domenica 10 maggio 2015

BUFERA SU DYLAN DOG! DOPO GLI ATTACCHI AI LETTORI ARRIVA LA RISPOSTA CHIARA DELLE COMMUNITY: BASTA

Nel mondo di Dylan Dog continua a regnare il nervosismo, mentre la bufera delle critiche di ogni genere spazza via, senza pietà, il castello di illusioni create dai proclami iniziali, quelli che annunciavano che sarebbe tornato il vero Dylan Dog. Gli editoriali del numero 325 avevano acceso molte speranze. Dopo anni di inconsistenza, si sarebbe tornati alla antica gloria. E molti ci credettero, portando pazienza e continuando ad acquistare la collana, dopo che erano venuti meno tutti i motivi per seguitare a leggerla. Dodici mesi dopo, con il numero 337 è iniziata la fase 2, quella con il materiale nuovo, che avrebbe dovuto ricostruire Dylan Dog riportandolo ai fasti del passato. Poi, come un fulmine a ciel sereno, è arrivata la dichiarazione di resa negli editoriali del numero 344, in cui è stato scritto che il bello del passato è che è passato! Esiste solo l'adesso. In quel momento, tutti hanno capito. Le promesse non sono state mantenute, il livello delle storie non è salito, la qualità è colata a picco. Quelli che ingenuamente hanno continuato a comprare la serie di Dylan Dog dopo il numero 337 hanno compreso di avere sbagliato. Ora non compreranno più la testata dell'Indagatore dell'Incubo, ma gli elementi per arrivare a questa conclusione erano già presenti da molti mesi. Ne abbiamo parlato spesso nei nostri articoli, mettendo in risalto i profili anticristiani delle storie, gli omaggi alla sedizione e alla rivolta del proletariato (vedi Dylan Dog n. 339), all'ilarità suscita dalla trovata del nome di Bloch, che secondo gli autori sarebbe stata di T. Sclavi, ma noi ne dubitiamo fortemente. Fino al crollo avvenuto con il numero 341. Lì si è chiusa la partita. Qualcuno ricorda ancora John Ghost? Doveva essere la nemesi dell'Indagatore dell'Incubo. Si è rivelata, invece, una maschera priva di personalità, uno stereotipo senza spessore e dopo quella fugace comparsata non è più uscito. E in rete infuriava il Dylan Dogofilo, che in un plateale video gettava nel secchio della spazzatura i numeri 337-338-339 della collana! A dimostrazione di una distanza incolmabile che si era creata tra la testata e la nuova direzione editoriale. E gli autori come hanno reagito alle pesanti critiche? Nel peggiore dei modi, usando espressioni molto dure verso i lettori, chiamati talebani, fake, troll e da ultimo cialtroni. Ad un certo punto, hanno cercato di convincere la gente che leggeva che chi criticava erano poche persone che creavano nick fasulli sui social e altre assurdità. Nel frattempo, la casa editrice veniva invasa di mail di lettori, che non riuscivano a capacitarsi di come si fosse riusciti a produrre l'archetipo di un personaggio così lontano dai canoni storici. Una insoddisfazione continua. E poche ore fa, sul forum del personaggio è montata un'altra polemica. Fan furiosi per le parole spese nell'editoriale del numero 344. In premessa va detto che:
 

nella moderna comunicazione globale nel rapporto con il pubblico bisogna essere misurati, educati e concilianti. Niente di tutto questo è stato trovato nelle dichiarazioni pubbliche di autori e addetti ai lavori. Una reazione veemente, durissima e con espressioni molto cattive ha investito i lettori, che a maggior ragione hanno aumentato la loro distanza dalla collana. La provocazione è autodistruttiva, annienta gli investimenti compiuti e gli sforzi condotti sino a quel momento per sostenere un progetto di rilancio. Ecco le parole dello sfogo, che sono ancora più dure e decise di quelle dell'editoriale del numero 344: Mi pare che ci si voglia accanire a tutti i costi contro questo nuovo corso perché fa tanto figo. (estratto di un intervento in un forum, topic su Dylan Dog.). Ehm... hai detto figo? Ho capito bene? Mi piacerebbe sapere cosa c'è di figo nell'infastidire gli autori, attaccandoli senza alcun rispetto per bersagliarli con pretesti faziosi e domande retoriche. Cosa c'è di figo a determinare, senza appello, un allontanamento definitivo di chi scrive e disegna Dylan Dog dalle piazze di discussione. Spazi che dovrebbero servire a chi legge per scoprire qualcosa di interessante sui "dietro le quinte" della lavorazione di un albo, del mestiere del fumettista. Cosa c'è di "figo" nel chiudere prepotentemente lo spazio anche a chi, invece, è interessato a questi argomenti in modo costruttivo (un numero di persone moooolto più consistente rispetto alla falange retrograda che rema contro, del resto). Cosa c'è di "figo" nel farsi mandare a quel paese direttamente dalla Bonelli Tutta, che avvalla e pubblica un bel NUN CE ROMPETE sclaviano d'antan, corale e accorato, sulle pagine dell'editoriale di questo mese, che serve unicamente (unicamente!) a dimostrare che il lettore riottoso c'è sempre stato, e quelli che inneggiano e rimpiangono Sclavi probabilmente non godono dello stesso rimpianto da parte sua. Cosa c'èdi "figo" nel dichiararsi, con questo atteggiamento, delle persone confuse e arrabbiate che prendono un pretesto qualunque per far vedere che sanno piantare i piedi per terra e rendere inaccessibile il loro cervello a qualsiasi desiderio di scoperta. Come in certe riunioni condominiali, dove nessuno ha il coraggio di dire "perchè c'hai la macchina più bella della mia e mi stai sulle balle!" e preferisce urlare "perchè il tuo cane mi fa la pipì sulle ortensie!". Per avere intorno, nello spazio limitato della riunione, testine che annuiscono pensando a quanto è odioso un cagnolino, quanto sono inaccettabili due gocce di pipì e quanto sia doveroso il sacro rispetto delle ortensie-dono-di-Dio. E, ovviamente, quanto devi aver rubato per comprarti quella bella macchina. Beh, volevate la defezione degli autori dai forum? Ci siete riusciti. Clap-clap-clap. Stiamo sparendo tutti dalle vostre piazzette insulse.
 
E spero che coloro i quali volevano un rapporto vis-à-vis schietto ma anche cortese e restano così a becco asciutto e schietto, prendano una sana decisione di indipendenza e fondino qualcosa di serio. Che, davvero, servirebbe. Finalmente. E' vero quello che diceva Warhol: "Ognuno, nella vita, ha diritto a un quarto d'ora di celebrità.". Qualcuno ha frainteso, capendo che il quarto d'ora lo si ottiene insultando pubblicamente una persona che ha un certo seguito. Non calcola la rimanenza, però: l'autore proseguirà per la sua strada, e tu hai fatto la figura del cialtrone. Peccato. Abbiamo provato ad aiutarvi a capire, ma... dottore... il paziente non collabora. Con l'occasione, estendo invece un abbraccio e una garanzia a vita di amicizia e fiducia a tutti coloro che non fanno parte delle piazzette-piazzate e non ne condividono lo spirito. Viva Dylan Dog. Viva Dylan Dog, un par de ciufoli, verrebbe da dire in questo caso; le parole agli utenti del forum non sono affatto piaciute. E infatti un utente scrive: Beh. vabbè a sto punto il nun ce rompete ci sta anche da parte di noi lettori. Questo mi sa tanto un piangersi addosso. non voglio difendere chi offende, ma credo che qui la maggior parte degli utenti critichi in maniera molto più che dettagliate e costruttive. Detto questo siamo noi lettori che compriamo i vostri fumetti fino a prova contraria. Cmq, questa fase due per ora nn è stata molto entusiasmante, di storie horror ancora nn se ne sono lette e Qualche occasione persa già c'è stata (penso al pensionamento do Bloch con la morte che va in ferie e mi vien da piangere). Poi nessuno qui mette in dubbio la professionalità o la voglia di fare,però sapete che vi confrontate con Sclavi e quindi il confronto sarà sempre duro. Speriamo che Dyd continui veleggiando più serenamente. Un utente che, quindi, difende il suo diritto di criticare scelte poco condivisibili. Un altro utente invita chiaramente gli autori a impegnarsi di più: Quindi, secondo questo neanchetantovelato ricatto mediatico, per ottenere qualche "chicca" stillata in anteprima dalle bocche buone della redazione, bisogna allinearsi alla sacra causa come un branco di impecoronati - dal bollino di garanzia "made in claque" - sustainers, pronti a ciecarsi la vigilanza dell'occhi critico, in nome della belante approvazione, onde evitare isterismi da vecchine bizzose o piagnistei verginelli da primedonne infantilmente incosapevoli... delle multivalenze zozz&tentacolari della rete. Tornare nel proprio studiolo a scrivere qualche storia decente no? Visto che non si è in grado di accettare un raffronto critico sul web né di spostare l'ago dalla bilancia percettiva dai fan-odromi alla trasparenza di chi non accetta di subire passivamente prodotti confezionati con scarsa cura, o per un pubblico concepito come ebete e sempliciotto. Non so quanto le altre piazzette...
 
abbiano contribuito a queste dichiarazioni, ma se è questa la piazzata vigente da chi sale sul pulpito dell'autorialità, mi terrei la mia piazzetta bella che vuota in attesa di affittare i posti auto a qualche altro mezzo più fornito, di contenuti...anche umani e diplomatici, nel caso. Non serve andare molto lontano, tra l'altro, basta vedere la signorilità di uno come Cavaletto, che nonostante le critiche piovute (senza rane) qui sopra, ha saputo sempre destraggiarsi con sincera simpatia e modestia, senza accattivarsi consensi per il solo gusto di vedersi tributato gli onori della piazza. Per chi non arriva a questo, e si vuole auto-esiliare per incapacità comunicativa, c'è sempre una risposta al NUN CE ROMPETE: ALOHA NUN VE SCOMODATE. Qualcun altro fa notare. Se è vero che sono pochi quelli che criticano, perché innervosirsi tanto? Magari, la verità è che a criticare sono tantissimi e infatti: Persone che suppongo che facciano il mestiere da loro sempre sognato che se la prendono per qualche haters e qualche critica in buona fede. Ma allora tipo Gigi D'Alessio che dovrebbe dire? Ma davvero credevano di invadere i Social, i Forum creando hype spaventosi e non trovare critiche ma solo giovani adulatori, sbavanti......ma davvero? Dopo 23 anni mi fa venire voglia di abbondare Dylan, più di una storia "sclaviana" di Gualdoni, più di "Bloch in pensione"...più del n.300...più del mio capo che mi dice che devono tagliare il personale e quindi..ma perché prendersela mica ho gli haters. Un altro utente precisa qual è l'essenza originaria del forum: una nota che per me è importante; cravenroad7.it è un forum per i fan di dylan dog, non per gli autori. Gli autori hanno sempre deciso di partecipare autonomamente a questo forum e altrettanto autonomamente andarsene quando meglio gli pareva. Nonostante questo il forum vive dall'8 settembre del 2000 . Gli altri forum, blog accondiscendenti ecc sono tutti morti, o quasi. Se simeone giudica questo forum insulso qui non è il benvenuto, come qualsiasi altro autore che giudica cr7 insulso. Io non mi permetto di dire che il lavoro di Simeone è insulso, ma vabbè. signori si nasce. Altri se ne sono andati quando gli faceva comodo dicendo che qui è pieno di troll. Poi una volta andati via i troll se li sono portati appresso nei blog e negli altri posti in cui andavano a postare. Poi è nato facebook, e lì nelle proprie bacheche è difficile contraddire un autore, chiunque esso sia. Acca' nisciuno è fesso. Quindi questi si accontentino di facebook per i fan devoti. Su cr7 nessuno è devoto. Molti criticano, molti esagerano, ma poi basta guardare i voti per capire che sono una minoranza nella minoranza dato che la maggior parte delle volte la media è positiva. Comunque se ci sono utenti maleducati riferendosi ad autori, utenti, calciatori, bersaglieri ecc, segnalateli.

Poi arriva il commento dell'utente che ha determinato un po' di polemiche sulla pagina Facebook del forum: Ho letto l'intervento di Simeoni (che fa il paio con l'editoriale di Recchioni sull'albo di questo mese). Sono allibito, letteralmente. Qualche pensiero sparso, senza pretese di organicità (anzi, saltando di palo in frasca): - l'intervento è scritto male, fatto piuttosto grave per uno che si dice scrittore: stile sciatto, banale, terra terra, senza brillantezza, con goffi tentativi di ironia e paragoni ridicoli (la macchina più grossa, le ortensie, la pipì del cane: giusto al bar dopo cinque stravecchi si esprimono così). Questo forum sarà anche insulso ma è pieno di utenti che scrivono molto, ma molto, ma molto meglio di così. - gli scontenti della fase 2 devono essere molti di più di quello che ci viene fatto credere (ma basta dare un’occhiata ai forum per rendersene conto). Altrimenti non si spiegherebbero questi sfoghi scomposti e l’editoriale bilioso di questo mese. Nessuno dedica tanto spazio ed energia a qualcosa che è numericamente trascurabile. - la marginalità, la trascurabilità, il provincialismo del mondo del fumetto italiano è dimostrata dal fatto che le sue sedicenti “star” sono questi personaggi piccoli, boriosi, totalmente sprovvisti di senso del ridicolo. Personaggi che dovrebbero essere dei professionisti e che in realtà non sanno reggere un millesimo della pressione mediatica di un attore, di un cantante, di un calciatore senza sbarellare. Dilettanti allo sbaraglio. - i forum fino ad ora hanno fatto tanto comodo per diffondere il verbo della "fase 2", coglionando tutti con hype farlocchi. Ricordo che un anno fa di questi tempi si blandivano gli utenti con ogni tipo di promessa (tipo l’improbabilissima pubblicazione delle "ergastolane". Quando è risultato evidente che questo non sarebbe mai successo Recchioni ha escogitato la ridicola promessa di una spedizione di utenti in via Buonarroti per vedere dal vivo le tavole non pubblicate: naturalmente non è successo manco questo). Ora che i forum non fanno più comodo perché il bluff è stato svelato, saluti a tutti (punto centrato strepitosamente da Mirco nel suo intervento più sopra: "Altri se ne sono andati quando gli faceva comodo dicendo che qui è pieno di troll. [...] Acca' nisciuno è fesso". - questi autori prima gongolavano nell’ombra a leggere le critiche a Gualdoni, perché servivano a liberare il campo all’avvento dei messia, dei salvatori della patria. Ora naturalmente le critiche a loro non vanno più bene. Gli utenti erano bravi quando parlavano bene (spesso a prescindere) della fase 2 e dei suoi autori. Ora che criticano sono una massa di decerebrati insulsi. Come quelli che ci provano con una tipa dicendo che è straordinaria ma quando poi non ci sta diventa una troia. Siamo alla storiella della volpe e dell’uva. - è evidente che a dare fastidio...

non sono le critiche maleducate...ma le critiche in sé. L’abitudine agli articoli a 90 gradi, alle interviste genuflesse dei vari situncoli di fumetto ha fatto sviluppare nelle nostre “star” un’idiosincrasia per le opinioni libere dei forum (che in un primo tempo hanno tentato di “addomesticare” con la loro presenza). Prendiamo l’albo di questo mese. Mi sono riletto i commenti e in 23 pagine c’è un solo intervento che potrei definire maleducato: un utente ha scritto “Pontrelli mi fa schifo” ed è subito stato richiamato all’ordine dagli altri utenti e dagli amministratori (e poco dopo si è scusato spiegando meglio il suo pensiero). Viceversa, ho letto tante critiche dure ma circostanziatissime e dettagliatissime e mi sa che sono queste che non vanno giù alle nostre “star”. Non potendo ammettere che a dar fastidio sono i post educati ma non supini (la regola), meglio prendersela genericamente con le fantomatiche critiche maleducate e arroganti (l’eccezione). - da sbellicarsi quando Simeoni scrive: "Spazi che dovrebbero servire a chi legge per scoprire qualcosa di interessante sui "dietro le quinte" della lavorazione di un albo, del mestiere del fumettista. [...] Abbiamo provato ad aiutarvi a capire, ma... dottore... il paziente non collabora". Ma chi sei, il maestro zen? Per Anarchia hai passato 20 e più pagine di commenti a rispondere alle critiche circostanziate dei lettori con minchiate senza senso tipo il nastro di nylon della polizia che può reggere il peso di una persona o la pistola disegnata sbagliata che in realtà è giusta perché c'è stata una "transustanziazione" (sic!). Se questo è il tenore degli interventi degli autori, grazie, ne facciamo volentieri a meno. - basta riempirvi la bocca con il nome di Sclavi a ogni piè sospinto! Basta! In tutte le poche interviste degli ultimi anni, il Tiz ha sempre detto chiaramente di non leggere più Dylan Dog da diverso tempo. È ormai evidente anche a un cieco che a Sclavi la Bonelli ha preparato il pacchettino Recchioni chiedendogli a posteriori di dare la sua benedizione, mettendoci la faccia per tentare di fermare l’emorraggia di lettori (e dunque la perdita di guadagni per tutti, creatore del personaggio compreso). Non ci crederò mai che Sclavi abbia scelto personalmente come curatore della collana uno che non conosceva di persona e che per Dylan aveva scritto sette storie in tutto (una buona, una discreta e cinque trascurabili). Quindi smettetela di fare gli unti del Signore che non ci crede nessuno. - tutto questo nervosismo sembra proprio tradire una forte insicurezza, determinata presumibilmente dal fatto che le cose non stanno andando come si sperava (se tutto andasse secondo i piani non si spiegherebbe tanto livore). Mi ricorda quel politico che prima aveva promesso mari e monti e poi quando si era dimostrato non all’altezza della...

situazione se la prendeva con gli altri che non lo lasciavano lavorare. A me da fonti attendibili (lo ripeto, l’avevo già scritto in un altro post) consta che il venduto di Dylan non si sia alzato minimamente, a parte la bolla mediatica dei 30000 mila in più del solo, strombazzatissimo Spazio profondo. 30000 lettori tutti persi già dall'albo successivo. - è ormai chiaro che la scelta di questo staff per il rilancio di Dylan Dog si è rivelata una cantonata mostruosa da parte della Bonelli. E' evidente che non sono all'altezza, come si muovono fanno danni. L'utente chiarisce che ci sarebbero state circa 30.000 copie in più vendute del numero 337, poi perse tutte nel numero successivo, il 338, albo della Morte che se ne va in vacanza, dove non sono mancati i contenuti anticristiani. Ma chi ha fornito questi dati all'utente? E' lui stesso che lo chiarisce poco dopo: E' un tizio che conosco che lavora nell'editoria a fumetti. E' un professionista, in anni che lo conosco quando mi ha dato dei numeri sul venduto di qualche collana si sono sempre sempre rivelati corretti. Non ci sono fonti ufficiali, nessun articolo ha mai dato i numeri del "rilancio" di Dylan perché nessuno dalla Bonelli ha reso pubblici i dati. Ma se ci fai caso i commenti trionfalistici di Recchioni (cose tipo "Intanto ho 30000 lettori in più e me li tengo") sono apparsi esclusivamente il mese successivo a Spazio profondo. Dal mese dopo ancora, ha iniziato a parlare in termini molto più vaghi e generici, accennando a una non meglio precisata "soddisfazione", a "risultati in linea con gli obiettivi" (ti potrà sempre dire "l'obiettivo non era guadagnare ma non perdere"), giocando sull'equivoco e lasciando credere (senza affermarlo esplicitamente) che i 30000 nuovi lettori di Spazio profondo si erano consolidati anche nei numeri successivi. Cosa che pare proprio non essere. La dimostrazione indiretta? Quello che affermo ora lo affermai più di un mese fa nel topic dell’albo del mese (Nel fumo della battaglia), in questo intervento: viewtopic.php?f=8&t=9200&start=210 Tu sai bene quanto il curatore della collana si catapulta(va) a sedare immediatamente ogni dissenso rintuzzando in toni durissimi ogni intervento che mettesse in dubbio la sua autorevolezza e le dimensioni del suo grande successo. Rispondeva a tutti, anche ai post più sterili e provocatori. Bene, questo mio post non ha mai ricevuto da lui alcuna risposta. Cosa aveva detto questo utente allora: In realtà ci andrei cauto con la certezza che dalla fase 2 le vendite siano decollate. Se ricordo bene qualche mese fa su questo forum è stato buttato lì dal Rrobe un post che accennava con vaghezza a 30000 lettori guadagnati dall'inizio della fase 2. In realtà, parlando con uno del settore che conosce i dati di vendita delle varie collane a fumetti (è affidabile, non ha mai cannato i numeri in tanti anni), è vero che Spazio profondo ha fatto...

30000 copie in più, cosa anche naturale visto il battage pubblicitario, gli annunci ad hoc, gli articoli, le interviste, la conferenza-show e la sovresposizione mediatica di quei giorni. Mi (gli) risulta però anche che dal numero successivo (Mai più ispettore Bloch) le vendite siano tornate nè più nè meno ai livelli di prima, stabilizzandosi sui 105-110 mila. In questi casi il giochino (comprensibile, per carità) è enfatizzare il dato gonfiato iniziale (gonfiato dall'effetto novità, intendo, che è un fattore quasi matematico di ogni collana che inizia o si rilancia di brutto) e poi tacere sul seguito, lasciando intendere che i numeri siano rimasti quelli anche più avanti. Quando uscì Orfani ricordo che il Rrobe scrisse qualcosa tipo "Stiamo riempiendo il San Paolo", intendendo lo stadio del Napoli che tiene 60 mila posti. In realtà poi Rrobe non intervenne più per precisare che lo stadio non si era comunque esaurito, ma che restavano più di diecimila posti vuoti, e nemmeno informò nei mesi a venire che il venduto della collana dopo 6-7 numeri si era dimezzato, allineandosi con i dati di una collana Bonelli media. La morale? Lasciamo il marketing a chi il marketing sa farlo e ha interesse a farlo. Il lettore si concentri sulla qualità delle storie e se esse sono o no di suo gradimento. Si conferma anche il flop di Orfani, oltre a quello di Dylan Dog, che dopo il boom del numero 337 è tornato nei suoi binari consueti e da allora, presumiamo, che le cose non siano affatto migliorate. Poi, chissà perché, la discussione finisce su Saguaro, che ha chiuso di recente con il numero 35. In un articolo apparso su Fumetto d'Autore si disse che la produzione si era fermato con il numero 27 e che sarebbe proseguita fino all'esaurimento del materiale, che sarebbe stato di lì a poco. Eppure, nonostante il fatto che queste affermazioni fossero state precisate a più riprese, c'è ancora qualcuno che, contro il buon senso, continua a ripetere le stesse sciocchezze in una faida personale contro Fumetto d'Autore! I lettori cominciano a prendere atto di certe incongruenze e infatti: Non so chi sia la fonte di Diabolo, certo mi dispiacerebbe sapere che le cose possano tornare ad andare male per DyD. Ciò detto, non ho comunque ben capito nemmeno io l'andazzo dall'inizio della fase 2: alcuni post dopo la pubblicazione di Spazio Profondo parevano indicare un RECUPERO (sui 30000) di lettori; altri post a metà fase 2 parlavano solo di uno stop del calo (inclusi i 30000 recuperati? o uno stop rispetto alla tendenza generale?)...mah, francamente non ho mai avuto molta voglia di perdermi in speculazioni di questo tipo. Questa faccenda dell'adrenalina, del dover creare un evento, per esempio (e imo ovvio) è una delle cose che mi ha portato ad avere un atteggiamento di sfiducia verso la baracca, semplicemente non ci credo più, e più si crea l'evento (e contemporaneamente il contrasto/scontro con "la minuta frangia bla bla bla") più mi disaffeziono. Problema mio, naturalmente, ma non ci credo più.

Qualche altro lettore precisa, a dimostrazione della veridicità dei dati diffusi del suo collega: se DD avesse riscontrato un aumento MEDIO delle vendite anche solo attorno al 10% nell'ultimo semestre, conoscendo i personaggi implicati e il loro malcelato trionfalismo di routine - adesso convertito in vittimismo - adesso avrebbero già noleggiato un pajo di Concorde con tanto di striscione proclamante in coda, per farli svolazzare da Aosta e Siracusa. O comprato uno spazio a reti unificate per l'annucio. Io invece devo dire di essere abbastanza d'accordo con Diabolo. E anche io sarei curioso di leggere i dati di vendita della Bonelli e sapere perché l'argomento è stato trattato così vagamente dai diretti interessati. Semplice curiosità. I fan mettono in evidenza quelli che sono i problemi diffusi della collana, acuiti e non eliminati dalla nuova gestione editoriale. E infatti un altro utente scrive: Raccolgo tutte le forze di oggi per il commento all'albo del mese e per questa considerazione, dopo la delirante nota scritta da Simeoni, evidentemente più incline a sparare pistolotti sinistroidi di epoca sessantottina, piuttosto che confrontarsi con il lettore o, sia mai detto, scrivere una storia di Dylan Dog come si deve. Analisi acida, colma di bile non espulsa dal fegato, farlocca e auto incensatoria, che denigra il QI altrui, tanto se ad offendere son gli autori, magari dietro comunicati ufficiali stampati, va bene, se sbaglia a scrivere mezza parola un utente è tutta scemenza che tracima, come il letame. Ora bene, la cosa non li riguarda, tanto finirò presto di prendere Dylan per ovvi motivi, ma sappiano, costoro, che scrivendo queste note irose, ridicole, da piagnisteo infantile, si scavano la fossa, intellettuale, da soli. La mancanza di rispetto la dovrebbero considerare lor stessi, quando insultano con grandi valzer di parole chiunque critichi la loro missione, per altro non destinata a finire negli annali della letteratura italiana, se ne convincano. La mia personale capacità di aumentare il livello di conoscenza personale, deriva dalle mie esperienze di una vita cattiva, sofferta, terribile e meravigliosa, che rifarei dal primo al, vicino, ultimo giorno, non dalla lettura di pagine come Anarchia nel Regno Unito, che se ne capaciti Simeoni o chi lo ha imboccato. Se gli autori disertano questo o altri forum, si campa lo stesso. Tanto i cimiteri son pieni di gente senza la quale il mondo si sarebbe fermato, me compresa. Comunque brutta, inutile e isterica la sclerata di Simeoni. Ricorda -appunto- le sclerate isteriche tipiche delle primedonne dei forum (e almeno un paio di volte ci sono cascato anch'io). Se hanno davvero preso quella decisione meglio facevano a metterla in prarica senza comunicati.

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