lunedì 9 marzo 2015

IL TRADUTTORE DI FUMETTI: OVVERO UN PRECARIO IN UN MERCATO SEMPRE PIU' IN CRISI. IL CASO MAGIC PRESS

Ieri ci siamo occupati di una questione di cui non si parla mai sulla rete e fuori, ovvero il precariato che caratterizza la posizione del supervisore delle collane di comics. A differenza di ciò che si pensa, l'editor, questo il nome con cui il ruolo è oggi conosciuto, ma che non ha nulla a che vedere con quello degli editor sulle serie in lingua originale, non è legato alla casa editrice da un contratto di lavoro a tempo indeterminato. E forse non tutti sono pagati, come quelli più novelli. Gli editor collaborano con la casa editrice, che li paga, se li paga, per gli articoli editoriali, oltre ad un piccolo rimborso spese per la cura della testata. Ma anche sotto questo aspetto c'è da dire che il sommario delle collane è deciso dal coordinatore editoriale. L'editor svolge soltanto compiti esecutivi. Se c'è l'angolo della posta, risponde alle 3-4 e-mail che arrivano ogni mese, ma le risposte sono dettate secondo le esigenze della casa editrice. Non ha voce in capitolo sulle scelte editoriali, esegue e basta. Una volta probabilmente veniva pagato di più. Stiamo parlando degli anni 80-90, quando in seconda di copertina e alla fine dell'albo c'erano buonissimi pezzi riccamente redatti. Il supervisore migliore di sempre, secondo il nostro parere, è Andrea Materia, che fino ad una quindicina di anni fa lavorava per la Play Press, la cui bravura era pari a quella del grande Alessandro Bottero, che fino al 1998 ha retto la serie di Superman in un periodo in cui in Italia veniva pubblicato con tirature importanti. Non certo quelle misere di oggi. Dal punto di vista tecnico, il contratto che lega l'editor ad una casa editrice è quello di collaborazione. Una forma di precariato che si riflette inevitabilmente sulla qualità della serie. L'editor raramente è addentro alle cose di redazione. Non conosce i dati di vendita, salvo sparute notizie che gli fornisce il suo coordinatore. Cose tipo: si, la collana sta andando bene. O una cosa come, le vendite stanno salendo. Ma cifre esatte non le conoscerà mai. L'editor non è un dipendente dell'azienda e i dati di vendita, si sa, sono segreti. Sono conosciuti solo dal proprietario della società, dal distributore e da pochi altri intimi. Quando si tratta di fumetti italiani, né lo scrittore, né il disegnatore conosce i dati di vendita. Soprattutto quando scrittore e disegnatore sono pagati in funzione delle copie vendute. Si, stiamo guadagnando lettori. Le cose vanno bene. Oppure, quando si tratta di aprire il portafoglio, arrivano cose tipo, sai com'è, le vendite non stanno andando bene. Questo è quello che possiamo darti. Ma torniamo all'editor.
 

A volte gli affidano il compito di supervisionare anche la traduzione e qui nascono altri problemi. L'editor non ha molto tempo per curare questo aspetto del suo hobby, se così lo possiamo definire, visto che non lo svolge per professione. Se lavora in un altro settore e lo pagano con soldi veri, magari deve sacrificare due-tre ore la sera per leggere le traduzioni che gli sono arrivate sulla sua e-mail. A volte, deve ritradurre intere pagine. Altre volte, deve cambiare i nomi, ecc. Un lavoro non pagato o pagato male. E il traduttore? Oh, si, oggi parliamo del traduttore. A differenza dell'editor, quello del traduttore è un ruolo più ambito perché senza le traduzioni i fumetti importati dall'estero non possono andare in stampa. La traduzione deve essere preparata con mesi di anticipo sull'uscita, per cui se il traduttore ha un profilo Facebook deve tenere la boccaccia chiusa, pena il licenziamento in tronco accompagnato da sonori calci nel sedere. In alcuni casi, soprattutto per le realtà editoriali più infime, il ruolo di editor e di traduttore è unito in capo ad una sola persona. In tal caso, la qualità è quella che è, soprattutto nelle traduzioni se la casa editrice esce con più collane in un anno. Il traduttore, come l'editor, non è un dipendente della società editrice. E che cavolo, comincerete a dire: ma perché gli editori non li assumono stabilmente e li pagano degnamente? Ma perché quello del fumetto è un piccolo mondo gestito a livello amatoriale. Un mondo dove i guadagni per i proprietari delle case editrici sono molto, molto piccoli. Non diventeranno mai miliardari, fanno questo per passione e non certo per arricchirsi. Naturalmente, non parliamo delle 3 case editrici più importanti, ma di tutte le altre. Nelle prime i proprietari sono ricchi imprenditori che, sovente, fanno altro. Hanno investito in molti settori e il fumetto è spesso quello meno importante. Torniamo ai traduttori. Non devono conoscere solo la lingua, devono anche conoscere di fumetto o almeno devono avere letto qualcosa di esso, altrimenti gli editori, per quanto possono essere bravi, non li prendono. Ogni tanto esce fuori un caso clamoroso, che fa capire quanto sia piccolo questo mondo. Stiamo parlando del noto clamore che colpì la Magic Press nel 2010 all'epoca in cui fungeva da service italiano della Planeta DeAgostini. Mettetevi comodi perché ora ne sentirete proprio delle belle. L'argomento non è stato più oggetto di discussione sulla rete per ovvi motivi e allora se ne parlò per qualche giorno prima di essere messo sotto silenzio.

Cominciamo dall'inizio. Nella tarda estate del 2006, la Planeta DeAgostini annunciò la sua discesa in campo nel mercato italiano, rilevando le licenze DC fino a quel momento detenute dalla Play Press. La Panini tremò. L'anno prima, infatti, l'editore modenese aveva sottratto le licenze Marvel alla multinazionale con sede a Barcellona. Uno smacco che i potenti proprietari della casa iberica volevano lavare venendo in Italia pubblicando la DC Comics, che la stessa Panini già pubblicava in Francia e in Germania. E volevano farlo in grande stile, con enormi mezzi e pubblicazioni di elevata qualità. La Planeta è stata l'unica casa editrice che ha proposto i fumetti rilegati con il filo, anziché essere semplicemente incollati alla meno peggio come facevano altri editori. Un altro pregio della Planeta era che per la prima volta tutto il DC Universe veniva proposto interamente e ogni collana era presentata in eleganti volumi monografici a prezzi molto buoni. Se eravate patiti di Supergirl, non dovevate fare altro che comprare i due-tre volumi all'anno che l'editore spagnolo pubblicava. Contrariamente a quello che tutti si aspettavano, la Planeta non costituì una redazione italiana magari con sede a Roma. Gli spagnoli erano abituati a lavorare in co-produzione. Tutto era controllato da Barcellona. I fumetti venivano stampati in Spagna dopo che dai vari Paesi in cui avevano l'esclusiva i service locali inviavano le tavole già tradotte e letterate. Questo sistema molto intelligente permetteva agli spagnoli di pubblicare grandi quantità di materiale senza curarsi delle perdite. Se in uno dei Paesi le vendite non andavano bene, le perdite erano coperte dagli utili che arrivavano da altri Paesi. Non abbiamo dati precisi per ricostruire tutti i passaggi, ma gli spagnoli si affidarono ad Alastor come società di distribuzione nelle fumetterie, anziché andare dalla odiata Pan che era di proprietà della Panini. Fu un errore colossale, che costò il successo all'intera operazione, ma questa è un'altra storia. Come service italiano gli spagnoli optarono per la Magic Press di Roma, che allora era distribuita in esclusiva da Alastor e pubblicava materiale della sezione Wildstorm della DC Comics, avendo ereditato delle serie che fino a pochi anni prima erano pubblicate dalla Star Comics. Dai pochi dati a nostra disposizione, ricavati principalmente dalle dichiarazioni pubbliche dei diretti interessati, il rapporto tra Planeta e Magic era impostato in modo particolare. Un sistema che, probabilmente, ha minato l'intero progetto, decretandone il fallimento.

Il traduttore non era assunto o contattato dagli spagnoli, ma direttamente ed esclusivamente da Magic, che pagava le traduzioni a pubblicazione già avvenuta. Presumibilmente quando gli spagnoli pagavano a loro volta il service italiano. Ciò significava che prima di vedere soldi veri, il traduttore doveva aspettare molti mesi, forse anni, prima che la serie che aveva tradotto fosse stata pubblicata. Il punto debole della co-produzione è questo: ogni Paese ha un mercato diverso e quello italiano era ed è molto più povero e arretrato di quello spagnolo o di quelli sud-americani. Oggi possiamo solo immaginare che non sempre i traduttori ingaggiati da Magic per conto indiretto di Planeta venissero sempre pagati. Il 17 marzo del 2010, il sito di Comicsblog riporta lo stralcio di un intervento di un traduttore chiamato Paolo Falcone sul forum di Nocturno. Ecco il testo: Molti qui dentro si sono lamentati delle cattive traduzioni degli albi Planeta. Un motivo c'è. La Planeta (quindi la Magic Press) non paga i suoi traduttori e quindi una volta che i cosiddetti traduttori professionisti li mandano a fare in culo, ecco che quelli della Planeta devono arrangiarsi come possono, chiamando a lavorare ragazzi che traduttori veri e propri non sono. A me devono ancora 5000 euro per una merdosissima serie di Peter David che spero non vedrà mai la luce (l’ho tradotta con il culo, ma non meritava sorte migliore), ma la lettera dell’avvocato è già pronta. Ma so di ragazzi che per paura di perdere questa preziosissima collaborazone con la Planeta sono in credito di 10000/15000 euro e stanno zitti!”. Wow! Finalmente veniva svelata la vera ragione delle cattive traduzioni degli albi della Planeta. Secondo Falcone la Planeta DeAgostini non pagava, ma forse lui non conosceva il vero rapporto che sussisteva tra la casa spagnola e la casa italiana. Può anche darsi che i barcellonesi pagassero secondo le scadenze, ma si tratta solo di una ipotesi. Ad ogni modo, ora sappiamo che quando i traduttori si rifiutavano di consegnare i lavori perché non pagati, la Magic era costretta a chiamare non professionisti e il risultato era notato subito dai lettori, che sui forum si sfogavano con parole di fuoco contro l'editore spagnolo. In alcuni forum addirittura si aprivano topic per contare gli errori nella traduzione e nel lettering. Alcuni si lamentavano sulla pagina Facebook dell'editore spagnolo anche per i ritardi nelle uscite, ma questi rispondevano che tutte le problematiche facevano capo alla Alastor, che svolgeva queste attività con un proprio piano aziendale.

Alastor, dunque, era più di un semplice distributore. Falcone dice di più. Mentre lui aveva deciso di adire le vie legali contro Magic per un credito di 5000 euro, altri vantavano crediti anche maggiori nell'ordine dei 10.000-15.000 euro, ma che per paura di perdere questa importante collaborazione, stavano zitti. Il nome di Falcone non è citato nell'articolo di Comicsblog, bensì in un articolo di Fumetto d'Autore del 25 marzo 2010 in cui si trovano altre notizie sfiziose. Il pezzo è firmato da Alessandro Bottero e testimonia la sua esperienza come collaboratore esterno della Magic fino al 2008. Egli dichiara: Fino al luglio 2008 ho lavorato come collaboratore esterno della Magic Press sulla base di commissioni via e-mail e dunque di accordi verbali. Questo è un aspetto interessante. I contratti non necessariamente devono essere stipulati per iscritto. La forma scritta è imposta solo in determinati casi previsti dalla legge. E non è questo il caso. Il sistema è dunque il seguente: Magic contatta via mail i traduttori. Alessandro Bottero è un professionista, avendo svolto le attività di traduttore per la Play Press per dieci anni e poi continuando su opere da lui pubblicate come editore. Quindi, non l'ultimo arrivato. A questo punto, ci si potrebbe chiedere perché Bottero non abbia preteso da Magic un contratto per iscritto con tutte le clausole al posto giusto. Continua Bottero: mi sono occupato della serie Legione dei Super Eroi, oltre ad alcuni volumi di Warhammer, dei Titani scritti da Devin Grayson, dell’Omnibus La Morte di Superman e del volume di Elric scritto e disegnato da Walter Simonson. In tutto ho tradotto 17 volumi della collana Classici DC: Legione dei Super Eroi, 4 volumi della collana Universo DC: Legione dei Super Eroi, 3 volumi della collana Universo DC: L.E.G.I.O.N., 7 albi della collana Supergirl & la Legione dei Super Eroi, 2 volumi della serie Legione dei Superoi (nuova serie), 3 volumi di Warhammer, 3 volumi della collana Universo DC: Titani, l’Omnibus La Morte di Superman, il volume Elric, per un totale di oltre 40 volumi. L’ultima consegna è stata nel maggio 2008, ossia il volume 4 della collana Universo DC: Legione dei Super Eroi, e il volume 3 della collana Universo DC: L.E.G.I.O.N. In quel momento, dovevano ancora essere pubblicati: il numero 17 di Classici DC: Legione dei Super Eroi, 4 volumi della collana Universo DC: Legione dei Super Eroi, i 3 volumi della collana Universo DC: L.E.G.I.O.N., e 1 volume di Warhammer. Bottero dichiara di non essere stato pagato solo per i volumi non pubblicati.
 
La sua situazione è migliore di quella di Falcone, che vanta cifre a credito superiori. Dalle sue precisazioni risulta confermato che i pagamenti arrivavano solo quando le opere venivano effettivamente pubblicate. Pagamenti in arrivo dalla Magic e non dalla Planeta. Questo particolare non ci consente di affermare che la Planeta non pagasse subito, mentre la Magic pagasse solo a pubblicazione avvenuta. Questo, inoltre, almeno per quanto riguarda Bottero, avveniva sulla base di clausole verbali. Accordi sulla parola che il traduttore accettava. Ma era proprio così? Bottero spiega: In tutto questo tempo ho sempre cercato di chiedere conto alla Magic del perché dei ritardi, anche a fronte di mail dall’amministrazione della casa editrice dove, ad esempio, si diceva che i pagamenti sarebbero stati a 150 giorni dalla consegna (ossia cinque mesi), e non dopo la pubblicazione. La Magic è stata cortese e gentile, e non essendo un pivellino avvertivo palesemente l’imbarazzo e la sofferenza (sì, perché nella mia ingenua bonomia, sono ancora convinto che alla maggioranza delle persone non faccia piacere dovere dei soldi a qualcuno e doversi giustificare per non poter saldare il dovuto) da parte dell’amministrazione e anche di Pasquale Ruggiero quando ci parlavo direttamente. Dalle parole di Bottero risulta che da accordi il pagamento sarebbe avvenuto a cinque mesi dalla consegna e non dalla pubblicazione, ma il professionista parla anche di imbarazzo, il che lascia pensare che Magic non pagasse subito perché non disponeva di fondi necessari. Era la Planeta che non glieli forniva? Secondo Bottero, il problema era della Magic, che contattava i traduttori, gli garantiva i pagamenti a certe scadenze, ma poi non riusciva a tenere fede agli impegni perché con la Spagna aveva accordi diversi. E allora la Magic era costretta a prelevare dalle sue casse per pagare le persone che aveva messo sotto contratto sia pure verbale come traduttori. Una situazione che è andata avanti fino a quando le vendite nelle fumetterie non sono diminuite, bruciando le riserve auree della piccola casa editrice, che si è trovata in mezzo alla palude. Bottero imputa la maggiore responsabilità alla Magic, che forse avrà pensato di aumentare la produzione per l'editore spagnolo, sperando di riuscire a controllare il tutto basandosi sulla possibilità di anticipare con i ricavi delle sue vendite.
 
Vendite che non erano soddisfacenti data la crisi e infatti secondo Bottero: Io capisco benissimo che il mio problema è anche, e soprattutto, un problema della Magic, e che se non paga me, è perché non ha i soldi. O meglio, stante la crisi nelle fumetterie (perché la crisi c’è, è generale, e negarlo è stupido), non ci sono i soldi per fare fronte a TUTTI i pagamenti, e quindi si decide “Prima pago lui, e poi (quando potrò) gli altri”. Per essere più chiari (e chiarisco che è una mia opinione), se la Planeta paga per prima lei in ritardo, o magari solo alla pubblicazione dell’albo X, pur avendolo commissionato LEI e quindi, in teoria e per logica, avendo messo così in moto un processo lavorativo di cui la responsabile prima è lei, tu service italiano che hai commissionato i lavori per suo conto e dietro esplicita affermazione del service spagnolo che gestisce le lavorazioni per conto diretto della Planeta (come spiegherò meglio dopo), non hai i soldi per pagare chi ha tradotto l’albo. E se le vendite dei tuoi volumi, magari, non ti garantiscono più un flusso di cassa tale da poter anticipare i soldi che devi alle persone che hai coinvolto sì tu, ma per conto e dietro commissione esplicita della Planeta, allora a un certo punto smetti di anticiparli, perché ti sei bruciato tutte le riserve di cassa che avevi. Ti sei bruciato i tuoi soldi, che anticipavi sperando in un rientro rapido da parte della Spagna. Sono abbastanza chiaro? D’altronde è anche un dato di fatto che sei tu che mi hai detto Fai questo lavoro, ed è anche un dato di fatto che ti sei preso tu l’impegno di pagare il mio lavoro. Quindi è giusto che i soldi io li chieda a te, e non ad altri. Una crisi che già allora era forte e che oggi ha assunto proporzioni allarmanti, tanto che ormai molte fiere vanno deserte per le difficoltà economiche degli editori di parteciparvi. Ma soprattutto perché Magic Press, che era nota per pubblicare belle serie della DC/Wildstorm fungeva da service per altri editori? Ecco le parole di Bottero: Io non so chi di voi che leggete sia stato all’incontro che si è tenuto a Romics 2009, circa la situazione del fumetto in Italia. Io c’ero. In quell’occasione Pasquale Ruggiero, a chi chiedeva perché la Magic avesse deciso di fare da service per altri editori disse con una sincerità che gli fa onore che a lui fare da service editoriale non piaceva. Se avesse potuto scegliere non l’avrebbe mai fatto. Ma l’alternativa era chiudere la casa editrice, e mandare a spasso i dipendenti. Non so se è chiaro. Non sono parole mie e non sto inventando proprio nulla.
 
È quanto detto da Ruggiero nel corso dell’incontro svoltosi a Romics 2009, presenti Luca Raffaeli, Francesco Coniglio, Marco Schiavone, Marco M. Lupoi e altri. Chiedete a loro se non vi fidate. E questo a ottobre 2009. Oggi, sei mesi dopo, le cose sono peggiorate (e chi lo nega è stupido o in malafede o beato lui, non vive nel mondo dell’editoria). Ecco finalmente svelato l'arcano! Alla Magic non piaceva fare da service perché questo la obbligava ad anticipare somme che il committente ancora non gli aveva dato per pagare coloro che nel frattempo dovevano lavorare per il committente medesimo. L'alternativa era chiudere la casa editrice, che evidentemente non riusciva più a mantenersi con le vendite dei comics. Una situazione grave nel settembre 2009, peggiorata nel marzo 2010 e oggi in pieno baratro, nonostante qualche autore completamente folle ancora neghi la realtà. L'articolo è molto lungo, ma le considerazioni di Bottero sono illuminanti. Eccole: Sono arrabbiato/indignato/offeso/incazzato con la Magic? No. È la vita. Io non vedo il dolo in tutto ciò. Non vedo la Magic trattenersi i miei soldi, non volendomeli dare per motivi oscuri. La vedo come una casa editrice in difficoltà, come lo è la mia, come lo sono quasi tutte, che cerca di parare i colpi da dove arrivano.  Sarebbe da dire poi che qui è un problema di ritardi nel pagare. In altri casi potrebbe essere un discorso di trattenere parte delle tariffe che la Planeta destina ai traduttori, dando quindi al singolo che lavora, meno di quanto la Planeta stabilisce per il lavoro di traduzione. Ma non avendo mai lavorato in condizioni del genere, finché qualcuno non dirà se ciò è vero, o se mi sto inventando tutto, questo argomento lo devo chiudere. Rilevante la parte sui tipografi: Posso anche capire che in una priorità di pagamenti il primo che devi (Non che dovresti, ma che DEVI) pagare per un editore sia il tipografo. È chiaro. È lui che ti stampa le cose che poi vendi. E se non lo tieni buono, primo magari non ti consegna le cose che ha in stampa e quindi tu non incassi più quei pochi euri che riesci a rimediare, secondo sparge la voce che sei inaffidabile e ti risulterà molto difficile trovare un altro tipografo che accetti di lavorare con te, senza pretendere il pagamento dei lavori alla commissione o alla consegna. Tutti gli altri vengono dopo. Prima il tipografo, poi il resto. E in fondo, ultimi della catena alimentare, ci sono i collaboratori esterni. Il tipografo, dunque, è molto più importante di un traduttore e va pagato con priorità altrimenti i fumetti non escono.

Significativa è anche la parte in cui Bottero in parte giustifica l'atteggiamento di molti che, nonostante i mancati pagamenti, non parlano: Alla resa dei conti a me quei soldi a-mi sono dovuti, b- mi servono. Quindi è chiaro che non sia proprio proprio trullero, ma cosa si può fare? E qui vorrei dire che spesso non si alza la voce, perché nel mondo del fumetto, ma in qualsiasi campo, un libero professionista che alza la voce poi spesso non lavora più. Perché è un rompicoglioni. Allora, siccome uno non pensa solo al problema contingente, ma pensa di farlo come lavoro continuativo, e per farlo devi avere dei buoni rapporti con tutti, e non farti la fama del rompicoglioni, cerca di risolvere le cose in privato, senza plateali uscite allo scoperto. Vigliaccheria? Forse. O forse solo cercare di non tagliare troppi ponti, e la speranza di poter superare il momento X negativo, e ricominciare a lavorare, con introiti magari piccoli, ma fissi e regolari. Che fare allora? Avvocati? Se hai un amico avvocato bene. Sennò costa. E magari non gli va bene aspettare di essere pagato se e quando chi ti deve i sodi te li da. Magari tu a lui devi pagarlo prima. POI lui ricarica le sue spese legali nella richiesta, e tu i soldi che hai “anticipato” per il suo lavoro li riavrai. Ma lui i soldi li vuole. Subito. E glieli devi dare te. E meno di 300 euro non ti viene. E poi? Che tempi ci sono? Io ho fatto ricorso all’avvocato una volta sola, per un’altra casa editrice. Dopo due mesi dall’ingiunzione di pagamento, ricevetti un assegno postdatato a tre mesi. Mi andò bene che quando andai a incassarlo fossero ancora solvibili. Ma se non lo fossero stati? Se avessero dichiarato bancarotta/fallimento/fossero scappati/fossero stati protestati, o mille altre possibilità? Con il bell’assegno postdatato, frutto dell’azione legale vittoriosa, mi ci pulivo le terga. Quindi si fa presto a dire Avvocato! Avvocato!. Non è la panacea. È una possibilità. Ma non garantisce nulla a priori. Una sorta di omertà regna nel mondo del fumetto che spinge molti a non alzare la voce o a non adire l'Avvocato quando è necessario per tutelare i loro diritti. La domanda che sorge spontanea: solo la Magic faceva così? Ancora Bottero: Solo la Magic che fa così? O la condizione di traduttori a fumetti è in realtà una roulette russa? La seconda che hai detto. Per una casa editrice come la Panini che, da quel che so, è precisa e puntuale, o come erano la Play Press e l’Eura (con cui ho lavorato)  ce ne sono molte che sono, volendo essere benevoli, interessanti. Si escludono dai cattivi la Panini, la Play e l'Eura.

Chiarisco subito che parlo dei traduttori dalla lingua inglese o dal francese. Non dal giapponese, dove le cifre sono leggermente diverse (Non di molto eh? Non crediate…) . Lo sapete quanto è pagato un traduttore? La Magic ha un accordo per 3 euri lordi a pagina, ossia 2,55 nette (con la ritenuta d’acconto). Altre danno 2 euri lordi a pagina, ossia 1,70 nette. Cifrone, eh? Per arrivare a un introito mensile fisso diciamo dignitoso, ossia quanto prende un commesso al supermercato e cioè circa 800 euro netti, ogni mese dovresti tradurre 470 pagine. Più o meno tre volumi da 160 pagine ciascuno. Ossia lavorare tutti i giorni (tutti i giorni), come una macina. Su qualsiasi tipo di storia. Senza fare distinzioni tra storie belle o brutte. 470 pagine. Non mi piacciono?  Fatti tuoi. È il tuo lavoro. Traduci, fallo bene anche se la storia ti fa cacare, e zitto. E per poterle tradurre deve esserci un editore che le pubblica. E per poterle pubblicare ci devono essere 470 pagine di fumetti che si sceglie di pubblicare. Ora ditemi, quante sono le case editrici che pubblicano tre volumi al mese o più? E volumi corposi, non albetti a 48 o 72 pagine.  Due? Tre? Forse quattro? Questo significa che così come stanno le cose in Italia, persone che possano vivere facendo solo il traduttore di fumetti, ossia guadagnando fissi almeno 800 euro tutti i mesi, in teoria quante potranno essere? 4? 5? Vogliamo dire 10, in un accesso di sfrenato ottimismo? E quanti traduttori a fumetti ci sono la fuori? È ovvio quindi che uno non traduce fumetti ricavandone di che vivere, se non in rare eccezioni. Ripeto, chi è che pubblica 470 pagine di fumetti tradotti dall’inglese o francese tutti i mesi? Fatevi i conti, e soprattutto smettetela di pensare che uno possa vivere ed avere un introito regolare tale da potersi mantenere SOLO traducendo i fumetti. Tradurre fumetti è un secondo lavoro. A volte uno dei tanti lavori che devi fare per poterti mantenere. Ciò che conferma che in Italia il lavoro di traduttore, a meno che non lavori per una grande casa editrice che pubblica fumetti stranieri e in Italia l'elenco si riduce attualmente a tre, non ci si può mantenere facendo solo il traduttore. Allora la soluzione semplice parrebbe essere aumentare le tariffe. Ma a quel punto devi vendere di più. E non si vende di più. Troppa offerta, troppi pochi soldi. Le vendite nelle fumetterie sono in calo. Anzi, nemmeno calo. È una voragine. Se la Magic non ha soldi da anticipare, è perché non STRA-vende più i suoi volumi. E nemmeno gli altri.

Sì certo, Watchmen vende 30.000 copie. Ma i soldi vanno alla Planeta. Non alla Magic. E poi noi siamo qui tutti, nella nostra drammatica catena alimentare, ad aspettare i bonifici della Spagna. Mettiamo conto che si diano 8 euro lordi a pagina per una traduzione, cifra che a mio parere sarebbe corretta. Beh, per un volume da 96 pagine (una miniserie di 4 albi) farebbero 968 euri. E per uno da 128 (una miniserie di 5 albi) oltre 1000 euro (1024, per la precisione). Per un albo da 10/12 euro circa, di cui prendi il 45% del prezzo di copertina dal distributore, e che magari ti costa sui 1500 euro di stampa, per pareggiare solo stampa e traduzione devi vendere 500 pezzi su 1000. Poi ci sono anche i diritti e altre spese. Ma può anche essere la strada corretta. Vogliamo riconoscere dignità al lavoro del traduttore? Vogliamo garantire a chi traduce una retribuzione corretta? E allora, se a parole siamo tutti d’accordo, poi dovremmo anche accettare un RADDOPPIO dei prezzi dei volumi. O quanto meno un aumento del 50%. Per cui un volume da 128 pagine, per essere coerenti con le dichiarazioni di solidarietà su internet, dovrebbe costare non meno di 20 euro. E io lettore dovrei pagarle senza lamentarmi, perché così il traduttore viene pagato il giusto, e il suo lavoro ottiene dignità. Invece ho la sensazione (chiamatemi pure cattivello), che a parole si sia tutti solidali. Poi quando si arriva al dunque chemmefrega di quanto danno al traduttore? Io il MIO volume lo voglio pagare il meno possibile, perché conviene a ME. E un volume da 128 pagine a 20 euro, l’editore se lo dà in faccia. Perché? Perché “Costa troppo”. Costa troppo una sega. Costa il prezzo giusto, per garantire almeno in teoria a tutti quelli che ci lavorano un giusto ricavo. Ma a parole sono tutti bravi a parlare di “Giusto salario”. Nei fatti la massa se ne STRA-frega. E ditemi che sbaglio (però ditemelo con la faccia seria). Interessante il dato del volume di Watchmen edito da Planeta, che avrebbe venduto 30.000 copie. Una cifra colossale per i tempi, fantascientifica per oggi. Cifre da Zerocalcare, verrebbe da dire. Ma perché dire tutto questo? Secondo Bottero: Voglio ora chiarire un punto che non è stato affatto capito, ossia perché abbiamo rimandato di una settimana il tutto. Chiariamo alcune cosette che forse sfuggono alla stragrande maggioranza delle persone. Una volta che la querelle Pasquale Ruggiero, che ha accettato di rispondere ad alcune domande. Di seguito si fa il nome di Falcone come autore del post su Nocturno.

Ma perché è scoppiato questo scandalo che ha travolto la Magic? Bottero è ancora illuminante: Poniamo che io sappia che tentativi di scalzare la Magic come uno dei gestori delle traduzioni italiane Planeta ci siano stati, e continuino ad esserci. Così come poniamo che sappia che la Magic stia cercando da mesi di mettere la Planeta di fronte alle sue responsabilità, Mi spiego, e qui entro nei meccanismi di produzione degli albi Planeta. Seguitemi Ok? Non ci sono contatti tra Magic e Planeta per le traduzioni, ma esiste un  un filtro esterno che gestisce tutte le traduzioni e lavorazioni. In questo modo Planeta è irreprensibile, perché fa firmare contratti al service, che se la vede con i traduttori spagnoli e italiani (Magic e 001). Con Planeta Magic lavora direttamente solo per il settimanale di Batman e l'Hellblazer da edicola. E questa  è la situazione attuale. Prima succedeva invece che la Planeta mandasse in lavorazione una quantità enorme di prodotti, commissionandoli, per poi magari rimandarne la pubblicazione o addirittura annullarla. Nel mio caso, ad esempio, come ho raccontato prima, è successo con Universo DC: Legione dei Super Eroi e Universo DC: L.E.G.I.O.N., serie commissionate alla Magic, mandate in lavorazione a fine 2007, lavoro proseguiro fino ad aprile-maggio 2008  (volumi da me tradotti e fatturati) e poi rimandate, sospese, o forse annullate. Il problema è (e qui mi ripeto): chi paga i lavori commissionati, fatturati, ma non pubblicati? E qui casca l’asino. La Magic chiede che la Planeta si assuma le sue responsabilità.  La Planeta nicchia. Prende tempo, anche perché, cosa che quasi nessuno sa, il personale interno Planeta che si occupa dei fumetti in questi anni è cambiato più e più volte. Chi c’era anni fa, non c’è più. Chi decideva le cose anni fa, in gran parte non c’è. O se c’è, è tornato dopo un periodo come esterno. Allora, magari, è facile dire “Ah sì. Vero. Eh sì. Pagare. Certo, certo. Però per prendere una decisione devo esaminare le cose e capirle bene. Non me ne sono occupato io, sapete.”. E così passano i mesi. A questo punto poniamo che io sappia che la Magic, proprio a Bologna, debba incontrarsi con la Planeta, per definire con chiarezza questo discorso: i pagamenti delle produzioni commissionate alla Magic, tradotte, ma poi non pubblicate. Una situazione assurda, che forse può essere spiegata con le illusioni di un mercato italiano rappresentato in maniera infedele alla Planeta, indotta ad investire in Italia senza possibilità di recupero dei soldi spesi.

Ancora Bottero che spiega: La Magic mi ha chiamato dicendomi Parti con la traduzione di Universo DC:Legione dei Super Eroi, perché dalla Spagna qualcuno gli ha detto “Sì fa. Fatelo tradurre”. A questo punto è vero che i soldi me li deve dare la Magic, ma anche la Magic deve avere i soldi da parte di chi ha messo in moto tutto il processo. Ovvio che io voglia i soldi dalla Magic, su questo non ci piove, ma proprio perché ho un minimo di buon  senso e so le cose, mi rendo conto che sia io che la Magic siamo entrambe vittime di chi ha messo in moto il tutto, e adesso non si assume le sue responsabilità.  E capisco che qualsiasi cosa che faciliti la messa in moto del meccanismo per cui 1- Planeta caccia i soldi alla Magic. 2- Magic caccia i soldi a chi li deve, è una cosa buona, e la gente (se avesse un minimo di buon senso, e ragionasse sulle cose) avrebbe dovuto capirlo. Chiudo. Sarò stanco, sarò cinico, sarò menefreghista, ma alla resa dei conti non sono arrabbiato con la Magic. Sono triste io, perché la Magic mi deve dei soldi, ma anche triste per lei, perché se non paga me è perché non pagano lei, o perché non vende più come prima. Alla resa dei conti siamo a una guerra tra poveri, dove cerchi di avere quel che è giusto tu abbia, senza però per questo demonizzare l’altro, perché credo di capire che sta nella mia stessa situazione. Si fa il possibile, si insiste, si tormenta, ma incazzarsi…non so. Sapendo (o meglio, credendo di sapere come stanno le cose) incazzarsi a che cosa serve? A Roma si dice Chi si incazza fa due fatiche. Prima si incazza, e poi si scazza. Chiamatemi superficiale. Ma voglio che sia chiaro che dalle cose che so, e che ho vissuto sulla mia pelle, ci sono altri editori che fanno come la Magic (magari non con quei tempi, questo sì), sia verso i traduttori che verso i supervisori. Io penso (spero) ci siano costretti, perché fino a prova contraria non do’ la malafede a nessuno, ma magari sono ingenuo. Questa storia ci insegna che come per l'editor, anche il ruolo del traduttore è molto delicato in un mercato arretrato come quello italiano. Il problema di fondo sono i soldi non versati a chi ha lavorato. La vicenda non ha avuto seguito e dunque non sappiamo come essa si è conclusa, anche se è facile pensare ad un accordo tra le parti. Come per l'editor, anche il traduttore non può mantenersi solo traducendo fumetti. Ne abbiamo parlato, raccogliendo fonti e informazioni. A distanza di cinque anni, con un mercato ancora più in crisi, non è difficile immaginare che oggi la situazione sia peggiorata.

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