domenica 1 marzo 2015

IL MONDO DEL FUMETTO ITALIANO E' NELLE MANI DELLA SINISTRA? NO, DELLA DESTRA E DEGLI INDUSTRIALI!

Sempre più spesso si possono leggere sui vari forum e i gruppi di Facebook di sinistra delle sfuriate di utenti facinorosi, che, con la complicità, tacita o esplicita, di autori e addetti ai lavori, anch'essi di sinistra, sfogano la loro rabbia contro la famiglia Berlusconi e le aggregazioni politiche di centro-destra italiane e straniere. Si va dalle smaccate dichiarazioni d'amore a Tsipras, che alla fine, nonostante i proclami battaglieri, ha abbassato la testa alla Troika, ai risorgimenti di vecchi gerarchi della sinistra, da Occhetto, D'Alema, Berlinguer, ecc., che per fortuna di tutti oggi sono stati accantonati dalla storia e dai centri del potere dopo le devastazioni culturali, sociali e politiche compiute in Italia negli ultimi 30 anni. Contrariamente a quanto sostengono questi utenti, che avendo poca cultura non hanno avuto possibilità di avere una corretta informazione sui fatti per come realmente avvenuti, la distruzione dello Stato sociale in Italia è stata operata dalla sinistra, che ha pensato più che altro a scavarsi centri di poteri in vari settori piuttosto che pensare alla modernizzazione del Paese, che deve fare i conti con uno dei sistemi infrastrutturali più vecchi d'Europa. Gli anni di governo del centro-destra si sono persi dietro progetti di riforma mai attuati a causa delle resistenze manifeste dei centri di potere che la sinistra aveva costruito negli anni precedenti con il fine di impedire che il Paese diventasse realmente moderno. La crisi che oggi si vive in Italia è conseguenza di errori del passato, ma soprattutto della malriposta fiducia di tanti cittadini che, scioccamente, hanno votato a sinistra, consegnando le chiavi del Paese a chi voleva solo distruggerlo. E così è stato, perché l'Italia esce distrutta da 25 anni di cattiva gestione della cosa pubblica da parte di chi ha detenuto il potere. Eppure, nonostante tutto ciò sia chiaro e manifesto, sui forum e sui gruppi Facebook di sinistra tanti utenti si scagliano contro la Chiesa, la famiglia, le Istituzioni democratiche e il sistema liberale, vale a dire contro tutto ciò che rappresenta, realisticamente, l'ultimo baluardo di difesa prima della disfatta, continuando l'opera di distruzione dei sistemi sociali che alcuni vorrebbero attuare. Stupisce la fondamentale ignoranza dei fatti. Uno degli aspetti che maggiormente colpisce è la poca conoscenza dei reali sistemi di controllo del mondo del fumetto italiano. Non che i lettori di fumetti siano tutti di sinistra. Per fortuna, si tratta di una sparuta minoranza. In Italia solo 3 cittadini su 10 sono di sinistra. Gli altri sette sono di centro oppure di destra o cattolici, benché non organizzati in assenza di un catalizzatore. Il mondo del fumetto italiano è gestito, a livello editoriale, da persone di sinistra, che non disdegnano pubblicamente gli apprezzamenti verso Matteo Renzi, che di sinistra non è, provenendo dalla Margherita, a sua volta progenie di quella che una volta era definita la parte laica della DC. Marco Marcello Lupoi, direttore publishing della divisione comics della Panini, è attivo del PD, come lui stesso ha dichiarato su Twitter. E anche altri addetti ai lavori non hanno mai mascherato simpatie vere per il socialismo, anche se dubitiamo che essi sappiano cosa sia effettivamente il socialismo e quale male ha rappresentato per la storia umana. E sostengono una ideologia che ha prodotto i frutti che tutti vediamo.
 

Ma da qui a pensare che sia la sinistra a controllare il fumetto in Italia ce ne corre. Il fatto che solo una piccola minoranza, quella di sinistra appunto, sia attiva sulla rete, su forum e social network, può indurre la falsa idea che tutto sia di sinistra, ma non è proprio così. La stragrande maggioranza dei lettori di fumetti italiani sono di destra o cattolici, ma non sono interessati a scrivere su internet. La quasi totalità dei lettori di Tex, ad esempio, è di destra, così come quelli di Zagor, con la sola eccezione di coloro che scrivono sulla rete. E questo spiega in parte perché oggi molte serie Bonelli sono in difficoltà di vendite. Si continua ad offrire contenuti di sinistra, che i lettori non gradiscono. Gli ultimi numeri di Dylan Dog sono stati infarciti di attacchi pesanti contro il capitalismo. Nel numero 339 si è operata una critica contro i consumatori, ridotti in situazione di quasi schiavitù, perché non si ribellano. Tutte queste assurdità stancano e provocano la reazione opposta da parte di lettori che, ribadiamo, non sono e non saranno mai di sinistra. Ci si scaglia contro i cellulari e in particolare la Apple, quando tutti vorrebbero possedere l'ultimo gioiellino nato in casa americana. L'attacco è stato così vigoroso che perfino molti utenti di sinistra o che credevano di essere tali hanno pubblicamente dichiarato su Facebook di provare fastidio verso queste critiche. Gli editori leggono la rete e siccome leggono solo interventi di sinistra, credono che tutto il mondo del fumetto italiano sia dello stesso colore. Poi scoprono che non è così quando le vendite non vanno bene e sono costretti a chiudere collane accreditate dei migliori auspici d'esordio. Infastidisce in specie la superiorità morale che la sinistra sfoggia, benché tratti di arroganza mista a ignoranza. La gente in questo Paese è moderata ed è disgustata da tali manifestazioni. Ne prende le distanze e non compra i fumetti che le contengono. Un esempio è proprio il flop della bonelliana Orfani, una testata accompagnata all'esordio da dichiarazioni poco rassicuranti circa un futuro che potrebbe realizzarsi se certe cose continuano ad andare come vanno ora! I lettori hanno reagito negativamente. In un articolo del sito Tempi.it si prende atto del crac: Operazione riuscita? Per ora non è ancora chiaro, con i dati di vendita parecchio parziali (come in tutta l’industria fumettistica, purtroppo) anche se ciò che è trapelato non è forse all’altezza delle aspettative della casa editrice. Di quali aspettative parliamo? Forse di folle oceaniche che, deluse dal mondo moderato di centro e di destra, si sarebbero precipitate a comprare una serie di sinistra considerata apripista di un nuovo segmento di mercato? Si credeva di essere Alan Moore o Neil Gaiman? I lettori ne hanno preso le distanze. In una intervista rilasciata al Fatto Quotidiano del 16 ottobre del 2013, gli autori dichiaravano di aspettarsi una media di vendite di 50.000 copie! Oggi, sebbene si tratti di dati non ufficiali, il venduto della testata si aggira intorno alle 23.000 copie circa, cioè lo stesso venduto delle altre serie Bonelli più recenti. Un numero che può dare un'idea abbastanza precisa di quanti siano i lettori di sinistra in Italia, a fronte dei circa 170.000 che leggono Tex ogni mese e che non sono di sinistra. Si continua in una strada al crac.
 
Solo chi non ha rapporti sicuri con la realtà e passa tutto il suo tempo a scrivere sui social network può pensare diversamente e che cioè in Italia siano tutti di sinistra e chi non vi appartiene è meritevole del massimo disprezzo. Uno iato dalla realtà che si paga a caro prezzo, come sanno tutti quegli editori che sono caduti nella trappola delle enfasi della rete, pensando che certi fumetti fossero richiesti da centinaia di migliaia di lettori e che poi sono stati costretti a chiudere dopo avere constatato che solo poco più del 10% della tiratura veniva venduta! In alcuni nostri articoli ci siamo occupati di queste vicende, come quella della Editoriale Aurea e della Star Comics, che tra il 2011 e il 2013 sono state costrette a ridurre drasticamente la loro offerta fumettistica dopo essersi accorti che il mercato non accoglieva certi prodotti. Ciò era evidente anche prima, ma se uno legge centinaia di commenti di richiesta di un certo fumetto o che su una pagina Facebook affluiscono in poche ore decine di migliaia di Like, ciò non significa che il fumetto venderà altrettanto. In un articolo di Fumetto d'Autore del 25 giugno 2013, si mette in evidenza il flop di Suore Ninja, una serie anticlericale. Davvero pensavano che in Italia così tante persone avrebbero apprezzato una critica così feroce contro la Chiesa? L'Italia è in radice un Paese conservatore. Editare fumetti che militano contro questi ideali significa flop, come poi è avvenuto. Eppure, dicevamo, tanti irriducibili continuano a scrivere contro il centro-destra, senza sapere che in Italia il fumetto è controllato dal centro-destra a livello di proprietà industriale e di settore. I dati sono ufficiali e non contestabili. Pensiamo alla Panini. Molti, ingenuamente, credono che il capo di tutto sia Marco Marcello Lupoi, che in realtà è solo un dipendente del gruppo con la qualifica di direttore publisher. Il proprietario della Panini, cioè colui che paga gli stipendi è l'industriale Vittorio Merloni, un imprenditore come Silvio Berlusconi. Merloni ha rilevato la Panini nell'ottobre 1999 per circa 100 miliardi delle vecchie lire, cioè circa 50 milioni di euro di oggi. La Panini è oggi in vendita. La notizia risale ad un articolo pubblicato su Papersera il 26 giugno 2013. Prezzo richiesto: 1 miliardo di euro, anche se più realisticamente il gruppo può essere preso per meno. Nel luglio del 2014 Merloni ha ceduto ancora un altro pezzo pregiato del suo impero finanziario controllato dalla Fineldo, vendendo la gloriosa Indesit agli americani della Whirlpool. Da un articolo pubblicato su Milano Finanza apprendiamo che il bilancio di esercizio dell'anno 2013 si è chiuso per Fineldo con un utile di appena 18,9 milioni di euro. Un risultato buono se paragonato ai 3,02 milioni di euro del bilancio 2012. Il flusso cedolare del gruppo di elettrodomestici è sceso nell'esercizio dai 9,8 milioni del 2012 a soli 50 mila euro, i proventi finanziari sono raddoppiati a 24,8 milioni, grazie soprattutto alla plusvalenza da 22 milioni realizzata sulla vendita del 12% detenuto nella lussemburghese Artemis Connections. A livello consolidato il fatturato 2013 della Fineldo è stato di 2,69 miliardi di euro in diminuzione dell'8,9% rispetto al risultato del 2012. Attualmente, la società possiede il 23,01% della ID4 Investimenti, che a sua volta detiene il 100% della Panini.

Un altro capitolo interessante di questa storia è rappresentato dai rapporti tra alcuni autori di sinistra e le aziende del gruppo Berlusconi. Il leader di Forza Italia è odiato dagli addetti ai lavori di sinistra, come dimostrato dalle dichiarazioni di odio sui forum e sui social network. Eppure molti di loro non disdegnano di lavorare per le aziende di Berlusconi. E di poche settimane fa la notizia che il curatore di Dylan Dog, considerato da tutti una sorta di alfiere della sinistra, ha sottoscritto un contratto con la Mondadori per la redazione di tre libri! E noi ingenui che pensavamo che Dylan Dog fosse di sinistra. Se guardiamo ancora più indietro scopriamo che nel 1994, agli albori della nascita del partito di destra di Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini, realizzava fumetti per loro, come dimostrato da un articolo di Repubblica del tempo. Qualcuno ha affermato che Sclavi non avrebbe mai firmato contratti con la Mondadori di Berlusconi e invece anche questo non è vero. Se si va sul sito della Mondadori il nome di Sclavi compare tra le biografie dei loro autori di punta. Sclavi ha pubblicato ben 16 libri per la Mondadori di Berlusconi! Andiamo ancora avanti e scopriamo che il bravissimo Alessandro Di Nocera, apprezzato fumettista che ha curato per anni le edizioni dei volumi di Batman allegati a vari quotidiani è oggi punto di forza della Mondadori Comics! E indovinate di chi è la Mondadori Comics? Si, di Berlusconi. E andiamo avanti. La società che distribuisce gli albi della Bonelli e di altri editori nelle edicole è la Press-Di, che fa parte del gruppo Mondadori di Silvio Berlusconi! Si può dire, senza timori di smentita, che la quasi totalità della distribuzione dei fumetti italiani in edicola è controllata dal leader di Forza Italia! Molti lettori di Dylan Dog odiano Berlusconi, ma non sanno che a portare Dylan Dog nelle edicole tutti i mesi è proprio Berlusconi. E veniamo al capitolo più recente di questa storia. E' notizia di questi giorni che Mediaset, altra azienda di Berlusconi, ha fatto un'offerta per l'acquisto della Rizzoli! Cosa c'entra tutto questo con il mondo del fumetto? Presto detto. La Mondadori vuole comprare la Rizzoli, la Bompiani e la Fabbri ed estendere la sua quota di mercato fino ai limiti della quota Antitrust. Attualmente, Berlusconi possiede già la Mondadori Comics. Se tali operazioni andranno in porto, domani Berlusconi sarà padrone anche della Rizzoli Lizard, casa editrice di fumetti i cui esponenti non hanno mai nascosto simpatie vere per la sinistra. Nell'operazione rientreranno Sonzogno, Marsilio e Adelphi. Ah, non dimentichiamoci che Berlusconi è anche il proprietario di Einaudi, Piemme e Sperling & Kupfer. Quindi, al di là delle parole di facciata, gran parte del mondo editoriale italiano è nelle mani del leader di Forza Italia, che sempre in questi giorni ha annunciato di avere fatto una offerta per l'acquisto di Rai Way, cioè le torri di trasmissione della Tv pubblica. Con questa infrastruttura mira a entrare nei mercati della telefonia mobile e della navigazione internet ad alta velocità e diventare primo fornitore della tv di Stato. Mossa verso un eventuale matrimonio con Telecom Italia. Kristoffer Barmen.

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