venerdì 10 luglio 2015

DIABOLIK SWIISSS N. 253! LA MEGA-RECENSIONE! GINKO ETERNO SCONFITTO! DIABOLIK ETERNO VINCITORE!!!

Una delle costanti di Diabolik è quella di essere sempre un passo avanti all'ispettore Ginko e per quanti questi si sforzi di concepire sistemi di sicurezza sempre più spregiudicati, il Re del Terrore lo supera grazie alla sua genialità. Secondo una certa linea di pensiero, la superiorità di Diabolik e il segreto delle sue vittorie risiederebbero nel fatto di essere un grande criminale. Ciò gli consentirebbe di non essere limitato dalle tante condizioni che, invece, il suo avversario, in quanto tutore della legge, è tenuto a rispettare. L'avventura pubblicata questo mese sul numero 253 di Diabolik Swiisss rispecchia fedelmente questo canone. Diabolik deve impossessarsi di un bottino favoloso. Diamanti di valore di 10 miliardi custoditi in un museo apparentemente inespugnabile. Impossibile per lui avvicinarsi ed inutile ricorrere ai travestimenti. Il rigido controllo dei volti predisposto da Ginko rende la rete di protezione delle forze dell'ordine inattaccabile. Temendo che il criminale possa penetrare di nascosto per piazzare i suoi trucchi, Ginko fa sorvegliare attentamente il luogo. Nessuno può avvicinarsi senza essere in qualche modo individuato. Eppure, sfidando l'impossibile, una notte Diabolik fa visita al museo. Mentre tenta di scalare un muro arrampicandosi su un tubo di scarico, fa scattare un allarme. In pochi istanti decine di poliziotti arrivano sul luogo. Diabolik fugge con la sua vettura, ma giunto ad uno svincolo nel tentativo di evitare un camion, che arrivava dalla direzione opposta, urta violentemente contro un muro. Diabolik viene catturato e il guidatore del camion, spaventato dalla prospettiva di essere stato involontario elemento che ha facilitato il suo arresto, chiede protezione alla polizia. Per vendetta, Eva Kant potrebbe ucciderlo a sangue freddo. Diabolik viene condotto così al carcere giudiziario in attesa della esecuzione della sua condanna. A Clerville esiste ancora la pena di morte, che viene praticata con la ghigliottina. Non appena il ministro della giustizia tornerà da una visita all'estero, firmerà l'ordine della esecuzione e Diabolik salirà sul patibolo! Nei giorni seguenti, vive quelli che si profilano come i suoi ultimi momenti in serenità. I poliziotti temono che tale stato d'animo sia dovuto alla sicurezza che Eva Kant tenterà di liberarlo. Sebbene la trama sia stata costruita in questi termini per esaltare le doti di Diabolik, al lettore più attento non sarà sfuggito un particolare. Perché Diabolik è caduto nelle mani della polizia così facilmente? Ginko, sotto questo profilo, si mostra troppo ingenuo. La sua esperienza nella lotta contro Diabolik dovrebbe fargli intuire che ciò non è possibile. Ma lui è sicuro perché ora è nelle sue mani e nessuno potrà liberarlo.


Sarà il suo più grande errore. Ritenere Diabolik inoffensivo solo perché prigioniero e con Eva Kant libera di agire, è uno sbaglio imperdonabile. Ginko, tuttavia, è sicuro si se. Fa allentare la morsa dei controlli sui gioielli e annulla l'ordine del controllo dei volti. Alla prigione, intanto, accadono fatti straordinari. Durante uno dei turni di guardia, alcuni agenti notano sulla parete esterna della cella di Diabolik un congegno attaccato con una ventosa. Viene dato subito l'allarme. Si crede che Eva stia o abbia attuato un tentativo di liberazione del suo amato compagno. Diabolik, però, è ancora al sicuro nella sua cella. Un poliziotto, spinta da una pulsione omicida improvvisa, entra e lo uccide con due colpi al petto! Diabolik è morto! Più tardi confesserà di essere stato spinto al gesto estremo perché credeva che, in qualche modo, il re del Terrore sarebbe riuscito a scappare. Ginko disapprova pubblicamente. La polizia serve la legge, ma non esercita una giustizia privata. Nel frattempo, viene data notizia che al museo i gioielli sono stati rubati! Dei testimoni oculari dichiarano di avere visto il direttore Grant scappare con i preziosi. Nessuno pensa che potrebbe trattarsi di Diabolik perché questi è stato ucciso, ma è veramente così? A pagina 77 c'è la svolta. Una donna di nome Dora grida che un certo Pietro è stato ucciso! Eva Kant è sua prigioniera! Come si spiega tutto questo? Diabolik non è allora morto. Non poteva esserlo. A pagina 80 ricompare magicamente preoccupato per Eva. Dora è intenzionata a chiamare la polizia e farla arrestare, ma come è stato possibile che Eva sia caduta nelle sue mani? A pagina 82 Dora chiama Ginko e spiega tutto. Suo marito, un certo Pietro ha fatto una plastica facciale per essere simile a Diabolik! E' lui che si trovava nel carcere ed ora è stato ucciso dalla guardia che lo credeva il vero re del Terrore. Spinto dalla necessità di superare il controllo dei volti di Ginko, avrà convinto altri ad assumere le sue sembianze attraverso la chirurgia plastica! A pagina 90 Diabolik libera Eva e fugge pochi istanti prima che Ginko arrivi con la sua squadra speciale. Ad un certo punto, sembra che i due sia perduti. Un blocco stradale rischia di troncare la loro fuga poi arriva il colpo di scena. A pagina 98 Diabolik attiva un trucco eccezionale. Dalla parte superiore dell'abitacolo della sua auto fuoriescono delle cerchioni, che trasformano il veicolo in una sorta di ruota gigante. La macchina rotola nella strada sottostante e fugge, lasciando Ginko con un palmo di naso. A pagina 121 la casa editrice Astorina annuncia che dal mese prossimo Diabolik Swiisss vedrà il suo prezzo aumentare di 0,30 €, in linea con quanto fatto da altri editori. La storia di questo mese è stata disegnata da Flavio Bozzoli e Enzo Facciolo e ristampa quella originale uscita su Diabolik (Anno XII) n. 23 del 12-11-1973. Gunnar Andersen

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