lunedì 9 febbraio 2015

LA SITUAZIONE DEL MERCATO E I DATI FANTASIOSI DIFFUSI DAGLI AUTORI SUI LORO PROFILI FACEBOOK!

E la Edizioni BD? Abbiamo spesso parlato dei dati di vendita delle case editrici italiane di fumetti, pescando i dati dalla rete, principalmente dai forum di appassionati, che a loro volta li traggono da mailing list con stretti contatti con autori vari e addetti ai lavori e quindi, sebbene ufficiosi, possono essere giudicati abbastanza attendibili. Altre volte le fonti arrivano direttamente dalle fiere mercato, dove autori, più o meno blasonati, parlano senza difficoltà dei dati, anche se in questo caso i dati vanno presi con il beneficio dell'inventario. Il fenomeno riguarda soprattutto gli autori presenti su Facebook, che hanno un massiccio seguito di aficionados per ragioni che a volte esorbitano dal mondo del fumetto. L'autore viene considerato una sorta di guru, le cui opinioni assurgono al rango di verità assoluta ed è quindi naturale dubitare di dati di vendita che arrivano da quelle fonti. Un autore di questo tipo non sarà mai disposto ad ammettere che il fumetto che cura, scrive o disegna non sta andando bene o che le vendite vanno male. Nelle interviste concesse a quotidiani e siti affermerà che le vendite stanno aumentando e che la fuga di fan che caratterizzava il periodo precedente al suo ingresso è stata fermata. Nella maggior parte dei casi si tratta di notizie false, successivamente smentite dai dati veri che, in un modo o nell'altro, escono fuori. Questo è il motivo per cui consigliamo ai nostri lettori di non considerare i dati diffusi dagli autori, sia perché scrivere su un profilo Facebook espressioni del tipo, Stiamo guadagnando lettori, Stiamo andando bene, Abbiamo venduto parecchio, ecc., lascia il tempo che trova. Chiacchiere inutili buttate lì per essere raccolte da utenti di FB sempliciotti che si bevono tutto con estrema naturalezza o che si prestano al gioco, poco dignitoso, orchestrato dalle stesse persone, di disegnare un obiettivo su una persona o un editore e i suddetti fan, accorrono in gran numero, scrivendo una infinita serie di commenti negativi.
 

Quando, però, le notizie arrivano dagli editori, il discorso cambia sebbene entro certi limiti. Ci riferiamo a quei piccoli editori, definiti microeditori, che vendono solo in fumetteria poche centinaia di copie al mese e che non disdegnano di scrivere su FB o sui loro siti di riferimento notizie molte volte non corrispondenti al vero. Capita di leggere dati che, messi sul piano della realtà delle cose, appaiono subito senza senso. Non immediatamente ai lettori sprovveduti che non conoscono i meccanismi della editoria di settore, ma che poi percepiscono il dato vero quando è ormai troppo tardi. Poi ci sono gli editori medi e grandi che citano dati precisi e numeri dettagliati di tirature e copie vendute e spesso coincidono con la realtà. Scrivere cose non vere per pompare una testata che sta andando male non fa altro che accelerarne la fine. La testata continuerà a vendere poco e chiuderà in breve tempo. Altre volte gli editori si lasciano ammaliare dalle illusioni della rete e scambiano i Like con volontà di acquisto, salvo poi scoprire che chi ha messo un Mi piace su una pagina non aveva alcuna intenzione di comprare il fumetto. Editoriale Aurea, ad esempio, recentemente ha ammesso di essere incappata in questa trappola e ne è uscita male, chiudendo nel giro di pochi mesi, tra il 2012 e il 2013 diverse serie. Trovate tutto qui. E la Edizioni BD s.r.l.? Questa casa editrice è stata fondata a Milano nel 2005 e al momento è diretta da Marco Schiavone, in qualità di CEO, cioè Chief Executive Officer, che nella realtà corrisponde alla carica di amministratore delegato e Tito Faraci come EIC, cioè Editor-in-Chief, che corrisponde alla carica di redattore-capo. Va molto di moda nei credits delle testate presentarsi con i nomi che in inglese corrispondono alle cariche direttive. Alla Marvel, ad esempio, l'attuale EIC è Axel Alonso. Come vanno le cose di questo editore? In una intervista pubblicata su Comicsblog il 27 luglio 2011, viene citato qualche dato interessante.
 
Edizioni BD pubblica fumetti americani, giapponesi, francofoni e per bambini, almeno secondo quanto riferisce il sito Wikipedia. Le parole sono quelle di Marco Schiavone. Alla domanda come vanno le cose, risponde: La situazione è molto anomala e ricorda per certi versi il mercato delle librerie di varia: all’abbassarsi della domanda, gli editori moltiplicano la loro offerta, sia per intercettare comunque un lettore interessato, sia per sostenere il loro fatturato, seppure con un numero di copie vendute a titolo più basso. Questo genera parecchi problemi: se tre anni fa, per esempio, vendevo 3000 copie a titolo per dieci titoli, e oggi per vendere 30.000 copie devo fare uscire venti titoli, questo vuol dire che il fatturato è più o meno lo stesso, ma il margine è azzerato e si sta lavorando a margine basso o nullo, con grossi rischi per tutti i fornitori. Schiavone conferma che la domanda dei lettori si è abbassata e siccome parliamo della situazione di tre anni fa, quando la crisi c'era già, oggi possiamo ipotizzare che le cose non siano migliorate, visto e considerato che gli editori hanno seguitato a lamentarsi. Egli ammette che se fino a pochi anni prima per vendere 30.000 copie bastavano dieci titoli che vendevano 3.000 copie ognuno, nel 2011 per vendere 30.000 copie doveva uscire con venti titoli anziché dieci! In altra intervista concessa ad un blog il 18 novembre 2011, Schiavone dichiarava che il fatturato della casa editrice è indicativamente diviso in 75% fumetteria, 20% libreria di varia e 5% vendita online e fiere. Non aiuta inoltre una fase di stagnazione che rende impossibile aumentare i prezzi dei volumetti così come le tariffe di molti collaboratori. Oggi rispetto al 2006 la benzina costa il 20% in più, e aumenti simili hanno avuto il caffè al bar, o i quotidiani. E la carta per stampare i nostri volumetti, i cui prezzi però sono rimasti invariati, perché ci rendiamo conto i nostri lettori fanno fatica a potersi permettere tutto quello che vogliono leggere.
 
In un altro articolo di Comicsblog, si citano alcuni dati di vendita relativi alla Lucca Comics 2013. Si apprende che My Little Pony ha venduto 575 copie, L'Occhio del Rinoceronte 560 copie e G.I. Joe 500 copie. In ambito manga, I am a hero ha venduto 2.000 copie, Area D 780 copie e Saint Young Men con 500 copie. Relativamente ai dati di quest'anno l'autorevole sito Fumettologica offre spunti interessanti. In totale i biglietti venduti per la convention sono stati 240.000 contro i 218.000 del 2013. Simone Albrigi, meglio noto come Sio, che in questi giorni è al centro di un caso editoriale per il successo di Scottecs, ha fatto persino meglio di Zerocalcare, 4.200 copie contro 3.147. Jenus circa 2.000 copie. Non vengono citati dati di Edizioni BD perché, come conferma l'autore dell'articolo, solo alcuni editori hanno diffuso i dati, mentre altri se ne sono astenuti. Dati di vendita molto piccoli se confrontati con quelli delle convention americane, ma al di là della improponibilità di questo paragone, colpisce il fatto che si tratta di dati molti piccoli dell'ordine di centinaia anziché di migliaia di copie. Come ha confermato Schiavone nell'intervista del 2011, oggi la domanda è molto diminuita. In parole povere, ciò significa che i lettori sono diminuiti o comprano di meno, ma molti comprano nel mercato dell'usato. In tempi di crisi, infatti, in tanti vogliono liberarsi della montagna di carta che hanno in casa e trasformarla in soldi veri. Comprare nell'usato significa acquistare gli albi con sconti che vanno dal 40% all'80% del prezzo di copertina. Ad esempio, un numero di Dylan Dog venduto al prezzo di 3,20 € può essere preso a 0,40 €! Un albo Panini oscilla tra 1,00 € e 1,50 €, mentre un albo Rw anche meno perché hanno meno visibilità sul mercato. Non è facile disporre di dati precisi. Gli editori non li diffondono e spesso gli autori non li conoscono perché gli editori non li informano, dovendoli poi pagare in base all'effettivo numero di copie vendute.

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