sabato 28 febbraio 2015

DYLAN DOG N. 342: DISEGNI DISASTROSI! LA REAZIONE DEI FAN IMPAZZITI! NON COMPREREMO PIU' DYLAN DOG!

L'uscita di Dylan Dog n. 342 ha segnato, per certi versi, un punto di non ritorno per parecchi lettori, che, secondo noi con ingenuità, avevano affidato al rilancio dell'Indagatore dell'Incubo speranze rivelatesi assai vane. E' inutile ripercorrere in questa sede i motivi di un giudizio negativo, sui quali ci siamo intrattenuti in diversi nostri articoli. I lettori non hanno gradito le novità, alcune delle quali giudicate aberranti, come il pensionamento dell'ispettore Bloch e la deriva comunista che le storie hanno preso dal numero 337! Anche se la maggior parte degli utenti della rete che si occupano di fumetto sono di sinistra, è il caso di ricordare che in Italia sono 3 cittadini su 10 sono di sinistra, mentre tutti gli altri si riconoscono in un'area politica di centro-destra-cattolico. E capita che un fumetto, osannato sui social network, vende poco nelle edicole, dove ai lettori non interessa un fico secco se l'autore è una specie di guru del fittizio mondo di Facebook o è arcinoto per i suoi strali contro la società capitalistica. Chi compra un fumetto lo fa per avere un momento di svago e non certo per impegnarsi in un momento di cultura. Anche se ci sono fumetti che presentano forti contenuti culturali, come Dago e Diabolik, Dylan Dog non può essere annoverato tra questi. Nelle sue storie viene sottolineata la dimensione negativa del cristianesimo, parlando di demoni, streghe, culti satanici, ecc. Ed è naturale che il lettore moderato fugga davanti a contenuti di questo tipo. Anche gli appassionati del genere horror sanno bene che c'è un limite pure a quello. Dylan Dog, nonostante la buona volontà di tanti autori, era precipitato nella noia e nella ripetitività. Nell'editoriale del numero 325 del settembre 2013 è scritto che la decisione di rilanciarlo sarebbe di Tiziano Sclavi, il creatore del personaggio, ma ne dubitiamo. Di solito, è l'editore che, di fronte ad un calo di vendite, decide di chiudere o rilanciare una testata e così è stato per Dylan Dog, che tra il 2011 e il 2013 ha perso un terzo dei suoi lettori, scendendo da 150.000 a 100.000 copie. Un disastro.
 

Al di là dei contenuti delle storie del rilancio, che in rete e non, sono stati massacrati dalle critiche, l'impronta di sinistra data ai temi trattati ha irritato non poco i lettori di Dylan Dog, che vogliono solo un momento di svago e non leggere attacchi contro la società capitalistica, che oggi appaiono anacronistici. Tutti sanno che il comunismo è stato sconfitto dall'evoluzione dei modelli sociali, mentre il socialismo è in perenne calo, avendo i cittadini compreso i pericolo insiti in un modello che nega ogni forma di libertà e individualismo. Era, quindi, naturale che un Dylan Dog comunista non potesse sfondare in una società che non è mai stata comunista né in maggioranza di sinistra. In Italia la quasi totalità dei cittadini è di ispirazione cattolica e i pochi atei che diffondono odio dall'alto di qualche profilo Facebook fanno più ridere che altro. L'aspetto che ha attirato le maggiori critiche di questo numero 342, nemmeno a farlo apposta, sono stati i disegni di Piero Dall'Agnol, che negli ultimi tempi ha maturato uno stile che, almeno per quanto ci riguarda, non ha convinto e molti lettori hanno avuto una reazione nettamente negativa. Per dirla in breve, sia sui forum che su Facebook, il 90% dei commenti era colmo di critiche. Molti si sono arrabbiati. Le tavole sono sembrate abbozzate alla meno peggio, curate poco e tirate via velocemente. In casa Bonelli difendono la loro scelta come forma di sperimentazione, ma ai lettori la cosa non è piaciuta. Ai lettori non interessano le sperimentazioni. Vogliono bei disegni, ottimi a vedersi e questi non sono apparsi in Dylan Dog n. 342. Il giudizio è stato quasi unanimemente negativo. Ci saremmo aspettati che gli autori facessero mea culpa ed ammettessero l'errore gravissimo nel quale sono incorsi. Macché. Alle critiche dei lettori hanno risposto con molta arroganza, ribadendo che il lettore non avrebbe diritto di giudicare e criticare! Secondo loro, il lettore non ha mai ragione! E' inutile sottolineare che simili imprudenti dichiarazioni nell'epoca digitale sono sempre controproducenti per un editore.
 
Non solo il lettore tipo ha sempre ragione, ma se una storia o i disegni non sono piaciuti, non esistono giustificazioni di sorta. L'editore ne deve prendere atto e chiedere scusa, garantendo che nella prossima uscita la qualità sarà innalzata. Se non lo fa, il lettore esercita il grande potere che gli deriva dalla libertà di acquisto. Nel caso in cui la casa editrice continua a proporre qualcosa che non incontra i suoi gusti, smette di acquistare la collana. Così è stato e continua ad essere per Dylan Dog. Non abbiamo dati precisi, ma dagli umori che si respirano e dalle indiscrezioni di addetti vari, le aspettative iniziali del rilancio non sarebbero state mantenute. Troppo inconsistenti le storie. E le novità non sono piaciute. Il pensionamento dell'ispettore Bloch non è stato digerito, mentre l'ingresso dei nuovi ispettori, Carpenter e la sua assistente Rania, sono stati giudicati come elementi fuori posto nel contesto dell'universo dylandoghiano. Fattori estranei. L'aspetto che ha destato le maggiori critiche del numero 342 sono stati i disegni di Piero Dall'Agnol. Molti lettori dopo avere sfogliato in edicola questo numero, sono rimasti atterriti e ovviamente lo hanno lasciato dov'era. Sullo scaffale dell'edicola. Probabilmente, questo numero sarà ricordato come il meno venduto dell'era del rilancio. In parte lo avevamo preannunciato. Chiusa la prima fase del rilancio con l'ingresso di molti elementi nuovi, dal numero 342 Dylan Dog avrebbe dovuto camminare con le sue gambe. Invece, da questo numero è sembrato di assistere un vero crollo. Stanchezza, indifferenza e offerta di un prodotto giudicato pessimo dai lettori. Anche la storia non è piaciuta granché. Uguale alle precedenti. Mediocre. Qui abbiamo raccolto un po' di commenti provenienti da forum e social vari. Per garantirne la genuina fruibilità, abbiamo escluso i commenti dei cani da guardia, cioè di coloro che intervengono per attaccare e offendere gli utenti che criticano e quelli degli accoliti, cioè di coloro che, amici dei profili degli autori, non possono essere considerati attendibili.

Questo albo ha un solo pregio. E' scorrevole, l'albo si legge in poco tempo senza pesare. La cosa più insopportabile è il suo Dylan inetto. Ancora più di quello del Gualdoni. Dylan qui è un inetto masochista e pure idiota. Uno intelligente dava ragione al padre (anche se non lo pensa) per prendere tempo e cercare una via di uscita. In tutta la storia non fa nulla tranne farsi massacrare. Il Dylan di Sclavi non era così inetto e frescone. Dovremmo essere consapevoli tutti che il Dylan di Sclavi è terminato e non ha senso paragonarlo a questo. Tale Dylan è diverso che si sta formando in maniera nuova, forte e debole. Magari più introspettivo e umano che pieno di azione. Ai posteri l'ardua sentenza. Come ho già scritto altrove, ho l'impressione che recchioni sia influenzato soprattuto dai videogame, non tanto nelle citazioni e gli ammiccamenti, ma per la struttura orizzontale e l'evoluzione della storia in cui sembra che il protagonista debba superare diversi livelli (come un videogioco a scorrimento), il tutto rimane in superficie (qualcuno potrebbe parlare di texture) senza sfumature e approfondimenti psicologico. Ne deriva, una difficoltà a empatizzare e quindi a emozionarsi. Penso che Recchioni sia un geniale curatore e un abilissimo sceneggiatore ma non un grande autore. mi diverte molto, ma non riesce mai a emozionarmi, neanche con una serie che, a mio avviso, si presta a toccare determinate corde emotive (paura e commozione). Anche quando tratta argomenti molto personali, come in mater morbi, Recchioni mi sembra che non riesca ad andare mai oltre al divertissement postmoderno, che però si riduce in un (video)gioco piacevole ma innocuo. Ne consegue che l’opera rimane relegata a un intrattenimento d’evasione poco coinvolgente. io preferisco albi come Vivono tra noi, Morgana, Il cervello di Killex, Oltre la morte oppure quelli dove indaga e risolve: La bellezza del demonio, Ti ho visto morire, Grand Guignol, La scogliera degli spettri. Il tuo dylan martire che le piglia e basta e viene sempre salvato da altri.

Oppure spalla che vede risolvere l'indagine da altri non mi piace per nulla. Purtroppo tu sei il capo e non posso farci niente. Posso solo dire la mia. Mamma mia, che noia, mi sono addormentato, era da tempo che non leggeva una schifezza del genere, ma la copertina già non faceva presagire niente di buono. A quando la nomina del nuovo curatore? avevo altre aspettative su questo numero che immaginavo come una storia molto più horror e surreale.Il fatto che Dylan dica che le ama tutte mi ha fatto sempre ridere,la trovo una forzatura da adolescente romantico fuori dal mondo.Dog nelle sue storie applica ottimamente,anche aiutato dal suo aspetto,alcune tecniche di seduzione(alcune in modo consapevole altre no),mentre poi controbilancia tutto con aspetti che in un uomo della sua età non aiuterebbero ad avere cosi' tante donne (fobie su fobie,sempre senza soldi,idealizzare la donna).mi rendo conto che questo ha quasi sempre fatto parte del personaggio anche se inizialmente non era cosi' ed è un aspetto che non ho mai apprezzato e speravo che in questo nuovo corso fosse corretto il tiro; bella la copertina,altalenanti i disegni(alcune tavole belle e intense altre difficili da mandare giù),semplice la storia e tutta la discesa psichica nella testa di Dylan,nel cuore di Dylan e nel migliore amico del maschio. I gusti non si discutono e la Strega dirà la sua dopo aver preso l'albo, ma...la colorazione apparentemente ( APPARENTEMENTE..) grossolana ( di grana grossa, lineare..) di suo non rende il disegno di valore inferiore ad una copertina super tecnologica con riflessi cromatici particolarmente complicati. La copertina è brutta per la sua realizzazione, per il quadro che ci appare alla fine, per il trash orrendo dei due putti reggenti attrezzi da lavoro. Quando do un voto, anche se buono, sottolineo comunque quelli che secondo me sono i difetti dell'albo. Se questi difetti sono veniali o di fronte allo svolgimento nel suo complesso diventano secondari, non vanno ad intaccare la mia valutazione. Ho letto quest'albo una prima volta;

velocemente, e scorreva benissimo, l'ho riletto soffermandomi sui disegni e, a parte giusto qualche scambio di battute che mi ha convinto poco, l'ho trovato davvero buono. Per la storia, senza far la media coi disegni, il mio voto è sul 7 pieno, come per Spazio profondo e il numero precedente (dove però, più che per la trama, era dovuto all'introduzione del nuovo antagonista). La vicenda del Dylan catturato e messo in discussione Recchioni l'aveva già proposta in una storia, a mio avviso, anche migliore (Il giudizio del corvo, voto 8), qui si concentra sull'aspetto dell'amore e ne vien fuori una storia dura, con pochi fronzoli, con una rilevante e convincente parte onirica. Che probabilmente rimodella definitivamente il rapporto di Dylan con le donne, forse sarà più maturo, forse più spregiudicato (difficile da credere visto il suo carattere), forse se e quando parlerà ancora d'amore sarà in modo diverso? Vedremo. Groucho in questa fase 2 sta diventando un personaggio davvero inquietante (e se lo è sempre stato sotto sotto, ora lo è in modo più massiccio, come se avesse una componente metafisica oltre che surreale), il che non mi dispiace affatto. Qui è glaciale (la scena a Scotland Yard serve più che altro a mostrarci la sua reazione, gli altri due fanno da comparse), assolutamente non la macchietta comica fuori dall'azione come si è spesso visto. Accetto sempre volentieri d'immergermi nello stile di Dall'Agnol, sempre stimolante. Già l'avevo gradito molto in Sulla pelle, ma qui si supera, soprattutto nella parte onirica. La copertina non incide mai sulla mia valutazione, se dovessi dare un voto anche a questa sarebbe un 4,5. Il logo verde dà maggior vivacità di quello bianco visto in anteprima. I due cupidini proprio non si possono vedere (tra l'altro il trapano di quello di destra funziona a metano autoprodotto. Sono d'accordo con te e aggiungo che se Dylan non piace più perché odia la tecnologia, perché si innamora, perché ha mille paure, allora è meglio chiuderlo. Dylan è questo. Dylan per noi lettori di vecchia data è come un fratello;

un amico che è cresciuto insieme a noi, non è un semplice personaggio di fantasia. Se il mio migliore amico che odia la città e non sopporta la maleducazione degli automobilisti domani si trasferisce in centro e parcheggia in doppia fila io non dico che si è modernizzato dico che non lo riconosco più che non è più lui. Questo Dylan non è più lui, non regala emozioni, sembra un un androide privo di sentimenti. E questa storia non va proprio a mio parere perché parlando d'amore non emoziona affatto. Sono un amante appassionato da più di 25 anni e non avevo mai visto un fumetto più brutto e disegnato male, nemmeno mio figlio di sei anni! UNA GRANDE DELUSIONE PER CHI ASPETTA TUTTO IL MESE E CORRE PER COMPRARE IL NIOVO NUMERO! In compenso il maxi è molto bello.....però non si prendono in giro i lettori appassionati..il numero 342 E'UNA VERGOGNA! Parla pe te. Non ti conosco e non raccolgo provocazioni! Scrivo liberamente la mia opinione essendo uno di quelli che aspetta tutto il mese per comprare il nuovo uscito!!!!! Ma io sono solo un lettore poi ci sono i critici d'arte come te che sicuramente ne capiscono di più! Comunque io mi riferivo solo ed esclusivamente alla mia personalissima opinione....mi fa piacere che a voi sia piaciuto! ci dispiace che lo stile di Dall'Agnol non ti piaccia, ma, come dici tu, è una questione di gusto. Proprio per questo ti renderai conto da solo che si tratta di una tua opinione e che qui non si prende in giro nessuno. Facciamo una scommessa. Fate disegnare i prossimi 4 numeri a Dell Agnol e vediamo quante copie in meno vendete. uno degli aspetti vincenti e che mi appassiona ancor più è vedere tanti disegnatori, diametralmente opposti, che ogni mese si alternano nella raffigurazione di dylan. Ognuno di loro dona un pezzo di personalità diversa. Senza polemiche....ma come fate a dire che i disegni sono bellissimi. Sono assurdi...incomprensibili. ..tratteggiato che escono dalle figure. ..eccecc. Capisco la fretta con cui bonelli deve far uscire gli albi, ma da quando è scomparso il Sig. Sergio Bonelli la qualità degli albi sta peggiorando drasticamente. Penso uno degli albi più brutti che io abbia visto in 40 anni di passione fumettistica.

Penso che chiunque non si fosse ancora convinto della bontà di questa rinascita, a meno che non sia cieco, lo farà con questo numero. Storia angosciante, spietata (contiene una delle scene più brutali che abbia mai visto in Dylan); forse si è persa un po' alla fine ma è interessante la riflessione finale. Disegni splendidi, hanno reso alla perfezione lo stile della storia: a volte sporchi, a volte onirici, oppure pieni di nero nelle scene più violente. Chi critica i desegni perché "grezzi", sappia che è palesemente una ricerca di stile. Pensate quanto anonima sarebbe stata questa storia con lo stile classico e pulito bonelliano. ho aspettato con tanto interesse questo albo ma le mie aspettative, forse, erano un pò eccessive. La storia è decente ma non eccezzionale e i disegni sono veramente "particolari".... All'inizio mi hanno disturbato ma andando avanti con la lettura ho cominciato ad apprezzarli e adesso penso che siano adeguati e perfetti per illustrare la storia di questo albo. Numero molto interessante per completare il processo di rinnovamento. I disegni sono "interessanti". Capisco che possono non piacere, ma lo stile è quello e le parentesi oniriche sono geniali. Mi é piaciuto molto Groucho e soprattutto il finale. Forse un pò troppo banale il soggetto in sé per sè, ma non si può essere perfetti. Posto che reputo il postare col proprio profilo un parere implicitamente soggettivo, io a mio tempo scrissi: "ma dal mio punto di vista vedere persone che addirittura si scomodano a lanciare una polemica dopo aver visto quella meraviglia che sono i disegni dell'albo del mese mi fa provare profonda sfiducia per l'umanità". Cioe ma di cosa state parlando? Nn capisco l accanimento sia sul disegnatore sia su ki commenta in maniera soggettiva/oggettiva (altro punto da rivedere in quanto la l oggettivita e figlia di una soggettivita di gruppo che ha radici nella democrazia utopica di ki sa quale genio). detto cio direi di berci su e aprire un fumetto a caso lasciandoci dietro commenti inconcludenti e ( a mio avviso) tristi.

A ME FANNO PASSARE LA VOGLIA DI LEGGERLO , CI SONO NUMERI CHE IO HO LETTO CENTINAIA DI VOLTE ... QUELLI DISEGNATI COSÌ ... ALLE VOLTE ... MI PASSA LA VOGLIA DI FINIRLO. La storia e' molto carina, ma i disegni fanno cagare. Dall agnol se non sbaglio....beh non è il solito Dylan ma ognuno ha il suo stile.....A me ad esempio non piace Mari e ci sballo con Freghieri Brindisi e la coppia Monta-Grassa che è un po che non si vede....Cmq non l ho ancora letto e ho letto DI LA' uno che faceva una recensione opposta alla tua....Quando arriva da me per diana lo leggo e vi so dire. Matteo qui si parla di bonta' per un personaggio,non solo con alcuni dialoghi e' stato storpiato il personaggio di Dylan, ma con i disegni non ci siamo proprio,sembrano tutti scarabocchi,non e' questione di disegnatore o meno. Commento perché mi è comparso questo post in timeline appena ho chiuso l'albo. Premetto per onestà verso Roberto & lo staff, nessun numero pre- e fase-due finora mi aveva convinto... appieno (tutti regolarmente acquistati all'uscita, perché la fiducia c'è sempre stata). Questo invece l'ho chiuso (finalmente) dicendo "diamine, ecco il numero che aspettavo". Sarà che affronta di petto un argomento che mi ha sempre fatto incazzare di Dylan - la sua paraculaggine con le donne, la sua "leggerezza" nel tirare in ballo l'amore - sarà che riesce ad essere cinematograficamente torture-porn e filosoficamente semplice nel trattare qualcosa di profondo. Sarà che finalmente ho sentito un modo "moderno" di trattare il nucleo del discorso e forse far evolvere/decristallizare il Nostro. Sarà che ho apprezzato le ultime pagine, con quel - era l'ora! - mi piaci ma non ti amo, facciamo sesso ma non l'amore. E che cazzo (scusate il linguaggio) ma era l'ora che irrompesse del realismo nel romanticismo "stantìo" del Dylan old-school Ok, adesso taccio. Io invece in quella frase ci ho trovato un grande senso di onestà. Personalmente ho sempre pensato che una persona che si innamora di venti donne diverse.

Sinceramente non mi dispiace che sia stata pronunciata la fatidica frase che disillude il lettore e lo porta a comprendere che in fondo Dylan è un uomo spaventato dalla solitudine e che ha bisogno di ricercare l' amore in ogni rapporto personale (infatti tutte le persone di cui Dylan si circonda finiscono per essere la sua famiglia e non semplici amici). Secondo me Dylan è anche questo: La ricerca di una famiglia quando una famiglia non c'è. Abbiamo Groucho che è il fratello, Bloch che è il padre.. Manca una madre, o comunque una figura di riferimento femminile, che Dylan continua a cercare senza mai trovare. Queste riflessioni tra l' altro vengono espresse quasi chiaramente nell' albo numero 100, in cui il padre dice a Dylan che sta "cercando il volto della madre in cento volti diversi". Questo secondo me sta a significare che la ricerca dell' anima gemella, per Dylan, parte dal presupposto che quella donna gli dia sicurezza,protezione.. Che lo ami! Concludo questo brevissimo commento dicendo che secondo me, quella frase, è una perfetta analisi psicologica del personaggio, che si ricollega con quanto abbiamo visto nella serie dal primo albo ad ora. Allo stesso tempo, lui se accorgerebbe? Secondo me, no. Il lettore lo può capire, certo. Ma lui? Avrebbe avuto molto più senso se la frase l'avesse pronunciata Groucho, o Bloch. L'Old Boy non può crescere, non sarebbe lui. Sia chiaro, come lettrice non cerco illusioni, ma più che un'evoluzione questa è una trasfigurazione. finito di leggere... condivido in pieno il tuo parere , dylan sembra sempre di più un burattino senza carattere, boh a me i disegni non danno troppo fastidio , sono diretti ,ma la storia .comunque ho capito una cosa finalmente ,la nuova politica Bonelli : chi disprezza compra. si mai stai serena... la vita è tutto un cambiamento.... io nell'86 avevo 17 anni... e come tutti i teenagers mi aggrappai ad un mito, idolo... andavo a comperare ogni mese il mio fumetto preferito... ho continuato per anni e poi, piano piano, sono cambiato anch'io. Kristoppher Barmen.

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