sabato 3 gennaio 2015

RILANCIO DYLAN DOG: TRA LO SCONTENTO POPOLARE E I WATCH DOG NEI GRUPPI FACEBOOK. CHE ACCADE?

Continuano a piovere critiche sul nuovo corso di Dylan Dog, sia su Facebook che su vari forum, dove è difficile salvare scelte narrative giudicate dai più in modo negativo. Come spiegato nel nostro articolo del 2 gennaio del 2015, sembra che si cerchi di infiammare polemiche ad ogni numero, distraendo il lettore dalle storie, che non si stanno dimostrando quelle perle che avrebbero dovuto issare il personaggio dalle sacche della crisi in cui era piombato. Il livello della tensione è molto alto, perché, mai come in questo momento, il popolo dei fan dylaniati è diviso, spaccato in due fronti come non accadeva da anni. Ad un certo punto, la polemica inizia a stancare e finito il clamore, visti anche i tempi della crisi economica accresciuta dalle scelte sbagliate di un governo di sinistra guidato dal PD, i lettori si allontanano. Chi si era avvicinato al personaggio in seguito alla gigantesca campagna promozionale che aveva preceduto l'uscita del numero 337, se ne è allontanato in assenza di validi motivi per continuare a comprare una testata che, secondo noi e molti altri, non offre puntelli di interesse da giustificare la spesa dei 3,20 euro del prezzo di copertina. In questo momento, gli editori sono impegnati in sforzi enormi per proporre fumetti di altissima qualità, che stanno mettendo in discussione quel controllo del mercato che la casa editrice Bonelli aveva fino a pochi anni fa. Abbiamo una Editoriale Cosmo che propone fumetti di elevata qualità ogni mese e una Mondadori Comics, di cui ogni uscita è una perla. Case editrici che hanno capito che in un momento di difficoltà economica bisogna offrire il meglio per convincere il lettore con un potere di acquisto molto basso a privilegiare certi prodotti invece di altri. La tensione è molto elevata, dicevamo. I segnali si colgono nelle discussioni dei gruppi Facebook, dove invece di scambiarsi pareri sulle storie, si discute e si litiga di altro. Alcuni utenti, anziché difendere le loro opinioni sul fumetto, attaccano gli altri utenti e criticano con parole dure i siti che esprimono pareri negativi sul nuovo corso di Dylan Dog. In gergo questi utenti si definiscono watch dog, cani da guardia, una categoria più fastidiosa dei troll, che, nella terminologia del web, indicano gli utenti che intervengono nelle discussioni per polemizzare in modo strumentale. L'obiettivo dei watch dog non è quello di creare polemica laddove non vi sono motivi di farla sorgere, bensì di attaccare, insultare e isolare gli utenti che, in modo pacifico esprimono pareri negativi sulle storie o sulla gestione della collana. Ciò, che in termini pratici, non aiuta la serie.
 

Nelle discussioni incentrate su Dylan Dog in rete si sta verificando questo fenomeno, che ha come positivo il fatto che si discute di un albo a fumetti che si stava spegnendo nell'indifferenza generale. Non è ancora possibile stabilire se questa strategia beneficerà la collana come vendite, benché i segnali che si colgono non sono positivi. In un momento del genere è di fondamentale importanza ignorare i watch dog nelle discussioni, così come i troll. Tutta questa tensione nata intorno a Dylan Dog ci è parsa esagerata. Si parla di un fumetto per ragazzi, in cui non è possibile trovare contenuti culturali o addirittura farci tesi universitarie come è capitato in alcuni atenei italiani ricchi di fantasia. La cultura vera ha altre fonti e queste non sono i fumetti, in cui si possono trovare dei momenti di svago e non certi momenti di approfondimento culturale. Al più possono esservi motivi narrativi legati alle trame e ai personaggi, ma ciò implica la caratterizzazione profonda che gli autori italiani raramente riescono a fornire e non è, secondo noi, questo il caso di Dylan Dog. Attualmente, secondo la nostra opinione, l'unico fumetto distribuito sul mercato italiano che presenta altissime caratteristiche culturali è Dago, pubblicato ogni mese dalla Editoriale Aurea di Roma. Perciò, litigare per un fumetto di evasione e privo di cultura come Dylan Dog, come accade su Facebook in questo momento, costituisce una perdita di tempo. Chi desidera la cultura deve dirigersi altrove e prendere un fumetto come il Dago del grandissimo Robin Wood. Una lettura non facile, ma appassionante come si può leggere nelle recensioni che dedichiamo al personaggio sul nostro sito. A breve leggerete la recensione del numero 11/2014. Critiche verso Dylan Dog arrivano da molti siti. Il blog Compagni di strada e di viaggio, che non si dedica esclusivamente al fumetto ha pubblicato un articolo che ben descrive il momento negativo che sta vivendo Dylan sotto il profilo del gradimento dei lettori. E poi ci sono le videorecensioni abbastanza inclementi come quelle ormai famosissime del Dylan Dogofilo e quelle del Border Nerd. Tutti elementi che indicano in maniera inequivocabile, tra gli altri, che la nuova gestione, anziché compattare il popolo dei dylaniati, lo ha diviso, spingendo molti a smettere di comprare la collana dopo l'uscita del numero 337. A ciò si aggiunga un altro fattore negativo. La crisi economica, unita all'aumento di prezzo di 0,30 €, sta inducendo tanti a comprare gli albi di Dylan Dog nel mercato dell'usato, il cui prezzo oscilla tra i 0,40 € e 1,00 €. Condizioni che permettono al fan dylaniato di portarsi a casa con una modica somma di 10,00 € dai dodici ai venti numeri della collana o di altre serie della Bonelli.

2 commenti:

  1. Mi scuso se commento sotto un articolo a caso,ma c'è una cosa che non comprendo... Tu accusi Recchioni di aver inserito nella nuova gestione temi come satanismo,comunismo,critica ai valori cristiani e alla società costituita. Premettendo che,per altri motivi,non apprezzo nemmeno io le storie di Dylan Dog degli ultimi anni, che per me mancano di sostanza, non credi che tu stia incorrendo in una fallacia di coerenza? Mi spiego: Sclavi ha sempre tenuto una condotta di sovversione verso i valori finto cristiani (moralismi,buon costume etc,non sto parlando di carità o amore) e sicuramente non è un amante della società costituita. Ben lungi dal definire Sclavi comunista o satanista,vorrei farti notare che negli anni andati Dylan fu ampiamente accusato di deviare le menti giovanili verso il satanismo,il comunismo ed altre becere idiozie. Quindi non capisco:
    1 Come tu possa essere fan di Dylan essendo di destra,visto che in molti numeri vi è uno schierarsi palese verso i diversi,i derelitti,i barboni,le prostitute,i drogati etc etc (per dirne una,ti ricordo il discorso finale di Dylan ne : Il marchio rosso)
    2 Come puoi dire che Dylan stia virando verso il satanismo massonico quando la sua poetica è sempre stata incentrata verso appunto la difesa del diverso,del freak,e da sempre abbia insultato le ideologie di destra,e messo in dubbio la religione-senza insultarla ma molto spesso spingendo a riflettere e dubitare sull'esistenza effettiva di Dio (in vari numeri il nazismo, la borghesia e la religione sono presentati con una luce negativa,vedi,di nuovo,solo per citarne uno,Doktor Terror)
    Non intendo insultare od essere critica,anche se non sono d'accordo con gli autori(o autore,ma essendo frequentemente usata la seconda persona plurale immagino siano più d'uno, a meno che non sia un abuso di plurale maiestatis... Insomma,in quanti scrivete?!?) sono semplicemente curiosa!

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    1. Nessuna incoerenza da parte nostra. In primis, non abbiamo mai affermato o dichiarato di essere fan di Dylan Dog, di Recchioni o di Sclavi. Per l'insieme degli elementi che citi di Sclavi, non possiamo esserne estimatori o fan di quello che scrive, salvo una certa bravura come sceneggiatore dal punto di vista tecnico. Nei contenuti, siamo a due universi di distanza.
      Ancora oggi Dylan Dog, per i forti contenuti che tratta, non è, secondo noi, una lettura adatta ai giovani. Oggi più che ieri.
      Noi siamo di destra. Dylan Dog va contro tutto ciò in cui crediamo.
      Curiosità soddisfatte? Speriamo di sì.

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