martedì 22 settembre 2015

DIABOLIK SWIISSS N. 255! MEGA-RECENSIONE! UNA ONDATA CRIMINALE COLPISCE CLERVILLE! STORIA MEDIOCRE

Un vago senso di delusione ci ha accompagnato nella lettura di questa storia di Diabolik apparsa in origine nel dicembre 1973 e forse ha risentito dei generi in voga a quei tempi, come i film polizieschi, le sparatorie per le strade e il crimine iniziava a pervadere ogni lembo della società. La storia si apre con la partenza dell'ispettore Ginko per un convegno internazionale sul crimine, mentre una banda di feroci assassini sta compiendo una serie di rapine connotate da sfoggio di violenza. Una anticipazione del caso della Uno Bianca. I metodi sono molto simili. Niente testimoni. Chi si oppone viene ucciso senza pietà. Una rapina ad un furgone portavalori si trasforma in una strage. Dieci poliziotti assassinati. Le forze dell'ordine brancolano nel buio. Una di queste rapine intralcia perfino i piani di Diabolik, che ambiva ad impossessarsi dei preziosi custoditi. Giorni dopo, il Re del Terrore riesce a precedere i criminali rubando i gioielli esposti durante un convegno di operatori del settore. Lander, il capo dei criminali, non si arrende e il giorno dopo tenta una rapina ad un laboratorio di lavorazione dei gioielli per rifarsi della perdita. Le cose si mettono subito male e in poco tempo la polizia, subito accorsa, circonda lo stabile. I rapinatori riescono a fuggire Durante la fuga uno dei criminali resta ferito, ma prima di morire rivela il nome del suo capo, Sergio Lander. La polizia si precipita alla sua abitazione, ritrovandolo riverso a terra senza vita. Qualcuno lo ha eliminato per evitare che parlasse. La polizia fa pubblicare la sua foto sui giornali nella speranza che qualcuno parli o si tradisca. Eva Kant riconosce l'uomo in uno degli invitati al party di Simone Fester, un locale ove lei e Diabolik si recano spesso per rilassarsi ovviamente mascherati.
 

Intanto, l'ispettore Ginko sta seguendo un caso legato al traffico degli stupefacenti e grazie alla soffiata di un informatore riesce ad individuare il corriere che arriverà in città per prendere contatti con gli acquirenti. Quando il controllore del treno entra nello scompartimento poco prima dell'arrivo, rinviene il suo corpo senza vita, freddato da una pallottola. Poco prima di partire, però, aveva fatto alcune telefonate e una di queste era diretta al locale di Simone Fester. Ginko vi si precipita con la sua squadra. Fester, il vero organizzatore delle sanguinose rapine, si sente perduto. Fa circondare i presenti dai suoi uomini armati, ma l'ispettore Ginko riesce a metterli in fuga. Nel frattempo, Eva aveva preso il posto della fidanzata di Simone Fester. Grazie a questo stratagemma, Diabolik riesce a penetrare nel covo di questi e ad allontanarsi con i preziosi che vi erano custoditi. La storia si chiude dando l'impressione di essere incompleta, tirata e per nulla emozionante. I colpi di scena sono inesistenti e Diabolik ha gioco fin troppo facile. I disegni di Sergio Zaniboni e Glauco Coretti rendono le atmosfere più vivaci, ma nel complesso la storia è deficitaria. Un vero disastro se paragonata a quelle dei mesi precedenti. Forse le autrici volevano impostare una storia ricca di azione, ma i rigidi paletti imposti dallo schema tipico delle storie del Re del Terrore ha impedito che ciò potesse realizzarsi. Diabolik non ha avuto un ruolo da protagonista. Si è mosso ai margini e ha dato l'idea di approfittare più delle deficienze altrui piuttosto che fare affidamento al suo genio. Stesso discorso per Eva Kant. A differenza di altre storie è mancata una programmazione che ha impedito alla storia di esprimersi compiutamente. Kristoffer Barmen.

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