venerdì 15 maggio 2015

BRUTTE NOTIZIE PER LA PANINI COMICS: DOPO MAGICO VENTO DELUXE CHIUDONO LE SERIE VALIANT! CHE FLOP!!

La notizia era nell'aria da un po' di tempo perché quando una serie o un gruppo di testate non vanno bene si capisce subito dalle parole, dalle strategie e dalla abilità con cui i supervisori hanno di indorare la pillola che il gradimento dei lettori non è stato all'altezza delle aspettative. In parole povere, quando le testate non vendono, vengono chiuse senza tanti complimenti. L'universo Valiant non fa eccezione a questa regola. E pensare che una volta le case editrici erano più dirette. Nell'ultimo numero si dicevano dispiaciute dei risultati, ma erano costrette a chiudere la serie perché le vendite non si erano rivelate sufficienti per proseguire la pubblicazione. Oggi no. Si usano altri termini, differenti espressioni per descrivere i flop, ma la sostanza non cambia. Un flop è sempre un flop, comunque lo si voglia chiamare e nell'epoca della comunicazione globale ammettere i fallimenti non piace a nessuno, meno che mai alle case editrici. Era un po' di tempo che le serie Valiant non si vedevano più in edicola. Cosa era successo? I pochi lettori che seguivano queste collane si erano subito precipitati sulla rete in cerca di notizie, chiedendosi che fine avevano fatte queste serie. Nessun comunicato era arrivato dalla Panini e nei redazionali di questi albi non c'erano elementi per capire cosa stesse accadendo. Ieri, finalmente, la Panini ha chiarito la situazione. Alla domanda di un lettore sulla loro pagina Facebook ufficiale (screenshot), ecco la risposta: Come vi avevamo comunicato tempo addietro, le serie Valiant, proposte in volumi formato 100% non stavano dimostrando tutto il loro potenziale, per cui abbiamo deciso di provare un formato più agile, cioè il mensile da 80 pagine antologico da edicola, con un prezzo più basso rispetto ai volumi e una diffusione maggiore. La risposta del pubblico, sfortunatamente, è stata inferiore alle aspettative e abbiamo deciso di mettere momentaneamente in standby l’universo della Valiant. Stiamo, tuttavia, valutando nuove formule di pubblicazione di questo universo fumettistico. Quando avremo nuove notizie, le comunicheremo attraverso i soliti canali. La scelta delle parole è attenta, ma la sostanza è chiara. Quando si dice che una serie non sta dimostrando tutto il suo potenziale, poiché parliamo di testate che una casa editrice come la Panini si limita a tradurre in italiano, significa che le vendite sono state bassissime, così scarse da impedire la prosecuzione della avventura editoriale. Ci hanno provato prima con la linea dei volumoni 100% Panini Comics e non è andata bene. Poi ci hanno provato lanciando una serie antologica da edicola e l'esito non è stato diverso, a dimostrazione che il mercato è in grossa crisi e nuove proposte non hanno spazio. Infine, chiudono dicendo che stanno valutando nuove possibilità, ma alla luce delle prove fornite finora si può essere logicamente pessimisti.
 

Il fallimento delle serie Valiant ha origini antiche e parte dalle logiche della Panini di fare terra bruciata della concorrenza, comprando i diritti di licenza di tutte le serie che escono negli Usa. Non è la prima volta che le serie Valiant si vedono da noi. Negli anni novanta la Play Press lanciò alcune testate che ebbero un certo successo, tra cui la più nota era quella del cacciatore di dinosauri Turok. Ma ragionare con le logiche del passato non è un buon viatico e negli ultimi tempi l'ufficio commerciale della Panini non ne sta centrando una giusta. L'origine del disastro risale a un comunicato dell'11 giugno 2013 in cui la Valiant dichiarava di avere concluso con la Panini un contratto per la pubblicazione in licenza dei suoi personaggi in Francia, Italia e altri Paesi. Il testo: Valiant is proud to announce that it has partnered with Panini, Europe’s leading publisher of comics and graphic novels, for a new line of foreign language comics, translating Valiant’s smash hit monthly series into French and Italian for the very first time. Ecco la traduzione: Valiant è orgogliosa di annunciare che ha concluso un accordo di partenariato con la Panini, editore leader in Europa nella pubblicazione di fumetti e graphic novel per una nuova linea di fumetti di altri Paesi, traducendo le principali serie mensili Valiant in Francia e in Italia per la prima volta. Una domanda sorge spontanea: chi o cosa ha fatto intendere che la Panini Comics è leader in Europa nella pubblicazione di fumetti quando in Francia esiste un gigante come Dargaud che non ha rivali? Sul cecklist delle pubblicazioni Panini si trovano in tutto 19 tra albi e volumi con l'etichetta Valiant. Il 3 ottobre 2013 esordisce un volume della collana 100% Panini Comics dedicato a X-O Manowar con i primi quattro episodi della serie scritta da Robert Venditti e disegnata da Cary Nord conformemente a quanto si può leggere nel sopraccitato comunicato della Valiant, che annunciava l'esordio delle serie in Francia e Italia tra settembre e ottobre 2013. Seguono altri tre volumi con un prezzo tutto sommato interessante di 9,90 euro. L'ultimo, con gli episodi 15-18 esce il 6 novembre 2014. Oltre a X-O escono anche 3 volumi di Archer & Armstrong, 3 volumi di Bloodshot, un volume di Harbinger, uno di Quantum e uno di Rai. Quanto hanno venduto questi volumi? Veramente poco a giudicare dalle parole del comunicato della panini sopraccitato: non stavano dimostrando tutto il loro potenziale! Che è un modo elegante per dire che in un anno di pubblicazioni, dall'autunno 2013 all'autunno 2014, hanno venduto pochissimo. Noi ipotizziamo una media massima di 250-300 copie a volume e forse siamo troppo ottimisti, utilizzando con larghezza i parametri indicati dalla nostra sezione interna di Oslo. Quindi, hanno provato una formula diversa: abbiamo deciso di provare un formato più agile, cioè il mensile da edicola. Cioè: con i volumi è andata male, ora proviamo con l'edicola, sperando di intercettare più pubblico.
 
Ci sono riusciti? No, come loro stessi hanno dichiarato nel comunicato di cui sopra con le seguenti parole: La risposta del pubblico, sfortunatamente, è stata inferiore alle aspettative e abbiamo deciso di mettere momentaneamente in standby l’universo della Valiant. In parole povere: abbiamo toppato anche con il mensile antologico da edicola e quindi per ora la Valiant va in frigorifero. La scongeleremo se e quando ci verrà una idea migliore per proporre al pubblico questi personaggi straordinari. A questo punto ci domandiamo: chi è che partorisce le strategie editoriali della Panini? In teoria dovrebbe essere l'ufficio commerciale, che negli ultimi tempi ha fatto molto parlare di se per una serie di trovate che non hanno funzionato. Si va dalla scelta del formato di 48 pagine, odiato da una buona parte dei lettori, che non vedono l'ora che queste collane chiudano e Panini riproponga il vecchio formato da 80-96 pagine, dalla chiusura di Magico Vento Deluxe di Gianfranco Manfredi, di cui parleremo in seguito. La nuova serie da edicola ha fatto il suo esordio a gennaio 2015 con il titolo di Valiant Presenta! Il prezzo alto di 4,50 euro non è stato un buon biglietto da visita, ma la copertina cartonata rigida e la qualità della carta erano di buon livello. In proporzione, un prezzo non diverso da quello dei volumi da libreria. L'accoglimento non è stato buono e le vendite si saranno rivelate peggiori di quelle della precedente incarnazione libraria. In rete sono apparse quasi subito le recensioni entusiastiche dei soliti siti amici, ma i lettori non sono stupidi e non bastano le stupidaggini scritte da qualche sito di ragazzini privi di cultura per convincere le persone a sborsare la ragguardevole cifra di 4,50 euro. Con le recensioni di parte non si va molto avanti e alla Panini dovrebbero averlo capito. L'esordio in edicola è preceduto da queste dichiarazioni sul sito della casa editrice modenese: Grazie al successo riscosso nell'ultimo anno anche in Italia, l'universo Valiant è pronto a fare un nuovo grande passo, le avventure di Aric di Dacia e soci tornano in edicola a dicembre in un nuovo mensile: Valiant Presenta! Abbiamo letto bene? Hanno parlato di successo riscosso nell'ultimo anno anche in Italia? Ma siamo proprio sicuri? Chi ha scritto queste righe è lo stesso che ha scritto il comunicato che abbiamo riportato all'inizio del nostro articolo, dove si dice che le serie Valiant, proposte in volumi formato 100% non stavano dimostrando tutto il loro potenziale? Mettiamoci d'accordo: delle due l'una. O è vero che questi volumi hanno avuto effettivamente successo e stavano vendendo bene e allora perché interromperli? Oppure non è vero che hanno avuto successo come scritto sul sito della Panini in data 20 ottobre 2014, come sembra confermare il tenore della dichiarazione della Panini sulla pagina Facebook ufficiale.

L'esperienza insegna che i proclami con risultati di successo nelle vendite delle case editrici raramente sono veri, come dimostra il flop delle serie Valiant. Riconosciamo alla casa modenese di averci provato in tutti i modi, ma chi ha ideato queste strategie ha sbagliato, facendo sorgere più di un dubbio sulla sua affidabilità. Il mensile da edicola è partito zoppo. Quando un lettore si imbatte in un numero uno in edicola è portato a pensare che le serie ospitate al suo interno partano anch'esse dal numero 1. Non è stato così per Valiant Presenta, che è iniziato proponendo il crossover Unity con l'episodio numero 19 di X-O Manowar. Ed è normale che il lettore lasci questo albo sullo scaffale dell'edicola. Come faccio a recuperare i 18 numeri precedenti? Devo comprare 4 volumi dal prezzo di 9,90 euro cadauno? Cioè, a dire, devo spendere circa 50 euro per leggere gli episodi precedenti a quello pubblicato in questo numero 1 di Valiant Presenta? Facile ipotizzare il flop della collana. Peccato che i membri del commerciale della Panini non ci abbiano pensato. Quanto ha venduto questo mensile? Anche qui, applicando con larghezza i parametri di analisi stabiliti dalla nostra sezione principale a Oslo, non oltre le 700-800 copie. Sono bastati quattro numeri per riportare con i piedi per terra l'ufficio commerciale della Panini e capire che il flop era evidente. Peccato che nella pubblicazione di questa rivista hanno bruciato preziose liquidità, che vanno ad aggiungersi alle perdite connesse alle somme investite per l'acquisto dei diritti e il contratto con la Valiant. La casa americana si aspetta che Panini pubblichi e quindi utilizzi questo materiale. Tenerlo in cassaforte non serve a niente e danneggia la casa americana sotto il segno della visibilità in Europa. Non sappiamo come i membri della Valiant abbiano preso la notizia, ma forse oggi hanno capito che accordarsi con la Panini non è stata una idea brillante. Se torniamo al comunicato della Valiant del giugno 2013 è riportata una dichiarazione di Marco Marcello Lupoi, secondo cui: Panini is excited at the prospect of being Valiant’s partner in bringing its array of heroes into key markets such as Italy and France, and beyond, said Panini Publishing Director Marco Lupoi. Valiant stories are an amazing blend of action, adventure, mystery and socio-political intrigue which resonates strongly with the local comic book culture, and mix exciting modern artwork with storylines which defy genre and are able to intrigue readers with bold new storytelling ideas. La traduzione: Panini è eccitata dalla prospettiva di essere il partner della Valiant nella proposizione del suo schieramento di eroi nei mercati chiave di Italia e Francia e oltre. Le storie della Valiant sono una stupefacente miscela di azione, avventura, mistero e intrigo socio-politico che richiama fortemente la realtà dei comic book locali e un mix di lavoro artistico moderno con storyline che sfidano i generi e in grado di intrigare i lettori con coraggiose idee narrative.

Noi ci domandiamo: chi ha detto che quello italiano è un mercato chiave? E cosa ha fatto credere alla Valiant che ciò sia vero? L'intrigo socio-politico a cui Lupoi ha fatto riferimento è per caso uno che corrisponde ad un intrigo socio-politico di sinistra simile a quelli che hanno dilaniato il partito democratico di Matteo Renzi con tanti scandali di corruzione? Quindi, l'idea di comprare i diritti della Valiant è partita da Lupoi? Se è così, è lui il responsabile del flop di queste collane quale direttore publishing di Panini Comics, di cui si doveva prevedere l'eventuale fallimento. Dal nostro punto di vista, era meglio partire subito con un numero 1 da edicola con all'interno i numeri 1 delle serie Valiant! Non era così difficile pensare ad una strategia di questo genere. Probabilmente, Lupoi avrà ritenuto che presentare volumi antologici fosse scelta gradita ai lettori, ma numericamente quanti potevano essere interessati alla Valiant? Scelte di questo tipo si possono proporre con i personaggi della Marvel e non con personaggi sconosciuti di editori sconosciuti. Approssimazione e scelte avventate che ora hanno lasciato i lettori con un grosso problema: chi ha comprato i primi quattro numeri del mensile da edicola, credendo che potesse andare avanti chissà per quanto tempo, come farà a continuare a leggere le avventure di X-O? Deve rivolgersi agli albi in lingua originale, che costano una bella cifra? Non sappiamo quale sarà il futuro della Valiant in Italia, ma a questo punto è meglio che la Panini ceda i diritti ad altri editori potenzialmente interessati, sempre che ci siano. Un mensile di comics per andare avanti in edicola deve vendere non meno di 1000 copie. E pensare che una ventina di anni fa ne servivano almeno 20.000! Questo per far capire di quanto leghe il mercato si è ristretto nel corso degli anni. Infine, ci domandiamo: perché non avvisare i lettori che le cose non stavano andando bene già nel secondo numero? Non è difficile immaginare che la scelta di chiudere il mensile risalga a qualche settimana fa, non appena entrati in possesso dei dati di vendita dei primi due numeri. I lettori non sono stati avvisati negli editoriali del numero 4 e questo è un fatto molto grave. Perché non rendere edotti i fan quando le vendite non vanno bene? Non si fidelizzano così le persone, che giustamente trarranno profitto da questa esperienza, tenendosi ben lontane dalle nuove iniziative della Panini sugli indipendenti americani. Il fallimento delle serie Valiant si va ad aggiungere al flop di Magico Vento Deluxe, ristampa a colori di una serie della Bonelli scritta da Gianfranco Manfredi tra il 1997 e il 2010. Pensare che possa andare bene una serie di ristampa a colori dopo che quella in bianco e nero ha chiuso da meno di due anni per basse vendite è da ingenui. Prevedibile il flop dell'iniziativa, che si è fermata con il numero 25 di aprile 2015. Vendite iniziali di 4000 copie e poi a scendere, secondo quanto riferito dallo stesso Manfredi. Ne abbiamo parlato qui.

Scriveva il nostro possente Gunnar Andersen il 23 marzo 2015: Pochi giorni fa è arrivata la notizia, inaspettata solo per gli ingenui che credono alle favole, della chiusura di Magico Vento Deluxe ad opera di Panini! Ce ne siamo occupati in un articolo a cui vi rimandiamo per i dettagli. Ma quanto vendeva Magico Vento Deluxe? Sicuramente poco, visto che ha chiuso dopo appena due anni di pubblicazioni. La serie originale è andata avanti per 131 numeri mensili e cioè per tredici anni. Ci si sarebbe aspettati qualcosa di più o meno analogo per una ristampa con la novità del colore. Un costo in più per l'editore. Alcuni avevano osservato che si trattava di una scelta totalmente sbagliata. La ristampa è partita a marzo del 2013, cioè tre anni dopo la chiusura della serie Bonelli quando allora viaggiava sulle 25.000 copie circa. Alla Panini avranno ingenuamente pensato che se avessero fatto una ristampa di questa serie, sarebbe stata acquistata dallo stesso numero di persone. 25.000 copie per una ristampa a colori di una serie chiusa da così poco tempo? Magariiiiiiii, avranno sperato. Ma perché proprio Panini? Bisogna ricordare che dal marzo 2010, la Panini e la Bonelli hanno stretto un accordo che prevede l'assegnazione alla prima della gestione dei diritti di Tex e soci nei mercati esteri. Al di là di tutte le considerazioni in termini di tutela della concorrenza, che qui si prendono una bella vacanza, sono i risultati di questa attività che preoccupano. Alla Bonelli hanno fatto bene ad affidare alla Panini un compito così delicato? La Panini è anche il gestore dei diritti Marvel nel mondo, ma una cosa è negoziare avendo sul tavolo un personaggio come l'Uomo Ragno, che è conosciuto in tutto il mondo, altra cosa è Dylan Dog, che è pubblicato solo in nove Paesi. Un'altra domanda che occorre porsi è la seguente: alla Panini conoscono i personaggi Bonelli e il contesto socio-economico in cui sono inseriti? Si tratta di un aspetto fondamentale quando si deve decidere di avviare un progetto ambizioso di una ristampa a colori di una serie presentata in origine in bianco e nero. Il flop di Magico Vento Deluxe dimostra che questa conoscenza è mancata. Ecco le parole di Gianfranco Manfredi, il creatore del personaggio: La decisione mi è stata comunicata di recente, con una certa afflizione da parte dello staff Panini che avrebbe voluto continuare, ma contro il “commerciale” la battaglia è oggi persa in partenza. La ristampa vendeva al principio sulle 4mila copie o poco più, e già mi chiedevo come facevano a starci nei conti. Con il tempo e con l’accentuarsi della crisi delle edicole, le vendite sono calate. Personalmente non mi stupisce. Avevo suggerito, quando l’operazione partì, di pubblicare soltanto una selezione degli albi migliori, perché dubitavo assai dell’edizione cronologica. Soltanto in Brasile e in Croazia, per ora, Magico Vento è stato pubblicato per intero dal n.1 al n.131 , ma loro non lo conoscevano. Era un fumetto nuovo. Da noi è una ristampa ed era quanto mai improbabile potesse uscire in integrale. L’edizione a colori è stata comunque molto importante per il rilancio della serie e grazie a questa edizione si sono raggiunti mercati internazionali (come USA e India) dove finora MV non era arrivato. Dunque la sua funzione l’ha avuta lo stesso e ne sono grato.

Sono, d’altro canto, allo studio nuove iniziative. Mi piacerebbe in particolare che uscissero raggruppati in volume da libreria i cinque episodi dedicati al ciclo delle Black Hills e non è nemmeno escluso un mini ciclo del tutto nuovo, cui sto pensando con un gruppo selezionato di disegnatori storici della serie. Si tratta di studiare i tempi di realizzazione. Dunque: nessun dramma. Mi spiace per la pattuglia coraggiosa e fedele dei lettori che avrebbero voluto un’edizione completa a colori, ma posso assicurare che questo intoppo lo considero come un’opportunità per nuove iniziative. Ned è ancora vivo. Il dato di vendita della serie avrà lasciato di stucco chi credeva che una serie così dovesse vendere come minimo 20.000 copie. Ma sono fantasie alimentate dagli spot promozionali che gli stessi autori diffondono. Non è il caso di Manfredi, ma si può citare il precedente di Dylan Dog, che nonostante sia seppellito di critiche a destra e a manca, spesso e volentieri si legge su Facebook di vendite in aumento che, però, si scontrano con una realtà molto diversa. Le parole di Manfredi, che sul suo profilo FB dichiara di essere di sinistra, suonano molto chiare.  Afferma che la decisioni di chiudere Magico Vento gli è stata comunicata dallo staff Panini con una certa afflizione. Perché afflizione? Credevano davvero che una ristampa a colori di Magico Vento sarebbe potuta durare? Se è così, allora questo staff non conosceva il personaggio e soprattutto il mercato. Spesso abbiamo messo in guardia dalle illusioni della rete, dove serie e personaggi sono osannati, ma che nella vita reale non hanno sostanza. La Panini è nota per la pubblicazione di fumetti americani e giapponesi. Nel loro staff è diffusa anche la conoscenza del fumetto italiano e Bonelli in particolare? Dubbi che vengono spontanei perché Manfredi prosegue affermando che contro il commerciale la battaglia è persa in partenza. Parla del commerciale della Panini? Se è così, si deve concludere che lo staff della casa modenese ha avallato la produzione di una testata senza conoscerne tutti gli aspetti fondamentali? Dalle parole dell'autore è parso di capire che egli ha cercato di convincere i paninari a fare diversamente, ma non è stato ascoltato. Poi svela finalmente i dati di vendita della collana, una informazione che dal citato reparto commerciale Panini non avremmo mai sperato di ottenere. Secondo Manfredi, la ristampa vendeva poco più di 4.000 copie e lui stesso si chiede come i paninari facessero a rientrare nei conti, forse a causa dell'aggiunta del colore, che avrà aumentato di molto i costi. Se Manfredi si meraviglia del dato di 4.000 copie, ritenuto basso, è possibile ipotizzare che gli auspici di entrambi fossero molto più ampi. Non è difficile immaginare che le parti si aspettassero qualcosa tra 10.000 e 20.000 copie. Cifre che nell'attuale mercato dei fumetti sono fantasiose. E se questa è la situazione allora bisogna concludere che nell'attuale mercato non c'è spazio per ristampe a colori di serie originariamente in bianco e nero, chiudendo ogni velleità Panini di lucrare dai diritti Bonelli in un momento in cui il mercato è in crisi. Jack Santorum.

2 commenti:

  1. Brutta notizia per la Panini: io non sapevo assolutamente nulla di queste serie Valiant. Altrochè flop, è l'inesistenza fatta fumetto.

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    1. E come te, praticamente nessun altro sapeva niente di queste collane. La Panini ha commesso una serie di errori madornali. Prima hanno puntato sui volumi nel formato 100% Panini Comics e non hanno venduto il sufficiente per andare avanti. Poi hanno puntato sull'edicola, ma anziché ricominciare dai numeri 1 americani, hanno proseguito con le numerazioni dei volumi, come se questi ultimi avessero avuto chissà quale seguito. Uno sfascio completo. Risorse bruciate a non finire, mettendo a rischio i progetti successivi. Così come stanno le cose, per il futuro è meglio non comprare subito le nuove collane. Aspettare che escano un bel po' di numeri e poi prenderli nell'usato, dove hanno un valore di 0,50-1,00 euro. Anche le TNMT sono a rischio chiusura.

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