lunedì 31 agosto 2015

DIABOLIK SWIISSS N. 254! LA MEGA-RECENSIONE! UN ASSASSINO MINACCIA DIABOLIK E GINKO LO PROTEGGE?!!!

Una avventura decisamente emozionante quella pubblicata nel numero 254 della seconda ristampa di Diabolik del 27 luglio 2015, originariamente proposta in Diabolik (Annata XII) n. 24 del 26 novembre 1973. Una serie di strani delitti funestano le cronache locali. La prima a cadere sotto i colpi del killer misterioso è Nadia Bolder, freddata da una pallottola sparata da un fucile di precisione mentre si trovava sulla spiaggia dello Stato di Ghenf. Poi è il turno di Gianni Koster, ucciso sotto gli occhi dei suoi amici all'abetaia. Un colpo sparato con una pistola automatica munita di silenziatore pone fine alla sua vita. La polizia brancola nel buio. Le vittime non hanno alcun collegamento tra loro, se non per le modalità dell'omicidio, che sembrano essere quelle di un agguato di chi conosceva bene i movimenti delle vittime. Nel frattempo, Diabolik sta progettando di impadronirsi dei gioielli di Alessandro Valder del valore di oltre 500 milioni. Per riuscirci decide di sostituirsi a lui e attendere il momento in cui gli saranno consegnati i preziosi dal corriere. Quella stessa notte, mentre Diabolik mette in atto il suo piano, viene uccisa la terza persona, Adolfo Feder. La modalità è sempre la stessa. Una mano misteriosa che punta una pistola con il silenziatore. Poche ore dopo, l'ispettore Ginko bussa a casa di Valder ora impersonato da Diabolik! Il Re del Terrore crede di essere stato scoperto e invece, Ginko è lì per proteggerlo. Valder, infatti, potrebbe essere la prossima vittima del misterioso assassino! La perquisizione nella casa di una delle vittime, Adolfo Feder, ha portato alla luce una lettera recante un invito per il giorno 10 agosto di due anni prima. I nomi degli invitati sono corrispondenti a tre delle persone uccise. La quarta persona nella lista è Alessandro Valder, nei cui panni ora si trova Diabolik. Il colloquio con Ginko è serrato e Diabolik fa in modo di non essere scoperto. Non conosce la vita privata di chi sta impersonando e si mantiene sul vago. Il vero Valder si trova in uno dei suoi rifugi narcotizzato e sorvegliato dalla sua compagna Eva Kant.
 

Sulla lista si trova il nome di una quinta persona, Giorgio Deker, che in quel momento è fuori città. La polizia si mette subito nella sua ricerca, ma il killer arriva prima di loro. Una figura a lui nota lo ferma mentre sta tornando in macchina a casa. Fa appena in tempo a salutarlo, che l'assassino estrae la pistola e lo uccide senza pietà. Una scena che rivela un particolare. E' possibile, infatti, che anche le altre vittime lo conoscessero dal momento che tutte avevano avevano preso parte allo stesso incontro. Ginko crede che il killer sia una delle persone presenti all'incontro e precisa queste sue convinzioni al commissario Parker di Ghenf, che si sta occupando delle indagini. Intanto, Diabolik è chiuso nella casa di Valder e non può muoversi senza destare sospetti. Ginko non immagina nemmeno che l'uomo che sta proteggendo è il suo più acerrimo nemico. Nei panni di Valder, Diabolik rischia. Il killer, infatti, potrebbe ucciderlo scambiandolo per il suo obiettivo primario. Per questo motivo chiede a Eva, via radio, di somministrare il siero della verità al vero Valder tenuto prigioniero nel rifugio e farsi dire cosa è accaduto il 10 agosto di due anni prima. Eva fa ode poche parole che riconducono alla droga, che l'uomo si sente male e perde conoscenza. Diabolik sospetta che il killer potrebbe essere uno spacciatore che non è stato pagato o qualcuno che ha ragioni di vendetta legate agli stupefacenti. A pagina 88 si consuma la svolta. Ginko si reca a far visita al suo collega Parker, ma l'agente di turno gli riferisce che il suo superiore è andato al cimitero per far visita alla tomba della sua giovane figlia deceduta due anni prima! Una lampadina si accende nella testa dell'ispettore. La ragazza appena diciottenne era morta di infarto l'11 agosto, cioè il giorno dopo l'incontro alla casa di Giorgio Deker! Il quadro diventa improvvisamente chiarissimo. L'assassino è il commissario Parker! Questi, intanto, con una scusa si è recato a casa di Valer per cercare di ucciderlo, senza sapere che sotto le sue vesti si nasconde il più famoso criminale della sua epoca, Diabolik!

Due anni prima la figlia del commissiario Parker aveva partecipato, insieme a delle sue amiche, al party dato da Giorgio Deker e aveva fatto uso di droga. Non era la prima volta. La ragazza, all'insaputa del padre, era una tossicodipendente. Tornata a casa la sera stessa, si era sentita male e dopo poche ore era finita per infarto causato dagli stupefacenti. Il medico attribuì il decesso ai suoi problemi cardiaci. Il padre avallò la tesi per evitare che si spargesse la voce che la candida figlia era, in realtà, una drogata. Da quel momento in poi non ha fatto altro che pensare alla vendetta. Ginko ascolta incredulo la sua confessione. Diabolik, intanto, fa buon viso a cattivo gioco. Ginko non si accorge che l'uomo che ha davanti è il suo incredibile avversario. Qualche giorno dopo gli viene consegnata la partita di gioielli che aspettava, portando a segno il colpo che aveva progettato. L'ispettore se ne accorge quando è troppo tardi. Apre un'inchiesta su Alessandro Valder, che nel frattempo è stato liberato da Diabolik, ma non può perdonarsi il fatto di avere avuto a portata di mano il suo nemico e di averlo anche protetto coi suoi uomini! Una storia concepita dalle sorelle Giussani all'insegna del giallo classico, riuscendo a tenere incatenata l'attenzione del lettore fino alla fine. Un esempio di sceneggiatura che gli autori attuali, soprattutto quelli del disastroso rilancio di Dylan Dog, dovrebbero tenere come esempio. Deludenti, come al solito, i disegni di Sergio Zaniboni, solo in parte aggiustati dal tratto in contemporanea di Sergio Micheloni. Il tratto nervoso dello Zaniboni, unito ad una certa tendenza ad allontanarsi dal realismo, costituisce una nota stonata nelle classiche avventure di Diabolik. L'aspetto più eclatante di questa storia è stato vedere Diabolik protetto dalla polizia quando egli ha preso il posto di Alessandro Valder. Diabolik non ha bisogno di protettori, però la minaccia del killer, che poteva colpire in ogni momento, come il perfetto cecchino, sarebbe stato per lui troppo. Con intelligenza fuori dal comune, sfrutta la situazione. Sven Blomqvist.

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