sabato 24 gennaio 2015

TWD CONTINUA A MIETERE SUCCESSO E DALLE PARTI DI DYLAN DOG SI CONTINUA A SCHIUMARE RABBIA!!!

Non è più un mistero il fatto che il successo planetario di The Walking Dead, popolare serie creata da Robert Kirkman per la Image Comics, cominci a provocare forti mal di pancia anche in Italia da quando la Saldapress ha cominciato a proporre la collana in varie salse. Fino a quando il fenomeno è stato confinato nel circuito delle librerie specializzate e nelle fumetterie gli effetti sono stati limitati, ma anche allora si parlava di quasi 1.000 copie vendute per volume, che per i negozi specializzati di fumetti è un risultato enorme. Le invidie era malcelate e i malumori venivano espressi da tanti post di finti utenti sui forum, dietro i quali si nascondevano addetti ai lavori della concorrenza, stimata e non. Poi è arrivata la serie televisiva della AMC e il successo è stato un fiume in piena che ha travolto tutti. Un toro scatenato di quelli davvero furiosi che ha schiacciato ogni tentativo di diminuirne la rilevanza. TWD è stato uno dei pochi esempi di fumetto che ha saputo collegarsi mirabilmente alla sua trasposizione sul piccolo schermo, facendo passare le vendite della sue serie cartacea dal ristretto ambito dei prodotti degli editori indipendenti americani a quelli della top ten della classifica. Marvel e DC non l'hanno presa bene. Sono costretti a far morire di continuo i loro personaggi e a ideare eventi uno più ridicolo dell'altro per cercare di raggranellare qualche dollaro con vendite sempre in discesa, mentre la sapienza e il genio di Kirkman ha sopperito con due ingredienti fondamentali: ha saputo reinventare un genere, cioè quello degli zombie; ha saputo affascinare i lettori con storie interessanti e con personaggi ben caratterizzati. Ciò non vuol dire che Marvel e DC Comics non possano fare altrettanto. Ma da qualche anno a questa parte hanno, per scelta aziendale, abbassato i loro standard di qualità per puntare sui lettori più giovani, credendo così di tornare alle vendite di un tempo e in contemporanea hanno abbassato anche il livello grafico delle storie, così dando modo ad una pletora di artisti falliti di sbarcare il lunario. I risultati sono stati disastrosi. I lettori americani più giovani non sono così cretini come pensano i dirigenti di Marvel e DC, mentre il pressapochismo con cui le storie vengono disegnate non è passato sott'occhio. E allora Marvel e DC sono costrette a vedere stabilmente TWD nella classifica delle dieci serie più vendute d'America. La odiata per loro Image Comics ha così guadagnato costantemente fette di mercato, ponendosi quasi al livello di terza major. Le cose per Marvel e DC hanno poi proseguito ad andare male perché anche altre serie dell'editore della costa orientale sono riuscite a risalire la china, come Saga e dietro questa spinta non hanno perso tempo altri concorrenti come Valiant e Dark Horse a seguire la scia, spostando una massa enorme di lettori, che prima leggevano solo storie cretine degli X-Men, sui loro lidi. Livore e rabbia escono dalle parole, dette e scritte, di chi pensava di conquistare il mercato dei comics con storie scarse e mal pagate.
 

In Italia non è stato diverso. Andrea G. Ciccarelli è sempre stato un innovatore capace di conquistare uno spazio importante nel mondo del fumetto con la forza delle idee e i risultati sono arrivati con puntualità. La spinta propulsiva del medium televisivo è stata forte perché anche in Italia il serial di TWD è stato trasmesso dalla Fox, ma la grande idea di Ciccarelli è stata quella di proporre il fumetto, che, intanto in fumetteria continuava a macinare record di vendite, nel classico formato bonelli, cioè un formato tascabile 16x21 di 96 pagine in bianco e nero, il formato che abitualmente propone la Bonelli di Milano per Tex, Dylan Dog, Zagor, ecc. I soliti noti storsero il naso e se ne uscirono con commenti sprezzanti sui forum, augurandosi il fallimento di quel pericoloso concorrente che stava diventando la Saldapress. Deludendo le loro più rosee aspettative, la serie di TWD lanciata nelle edicole in formato Bonelli è stata un successo clamoroso, che forse ha stupito perfino coloro che lo aveva ideato. Secondo indiscrezioni, la serie girerebbe ora sulle 12.000 copie, di cui 8.000 in edicola e 4.000 in fumetteria e la tendenza è in ascesa. Fumetto d'Autore fu uno dei primi a parlarne in un articolo del 7 giugno 2012, annunciando l'arrivo della serie nelle edicole nell'ottobre di quell'anno e come al solito, le sue previsioni si sono rivelate azzeccate. La serie di TWD da edicola è stata un tale successo da poter permettere alla Saldapress di proporre una serie incredibile di volumi, edizioni speciali, edizioni variant e quant'altro e in tutte le occasioni le vendite sono state eccezionali. Forse 12.000 copie possono sembrare poche, ma in questo momento gli altri bonellidi da edicola girano sulle 4.000 copie circa e se si pensava che la Editoriale Cosmo potesse impadronirsi di un settore che la GP aveva aperto molti si sono dovuti ricredere. Ciccarelli non si è fermato e battendo tutti sul tempo, si è assicurato i diritti di tutte le serie prodotte da Kirkman per la Image Comics! Già immaginiamo la reazione poco allegra dei membri della redazione di Panini Comics, abituati ad avere il monopolio su tutto quello che è fumetto in America per quanto riguarda la proposizione italiana. Non solo si sono lasciati sfuggire i diritti di TWD, ma anche di tutte le altre serie di Kirkman, che forse non ritenevano adeguate! Un errore clamoroso come oggi possiamo rilevare. Per TWD è stata una fortuna, perché se i diritti fossero finiti alla Panini, non avremmo mai avuto una sua serie da edicola in formato bonellide. Altri hanno cercato di porsi sulla scia di Saldapress. La Rw, licenziataria per l'Italia delle serie DC Comics, ha lanciato alcune serie Vertigo in formato bonellide, ma non sembra che siano state coronate dallo stesso successo. La Saldapress ha, dunque, conseguito la leadership di un settore nuovo del mercato che nemmeno la Editoriale Aurea, era riuscito ad impadronirsi.

Il tanto acclamato John Doe, che poi acclamato era solo sui forum di sinistra, si è rivelato un grosso flop e lo stesso dicasi per la Star Comics che aveva pensato attraverso le serie di Davvero e di Suore Nijia di attirare la folta platea di lettori anticlericali italiani, salvo poi scoprire che quella platea non era tanto folta. Il risultato è stato che i cattivi risultati ottenuti tra il 2012 e il 2013 hanno determinato la cancellazione delle serie e miniserie italiane che l'editore di Bosco, una piccola frazione in provincia di Perugia, aveva iniziato a proporre fin dal 1991 con Cyborg. Ciò che resta oggi della linea di fumetti italiani della Star Comics sono volumi autoconclusivi, di cui solo due usciti nel 2012 ed entrambi un grosso flop. Il primo Chef Rubio è stata una meteora. Pochi commenti di utenti straniti sui forum e subiti ecclissatosi. A dicembre 2014 ci hanno riprovato con il tema dell'anticlericalismo e un volume che doveva costituire una parodia del presepe in chiave horror non ha avuto nemmeno il palcoscenico dei soliti forum e gruppi di Facebook. E intanto, il successo di TWD ha continuato. A novembre 2014 è stato annunciato che la serie, ormai avvicinatasi alle uscite americane, avrebbe ospitato una serie comprimaria, Outcast, sempre del genio Kirkman. I fan si sono ribellati. TWD deve restare monografico! E così a furor di popolo Saldapress ha cambiato programma. TWD passerà a 56 pagine e resterà mensile per il 2015, poi passerà alla bimestralità mantenendo così un margine di sicurezza stabile con le uscite Usa. Outcast sarà presentato subito in un bonellide di 56 pagine bimestrale. In entrambi i casi il prezzo scenderà a 2,50 euro, nettamente inferiore ai 3,30 euro richiesti per le serie della Bonelli, sebbene con circa 40 pagine in più. TWD resta un fumetto americano e 56 pagine sono più che sufficienti per attizzare ulteriormente l'interesse dei lettori scatenati che chiedono dosi sempre più massicce di TWD. Outcast, che anche in America sta facendo segnare record di vendite incredibili, uscirà a marzo 2015 e promette di essere già una hit. Saldapress ha lanciato in edicola una serie di un altro noto personaggio di Kirkman: Invincible! E lo ha fatto in grande stile: con un antologico da edicola di 72 pagine al prezzo di 3,90 € e anche in questo caso i lettori hanno risposto più che bene, facendo segnare un altro successo della Saldapress se si pensa che perfino la serie da edicola di Batman costa di più: 3,95 €! Tutto quello che l'editore reggiano, la sede di Saldapress è infatti a Reggio Emilia, tocca sembra diventare oro e la rabbia dei concorrenti sprizza da tutti i pori. Come chiarito in un nostro articolo del 21 dicembre, la reazione non è sempre composta. Su profilo pubblico relativo al mondo di Dylan Dog abbiamo trovato un post espresso in termini che rendono edotti del grande impatto che la serie di Kirkman continua a produrre in Italia.

Ogni tanto mi capita di leggere i redazionali di TWD dell'edizione da edicola della Salda. E mi incazzo. Poi mi ricordo che è soltanto un patetico tentativo di attirare l'attenzione e di creare un clima da noi GGGiovani contro la Kasta e mi metto a ridere per la miseria. A margine, ho l'impressione che la nuova mossa di cambiare formato (riducendo le pagine per motivi di scarsità di materiale) sia una cazzata. Nel senso: perché rischiare una mossa del genere quando campavi tanto allegramente sciaccallando un formato reso popolare da qualcun altro? Il post è del curatore di Dylan Dog, il quale ammette di leggere ogni tanto gli editoriali di TWD del bonellide da edicola e di incazzarsi. E noi ci chiediamo il perché. L'autore non lo dice, ma, secondo il nostro parere, non c'è niente di male nelle dichiarazioni di una casa editrice che, consapevole del grande successo di pubblico che sta ottenendo, ne celebri gli elementi negli articoli editoriali. Fa parte della normale comunicazione tra un ottimo editore che tiene ai suoi lettori. TWD è un grosso successo commerciale e forse è proprio questo che determina il sopraccitato incazzamento. Per il curatore di Dylan Dog gli editoriali apparsi nell'ultimo numero inedito di TWD sono soltanto un patetico tentativo di attirare l'attenzione e di creare un clima da noi GGGiovani contro la Kasta e mi metto a ridere per la miseria. Beh, non è che gli editoriali apparsi sul numero 339 di Dylan Dog non potessero essere considerati come un tentativo di attirare l'attenzione. L'autore degli editoriali di TWD ha ragione di gongolarsi di un successo senza precedenti in un momento in cui tutti gli altri editori, Bonelli compresa, piangono lacrime amare. TWD attira l'attenzione e non c'è niente di male. Sarebbe grave se non lo facesse o non vi riuscisse. La Kasta alla quale il curatore di Dylan Dog allude quale sarebbe? Il gotha del fumetto italiano che, a furia di storie prive di senso, ha allontanato centinaia di migliaia di lettori? Ricordiamo che nel 1996 Dylan Dog vendeva qualcosa come 600.000 copie, mentre oggi arriva a stento a circa 100.000 copie. Mezzo milione di lettori persi in circa diciannove anni non sono pochi. Poi perché mettersi a ridere per la miseria? La miseria di chi poi? Sicuramente non quella della Saldapress, che mai come in questo momento vive uno straordinario sviluppo editoriale e di diffusione tra il pubblico delle sue testate. Poi viene pronunciato un giudizio lapidario sulle novità del cambio di formato, novità, come sopra chiarito, rese necessarie dalla differenza quantitativa di materiale prodotto negli States rispetto a quella presentata in Italia con il bonellide da edicola: A margine, ho l'impressione che la nuova mossa di cambiare formato (riducendo le pagine per motivi di scarsità di materiale) sia una cazzata! Perché una cazzata? Sopra abbiamo spiegato che la decisione è stata praticamente obbligata dalla necessità di avere sempre materiale originale a cui attingere e di conservare l'uscita mensile nelle edicole.

Forse il motivo vero di un giudizio così drastico, a nostro modo di vedere, è determinato dal successo di TWD. La saga-zombie concepita da Kirkman sta avendo un grande successo anche negli Stati Uniti, dove Marvel e DC si leccano ancora le ferite per non avere messo sotto contratto lo scrittore anni fa. In Italia nessun bonellide da edicola vende quanto TWD. Un'altra sfuriata contro TWD e la Saldapress è contenuta in questo articolo apparso sul blog del curatore. Tutti indici chiari del successo che Ciccarelli ha saputo conquistarsi con TWD. Se, da un lato, è vero che si tratta di un fumetto prodotto in America e che la Saldapress ha proposto in Italia senza partecipare al suo processo produttivo, dall'altro è pur vero che il modo in cui la serie è stata lanciata e proposta in Italia è stato originale e straordinario, mietendo un successo che nessuno finora ha saputo eguagliare. Il tutto mentre le serie della Bonelli conoscono una crisi di vendite e di visibilità senza precedenti. Il tanto citato, anche nei nostri articoli, rilancio di Dylan Dog non ha dato i frutti sperati. E il nervosismo comincia a trasparire in maniera evidente come emerge dalle tante segnalazioni di recensioni positive di Dylan Dog n. 341 quando l'albo non è ancora uscito in edicola! Le recensioni sono realizzate da siti a cui l'albo è stato mandato in anteprima, ma a che scopo? Dall'uscita del numero 337 in poi ogni episodio è stato preceduto, accompagnato e seguito da velenose polemiche costruite per catturare l'interesse del lettore. Saldapress ha saputo fare a meno di tutto ciò e puntare su due elementi che ai concorrenti mancano: buone idee e buoni prodotti su cui attuarle. Il nervosismo che a certi addetti ai lavori provoca il successo di TWD è stato dimostrato dalla polemica irriverente sorta per la copertina di un numero recente della serie americana disegnata dal maestro Rob Liefeld. Immediatamente, un gruppetto di rancorosi, che ricorda anche gli esiti di una sterile discussione nata anni fa sullo stile di questo artista, ha approfittato per gettare fango su TWD. Le parole velenose di questi facinorosi sono il metro più evidente per misurare il successo della serie tanto che Pasquale Saviano scrive nell'editoriale di Mega n. 210 di dicembre del 2014 le seguenti parole: Walking Dead nella sua versione bonellide che raggiunge i numeri, appunto, di tanti Bonelli! Saviano, oltre ad essere il capo di Rw è anche proprietario di Alastor, uno dei maggiori distributori italiani nelle fumetterie e quindi i dati di vendita li conosce bene. Se ha affermato che ormai TWD da edicola raggiunge numeri Bonelli significa solo che la stima delle 12.000 copie di cui sopra va rivista al rialzo. Al momento, la serie meno venduta dell'editore milanese è Martin Mystère, che dovrebbe girare sulle 17.000 copie. Se TWD ha raggiunto numeri della Bonelli significa che o MM è sceso di parecchio oppure la serie della Saldapress è cresciuta nel 2014. Il futuro è roseo per Kirkman e soci e riteniamo che anche Outcast sarà un grande successo.

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