sabato 1 agosto 2015

TEX N. 656: LA RECENSIONE! UN INNOCENTE STA PER FINIRE SUL PATIBOLO MA POI ARRIVA TEX! GRANDE FARACI!

Dopo i due deludenti numeri precedenti con le storie scritte da Gianfranco Manfredi, che ha descritto Tex Willer in una dimensione ideologica che, secondo noi, non gli appartiene, l'asticella torna ad alzarsi con l'avventura del numero 656 di giugno 2015 intitolata Nodo scorsoio. In quelle storie il tema ricorrente si è rivelato la politica con un Tex più volte nelle scomode vesti di quello che poteva apparire agli occhi moderni come un sindacalista della Fiom (aspetto questo messo in evidenza anche nella recensione di UBC Fumetti), nella storia di oggi le vicende si tingono di giallo grazie a Tito Faraci, autore della storia, è forse lo scrittore di fumetti più bravo d'Italia e nonostante talune sue affermazioni che lo collocano in un'area politica vicina alla sinistra, si è rivelato, come suo solito, un ottimo narratore, che con uno stile elegante e fluido riesce a incollare il lettore alle pagine. L'abilità di storyteller di Faraci è nota anche ai fruitori abituali di Diabolik, di cui scrive le storie ospitate negli albi Giganti. Tex viene restituito alla sua dimensione naturale di ranger dai modi piuttosto decisi. Non ci sono mezze misure per Tex. Il suo rigido codice morale, in non pochi punti assimilabile a quello dell'ispettore Ginko, lo fa emergere dalle pagine come personaggio vero. Nell'articolo editoriale firmato da Graziano Frediani si parla di Massimo Rotundo, uno dei più affermati artisti italiani, che in questi giorni è in edicola nell'albo Gigante di Tex, il trentesimo Texone, Tempesta su Galveston! Corre d'obbligo ricordare che l'albo Gigante di Tex è l'unico della serie ancora aperto. Tutti gli altri Giganti, compreso quello più noto di Dylan Dog, hanno chiuso per basse vendite! Un altro segno della crisi economica che ha stretto il mercato dei fumetti in una morsa. Tex, però, resiste, nonostante tutto grazie all'affetto di centinaia di migliaia di lettori in tutto il mondo, dai Balcani al Sud-America. In fondo all'articolo c'è un pezzo dedicato alla presentazione della nuova storia ospitata nella collana Romanzi a fumetti. Dopo Coney Island di Manfredi, arriva Tropical Blues di Luigi Mignacco e Marco Foderà e ci auguriamo che l'impronta ideologica di sinistra nella storia precedente non tocchi anche questo ciclo.
 

Oltre a Tito Faraci ai testi, Nodo scorsoio presenta Rossano Rossi ai disegni con uno stile pulito e preciso, quasi accademico, in ciò discostandosi da quello di Leonardo Massimiliano all'opera sui numeri scritti da Manfredi. A Silverwood piove a dirotto. E' l'alba e un uomo sta per essere impiccato. Timothy Russel si dichiara innocente. Altero e sprezzante, è deciso ad andare incontro al suo destino senza voler chiedere pietà allo sceriffo Ward. Il cappio si stringe intorno al collo del giovane quando improvvisamente iniziano ad arrivare proiettili da tutte le direzioni! Il temporale e la confusione rendono difficile capire chi siano gli assalitori e il numero, ma da come la sparatoria si sviluppa l'impressione è che nella zona ci siano più bocche da fuoco. Per misteriose ragioni nessuno rimane ferito. Gli sparatori sono attenti ad evitare i bersagli umani. Il loro obiettivo è quello di liberare Russell e ci riescono. Lo sceriffo e i suoi uomini nulla possono per fermare il gruppo che si allontana tra la pioggia. Azione a tutto spiano e dialoghi serrati nella migliore tradizione di Faraci. Scoprire chi sono i due criminali che hanno liberato Russell non si rivela difficile. Sono Tex Willer e Kit Carson! Il giovane non crede che due uomini siano stati in grado di scatenare un inferno simile. Dopo le presentazioni del caso, Tex spiega che è stato il giudice Kirkman, che lo ritiene innocente a chiedere di liberarlo. Tex e Carson si erano recati apposta nella cittadina per tentare di far ragionare lo sceriffo senza successo. L'azione di forza si era resa, dunque, necessaria. La scelta stupisce il lettore, mettendo a confronto il Tex delle origini con il Tex attuale. Kirkman ha condannato Russell in passato e dopo che questi ha espiato la sua colpa è rinato come uomo nuovo e rispettoso della legge. Lo sceriffo Ward non crede alle redenzioni e così ha atteso l'occasione per colpire il giovane. Un misterioso uomo penetra nel ranch di Stanley Raymond, un ricco uomo d'affari intenzionato a comprare tutti i terreni circostanti, ruba un cavallo e uccide un uomo. Del crimine viene accusato Russell grazie alla testimonianza due cowboy che lavorano nella fattoria, Lewis e Foster. Un rapido processo e Russell è perduto.
 
Lo sceriffo non si è dato per vinto. Crede che ad organizzare tutto sia stato proprio il giudice Kirkman magari aiutato da Tex e Carson con cui un paio di giorni prima aveva avuto un duro scontro. Fa perquisire la casa del magistrato, ma non trova nulla. Russell era nascosto in una botola sotto il fienile e lì dovrà restare fino a quando Tex e Carson scopriranno la verità. Il compito si presenta tutt'altro che agevole. La prima cosa che pensano di fare è interrogare i due testimoni principali, Lewis e Foster, ma prima che possano essere raggiunti, un misterioso pistolero, nascosto tra i cespugli li colpisce mortalmente. Tex e Carson arrivano quando è ormai troppo tardi. I due cowboy giacciono a terra cadaveri. Quando tornano indietro per avvisare dell'accaduto il giudice Kirkman, questi è a colloquio con il suo amico Fred Hansen, che contende a Raymond il controllo della regione. A questo punto, tutti gli attori della vicenda sono stati presentati, ma l'identità del misterioso assassino continua ad essere oscura. Raymond non perde tempo. Incarica il suo uomo di fiducia, Scott, di formare delle squadre di volontari e battere la zona. I sospetti sulla morte di Lewis e Foster cadono naturalmente su Russell, che ora rischia la vita. Raymond, infatti, vuole vendicare la morte dei suoi tre mandriani uccisi. A capo dei volontari mette Trevor, duro pistolero della zona. Tex non crede alla versione di Russell. Così, una notte lo costringe a confessare la verità e quello che apprende è ancora più sconcertante di quello che poteva immaginare. Durante le pause del suo lavoro presso il ranch del giudice Kirkman, Russell si incontra segretamente con la figlia di Raymond, Alicia. I due sono innamorati pazzi, ma il giovane si rende conto che a causa delle modeste condizioni non potrà mai aspirare ad avere la sua mano. La situazione precipita. La ragazza informa Russell dei propositi omicidi del padre e gli chiede di fuggire. Le indagini di Tex e Carson cominciano ad infastidire i veri assassini. E' probabile che si stanno avvicinando alla verità e devono essere tolti di mezzo. Il sistema è quello utilizzano in precedenza. Si apposta su una altura in attesa che i due ranger passino sotto per freddarli e liberarsi di due nemici.
 
Tex e Carson riescono a cavarsela a stento. L'occhio attento di Aquila della Notte aveva intravisto tra le rocce i riflessi di quella che poteva essere la canna di un fucile. Di ritorno a Silverwood si incontrano con Fred Hansen dopo una rissa al saloon. Il proprietario terriero sospetta che dietro la spirale di violenza che si è scatenata nella cittadina ci sia la mano di Raymond. Ma non ha prove dirette che abbia usato l'intimidazione per i suoi scopi. Poi la situazione precipita. Russell scappa dal suo nascondiglio. Il suo scopo è quello di fuggire insieme, ma mentre stanno decidendo il da farsi vengono sorpresi da Trevor, capo degli uomini di Raymond, pronto a ucciderli. La storia si chiude così, lasciando il lettore a bocca aperta. Una storia di Tex che si tinge di giallo in cui Faraci mostra il meglio di sé e a dire il vero, dopo le sabbie mobili delle storie degli ultimi due numeri scritte da Manfredi, un Tex ricollocato nella sua giusta dimensione ideologica di destra. Al di là della connotazione politica, ammiriamo un Tex portentoso, con un ruolo dinamico. Tra i lati negativi, l'eccessiva lunghezza della trama. Gli avvenimenti narrati potevano essere racchiusi in 48 pagine anziché nelle consuete 114. Una certa dose di prevedibilità ha minato l'effetto della storia. Fin dalle prime pagine è chiaro he Tim Russell è innocente e che lo sceriffo Ward ha buoni motivi per volerlo zittire per sempre. Pochi gli indizi su chi sia l'assassino misterioso. Il ruolo di Hansen non è ancora chiaro. Quello di Raymond è più definito, ma non è detto che agisca per secondi fini. Russell è la vittima sacrificale perfetta. Nelle intenzioni dei cospiratori dovrà pagare per tutti. Tex e Carson sono gli elementi di rottura. Sullo sfondo la storia d'amore tra il fuggiasco e la figlia del ricco proprietario terriero dona un tocco romantico a questa avventura, che richiama alla memoria film western famosi. Il vero fumetto italiano, quello dei tempi d'oro. Robusto, potente, efficace. Orgoglio Nazionale, gloria della casa editrice Bonelli di Milano. Pilastro del fumetto mondiale. Nella mediocrità di tanti fumetti di tanti Paesi, Tex è il più grande e si eleva al di sopra di essi. Tra qualche giorno leggerete la recensione della II parte della storia. Hans von Klopp.

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