domenica 3 maggio 2015

NAPOLI COMICON 2015: TRA COMICITA' E ALCUNE PERPLESSITA' I VINCITORI DEI PREMI ATTILIO MICHELUZZI!!!

Uno degli momenti più esilaranti delle mostre mercato del fumetto o convention per dirla all'americana, è quello delle premiazioni, dove l'autocelebrazione di editori, autori e addetti ai lavori raggiunge i picchi più elevati. Spesse volte vengono premiati, se si può usare questo termine, gli albi che o hanno venduto poco o niente oppure quelli di autori noti nel microcircuito dei negozietti specializzati o legati all'area politica della sinistra. Nomi di perfetti sconosciuti che siti e forum compiacenti (gestiti da amici e amici degli amici) pompano con articoli senza alcun contatto con la realtà del mercato, che simili opere rigetta. Napoli Comicon 2015 non è stata da meno. L'elenco dei vincitori del premio Micheluzzi suscita, da un lato, perplessità, dall'altro risate sommesse. Tralasciando i nomi di autori e opere sconosciute (sconosciute erano e sconosciute resteranno), qui ci occupiamo dei nomi noti, in un certo senso. Vorremmo prima occuparci dei criteri per mezzo dei quali vengono scelti i vincitori, ma finiremmo per impelagarci in complicati ragionamenti che sfuggirebbero ai più. Perciò, cominciamo subito con Tormenta Nera! Girovagando in rete viene accreditato come un classico del fumetto giapponese pubblicato nel 1956 e l'autore è un certo Yoshihiro Tatsumi. Temi realistici e toni drammatici. Bao ci ha investito sopra realizzando un volumetto di 128 pagine a 14,90 €! Buona fortuna ai fortunati possessori, ma resta un fumetto sconosciuto. Piuttosto, non immaginavamo che Bao pubblicasse fumetti giapponesi! Non occupandoci di piccoli editori, non ne eravamo a conoscenza. L'edizione è spartana, ma gradevole al tatto. Uno sguarda veloce alla pagina Facebook di Bao rivela la presenza di due commenti. Un buon inizio.
 

La fantasia degli organizzatori della manifestazione ha partorito un premio per il miglior webcomics, che conferma quanto distante dalla realtà vivano alcuni autori. Non lo citiamo perché non lo conosciamo. E non abbiamo nemmeno voglia di fare ricerche in rete. Le energie vanno destinate ai pezzetti grossi. I pesci piccoli li lasciamo nuotare nello stagno. Il premio della miglior serie straniera va a Occhio di Falco di Matt Fraction e David Aja pubblicato dalla Panini Comics (che di recente ha rinnovato i diritti Marvel fino al 2018) nella collana Marvel Select, un elegante brossuratino di 48 pagine. Se leggete la traduzione delle nostre interviste ad Alex Alonso, noterete le lodi sperticate tessute per questa serie che in America non ha venduto tantissimo, anzi è stata nella media dei titoli con meno rendimento, ma poche settimane fa ha fatto il suo esordio la nuova collana All-New Hawkeye, il cui numero 1 è andato piuttosto bene. Una storia che esplora nuovi generi narrativi e smaccatamente di sinistra, aspetto questo che avrà allietato coloro che rimpiangono gli anni terribili in cui il PCI avvelenava la scena politica italiana. Una delle pagine più orrende della storia italiana. Il destino di queste serie è incerto. Alonso ha dichiarato che non saranno interrotte in vista di Secret Wars, ma tutto lascia pensare il contrario. Nella categoria miglior fumetto estero la scelta è caduta, come al solito, sui fumetti francesi, quasi tutti di sinistra e Poco Raccomandabile (un titolo un programma) di Chloé Cruchaudet rientra a buon diritto in questa infelice categoria. L'editore è Coconino e noi lo sconsigliamo. Del resto, basta farsi un giro in rete e leggere le lodi dei siti gestiti da soggetti che appartengono all'area politica di sinistra per giudicare.
 
Il premio di miglior sceneggiatore è finito a Bruno Enna per la sfortunata serie di Saguaro della Sergio Bonelli Editore, sfortunata perché, per pura coincidenza, è stata chiusa per basse vendite proprio il mese scorso. Se una serie non vende è perché non piace, non perché è uscita e nessuno se n'è accorto. Le voci sulla chiusura di questa serie si erano diffuse già nel 2013 e subito smentite dallo stesso Enna, il quale però dichiarò che la testata navigava a vista. In sostanza, si trattava di una implicita ammissione di una situazione in cui le vendite sono cattivissime. Uno sguardo fugace alle recensioni di questa collana permette di evidenziare il fallimento nell'azione volta a catturare l'interesse del lettore. Serie troppo simile a una nota serie di Jason Aaron per passare inosservata, ma sta di fatto che le vendite sono state basse e a gennaio 2015 è arrivata la conferma ufficiale della chiusura da parte della Bonelli. Ci siamo occupati della questione in questo articolo. Quando si diffusero le voci della chiusura della collana, molti addetti ai lavori ne approfittarono per insultare chi le sosteneva, anche se tutti conoscevano la verità e certe espressioni, anziché colpire, strappavano al più qualche sorriso al pensiero di quale miseria umana le avesse mai concepite. Ci domandiamo il motivo di questo premio: per favorire magari il buon successo di una ristampa a colori della collana da parte della Panini, che già in questi anni ha fatto esperimenti simili con Magico Vento e fallendo puntualmente? La chiusura di Magico Vento Deluxe fa ancora male alla casa modenese, che forse ha pagato una scarsa conoscenza del mercato. Come può riuscire una ristampa di una serie chiusa poco più di due anni prima proprio per basse vendite?
 
E chiudiamo con due premi nella cui logica è difficile entrare: quello di miglior serie con tratto realistico e quello di miglior serie con tratto non realistico! La prima è andata a Tex della Sergio Bonelli Editore. Il fumetto più venduto in Italia. Secondo le stime recenti formulate sulla base dei dati ufficiali diffusi dal sito di Fumettologica lo scorso giugno, la testata dovrebbe girare sulle 160.000 copie, tante se si considera che con l'eccezione di Dylan Dog, tutte le altre vanno da una media di 30.000 copie a scendere. Il realismo è il punto forte di Tex. Guai a toccarlo o a farci giochetti con le sperimentazioni grafiche sul tipo di quello che stanno devastando la serie dell'Indagatore dell'Incubo tra le ire di lettori inferociti. Un esperimento, se così lo possiamo chiamare, di un volume di Serpieri è stato seppellito dai giudizi negativi della rete. Cosa significa serie dal tratto non realistico? Dal nostro punto di vista, una serie realizzata senza saper disegnare o con una tecnica che va bene per una vignetta satirica o poco più. Rat-Man ha vinto questo premio e per quanto possa sembrare assurdo, è una testata che vende quanto 5-6 serie di supereroi Usa della Panini messe insieme. Nonostante la crisi. Infine, chiudiamo con i trombati, cioè di coloro che speravano, speravano e alla fine con le speranze se ne sono andati da Napoli. Zerocalcare, un autore dichiaratamente di sinistra e vicino ai centri sociali, doveva vincere il premio quale miglior fumetto con Dimentica il mio nome edito dalla Bao. Non ha vinto e siccome riteniamo che il socialismo sia in antitesi con un sano modello di società, siamo lieti che ciò sia avvenuto. Tra i candidati quale miglior serie dal tratto realistico c'era Orfani. Nessuna sorpresa che non abbia vinto. Sven Blomqvist.

Nessun commento:

Posta un commento

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.