domenica 25 gennaio 2015

RITORNA IL DYLAN DOGOFILO: IL RILANCIO NON STA ANDANDO COME AVREBBE DOVUTO. ECCO LE RAGIONI!

In queste settimane abbiamo dato risalto alle recensioni del Dylan Dogofilo, uno dei più acclamati e noti youtuber, che abitualmente recensiscono gli albi dell'Indagatore dell'Incubo. In un video pubblicato il 28 novembre 2014, poco dopo l'uscita del numero 339, un albo al centro di vivaci polemiche per l'enfatizzazione di temi quali la lotta di classe, il comunismo, le masse operaie, gli scioperi e altro, tanto da far riflettore molti lettori, che non riuscivano a capire cosa avesse a che fare tutto questo con il Dylan Dog classico, ha compiuto un gesto plateale, buttando nel secchio della spazzatura i numeri 337-338-339! Secondo lui, che evidentemente non concordava con le idee a base del rilancio del personaggio, era quella la sede più adeguata per quegli albi. La reazione degli utenti è stata veemente, alcuni, concordi con le sue opinioni, hanno applaudito, altri si sono non poco irritati, chiedendo spiegazioni. Lo youtuber aveva inoltre dichiarato che, in seguito a quella esperienza, cioè la lettura del 339, non avrebbe comprato altri albi inediti, videorecensendo solo gli albi classici. Poi ha pubblicato la videorecensione del numero 340, ribadendo il giudizio negativo ed affermando che il rilancio stava procedendo di male in peggio. Il Dylan Dogofilo non è stato l'unico che ha espresso opinioni negative. Sui forum e sui social network sono stati molti i lettori che hanno condiviso quelle argomentazioni ed altre che il Dylan Dogofilo non aveva toccato nei suoi video. I lettori tradizionali non riescono a riconoscersi in un personaggio che non è più quello a cui erano abituati. Il pensionamento di Bloch, la trovata, per certi versi, plateale del nome associato a quello del celebre investigatore di Conan Doyle hanno posto più di un interrogativo. Dylan Dog è al centro di un progetto di rilancio o si sta cercando di cambiarlo profondamente? La seconda ipotesi è quella che suscita le maggiori preoccupazioni. Se così fosse e si procedesse ad un rinnovamento totale si sarebbe in presenza di una implicita ammissione di impossibilità di rinnovare ciò che non è più possibile rinnovare. Alcuni, infatti, ritengono che DyD abbia già detto tutto e che si debba rendergli omaggio ato con storie all'altezza. Il Dylan Dogofilo e molti altri non ritengono che ciò stia avvenendo. Ecco il video in cui lo youtuber spiega le sue ragioni e quelle che saranno le sue prossime mosse, alcune delle quali clamorose, ma figlie della attuale situazione.
 

Dalle parole del Dylan Dogofilo emerge chiaramente una situazione di disagio verso tutto quello che sta caratterizzando il rilancio del personaggio, che in molti punti appare lontanissimo dagli schemi tipici della impostazione di Tiziano Sclavi. Il Dylan Dogofilo ritiene, come molti hanno osservato, che il livello della testata dell'Indagatore dell'Incubo, anziché alzarsi, si sia abbassato in forza di una scelta precisa: i lettori non sono più quelli di un tempo, il livello culturale degli stessi è precipitato ed è allora necessario adattare la serie di conseguenza per renderla comprensibile ai lettori di oggi. I lettori di ieri, invece, storcono il naso. Non accettano che il loro amato personaggio si presenti con una immagine e con caratteristiche in cui non si riconoscono più. Chiedono spiegazioni e vogliono sapere perché, dopo tante promesse di risalita di qualità della serie, si stia, a loro parere, scendendo in un baratro oscuro. Il Dylan Dogofilo, con il suo consueto approccio professionale e chiaro, esterna il suo malcontento, in parte, forse, comprendendo le ragioni di questo rilancio non esaltante. E allora perché, molti si chiedono, non puntare su storie che presentino margini di originalità o di innovazione vera? Se il fine è quello di costruire un Dylan Dog adatto ai più giovani o ad un pubblico senza pretese culturali di livello, forse sarebbe meglio chiudere la collana classica, farla vivere di volumi aperiodici e lanciare una nuova serie dell'Indagatore dell'Incubo, una sorta di versione Ultimate che sappia fungere da catalizzatore degli interessi dei più giovani. C'è, però, un problema. Anche a volere inoltrarsi in un progetto di questo tipo, c'è da prendere atto del fatto, come lo stesso Dylan Dogofilo ha chiarito nel video di cui sopra, che i giovani d'oggi non amano la lettura. Il loro passatempo è passare intere giornate su Facebook o a chattare di argomenti inconsistenti sulla rete. In tutto questo un Dylan Dog presentato come un prodotto culturale stona non poco e forse questo giustifica le caratteristiche che stanno accompagnando un rilancio che continua a suscitare molte critiche e a non piacere, quasi che si cerchi ad ogni uscita di creare motivi di polemica per attirare l'interesse dei lettori. All'inizio può anche andare come metodo per attizzare interesse, fare in modo che se ne parli, ma se, sotto questo velo, non c'è sostanza, difficilmente DyD riuscirà a tornare ciò che era un tempo. Sostanza che, secondo noi, non c'è.

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