sabato 10 gennaio 2015

PANINI, BONELLI, ASTORINA: LO STRANO CASO DELLA CONCORRENZA DELLA EDITORIA A FUMETTI IN ITALIA!

Bleeding Cool è un sito che costituisce una preziosa fonte di informazioni per il settore del fumetto americano. Rich Johnston, che lo gestisce, è sempre molto bene notiziato sui principali eventi che riguardano il settore nord-americano. E' stato lui che in un articolo del 5 gennaio del 2012, riportando una dichiarazione di Massimiliano Brighel, il supervisore della collana italiana di Spider-Man, aveva diffuso la notizia che la Panini Comics aveva rinnovato il contratto con la Marvel fino al 2018 per la pubblicazione in alcuni Paesi, tra cui l'Italia, dei personaggi della Casa delle Idee. La notizia non è mai stata smentita ufficialmente dalla casa modenese. Anzi, si parlò di accordi quadro, probabilmente riconducibili a quelli che nell'aprile del 1994 condussero alla nascita della Marvel Comics Italia, filiale italiana della Marvel, che, in gergo stabiliscono le condizioni da riportare in epoca successiva nei contratti tra le stesse parti. Pochi mesi dopo, la Marvel Comics Italia venne inglobata nella Panini, di cui divenne la divisione fumettistica, a sua volta comprata dalla Marvel in un piano di espansione che la portò ad un passo dal fallimento. Poi, nell'ottobre 1999 l'industriale Vittorio Merloni la comprò per circa 100 miliardi delle vecchie lire e da quel momento, almeno formalmente, Panini divenne una casa editrice indipendente che poteva pubblicare le serie Marvel sulla base di contratti di licenza, cioè gli stessi contratti che abitualmente firmano le case editrici straniere quando vogliono pubblicare comics americani nei loro Paesi. Diciamo solo formalmente, perché tra il 1999 e il 2009, sempre secondo quanto riferisce Rich Johnston in un articolo del 13 aprile 2010. Sfruttando la situazione di bancarotta della Marvel la Panini concluse un accordo con essa in base al quale non avrebbe pagato per le licenze di pubblicazione nel mondo dei suoi prodotti, compensandola con la gestione dei diritti Marvel nei mercati esteri! Una cosa incredibile. Dopo l'acquisto della Marvel della Disney nell'agosto 2009 per una cifra complessiva di 4 miliardi di dollari, vi era, come in effetti verificatosi, il rischio che la casa di Topolino le sottraesse questa lucrosa attività per gestirla in proprio.


Appena si diffuse la notizia scoppiò una polemica, poi spentasi grazie alla rigida censura che gli editori esercitano sui forum grazie alla contrattualizzazione dei loro admin e moderatori. Ma come, noi paghiamo agli americani fior di quattrini per pubblicare i loro fumetti in Italia e voi non solo non pagate un beneamato ma gestite i loro diritti nei mercati internazionali riscuotendo importanti percentuali? Questa la domanda che si posero tutti. La Panini non smentì. Come era stato possibile che una multinazionale come la Marvel, dai forzieri praticamente inesauribili, avesse consentito ad una piccola società editrice come la Panini, una normale licenziataria, di gestire i suoi diritti nei mercati esteri? Ciò significava che se un editore europeo o di altri continenti avesse voluto pubblicare le serie Marvel nel suo Paese non avrebbe dovuto chiamare quelli di New York bensì telefonare a in Italia a Modena, sede della Panini! L'Uomo Ragno e soci sono famosi in tutto il pianeta. Personaggi di fama mondiale la cui gestione garantisce utili e una posizione di potere gigantesca. Eppure tutto era gestito in Italia, a Modena nella sede di una piccola società licenziataria con la direzione editoriale di Marco Marcello Lupoi, ex-articolista di Fumo di China laureato in matematica fino a una quindicina di anni prima, poi passato alla Star Comics nei primi mesi del 1987 e dall'aprile 1994 direttore-capo della gestione editoriale della Marvel in Italia. Con l'acquisto della Marvel da parte della Disney tutto questo terminò improvvisamente. La casa di Topolino non era tanto interessata alla pubblicazione di Spider-Man, X-Men, Vendicatori, ecc. quanto allo sfruttamento cinematografico dei personaggi, al merchandising, ecc., che avrebbe gestito con la sua potentissima rete di distribuzione mondiale. Smentite non arrivarono alla rivelazione di Bleeding Cool, anche perché la maggior parte dei lettori Marvel in Italia neppure immaginava cosa fosse la gestione dei diritti Marvel nei mercati esteri. L'attenzione venne concentrata su un altro aspetto che derivò da quella notizia: la possibile perdita dei diritti di pubblicazione della Marvel e il passaggio alla filiale nazionale della casa di Topolino, la Disney Italia! Diritti che allora erano in scadenza nel 2012 e che secondo indiscrezioni la Disney Italia sarebbe stata lieta di accogliere nel suo immenso pacchetto.

Sotto questo profilo arrivò una secca smentita, se così la possiamo definire, su di un sito italiano, in cui si dichiarò ciò: Leggiamo con divertito stupore voci fantasiose su cambiamenti circa la gestione editoriale dei comics Marvel in Italia. Sono basati su articoli inglesi a loro volta fondati solo su illazioni puramente di fantasia. Non intendiamo commentare ulteriormente questo tipo di fantasticherie, continuate a leggerci e vedrete delle belle! Che Lupoi e soci leggessero divertiti quelle voci, ne dubitiamo fortemente. I diritti Marvel erano la ragione che giustificava l'esistenza della divisione comics della Panini. Senza di essi, si sarebbero dovuti arrangiare con i manga, qualche licenza di fumetti francesi, indipendenti americani e le serie della DC, che però pubblicavano in altri Paesi. Il passaggio dei diritti Marvel alla Disney Italia avrebbe anche significato probabilmente la fine della gestione di Marco Marcello Lupoi, poiché i dirigenti della filiale italiana della Disney si sarebbero avvalsi dei loro manager di settore, organizzando una redazione su base professionale composta da persone contrattualizzate e non come avveniva allora e avviene tuttora con una piccola redazione composta da fedelissimi e un nugolo di collaboratori, quasi tutti provenienti dalle fanzine degli anni ottanta-novanta o in epoca più recente dai forum, come Marco Rizzo, giornalista dell'Unità, quotidiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924 che è stato organo ufficiale del partito comunista italiano fino al 1991 e poi del PDS e dei DS (partiti politici di estrema sinistra successori del vecchio PCI) e poi del PD. E immaginiamo che non si possa scrivere per un quotidiano di estrema sinistra senza condividerne gli ideali politici e soprattutto per un quotidiano di partito come l'Unità. Anche la restante parte della redazione Panini è composta da persone di sinistra. Lo stesso Lupoi è un renziano della prima ora, di appartenenza all'area ideologica della sinistra e ora anche iscritto al PD, come lui stesso ha dichiarato sul suo profilo Twitter il 18 aprile 2013: Ironicamente e per coincidenza io stasera partecipo alla mia prima riunione del PD. Dei renziani di Bologna. Per agire in prima persona. Quindi, per agire in prima persona e non come semplice comparente alla riunione tenutasi. Appartenenza alla sinistra non taciuta anche da altri addetti ai lavori e non.
 
Del resto, la Marvel è sempre stata una casa editrice di sinistra o democratica, come si suol dire in America. Nulla di cui stupirsi se il capo dei redattori italiani ed europei sia di sinistra. Per fortuna oggi il quotidiano l'Unità non esiste più, terminando di diffondere i veleni del comunismo. Dal 1 agosto 2014 a causa della grave situazione debitoria, cessano le pubblicazioni del quotidiano, si fermano gli aggiornamenti sul sito internet e attualmente la società proprietaria del giornale, la Nuova Iniziativa Editoriale spa in liquidazione, ha formulato una proposta di concordato preventivo alla sezione fallimentare del Tribunale di Roma. Il passaggio dei diritti Marvel alla Disney Italia non si è mai verificato, anche perché, secondo noi, le pubblicazioni di Topolino e soci già garantivano alla filiale italiana della Disney massicci introiti. All'epoca Topolino vendeva circa 60.000 copie ogni settimana, mentre il comics più venduto in Italia, l'Uomo Ragno, arrivava a circa 6.000 copie secondo indiscrezioni. Almeno in Italia, dunque, non vi era alcun interesse o utilità per Topolino di acquisire Spider-Man come avvenuto pochi mesi prima in America. Anche se questo pericolo non esisteva, la Panini era pur sempre una licenziataria della Disney/Marvel e prima o poi i diritti sarebbero scaduti e sarebbe venuto il momento di sedersi al tavolo per ridiscuterne l'eventuale rinnovo. Per di più, dopo la perdita della gestione dei diritti Marvel nei mercati stranieri, la Panini ha dovuto pagare in moneta, come altri licenziatari, i diritti di pubblicazione dei fumetti della casa americana. Le trattative poi sono andate a buon fine. Come abbiamo precisato all'inizio di questo articolo, Massimiliano Brighel, storico supervisore della collana italiana dell'Uomo Ragno (e collaboratore di Lupoi dal 1991) ha annunciato, come riportato da un articolo di Bleeding Cool del 5 gennaio 2012, che la Panini aveva rinnovato il contratto per la pubblicazione dell'Uomo Ragno e soci con la Marvel fino al 2018! A Modena cercarono subito di smentire, sebbene, come riportato da un sito italiano, sulla pagina Facebook della casa editrice era comparsa una frase, poi cancellata, di questo tenore: Con la splendida notizia di Max (Brighel) vi auguriamo buon anno! Erano gli ultimi giorni del 2011. Ne derivò una polemica che incendiò il dibattito sui forum e sui siti dai contorni colossali.

Qualche ora dopo Brighel scriveva su Facebook: L’altro giorno, dopo un brindisi di troppo, ho avventatamente messo un commento in un post di questo gruppo che poi è stato riportato su vari siti come se fosse una dichiarazione ufficiale Panini Comics. Non lo era assolutamente, ed era frutto solo dei miei bagordi natalizi. Adesso comunque seguirà la smentita ufficiale. Max (attualmente in ginocchio sui ceci in sala mensa). La frase, che terminava con un accenno scherzoso del simpatico Brighel, intendeva sottolineare che si era trattato della conseguenza di bagordi natalizi. Ma era veramente credibile che il simpatico supervisore, dopo un bagordo natalizio, avesse scritto sulla pagina Facebook ufficiale della casa editrice per cui lavorava del rinnovo dei diritti Marvel fino al 2018 senza un minimo di fondamento? Noi non ci crediamo. Verosimilmente, il rinnovo vi è stato e Brighel lo aveva dichiarato sulla pagina Facebook della Panini, forse credendo di poterlo fare o sentendosi in qualche modo autorizzato nel farlo. Forse l'annuncio doveva essere dato diversamente, ma ciò non toglieva sostanza alla grande notizia: il gran pericolo, temuto in quei mesi, che i diritti Marvel passassero alla Disney Italia, era scampato, almeno fino al 2018. In effetti, Brighel non aveva smentito l'accordo sul rinnovo, ma che si fosse trattato di una dichiarazione ufficiale della casa editrice, che forse spettava ad altri dare. Possiamo solo immaginare che il buon Brighel, dopo tanti anni di fedele collaborazione con Lupoi e soci, si fosse sentito, in qualche modo, autorizzato a parlarne sulla pagina Facebook della Panini. Se torniamo, per un momento, al comunicato con cui la casa modenese smentì le voci sulla perdita dei diritti Marvel in Italia, ci accorgiamo che esso terminava con la seguente espressione: continuate a leggerci e ne vedrete delle belle! Il comunicato aveva definito quelle voci come basate su articoli inglesi a loro volta fondati solo su illazioni puramente di fantasia. Ci si riferiva agli articoli di Bleeding Cool! Che fossero scritti in inglese non vi era dubbio, ma che fossero illazioni puramente di fantasia è ragionevole dubitarne perché Bleeding Cool non è mai stato smentito dai fatti dopo le sue dichiarazioni su questo ed altri argomenti fumettistici e non fumettistici. La fonte, dunque, è al di sopra di ogni sospetto circa la sua veridicità.

Quali erano queste belle che si sarebbero viste e di cui si parlava nel comunicato della Panini Comics? Ancora una volta è Bleeding Cool a chiarirlo. Il comunicato della Panini era stato riportato da un sito italiano il 15 aprile del 2010 e commentava le voci diffusesi in seguito all'acquisto della Marvel da parte della Disney. Le belle arrivarono subito o meglio erano già arrivate, anche se le conseguenze si sarebbero percepite in seguito. Con un articolo pubblicato sul sito della Panini il giorno 11 marzo del 2010 si annunciava: Sergio Bonelli Editore spa e Panini sono lieti di annunciare di avere firmato un accordo a lungo termine che assegna a Panini la gestione delle licenze editoriali dei fumetti Bonelli in tutto il mondo, ad esclusione dell'Italia. Questa notizia venne commentata da Bleeding Cool in un articolo del 13 aprile del 2010 come una conferma di quella che appariva, a tutti gli effetti, come una misura di salvaguardia della casa modenese dopo la perdita della gestione dei diritti Marvel nei mercati stranieri, che la Disney le aveva sottratto dopo avere acquistato la Marvel. Invece, in questo articolo sopra linkato la Panini annuncia di continuare a gestire internazionalmente in oltre trenta Paesi le licenze editoriali dei personaggi Marvel. In realtà, si parla di semplice gestione editoriale e non di gestione generale dei diritti Marvel, elemento che avvalorerebbe l'ipotesi formulata da Bleeding Cool secondo cui la gestione generale dei diritti Marvel sia passata alla Disney. Il testo dell'articolo parla anche dei fini che le parti, cioè Panini e Bonelli, intendo perseguire: una crescente espansione del fumetto italiano e dei suoi autori e personaggi nel mondo! Se abbiamo capito bene, in sostanza, si tratta di un annuncio volto alla conquista del mondo da parte del fumetto italiano sotto la guida di Bonelli e Panini! Due case editrici, formalmente concorrenti, si accordano per espandere il fumetto italiano nel mondo intero? In realtà, non dovrebbero essere concorrenti anche in altri mercati? Se guardiamo bene le cose, ci accorgiamo che il vero editore è la Bonelli, mentre la Panini non è titolare di diritti in proprio, ma si limita a tradurre in varie lingue fumetti prodotti da altri editori dopo averne comprato le licenze di pubblicazione. E ancora torniamo a chiederci sulle ragioni che spingono due oligopolisti a creare un solo polo.

L'articolo contiene anche una dichiarazione incredibile di Marco M. Lupoi: Siamo orgogliosi di avere stretto questo accordo con Sergio Bonelli Editore e di diventare gli ambasciatori nel mondo di una delle più grandi scuderie di eroi mai creati! In sostanza, si ribadisce la conferma di quello che tutti hanno pensato: Bonelli e Panini non sono più concorrenti nei mercati stranieri. Panini gestisce i diritti della Bonelli all'estero e quindi non può più porsi come sua concorrente negli stessi mercati. La cosa strana è che la Bonelli già pubblicava i suoi fumetti in tanti Paesi e quindi non si riesce a capire il motivo che l'abbia indotta a concludere un accordo con una casa editrice, almeno fino a quel momento sua concorrente, per continuare a espandersi all'estero. La Bonelli aveva davvero bisogno della Panini per la conduzione di una attività che già portava avanti da decenni? Per ammissione stessa di Lupoi, ora la Panini è ambasciatrice della Bonelli nel mondo e non sappiamo con quale rapporto in termini di preminenza nella relazione tra di esse. Se, cioè in questo rapporto nato dall'accordo del 2010, preminente sia ancora la Bonelli o se la preminenza sia passata alla casa di Modena. Sta di fatto che sul sito della Bonelli, nella sezione licensing, è riportato che il responsabile del servizio è il sig. Stefano Munarini, altro storico collaboratore di Marco Marcello Lupoi fin dalla prima ora. Munarini compare nella veste di Bonelli Licensing Coordinator di Panini Comics. Cioè, non come un dipendente della Bonelli, ma come Coordinatore del Licensing della Bonelli! Quasi a far pensare, come in effetti è, che il Licensing della Bonelli sia una delle attività della Panini gestita in toto dalla casa modenese con uno dei suoi più fidati manager. Gianfranco Manfredi, autore di popolari serie della Bonelli e del recente Adam Wild, ha confermato ad una nostra intervista che Tutto l'estero lo cura la Panini. Di dati non ne possiedo, nel senso che con le edizioni estere, l'editore paga in anticipo un minimo garantito che copre un tot di copie stampate, per cui ai fini della Bonelli (e miei, per i diritti) equivale a un venduto, se poi se ne vendono di più, l'editore paga anche le percentuali, o dovrebbe, ma trattandosi in genere di piccoli editori, vai a saperlo quanto vendono! Quindi, non è chiaro il venduto all'estero delle licenze di fumetti nazionali.

Poi ci sono paesi grossi per cui si fanno contratti di cinquemila copie (tipo USA o Francia), altri fissano quantitativi inferiori fino a editori davvero piccoli, come un editore Macedone, per dirne uno, che pubblica solo qualche centinaio di copie. In complesso non si tratta di quantità strabilianti, ma facendo la media e calcolando una dozzina almeno di paesi, il risultato ripaga delle flessioni che si subiscono in Italia. Come confermato da Manfredi, tutto l'estero della Bonelli è nelle mani della Panini, per dire che tutto è ormai controllato dai modenesi, lasciando presagire che i rapporti di forza tra le due case editrici vedono la Panini in posizione preminente sulla casa milanese. A conferma di questa circostanza un articolo del 6 febbraio 2014 pubblicato sul sito della Bonelli, in cui si afferma che Stefano Munarini ha trovato il traduttore per le serie Bonelli in Olanda. Serviva qualcuno che conoscesse l'italiano e l'olandese per permettere ai lettori dei Paesi Bassi di comprendere le avventure di Tex e soci e ciò è avvenuto, come confermato da questo articolo, grazie all'infaticabile lavoro degli amici di Panini Comics, licenziatari per l'estero delle collane targate Sergio Bonelli Editore. Ciò fa capire che il controllo sulle edizioni estere delle serie Bonelli è così forte che anche la ricerca dei traduttori nelle lingue straniere viene curata e gestita dalla Panini! A capo di questo importante settore della casa modenese è stato posto, come sopra detto, il sig. Stefano Munarini, collaboratore fin dalla prima ora di Marco Marcello Lupoi. Ovviamente, la gestione dei diritti Bonelli all'estero non frutta quanto fruttava la gestione generale dei diritti Marvel nel mondo, ma ciò non toglie che la Panini, grazie a questo accordo, si è posta come la prima casa editrice italiana. Quando il rapporto tra due editori formalmente concorrenti è così forte all'estero, non è difficile ipotizzare che anche nel proprio Paese, l'Italia, la relazione non sia tanto diversa, come ora si dimostrerà tanto da poter affermare che all'estero Bonelli e Panini sono, sostanzialmente, la stessa cosa. Panini, infatti, cura tutto della Bonelli in altri Paesi, perfino quando c'è da cercare traduttori, redattori, ecc. Al vertice di tutto ciò si trova Marco Marcello Lupoi.

Un sito italiano riporta in un articolo del 4 dicembre 2010 la notizia che d'ora in avanti i fumetti Bonelli sarebbero stati distribuiti anche in fumetteria! Una svolta epoca questa dell'editore milanese, che aveva sempre mostrato di considerare i negozi di fumetti privi di rilevanza. Il motivo non era difficile da capire. La Bonelli è abituata a vendite molto superiori alle poche migliaia di copie degli albi di Panini. Il settore delle fumetterie, che all'epoca poteva contare su poco più di 200 punti vendita, non poteva rappresentare qualcosa di appetibile a fronte delle circa 35.000 edicole presenti sul territorio. In un nostro articolo del 23 agosto 2014 abbiamo fatto il punto della situazione sulle vendite della casa milanese e ivi è possibile prendere atto delle vendite del periodo 2010-11. E allora che motivo poteva avere la Bonelli di vendere qualche migliaio di copie in più nelle fumetterie, che sono frequentate per il 95% da appassionati di comics e manga? Possiamo solo ipotizzare che una delle clausole del contratto firmato nove mesi prima, quando Bonelli ha affidato a Panini la gestione dei suoi diritti all'estero, comprendesse anche la distribuzione nelle fumetterie. Infatti, l'azienda alla quale la Bonelli si è affidata per la distribuzione nei negozi specializzati nella vendita di fumetti è la Pan Distribuzione, che è il distributore ufficiale della Panini e di proprietà della stessa Panini spa! In sostanza, la Bonelli viene distribuita nelle fumetterie da una azienda di proprietà di una casa concorrente! E allora viene logico chiedersi: Bonelli e Panini sono davvero concorrenti se la prima si è affidata alla seconda per farsi distribuire nel circuito delle fumetterie? Non sarebbe stato più logico, in un'ottica davvero concorrenziale, che la Bonelli avesse creato una struttura distributiva propria o si avvalesse di una azienda indipendente? Un aspetto curioso della faccenda era rappresentato dal fatto che in fumetteria sarebbero stati distribuiti i fumetti usciti sei mesi prima in edicola! Se un lettore avesse voluto trovare un fumetto di Tex o di Zagor in fumetteria avrebbe dovuto aspettare sei mesi! Possiamo solo pensare che questa clausola sia stata imposta per due motivi: non far perdere alle edicole la centralità nel mercato della distribuzione; iniziare una fase che potrebbe culminare con lo spostamento totale delle serie Bonelli in fumetteria entro i prossimi anni.

E siccome i distributori offrono sconti, non è da escludere che anche gli albi Bonelli siano venduti con riduzioni del prezzo del 10-15%, cioè con gli sconti che abitualmente offrono le fumetterie. Non è tutto oro quel che luccica perché le fumetterie, non avendo il reso come le edicole, non potrebbero mai ordinare molte copie dei fumetti dell'editore milanese, benché quest'ultimo potrebbe essere agevolato dal fatto di ridurre molto le sue tirature, impressionanti negli anni passati ma oggi ridotte. L'impressione che ci siamo fatti è che la Bonelli debba accettare le strategie editoriali della Panini, muovendosi all'interno di un contesto in cui i rapporti di forza tra di essi vedono l'editore modenese in posizione di netta preminenza tale da dettare le strategie del concorrente diretto, imponendogli di distribuirsi in un circuito che è di sua pertinenza storica. Dal punto di vista dei lettori è evidente che una mossa di questo tipo non possa recare benefici: quando il livello di concorrenza tra editori diminuisce e il tutto viene controllato da un'unica entità, le condizioni offerte non saranno quelle che potrebbero derivare da un mercato in cui i soggetti presenti sono concorrenti effettivamente e non legati da accordi distributivi o di gestione dei diritti in mercati esteri, dove il sodalizio tra Bonelli e Panini è ancora più forte. Prezzi, formati, distribuzione, ecc., tutto potrebbe rispondere ad una logica centralizzata gestita da un unico soggetto in grado di porsi come monopolista di fatto del mercato dei fumetti in Italia e nel mondo. E' la stessa Panini, che nell'articolo pubblicato sul suo sito l'11 marzo 2010 parlava di una crescente espansione del fumetto italiano e dei suoi autori e personaggi nel mondo e la Panini si è messa a capo di questa testa di ponte. Prima di continuare il discorso relativo al rapporto sempre più stretto tra Bonelli e Panini, conviene spostare l'attenzione su un altro filo importante di questa disamina: il rapporto tra la Panini e l'Astorina, la nota casa editrice di Diabolik! Cosa c'entra l'Uomo Ragno con Diabolik? Apparentemente nulla: Panini e Astorina sono due case editrici di fumetti concorrenti o così è stato fino ad un paio di anni fa. Infatti, anche Astorina è divenuta parte del progetto modenese di espansione del fumetto italiano nel mondo come se fosse la propaggine di un'unica entità editoriale.

Come la Bonelli, anche la casa editrice Astorina ha sede a Milano e la sua leggenda è cominciata nel 1962 quando le sorelle Angela e Luciana Giussani hanno creato il personaggio di Diabolik. Da allora un successo senza precedenti che continua tuttora. Astorina non pubblica fumetti di altri personaggi, si dedica solo a Diabolik, che pubblica in varie versioni, ristampe, volumi, allegati a quotidiani, ecc. Una vera miniera d'oro perché Diabolik vende tantissimo in Italia: attualmente, secondo indiscrezioni, venderebbe circa 100.000 copie del solo albo inedito, cioè quanto Dylan Dog! In un articolo del 15 giugno 2012 il sito Comicsblog riporta la notizia che Panini e Astorina hanno firmato a lungo termine che assegna a Panini la gestione delle licenze editoriali su carta e in formato digitale dei fumetti Astorina in tutto il mondo (esclusa l’Italia). Una piccola rivoluzione per la Casa Editrice Astorina che, dopo cinquant’anni di pubblicazioni, vuole puntare con forza sul mercato internazionale, visto anche il materiale quasi infinito a disposizione. Panini Comics è stata scelta proprio perché già da tempo si è affermata in paesi come Italia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Regno Unito, Olanda e Turchia, collaborando con le case editrici più illustri e potendo gestire i diritti di vere e proprie celebrità come i supereroi della Marvel Comics o i personaggi fantasy di Robert E. Howard. Panini Comics si è dimostrata efficiente anche nella gestione dei diritti internazionali dei personaggi della Sergio Bonelli Editore, come Tex e Dylan Dog. L'articolo sostiene che Panini è stata scelta come se la decisione di affidarsi ai modenesi fosse stata assunta dalla Astorina in modo autonomo per avere più voce in altri mercati dove la Panini è influente. Anche qui vengono sollevate tante perplessità: perché Astorina non si è affidata per l'estero ad una azienda indipendente? Scegliendo la Panini, si è messa nella situazione, secondo noi non favorevole, che vede i suoi fumetti di Diabolik affidati ad una azienda che all'estero deve gestire anche quelli della Bonelli! Il tutto nel disegno di espansione del fumetto italiano nel resto del mondo, espansione tuttavia diretta e controllata dalla Panini Comics.

Il disegno di cui parlava Lupoi nell'articolo dell'11 marzo 2010. Ancora non si riesce a capire perché Astorina non si sia affidata ad una azienda estera che le avrebbe garantito una maggiore efficacia sotto il profilo della gestione. Una azienda che non avrebbe dovuto distribuire o gestire i prodotti di un concorrente diretto della Astorina come la Bonelli. La concorrenza, quella vera, implica sempre una certa dose di rischio. Una azienda cerca di imporsi in un mercato e nel fare questo accetta il rischio che la sua offerta non riesca a conquistarsi una fetta importante o significativa con il rischio di uscire dal mercato. E allora conviene accordarsi con dei concorrenti: magari ciò può significare incassare di meno, ma almeno così viene garantito un certo futuro. All'estero, quindi, Panini, Bonelli e Astorina sono una cosa sola. Come un unico, grande editore italiano, che sfruttando l'esperienza della Panini come gestore dei diritti Marvel negli anni passati, cerchi di imporsi contro i colossi americani, europei e orientali. Come abbiamo detto, a differenza di Bonelli e Astorina, la Panini non produce fumetti in proprio, ma compra le licenze di pubblicazione di altri editori e li propone negli altri Paesi in lingua locale. Nulla esclude, però, che in futuro la Panini non si limiti a controllare la gestione dei diritti di Tex e Diabolik all'estero, ma ne assuma in proprio la pubblicazione rilevandone i diritti in capo agli attuali proprietari di Astorina e Bonelli. L'articolo succitato di Comicsblog riporta anche le dichiarazioni dei vertici di Panini e Bonelli dopo l'accordo. Ecco le dichiarazioni di Mario Gomboli, direttore editoriale di Astorina: Siamo certi che questo accordo con Panini contribuirà a realizzare il sogno di Angela e Luciana Giussani: lettori di ogni Paese, di ogni lingua potranno leggere le avventure del Re del Terrore. E ne saranno più che affascinati. Che Angela e Luciana Giussani sognassero che i lettori di tutto il mondo si deliziassero con Diabolik è ovvio, ma che pensassero di affidarne la gestione estera ad una azienda concorrente è tutto da dimostrare e noi ne dubitiamo parecchio. In specie, crediamo noi, non si sarebbero mai rivolte ad una azienda come la Panini Comics, che sempre all'estero, gestisce i diritti di personaggi di una azienda concorrente come la Bonelli. Un fenomeno che non sarebbe ripetibile in altri Paesi.

Qui, però, si discute di altro. Non stiamo parlando di aziende che vogliono imporre all'estero i loro prodotti editoriali. Se questo fosse il fine, creerebbero una loro struttura come fanno normalmente le aziende in questi casi. Invece, l'obiettivo è un altro ed è stato dichiarato nell'articolo pubblicato sul sito della Panini l'11 marzo 2010: una crescente espansione del fumetto italiano e dei suoi autori e personaggi nel mondo e la Panini è a capo della struttura deputata alla sua realizzazione. All'estero, quindi, Panini, Bonelli e Astorina non sono più concorrenti, ma operano come se fossero una unica azienda. Ecco le dichiarazioni di Marco Marcello Lupoi, direttore editoriale di Panini Comics: Dopo l’accordo per Tex e gli altri personaggi della scuderia Bonelli, siamo felici di annunciare questo accordo, che ci permette di diffondere nel mondo, sia su carta sia sul formato di e-book, un vero pezzo da novanta del fumetto italiano, quel Diabolik che da decenni si è conquistato il cuore dei lettori e dei fan italiani, e che ora si accinge ad andare alla conquista di nuovi mercati con la forza delle sue storie e dei suoi personaggi. Si parla di diffusione nel mondo e di conquista di nuovi mercati. Espressioni forti, chiare e che rendono edotti degli obiettivi avuti di mira. Se così non fosse non ci sarebbe motivo per case editrici di norma concorrenti di accordarsi. Probabilmente, esse avranno valutato che la loro forza individuale non è tale da assicurargli una penetrazione efficace in altri mercati dominati dagli editori americani, europei e orientali. Al momento, non ci sono accordi per la distribuzione nelle fumetterie degli albi di Diabolik come invece avvenuto per la Bonelli. Anche per Astorina, tuttavia, viene logico domandarsi fino a che punto sia davvero concorrente di Panini o se anch'essa non sarà parte di quel progetto che potrebbe vedere la nascita di un vero e proprio Editore Unico Italiano a cui abbiamo fatto cenno sopra. Un editore che disponga della forza per penetrare e imporsi in altri mercati, come quelli americani e asiatici. Sta di fatto che all'estero Panini, Astorina e Bonelli sono già una cosa sola. La Panini controlla e gestisce i loro diritti in altri Paesi.

Tornando al rapporto tra Panini e Bonelli, gli ultimi due anni hanno conosciuto una crescente intensificazione della relazione, che ha portato la Panini a proporre, in prima persona, fumetti della casa milanese. E' il caso di Magico Vento, una serie Bonelli scritta da Gianfranco Manfredi e pubblicata per 131 numeri dal maggio 1997 al novembre 2010. Dal 21 marzo 2013 sorprendentemente la Panini propone la ristampa dell'intera serie nello stesso formato ma, udite udite, a colori e al prezzo di 3,50 euro! L'annuncio è stato diffuso dal sito ufficiale della Bonelli: Oggi, grazie a Panini Comics, le affascinanti e misteriose storie dello Sciamano Bianco tornano in edicola e raggiungono le fumetterie, in una riedizione integrale, per la prima volta in technicolor e ricca di contenuti extra. Anche qui tante domande: perché la Bonelli dovrebbe permettere ad una azienda formalmente concorrente come la Panini di pubblicare la ristampa, per giunta a colori, di un suo fumetto? Avrebbe potuto farlo da sola e incassare il 100% degli utili. Ora questi dovranno essere ripartiti con un concorrente. Ciò sarebbe stato naturale se attuato nel contesto di due Paesi diversi, ma Bonelli e Panini hanno proposto questa ristampa in Italia! In un articolo di Comicsblog pubblicato il giorno 11 dicembre del 2012, cioè quattro mesi prima dell'annuncio ufficiale, viene rivelato proprio questo progetto e quello che ci sorprende è che se ne parla come di una cosa normale! Come se negli Usa, ad esempio, la Marvel permettesse alla DC Comics di pubblicare una edizione di un fumetto di Spider-Man! Si potrebbe gridare al conflitto di interessi o ad un accordo in barba alle regole in fatto di concorrenza, ma in Italia sembra si possa fare se la Bonelli si è affidata per la distribuzione in fumetteria ad una azienda di un suo concorrente diretto. Lo stesso articolo parla anche di un possibile progetto di pubblicazione di Magico Vento negli Usa. Ecco la parte: Fortunati voi tutti che non avete comprato ancora questa serie, ma fortunati anche i lettori stranieri, poiché si sta parlando con insistenza di un’edizione USA, composta da albi spillati da 32 pagine. Tutte queste indiscrezioni sono state confermate dallo stesso Gianfranco Manfredi tramite account Facebook e si parla del coinvolgimento di Marco Rizzo (della Panini Comics) nell’operazione. Una edizione americana di Magico Vento proposta per il tramite o per mezzo della Panini? La Panini, infatti, controlla i diritti Bonelli all'estero. Tutto si muove su sua indicazione.

E' successo nel 2013. Un editore indipendente americano, la Epicenter Comics, ha cominciato a pubblicare le avventure di Magico Vento, ribattezzato Magic Wind, in America. La Epicenter è un editore con sede a San Diego e visto che nell'articolo di Comicsblog si parla del possibile coinvolgimento di Marco Rizzo, attuale supervisore delle collane italiane degli X-Men, nulla esclude che dietro la Epicenter vi possa essere la Panini. Epicenter potrebbe, infatti, essere la testa di ponte per cominciare a proporre negli Usa le serie Bonelli. Tentativi sono stati fatti negli anni passati, ma con scarso successo. Negli anni novanta, ad esempio, la Dark Horse cominciò a pubblicare le storie di Dylan Dog, ma le cose andarono male. Che la Epicenter possa davvero essere una sorta di filiale della Bonelli-Panini in America è dimostrato anche dal fatto che fra pochi mesi esordirà negli Usa un'altra famosissima serie dell'editore milanese: Zagor! L'annuncio è stato dato dalla stessa casa americana! Il progetto che potrebbe vedere la nascita di un Editore Unico Italiano, prima sul fronte estero e poi su quello nazionale, potrebbe essere realizzato entro i prossimi anni. Il fatto che dietro la Epicenter possa celarsi la Panini è dato dallo strano comportamento della Epicenter, sorta dal nulla nel 2012! Un editore indipendente si lancerebbe in una azione di concorrenza verso la Marvel e la DC oppure andrebbe sul sicuro importando dei manga. Invece, punta su fumetti come quelli della Bonelli, che negli Usa sono sconosciuti! Intanto, sui forum impazzavano i commenti dei lettori di fronte a questa Santa Alleanza Bonelli-Panini. Eccone uno di Pluschan: L'alleanza più stupida, idiota ed esilarante nella storia del fumetto mondiale: l'unico mercato che potrebbe veramente far gola è quello americano dove i prodotti Bonelli sono stati notoriamente un flop colossale. Per struttura, formato, narrazione old-fashioned e da secolo scorso, mediocrità cronica di scrittura, concepts derivativi e ignobili e lontani anni luce da ogni zeitgeist e momentum li rendono secolarmente non solo inappetibili ma difficilmente esportabili in qualsivoglia Paese del mondo. La verità è che il moderno e contemporaneo fumetto italiano è quanto di peggio si possa trovare nel globo terracqueo e gli scrittori nostrani (non solo di fumetti ma dell'intero arco multimediale di casa nostra) sono in assoluto tra i peggiori mestieranti dell'industria culturale.

Non abbiamo dati di vendita precisi, ma pare che le cose non stiano andando bene per Epicenter, i cui albi non sono distribuiti dalla Diamond e almeno per ora sembra si possano acquistare solo su ebay. Un altro capitolo interessante della storia della Panini Comics di questi ultimi anni è rappresentato dall'acquisizione dei diritti di pubblicazione in Italia dei fumetti della Disney! Sopra abbiamo parlato delle voci che, all'indomani della acquisizione della Marvel da parte della Disney, indicavano la perdita dei diritti Marvel da parte di Panini con il contestuale passaggio alla filiale italiana della stessa casa di Topolino, la Disney Italia. Poi la svolta clamorosa. Come sappiamo, la Panini ha rinnovato i diritti con la Marvel fino al 2018, ma nessuno avrebbe mai immaginato quello che sarebbe successo nel 2013: l'acquisizione dei diritti di pubblicazione di Topolino e soci da parte della Panini, sottraendoli così alla Disney Italia! La notizia è stata riportata in un articolo del 28 maggio 2013 dal sito internet del Corriere: Panini Comics avrebbe acquistato i diritti per la produzione e la pubblicazione delle storie Disney in Italia. La voce corre in rete: presto non sarebbe più Disney Italia la diretta responsabile di Topolino e dei suoi fratelli, ma direttamente Panini che già pubblica i fumetti Marvel ovvero i vari Spider-man, X-Men, Hulk e così via. L'operazione sarebbe non priva di risvolti ironici. Nel 2009, infatti, negli Stati Uniti Disney ha acquisito e iniziato a diffondere i fumetti Marvel. In Europa è proprio Panini Comics che è concessionaria dei personaggi Marvel. E ora diventerebbe concessionaria almeno in Italia delle opere della Disney. Tra le altre cose l'operazione svincolerebbe Topolino e i fumetti Disney dalle edicole, portandoli anche in fumetteria. Panini e Disney smentirono, ma poi la conferma arrivò poche settimane dopo sul sito di Comicsblog in un articolo del 30 luglio 2013: Quella che abbiamo dato come una notizia da prendere con le pinze è diventata oggi una realtà: la Panini ha acquistato i diritti di pubblicazione di Topolino, la storica rivista a fumetti della Disney. L’accordo preliminare prevede che la Panini rilevi la sezione periodici della Disney Publishing per sei anni, rilevando così anche i ventidue dipendenti che lavorano in redazione, pari circa ad un decimo del totale degli impiegati della casa editrice milanese.

Il motivo per il quale la Panini ha avuto interesse ad acquistare i diritti di pubblicazione della Disney sono piuttosto evidenti. Dopo avere formalizzato accordi con Bonelli e Astorina, restava solo Topolino fuori della sua area di influenza. L'aspetto che maggiormente faceva gola alla casa modenese era, al di là delle potenzialità di sfruttamento nei mercati esteri, la possibilità di incassare molto dalle vendite comunque importanti delle varie pubblicazioni di Topolino. Riferisce Wikipedia che Per molto tempo è stato il fumetto più venduto in Italia. Inizialmente le vendite si attestavano sulle 400.000 copie per poi incrementarsi ed avvicinarsi al 1.000.000. Nella seconda metà degli anni '70 le vendite calarono a 150.000. Nel 1980 erano 250.000. Si risollevarono ulteriormente nel corso degli anni '80, ritornando a toccare e a superare, nei primi anni 90, un milione di copie di vendute a settimana. Dagli anni novanta in poi un nuovo calo, ritornando a livelli di vendita precedenti, con progressivi cali. Nell’anno mobile Ads (Accertamenti Diffusione Stampa) marzo 2006 febbraio 2007 i dati indicano circa 260.000 copie vendute settimanalmente, in calo dell'11% rispetto all'anno precedente. È il secondo fumetto venduto in Italia dopo Tex, che però è mensile, mentre Topolino esce ogni settimana. Negli ultimi tempi le vendite subiscono un nuovo drastico calo (a marzo 2013 si assestano a 56.000 copie settimanali). Fino a quando le vendite sono state importanti, Disney Italia non ha ceduto i diritti a nessuno. Quando hanno cominciato a calare vistosamente è stata presa in considerazione la proposta di Panini. Nel momento in cui l'accordo è stato formalizzato, Topolino vendeva circa 44.000 copie a settimana. Poche rispetto a quelle di un tempo, ma tantissime per un editore come Panini, la cui serie comics più venduta è l'Uomo Ragno con circa 5.000 copie! E il passaggio sembra avere fatto bene a Topolino, le cui vendite sono tornate a crescere. In un articolo del 18 settembre 2014, il famoso sito Tempi riferisce:  Quasi un anno fa si formalizzava un onda anomala nel piccolo e ristretto settore del fumetto italiano, limitato a pochi grandi players. Con il numero 3019 di Topolino diventava ufficiale il cambio di gestione, passando dalla The Walt Disney Company Italia alla Panini Comics (che già distribuiva i fumetti Marvel, acquisita dalla stessa Disney nel 2009). Da un anno il fumetto Disney entra in fumetteria. E di conseguenza sotto il controllo della Panini Comics.

Settore in cui non era mai comparso. Un luogo di distribuzione con un target ben preciso, non quello delle famiglie e dei bambini piccoli, ma quello nuovo degli adolescenti dai 13 anni in poi, uso a passare tempo alla ricerca di nuove nuvole parlanti di cui cibarsi. Ed è proprio questo ambiente che ha portato a varare iniziative a loro dedicate, anche come unico canale di distribuzione e nei prossimi mesi vedrà diffondersi un modello assolutamente estraneo al fumetto Dsney: quello delle collane in cui si pubblicano, in maniera integrale e con contenuti speciali, serie particolari. Se confrontiamo il luglio 2014 con quello 2013, periodo di un altro gioco in allegato (il modellino della 313 – X), il dato è ancora più interessante: vi è un aumento del venduto del 45%, 88.000 copie circa in più. E forse, in seguito  a questi dati, quelli della Disney Italia si sono pentiti ad avere ceduto alla Panini i diritti sulle storie di Topolino. Una volta i supereroi Marvel avevano un ruolo centrale nelle strategie della Panini, oggi non più. Gli utili arrivano da altri canali e non solo dalla vendita dell'Uomo Ragno. Riassumendo, quindi, oggi la Panini Comics si può considerare il primo editore italiano di fumetti, avendo costruito un ambito in cui i suoi concorrenti più diretti, cioè Disney, Bonelli e Astorina, sono legati ad essa da accordi che comprendono sia il mercato nazionale che il mercato internazionale. Ed è significativo osservare che questa espansione ha assunto dimensioni significative solo dopo che, nell'estate 2009, la Disney ha acquistato la Marvel. Si tratta solo di una coincidenza? Noi crediamo di no. Dopo questo momento, la Panini ha iniziato ad espandersi e ad assumere, direttamente e indirettamente, il controllo di zone di mercato sempre più vaste in Italia e fuori. Ha assunto la gestione dei diritti di Bonelli e Astorina all'estero, ha acquistato le licenze di pubblicazione della Disney, oltre ad un ricco elenco di licenze manga e di editori Usa sempre più ampio. Non sono state sempre rose e fiori. Un primo smacco arriva alla fine del 2011 con la perdita dei diritti DC in Francia! La Panini, infatti, pubblica fumetti come licenziatario anche in altri Paesi, ove detiene i diritti della DC Comics. In Francia, però, le cose non sono andate bene e negli ultimi mesi del 2011 l'offerta Panini si era ridotta a 3-4 collane in tutto. Troppo poco per i palati fini dei lettori transalpini.

A partire dal gennaio 2012, infatti, i diritti della DC in Francia passano al grande editore Dargaud, che crea all'uopo una etichetta chiamata Urban Comics. Per Superman e soci è la rinascita nella repubblica transalpina. Dopo le secche della gestione antidiluviana imposta da Lupoi e dai suoi redattori francesi, il boom, che dura tuttora, come vendite e numero di pubblicazioni di elevata qualità. In quel periodo, la DC cambiò i suoi licenziatari anche in altri Paesi: in Italia i diritti passarono, dopo la rinuncia della Planeta, agli arzanesi di Rw Edizioni, casa editrice del gruppo Alastor, mentre in Spagna alla Ecc Ediciones, l'ex-distributore della stessa Planeta. Un'altra notizia poco felice arriva verso la metà del 2013. Nonostante la grande espansione in Italia e fuori, Vittorio Merloni, il proprietario della Panini, ha deciso di mettere in vendita la società. Sul quotidiano il Mondo del 14 giugno 2013 arriva la notizia che la Panini spa è in vendita al migliore offerente. L'incarico è stato dato alla Noruma Europe, banca d'affari, con il compito di trovare un acquirente. La documentazione attestante la situazione economico-finanziaria del gruppo si troverebbe sulla scrivania delle principali compagnie del mondo, tra cui la grande casa editrice giapponese Kodansha e la stessa Disney, che così si riprenderebbe la compagnia che la Marvel aveva ceduto allo stesso V. Merloni nell'ottobre 1999. Prezzo richiesto: 1 miliardo di euro! Il sito ha diffuso anche i dati dell'ebitda, cioè dell'indicatore di redditività che segnano come gli utili crescano in coincidenza dei mondiali di calcio e precipitino dopo. Nel 2006, con i mondiali in Germania, si era raggiunto il 28% poi sceso nel 2009 fino al 9%. Nuovo balzo al 24% nel 2010 con i mondiali in Sud Africa e poi ancora un calo fino al 10% del 2012. Il prezzo di 1 miliardo di euro, riferisce Nomura, è stato calcolato come un multiplo di dieci volte l'ebitda normalizzato del periodo 2011-14. Finora, però, nessun acquirente si è fatto avanti seriamente, gettando un'ombra sul futuro della società modenese. La Panini è cresciuta molto ma ora è venuto il momento di passare la mano. Merloni lo sa e cerca disperatamente un acquirente. Ha comprato la Panini, l'ha fatta crescere, ha investito e ora deve riscuotere dalla sua cessione. Nei prossimi mesi assisteremo agli sviluppi incredibili di queste vicende concorrenziali. Kristoffer Barmen.

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