giovedì 18 giugno 2015

I FAN BOCCIANO L'ATTUALE GESTIONE DI DYLAN DOG CHE SI E' RIVELATA FALLIMENTARE COME LE PRECEDENTI!!!

Il progetto di rilancio di Dylan Dog è stato uno degli elementi di maggiore interesse del dibattito fumettistico del 2014-15 per i suoi contenuti e per gli obiettivi che si proponeva di raggiungere. Tex e Dylan rappresentano le colonne portati della casa editrice milanese. Le uniche che vendono più di novantamila copie al mese dei soli albi inediti e per questa ragione sono le prime che vengono prese in considerazione quando, in seguito al calo di vendite, si decidono operazioni di rilancio. Davide Bonelli e Mauro Marcheselli, in una intervista a Fumettologica, oltre a citare dati di vendita negativi, in relazione alla situazione del mercato precisarono: Per noi il mercato è in sofferenza ormai da tantissimi anni. Chiamatela crisi o come volete, ma la verità è che il pubblico dei nostri lettori si riduce significativamente, anno dopo anno. E’ un fenomeno che riguarda tutte le nostre testate, e non conosce soste. L'intervista risale al 16 giugno 2014, ma forse i dati si riferivano a 5-6 mesi prima, cioè al dicembre 2013. A distanza di un anno e mezzo la situazione è peggiorata perché Saguaro e Brendon hanno chiuso e nel grafico pubblicato in quella intervista erano rispettivamente penultimo e ultimo in classifica con 17.000 e 15.000 copie. Sopra di loro, quale terz'ultimo, c'era Martin Mysterè con 20.000 copie e ora, a meno che la serie Le Storie non sia precipitata ulteriormente (all'epoca vendeva 23.000 copie), dovrebbe costituire il fanalino di coda della casa editrice. Se una testata chiuderà nei prossimi mesi, sulla scorta di questi dati ufficiali, potrebbe trattarsi proprio di Martin Mysterè o di Le Storie. Sopra di loro, quale quart'ultima testata, c'era Dampyr a 27.000 copie. Marcheselli parlava di una erosione annua del 5%, per cui se il Detective dell'Impossibile nel dicembre 2013 vendeva 20.000 copie oggi il suo venduto dovrebbe aggirarsi sulle 18-19.000 copie. La serie di Dylan Dog era quella messa peggio. Nel 2012, sulla base dei dati di Fumettologica, vendeva 140.000 copie. L'anno dopo, secondo il sito Fumettologica, le vendite erano scese a 112.000 copie. Un calo catastrofico del 20% in soli dodici mesi nonostante l'arrivo di un nuovo editor. Questi dati possono considerarsi ufficiali perché l'autore dell'articolo di Fumettologica riferisce di averli ottenuti direttamente dalla Bonelli. Dati che, in sostanza, confermano quelli ufficiosi e preoccupanti che girano su altri siti.
 

Sui motivi del disastroso rilancio ci siamo spesso intrattenuti. Essi possono essere riassunti nella mancanza di valori cristiani delle storie, in cui spesso si coglie l'occasione per esaltare valori in contrasto con quelli della Fede, il livello poco approfondito delle storie, la scarsa caratterizzazione dei personaggi, idee non più originali, un citazionismo ossessivo e l'impressione che le avventure rappresentino idealizzazione di un lettore che quello di un maturo progetto narrativo. A nostro avviso, la Bonelli ha sbagliato ad avvalersi dell'operato di autori inesperti per una testata come quella di Dylan Dog. O forse hanno cercato di adeguarsi allo scarso livello culturale dei lettori della collana, tra i quali ci sono appassionati del genere horror, che non disdegnano di manifestare queste loro particolari attitudini nei rapporti sociali oppure hanno preso atto che Dylan Dog ha detto tutto e non può essere rilanciato. La chiara provocazione è stata la direttrice lungo la quale molte storie si sono indirizzate. Altre hanno seguito la strada della bizzarria. In entrambi i casi, i lettori non hanno molto gradito. Storie blande nonostante gli scarsi mezzi di cognizione dei fan a conferma di una situazione vicina al baratro. E' opinione diffusa che la collana si regga sullo zoccolo duro dei collezionisti, che acquistano di tutto ogni mese, ma ora che si profila l'uscita del numero 350 è ipotizzabile che la maggior parte di loro, più che scontenti del rilancio, come si evince dalla quantità industriale di critiche piovute da ogni parte, dai forum ai social network, molli la serie. Senza i collezionisti Dylan Dog si avvicinerà a livelli di vendita delle altre serie Bonelli, che ruotano su una media di 25.000 copie a scendere. Il grafico che vediamo qui sotto è stato realizzato dal forum che riunisce appassionati di Dylan Dog ed è interessante perché mette a confronto le ultime tre gestioni editoriali. Trattandosi di superappassionati esperti della collana, possiamo attribuire a questi voti una valenza molto vicina a quella reale, che rispecchia, come si può notare, il fallimento dell'operazione di rilancio. Non che vi fosse necessità di questa dimostrazione, poiché, come detto sopra, da quando il rilancio è iniziato nel settembre 2013 è stato un continuo prosperare di giudizi negativi. A fronte dei quali, gli autori hanno risposto duramente, non accettando le critiche ed etichettando molti lettori come troll o fake.


Un errore clamoroso. I social network hanno abbattuto la distanza che dapprima esisteva tra lettori e autori/editori. Attaccare o addirittura insultare i lettori è l'ultima cosa da fare in un simile contesto. Il lettore reagisce smettendo di comprare la collana, ingenerando un passaparola negativo che dopo qualche tempo produce lacrime amare da parte dell'editore, che però è costretto a difendere gli autori, dimostrando compattezza. Gli aspetti che hanno pesato maggiormente dal punto di vista negativo sono stati i continui accenni alla politica di sinistra che si è respirata in molte storie. Avventure troppo spostate a sinistra, con cadute rovinose sul comunismo e sul satanismo. Citazioni continue e ossessive di gruppi musicali satanatici come i Metallika, gli AC/DC o i Sex Pistols dovrebbero indurre l'editore a prendere in considerazione la possibilità di collocare sulla copertina degli albi la scritta Per un pubblico adulto. Il satanismo è un pericolo e le influenze che esso è in grado di esercitare sulle menti dei lettori più giovani e inesperti può provocare danni irreparabili, mettendo in apprensione i genitori. Il grafico è molto chiaro. La gestione Marcheselli è quella che ha avuto i maggiori picchi negli anni 2003, 2006 e 2007 per poi precipitare negli anni 2008 e 2009. La gestione Gualdoni è stata anche peggiore. Un buon risultato nel 2010 dovuto al fattore novità, poi calo fino al 2012. Tre anni disastrosi nei giudizi, che si sono riflettuti nei dati di vendita. Nel 2010 Dylan Dog vendeva 160.000 copie. Nel 2012 le vendite erano già scese a 140.000 copie. A metà del 2013 c'è stato il cambio di guardia con il siluramento di Giovanni Gualdoni. Le cose non mutano gran che. Il 2013 si chiude in negativo come era iniziato. Il primo numero del rilancio, il 325, è stato disegnato da Ambrosini, che secondo alcuni potrebbe essere il nuovo curatore editoriale. Siccome alla Bonelli un fumetto impiega un anno per arrivare nelle edicole, passano dodici mesi senza che la tendenza negativa della collana si arresti. Nel settembre 2014, Fumettologica rivela che la collana vende circa 100.000 copie. Rispetto all'anno precedente volano via altri 12.000 lettori. Nel settembre dello stesso anno parte la fase 2 del rilancio, che fra copertine variant, una astuta campagna atta a gonfiare di aspettative i lettori, riuscì, nello spazio di tre mesi, a creare attenzione sul personaggio.

Ma la rivelazione dello sciocco nome di Bloch, Sherlock Holmes e la pessima performance di John Ghost, nuovo preteso nemico del protagonista, hanno fatto scemare subitaneamente il clamore. Il grafico mostra un picco nel 2014 dovuto alla vasta promozione che ha preceduto e accompagnato il rilancio. Nel 2015 si torna nell'indifferenza. Il calo è vistoso. La ragione è presto detta. Esauriti gli assi nella manica nei numeri 338-340, motivi per seguire o continuare a seguire Dylan Dog non ci sono stati. La tendenza 2015 si presenta simile a quella del 2013, confermando il fallimento della attuale gestione editoriale del personaggio. E infatti, i numeri usciti dal mese di febbraio si sono rivelati uno più disastroso dell'altro. Il numero 342 disegnato di Piero Dall'Agnol sarà ricordato come quello graficamente realizzato peggio. Il numero 343 ha denotato una attenzione eccessiva verso il satanismo, esaltando folli gruppi rock che si richiamano a questa triste tendenza, come i Metallika e gli AC/DC. Il numero 345 è stato giudicato quello scritto peggio, confermando che Dylan Dog è stato ricostruito come collana per giovanissimi con poche pretese. Così stando le cose, è logico pensare che le vendite della collana siano ancora calate, ponendosi, per la prima volta, sotto le centomila copie. Le recenti dichiarazioni di Serra rappresentano un quadro drammatico della casa editrice milanese con la netta impressione che, per far affluire tanti disegnatori nuovi verso serie come Dylan Dog, Orfani e una serie di pupazzi di prossima uscita, ma ripresa per intero dal gioco Magicka della Paradox, sia stato necessario tagliare le collane storiche, allontanando decine di disegnatori. Il grafico mostra, quindi, una tendenza del 2015 simile a quella fallimentare del 2013. Il futuro si presenta difficile. Se le vendite seguiteranno a calare sarà necessario adottare cambiamenti. I lettori sono stufi del rilancio. In molte discussioni è stato rivalutato perfino il ciclo di Gualdoni, tanto che le storie dello speciale Old Boy, in cui sono confluite molte della vecchia gestione, sono attese più dell'inedito. Chi sarà il nuovo curatore editoriale? Si parla di Ambrosini, ma anche Chiaverotti, che tra qualche mese esordirà come scrittore di una nuova miniserie, Morgan Lost, ma non è da escludere che Boselli possa fungere da traghettatore verso una nuova gestione. Kristoffer Barmen.

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