giovedì 5 febbraio 2015

DYLAN DOG N. 341: MENTRE IL RILANCIO SEGNA IL PASSO, DAI LETTORI ARRIVA UN DILUVIO DI CRITICHE!

La massiccia campagna di rilancio di Dylan Dog scatenata in maniera furiosa sulla rete da diversi mesi a questa parte comincia a mostrare i primi segni di cedimento e di stanchezza. Gli argomenti si assottigliano a vista d'occhio, tutte le carte vengono giocate, tra pensionamenti fantasiosi, nomi pescati per attirare l'attenzione, messaggi diretti e indiretti di tipo comunista, simbologie discutibili e reiterate a deprecabili fenomeni come il satanismo, i culti pagani, le organizzazioni e le sette segrete di cui farebbero parte potenti uomini e donne della finanza internazionale, come l'occhio che sormonta un triangolo con riferimento alla mitologia massonica. Secondo il sito di Wikipedia, rappresenta l'occhio che tutto vede di Dio e un monito al fatto che ogni pensiero e azione dei membri sono osservati da Dio. Non il Dio cristiano bensì di sette che fanno riferimento a quelle dell'antico Egitto, che secondo la teoria degli antichi astronauti sarebbero entità aliene che avrebbero trasmesso ai terrestri tecnologie avanzate permettendo loro di innalzare grandi e monumentali costruzioni. Si cavalca il complottismo all'insegna del grande clamore che le trasmissioni tv determinano, ma dietro tutti questi elementi di fantasia i lettori vorrebbero storie interessanti, coinvolgenti e che giustifichino i 3,20 euro del prezzo, ma almeno finora non sembrano essersi viste.
 

Si cerca di fare maldestramente una critica a usi e costumi della cultura occidentale che sarebbero deleteri, come l'enfatizzazione per i telefoni cellulari. Si costruisce un cattivo tutto malvagità, che poi è un guscio vuoto, come la recensione di Fumettologica ha sottolineato a proposito di John Ghost. Si gonfiano le storie di citazioni, come se l'obiettivo del lettore fosse quello di individuarle per poi andare sui social network e costruirci sopra argomenti di discussione. Ma le storie continuano a latitare, tanto che ormai è diventata una moda scrivere nei commenti che Dylan Dog è finito con il numero 100 e che da allora fino ad oggi si è trascinato stancamente, riducendo progressivamente il numero dei suoi lettori. Dal numero 337 al numero 341 sono stati lanciati tantissimi elementi di novità, che, almeno a giudicare dalla crescente insoddisfazione dei fan nei gruppi di discussione su FB, non sono riusciti a convincere le persone che quello in atto è un rilancio e non uno sfascio totale. Un'opera di demolizione del personaggio o una sua ricostruzione secondo quelli che sarebbero i gusti dei lettori d'oggi. Oltre agli elementi interni, si corteggia il collezionismo attraverso la proposizione di copertine speciali, che per la Bonelli sono una autentica novità. E si invita a comprarle perché sono da collezione, sperando che magari il lettore compri almeno due copie!
 
Non è chiaro cosa ci sia di collezionabile in un fumetto che si differenzia dagli altri per la cover quando la tiratura e il prezzo sono uguali a quelli usciti prima. Si rilasciano interviste sui giornali caricando i lettori di un'attesa spasmodica. Poi si ape l'albo e la domanda che sorge nella mente di tutti è: tutto qui? Dopo l'uscita del numero 337 anziché aumentare l'entusiasmo, sono cresciuti i dubbi e le perplessità da cui sono derivate critiche su critiche in rete. La gente è un po' stufa. Non sono stati diffusi i dati di vendita, ufficiali o ufficiosi, ma a giudicare dalle discussioni nelle community, il fronte dei lettori è diviso tra chi approva e continua a comprare il fumetto e chi non approva e smette di acquistarlo. Nel 2014 il prezzo degli albi Bonelli è aumentato di 0,30-0,40 € e così molti lettori preferiscono le miniserie, che presentano un inizio e una conclusione programmata, anziché continuare a seguire serie che dopo decenni hanno esaurito i loro argomenti. Per di più, i grandi fermenti che arrivano dagli Stati Uniti d'America con la Marvel e la DC Comics che annunciano rivoluzioni clamorose dei loro universi narrativi attirano i fan, molti dei quali sono allettati alla prospettiva di cominciare a seguire da zero storie di personaggi ristrutturati e rilanciati. Si prevede che tra il 2015 e il 2016 le intenzioni di acquisto dei fan saranno dirottate sulle testate Usa.
 
Esauriti gli argomenti di polemiche derivanti dalle novità introdotte con i numeri 337-341 Dylan Dog dovrà camminare, a partire dal numero 342, con le sue gambe. Dagli articoli apparsi sulla rete sembra che, al di là delle copertine, i numeri successivi al 341 non avranno motivi di interesse particolare. Non ci saranno nuovi pensionamenti di personaggi famosi, non ci saranno rivelazioni sui nomi di essi, non ci saranno nuovi cattivi da presentare, ma solo cover. Quella del 342 è stata associata a quella del numero 71 per via delle somiglianze e quella del 343 sarà speciale. Quindi, solo copertine e niente storie, dei cui contenuti non si parla perché, immaginiamo noi, saranno storie ordinarie che possono attirare solo i fan abituali che comprano la serie. Secondo noi, il grande errore della campagna di rilancio è stato quello di pompare l'uscita di ogni numero con elementi che esorbitavano dalle trame. E i lettori, soprattutto quelli che hanno ripreso a comprare la serie con il numero 337 se ne sono accorti. Hanno concesso 2-3 possibilità alla testata, ma una volta resisi conto che il clima non era diverso da quello pregresso, hanno rimollato. Tra pochi mesi, la Panini e la Rw inonderanno il mercato di albi con copertine speciali richiamanti i grandi eventi americani e per la Bonelli lo spazio e la visibilità si assottiglieranno di più così come la pazienza dei fan.
 
Anche da parte nostra l'attenzione su Dylan Dog calerà vistosamente. Ieri scrivevamo sulla nostra pagina Facebook: Ci viene richiesta a gran voce la recensione di Dylan Dog 341, uscito pochi giorni fa in edicola. Come fatto per il numero 340, quella del 341 sarà pubblicata solo tra quattro settimane. Cio' per due motivi. Il primo riguarda gli spoiler, anche se, a dire il vero, di elementi narrativi di rilievo in questo numero ne abbiamo visti pochini. Il secondo motivo è strettamente legato alle polemiche che dal numero 337, accompagnano ogni uscita di questo fumetto. Una strategia molto abile tesa a catturare l'interesse di lettori annoiati e di amanti del flame, che si precipitano su Facebook e sui forum per essere parte di questo gioco poco dignitoso. Dal momento che riteniamo DyD una testata fortemente diseducativa, priva di contenuti cristiani (anzi, in cui emergono prepotentemente molti elementi che esprimono la dimensione negativa del cristianesimo) e veicolante messaggi di ispirazione comunista (che suonano molto di anacronistico in questi tempi), non è nostro desiderio che articoli di recensione in corrispondenza della sua uscita determinino un effetto catalizzante, spingendo le persone a comprare il fumetto o comunque ad interessarsi ad esso. Intanto, sui gruppi Facebook dedicati a Dylan Dog continua la sarabanda di critiche.
 
Eccone qualcuna. Per me stanno cercando di non perdere troppi lettori, belle le copertine ma la sostanza? Del nuovo si salva Spazio profondo. Viene ribattuto che i lettori stanno aumentando, ma non vengono citati dati, né la fonte. E infatti, un fan scrive: per questo sono contento, il mio desiderio sarebbe che le storie (fossero piu' sostanziose,con una trama che non parte con il botto per poi finire in un finale frettoloso, ovviamente non si pretende la perfezione, comunque grazie per il lavoro che voi tutti fate. cordiali saluti un fan. Poi arriva la domanda delle cento pistole: come mai Tex non ha mai necessitato di una seconda fase? Si risponde che Tex è uno dei fumetti più venduti del mondo, ma si tratta di un dato non vero. Tex è molto venduto, ma a livello mondiale esistono serie francesi, americane e orientali che vendono milioni di copie e rispetto ad esse Tex è imparagonabile. Quando le critiche verso Dylan Dog aumentano, si scatenano i cani da guardia, che in questo caso sono una decina di utenti facinorosi che vanno nei gruppi per attaccare, insultare, offendere chi critica. Un utente scrive: Ho finito l'ultimo numero e l'ho trovato abbastanza leggibile. Tutto finalizzato a delineare la personalità di Ghost, anche se la trama in sé è risultata del tutto inconsistente ed obiettivamente con una logica molto debole. E qui si scatenano i cani da guardia.

Nessuno pretende Guerra e Pace, ma nemmeno la striscia di Lupo Alberto di due vignette alla fine del tv sorrisi e canzoni. La storia ha avuto lati positivi e aspetti negativi. Ognuno ha i suoi gusti. Immediata la risposta del watch dog che attacca l'utente che critica con una sorta di apologia. Ma perchè nessuno fa notare la critica al consumismo, al capitalismo che sfrutta le masse povere del sud del mondo, anche a cose divertenti ma finalmente da vero nerd, come la t-shirt di Marcus Irvine con il dalek e la scritta STERMINARE!, la sua casa con addirittura il videogame arcade Polybius, vera leggenda metropolitana nerd... ma gioite un po' di queste chicche... una volta si gioiva di ogni citazione di Sclavi, adesso se si vede una citazioni tutti a dire "Che schifo! Una citazione!". Che poi al lettore frega niente di tutto questo e infatti: Vabbè, si, abbiamo capito che il nuovo corso è colmo di citazioni PALESI ogni 2 tavole, ma questo che c'entra con la critica alla trama? E ancora: Ma io me ne frego di chi ha scritto le storie, io giudico i singoli albi. Per me la storia è leggibile, però non mi è piaciuta come è stata strutturata la trama. In particolare ho trovato troppo semplicistico il modo in cui si è svolta e risolta l'indagine. Ho riserve sulla ricerca di citazioni e sulla caratterizzazione di Ghost, ma per esprimermi a riguardo aspetterò altre sue uscite.

Altri condividono questa opinione sulle trame inconsistenti. Citazioni a non finire, alcune assurde, ma la storia? E infatti: Concordo, la trama è sempre debole e si da troppa importanza alle citazioni che alla lunga stancano. Ci manca solo peppa pig o il boss delle torte. Poi si va più a fondo, sottolineando che mi sembra solo che troppe citazioni equivalgono a mancanza di idee originali, ora che i vari personaggi sono stati inseriti spero si dia più importanza alla trama. Un altro utente si dichiara delusa e ammette: non so come spiegare, ma nell'ultimo numero mi è caduto un mito. Sono deluso e triste. Far finta che una cosa non esista non la rende meno reale!!!! Addio Buon vecchio e vero Dylan Dog. E altri a dar man forte: Pienamente d'accordo con voi! Poi ritorna il watch dog, che finge di cadere dalle nuvole: non riesco a capire tutti questi fans iper-tecnologizzati che usano pc o smartphone o tablet o chissà che altro... per scrivere quanto era figo Dylan Dog quando non usava pc, smartphone, tablet o quant'altro. Se vi piacciono le serie in cui non compare tecnologia (piacciono anche a me) ve ne consiglio due davvero forti: Adam Wild e Dragonero. Quello che stupisce è criticare chi critica, come se criticare Dylan Dog fosse proibito! Poi qualcuno che scrive: Io in sostituzione a Dylan ho iniziato a leggere Hellblazer. E questo è davvero clamoroso!

Tirando le somme del nostro discorso, i lettori più anziani non amano il nuovo Dylan Dog, che trovano un oggetto quasi sconosciuto. I più giovani sono incerti, mentre i nuovi non hanno ancora capito cosa sia Dylan Dog, cosa c'entrino tutte quelle citazioni, ma tutti si domandano: dove sono le storie? Possibile che il tutto si riduca a qualche copertina speciale? Alla fine di Dylan Dog, finiti i clamori dei numeri 337-341, restano le copertine. Basterà per alimentare l'interesse della gente o Dylan Dog si spegnerà nell'indifferenza? Gli ultimi dati disponibili, ufficiali e ufficiosi, parlano di circa 100.000 copie. Il dato si riferisce ad agosto 2014. Non abbiamo ancora i dati dei numeri successivi al 337, ma non è poi difficile immaginare che, eccettuato il boom di quest'ultimo, che sembra andato bene, tutti gli altri abbiano fatto registrare dati non dissimili dai precedenti. I segnali sono inequivocabili. Abbiamo monitorato 10 edicole in 10 grandi città della repubblica Italiana. Mentre il numero 337 è andato esaurito in un paio di giorni, dal numero 338 si sono allineati con quelle precedenti all'uscita del 336. E ora si aspettano che i lettori compreranno il numero 343 solo perché è un numero da collezione! Un numero da collezione per una copertina? Di certo, non potranno mandare in pensione anche l'ispettore Carpenter! E' arrivato da troppo poco tempo!

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