domenica 30 agosto 2015

DYLAN DOG N. 345! LA MEGA-RECENSIONE! ATTACCHI AL MATRIMONIO TRA SPECCHI, FANTASMI E MAFIOSI RUSSI!

Prima di leggere una storia di Dylan Dog si fa prima a indovinare a quale film, libro o altra opera gli autori si sono ispirati, se si può usare questo termine, anche se l'espressione più adatta parrebbe quella di intera ripresa di trama, contenuti, battute, situazioni, ecc. La storia intitolata Gli spiriti custodi vista nel numero 345 di giugno 2015 sembra ricalcata sul noto film Fantasmi a Roma del 1961 e diretto da Antonio Pietrangeli e interpretato, tra gli altri, da Marcello Mastoianni, Sandra Milo, Claudio Gora e Eduardo De Filippo. La trama è simile, nelle grandi linee, alla storia di Dylan Dog, ma di questo parleremo più avanti. L'ossessione per le citazioni nelle attuali storie dell'Indagatore dell'Incubo emerge anche dagli editoriali. Una citazione quasi in ogni rigo, spiegata e commentata secondo lo schema del classico articolo noioso, che viene saltato subito per passare alla lettura. Questa volta si parla di Tiziano Sclavi! Quasi un commiato perché, anche se quasi nessuno ci ha fatto caso, a partire da questo numero Sclavi non viene più citato nei credits come direttore responsabile! Al suo posto troviamo Graziano Frediani, che cura gli editoriali nella collana inedita di Tex. Non una riga di spiegazioni, come in altri casi simili in cui le cattive notizie vengono saltate, ma un tale avvicendamento non può non essere letto, secondo noi, come conferma del progressivo allontanamento di Sclavi dalla gestione della collana e dalle scelte che in questi mesi hanno scontentato quasi tutti tranne gli asslickers e i watch dog nei social group. Agli autori faceva comodo affermare, quando le critiche si facevano pesanti, che le novità erano partorite dalla fantasia del creatore. Se le cose non piacevano la colpa era sua e non loro che avevano soltanto il compito di realizzarle. Ora Sclavi viene indicato solo come creatore, ma non più direttore responsabile, che in termini tecnici rappresenta il soggetto che sarà chiamato a rispondere davanti alla legge. Negli editoriali si parla di Sclavi ma soprattutto di Giancarlo Soldi, regista appassionato di fumetti e in specie di quelli Bonelli.
 

In questi mesi è uscito il nuovo documentario dedicato alla vita di Tiziano Sclavi dal titolo Nessuno siamo perfetti. Un tributo al famoso scrittore in una lunga intervista dove sono ripercorse le tappe che hanno portato alla creazione di Dylan Dog rivelando particolari che forse neppure gli asslickers preda di ignoranza, degrado morale e follia allo stato puro conoscono. Se non fosse per il fatto che stanno distruggendo la serenità delle community con le loro psicosi, verrebbe da dire che oggi essi rappresentano il peggiore incubo di Dylan Dog. Involontariamente, questi editoriali-omaggio a Tiziano Sclavi e al suo documentario ci offrono la possibilità di sottolineare che è stato Gianfranco Soldi, molto amico di Sclavi, che nella famosa intervista pubblicata su Dagospia qualche settimana fa, ha affermato che oggi Dylan Dog vende circa 100.000 copie e quindi non ha conosciuto aumento di vendite, visto che nel 2014, secondo i dati ufficiali diffusi da Fumettologica, vendeva 112.000 copie! Gli stessi autori in rete hanno cercato di negare questa circostanza, ma come si può pensare che Sclavi abbia fornito un dato sbagliato al suo regista-amico? 12.000 lettori persi in un anno significano una media di 1.000 lettori al mese perduti. Oltre ai contenuti insoddisfacenti delle storie, secondo noi, sono stati i continui attacchi ai lettori critici il principale motivo di questo esodo. La Bonelli ha chiuso con un piccolo utile il bilancio 2014, ma solo perché l'anno scorso c'è stato un aumento dei prezzi e perché alcuni numeri hanno venduto molto bene. Casi isolati che non hanno modificato la situazione della collana, che resta difficile. Alla storia dell'albo nessun cenno e viene da pensare alle ragioni di una tale scelta. Questioni di spazio o mancanza di idee nella descrizione di una storia ricalcata dal film a cui sopra abbiamo accennato? Non che si tratti di una gran perdita. Sarebbe stato il solito editoriale pieno di citazioni, titoli di film, libri, pellicole seminali, ecc. O magari un nuovo tentativo di rispondere alle critiche gridando ai lettori insoddisfatti Nun ce rompete.
 
Prima di passare alla storia e all'esame dei suoi contenuti, una piccola premessa sulla copertina, che raffigura i fantasmi con Dylan Dog al centro. L'Indagatore viene raffigurato ancora con marcati tratti femminili. Labbra voluminosi e ammiccanti, gambe accavallate in modo non naturale per un uomo e dei pantaloni attillati quasi da sembrare dei panta collant. Non conosciamo i motivi di questa tendenza, ma forse si riferisce ad un rigoroso omaggio alla figura di ispirazione originale. Le recenti dichiarazioni di Dylan Dog, secondo cui lui non ha mai amato le donne con cui è stato, lascia pensare ad uno sviluppo che, se confermato, potrebbe avere dell'incredibile ma in linea con il carattere provocatorio di un rilancio che ha fatto parlare molto di sé sulla rete senza, però, portare il risultato che i loro autori speravano: l'aumento delle vendite. La collana, come sopra, continua a calare. La scelta dei colori della copertina non pare azzeccatissima. Una foto in bianco e nero su uno sfondo marrone chiaro con Dylan Dog al centro. Le labbra dell'Indagatore dell'Incubo sembrano troppo marcate, come se sopra ci fosse finito un rossetto per distrazione. La storia ci è parsa frizzante, con un buon ritmo, molti colpi di scena e tanta azione. Non certo quegli elementi che un lettore spererebbe di trovare in una storia dell'Indagatore dell'Incubo, ma almeno qualche sorriso lo strappa. Una giovane ereditiera inglese chiamata Teresa Crawley si presenta da Dylan Dog con una strana richiesta. Vuole che l'Indagatore dell'Incubo la aiuti a salvare il suo divorzio! Come cristiani non possiamo che dissentire da una simile scelta narrativa. Un Dylan Dog a favore del divorzio, oltre che porsi in modo provocatorio per attirare la simpatie della sinistra più radicale e becera, rischia di essere identificato con un simbolo negativo. Nessuno in Terra osi separare ciò che Dio ha unito. Il racconto della giovane ragazza è piuttosto bizzarro, anche per le orecchie allenate di Dylan Dog. I fantasmi di alcuni suoi parenti le hanno fatto visita, chiedendole di evitare la morte del marito.

Giovane aristocratico italiano, Salvo Solanca, tra breve divorzierà da Teresa, ma se perdesse la vita prima di questo passo, il suo nome resterebbe associato alla famiglia Crawley e questo gli spiriti degli antenati di Teresa Crawley non possono permetterlo. Solanca deve arrivare vivo al divorzio. Dopo potrà anche crepare, secondo il loro diabolico punto di vista. Tutta la storia ruota sulla bizzarra attività di questi fantasmi, gli Spiriti custodi del titolo, che interagiscono con i vivi come se fosse la cosa più naturale del mondo. In realtà, anche questo particolare nasconde un preciso attacco alla Fede Cristiana. I fantasmi e gli spiriti in genere non esistono. Si tratta di superstizioni nate nelle epoche più antiche dalla ignoranza delle persone che non si rassegnavano alla perdita dei loro cari. Nel disperato bisogno di averli ancora vicini a sé hanno dato vita a queste credenze blasfeme. Il Diavolo ne ha approfittato, inviando sulla Terra dei mortali i suoi angeli maligni, i quali, in quanto spiriti intelligentissimi, sono in grado di riprodurre immagine, ricordi e perfino la voce dei defunti. Quelli che di solito sono definiti acchiappafantasmi in genere credono di trovare nelle case infestate, altro non sono che demoni che, sfruttando la credulità popolare, incrementano la mancanza di fede, a sua volta attizzata dalla campagna immorale della sinistra atea. Una volta lasciato il corpo, le anime sono sottoposte subito al giudizio di Dio, che deciderà il loro futuro corso (cd. giudizio particolare). Il corpo è il veicolo che permette all'anima di interagire con il mondo sensibile, uno strumento di realizzazione della volontà di Dio, che ad un certo punto esaurisce il suo compito. La diffusione dello spiritismo, che esprime la dimensione negativo del Cristianesimo, apre la porta ai demoni, che così possono entrare nel mondo delle famiglie dei mortali e depredare le anime. La diffusione di questi fenomeni ha, infatti, determinato un massiccio incremento degli esorcismi, ai quali si deve ricorrere per scacciare il maligno. Peccato che ciò non sia chiarito nella storia.

Di questi fantasmi, o per meglio dire spiriti maligni, si offre una immagine positiva. Vengono descritti come spiriti custodi della casa dei Crawley e denotano passioni simili a quelle degli esseri umani. Circostanza in se non credibile visto che le passioni sono indissolubilmente legate al corpo materiale. Tra questi la storia presenta Deanna, giovane zia morta negli anni settanta per una overdose di eroina e gli spiriti di altri antenati tutti morti in circostanze tragiche, suicidi o uccisi in guerra o trame di palazzo. Nella storia riescono a muoversi solo attraverso gli specchi e nella casa ove risiedono sono dotati di maggiore forza. Possono manifestarsi ai vivi e interagire con la materia, sollevando o lanciando oggetti. Tutte manifestazioni spiritiche tipiche delle infestazioni demoniache, che la storia avrebbe dovuto precisare. Descrivendo questi spiriti come vaganti sulla Terra, si mette in dubbio l'esistenza dell'altra Vita, del Paradiso, dell'Inferno e del Purgatorio. Un ulteriore messaggio tipico della sinistra atea, che vorrebbe minare le basi della Fede e della Famiglia basata sul matrimonio. E' stato uno di questi spiriti a udire la conversazione di un boss della mafia russa di Londra, Timofey Vladimirovic, che è venuto a sapere che la fidanzata Ivanna l'ha tradito con Salvo Solanca. A questo punto, non gli basta più che il nobile paghi il suo debito con la casa da gioco di cui è proprietario, ma deve pagare anche con la vita lo sgarbo fatto al boss. Dopo avere fatto eliminare Ivanna e seppellito il corpo in una discarica abusiva nei pressi di Londra, lancia tra i suoi numerosi killer una particolare gara. Il primo che gli porterà la testa di Solanca riceverà una sontuosa ricompensa. Il compito di Dylan Dog è evitare che Solanca venga ucciso o che almeno arrivi vivo all'udienza di divorzio che si terrà il mese prossimo. Un compito non semplice. La mafia russa non scherza e l'Indagatore dell'Incubo lo sa bene. Per prima cosa, Dylan e Teresa cercano di convincere Salvo a collaborare. Il tentativo non riesce. Solanca non crede loro. Più tardi cambierà idea.

Due sicari russi lo aspettano presso il residence dove abita da quando si è separato dalla moglie. Dylan Dog interviene appena in tempo e lo porta in salvo. La sparatoria attira l'attenzione delle forze dell'ordine. Il primo ad essere avvisato è l'ispettore Carpenter, che insieme alla sua assistente Rania, segretamente innamorata di Dylan Dog (!), si presenta da lui. Una comparsata di due pagine, che conferma l'opinione di molti lettori. La caratterizzazione del nuovo ispettore è tra le peggiori riuscite del rilancio. Solanca confessa a Dylan e Teresa che qualche tempo prima aveva fatto da prestanome al mafioso russo Vladimirovic per l'acquisto di un terreno da utilizzare come una discarica di rifiuti tossici. Un luogo spesso usato dai criminali per liberarsi dei cadaveri scomodi. Ivanna, come ricorderete, è finita lì proprio perché ha tradito il suo boss intrattenendo una relazione segreta con Solanca. Timofey ha, dunque, più di un motivo per liberarsi di lui. Come in altri albi di Dylan Dog, anche in questo numero 345, oltre ai riferimenti satanici già visti sopra, non mancano chiari collegamenti con il simbologismo massonico. A pagina 54, ad esempio, il boss Timofey viene raffigurato in una sauna con il corpo pieno di tatuaggi. Sulle spalle si nota una chiesa e sotto di essa la Madonna, mentre davanti, all'altezza dei pettorali, ha due occhi e stelle a cinque punte su braccia e gambe. Anche lui si serve dei fantasmi! Uno di questi, Prisrak, viene incaricato di trovare Solanca e chi lo sta proteggendo. A pagina 60 c'è il tempo per qualche battuta spiritosa sulla politica. Gli spiriti provengono da epoche diverse e ognuno di essi manifesta una idea diversa della società. Deluso dalla umanità corrotta di Londra, uno di essi vorrebbe che la città fosse disinfestata dai vivi. Il suo collega militare suggerisce di usare come strumenti la peste bubbonica o un incendio di dimensioni colossali. Perché tanto odio? I due si rendono conto che Londra ha conservato ben poco della città vittoriana capitale dell'impero mondiale britannico del secolo diciannovesimo.

Musulmani ovunque, secondo la loro visione. Deanna li rintuzza. Li chiama reazionari e li invita a prendere un caffè con Margaret Thatcher. Una battuta che l'autore si poteva risparmiare. E' tipico della sinistra considerare la destra come un movimento reazionario. Stanco dei fallimenti dei suoi killer, Timofey spedisce contro Solanca il suo uomo migliore. Così duro da essere insensibile ai fantasmi che infestano Rock Manor. E' quasi sul punto di uccidere Solanca quando il provvidenziale intervento di Dylan Dog risolve la situazione. Il killer muore e la sua anima, lasciato il corpo, si unisce agli altri fantasmi. Una scena deprecabile. Viene negata l'esistenza del giudizio particolare e immediato delle anime da parte di Dio. Viene negata l'esistenza dell'altro Mondo. Il killer, infatti, decide di tornare alla casa paterna a Minsk. La storia si conclude alla discarica abusiva dove Timofey si scontra con Dylan e Solanca. I fantasmi danno una mano e molti perdono la vita. Una pallottola vagante colpisce Teresa, che perde la vita. L'arrivo della polizia e l'arresto di Timofey Vladimirovic chiudono il conto. Solanca resta unico erede di tutta la fortuna dei Crawley! Dylan, colpito anche lui da una pallottola, vive una esperienza di quasi morte. Il suo spirito si separata temporaneamente dal corpo e per una settimana resta in coma. Poi si risveglia. Al suo fianco ci sono Bloch e Groucho. Una storia tutto sommato frizzante e divertente, che lo scrittore Luigi Mignacco avrebbe dovuto liberare dagli inutili riferimenti di sinistra e anticristiani, che concorrono ad un giudizio negativo. Ottimi i disegni di Sergio Gerasi dopo quelli disastrosi di Pontrelli del numero scorso. Una buona prova grafica, non all'altezza di quella di Bigliardo del numero 341, ma di buon livello. Riteniamo che, liberati dai vincoli di un progetto di rilancio che sta distruggendo i caratteri fondamentali del personaggio sclaviano, queste storie potrebbero assumere, nella considerazione generale, un giudizio positivo, che per il momento è ben lontano. Hans von Klopp.

2 commenti:

  1. Avete fatto un'ottima analisi degli errori della storia riguardo al punto di vista cristiano, che è esattamente come quello che avete descritto, compreso il riferimento al demonio e alle infestazioni. Una precisazione: il boss Timofey è a pagina 56, non a pagina 54, e i tatuaggi descritti sono sulla schiena di Prisrak, il sicario, non del boss. Comunque sono dettagli che non cambiano la sostanza.
    In ogni caso, di messaggi negativi come questi su Dylan Dog ci sono sempre stati, sin dal concetto base: acchiappamostri o acchiappafantasmi con una visione falsa della realtà e del soprannaturale, seguendo la moda del film Ghost o del commerciale Ghostbusters.
    Dylan Dog non è cristiano, e, come dice Papa Francesco, chi non prega Dio prega il diavolo. Infatti, in tutte le storie di Dylan Dog, l'uomo è visto con disprezzo e i mostri, vampiri, lupi mannari, fantasmi e simili sono sempre visti con simpatia. Dylan Dog, infatti, più che "acchiappamostri" è "colui che sta coi mostri perchè considera l'uomo un mostro". I mostri che maciullano gli uomini qui sono alla fine giustificati perchè in fondo fanno bene. E questo è, infatti, un punto di vista satanico.
    Senza contare che il malvagio (in questo caso, il sicario Prisrak), che è un assassino pluriomicida, muore senza la minima ombra di pentimento: dal punto di vista cristiano, chi muore in queste condizioni va all'inferno, altrochè alla casa paterna a Minsk. Come dice anche San Francesco, amato anche dalla sinistra quando lo vogliono interpretare in chiave ecologica: "guai a kuelli che morranno ne le peccata mortali" ("cantico delle creature").
    E' raro che si facciano queste osservazioni cristiane, vi ringrazio per l'analisi.

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  2. Ci abbiamo tenuto a sottolineare che i fantasmi non esistono (trattandosi di demoni in grado di replicare aspetto e pensieri e perfino la voce dei defunti). E se leggi il numero 3 di Daryl Dark questa circostanza risulta chiarita. Quello che ci preoccupa sono i riferimenti continui al satanismo, che rappresenta un fenomeno estremamente pericoloso. Un fumetto indirizzato ad un pubblico di giovani non dovrebbe avere al suo interno tali simbologie, che esprimono la dimensione negativa del cristianesimo. Se leggi il numero 341 è pieno di questi riferimenti. E allora ci chiediamo: che cosa sta succedendo alla testata di Dylan Dog? Di quali messaggi si sta facendo portatrice? I mostri, quelli veri, sono i cattivi insegnamenti che rischiano di minare la solidità della famiglia e la serenità dei giovani, che dovrebbero formarsi in un ambiente sereno e pacifico.

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