venerdì 6 febbraio 2015

NUOVI FUMETTI PRESENTA: DAGO (ANNO XX) N. 12 - RECENSIONE CRITICA, STORICA E ARGOMENTATIVA

Stavolta troviamo Dago in viaggio nelle terre del Nord Europa per una missione che nel contesto della storia non viene precisata, sebbene la presenza del suo destriero lascia intendere che questa avventura, da un punto di vista cronologico, è più vicina a quelle attuali ospitate sulla Ristampa mensile che alle storie che si vedono sulla collana Nuovifumetti. Dai nomi dei personaggi si può concludere che il Nostro si trovi in terrà di Germania, che in questo periodo (la metà del XVI secolo) era incorporata nel Sacro Romano Impero, che comprendeva oltre alla moderna Germania, quasi tutta l'Europa centrale, la penisola iberica, l'Italia nord-occidentale e dopo gli eventi visti in Dago Nuovifumetti n. 10/2014, l'Ungheria. Noto come il Primo Reich, è stato istituito nell'anno 962 e le lingue ufficiali erano il tedesco e il latino. Il primo sovrano è stato Ottone I (912-973), che aveva ereditato gran parte di quello che era stato l'Impero Carolingio, ad eccezione della Franconia occidentale, cioè l'odierna Francia, costituitasi in Stato indipendente. Sebbene il Capo dello Stato fosse l'imperatore, in realtà gran parte dei suoi territori, soprattutto quelli tedeschi mantenevano una marcata autonomia politica e legislativa e il sovrano non riuscì mai ad estendere su di loro una autorità effettiva. Il sacro romano impero costituiva una confederazione di regni retti da principi elettori, che periodicamente eleggevano l'imperatore nella persona del Re di Germania. In questo periodo, il continente è sconvolto da continui conflitti dovuti alle mire espansionistiche di Carlo V, che voleva riunire sotto il suo scettro il resto dell'Europa e alle intenzioni dell'impero turco di Solimano I, che, a sua volta, voleva espandere l'Islam nel continente. A uno di questi conflitti aveva partecipato Johannes, promesso sposo di Drusilla per procurarsi denaro e potere e coronare il loro sogno d'amore. Ma Johannes non è mai tornato dalle varie campagne militari, sebbene la sua amata lo attenda con grande determinazione. Udo, potente nobile locale, vorrebbe sposarla e cerca di convincerla che le sue speranze sono vane, così come il suo amico Harald, anche lui innamorato di lei. Anche Udo è impazzito. Durante una galoppata si imbatte in Dago e scambiatolo per Johannes lo ferisce alla schiena. Dago viene poi curato da una vecchia, Elfrida, amica di Drusilla. Appena gliene parla, costei pensa che il giovane possa essere il suo amato ritornato. Intanto, Udo incarica i suoi uomini di cercare Dago. La sua follia lo porta ad uccidere tutti quelli che somigliano a Johannes.


Poco dopo, compare in scena un altro ex-soldato, anch'egli somigliante a Johannes, uno che si fa chiamare Senza Nome, avendo perduto tutto o quasi in guerra. Ognuno dei protagonisti di questa storia vive i sogni terribili di ciò che non può possedere, come ricorda ad un certo punto la vecchia Elfrida. I sogni terribili è anche il titolo di questa avventura di Dago. Sogni terribili e folli al contempo, tranne quelli di Dago che è solo di passaggio nell'Impero. Senza Nome trova rifugio nella casa di Drusilla, che insieme a Harald e allo stesso Dago forma una alleanza contro Udo. Il conflitto diventa inevitabile quando Udo fa rapire Drusilla. Dago, Harald e Senza Nome attaccano di sorpresa mentre Udo e i suoi stanno festeggiando tra vino e donne. L'attacco è feroce e si consuma in duelli di sangue tra le opposte fazioni. Dopo essersi liberati dei difensori, è il turno di Udo, ma ci ha già pensato Drusilla, che lo ha ucciso, mentre questi voleva costringerla con la forza. Tutto finisce bene. Senza Nome rivela a Drusilla che conosceva Johannes e il suo compito era quello di portargli il suo bottino di guerra. Poi si allontana insieme a Dago. Drusilla capisce che il suo amato non tornerà e decide di sposare Harald, vivendo con lui felici e contenti. Durante il tragitto con il Nostro, Senza Nome gli rivela la triste verità: ha sì conosciuto Johannes, ma si trattava di un pessimo soldato. Gli era stato amico fino alla fine, cioè quando ha trovato la morte in uno scontro. Le passioni sono il vero protagonista di questa storia e in particolare quelle d'amore che fanno perdere la ragione agli uomini e alle donne che vi si dedicano. Di ottima fattura la sceneggiatura di Manuel Morini con la supervisione di Robin Wood e ben caratterizzati e rifiniti i disegni di Alberto Caliva. Dago si conferma la migliore serie a fumetti venduta in Italia, al pari di Diabolik Swiisss. Una qualità nettamente superiore alle serie della Bonelli, dirette per lo più ad un pubblico di giovinetti con poche pretese culturali e intellettuali. Recentemente, la casa editrice Aurea ha migliorato la qualità della stampa degli albi, ma manca ancora la parte con gli articoli editoriali. Dago è un fumetto storico destinato ad un pubblico prevalentemente composto di intellettuali. A differenza degli altri fumetti italiani, i personaggi sono profondamente caratterizzati come conseguenza della grande maestria narrativa di Robin Wood. Questo è il motivo per cui facciamo precedere la recensione da un riepilogo del quadro storico-politico in cui sono ospitate le avventure e le vicende. Gunnar Andersen.

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