martedì 25 agosto 2015

DARYL DARK N. 2! LA MEGA-RECENSIONE! CONTINUA IL MISTERO DI CURWEN! IL MONDO DYLANIATO AL TAPPETO!

Ogni numero di Daryl Dark della Cagliostro E-Press è un viaggio a ritroso alle origini del mondo horror, che gli attuali autori del rilancio flop di Dylan Dog non hanno saputo realizzare. Per quanto incredibile, ogni nuovo numero di Daryl Dark rivela un tassello di quella complessa trama che è la ricerca della perfezione fumettistica. I tre numeri usciti finora hanno ottenuto un successo mediatico senza precedenti. Daryl Dark è diventato il principale argomento di discussione in gruppi e pagine Facebook, forum e siti vari. Il dibattito è stato più forte nei gruppi dedicati all'Indagatore dell'Incubo di sclaviana memoria, nei quali si sono registrate reazioni al limite dell'umana comprensione da parte del gruppetto degli asslickers, cioè di 3-4 non disinteressati figurini che, magari, Dylan Dog lo detestano, ma che per oscure ragioni sono costretti a scrivere commenti favorevoli nella speranza che qualcuno li noti e li promuova. Anche loro, però, come tutti gli altri amano Daryl Dark. Non possono ammetterlo perché altrimenti cascherebbe il castello di carte che hanno messo su, ma gli altri non hanno questo problema. Daryl Dark è l'immagine di un successo fantastico reso possibile grazie ad un team eccezionale che Cagliostro E-Press ha messo insieme: Claudio Franchino e Piero Viola che hanno curato il soggetto e la sceneggiatura, lo straripante Sergio Vanello alla cover con i colori di Gaetano Sarrantonio. Il numero 2 presenta il nuovo artista Christian Paris, il cui tratto ricorda molto quello del mitico Alan Davis. Un tratto pulito, preciso, estremamente realistico, attento alla costruzione della tavola e superbo nella realizzazione delle espressioni. Il lettore resta rapito in una sequela di immagini nitidissime attraverso il mondo degli Irregular Files di Daryl Dark. Un altro aspetto che ha decretato il successo della serie è costituito dagli editoriali curatissimi di questa collana, che nel consueto stile ci porta alla scoperta delle fonti di ispirazione dell'universo daryldarkiano. Chi ha superficialmente abbinato Daryl Dark a Dylan Dog avrà capito che di quest'ultimo il nuovo investigatore del soprannaturale londinese ha ben poco e non ce ne stupiamo più di tanto visto che tali precisazioni vengono dai summenzionati asslickers, quindi le conseguenti affermazioni non hanno alcun peso. Come abbiamo scritto nella precedente recensione, Daryl Dark è molto di più di un indagatore dell'incubo e già qualcuno su certe pagine Facebook inizia a chiederne un crossover con il più celebre investigatore sclaviano.


Il titolo della avventura di cui parliamo oggi è Il segreto dell'Uomo Nero! Scontato il riferimento ad una celebre creatura nata dalla fantasia di Lovecraft, che ci accompagna alla scoperta del mistero di H.P. Curwen. Onirismo e trasgressione in intelligenti citazioni a noti film di Tarantino che permettono di disegnare scenari inquietanti, ma tremendamente realistici. E mentre c'è chi, a corto di idee, tende a scopiazzare intere trame dei libri di Stephen King contando sul fatto che l'ignoranza di molti lettori sia di ostacolo all'individuazione della fonte, gli autori di Daryl Dark vanno alla ricerca delle origini del genere horror. Ancora una volta si pesca null'universo lovecraftiano. Il caso Charles Dexter Ward o La città dei mostri, cult film di Roger Corman del 1963 per citarne alcuni. In questo numero i riferimenti horror aumentano tra scene gotiche e humor nero. Vedremo Hardo in una dimensione quasi sclaviana, ma lontana dalla decadenza in cui il rilancio di Dylan Dog ha seppellito Groucho, ma soprattutto conoscere di più Daryl Dark come un personaggio brillante. Nello scorso numero una ragazza di nome Debora stava viaggiando insieme al suo fidanzato H.P. Curwen verso la città di Duffus. Vinta dalla stanchezza cade in un sonno agitato. Nel sogno viene inseguita da un mostro lovecraftiano. Al centro delle vicende uno strano medaglione dai poteri straordinari. Mentre fugge per gli scompartimenti incontra un funzionario delle ferrovie che la aiuta. Ad un certo punto, il treno si alza in Cielo e inizia a volare prima che il medaglione cada da uno dei finestrini per finire nella bocca di un jolly gigantesco. Il sogno finisce e non appena Debora scende dal treno e raggiunge Londra in cerca di Daryl Dark scopre che questi è identico al ferroviere che aveva visto nel suo sogno! Il numero 1 si era concluso lasciando i lettori con il fiato sospeso. Da quel punto iniziano le scene del numero 2. Scesa dal treno, Debora si rende conto di essere rimasta sola. Che fine ha fatto il suo fidanzato? A Duffus si aggira tra le strade vicine alla stazione per scoprire un cimitero dove in cima ad una costruzione gotica si erge una statua molto simile al Jolly che nel suo sogno aveva inghiottito il medaglione magico di Curwen. Prima di sparire, il fidanzato le aveva caldamente raccomandato di non separarsene mai. Una forza irresistibile la spinge ad entrare nel cimitero e camminando tra le lapidi arriva fino alla costruzione del Jolly sotto il quale si nota il simbolo che c'era sul medaglione. Un brivido percorre la schiena della ragazza.

In che avventura è andata a cacciarsi? Sta forse ancora sognando? Chi o cosa è davvero il suo fidanzato? Mentre è perduta in questi pensieri, un'ombra sinistra si avvicina alle sue spalle. E' il guardiano del cimitero, spettrale come non mai, che le racconta la storia della tomba nella quale si è imbattuta! La tomba di Curwen! Il sangue le si ferma quando il custode le dice che quella tomba si trova lì da oltre settant'anni. E quasi si sorprende perché data la sua giovane età non è possibile che l'abbia conosciuto davvero. Forse ne ha letto in qualche libro e la sua fantasia ha vagato così tanto da costruire tutta una immagine in cui lei si è scoperta fidanzata con lui. Poi lentamente capisce che questo pensiero, che pure aveva sfiorato la sua mente, non può essere possibile. Il custode le racconto di un certo H.P. Curwen famoso per i suoi numeri di escapologia come i più celebri di Houdini, ma non meno famosi, tanto che il giovane Curwen raggiunge ben presto la celebrità in tutto il Regno Unito fino ad arrivare alle porte della casa reale inglese. Poi gli eventi prendono una piega inaspettata. Durante un numero che sembrava non diverso dagli altri, qualcosa non funziona e Curwen conclude la sua avventura umana. I medici accorsi cercano invano di rianimarlo. E' stato disattento? Qualcuno ha sabotato il trucco per ucciderlo o lui medesimo si è tolto la vita nell'estremo tentativo di consegnarsi alla leggenda? Con lui sono finiti anche i segreti dei suoi trucchi. Si racconta, però, di un fantastico medaglione da cui non si separava mai, che secondo alcuni costituiva la fonte del suo potere di affascinare le masse. Si disse che in punto di morte aveva maledetto un certo M, che gli aveva sottratto il medaglione prima di realizzare il suo numero escapologia. Qualche giorno dopo venne trovato il corpo esanime del suo assistente, ucciso in una stanza senza possibilità di entrare dall'esterno. Seguirono altre morti misteriose di persone che avevano avuto a che fare con Curwen, come se un angelo vendicatore stesse eliminando tutti coloro che potevano essere implicati nella sua fine. Fu in quel periodo che venne a mancare il celebre Sherlock Holmes, lasciando la polizia senza punti di riferimento. Delle strane voci iniziarono a circolare sulla sua casa, nei cui sotterranei venne ritrovato un laboratorio di magia nera. Fu da quel preciso momento che iniziò a diffondersi la maledizione di H.P. Curwen. Si disse che tra i suoi documenti vi erano sistemi per evocare entità malefiche quali Chtulhu o Dagon di lovecraftiana memoria.

Per risolvere il mistero Debora decide di rivolgersi ad uno dei discendenti di Holmes, Daryl Dark. Il celebre investigatore londinese è un tantino perplesso. Forse dubita della sanità mentale della sua cliente e si chiede come sia stato possibile che nel suo sogno il ferroviere era simile a lui? A rompere l'indecisione arriva il gioviale Hardo, che anticipa la decisione del suo socio. Il caso viene preso in carico. Ecco una differenza importante tra Daryl Dark e Dylan Dog. La sua spalla. Groucho è un comico fallito con poco cervello che affronta la vita recitando stupide barzellette. Hardo è un ex-agente dell'FBI e soprattutto è americano. Non il servo del suo socio, come Groucho lo è per Dylan Dog, ma è un suo pari. Daryl racconta alla sua giovane cliente che aveva conosciuto Hardo due anni prima durante il caso Wood Green. A quel tempo, Daryl lavorava ancora al MET, la polizia metropolitana di Londra. Hardo ha esperienza nella intelligence britannica, è un tiratore scelto e un cuoco fenomenale. Molto di più di comico cretino, verrebbe da dire. Un altro aspetto che eleva Daryl Dark al di sopra dei luoghi comuni dylaniati è l'approccio con le donne. Specie nelle storie attuali, Dylan Dog sarebbe saltato addosso della ragazza di turno senza un motivo logico, annoiando più che sorprendendo il lettore. Daryl in poche battute affascina la sua cliente e se un domani vi fosse uno sviluppo romantico non ci sarebbe da sorprendersi. Daryl Dark non è la prima volta che sente parlare di Curwen. Secondo alcune teorie, sarebbe l'Uomo Nero della religione delle streghe oppure un messaggero dell'Altrove, ma l'aspetto del caso che più lo incuriosisce è il medaglione. Daryl è possessore di molti testi esoterici e l'immagine sul medaglione gli ricorda un disegno visto nel libro di Ab-Al-Karib. Il simbolo viene chiamato la Via della Gloria, che fornisce al suo possessore immensi poteri sulla materia e sugli spiriti. Secondo il testo non troverà più riposo colui che lo perderà. Il mistero potrebbe essere spiegato da quelle strane parole? Riportare il medaglione da Curwen permetterà al suo spirito di trovare la pace? La storia si conclude con Daryl Dark, Hardo e Debora in viaggio per Duffus. Il loro compito sarà riportare il medaglione da Curwen. Di grande interesse è la seconda parte degli editoriali, che ricorda come alcuni puristi dylaniati si siano lamentati del fatto che Dark possiede un campanello cantante. Poiché i lettori di Dylan Dog sono in gran parte privi di basi culturali importanti, come da tanti commenti in rete.

Commenti caratterizzati da un odio verso ogni elemento che, nella fantasia dei loro autori, turba l'immagine di quello che è un fumetto per ragazzi. L'utilizzo di un campanello cantante da parte di Daryl Dark ha scosso a tal punto la psiche dei più accaniti lettori dylaniati da popolare di incubi le loro notti insonni, tra rimpianti di epoche sclaviane che non torneranno più e colpi di lingua non andati a segno. L'autore ci spiega che il campanello urlante non è nato con Dylan Dog, ma è una celebre ideazione del telefilm noto come Famiglia Addams e poi ripreso nel film Invito a cena con delitto. Poiché, come detto sopra, i lettori di Dylan Dog sono spesso a digiuno di nozioni di cultura popolare o di settore, era più che naturale che nella loro fantasia pensassero che l'ideazione era nata dalla fantasia di Sclavi. Il pezzo si conclude con i nomi di questi esterrefatti lettori, a cui vanno i ringraziamenti di tutta la redazione. Nella parte finale degli editoriali sono descritte le modalità per avere il volume cartaceo di Daryl Dark, che sarà presentato in anteprima a Lucca Comics 2015. I volumi saranno autografati dagli autori al gran completo. Una occasione imperdibile per conoscere da vicino coloro che hanno reso possibile questo autentico miracolo fumettistico. I preordini saranno validi fino al 30-09-2015. Come dicevamo sopra, l'apparizione sulla scena nazionale di Daryl Dark ha fatto letteralmente impazzire di rabbia una schiera di aficionados dylaniati che, soprattutto in rete, ha sparso nei suoi confronti un odio devastante. Commenti oltre i limiti della diffamazione sono apparsi su alcune pagine con la compiacenza dei loro amministratori, che non li hanno rimossi. Fa parte del gioco. Per una grande moltitudine di apprezzamenti, tra cui quelli di Massimo Perissinotto e Luigi Siviero, non possono mancare i commenti di pochi invidiosi, che schiumano rabbia, cercando di attirare l'attenzione del loro vater senza riuscirci. Una rabbia che non ha alcuna spiegazione se non quella di una dimensione psicologicamente disturbata. Anche questi pochi figurini hanno avuto una parte nel successo di Daryl Dark e quindi come si potrebbe fare a meno di loro? In questo numero abbiamo avuto la possibilità di ammirare lo splendido lavoro grafico di Christian Paris, che come altri, ha superato la rigida selezione che l'editore Cagliostro aveva indetto all'inizio del 2015. Ma è la copertina di Sergio Vanello che ci ha colpito di più. Una immagine che raffigura un jolly intento in un famoso numero di escapologia! Kristoffer Barmen.

2 commenti:

  1. Premetto che non sono uno dei sopracitati haters, ne un'asslicker (non sò perchè non si usi leccaculo. ci sta male?) e come tanti sto assistendo al declino di DYD con tristezza : le cose funzionavano male già dal numero 200 e quest'ultimo recente accanimento terapeutico è un ennesimo tentativo di salvare la vita a uno dei giganti Bonelli. Casa editrice che naviga in cattive acque per una serie sconfinata di motivi; dalla crisi generale del settore alla concorrenza spietata di giappone e francia fino alle scelte editoriali non sempre azzeccate del proprio Direttore Generale, non uno dei massimi esperti mondiali di fumetto, diciamo. Ora, senza continuare questa premessa, sento però di dover dire la mia sul fenomeno Dark. La Cagliostro Editore è un associazione dedita al coronamento di una passione per il fumetto italiano di un certo stampo e questo si vede. Sono d'accordo con la maggior parte di questa recensione, fin troppo lusinghiera a mio avviso ma corretta, che tiene in gran conto lo studio notevole fatto dai suoi editori per il personaggio. Tutto ciò è verissimo e meritato : la ricercatezza con cui è stato costruito l'irregularverso è degna di un alzata di cappello e non può definirsi plagio se non nella mente perversa di qualche ignorante, ma vorrei prendere in analisi il lato più tecnico del prodotto. Lo story telling dei primi episodi è zoppicante, pieno di autoreferenzialità che a mio avviso snaturano l'intero progetto. Spiego meglio : togliendo le evidenti somiglianze con DYD (che io interpreto come ironiche e non mi riferisco al campanello, ma al fatto che il nostro eroe abbia un socio che, guarda caso, somiglia ad un famoso divo del bianco e nero) nell'eroe Cagliostro fatica ad apparire una psicologia credibile e questo è colpa, come detto prima, della narrazione. Chi mai si presenta facendo il baciamano dopo che la conversazione è già avviata da un numero intero? (Ep2 pag. 12) Perchè Hardo, annunciato come socio duro e dal grilletto facile, quasi inquietante, viene ridotto a un battutaro simil-groucho?(stesso episodio) Spesso non capisco questa necessità di calcare la mano sugli aspetti del protagonista che sarebbe doveroso scoprire attraverso la lettura degli episodi. Sentivamo il bisogno di sapere che il suo trisavolo era Sherlock Holmes? (ben due volte nell'arco di due pagine?) Come può aiutare la narrazione del caso di Curwen questa informazione? Probabilmente anche complici le poche tavole a disposizione, ma c'è modo e modo di sceneggiare. Questi primi episodi non fanno altro che appiattire la figura di Daryl, a mio avviso molto valida ed interessante. Voglio che capiate che questa vuole essere una critica costruttiva, non scrivo cercando di minare la credibilità del progetto, ma effettivamente il limite di Daryl è Daryl stesso o almeno come vive attraverso gli autori di questo episodio, che in due pagine di presenza non ha fatto altro che esibirsi in una vetrina ai lettori, apparendo quindi costruito e fasullo. (Ep2 pag 1 Daryl : "Dimenticavo, Hardo è anche molto goloso di pizza...io invece sono un'appassionato dei classici metodi di indagine" Chi mai direbbe una frase simile?) Spero che i prossimi sceneggiatori prendano in considerazione questo fatto perchè se narrato con il giusto ritmo Daryl Dark potrebbe anche uscire dalla cornice di progetto di "divertissement", come annunciato dai suoi creatori e diventare un punto di riferimento per le nuovi correnti artistiche del fumetto Italiano. Io sono in prima linea nel seguire le sue avventure e sono sicuro che molti di voi come me fanno il tifo perchè questo succeda.

    RispondiElimina
  2. La crisi economica ha messo in ginocchio le case editrici italiane. Tutte, grandi e piccole, piangono tempi che non torneranno più. Alcune si sono rimboccate le maniche e con ottime strategie stanno uscendo dalla crisi (come Editoriale Aurea), altre persistono verso direzioni non dissimili da quelle che le hanno condotte nell'attuale situazione. Daryl Dark è solo all'inizio. Se vieni a Lucca Comics 2015, non perderti il volume cartaceo con le firme di tutti gli artisti impegnati nel progetto. Un oggetto da collezione.

    RispondiElimina

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.