avvicinati a Dylan Dog per la prima volta dal numero “Spazio Profondo!” Questa copertina è fantastica. Non sono le copertine ad essere tutte uguali, sono certi tipi di fan ad esserlo! Basta, non ci frega niente se non comprate Dylan Dog dal 1965 e neppure delle vostre comparazioni che non stanno nè in cielo nè in Terra. sto cercando di decidere se è la più bella di tutti i tempi o se mi fa schifo. Sempre divertente vedere la discrepanza tra chi si lamenta e lo scrive (una decina di persone, al netto dei soliti fake) e chi mette il mi piace e non commenta (oltre 300 persone). Io mi sono limitato a esprimere la mia perplessità ció non toglie che andró in edicola anche x questo Dylan. Solo xke nn mi garba la copertina non vuol dire che dietro non ci sia un altra bella storia. Passo e chiudo. Basta, da oggi smetto di comprare Dylan Dog, almeno fino a quando Roberto Recchioni non se ne andrà. Sempre divertente vedere la discrepanza tra chi si lamenta e lo scrive (una decina di persone, al netto dei soliti fake) e chi mette il mi piace e non commenta (oltre 300 persone). Basta, da oggi smetto di comprare Dylan Dog, almeno fino a quando Roberto Recchioni non se ne andrà. Qui si chiudono, per ora, i commenti sulla pagina ufficiale della Bonelli, ma una risposta ufficiale che facesse luce sulla questione non è arrivata, neppure dal supervisore della collana, il quale sul suo profilo privato si è lamentato dell'orrore di questi commenti. E noi ci chiediamo: perché devono essere etichettati in termini di orrore i commenti dei lettori che domandano il perché di una copertina uguale ad una copertina del 1992?
 
Naturalmente, sul profilo privato sono arrivati i commenti di sostegno degli aficionados dylaniati: I commenti sulla pagina. L'orrore. L'orrore. mi si stanca la mano a scrivere coglioni, ormai. E' meravigliosa questa copertina! Concetto ed esecuzione. Guarda non credo di parlare a caso...semplicemente evito di fare il leccaculo come molti. Anzi, mi ritengo fumettisticamente parlando, molto preparato. Mi viene in mente la copertina di trash island, identica sotto ogni punto di vista da una sequenza di the walking dead. Giusto per fare un esempio. Cmq nessuno critica il prodotto per partito preso. Sono e rimango un lettore affezionato al protagonista, indipendentemente da tutto. Ma poi il fatto che c'è gente che come me apprezza non fa di noi dei leccaculo perforza. Anche perché non credo che le persone abbiano tutti il sogno di lavorare nei fumetti. Io continuo a pensare che se una cosa vi fa cacare e voi continuate a comprarla, il problema è solo ed esclusivamente vostro. Tu sei fumettisticamente preparato. Bene. Stano e Recchioni no, secondo te? Ma io le cose che proprio guarda. A mia modesta opinione questa è la prima copertina da quando gestisce Recchioni la baracca che non mi piace. Non mi piace il riferimento a san valentino nè il cuore gigante...sarà colpa di mia figlia che mi massacra di cuori con i my little pony. hai idea di quante delle copertine di Villa richiamassero scene e/o intere locandine di film? Bho, vabbè, lecchiamo i culi, come sempre. Mo vado a fare la spesa e a leccare il culo al mio macellaio, visto che mi paicciono i suoi spiedini. (e sulla carne sono preparatissimo io eh). Copertina eccellente......per il resto Roberto ormai abituatici....siamo solo alle critiche per la copertina...quando si accorgeranno "e sopra c'è anche scritto" che i disegni sono di Dall'Agnol armati di bazooka. Lì, tra una riga e l'altra del tuo commento. Dire "non mi piace" è concesso, dire "non si dovrebbe negare che Stano ultimamente è carente di fantasia"... Enzomma. Preparato quanto vuoi, eh. non sono un troll, ne un hater o chissà cosa. Sono solo un patito di tutto ciò che ha a che fare con il fumetto. E come tale, a volte, mi sbizzarisco in qualche critica, che non vuole assolutamente essere un affronto nei confronti di nessuno. Giusto per chiarire. Chiarissimo. Ma se vuoi giocare al gioco dei riferimenti e dire a qualcuno che non è preparato, come minimo devi essere inappuntabile. Sei uno che da di leccaculo a chi la pensa diversamente da te.  La copertina è ben realizzata, ma non mi trasmette la sensazione del pericolo. Quella de "i delitti della Mantide" aveva un tema simile, ma un impatto più forte. Gusti personali, ovviamente! Sui videogiochi sono rimasto indietro almeno di 15 anni. Infatti non potrei nemmeno dirti a che anno risale quel gioco. Come ti ho detto, mi piace leggere. Un po' meno giocare. Per Antonino: vero. Ma hanno scopi differenti. Quella della Mantide era una copertina che voleva suggerire tensione e dramma, questo contrasto, quasi grottesco. Non discuto il tratto e la fantasia, Stano è Dio, ma i colori sono veramente terrificanti, soprattutto quel nero, che sarà pure diegetico/metaforico, ma che è di una pesantezza unica. Mi piacevano le ultime colorazioni pop, ma in questo caso, forse, sarebbe bastato cambiare i colori del nome testata... Non so, cmq ho visto di molto peggio. Giuseppe, La copertina con John Ghost mi piace perché riassume un piccolo incubo in una sola immagine, come facevano tante vecchie copertine. Inoltre quella copertina, sempre nella stessa immagine, introduce un nuovo personaggio e nuove tecnologie che, inevitabilmente, anche Dylan dovrà imparare a conoscere. Questa è la mia opinione. I motivi, in breve, per cui la trovo una bomba raccolta in una pillola.

Dylan secondo me non sta rinascendo... sta vivendo. Grazie a tutti coloro che si impegnano in tale direzione. Io aspetto ancora ogni fine mese per sognare, distrarmi, ecc. L'uscita di un Dyd scandisce il mio tempo. Mi fa restare piccolo, come quando ho incominciato a leggerlo anche di nascosto perchè i miei pensavano fosse "violento", una "schifezza"... Ringrazio anche gli "haters" che forse non si rendono conto di fare il gioco dei "lovers"... e viceversa... un gioco perverso e infinito, eros e thanotos..l'essenza , la vita di Dylan. Roberto però perdonami, sto Dylan che non sa come si chiami il suo capo, amico, padre putativo ecc dopo trent'anni non mi entra nella zucca... sarebbe bastato che Dylan nel sentirlo chiamare per nome morisse dalla sorpresa, magari memore del fatto che Bloch, permalosone, musone, finto discostante, non avesse mai favorito la divulgazione del proprio nome, oppure che il Nostro caro ispettore non avesse mai concesso a nessuno di chiamarlo per nome vuoi per sfotto' o perchè dalla morte della moglie avesse rinunciato al proprio nome per non farlo proferire ad altra donna. Purtroppo certi commenti orrorofici sono da mettere in conto, nel momento che la Bonelli decide di fare una pagina ufficiale di un personaggio, in un social network come facebook. Dove i commenti degli utenti sono un po' il sale di questo social. Per cui capita inevitabilmente di leggere alcuni commenti di alcune persone che stanno davvero parlando a caso. Al di là di ogni possibile e personale gusto. Questi ultimi commenti si segnalano per la chiara vocazione ausiliatrice delle ragioni della nuova supervisione, ma senza indicare solide ragioni. Anzi, si coglie l'occasione per sbeffeggiare o insultare chi lamenta il fatto che la cover del numero 342 è uguale a quella del numero 71! Su altri gruppi Facebook più indipendenti la realtà balza fuori: non sanno più che pesci pigliare, ormai il nostro Old Boy è scomparso per far spazio a un fumetto di serie B. Oddio! Angelo Stano ha plagiato Angelo Stano! Spero che Angelo Stano quereli Angelo Stano. È chiaro che Angelo Stano non ha più idee se deve copiare Angelo Stano che, come tutti sanno, è molto più bravo di Angelo Stano. e la somilianza dove sarebbe? ragazz, se dobbiamo guardare a ste cose, nessuno farebbe più niente. ma la smettiamo di trovare qualsiasi scusa per dire"eh..ormai è finito...non è più come una volta"...cazzo avete la mentalità di un sessantenne che vive nel passato e non vuole capire che i tempi e le cose cambiano...se non vi piace più dylan dog, non leggetelo più punto...non obbligate quelli a cui ancora piace di sorbirsi il vorstro pessimismo.(oltretutto in questo caso solo per una copertina e senza leggere la storia). Inoltre vista così mi piace di più la copertina de "i delitti della mantide", ma senza aver letto l albo è impossibile dare un giudizio su una copertina.. infatti, pur non essendo un esperto di fumetto, credo che la cover sia l ultima cosa da fare quando si svolge un lavoro di questo tipo.. per cui rinnovo la citazione: "mai giudicare un fumetto dalla copertina". eh però nessuno di noi legge SOLO Dylan Dog... possibile che gli altri fumetti li si legga serenamente e come intrattenimento, mentre Dyd non si riesca ad affrontarlo con serenità? È l'unico fumetto, a quanto mi risulta, in cui sia nato un fenomeno simile. Esatto! È un bel guaio questa identificazione di Dyd con il suo curatore. Addirittura ho notato che i lovers scrivono "grande Rrobe" anche per albi non scritti da lui e gli haters massacrano anche albi non scritti da lui, ma attaccando sempre e solo lui. È pazzesca sta cosa. Io stesso sono stato chiamato lover se mi piaceva un albo, hater se non mi piaceva. Sull'eccessiva severità (e seriosità) dei lettori di Dyd a me questa cosa non piace.

I fans di DD sono sempre stati così critici, solo che prima non c'era FB a farlo notare maggiormente. Per quanto riguarda l'accanimento contro Recchioni da parte di alcuni lettori, è indubbio che ci sia ma penso sia la normale controindicazione di quando oltre che scrittore sei anche un "personaggio del web". Nessuno degli altri sceneggiatori da te citato, a parte la Barbato forse, ha un esposizione tale sul web quanta ne ha Roberto. Il problema è che ora si è creata una situazione antipatica, se uno vuole dare un giudizio positivo o negativo sul curatore diventa improvvisamente fanboy od hater, dipendentemente dal giudizio: così si ammazza la discussione oggettiva. E attenzione: solo contro Recchioni. Nessun altro autore Bonelli è oggetto di un simile bombardamento. Enoch, Manfredi, Barbato, Simeoni, Serra, Vietti, Castelli, Boselli, Burattini... nessuno di costoro è trattato così. Però noto anche che i fans di Dylan Dog sono in linea di massima più pignoli e critici di quelli, che so, di Zagor, Dragonero, Martin Mystere... qualche critica feroce l'ho letta anche contro Nathan Never, ma nulla batte le critiche a Dylan Dog, credo unico fumetto in Italia in cui i critici analizzano ogni vignetta e ogni parola. Si, ma un po' di educazione verso chi non la pensa alla stessa maniera sarebbe una bella cosa, ma forse sono io troppo rispettoso in questa jungla che è. si via....l'avranno scritta così proprio per fare girare un po' le palle e far iniziare discussioni lunghissime per vincere probabilmente la gara di chi ha più commenti sotto il proprio post! ma io dico.. 342 copertine....sfido chiunque a fare 342 disegni tutti diversi senza farne uno simile a uno pubblicato più di 22 anni fa. Quelle erano storie ad un altro livello...IL VERO E SOLO DYLAN DOG...leggendo della sua deriva narrativa e come evoluzione del personaggio...iniziata a fine anni novanta, mi scende una lacrimuccia...SIGH! Quello di Sclavi e al limite Chiaverotti...il resto è fuffa per me...io ho amato quel Dylan, ma capisco anche che erano altri tempi e che un fumetto deve cmq anche adattarsi alle generazioni successive e alle mode. Si parla della cover mica della sceneggiatura. Una somiglianza c'è. Per il resto bisognerà aspettare che esca il num per valutarlo. Basta, da oggi smetto di comprare Dylan Dog, almeno fino a quando Recchioni non se ne andrà. Non si salvano neppure i commenti del forum ufficiale del personaggio: La copertina mi sa di Liala...orrenda. I disegni di Dell'Agnol invece, incredibilmente, mi piacciono molto. Più la riguardo più dal discreto che ho detto prima scivola in giù. Però bisogna vedere quanto sia adatta al tipo di storia, una copertina così ha un certo umorismo, se poi però la storia fosse unicamente drammatica, stonerebbe. due numeri di fila del robe, se si rivelano brutti non vorrei essere nei suoi panni. Particolare, ma non la trovo brutta. La questione della mono/bicromia del logo continua a sembrarmi irrilevante, in quanto non influisce più di tanto sull'aspetto finale della copertina (o magari sono solo io che non me ne accorgo. Copertina molto brutta. Non sono purtroppo a un livello culturale abbastanza elevato per comprendere la bellezza dei disegni di Dall'Agnol che per me rimane un mistero. Non il primo Dall'Agnol (tipo la Mummia per intenderci), quello sì, mi piaceva eccome. Dai non esageriamo, alla fine è sempre questione di gusti, mica di cultura, come uno che vede un paesaggio buio e sinistro e dice: "Ammazza che brutto" e un altro: "Ahh (probabilmente si è appena liberato la vescica), è così suggestivo e gotico". Il Dall'Agnol de La mummia mi piaceva (senza essere tra i miei preferiti), certo, però se fosse stato sempre così avrebbe finito per annoiarmi, lo preferisco ora con le sue sperimentazioni, ciò non toglie che alcune tavole di Sulla pelle mi sono sembrate davvero caotiche. Sul bicromatico e poi non ci torno più dico che per me la copertina può essere tutta bianca col titolo.

A interessarmi quasi unicamente sono la storia e/o i disegni, però visto che c'è (e in anteprima c'è davvero poco altro da commentare) e volendo dare un'opinione non mi fermo solo al disegno, ma do un'occhiata anche agli altri elementi e così come apprezzo ad esempio il bollino del prezzo com'è ora (molto più fine), dico che la trasparenza in alcuni casi aiuta a far risaltare meglio lo sfondo (come in Spazio profondo), ma in altri, come qui dove è tutto nero, l'utilizzo dei due colori avrebbe dato una nota di vivacità in più. Poi si prosegue con i commenti sul profilo del curatore: Ma chi se ne frega se è un susseguirsi di citazioni.. o di ispirazioni... o di scopiazzature... comunque le volete chiamare. Il mondo del fumetto è pieno di citazioni, rimandi, omaggi ecc. ecc. L'importante è che siano belle storie. Bisognerebbe leggere i fumetti un pò più spensieratamente senza il gravoso "senso di responsabilità" che porta il lettore medio a recensire, accusare e a volte offendere. Poi arrivano quelle che possono essere considerate dichiarazioni ufficiali: Si ammette che le copertine sono o rappresenterebbero degli omaggi! E si citano le cover di alcuni albi americani, quali quelli di Preacher o Daredevil, dove il protagonista bacia una donna. Troppo tardi. Si perde l'occasione di ammettere un palese errore o forse si pensava, presumendo che il livello culturale dei lettori di Dylan Dog è bassissimo, che nessuno se ne sarebbe accorto: Prima che iniziate: sì, si sta omaggiando una cover famosa. Sì, come al solito verrà segnalata nell'albo, sì l'hanno già omoggiata molti altri. Non siete voi che fate tana, siamo noi che non giochiamo a nascondino. siete senza idee!! buuuh! buffoni!!!1! (solo per dire che a me basta che mi sia tornata la voglia di aprire un dyd e leggerlo. e aspettarne l'uscita. il resto è per chi ha voglia sempre di dare fiato alle trombe). È voluto il richiamo a "I delitti della mantide"? No. Anche perché, a parte il coltello dietro le spalle, è molto diversa. Sia come tono che come concetto. Il rimando è alla cover di Sink qui sopra. che poi a me sembra che stano si stia divertendo un mondo ultimamente. o mi sbaglio? Che brutto deve essere far uscire un lavoro e poi doverlo giustificare altrimenti la gente caga cazzo. è chiaramente una scopiazzatura di gravity! Io non ne posso più di queste cacce a presunte ricopiature o a presunte inesattezze o chissà cos'altro. A prescindere dall'oggetto del contendere, dove sta il divertimento? Dove l'utilità? Chissà se accadeva anche agli artisti del Rinascimento. "O Raffaello, ma codesto putto l'è paro paro quel del Perugino". Lamentarsi delle citazioni su Dylan Dog fa abbastanza ridere visto che ci sono da sempre. bell'omaggio! L'avevo appena visto su qlc altra pagina, hai dato conferma. Io non ho capito perchè oggi ci si incazza per le citazioni, negli anni di Sclavi era bello leggere dylan e vedere che c'erano cose prese da libri o film, era una cosa figa. Anche le copertine di Leo Ortolani citano cover celebri; la stessa Marvel e DC omaggia in continuazione le loro testate storiche, Byrne lo fece su Namor omaggiando Gil Kane, rielaborando una cover di Iron Fist--- e la cover di Giorni di un guturo passato (quella con Wolverine e Kitty Pride) viene omaggiata in continuazione, e così via... ma certi criticoni hanno anche solo una minima conoscenza del fumetto? Mah. A quando una citazione di Justice League 1? Io sono un vecchio lettore di Dylan. Anche io devo dire che le prime storie erano veri e propri capolavori. Purtroppo non si riescono a fare delle storie come quelle del passato. Però una cosa mi premetto di dire. Le storie di Dylan avevano preso una linea che era sempre uguale per tutte le storie. Un Dylan incapace di risolvere i casi senza l'aiuto di Bloch. Le storie sembravano diverse ma invece strutturalmente erano identiche l'una dall'altra ed erano diventate noiose. Io questo nuovo corso di Dylan non lo trovo male, certo potrebbe essere molto meglio, però intanto mi ha invogliato ancora a proseguire l'acquisto della collana (voglia che stava via via scomparendo), per cui sono favorevole a questo nuovo corso.

Per quanto riguarda le copertine io ammetto di essere meno attratto dalle copertine di Stano e mi sarebbe piaciuto un ritorno, alle copertine, di C. Villa oppure di altri disegnatori come Roi o Brindisi; però questo non vuol dire che sono contro Stano perché lo reputo un grande disegnatore e va bene lo stesso se lui continua a essere il copertinista di Dylan. E qui si chiudono i commenti. Ogni numero una polemica si potrebbe sostenere e da quello che è successo oggi possiamo arguire che esse siano artefatte. Preparate con lo scopo di incendiare le discussioni sulla rete. Resta solo da chiedersi se tutto ciò porterà benefici in termini di aumenti di vendita. I lettori di Dylan Dog anche se caratterizzati da modeste pretese culturali, non sono sciocchi fino al punto da non accorgersi delle somiglianze delle copertine di Stano. Oggi sono state mostrate due copertine uguali. Omaggio ad una copertina realizzata dallo stesso autore più di venti anni fa? Dylan Dog è un fumetto per ragazzi, una lettura di evasione e non certo una lettura che migliora la cultura del lettore. Eppure molti sulla rete pensano che questo sia un fumetto di spiccato contenuto culturale. Probabilmente, chi è convinto di questo dato appartiene alla categoria dei lettori adulti di età ma non di dimensione mentale, che è rimasta quella di un lettore ragazzino. Nei nostri articoli abbiamo messo in evidenza buone ragioni per sconsigliare la lettura di un fumetto che di originale ormai ha ben poco. Dylan Dog è un fumetto di sinistra che presenta forti connotazioni comuniste. Esprime la dimensione negativa del cristianesimo trattando di streghe, demoni, mostri, fantasmi, ecc. E' scritto con sceneggiature che, almeno secondo il nostro giudizio, non dovrebbero essere considerate qualcosa di più di un prodotto di svago eppure leggiamo in rete di persone che hanno scritto tesi di laurea su questo fumetto. E ci domandiamo: esistono professori universitari di qualche materia che davvero assegnano tesi su un fumetto per ragazzi? Poi scopriamo che ci sono facoltà universitarie i cui laureati conseguono specializzazione nella organizzazione degli eventi?! Un abbassamento del livello di cultura fatto passare per potenziamento della stessa. E Dylan Dog si inquadra perfettamente in questa dimensione. Tornando a temi più prettamente editoriali, tra breve leggerete la recensione del numero 340, in cui metteremo in evidenza quelli che, secondo noi, sono le estreme criticità dell'episodio che ha rivelato al mondo che il nome di Bloch è Sherlock Holmes! Molti si chiedono: che fine ha fatto la dimensione horror? Nel numero 340 sono tornati i mostri, è vero, ma ad un livello che ha fatto rimpiangere la vecchia supervisione; che fine hanno fatto i testi impegnati? I lettori sono davvero così privi di cultura se ci si limita al compitino, sperando che nessuno se ne accorga? Che fine hanno fatto i buoni disegni? Finora non si sono visti. Il numero 340 ha mostrato disegni, secondo noi di buon livello, ma la comunità del web li ha criticati selvaggiamente. E infine la domanda più importante: che fine ha fatto Dylan Dog, che a queste latitudini manca da molti mesi? Soprattutto per chi ha letto il numero 339, intitolato Anarchia nel Regno Unito, è balzata evidente l'impressione che quello che si muoveva tra le pagine non era il Dylan Dog che tutti conoscono. Quando, cinto d'assedio nella stazione di polizia con il nuovo ispettore Carpenter, che sembra preso di sana pianta da un action-movie americano di serie B, l'Indagatore dell'Incubo ha chiesto l'uso di una connessione alla rete, molti lettori saranno rimasti esterrefatti. Dylan Dog che va su Google? Nel numero 340 l'attenzione è stata concentrata dal nome dell'ispettore Bloch. Era così importante sapere il suo nome e fondare su questo elemento la curiosità dei lettori? No e infatti la mossa si è rivelata rovinosa. I lettori si sono arrabbiati di più e scommettiamo che molti non compreranno il numero 341 ove apparirà il nuovo nemico, il molto ambiguo John Ghost, un agente al servizio del Caos! Cos'è questo Caos? Una citazione nemmeno tanto velata alla Spectre nota ai cultori dei film di 007 James Bond? John Ghost sembra ripreso dall'attore Javier Bardem in Skyfall del 2012.

4 commenti:

  1. Sulla faccenda di Dylan Dog le polemiche sono come minimo al calor bianco, sia da parte dei lettori arrabbiati con gli autori, che da parte dei lettori arrabbiati coi lettori che criticano, che da parte degli autori che rispondono con arroganza e supponenza, facendo aumentare ancora di più l'astio, e così via. Mi sembra una cosa fatta apposta per provocare: facciamo le peggiori schifezze che si possano fare su Dylan Dog, l'importante è che se ne parli. Farà discutere, se ne parlerà male, ma l'importante è che se ne parli. Questo mi pare sia l'obiettivo di Recchioni e compagni.

    Questo mi dà un senso di dejà vù: mi ricorda infatti "Civil War" della Marvel. Anche quella storia era stata fatta apposta per provocare. Un personaggio (Iron Man) che si comporta da delinquente, ma viene giustificato sempre e comunque dagli autori, un gruppo di eroi (gli Illuminati) che si arroga il diritto di decidere quello che è giusto o di sbagliato per gli altri (e anche loro vengono giustificati dagli autori), due fazioni di supereroi che si fronteggiano con odio e livore mentre prima erano insieme, un tam tam di pubblicità sullla falsariga di "E tu da che parte stai?" facendo rinfocolare ancora di più le discussioni nei forum, che furono veramente feroci, me lo ricordo bene.

    Insomma, Civil War, Dylan Dog, eccetera: si tratta di storie patetiche che hanno solo lo scopo di far discutere, ma non di raccontare davvero una storia.

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    1. Che tutto questo sia stato concepito come provocazione è più che evidente. Ogni numero, infatti, calamita l'attenzione non per la storia in se ma per una polemica che lo riguarda. Il fine è semplice: il lettore è portato a comprare l'albo per essere partecipe di questa polemica e avere qualcosa da dire su Facebook. Il numero 338 e a maggior ragione il numero 340 sono stati emblematici. In entrambi i casi i lettori sono stati provocati con due eventi catastrofici: il pensionamento di Bloch e la scoperta del suo vero nome. La polemica per il numero 342 è stata servita oggi. E' bastata una copertina uguale a una vecchia cover dei tempi d'oro per incendiare la discussione. Così tutti compreranno l'albo per questo e non per la storia in se. Sempre che tutti comprano l'albo perché è ragionevole presumere che una buona fetta di fan, soprattutto di vecchio stampo, abbiano già abbandonato la collana dopo avere capito che aria tira. La dimostrazione arriva dalle risposte arroganti degli autori. Più i lettori criticano, più vengono attaccati quasi che il lettore non sia più una risorsa preziosa per l'editore ma un bersaglio preciso. Oltre agli autori ci mettono una buona mano alcuni utenti che intervengono su molti gruppi a favore di questo nuovo regime. In gergo questi individui vengono chiamati watch dog, cani da guardia, che vengono sguinzagliati non appena su qualche gruppo tira il vento della polemica. Fungono da propellente per alimentare ancora di più la discussione in una contrapposizione devastante. Alla fine Dylan Dog ne uscirà distrutto. Civil War fu l'esempio di questa strategia: provocare il lettore, scuoterlo dal suo torpore e indurlo a scendere in campo, pro o contro la testata. Quello che sta avvenendo alla Bonelli. Una marvelizzazione totale che sta trasformando completamente la casa editrice milanese. Quello che manca sono le buone storie. Quelle che dovrebbe indurre i lettori a scrivere commenti favorevoli. Per realizzarle servirebbero grandi autori, che in questo momento costano troppo e imporrebbero alla casa editrice un livello che pochi oggi potrebbero mantenere. E allora si punta al livellamento verso il basso. Storie di basso profilo che chiunque sceneggiatore potrebbe costruire.

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  2. Premesso che a mio modesto parere da un po' di tempo a questa parte la qualità di certi albi di DYD sarebbe imbarazzante anche per gli standard di Dick Drago, penso che non sia necessario ricorrere al modus operandi tipico dei complottisti per spiegare il perché questa cover sia uscita dopo il periodo natalizio...
    Sicuramente Adam Kadmon vedrebbe in quegli angioletti un attacco alla fede cristiana giunto dopo le festività per essere politicamente corretti. Io ci vedo solo due "cupidi" (divinità pagane) e una copertina in tema con la ricorrenza di San Valentino, che cade a febbraio e non a dicembre.

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    1. Parli dei complottisti in modo dispregiativo. Solitamente ciò avviene quando, spesso e volentieri, hanno ragione oppure perché gli elementi indicati sono così convincenti che i fautori delle tesi avverse si trovano così in imbarazzo da non trovare altro argomento per ribattere che passare al piano degli insulti. Questa copertina è rappresentata in modo tipicamente blasfemo e aggressivo dei valori cristiani. Stupisce il fatto che certe case editrici non si rendano conto di perdere molti lettori solo per questo, oltre che per altri motivi.

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