giovedì 13 agosto 2015

DANIEL KETCHUM ED ALTRI: INTERVISTA DEL 22-05-2015! A-FORCE! I NUOVI VENDICATORI TUTTI AL FEMMINILE!

Albert Ching: Daniel, for a lot of people the fun of A-Force is seeing great characters from across Marvel's roster. She-Hulk to Captain Marvel to Dazzler to Ms. America to Sister Grimm and more together in one book. What do you personally like about this team? Were there any characters you were pushing to include? [Daniel, per un sacco di gente il divertimento di A-Force consiste nel vedere i personaggi più noti della Marvel Comics, da She-Hulk a Capitan Marvel a Dazzler a Sister Grimm e oltre in un unico albo. Cosa ti piace personalmente di questa squadra? Ci sono stati dei personaggi che tu hai spinto per inserirli?].
 
Daniel Ketchum: While it seems like almost every woman in the Marvel pops up at some point or another in the pages of A-Force, it quickly became apparent as we were sketching out the story that we needed to select a precious few to follow in order to keep the story focused and not overwhelm the reader. I love where we ended up, creating a core cast consisting of Marvel's most notable female heroes, each from a different corner of the Marvel Universe. I mean, who'd have thought we'd ever see the mutant queen of disco slinging lasers next to our favorite witch-y Runaway? Lots of room for fun character interactions that may not have happened any other way. Also, it should be noted that I only narrowly resisted the temptation to strong-arm Marguerite Bennett and Willow Wilson into making "A-Force" a team of every version of my favorite character Storm. The struggle was real. I mean, imagine a book featuring Goddess Storm, Mohawk Storm, Thor Storm and '90s Shoulderpads Storm teaming up to beat villains up with weather. Ugh. S-Force, take all of my money now [Mentre sembra che quasi ogni donna nell'Universo Marvel possa spuntare ad un certo punto o sulle pagine di A-Force, è apparso subito evidente il modo in cui abbiamo delineato la storia, selezionando un ristretto gruppo di character per mantenere la storia concentrata su pochi volti e non sopraffare il lettore. Mi è piaciuto dove ci siamo fermati, creando un cast costituito dalle più notevoli eroine Marvel, ciascuna delle quali provenienti da un angolo diverso del nostro universo narrativo. Voglio dire, chi avrebbe mai pensato che avremmo mai visto la nota regina mutante dei laser da discoteca accanto alla nostra strega preferita dei Runaway? Sarà l'occasione per dare vita a tante interazioni tra personaggi che altrimenti non potrebbero esprimersi in altro modo. Inoltre, va notato che ho opposto poca resistenza quando ci è stato proposto di arruolare anche il braccio forte di Marguerite Bennett e Willow Wilson per realizzare A-Force, una squadra in cui si noteranno tante versioni dei miei personaggi preferiti. La lotta è stata tosta. Voglio dire, immaginate una testata forte della presenza della dea delle tempeste, Mohawk Storm, Thor Storm e  la sua versione anni '90, che accorre in aiuto appena in tempo. Ugh. S-Force prenditi tutti i miei soldi ora].
 
Albert Ching: A-Force was introduced with a lot of high-profile advance promotion, and attracted a lot of people excited about the prospect of an all-female Avengers team. That's obviously a positive thing, but it also set up expectations pretty high, which sometimes means unrealistically high -- are you pleased with the reception to "A-Force" thus far? [L'esordio di A-Force è stato preceduto da un robusto apparato promozionale, attirando un sacco di gente entusiasta alla prospettiva di un team di Vendicatori tutto al femminile. Questa è ovviamente una cosa positiva, ma ha anche posto delle aspettative piuttosto elevate, che a volte possono rivelarsi irrealisticamente alte. Siete soddisfatti dell'accoglimento ottenuto finora con A-Force in base alla risposta dei lettori alla sua uscita?].
 
Daniel Ketchum: Such a big question! But I will simply answer it by saying there's a lot of love and excitement being shared online for A-Force and that's incredibly rewarding to experience after months of wondering whether or not the book would deliver on people's expectations [Questa è una grande domanda! Ma io rispondo semplicemente dicendo che c'è un sacco di amore e di eccitazione che è stata condivisa on line per A-Force e questa si è rivelata una esperienza incredibilmente gratificante dopo mesi in cui ci siamo chiesti se il titolo avrebbe mantenuto le aspettative dei lettori circa i contenuti della collana].
 
Albert Ching: Mark, Axel Alonso said last week in this column that "Ultimate End," for anyone who may be skeptical, is viewed internally as the last Ultimate Universe story. As editor, what kind of responsibility is that for you -- wrapping 15 years of Marvel storytelling in one miniseries? And in that, doing justice to a section of Marvel that has obviously has a huge influence not only on the classic Marvel Universe, but many film and TV adaptations? (Obviously having Bendis and Bagley on board helps.) [Mark, Axel Alonso ha detto la settimana scorsa in questa colonna che Ultimate End, anche se molti non ci credono, sarà davvero l'ultima storia dell'Universo Ultimate. Come editor, che tipo di responsabilità implica questo sviluppo per voi circoscrivere in una miniserie ben 15 anni di storie Marvel? E soprattutto con la consapevolezza della grande influenza che questa linea di fumetti ha avuto sulle recenti produzioni cinematografiche e adattamenti televisivi? Ovviamente, avere Bendis a bordo aiuta visto che è stato il creatore della linea nel lontano anno 2000 con Ultimate Spider-Man n. 1].
 
Mark Paniccia: I consider myself one of the luckiest comic book editors in the world that Brian Bendis and Mark Bagley are the ones that are working on this, because it makes my job all the more easier and honestly, there's no one else who could be or should be attached to a project like this. These guys have been here from the beginning and they are here at the end to turn the lights off. And while we say goodbye to the Ultimate U for good, there's a feeling of great pride amongst all who've contributed to see so much of it inspire elements of the movies, TV shows, games and Marvel Proper [Mi considero uno degli editor di fumetti più fortunati del mondo dal momento che sulla serie stanno lavorando gente come Brian Michael Bendins e Mark Bagley. Essi rendono più semplice il mio lavoro e ad essere onesti credo che nessuno meglio di loro potrebbe lavorare su questo progetto. Questi ragazzi sono qui dall'inizio e ora sono qui per porre termine alla loro creazione. E mentre noi diciamo arrivederci alla linea Ultimate Comics per davvero, c'è tanto orgoglio da parte nostra nel constatare come tante intuizioni abbiano avuto il merito di ispirare tanti famosi progetti cinematografici e adattamenti televisivi, nonché videogiochi e proprietà Marvel].



Albert Ching: "Ultimate End" is a story not only tied in to Secret Wars, but stems from years of history in the Ultimate Universe. As editor, what kind of challenge is telling a story like that -- not only appealing to the hardcore fans that have been following these storylines, but also keeping things open and accessible in a story detailing such a distinct point in Marvel history? [Ultimate End non è soltanto una storia collegata a Secret Wars, ma conclude anni di storia dell'Universo Ultimate. Come supervisore, quale è stata la sfida di raccontare una storia che non solo fa appello ai fan hardcore che hanno seguito queste saghe negli anni, ma che tiene le porte aperte ed accessibili in un momento così particolare della storia Marvel con tanti dettagli che balzeranno agli occhi?].

Mark Paniccia: Very challenging when it was first presented. And, to a degree, emotional. There've been many long nights of blood sweat and tears that have gone into this universe. We faced a lot of challenges as talent and story elements transitioned to mainline Marvel. I think there are a lot of people here who would agree that our biggest competition was ourselves. So once we knew it was going to be the end, I talked to Brian and we agreed that we would have as much fun with this as possible. We knew it would be as sad for the fans as it was for us to say goodbye but the thing about Brian is he never runs out of great ideas. He had an approach as to how to handle this story that would push a lot of buttons and tug a lot of heart strings. I think many readers will get a kick out of the character moments Brian explores and everyone will be blown away by Bagley's art [Molto impegnativa quando è stata presentata. E, ad un certo grado, emotivo. Ci sono state tante lunghe notti di sudore, lacrime e sangue buttate in questo universo. Abbiamo affrontato molte sfide grazie al talento e ai tanti elementi narrativi che marciavano verso l'universo Marvel tradizionale. Penso che ci siano un sacco di persone qui che sarebbero d'accordo nel sostenere che la nostra più grande competizione era con noi stessi. Così abbiamo sempre saputo che la fine sarebbe arrivata. Ne ho parlato con Brian e abbiamo concordato che avremmo ricavato da questo tutto il divertimento possibile. Sapevamo che sarebbe stato triste per i fan come lo è stato per noi di dire addio a questa avventura, ma l'aspetto migliore di Brian è che lui non esaurisce mai le idee. E ne aveva una su come gestire questa storia che avrebbe premuto su molti tasti e colpito al cuore i lettori. Credo che molti avranno una scossa nei momenti in cui Brian esplorerà i personaggi, mentre tutti saranno spazzato via da Bagley].
 
Albert Ching: Mark, let's also talk "Planet Hulk" -- the star of #1 is Sam Humphries and Marc Laming's very cool, very different take on Captain America, as a gladiator type in a fantasy realm. What can you share about how that interpretation of Steve Rogers developed? What do you like about the different opportunity it provides to explore the character? [Mark, parliamo anche di Planet Hulk. Le stelle del numero 1 sono Sam Humphries Mark Laming, entrambi lanciatissimi. Sono partiti da un punto molto diverso rispetto a quello che hanno mostrato su Capitan America, descrivendo un tipo di gladiatore in un regno di fantasia. Che cosa pensi di questa caratterizzazione di Steve Rogers? Cosa ti piace delle diverse opportunità che si aprono per esplorare il personaggio?].
 
Mark Paniccia: Besides such a rad character design compliments of Marc Laming readers will be totally surprised at what kind of statement is being made in this story. This thing is a real psychological study in what -- on the surface -- may look like a very cool gladiator hero tale (colored with an impeccable palette by Jordan Boyd). I can only say that it's more complex than it appears and that what's been done so far couldn't have come out any better. This is potentially one of the great explorations of character in modern comics. Sorry, no pressure Sam! [Penso che oltre ai complimenti per una netta caratterizzazione così cool del personaggio, i lettori resteranno sbalorditi dalla dichiarazione fatta in questa storia. Si tratta del risultato di un vero studio psicologico sulla figura descritta come l'eroe di una tipica storia di gladiatori nell'antica Roma. Poi i colori impeccabili di Jordan Boyd rendono tutto praticamente perfetto].
 
Albert Ching: Planet Hulk also has back-up stories by Greg Pak and Takeshi Miyazawa. How important was it for Marvel to include Greg Pak, the writer of the original "Planet Hulk" story, in this series? [Planet Hulk richiama alla mente le storie realizzate da Greg Pak e Takeshi Miyazawa. Quanto è stato importante per voi alla Marvel Comics includere Pak, scrittore della saga originale di Planet Hulk apparsa diversi anni fa, in questa serie?].
 
Mark Paniccia: Way back when we got all this stuff on the board I had an itch to reach out to Greg to contribute to it somehow -- but I needed to see where this was going to take us first. After Sam's outline came in I sent it over to Greg and asked him to read it. I wanted to do an origin of the domain of Greenland and told him what Sam's original idea was for the backstory -- that this territory was from a world where the Gamma Bomb went off over a populated area. Maybe it was because Sam had mentioned Arizona at one point (and I was born there) that I was so determined to tell this tale. Arizona never gets any comic book love. Greg and I chatted a bit and thought it would be fun to include Amadeus Cho because he, too, is from Arizona. But who to draw? Why not Takeshi Miyazawa since he was the first person to draw Amadeus? Well, that was the hardest part because he had a tight deadline on "Ms. Marvel" and I didn't want to mess that schedule up (or tick off "Ms. Marvel" editor Sana Amanat). But Tak came through like a pro. He finished up Sana's assignment and jumped onto our tight deadline and it all came together with Rachelle Rosenberg's beautiful colors, Travis Lanham's great typography and a great faux cover of "Amazing Science" #15 featuring "The Smartest Heroes of Earth." To that wonderful little touch I owe much thanks to Leonard Kirk, Chris Eliopoulos and Tamra Bonvillain for turning an editor's last second idea around in a snap. So it was fantastic to not only have a great main story but to have the opportunity to work with Greg and Tak again. Sometimes everything falls into place just beautifully [Quando ripenso agli inizi in cui abbiamo messo tutta questa roba sul tabellone, mi è venuto il pallino di raggiungere Greg per chiedergli di contribuire alla storia in qualche modo, ma avevo bisogno di capire dove gli eventi sarebbero andati a parare. Dopo che Sam è venuto da me con il testo, l'ho mandato subito da Greg per chiedergli di leggerlo. Volevo creare una origine particolare del dominio di Greenland e gli ho riferito che l'idea mi era venuta leggendo la storia del 2007, ipotizzando che questo territorio fosse l'esito di una zona in cui la bomba gamma è esplosa. Sarà stato perché ad un certo punto Sam ha menzionato l'Arizona e io sono nato lì, che mi è venuta la voglia di raccontare questa storia. Questo territorio non viene mai preso in considerazione nelle storie dei fumetti. Greg e io abbiamo chiacchierato un po' e ho pensato che sarebbe stato divertente includere Amadeus Cho visto che anche lui proviene dall'Arizona. Ma chi ci dovevamo rivolgere per il disegno? Perché non proprio Takeshi Miyazawa dal momento che è stato il primo a disegnare Amadeus? Beh, questa è stata la parte più difficile perché lui aveva una scadenza molto stretta su Ms. Marvel e non volevo rovinare la sua programmazione o spuntare Ms. Marvel dal suo editor Sana Amanat. Ma Tak è venuto fuori come un vero professionista. Ha concluso l'incarico di Sana ed è saltato sul nostro calendario serrato e tutto è venuto insieme con i bei colori di Rachelle Rosenberg, grande inchiostratrice di Travis Lanham e una grande performance su Incredibile Science n. 15 con Gli eroi più intelligenti della Terra. Per quel loro meraviglioso piccolo tocco devo molte grazie a Leonard Kirk, Chris Eliopoulos e Tamra Bonvillain che hanno trasformato all'ultimo secondo l'idea di un editor in realtà. Così è stato fantastico avere non solo una grande storia principale, ma l'opportunità di lavorare con Greg e Tak di nuovo. A volte tutto si mette a posto da solo splendidamente e senza altri sforzi].
 

Albert Ching: And as a fellow former Arizonan, those efforts are appreciated. Turning to Nick many of the Secret Wars-related series hearken back to past events from several years to decades ago. Spider-Verse, of course, just wrapped up a few months ago. Thus, was there a strong motivation to make this one even more different than the original, to distinguish it further from what readers saw recently? [E come ex compagno di Arizonan, questi sforzi sono apprezzati. Per quanto riguarda Nick, molte delle serie collegate a Secret Wars si riferiscono ad eventi avvenuti diversi decenni fa. Spider-Verse, però, si è concluso solo un paio di mesi fa. E quindi siete stati molto determinati a rendere questa nuova serie nettamente più diversa da quella originale, soprattutto per distinguerla da quella che i lettori hanno visto di recente ammirato solo pochi mesi fa grazie a Dan Slott con la sua turbinante saga con tutti i Ragni del multiverso Marvel?].

Nick Lowe: First, hi everybody! Glad to help pitch in while Axel's getting tan. For Spider-Verse, it was actually a different beast altogether and picks up not long after the end of the original Spider-Verse in Amazing Spider-Man #15. "But how? Everything is Battleworld!" Keep reading, believers and non-believers alike! [Per prima cosa, ciao a tutti! Sono felice di darvi una mano mentre Axel Alonso si sta abbronzando. Per quanto riguarda Spider-Verse, parliamo di una serie attualmente diversa da quella vista pochi mesi fa e cronologicamente si situa non molto tempo dopo la fine della prima e Amazing Spider-Man n. 15. Ma in che modo, visto che oggi il Marvel Universe non esiste più e c'è il Battleworld? Per scoprirlo non dovrete fare altro che leggere le storie, credenti e miscredenti!].

Albert Ching: The ever-popular Spider-Gwen is the main focus of issue #1 -- what can you share about how, out of the many different Spider-characters we've seen recently, this cast was chosen for the series? And will we see more Spider-characters as the series continues, or does the book retain focus on the team established in the first issue? [La super-popolare Spider-Gwen è al centro dell'attenzione per l'uscita del numero 1. Cosa puoi dirci di questa testata, che si è posta subito in termini di profonda differenza rispetto alle altre collane che abbiamo visto di recente. Il cast è stato scelto ad hoc per la serie? E vedremo altri personaggi legati al mito di Spidey o la testata si focalizzerà sulla struttura che abbiamo visto nel primo numero uscito dopo la conclusione di Spider-Verse?].

Nick Lowe: Good questions. The choice of the characters came for various reasons. Mike Costa and I made a list that was embarrassingly long and we had to trim it down mercilessly. Anya Corazon, Spider-Girl, and Spider-UK were who we saw setting this story up in "ASM" #15. So they were a must (also, I just dig them and [Dan] Slott would never forgive me if I didn't put UK on this team). Spider-Gwen is the best and I knew fans would never forgive me if "Spider-Gwen" #5 was the last place they got to see Gwen-zell. For Spider-Man: India, it was the scene Dan wrote in "ASM" #13 coupled with sentimentality as I actually worked on the original. Spider-Man Noir, because he's the best. And Ham! How can you do this book without Spider-Ham? You can't [Ottima domanda. La scelta dei personaggi del cast è venuta fuori per molte ragioni. Mike Costa e io avevamo redatto una lista che era imbarazzante e abbiamo dovuto tagliare verso il basso senza pietà. Anya Corazon, Spider-Girl e Spider-UK erano quelli che abbiamo visto in The Amazing Spider-Man n. 15. Così si è trattato praticamente di un must. Inoltre, li avevo appena tirati fuori e Dan Slott non mi avrebbe mai perdonato se non avessi inserito Spider-UK in questa squadra). Spider-Gwen è stata la migliore e sapevo che i fan non me lo avrebbero perdonato se non gli avessi dato modo di vedere Gwen-Zell. Per Spider-Man India è stata la scena di Dan fatta in ASM # 13 insieme con il sentimentalismo come ha effettivamente lavorato sull'originale. Spider-Man Noir, perché lui è il migliore. E Ham! Come si può fare questo fumetto senza Spider-Ham? Non puoi semplicemente e lo devi inserire per forza come è stato nella saga di Spider-Verse scritta proprio da Dan Slott!].

Albert Ching: Jake, a major theme running through many of the "Secret Wars" tie-ins in seeing Marvel delve into genres beyond superheroes, and "Master of Kung Fu" is certainly an example of that. As editor, how did you take advantage of that opportunity to push the boundaries of what fans may expect a Marvel book to look and feel like? What's planned for "Master of Kung Fu" that isn't possible elsewhere in Marvel's line? [Jake, un tema importante che attraversa molti dei tie-in di Secret Wars è quello di vedere la Marvel approfondire generi di supereroi differenti e Master of Kung Fu è certamente un esempio di questa tendenza. Come editor come hai fatto a trarre vantaggio da questa opportunità di spingerti oltre i confini di ciò che i fan possono aspettarsi da un titolo Marvel? Che cosa è previsto per Master of Kung Fu, che non è possibile trovare altrove in un altro fumetto della linea della Marvel con identiche caratteristiche?].

Jake Thomas: What Haden and Dalibor have done here is completely build a world from the ground up. It's got pieces of the Marvel Universe in it, but it has just as much Shaw Brothers, Bruce Lee and Jackie Chan. Maybe even a touch of the Western. In that sense, what they're doing is the comics equivalent of the kind of genre pastiche that Quentin Tarantino does in film. That kind of freedom to reinterpret and play has led to some incredible characterizations and moments that wouldn't be possible within the confines of the main universe Marvel continuity, from Shang-Chi and Iron Fist's rivalry to the awesome redesign of Lockheed! I think the best example of what we're doing is the "legends" at the beginning of each issue that explain both how the world of K'un Lun operates and provides some character insight and motivation. Haden's built a sort of folklore that feels very real and lived in for this world, and Dalibor found the perfect approach artistically to get across exactly where and how these legends exist in K'Un Lun [Quello che Haden e Dalibor hanno realizzato qui è stato quello di costruire un mondo completamente da zero. Il tutto è stato ottenuto mettendo insieme pezzi di Marvel Universe nella nuova costruzione, ma ha dato ispirazione altrettanto bene Shaw Brothers, Bruce Lee e Jackie Chan. Forse anche un tocco di mode occidentali. In questo senso, quello che stanno facendo è l'equivalente nei fumetti del pasticcio di generi che Quentin Tarantino fa nel cinema. Questo tipo di libertà di reinterpretazione e ne sono uscite alcune caratterizzazioni incredibili e momenti che non sarebbe stato possibile realizzare entro i confini del principale universo Marvel in continuity, da Shang-Chi al rivale Iron Fist e al restyling impressionante di Lockheed! Penso che il miglior esempio di ciò che stiamo facendo è la leggenda all'inizio di ogni numero che spiega come il mondo di K'un Lun gestisce e fornisce ad alcuni personaggi intuizioni e la motivazione. Haden ha dato vita ad una sorta di folklore avvertito molto reale e vissuto in questo mondo, mentre Dalibor ha trovato il perfetto approccio artistico per far capire dove e come esistono le leggende a K'un Lun].
 
Albert Ching: Shang-Chi is a character that hasn't had too much of a spotlight in recent years. What kind of potential do you see in him as a lead character? [Shang-Chi è un personaggio che non è stato molto sotto la luce dei riflettori negli ultimi anni. Che potenziale vedete in lui come personaggio principale?].
 
Jake Thomas: Shang-Chi is one of those characters that a lot of people, both fans and creators, simply can't get enough of. While it feels like he hasn't had much of a spotlight recently he had some great moments in Warren Ellis's "Secret Avengers," Jonathan Hickman's "Avengers," Nick Spencer's "Avengers World," and he had his own miniseries last year, "Deadly Hands of Kung Fu," which I worked on with Mike Benson and Tan Eng Huat. He's largely been portrayed as the strong, silent type, but he's also just crazy cool. He's a smooth operator, smart, capable and always in control (well, maybe not always... certainly not in our story!). He may be the best, closest analogue we have to James Bond in the Marvel U. There's a lot of intrigue you can build out of that kind of character. A kung fu James Bond? Who wouldn't want to read that? [Shang-Chi è uno di quei personaggi che un sacco di gente, sia che si tratti di fan o di creatori semplicemente non riesce ad averne mai abbastanza. Mentre si deve prendere atto che non è stato molto sotto la luce dei riflettori di recente, ha tuttavia avuto dei grandi momenti in Secret Avengers di Warren Ellis, in Avengers di Jonathan Hickman e su Avengers World di Nick Spencer. Ha avuto una sua miniserie lo scorso anno, cioè Deadly Hands of Kung Fu, sulla quale ho lavorato con Mike Benson e Tan Eng Huat. E 'stato in gran parte rappresentato come il tipo forte e silenzioso, ma anche moderno e semplicemente pazzesco. E' un operatore liscio, intelligente, capace di mantenere sempre il controllo (beh, forse non sempre, non certo nella nostra storia!). Può essere il migliore, la cosa più vicina che abbiamo a James Bond nel Marvel Universe. Ci sono molti intrighi che si possono costruire con quel tipo di personaggio. Un kung fu spionistico di James Bond? Chi non lo vorrebbe leggere un fumetto così?].
 
Albert Ching: Jon, the lineups of "Secret Wars: Battleworld" show that, like many Marvel anthology series, creative teams not seen in the traditional monthly books are getting a shot here. How much fun for you is that aspect -- exploring talent outside of Marvel's traditional lineup, and seeing what they can do in decidedly non-traditional takes on Marvel characters? [Jon, i lineup di Secret Wars: Battleworld dimostra che, come molte serie antologiche Marvel, i team creativi non occupati sui mensili regolari hanno una possibilità di mettersi in mostra. Quanto è divertente per te questo aspetto che ti permette di esplorare nuovi talenti fuori dai lineup tradizionali della casa editrice e vedere cosa riescono a fare da punti di vista non tradizionali per la Marvel?].
 
Jon Moisan: For me, anthology books are usually the most fun to put together out of everything I work on. While I love doing miniseries and ongoing books, an anthology is a great place to try out talent you've always wanted to see working at Marvel and proving that they can fit in here without the pressures of regular books as well as giving established talent a chance to do something completely different than their regular books. For "Battleworld," I made it my unofficial mission statement to pull in writers and artists that I've been trying to get in the door and just couldn't find the right project. All and all, I'm pretty happy with my cast on the book and stories we're telling [Per quanto mi riguarda, le serie antologiche sono di solito il modo più divertente per mettere insieme tutto quello su cui lavoro. Io amo fare miniserie e serie regolari, ma un'antologia è un luogo ideale per provare il talento che hai sempre voluto vedere lavorare alla Marvel, dimostrando che si può andare bene qui senza le pressioni che si respirano sulle serie regolari oltre a dare una consolidata possibilità ai nuovi talenti di fare qualcosa di completamente diverso rispetto a ciò che avviene nelle ongoing. Per Battleworld ho compiuto la mia missione non ufficiale di tirare dentro scrittori e artisti ai quali non riuscivo a trovare il progetto giusto. Sono abbastanza soddisfatto del mio cast sui serial regolari e non che sto seguendo].
 
Albert Ching: Sometimes with a book like this, it can be hard to present definitive winners of conflicts, since both characters have a lot invested into them. But for this, dealing with alternate -- often obscure -- versions of characters, is it easier to have a for-sure winner or loser? Can readers expect clear outcomes from this series? [A volte con un fumetto come questo può essere difficile presentarsi come vincitori di un conflitto perché i personaggi coinvolti non hanno molto da esprimere in essi. Ma per questo, avendo a che fare con versioni alternative e spesso oscure di personaggi di fumetti celebri e famosi, è più facile costruire un vincitore e un classico perdente? I lettori possono davvero aspettarsi di avere dei chiarimenti da questa serie oppure non devono aspettarsi novità?].
 
Jon Moisan: Oh yeah, it can definitely be hard to have a clear-cut winner in any of these fights. I like to keep in mind the old comic book adage that "every character is someone's favorite character." With that, it means you that I need to make every character look strong, no matter how silly or crazy they are. For instance, in issue #2 we have a fight between Howard the Duck and Blade written by David Walker that I think people will be pleasantly surprised to see shows both characters in a favorable light. But that doesn't mean there won't be definitive winners. For anyone that read issue #1, they definitely saw that there was a winner between the Punisher Supreme and the new Fantastic Four. So it's definitely not a problem to have winners, you just need to keep anyone from looking like a chump [Oh, si, è molto difficile avere un vincitore e uno sconfitto in ognuno di questi conflitti. Mi piace pensare al vecchio adagio dei comic book secondo cui ogni personaggio è il favorito di qualcuno. E questo significa che ho bisogno di far esprimere ognuno in modo compiuto senza preoccuparmi di quanto possa apparire pazzo. Per un istante nel numero 2 abbiamo visto combattere Howard il Papero e Blade in una storia scritta da David Walker che credo riuscirà a collocare il personaggio in una luce che finora non si è mai vista. Ma ciò non significa che in quelle storie avremo un vincitore definitivo. Qualcuno che ha letto il numero uno avrà notato che c'è stato un vincitore tra il Punitore Supremo e i nuovi Fantastici Quattro. Quindi, non è un vero problema avere un vincitore. Devi solo evitare di rovinare un personaggio e quindi che sembri troppo stupido]. Traduzione di Karl-Heiz Berghoff.

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