giovedì 5 marzo 2015

DYLAN DOG N. 342: IL PEGGIORE VOLUME DELL'INDAGATORE USCITO DAL 1986! PAROLA DEL DYLAN DOGOFILO!

Come la quasi totalità dei lettori, molti dei quali hanno deciso di non comprare più la testata dell'Indagatore dell'Incubo almeno fino a quando non tornerà il vecchio personaggio, il Dylan Dogofilo continua a manifestare insoddisfazione per le storie del rilancio. Dopo la recensione parzialmente positiva del numero 341, in cui ha concluso con una netta bocciatura del personaggio di John Ghost, che secondo noi è stato interamente ripreso da Raoul Silva, il cattivone del film Skyfall del 2012 interpretato dal bravo attore spagnolo Javier Bardem, quella del numero 342 si caratterizza per un giudizio molto negativo. A cominciare dalla copertina molto simile a quella del numero 71. In realtà, la somiglianza era stata oggetto di intenso dibattito sulla rete il mese scorso, ma trattandosi solo di una cover gli annoiati lettori di Dylan Dog alla fine hanno desistito. Chiaro l'intento di attirare l'attenzione con queste trovate costruite ad hoc per far discutere i poveri fan sulla rete e sui social in particolare così molti, attirati dalla curiosità, andranno in edicola per comprare l'albo. In tempi di crisi anche una strategia scontata come questa è utile alla causa dylaniata. L'alternativa potrebbe essere quella di realizzare storie belle da leggere, ma per quelle servono grandi autori che in questo momento non si vedono. Il Dylan Dogofilo, profondamente cattolico, si sente offeso da una cover che prende in giro i valori della cristianità e non usa mezzi termini con un parallelo con l'attentato di Parigi e la casa editrice milanese. Non possiamo dar torto al Dylan Dogofilo. Tutti noi qui siamo cattolici.
 

La noia regna sovrana per le prime 48 pagine, in cui Dylan Dog viene sequestrato da un ex-militare pazzo, che ha deciso di sottoporlo ad una serie di torture. Poi Groucho, preoccupato per la sorte del suo padrone, va da Carpenter, ma questi si rifiuta di aiutarlo. Per Carpenter, come fa notare il Dylan Dogofilo, Groucho è un rifiuto della società. Non degno di alcuna attenzione. Secondo il Dylan Dogofilo, Carpenter è un vero stronzo. Se al suo posto ci fosse stato Bloch, la musica sarebbe stata diversa. Ma la nuova gestione ha ritenuto opportuno pensionare l'ex-ispettore e in una smania di protagonismo lo ha chiamato Sherlock Holmes! Il ruolo di Groucho viene totalmente snaturato, tanto che ad un certo punto compare un messaggio sul computer che chiede al servo se ama il suo datore di lavoro! Groucho è forse omosessuale? Se lo chiede il Dylan Dogofilo e ce lo chiediamo anche noi e forse persino il buon Tiziano Sclavi e buona parte dei lettori che, nonostante tutto continuano a comprare una collana più che altro per abitudine. L'ultima parte dell'albo è piena di caos. Dora uccide il padre militare per salvare Dylan poi vuole uccidere anche lui! Che significa? C'è logica in tutto questo o follia? Il Dylan Dogofilo parla di una sceneggiatura indicibile. Il finale è il più prevedibile che si potesse immaginare. Groucho irrompe sulla scena e spara a Dora un attimo prima che questa uccida Dylan! Tutto a posto? Nemmeno per sogno. Alla porta bussa la nuova fiamma di Dylan. Dopo pochi secondo sono a letto e Dylan confessa di non avere mai amato nessuna! Ha sempre finto!
 
Chiaro il rifiuto di tutto quello che è stato il Dylan Dog di Sclavi. Questo Dylan Dog è qualcosa di molto diverso, che piace poco ed è alla ricerca di nuovi lettori perché quelli vecchi li sta perdendo di mese dopo mese. Il giudizio del Dylan Dogofilo è impietoso: secondo lui l'autore ha bruciato, con quella affermazione, il Dylan Dog di Tiziano Sclavi. Un fatto meritorio, secondo il famoso videorecensore, della massima restrizione di libertà. Ecco le esatte parole del Dylan Dogofilo: il numero 342 è l'albo peggiore uscito dal 1986 ad oggi e ne ho letti di albi osceni, ma questo li batte tutti. Un albo composto da ballons contenenti parole vuote e sconnesse. Una trama che si aggroviglia su se stessa contraddicendosi di continuo. Una porcheria incarnificata sotto forma di fumetto. Il tutto contornato dai disegni obbrobriosi che svalutano di più la valutazione complessiva di questa ribrezzante storia. I disegni di Dall'Agnol sono una parodia dello sgorbio, secondo il Dylan Dogofilo. Infine, a conferma della grande confusione che ha regnato dall'inizio della storia, il Dylan Dogofilo mette in evidenza un errore macroscopico del disegnatore: in molte scene il volante del maggiolino a volte è a destra e a volte è a sinistra. Una pessima prova davvero. Poi conclude il videorecensore: la recensione finisce qui perché altrimenti mi viene l'ipertensione. Un grosso passo falso, che conferma tutte le negatività del rilancio. In seconda di copertina c'è la pubblicità della parodia di un albo di Topolino. Per il Dylan Dogofilo il senso è chiaro: la testata non vende e ha bisogno dei lettori della Panini Comics.

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