sabato 17 gennaio 2015

SAGUARO CHIUDE! ARRIVA LA CONFERMA UFFICIALE DELLA BONELLI! ORA TOCCA A MARTIN MYSTERE?!!!

Fuori due. Dopo Brendon, che ha salutato i suoi pochi lettori con il numero 100 del dicembre 2014, oggi è toccato a Saguaro chiudere i battenti dopo una avventura editoriale, che è cominciata sotto una cattiva stella fin dalle primissime battute. L'annuncio lo ha dato la stessa Sergio Bonelli Editore sul suo sito ufficiale: Saguaro chiuderà tra tre mesi con il numero 35 come ampiamente preannunciato non solo da noi, ma da diversi siti liberi di informazione. Quando le voci della chiusura cominciarono a diffondersi, alcuni utenti con evidenti problemi di contatto con la realtà fuori dal web cercarono in tutti i modi di nascondere la notizia o di destituirla di fondamento per il timore che le vendite della serie, già bassissime, precipitassero. Sui forum coloro che lo sostenevano venivano attaccati o espulsi nella peggiore delle ipotesi. Su Facebook la mannaia della censura arrivava puntuale. Tutti tentativi disperati che non sono serviti a cambiare una realtà che non poteva essere cambiata: Saguaro chiude e la notizia ci fa un immenso piacere. A differenza di altri siti che si nascondono dietro falsi moralismi e finte manifestazioni di adesione, su Comix Archive non abbiamo difficoltà a giudicare in termini negativi una serie che non ci piace e ad augurarci che chiuda. Così è stato per Saguaro, che non è mai riuscito a ritagliarsi uno spazio sufficiente in un nuovo mercato che verso la Bonelli si sta rivelando un luogo ostico in cui permanere. I tempi in cui si vendevano centinaia di migliaia di copie appartengono alla preistoria e oggi con una crisi della lettura che colpisce tutti i settori dell'editoria, il fumetto, soprattutto quello di bassa qualità, non ha alcuna speranza. Uno ad uno stanno crollando tanti miti e false ideologie dietro realtà editoriali che hanno utilizzato il fumetto per canalizzare le turpi idee del socialismo. Saguaro ha fatto la sua prima apparizione nel maggio del 2012 per la Sergio Bonelli Editore di Milano nel classico formato brossurato 16x21, il cosiddetto formato Bonelli, con periodicità mensile e in bianco e nero. A scrivere i testi, nonché creatore del personaggio, Bruno Enna, mentre ai disegni si sono avvicendati Alessandro Poli, Fabio Valdambrini e Davide Furnò. Energia tanta, ma che alla fine non è servita ad evitare un destino chiaro fin dall'inizio.
 

Wikipedia riporta che Bruno Enna ideò la serie dopo aver letto un articolo relativo agli Shadow Wolves, un gruppo di agenti federali nativi americani che ancora oggi operano al confine tra l'Arizona e il Messico. Inizialmente aveva pensato ad un romanzo grafico, presentò l'idea alla Sergio Bonelli Editore, ma si pensò di poterla sviluppare in una mini-serie. Fu lo stesso Sergio Bonelli che decise di creare una serie regolare. Inoltre diede alcuni consigli all'autore, tra cui quello di leggere i romanzi di Tony Hillerman e di ispirarsi al viso di un giovane Tom Berenger per la creazione grafica del protagonista. In quel periodo la scelta di Enna sull'attore da prendere come modello oscillava tra Adam Beach, Val Kilmer e Dwayne Johnson. Questo almeno riporta Wikipedia, che aggiunge che la serie venne presentata in occasione di Torino Comics 2012. In edicola il numero 1 è arrivato il 26 maggio dello stesso anno. Questa la trama: luglio del 1972. Thorn Kitcheyan è un ex-militare di origini Navajo/Tohono O'odham che viene soprannominato Saguaro dalla sua gente per via del carattere poco remissivo. Dopo aver combattuto nella guerra del Vietnam ed essere stato congedato dall'esercito a seguito di una missione pericolosa in Laos in cui era rimasto gravemente ferito, è tornato a Window Rock, la capitale della Nazione Navajo, ed ha acquistato un terreno arido da un vecchio nativo di nome Tocho, ben felice di cederglielo, privo di acqua corrente e di elettricità, e vi si è stabilito. Il terreno, però, ha il pregio di essere adiacente alla Statale, e posto proprio sul confine tra l'Arizona ed il Nuovo Messico; per questo motivo, Noah Folsom, ricco e potente criminale, i cui terreni confinano con quello di Tocho, vorrebbe accaparrarselo e usarlo come via di passaggio per i suoi traffici di droga. Poiché Tocho non ha voluto cedere alle sue offerte, Folsom con l'aiuto di un poliziotto corrotto fa rapire e uccidere il vecchiaccio da uno dei suoi uomini, Tomàs Vidal, per vendicarsi di quello che considera un affronto imperdonabile. Saguaro si ritroverà per caso coinvolto nella sequela di sangue seguente.
 
In essa troveranno la morte il poliziotto corrotto e Vidal (Folsom, invece, riuscirà fortunosamente a cavarsela, venendo però arrestato), e dalla quale ne uscirà ferito ma salvo e soprattutto senza strascichi giudiziari grazie all'aiuto che ha indirettamente prestato alla polizia nell'arrestare i criminali e far fallire l'acquisto di un'importante partita di droga da alcuni trafficanti messicani. In seguito a questi e ad altri drammatici avvenimenti, Saguaro viene scelto dall'FBI per formare una speciale unità di agenti federali incaricata di fare da tramite tra i bianchi e i nativi e di indagare su alcuni casi in cui la polizia tribale non può agire. Oltre a malfattori bianchi, Saguaro dovrà affrontare anche i propri fratelli che tenteranno, talvolta con la violenza, di far valere i propri diritti e di diventare indipendenti, convinto del fatto che, dopotutto, la nazione che ha servito durante la guerra sia, nel bene e nel male, la sua terra. Durante la sua permanenza a Window Rock, Thorn si troverà a combattere un vecchio nemico: Cobra Ray Brest, un suo violento superiore durante la guerra del Vietnam. Successivamente ha inizio la rivolta di Wounded Knee e, finita essa, comincia una nuova rivolta con Nastas Begay, il fratello di sangue di Saguaro, a capo dei rivoltosi. Saguaro è costretto ad aiutare Nastas nel momento del bisogno e a lasciare i federali per affrontare da solo una caccia spietata. Una trama molto complessa, lontana dalla tradizione Bonelli, poco accettata dai lettori, che subito ne hanno preso le distanze. E infatti, i pareri sui forum e sui social network sono apparsi negativi, salvo i pochi commenti di coloro che, probabilmente nemmeno lo hanno letto, ma hanno scritto per sostenere ragioni amiche e sponde varie. Le voci sulla chiusura della serie si sono diffuse da subito, tanto era chiara la situazione non facile in cui si era collocata la collana, da molti definita un clone di Scalped, una serie scritta da Jason Aaron per l'americana DC Comics. Dopo circa un anno di pubblicazione, siamo alla metà del 2013, la chiusura di Saguaro è apparsa a tutti come una realtà ineludibile, salvo per chi, contro l'evidenza dei fatti, si ostinava a sostenere il contrario e ad attaccare e in alcuni casi a insultare gli altri utenti nei forum e sui social  network come Facebook e Twitter.
 
Noi ci siamo occupati della questione in un articolo del 16 maggio 2014, in cui abbiamo ripercorso tutte le tappe della vicenda. Il primo a parlare di serie in cattive acque è stato Alessandro Bottero in un articolo pubblicato sul sito di Fumetto d'Autore il giorno 21 novembre 2013. Nel testo si parla di due serie che starebbero andando molto male. Una di esse è proprio Saguaro. L'altra è Suore Ninja di Davide La Rosa edita dalla Star Comics. Una serie che, per gli evidenti contenuti anticristiani, ricorda la satira, se così la possiamo definire, graffiante nonchè di pessimo gusto di un giornale francese, Charlie Hebdo, che di recente è stato bersaglio di un attacco terroristico ad opera di fondamentalisti islamici dell'Isis. La religione è una cosa seria, tocca la sfera più intima delle persone e non esiste il diritto di mistificarla, aggredirla, offenderla con vignette vergognose e oscene. Si tocca la parte più profonda di un popolo, che, nel caso degli arabi, può reagire con la violenza. Charlie Hebdo non era più un giornale, ma un obiettivo militare e i suoi vignettisti non erano più artisti, bensì soldati che al posto delle armi disponevano di matite e pennarelli. I terroristi hanno colpito duro, uccidendo dodici persone nel giro di pochi e tragici minuti, tra cui il direttore Charb. I giornali di sinistra hanno gridato alla difesa della libertà di stampa, ma in questo caso la libertà di stampa non c'entra. Non esiste il diritto di offendere, né di prendere in giro la fede religiosa. Il papa Francesco lo ha dichiarato senza mezzi termini, sollevando il velo dell'ipocrisia che molti avevano calato sui fatti, strumentalizzandoli come elemento di una chiara campagna di aggressione alla fede religiosa. Nell'articolo citato, Bottero non si dichiara felice della situazione in cui versa Saguaro, ma che la serie chiuda viene riportato come elemento certo. Saguaro è stata la prima serie Bonelli ad essere lanciata dopo una lunga stagione in cui le uniche novità dell'editore milanese venivano presentate all'interno di miniserie, cioè di serie aventi una scadenza programmata con un inizio e una fine ben precisa, anche a livello di sceneggiature.
 
Secondo Bottero la serie non era scritta o disegnata male e forse la ragione del fallimento è insita nella volontà della Bonelli di averla voluta trasformare in serie regolare. Il mercato non accetta più progetti senza una scadenza determinata e l'idea di comprare all'infinito una serie, che va ad aggiungersi a quelle già abitualmente acquistate, rischia di essere un fardello eccessivo per i lettori in un momento in cui i soldi da spendere nei fumetti sono pochi. Ma è stato davvero così? Non ci crediamo. Riteniamo, invece, che il progetto, troppo simile ai telefilm americani, non sia stato considerato originale dai lettori, i quali, davanti alla prospettiva di scelte radicali, hanno preferito sacrificare Saguaro per conservare le letture abituali. A distanza di 24 ore, il 22 novembre 2013 sul sito di Fumetto d'Autore viene pubblicato un altro articolo, sempre firmato da Alessandro Bottero, in cui viene resa nota la risposta di Bruno Enna, autore di Saguaro. Era successo che dopo poche ore dalla pubblicazione del primo articolo di Fumetto d'Autore (quello del 21 novembre 2013), un utente del forum di Saguaro (L'Ombra del Falco), un utente con il nick name King Gaspy ha segnalato la notizia, aprendo il topic dal titolo: Saguaro chiude, verità o fake? Immediatamente scatta  l'allarme. L'utente harlan1982 spera in una smentita da parte dello staff bonelliano. Naturale: quando viene pubblicato un articolo da parte di un sito non riconducibile alla casa editrice sulla chiusura di una testata a fumetti, tutti sperano in una smentita, sperando che la notizia sia falsa. A preoccupare gli utenti del forum di Saguaro, però, è un altro aspetto. Le notizie diffuse da Fumetto d'Autore raramente si sono rivelate infondate (nel 95% dei casi hanno fornito notizie rivelatesi vere, mente nel restante 5% dei casi la situazione relativa alle notizie si è evoluta, ma questo non indica che i dati così diffusi non fossero stati attendibili. Si può scrivere che una testata potrebbe chiudere perché le vendite sono basse, ma se le vendite aumentano, la testata non chiude, ma questo non significa che la notizia non fosse vera o attendibile).

King Gaspy consiglia di mandare una mail alla Bonelli, chiedendo spiegazioni, ma poi arriva l'intervento dell'utente Docteur Mystère, il quale afferma laconicamente: Io credo che, purtroppo, sia vero. E se lo dicono gli utenti del forum di Saguaro, che, si solito sono quelli più attenti e vicini alle sorti della testata, anche a livello di comunicazioni con editori e autori, significa che la notizia è purtroppo vera. E infatti, dopo qualche ora interviene ancora King Gaspy, il quale dichiara: Ragazzi purtroppo sto avendo diverse conferme sulla chiusura di Saguaro. Mi dispiace, bisogna fare qualcosa secondo me perchè il fumetto merita. Io domani spedisco una lettera alla Bonelli, voi fate lo stesso? Qualcuno stenta ancora a crederci. Scrive l'utente Officer Chee: Immagino che anche nel secolo scorso, per Tex, Mister No etc. non si prevedesse di andare avanti all'infinito; poi queste serie hanno conquistato il pubblico e hanno avuto una vita piuttosto lunga. Il problema è (ammesso che ci sia un problema): come mai non ha il successo che meriterebbe? E' Gaspy a rispondere: Secondo me perché nessuno se lo caga (scusate il termine) in casa Bonelli. Hanno sbagliato a non pubblicizzarlo prima. Perché Orfani e Dagonero sono molto più seguiti? Gaspy non poteva saperlo in quel momento, ma anche Orfani e Dragonero non se la stavano passando bene con vendite, poi rivelate da Fumetto d'Autore, al di sotto delle aspettative. Docteur Mystère riporta una dichiarazione dello stesso Bruno Enna (forse raccolta in forma privata): Comunque ho parlato con Bruno Enna... E, sulla chiusura di Saguaro, mi ha detto: Per quanto riguarda Saguaro, si naviga a vista, come al solito. Di certo, però, la serie NON chiuderà con il numero 27. Spero di averti un po' tranquillizzato. Macchè! Se si legge con attenzione ciò che ha rivelato Enna, la situazione potrebbe essere considerata ancora più grave. Quando si dice che si naviga a vista, significa che non si ha certezza del futuro e l'imbarcazione (la serie di Saguaro) non sa se arriverà o meno ad una destinazione (cioè, che continuerà ad uscire). Una situazione difficile.

Anche il riferimento al fatto che la collana non chiuderà con il numero 27 dovrebbe indurre in più gravi pensieri. Perché Enna dice che la serie non chiuderà con il numero 27, ma non esclude che non possa chiudere con il 28 o il 30 o il 31. Insomma, Enna ha potuto assicurare che ci sarà un numero 28, ma non ha detto che ci sarà un 29, un 30 o un 31. Docteur Mystère cita un articolo scritto sul suo blog, in cui riassume i termini della vicenda. Cita, riportando affermazioni fatte nel forum di Saguaro, che Fumetto d'Autore avrebbe del risentimento nei confronti della Bonelli Editrice e che l'autore dell'articolo si sarebbe divertito a diffondere una notizia (comunque, vera, perché confermata sostanzialmente dallo stesso Enna) per godere delle disgrazie altrui. Per fortuna, è lo stesso Bottero a smentire di avere astio verso la casa editrice milanese, come si può evincere dal contenuto dell'articolo pubblicato su Fumetto d'Autore il 22 novembre 2013. Non contento, perché, come detto, Enna non ha smentito le voci sulla chiusura della testata, ma le ha indirettamente confermate, sostenendo che la serie naviga a vista, Docteur Mystère chiede a Bottero di rivelare le sue fonti. Una richiesta assurda. Le fonti sono e restano riservate. Non si possono rivelare pubblicamente né si possono mettere in dubbio, soprattutto quando il contenuto delle notizie viene poi riscontrato ufficialmente dagli addetti ai lavori (Bruno Enna). Quindi, se la notizia è vera, che senso ha chiedere a Fumetto d'Autore di rivelare le sue fonti? Tanto, la notizia è vera. In Italia esiste il diritto delle fonti a restare riservate. Meravigliarsi di ciò è perfettamente inutile. E ricordiamo che le tante notizie diffuse da Fumetto d'Autore sono sempre state attendibili. Quindi, ribadiamo, che senso ha chiedere ai responsabili del sito chi sono le gole profonde che hanno svelato l'arcano? Peraltro, l'utente King Gaspy in un post aveva affermato di avere ricevuto diverse conferme della difficile situazione in cui si trovava Saguaro, ma nessuno ha mai chiesto a Gaspy chi erano queste sue fonti che gli avevano dato conferma della veridicità.

All'articolo sul blog di Docteur Mystère non seguono commenti di sorta. Il problema non è tanto ciò che ha rivelato Bottero nel suo articolo, ma quello che ha rivelato Enna, quando ha precisato che la testata naviga a vista, che suona come conferma indiretta di quanto detto da Bottero. Il clamore della notizia arriva anche sulla pagina Facebook della Bonelli, ma non arrivano smentite di sorta. I quattro-cinque commenti presenti la dicono tutta sull'interesse relativo a questa testata. La discussione sul forum di Saguaro continua e tra chi sfoga la sua rabbia inconsulta contro il sito di Fumetto d'Autore (che, peraltro, non ha fatto nulla di male), ci sono anche molti interventi di utenti che mettono in evidenza un dato di fondo: la qualità non eccelsa delle tavole. Altri invocano reazioni della Bonelli contro Fumetto d'Autore! E perché mai? Cosa avrebbe fatto di male Bottero? Ha rivelato, sulla base di una fonte riservata, che Saguaro non vende e che chiuderà presto. Una circostanza nota agli addetti ai lavori. Saguaro non è piaciuto, ha venduto subito molto poco e la Bonelli, che forse fino in fondo non era convinta della validità del progetto, ha deciso di chiudere. La discussione prosegue e si cita una intervista di Mauro Marcheselli, il direttore editoriale della Bonelli, al sito di Comicsblog e la sostanza delle parole non muta rispetto a quelle di Bruno Enna di cui sopra. Alla domanda: Quanto c’è di vero e quanto c’è di falso nelle affermazioni che circolavano in questi giorni? E già la domanda parte dal presupposto sbagliato, ovvero che nelle notizie diffuse da Fumetto d'Autore possano esservi contenuti non veri. Marcheselli risponde: Posso tranquillizzare i lettori della serie di Bruno Enna: Saguaro non chiuderà con il numero 27 e neppure con il 30. Diciamo che è sotto osservazione, ma se dovessimo decidere di chiuderla, come sempre succede in Bonelli l’autore avrà il tempo di gestire un finale strutturato per portare a compimento nel miglior modo possibile la collana. Marcheselli afferma che la serie non chiuderà con il 27 (nemmeno Bottero lo aveva detto, limitandosi a prospettare la possibilità che ciò avvenisse). Ma dice che la testata è sotto osservazione. Che significa? Semplice. Enna aveva detto che si naviga a vista.

Marcheselli dice che è sotto osservazione. In sostanza, significa che la collana non sta andando come avrebbe dovuto e non è possibile dire se proseguirà o meno. Di certo, le vendite saranno scese sotto il livello di guardia e quando ciò accade, l'editore deve correre ai ripari, ovvero: vediamo le cose come proseguono, ma se la situazione non migliora, saremo costretti a chiudere. La domanda successiva continua con il tono di chi vuole sottolineare che Bottero avrebbe detto cose false. Si usa l'espressione dicerie e si modifica il senso della parole di Enna, affermando che quest'ultimo era intervenuto per smentire quanto sostenuto da Fumetto d'Autore. In realtà, non è stato così. Enna non ha smentito nulla, ma ha ribadito che la situazione non è delle più floride. Si naviga a vista. Se tutto andasse bene, che senso avrebbe avuto usare quella espressione? L'intervista, che poi prosegue con un altro paio di domande su Dylan Dog e Orfani, è del 28 novembre 2013. E noi ci domandiamo: che senso ha continuare a negare i fatti e a distorcere le dichiarazioni delle persone? L'utente harlan1982 sostiene che nelle parole di Marcheselli siano rassicuranti! Mah! Cosa ci sia di rassicurante nel fatto che una testata è sotto osservazione non è dato sapere. Anzi, ci sarebbe da preoccuparsi e tanto. E infatti, l'utente Zagrosky nel post dell'11 marzo 2014 afferma: Io non credo a niente senza una comunicazione ufficiale della Bonelli. Già, perché di comunicazioni ufficiali tese a smentire quello che aveva sostenuto Bottero non sono arrivate, ma sono giunte parole di Enna e Marcheselli che evidenziano che la serie non vive una situazione tranquilla (si naviga a vista ed è sotto osservazione). Intanto, il 22 gennaio 2014 sul sito della Bonelli compare un articolo che fa il punto della situazione di Saguaro nel nuovo anno. La settima tappa del nostro viaggio nel 2014 degli Eroi Bonelli ci porta a gettare uno sguardo sul turbolento futuro del personaggio creato da Bruno Enna. Le parole futuro turbolento potrebbero essere interpretate tranquillamente come riferite al contenuto delle storie, che vedrebbero il protagonista in situazione drammatiche, ma potrebbero essere anche interpretate come conferma del fatto che il futuro di Saguaro è incerto.

Nel frattempo, anche i toni sprezzanti contro Bottero si dileguano sotto il peso incessante della realtà che avanza. L'utente Roby Te Nay in un post del 9 marzo 2014, afferma: Mi sa che arriveremo fino al 29, max 30. Oggi ho parlato con gente del settore, che me lo hanno detto. Un'altra conferma della veridicità delle notizie diffuse da Fumetto d'Autore nell'articolo del 21 novembre 2013. Alla domanda dell'utente Joe Smith del 27 marzo 2014 su notizie sul futuro della collana risponde l'utente falask75, secondo il quale: so che la Barletta sta disegnando il numero 33, poi non so. Evidentemente, gli utenti del forum di Saguaro hanno stretti contatti con autori ed addetti ai lavori perché poco dopo lo stesso falask75, in un post del 5 maggio 2014 rivela questo: Salve a tutti. Dopo un barlume di speranza, ho saputo stamane da un mio amico del forum di Zagor, che Luigi Siniscalchi sta disegnando l'ultimo numero di saguaro. Non gli ha detto quale numero fosse. Questo, a me, mi ha molto sorpreso, anche se sappiamo tutti che la serie avrebbe bisogno di un miracolo per garantire la sua permanenza in edicola. Enna nella sua intervista, ha fatto trapelare, se non erro, che se la serie si riprenderà potrebbe continuare. Per cui sotto. Io scriverò, nei prossimi giorni, una lettera alla Bonelli, chiedendo se potrebbe esserci una continuazione bimestrale o addirittura semestrale come Lilith. Saguaro, per me è una serie che merita, una delle migliori uscite degli ultimi tempi. E qui cala il sipario, non solo su Saguaro, ma anche su tutte quelle parole poco simpatiche pronunciate contro Bottero e Fumetto d'Autore in questi mesi. Bottero aveva detto che Saguaro chiuderà verso la fine del 2014 e così alla fine è stato confermato. In realtà, ciò non è mai stato in dubbio, salvo per chi, volendo attaccare Bottero ha montano una polemica fine a se stessa e fondato sul nulla assoluto. Alla fine, Fumetto d'Autore ha avuto ragione, una ragione dagli effetti devastanti si potrebbe dire. Nell'articolo del 22 novembre 2013, Bottero, nel rispondere a Enna, dichiara questo: Caro Enna, o numero 27, o numero 30 o numero 35, la notizia è che Saguaro è destinato a chiudere purtroppo. Cosa che ci dispiace, ma che tra gli addetti ai lavori era già nota a Lucca 2013.

Si naviga a vista, come lei dice, è sintomo che le cose non vanno molto bene da un po' e infatti secondo i numeri in nostro possesso pare che Saguaro possa essere sceso sotto le 20.000 copie. Poi Bottero rivela che la fonte è una persona accreditata alla Bonelli, una assolutamente certa. L'ultimo aggiornamento in ordine di tempo è un articolo, pubblicato su Fumetto d'Autore, del 14 maggio 2014. L'aspetto che maggiormente fa piacere è che questo sito riveli dati e notizie che le case editrici tengono riservate per motivi poco comprensibili. La trasparenza, che nell'epoca della rete assume rilevanza fondamentale, esigerebbe che notizie di questo tipo siano sempre pubbliche. Nel testo vengono riassunte le notizie fornite in passato e poi contestate dai soliti siti di sinistra, ma infine confermate dalla realtà. Saguaro chiuderà certamente. Quando? Forse con il numero 30 o forse con il numero 35, ma di certo chiuderà a breve. Bottero rivela che il materiale per andare avanti c'è e si andrà avanti fino a quando sarà possibile sostenere il peso della pubblicazione. Noi ipotizziamo almeno fino all'autunno, poi si vedrà. Si apprende che le vendite, che nel novembre 2013 erano di circa 20.000 copie, oggi sarebbero scese a 18.000 copie con tendenza in diminuzione come per le altre serie Bonelli, da Tex a Orfani. Sul forum di Saguaro non l'hanno presa bene. Sopra abbiamo riportato gli interventi degli utenti che hanno avuto conferma dalle loro fonti (che non hanno rivelato e che nessuno gli ha chiesto di rivelare) della chiusura della collana. Il motivo: il mercato non ha accolto favorevolmente la testata. E in tempi di crisi bisogna operare delle scelte: un lettore Bonelli davanti alla prospettiva di tagliare un acquisto, preferisce buttare dalla torre le serie meno note per tutelare quelle più note. Meglio Tex di Zagor. Meglio Zagor di Saguaro, ecc. Utente Zagrosky, post del 14 maggio 2014, ore 22:54, il post: sono dei sadici. Non capisco la loro goduria per una serie a fumetti che chiude. Mah! Dov'è questa goduria? Abbiamo letto gli articoli pubblicati su FDA e di questa goduria non c'è traccia.

C'è anzi molto dispiacere perché quando una serie chiude non piace a nessuno. Chiude falask75. Post del 15 maggio 2014, ore 07:40, traspare tutto l'astio che ha nei confronti della bonelli. Noi, piuttosto, ci siamo fatti l'opinione che questi interventi, totalmente fuori dalla realtà delle cose, costituiscano una valvola di sfogo dei lettori che ancora seguono Saguaro. In un articolo pubblicato sul sito di Antani Comics, si apprendono i seguenti dati. In occasione di Teramo Comix 2014, si apprende che Bonelli conferma il calo dei lettori. Ogni anno, la serie di Tex perde tra l'1,79% ed il 3,12% dei lettori. Tra le cause maggiori di abbandono, sembra che ci sia la morte per vecchiaia. Non una novità. Il calo delle vendite dell'editore milanese non è un segreto per nessuno e alle fiere del fumetto se ne parla tranquillamente e senza problemi di sorta. A conferma degli scarsi contenuti di Saguaro citiamo un articolo di Fumettologica, che in poche battute, ha letteralmente distrutto la serie: La serie creata da Bruno Enna per Bonelli Editore ha cominciato la sua avventura nelle edicole italiane un paio di anni fa. All’epoca del suo debutto, al pari di altri commentatori e lettori (qui o qui), mi ero permesso di essere scettico. Saguaro sembrava nato già vecchio nella forma. Sulle intenzioni, invece, non avrei comunque potuto dire molto: un episodio, come sappiamo bene, è ben poca cosa per cominciare a sentenziare. Tuttavia, all’epoca del lancio certi cliché sembravano tanto evidenti che mi promisi di lasciare la serie non appena sarebbero comparsi i motociclisti messicani con le bandana e le catene. Sono qui a raccontarlo perché i desperados su due ruote non sono mai arrivati (la strada per Window Rock è impervia: si saranno persi), mentre io sono rimasto lì a leggere Saguaro. E non ho ancora smesso. Thorn Kitcheyan potrebbe sembrare un protagonista come ce ne sono tanti: granitico, silenzioso, muso duro, pistola in pugno. Il classico “raddrizzatorti”. E lo è per davvero. Ma che piaccia o meno, la cosa passa in secondo piano: il punto sembrava ridursi all’eredità caratteriale del Tex tutto-d’un-pezzo, e invece no. Perché le storie e le sceneggiature di Bruno Enna sono sottili. Perché i suoi personaggi secondari sono dipinti come tali solo a margine.

Perché si diverte a ribaltare numerose situazioni, e ciò che appare chiaro fin dall’inizio, alla fine, invece, non lo è mai. Prima il ritorno dal Vietnam, poi l’agenzia indiana, poi l’FBI. Le sottotrame legate al piccolo Miguel e al cartello della mala guidato da Noah Folsom, a Howi e al Buen Retiro, al vecchio amico d’infanzia Nastas Begay e allo spietato ex compagno d’armi Cobra Ray, al mistero del padre di Thorn e alla tragica morte della madre. Una sequela di ribaltamenti che per un verso offre ottima suspence, ma per un altro fa qualcosa di più: inietta nella scrittura bonelliana una sottile inquietudine contemporanea, che trasferisce nel canovaccio il senso di una realtà instabile, coperta da un velo fatto di compromessi, approssimazioni e risoluzioni sempre temporanee. Thorn Kitcheyan potrebbe sembrare un protagonista come ce ne sono tanti: granitico, silenzioso, muso duro, pistola in pugno. Il classico raddrizzatorti. E lo è per davvero. Ma che piaccia o meno, la cosa passa in secondo piano: il punto sembrava ridursi all’eredità caratteriale del Tex tutto-d’un-pezzo, e invece no. Perché le storie e le sceneggiature di Bruno Enna sono sottili. Perché i suoi personaggi secondari sono dipinti come tali solo a margine. Perché si diverte a ribaltare numerose situazioni, e ciò che appare chiaro fin dall’inizio, alla fine, invece, non lo è mai. Prima il ritorno dal Vietnam, poi l’agenzia indiana, poi l’FBI. Le sottotrame legate al piccolo Miguel e al cartello della mala guidato da Noah Folsom, a Howi e al Buen Retiro, al vecchio amico d’infanzia Nastas Begay e allo spietato ex compagno d’armi Cobra Ray, al mistero del padre di Thorn e alla tragica morte della madre. Una sequela di ribaltamenti che per un verso offre ottima suspence, ma per un altro fa persino qualcosa di più: inietta nella scrittura bonelliana una sottile inquietudine contemporanea, che trasferisce nel trito canovaccio western il senso di una realtà sempre instabile, coperta da un velo fatto di compromessi, approssimazioni e risoluzioni sempre temporanee. Dopo Brendon e Saguaro a chi toccherà? Tutti gli indizi portano a Martin Mystère! Già immaginiamo le critiche feroci degli utenti di Facebook e di qualche forum contro di noi, asserendo che da parte di Comix Archive vi sia astio!

Astio contro la Bonelli o qualche autore che lavora per loro. La realtà è che è difficile accettare i fatti per come sono e si tende sempre a distorcerli come la vicenda, che sopra abbiamo riportato, di Saguaro tristemente insegna. Secondo gli ultimi dati diffusi in rete, la serie del detective dell'impossibile è la meno venduta della Bonelli. Questo è un dato non contestabile, anche se immaginiamo che soprattutto sui gruppi Facebook integralisti le polemiche saranno velenose e si cercherà di smentire i nostri dati tra insulti e offese varie. Ci siamo occupati della vicenda in un articolo del 10 novembre 2014 e in un successivo articolo del 12 novembre. In sintesi, questa è la situazione: Martin Mystére è la serie della Bonelli che vende meno, forse tra le 17.000 e le 18.000 copie. Finora non è stata chiusa perché il punto di pareggio è stato abbassato nel corso degli anni. Dieci anni fa una serie Bonelli che vendeva meno di 30.000 copie sarebbe stata chiusa senza pietà. Il prezzo dell'albo è troppo alto, anche se la periodicità bimestrale aiuta. Le ultime storie si sono trascinate in una stanchezza irritante, tanto che molti siti lo hanno messo in evidenza. Alla recente Lucca Comics 2014 la Bonelli, per la prima volta mostrando una veste marvelizzante (si annuncia un futuro acquisto della Bonelli da parte della Disney entro il 2017? La voce gira in certi ambienti, ce ne occuperemo in un prossimo articolo) ha parlato del rilancio di alcune serie, ma di Martin Mystère non è stato detto nulla. Il solo che ha parlato è stato Alfredo Castelli, intervenendo nei commenti dei nostri articoli, smentendo le voci di una decisione che sulla collana sarà presa intorno a giugno 2015. L'autore afferma che ci sono in atto progetti di rilancio, dei quali però nessuno sa nulla e dal momento che il processo di lavorazione di una idea alla Bonelli dura almeno un anno è ragionevole pensare che prima del 2016 non si vedrà nulla. Martin Mystère resisterà fino a quel momento? Noi crediamo di no. Ci siamo fatti l'idea che la casa editrice stia abbandonando la collana di Castelli al suo destino dopo una avventura editoriale che dura dal 1982.

6 commenti:

  1. "Saguaro chiude e la notizia ci fa un immenso piacere. A differenza di altri siti che si nascondono dietro falsi moralismi e finte manifestazioni di adesione, su Comix Archive non abbiamo difficoltà a giudicare in termini negativi una serie che non ci piace e ad augurarci che chiuda"
    Ma limitarsi a non leggerla o a farne recensioni negative non basta? Si prova godimento nella chiusura di una serie? Per caso avete subito qualche torto da coloro che Saguaro lo leggevano e a cui piaceva? Trovo immensamente triste godere dei fallimenti dei progetti degli altri, secondo me è segno di frustrazione da parte di chi vorrebbe avere la propria possibilità di fare fumetto ma "stranamente" non ci riesce. E visto che tirate in ballo Bottero, il "successo clamoroso" di N.O.X. è stato per caso fonte di godimento per coloro a cui la serie non piaceva e non la leggeva? Mah, brutta bestia l'invidia e il rancore.

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    1. Come è stato spiegato nell'articolo, il nostro è solo il punto di vista come lettori. Non ci interessano le dinamiche interne alle case editrici, le chiusure o le aperture di una serie. Se la collana ci piace, ok. Se non ci piace, siamo contenti che chiuda. Nel caso di Saguaro, purtroppo la serie ha stentato fin dall'inizio e già dopo pochi mesi era chiaro il suo destino. Piuttosto, sorridiamo alla disperazione di quanti, tra il 2013 e il 2014, si sono sforzati di esprimere sulla rete perplessità alle notizie sulla chiusura di questa collana! In alcuni casi, erano difese accorate, ma piuttosto inutili. Ricordiamo le parole di Enna, che dichiarò che la serie navigava a vista e molti interpretarono quelle parole come la conferma che le voci sulla chiusura erano false! E pochi giorni fa è arrivata la doccia fredda di Lukas, che vivrà la sua seconda e ultima stagione. Non proseguirà, dunque, oltre il numero 24, avendo la Bonelli confermato solo il secondo ciclo con tanti cambiamenti.

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    2. Devo ripetere il concetto che se una serie non piace non la si legge ma non se ne gioisce della chiusura? O per caso la presenza in edicola di Saguaro obbligava voi lettori a cui non piaceva a comprarla lo stesso?

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    3. Puoi ripeterlo quante volte ti fa piacere. Resterà sempre un tuo, rispettabilissimo, concetto. Come spiegato sopra, quando una serie non rispecchia quelli che, dal nostro punto di vista, realizzano certi presupposti né sconsigliamo l'acquisto e basta. Certi discorsi di tipo solidaristico non ci riguardano. Non abbiamo interessi di alcun tipo nel considerare quale elemento fondamentale la sopravvivenza di certe testate o di certi editori. Siamo, altresì, interessati al consolidamento nel mercato di determinate ideologie e appoggiamo tutti i movimenti che si propongono quale direttiva prima l'abbattimento ideologico del socialismo e di tutto quello che le caratterizza nelle diverse forme, anche culturali. Consideriamo deleterie per la società civile le realtà che intendono diffondere questi ideali e quindi spingiamo per la loro uscita definitiva dal mercato di riferimento. Brendon e Saguaro sono kaputt. E riteniamo che non saranno le ultime. La Bonelli non è più in grado di lanciare e imporre sul mercato serie regolari. Le ultime in ordine di tempo hanno chiuso i battenti Al momento, dispone solo della forza di lanciare mini o maxiserie di 12-24 numeri, ma riteniamo che nel futuro a breve, sarà in grado di imporre solo miniserie di 12 numeri. Il 2015 potrebbe regalare molte sorprese. Le serie che sembrano più in difficoltà sono Martin Mystère e Le Storie. Monitoriamo costantemente la situazione generale e il mercato nazionale e internazionale.

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  2. Ciao, io rispetto il tuo lavoro e non sono integralista. Però dovresti dire che hai clamorosamente sbagliato su Martin mystere. Non ti sembra? :-)

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    1. Niente affatto. Se MM non ha ancora chiuso è più che altro per ragioni di immagine. Ma il fallimento del progetto di rilancio dimostra che ormai la Bonelli deve scegliere. Chiudere in bellezza la serie o portarla avanti. Ora dovrebbe vendere sulle 15-16.000 copie (la soglia di sicurezza in casa Bonelli è di 20.000 copie).

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