giovedì 30 luglio 2015

DARYL DARK N. 1! LA MEGA-RECENSIONE! IL MISTERO DI HOWARD CURWEN! IL MONDO DEL FUMETTO APPLAUDE!!!

Il numero 0 di Daryl Dark ha scosso il mondo del fumetto italiano e in particolare la parte più dylaniata, cioè la parte di esso che raccoglie i fan dell'Indagatore dell'Incubo. I tantissimi lettori di Dylan Dog, che si sono avvicinati a questo straordinario prodotto di Cagliostro E-Press, pensavano di essere in presenza di una scialba imitazione, come tante ce ne sono state negli anni passati. Tra i più famosi ricordiamo Martin Hel pubblicato dalla Editoriale Aurea. Hel nacque dalla fantasia di Robin Wood, che oltre ad essere il creatore di Dago è anche lo scrittore di fumetti più bravo del mondo. Daryl Dark, tuttavia, è stato qualcosa di più e di meglio. Non un semplice clone od omaggio, ma, secondo noi, qualcosa di più importante perché non ha tratto ispirazione da Dylan Dog, bensì dalle figure narrative sulle quali lo stesso Indagatore è stato modellato. Per avere una descrizione completa, vi rimandiamo alla lettura della recensione del numero 0, che, tra le altre cose, ha fatto registrare numeri incredibili. Oltre alle tante segnalazioni e articoli su svariati siti, Daryl Dark n. 0 ha messo insieme 3.000 download, quindi 3.000 persone lo hanno letto, 1000 like sulla pagina Facebook della casa editrice e centinaia di condivisioni! L'editore ha dichiarato che sono già tanti i preordini del volume cartaceo che sarà in vendita in occasione di Lucca Comics 2015 con tanti extra e sorprese. Un bel volumetto brossurato, formato 16x21 di 220 pagine al prezzo di 16,90 euro. Il clamore suscitato dal numero 0 è stato così forte che ne hanno parlato perfino gli asslickers nei gruppi di discussione sui social network, distraendosi per qualche momento dagli abituali colpi di lingua alle parti basse dei loro idoli immaginari. E ora parliamo del numero 1.
 

Nel numero precedente il cattivo è stato Robert R. Relich, stereotipo dello scrittore noto sulla rete ma sconosciuto nel mondo reale. Dopo il flop del suo ultimo libro, John Dioscur, la pazzia si impadronisce di lui e sprofonda nell'abisso della immoralità. Daryl Dark riesce forse ad intervenire al momento giusto per salvare la sua anima perduta. Robert R. Relich finisce la sua avventura nel numero 0, ma chissà che in futuro gli autori non decidano di farlo tornare per la gioia di tanti lettori rimasti stupefatti dalla sua rappresentazione. Il numero 1 non è stato avaro di liete sorprese. La storia viene preceduta dagli eccellenti editoriali di Massimiliano Gobbo, che ricorda l'ispirazione della odierna avventura di Daryl Dark. Se un paragone si può formulare con gli editoriali che compaiono nella serie di Dylan Dog, si apprezzerà la moderazione di Gobbo e la precisione puntuale dei riferimenti. Il caso Charles Dexter Ward è un romanzo di H.P. Lovecraft e il protagonista era uno stregone di Salem chiamato Joseph Curwen. La storia di questo numero prende le mosse dalle sue gesta nel racconto. Riprendendo le parole dell'editorialista, l'episodio si apre secondo le classiche scene di un film d'avanguardia tedesco con omaggio al manga di Matsumoto, Galaxy Express 999 come si capirà meglio nel seguito di questo articolo. Soggetto e sceneggiatura sono di Claudio Franchino e Piero Viola, mentre ai disegni la Cagliostro E-Press presenta la sua stella di prima grandezza: Sergio Vanello. A differenza di altri disegnatori, Vanello è professore di scienze pittoriche. Un vero artista, dunque, che ha saputo deliziare i fan con uno stile efficace e al tempo stesso quasi esotico. Con i colori di Marco Russo, Vanello ha realizzato anche la cover.

Come il precedente numero 0, questo episodio reca un piccolo articolo editoriale dopo la conclusione della storia. Ne parleremo con comodo al momento opportuno. Già dalle prime tavole il lettore viene rapito in una dimensione onirica come le classiche scene che nei primi numeri della nota serie di Dylan Dog del periodo sclaviano erano quasi abituali mentre ora, a causa di un rilancio iniziato sulla base di criteri pittoreschi, sembrano scomparse. Un motivo in più per apprezzare questa storia che ha saputo catturare il classico lettore dylaniato per portarlo in un mondo che credeva perduto per sempre. Un treno condotto da una vecchia locomotiva sfreccia lungo i binari verso una direzione ignota. Le nebbie della notte lo inghiottiranno tra breve. La sua fermata, come recita la tavola, è l'Incubo. Quello vero, non quelli finti che si leggono in molti fumetti horror moderni che a stento attirano l'attenzione di un classico lettore dotato di bassa cultura e incline al fanatismo anticlericale. L'horror che si respira in Daryl Dark è qualcosa di innovativo e al tempo stesso fonte di grande terrore, quello vero. Luigi Siviero, noto autore di testi e articoli in ambito fumettistico, ha espresso sul suo profilo Facebook un chiaro apprezzamento verso Daryl Dark, spezzando il triste equilibrio del già visto proposto da altri autori. Le tavole di Vanello non sono quelle del classico fumettista. Nella realizzazione delle ombre, delle espressioni dei visi, si nota quel tocco di artista che con pochi virtuosismi di matita riesce a imprigionare la realtà dentro la tavola. Un risultato che pochi fumettisti sono stati in grado di raggiungere. Una ragazza spaventata corre tra i vagoni deserti. Dove sono finiti tutti i passeggeri che erano nel treno?

La sua corsa si conclude davanti al capotreno, che lei crede di conoscere! Al collo ha un medaglione con uno strano simbolo. Si tratta di Daryl Dark! Come è possibile? Non è più un Indagatore dell'Incubo? La crisi del settore e le cattive scelte editoriali hanno stroncato definitivamente la sua attività? Daryl gioca con la somiglianza all'attore a cui è ispirato. Ciò che spaventa la ragazza è un grosso topo, che Daryl definisce un brown jenkin, citando un precedente apparso in una storia di Lovecraft. Un messaggero del demonio che si nutre del sangue delle fattucchiere. La ragazza resta sorpresa della sua erudizione in materia di occulto. L'unico sistema per uscire da questa brutta situazione è arrivare alla locomotiva e sganciare i vagoni liberandosi del mostro. Quello che sembra strano è che nessuno dei due si chiede che fine abbiano fatto gli altri passeggeri. La loro corsa si conclude presto. Affacciatasi da uno dei finestrini, la ragazza si accorge che il treno sta volando. Chiaro il riferimento al manga di Matsumoto, Galaxy Express 999, il treno che volava negli spazi infiniti accompagnando un ragazzo con il sogno di diventare un androide per entrare nell'elite del mondo. In questo caso, non ci sono mondi da esplorare, ma una forza malvagia da cui fuggire al più presto. La ragazza racconta di avere preso il treno per recarsi a Duffus e trascorrere una settimana con il suo nuovo fidanzato. Ad un certo punto, il ragazzo, chiamato Howard P. Curwen, è diventato violento. Voleva strappargli il medaglione a ogni costo e lei è fuggita. Mentre scappava è comparso il mostro con le sembianze di un topo enorme. I problemi aumentano quando compaiono dei clansmen, ominidi armati di spade dalle cattive intenzioni!

Daryl ha un'idea. Attirando l'attenzione di uno dei mostri, lo induce a colpire una delle pareti. Il vuoto li risucchia subito, ma durante questo tentativo estremo anche il medaglione della ragazza vola via per finire nella bocca di un jolly con le sembianze di Howard, il fidanzato! Il sogno finisce. Nella pagina successiva un taxi londinese conduce la ragazza verso la sua metà, la sede della Irregular Investigation per parlare con Daryl Dark al 64 di Baker Street. Daryl è ormai famoso. Qualche giorno prima ha risolto il caso di Robert R. Relich, uno scrittore fallito che aveva pensato di ricorrere alla magia nera per risolvere i suoi problemi dopo che nemmeno le recensioni di portali amici riuscivano più a sostenere il suo rapporto con la realtà. Ad aprire la porta è Hardo, che spiega finalmente lo strano suono che si sente quando qualcuno bussa al campanello di Daryl Dark. Nel vangelo apocrifo di Nicodemo, Giuda, dopo il suo noto tradimento, torna a casa e decide di impiccarsi. La moglie cerca di dissuaderlo cucinando un gallo, il quale se cantasse anche Gesù potrebbe risorgere. In quel momento il gallo cantò e Giuda si impiccò. Daryl Dark si è laureato in criminologia proprio con una tesi su Giuda Iscariota. Quando appare Daryl Dark la donna sviene. Riconosce in lui il capotreno che l'aveva aiutata a sfuggire alle presenze mostruose. L'episodio si conclude così con Hardo che, scherzando con il suo capo, gli domanda cosa gli fa alle donne! Nell'articolo finale si citano i numeri dello straordinario successo di Daryl Dark con un siluro metafumettistico di classe galaxy: l'editore ringrazia alcuni lettori che si sono dati da fare per parlare di Daryl Dark ovunque contribuendo al suo successo. Una una delle chiavi dell'exploit!

Secondo alcuni sfortunati detrattori riconducibili ad ambienti vicini al devastato universo dylaniato, Daryl Dark parrebbe ispirato a Dylan Dog, ma in realtà le differenze sono tantissime. In primo luogo, Daryl è realizzato graficamente dal viso di un attore con tutti gli attributi al suo posto, Joseph Finnies. Il suo socio, Hardo, non è un imitatore fallito, ma un vero duro che ha lavorato nell'FBI e non racconta battute sciocchine. Daryl Dark è il trisnipote di Sherlock Holmes e viene da una famiglia di celebri investigatori. Come chiarito nella recensione del numero 0, Daryl Dark è ispirato alle primissime figure di investigatori del soprannaturale apparsi nelle opere narrative. Nel mondo dylaniato del fumetto, l'arrivo di Daryl Dark è equivalso ad un tornando che è apparso all'improvviso spazzando via vetusti equilibri e antidiluviane convinzioni. Daryl Dark si è posto come qualcosa in più del classico investigatore dell'occulto. Inoltre, dalle prime gesta non sembra porsi ideologicamente a sinistra né in posizione anticlericale. Le sue pagine sono piene di riferimenti di cultura narrativa, che lo sfortunato lettore dylaniato, culturalmente svantaggiato e quindi incline al fanatismo comunista, non è in grado di cogliere. L'impatto di Daryl Dark è stato così devastante che nei gruppi di discussione in rete si è parlato di lui. Perfino i watch-dog incaricati di attaccare/insultare i lettori critici verso il rilancio di Dylan Dog ne sono rimasti affascinati. Altri, invece, non volendo ammettere di essere in presenza di una pietra miliare del fumetto hanno continuato a schiumare rabbia da tutti i pori evidenziando problemi mai risolti con la sfera più intima. Daryl Dark è solo all'inzio, ma già tutto il mondo del fumetto è ai suoi piedi. Gunnar Andersen.

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