lunedì 1 giugno 2015

SINISTRA KO: IL PD E M5S PERDONO 3 MILIONI DI VOTI! I FLOP DI MAGICO VENTO E ORFANI! EDITORI IN CRISI!!

Come da previsioni, il PD ha perso le elezioni amministrative 2015, segnando la prima sconfitta di Renzi. Il centro-sinistra ha perso 2 milioni di voti rispetto alle elezioni europee 2014. Il forte astensionismo ha evidenziato tutti i punti deboli del progetto politico dell'ex-sindaco fiorentino. Riforme lontane dalle necessità reali dei cittadini, un job act che i comunisti non gli hanno mai perdonato e soprattutto un assenza di contenuti politico-sociali allarmante. Renzi paga anche la guerra intestina al PD, tra l'area centrista, da cui proviene lui stesso, cioè l'ex-Margherita e l'area degli ex-PCI-PDS-DS, cioè dei comunisti, che non hanno mai accettato di essere stati messi da parte. In una apparizione alla popolare trasmissione Virus su Rai 2, Renzi li ha definiti sinistra estremista e dopo, corretto dal conduttore Porro, sinistra masochista. Si diceva convinto di vincere in Liguria, ma l'uomo di Silvio Berlusconi, Toti, lo ha distrutto, cancellando la candidata Raffaella Paita. Un'altra mazzata è arrivata dal Veneto, dove la sua fidatissima ed ex-portavoce di Bersani, Alessandra Moretti, è stata asfaltata dal leghista Zaia. Due donne, due disastri. Un altro è in procinto di arrivare dalla Campania, dove il candidato De Luca, che ha prevalso di poco sul governatore uscente Caldoro, sarà sospeso in base alla Legge Severino. Un disastro, sia in termini di immagine, perché De Luca ha un precedente per abuso d'ufficio e non doveva nemmeno essere candidato, sia in termini di ricadute politiche. Renzi ha capito che i maggiori problemi arrivati sulla sua testa non derivano solo dalla sua impalpabilità come uomo politico, ma dalla parte bolscevica del suo partito, che non lo ha mai accettato come tale e nella loro visione viene considerato peggio di Berlusconi.


La sconfitta della sinistra non avrà fatto piacere agli editori e agli autori che in questa folle corrente politica si identificano. Dal loro punto di vista, non esiste dibattito ideologico. La loro posizione non è in discussione. E' una verità oggettiva e chi non ha idee collimanti con le loro viene considerato degno del massimo disprezzo. Una arroganza che storicamente la sinistra ha sempre pagato caro, senza imparare mai la lezione. Non è dato sapere fino a che punto gli editori siano a conoscenza o tollerino che autori e addetti ai lavori diano libero sfogo sui loro profili social agli estremismi di sinistra, attaccando la Chiesa, gli esponenti del centro-destra e in molti casi gli stessi lettori con danno per le vendite delle collane su cui sono impegnati. La sconfitta del PD avrà avuto sul loro equilibrio un effetto devastante reso ancora più tragico dalla constatazione che tante persone non hanno votato per il partito a cui essi hanno fatto tanta propaganda. Gli editori di fumetti in Italia sono sempre stati schierati politicamente a sinistra e chi non aveva questa visione difficilmente trovava spazio nel mercato. I lettori, però, di sinistra non sono in maggioranza e puntualmente tante collane fanno flop per poi essere rivalutate in artificiose campagne volte ad attribuire a queste opere elementi di pregio che non hanno mai avuto. Un esempio recente è quello di Ken Parker, che la Mondadori, che ricordiamo essere la casa editrice di Silvio Berlusconi, ha ristampato. Un fumetto di sinistra scritto da autori di sinistra, ma pubblicato dall'editore che ha combattuto la sinistra per tutta la sua vita. Quando chiuse KP vendeva pochissimo e perdeva circa 3 milioni di lire al mese! Se era tanto eccezionale come fumetto, perché la gente non lo comprava?

Il novero dei fumetti flop osannati dalla sinistra è ricco di un altro esempio, peraltro recente che corrisponde a Magico Vento, una serie scritta da Gianfranco Manfredi e pubblicata dalla Sergio Bonelli Editore per 131 numeri dal maggio 1997 al novembre 2010. Una serie chiusa, come tante, per basse vendite. La notizia cominciò a circolare nel 2008 sul forum della collana. Perché con tanto anticipo? La Bonelli ha un processo di produzione piuttosto lungo. Quando arriva l'ordine di sospendere la redazione delle sceneggiature, ai disegnatori viene detto pressappoco questo: le storie su cui state lavorando adesso sono le ultime, poi si chiude. Eppure, secondo una notizia circolata sul forum di Nathan Never il 30-11-2007 la collana vendeva 85.000 copie! Un risultato che oggi nessuna serie Bonelli, tranne che Tex e Dylan Dog, può vantare. La media è scesa intorno alle 26.000 copie secondo i dati forniti da Fumettologica lo scorso anno. Dati che indicano il peso avuto dalla crisi negli ultimi otto anni. Nel 2007 Tex vendeva 300.000 copie secondo la fonte sopraccitata. Oggi gira intorno alle 170.000 copie ed è il fumetto più venduto in Italia. In otto anni la collana del mitico ranger ha perso il 50% dei suoi lettori. Allora una collana come Jonathan Steele del bravo Federico Memola vendeva le sue 45.000 copie, mentre oggi una serie come Orfani, gonfiata dalla rete e da gruppi di lickers forsennati, gira intorno alle 24-25.000 copie. Un flop se si considerano le dichiarazioni pubbliche degli autori che si auguravano vendite stabili di 50.000 copie. Magico Vento chiude nel novembre 2010. Circa due anni dopo alla Panini, che è il gestore dei diritti Bonelli all'estero, hanno la brillante idea di ristamparla a colori dall'inizio!

Un progetto folle partorito dalla mente di chi il forse mercato lo conosce poco. La serie si interrompe ad aprile 2015 con il numero 25, lasciando tanti lettori con un pugno di mosche in mano! Alcuni, infatti, avevano con fiducia comprato questa serie pensando che sarebbe stata portata a termine e magari seguita da episodi inediti. Una fiducia che sconfina nella follia, considerando la difficoltà del mercato attuale. Da dichiarazioni pubbliche rilasciate dallo stesso Manfredi, si apprende che lui aveva cercato di far ragionare l'ufficio commerciale della Panini, consigliando una ristampa Best of. Niente da fare e la domanda si impone: se la Panini è in giro dal 1995 come produzione fumettistica, quando all'epoca venne acquistata dalla Marvel, come è stato possibile che non abbiano preso in considerazione il fattore-saturazione, cioè la situazione in cui il mercato non è più in grado di assorbire nuove serie? Le recenti e dolorose chiusure delle serie Valiant e Dark Horse consigliano ai dirigenti della casa editrice modenese di rivedere i criteri di assunzione degli uffici competenti. Dichiara Manfredi: La ristampa vendeva al principio sulle 4.000 copie o poco più e già mi chiedevo come facevano a starci nei conti. Con il tempo e con l’accentuarsi della crisi delle edicole, le vendite sono calate. Magico Vento era uscito in origine in bianco e nero. La colorazione di una serie è operazione costosa e se non viene supportata da entrate adeguate, rischia di bruciare preziose risorse. Come è stato in questo caso. Gli autori possono essere anche di sinistra, se a loro piace vedersi in una ideologia che rappresenta la società come un luogo in cui lo spazio per l'individuo e le sue libertà si riduce a zero, ma gli editori non possono permetterselo.

Investono le loro risorse private e se le perdono, non ci sarà alcun fondo pubblico che potrà venire in loro aiuto. L'Italia non è una repubblica sovietica, anche se supervisori e addetti ai lavori della casa modenese non hanno nascosto le loro simpatie e l'appartenenza all'area politica della sinistra. Lo stesso direttore publisher, Marco Marcello Lupoi, non ne fa mistero e in un famoso tweet scrisse: Ironicamente e per coincidenza io stasera partecipo alla mia prima riunione del PD. Dei renziani di Bologna. Per agire in prima persona. E oggi pensiamo che sarà molto triste nel constatare come il suo idolo Renzi debba prendere atto della catastrofe elettorale. Il PD ha perso 2 milioni di voti e se ciò è avvenuto è indice di una realtà in cui tante persone hanno capito che dietro il gesticolare continuo del premier non esiste alcuna sostanza politica. Non esiste futuro e prima viene mandato a casa, prima si arriverà ad una soluzione dei problemi italiani. Gli elettori lo hanno capito. Flop anche per Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle, che ha perso rispetto alle europee 1 milione di voti. Grillo, che non ha mai nascosto le sue simpatie per il comunismo, almeno ha fatto ridere con le sue battute. Renzi no. Le barzellette di Berlusconi almeno erano divertenti, le sue fanno piangere, come stanno capendo tante persone che tra Renzi e Grillo si sono lasciati incantare da tante parole non seguite dai fatti. Che sono quelli che promette Salvini e la destra. E gli editori? Quando capiranno che dare fiducia ad autori e disegnatori di sinistra equivale a bruciare investimenti preziosi, avranno a portata di mano la soluzione: dare massima fiducia ad autori di centro-destra e cristiani, nelle cui opere la maggioranza si identifica. Gabriel Piazza.

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