sabato 14 marzo 2015

CRISI DEI COMICS: RW EDIZIONI! I NUMERI DI 20 ANNI FA! LA VIDEO-INTERVISTA VERITA' DI MARCO LUPOI!!!

Il nostro articolo sulla situazione di Lion Comics, una divisione editoriale della Rw Edizioni, che dal gennaio del 2012 pubblica in esclusiva in Italia le testate di Superman e soci, ha destato molto scalpore tra i fan. Ne sono nate diverse polemiche su forum e social network con discussioni animate dai lettori preoccupati di quello che potrebbe essere il reale futuro della DC in questo Paese. Un sentito ringraziamento a Gunnar Andersen, che lo ha scritto di getto in aereo mentre tornava in Norvegia dopo il nostro consueto e riservatissimo meeting che teniamo a Büren nel nord della Renania. Ne sono nate diverse polemiche in Italia a causa della sostanziale assenza di comunicazione dell'editore come avveniva ai tempi della Planeta. Come tutti sanno, i diritti DC, sia in Italia che in Spagna, vennero assunti dalle aziende che precedentemente curavano la distribuzione della casa editrice barcellonese nelle fumetterie: Alastor in Italia e ECC nella Iberia. Come loro emanazione, visto che le proprietà sono le stesse, sono nate la Rw con le sue tre etichette [Lion per i comics, Goen per i manga e Lineachiara per i fumetti internazionali] e la Ecc Ediciones. In entrambi i casi, distributori che hanno aperto case editrici, ereditando i diritti DC che erano stati della Planeta. Come specificato nel nostro articolo del 3 marzo 2015, in Spagna il primo editore è la Panini Comics, che controlla il 20,9% del mercato, seguita dalla Ecc Ediciones con il 14% e dalla stessa Planeta, che sebbene abbia ridotto la sua presenza fumettistica, detiene una quota pari al 10,5% del mercato. I dati sono ufficiali e provengono dal sito Tebeosfera. In Italia è più difficile disporre di dati ufficiali. Gli editori non li danno, ma il mercato è nelle mani di Bonelli, Panini e Astorina, anche se la seconda gestisce i diritti della prima e della terza all'estero! Queste tre entità controllano il 70% del mercato, mentre nel restante 30% si collocano tutte le altre con Mondadori Comics e Saldapress che spiccano su tutte. Dati ufficiosi che rispecchiano una realtà evidente. I dati di vendita sono un argomento tabù. Parlarne in Italia significa scatenare polemiche velenose sui forum. Il nostro articolo ha ricevuto un gradimento piuttosto elevato, salvo che in un paio di forum estremisti di sinistra da parte di utenti facinorosi. Un gruppetto di piccoli uomini disperati, che hanno cercato di stroncare senza riuscirci la discussione. L'obiettivo, nemmeno tanto malcelato, era quello di sviare l'attenzione sul tema delle vendite e della crisi che ha avvolto la Lion Comics, i cui siti e pagine Facebook non sono più aggiornate da mesi. Una situazione che, unita al fatto che siamo entrati nel quarto anno di pubblicazione, ha fatto balenare nella mente di tutti gli ultimi scampoli della parentesi editoriale della Planeta DeAgostini. Nell'articolo abbiamo citato una serie di dati ufficiosi, riportando i link.


Come va la situazione dei fumetti di supereroi in Italia? In altri nostri articoli ci siamo occupati da questo punto di vista di Bonelli, Aurea e Panini limitatamente alle pubblicazioni della linea Disney e di altre. Per i supereroi è molto difficile avere dati precisi. I tempi degli anni settanta sono lontanissimi. Quarant'anni fa, ad esempio, il quindicinale dell'Uomo Ragno edito dalla Corno di Milano vendeva circa 300.000 copie nel periodo 1977-78, più di Tex! Poi vi fu il crollo a partire dal 1981 in contemporanea con la Cenisio, che non raggiungeva quelle soglie, ma grazie ai suoi sforzi i lettori italiani potevano ammirare le gesta di Superman, Batman, Flash e altri. Perché i dati di vendita dei supereroi sono così misteriosi? Perché hanno difficoltà a parlarne? Su qualche forum sono addirittura intervenuti, sotto i nick che usano abitualmente, i redattori Lion, che non hanno offerto spunti di alcun genere. Alle domande degli altri utenti che chiedevano dati precisi, non hanno risposto. Non era necessario. Forse non potevano o forse non conoscevano i dati. Non sarebbe una gran novità. Di solito, gli editori non comunicano i dati di vendita ai loro editor sparsi per la penisola, legati alla casa editrice da accordi di collaborazione. Sono dati, per loro, troppo importanti e il rischio che siano spiattellati su qualche forum è sempre alto. Sono, invece, disponibili ufficiosamente i dati di vendita d'annata. Superman ai tempi della Play Press vendeva 15.000 copie nel suo periodo d'oro, ossia gli anni 1993-1996, mentre Batman, che venne proposto dall'editore romano a partire dal 1995, girava su cifre non molto distanti. Tutt'altro per le serie Marvel proposte dalla Panini. L'Uomo Ragno vendeva circa 30.000 copie tra il 1994 e il 1997, le serie mutanti circa 20.000, mentre la serie di Capitan America & Thor, erede della vecchia Capitan America & i Vendicatori della Star Comics, andava sulle 17-18.000 copie. Allora andavano forte le serie del 2099, con vendite vicine a quelle dell'Uomo Ragno, mentre la Star, almeno fino al 1996, grazie ai mensili delle serie Image non si poteva lamentare: Spawn & Savage Dragon vendeva circa 30.000 copie. Altri tempi. La Play Press proponeva con successo le serie della Valiant, tra cui Turok! La Star Comics acquisì i diritti Dark Horse con X, sulle cui pagine gli editoriali erano firmati dal compianto Ade Capone e c'era la Malibu con Prime, Sludge, ecc. Un aumento dell'offerta che fece implodere il mercato. Nel 1999 era tutto finito. La Star rinunciò ai supereroi Usa, mentre la Play si rifugiò in fumetteria con costosissimi volumi. Comic Art chiuse i battenti nel 2000, Granata Press aveva salutato i lettori nel 1996. Le serie Image ex-Star Comics furono proposte dalla Panini, di Malibu, Dark Horse, Valiant, ecc. si persero le tracce. Dal 2001 è iniziata una crisi del settore senza precedenti, tuttora in corso.

Una crisi devastante che ha azzerato le velleità degli altri editori di fare concorrenza alla Panini come editore principale di supereroi. Dal 2001 la casa editrice modenese ha assunto il ruolo di monopolista di fatto del mercato. Le vendite, da allora, hanno seguitato a scendere rovinosamente. Per fronteggiare la crisi, gli editori hanno cominciato a produrre più testate, abbassando le tirature e tarandole con l'esatto numero di copie vendibili. La conseguenza è stata quella di una trasformazione del mercato dei fumetti di supereroi in un piccolo ghetto, un luogo per pochi intimi. L'argomento dati di vendite è tabù sui forum perché ogni qual volta viene toccato, come in questo caso, arrivano i cani da guardia, che sono sempre addetti ai lavori. Potrebbero sfruttare l'occasione per confrontarsi in maniera seria e matura con i lettori, spiegando i delicati meccanismi di un sistema che essi conoscono poco. E invece, intervengono per attaccare, denigrare e quant'altro il lettore, rappresentando i dati di vendita come qualcosa che al lettore non deve interessare. Ma non è vero. I dati di vendita costituiscono uno degli argomenti più dibattuti tra gli aficionados. Dal momento che non siamo legati ad alcun autore, ne parliamo liberamente, citando dati e fonti. E i dati oggi non sono piacevoli. Comprendiamo che per gli editori è imbarazzante leggere di come poco vendono, ma la realtà non può essere circoscritta al prezzo del sacrificio della libertà di opinione. Sopra abbiamo proposto una videointervista di Marco Marcello Lupoi, direttore publishing di Panini Comics. Non l'ultimo arrivato. Si può essere d'accordo o meno con le strategie della Panini, che in molti casi sono sbagliate, ma la professionalità, serietà e schiettezza di Lupoi non possono essere messe in discussione. Di recente, è anche entrato nel mondo della politica, iscrivendosi al PD come lui stesso ha dichiarato in un famoso messaggio su Twitter. Il fatto che Lupoi sia di sinistra nulla toglie al peso delle sue opinioni, anche se Matteo Renzi non si può proprio definire uno di sinistra, essendo egli di provenienza centrista [era il vice di Rutelli ai tempi della Margherita!]. Se guardiamo con attenzione l'intervista, che risale al 27 maggio 2013, Lupoi parla di dati di vendita e fa un paragone con la produzione degli anni novanta. Al minuto 06:30 afferma che l'entrata in vigore dell'euro ha consentito loro di continuare a proporre molti fumetti, aumentando il prezzo a causa di vendite sempre più basse! Al minuto 08:00 parla della contrazione del mercato, mentre un po' prima al minuto 06:00 comincia a parlare di tirature e dati di vendita, illustrando come le une e gli altri siano calati negli ultimi venti anni. Al minuto 06:15 afferma che il venduto rispetto a venti anni fa si è ridotto per 4 o per 5 volte! Quindi, se l'Uomo Ragno venti anni fa vendeva 25.000 copie, oggi ne vende poco più di 5.000!

Se abbiamo interpretato bene le parole di Lupoi, possiamo convenire con lui che le dimensioni del mercato si sono ridotte esponenzialmente, riducendosi di 4 o 5 volte. Si è passati, dunque, da un mercato da edicola con grandi tirature, dove se un titolo non vendeva almeno 20.000 copie andava male, ad un mercato più piccolo pari ad un quarto come dimensione rispetto a quello degli anni novanta. Se lo dice uno come Lupoi c'è da credergli. Il concetto espresso dal direttore di Panini Comics è semplice: il mercato si è ristretto, i lettori sono diminuiti e i prezzi, per conseguenza, sono aumentati. La distribuzione è passata da quella da edicola a quella delle fumetterie. Il mercato ha subito, in sostanza, la stessa trasformazione verificatasi in America: da grande distribuzione al direct market! Però, mentre in America si è passati da centinaia di migliaia a decine di migliaia di copie vendute, in Italia si è passati da decine di migliaia a poche migliaia, se vogliamo prendere in considerazione solo gli ultimi 30 anni. La verità è che in Italia il grande mercato dei comics si è chiuso nel 1984 con la fine della Corno e non si è ripreso. Ragioniamo con i numeri, applicando agli stessi il discorso di Lupoi, premettendo che in Italia la DC ha sempre venduto la metà della Marvel. Secondo Lupoi i numeri di 20 anni fa devono essere divisi per 4 o 5 volte. Se Batman vendeva nel 1995 circa 15.000 copie, si arriva alla conclusione che oggi dovrebbe vendere all'incirca 3.000-4.000 copie, coincidendo con la cifra che è stata detta da altri addetti ai lavori in interviste pubbliche. Questa intervista, che è stata citata in alcuni forum, ma in realtà è stata linkata nel nostro articolo è emblematica e conferma quanto sostenuto da Lupoi. Sia l'intervista pubblica che quella di Lupoi risalgono al 2013. E siccome negli ultimi due anni la situazione del mercato si è ulteriormente aggravata, è ragionevole pensare che le cose stiano messe peggio rispetto a quanto dichiarato nel 2013. L'attuale situazione di Rw Edizioni è emblematica. Sito e pagine Facebook di editore e distributore [che poi sono la stessa cosa] non sono aggiornate da mesi. E' logico che la prima cosa che si pensa in questi casi sia rapportata alla questione economica. Su alcuni forum i lettori vi hanno fatto cenno diretto. Se Batman vende così poco, quanto venduto gli altri personaggi DC? Batman è il più venduto, quindi gli altri vendono di meno. Ma quanto? In questo Paese, a differenza di altri, come la Germania, la Francia e la Spagna, personaggi come Aquaman, Wonder Woman, Flash, ecc. sono poco noti per non dire sconosciuti. Se Batman vende, diciamo 3.500 copie ad essere ottimisti, quanto può vendere un Flash in edicola? La testata di 72 pagine viene venduta a 3,95 €, mentre una serie Panini di 80 pagine viene venduta a 3,50 €. Facile trarre le naturali conclusioni. Danilo Stassi.

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