giovedì 10 settembre 2015

DYLAN DOG N. 346! LA MEGA-RECENSIONE! E GLI AUTORI: UCCIDEREMO DYLAN DOG. NON UNA MA MILLE VOLTE!!!

Nella lettura di questo numero 346 di Dylan Dog intitolato E cenere tornerai sono emersi alcuni dubbi sull'effettivo livello di organizzazione dietro la coraggiosa e per ora non riuscita operazione di rilancio della collana dell'Indagatore dell'Incubo. Ci chiediamo, al di là dei contenuti anticristiani, che proprio nel rilancio hanno conosciuto una netta accentuazione, facendo scappare a gambe levate molti lettori spaventati da questa sterzata, se la realizzazione di queste avventure sia situabile temporalmente dopo il settembre 2013 o prima o se molte storie, scritte in anni precedenti, siano state modificate ed adattate alle nuove esigenze del rilancio. In uno a questi interrogativi, ci è sembrato che alcune pagine della storia siano state riscritte da una mano diversa da quella della sceneggiatrice Paola Barbato. Di primo acchito si potrebbe pensare che una operazione come quella del rilancio di un personaggio così famoso implichi la costruzione di una serie ben scadenzata di episodi collegati tra loro per coinvolgere il lettore in un viaggio intrigante. Ma è successo davvero così? O la mano della nuova curatela si è materializzata qua e là senza una precisa linea logica? Questa storia ci è sembrata la diretta prosecuzione degli eventi narrati nel numero 342, in cui, dopo 28 anni di storie, a Dylan Dog vennero messe in bocca parole che fecero inorridire i fan duri e puri del personaggio. Dylan Dog dichiarò di non avere mai amato nessuna delle donne con cui era stato! Tre decenni di storie sclaviane cancellate in pochi secondi. Moltissimi lettori, sui forum e sui social network, gridarono al tradimento. Cosa state combinando con Dylan Dog? Vi rendete conto che, così facendo, escludete talune delle caratteristiche fondamentali del personaggio? Gli autori andarono avanti per la loro strada e nonostante le critiche devastanti che arrivavano da ogni parte, negli editoriali del numero 344 risposero: Nun ce rompete! Come se all'improvviso gli autori avessero dimenticato che il lettore, che ogni mese compra questo fumetto, giustifica la sua esistenza nelle edicole. E dovettero essere molti quelli che, dopo avere letto quelle parole, smisero di acquistare Dylan. Dagli autori non arrivarono scuse, né all'interno degli editoriali del numero successivo, né sui social network. Anzi, la linea che fino a quel momento avevano tirato conobbe una decisa perseveranza. L'opera di modifica di DyD proseguì imperterrita delle reazioni critiche, conducendo ai deludenti numeri 343, 344 e 345. Numeri inutili perché slegati dalla continuity dei numeri 341 e 342. Ora, però, con il numero 346 ci si ricollega alla linea principale del rilancio di Dylan Dog, quella della provocazione. Se il lettore è assopito o annoiato e ha smesso di comprare la testata, allora è necessario destarlo e ciò tanto meglio se si compiono scelte clamorose. Il lettore si arrabbierà, si precipiterà sui social network per litigare con chi non la pensa come lui e il personaggio ne acquisterà in notorietà. Che poi tutto questo si traduca in un aumento delle vendite è da dimostrare. I dati raccolti finora indicano il contrario. Per un certo periodo si è parlato molto di DyD, ma più per criticarlo che per lodarlo. Qualcuno a cui questi numeri sono capitati tra le mani e che prima avevano mollato la serie, dopo la loro lettura hanno avuto piena conferma della bontà della loro decisione.
 

A questo punto, dobbiamo chiederci se gli autori impegnati in questo rilancio siano in grado di riportare Dylan Dog ai fasti dell'era sclaviana. L'impegno venne assunto formalmente negli editoriali del numero 325, un albo scritto e disegnato da Carlo Ambrosini. Oggi sappiamo che quell'impegno non è stato mantenuto. Quello che leggiamo attualmente non è Dylan Dog, ma un costrutto che gli somiglia vagamente. Questo Dylan non ha nulla del Dylan sclaviano. E una nuova conferma, anche se non ce n'era bisogno, arriva dagli editoriali di questo numero 346. Nel pezzo intitolato Non dal volto si riconosce l'uomo, ma dalla maschera si afferma che è da parecchi mesi che si sta scavando nella identità di Dylan Dog. E noi ci chiediamo: era davvero necessario? E soprattutto era necessario farlo in questo modo? Poi si prosegue con la coraggiosa affermazione-confessione che le storie di cui stiamo parlando non siano quelle del Dylan Dog di Sclavi, bensì di un personaggio diverso visto dietro lo specchio del numero 337, albo di inizio della fase 2 di questo rilancio. Personaggio di cui ci vengono descritte infinite varianti. Il problema è che nessuna di esse somiglia al Dylan di Sclavi! E quindi ancora ci domandiamo: qual è il senso di questa operazione? Delle possibili varianti di Dylan Dog ai lettori non importa nulla. Dopo le deludenti gestioni di Marcheselli e di Gualdoni, i lettori volevano qualcosa che somigliasse di più al Dylan Dog sclaviano. Se, invece, l'intenzione era creare qualcosa di diverso, anziché promettere quello che poi non è arrivato, sarebbe stato più facile chiudere la collana e aprirne una nuova, un Dylan Dog versione Ultimate Comics! E se le storie che stessimo leggendo fossero riferite ad un personaggio che non è Dylan Dog, ma una sua immagine distorta allo specchio? Nel numero 350, albo con cui molti collezionisti si preparano a salutare Dylan Dog, ne sapremo di più. Forse consapevole di avere affermato, senza mezzi termini, di non essere in grado di riportare Dylan ai fasti sclaviani, nel tentativo di diminuire questo mito, l'autore del pezzo si chiede se un Dylan Dog originale è mai esistito. L'ardita tesi sostenuta è che il Dylan Dog de L'alba dei morti viventi non è lo stesso di Morgana o Storia di nessuno. E neppure quello del Lungo addio. Forse nemmeno quello di Sclavi era un unico Dylan Dog, ma anche il creatore del personaggio ha voluto giocare con lui, proponendo versioni alternative dello stesso. Non è difficile capire dove l'autore vuole andare a parare. Egli sta tentando la stessa operazione che aveva tentato Sclavi! Ossia, descrivere diverse sfaccettature di una stessa immagine! Ma Sclavi lo ha fatto davvero? Riteniamo di no. Ma poiché la maggior parte dei lettori attuali di Dylan Dog è composta da ignoranti, non è così difficile far digerire il concetto. I lettori, molti dei quali idolatrano la nuova curatela, arriveranno a credere perfino che Sclavi abbia realmente raccontato diverse versioni del suo personaggio. L'idea è quella di spostare il Dylan sclaviano nello specchio e di collocare quello che si trovava lì all'esterno. Eliminare il vecchio Dylan, di cui non si riesce a raccontarne storie dal sapore classico e sostituirlo con il nuovo Dylan, quello fuori dallo specchio creato dal nulla nel numero 337 intitolato Spazio profondo. Come se i lettori finora avessero letto di un fantasma!
 
La nuova curatela afferma di non conoscere la risposta. Non immagina qual sia il vero Dylan Dog e questo dubbio legittimerebbe le storie che stiamo leggendo in questi mesi, le storie che tanto stanno facendo discutere, le storie che stanno convincendo molti lettori a mollare la collana in attesa di tempi migliori, se mai arriveranno. Ciò che spiega perché con l'uscita del numero 350 in ottobre in tanti chiuderanno con Dylan Dog, mettendo all'asta su ebay la collezione al migliore offerente. Dylan Dog rappresenta ormai per molti una pagina chiusa. Una parentesi aperta con questo rilancio nella speranza di vedere il vero Dylan, ma si è avuta la conferma che questo non è il vero Dylan Dog. Che senso ha allora continuare ad acquistarlo se non è più Dylan Dog? Il pezzo si chiude con l'annuncio che la scrittrice Paola Barbato, nel tentativo di fornire la risposta all'interrogativo di cui sopra, inizierà un viaggio nella psiche di Dylan Dog in questo numero! Una storia che si ricollega direttamente a quella del numero 342, continuando a raccontare di un personaggio in profonda crisi interiore, come se fosse una critica nemmeno tanto velata ai lettori critici! Negli editoriali del numero 344 si affermava che, siccome i lettori erano cambiati, anche Dylan deve cambiare. Ma ciò avviene perché i lettori sono davvero cambiati e ne dubitiamo oppure perché non si è capaci di riportarlo ai fasti dell'era sclaviana? Dopo varie analisi siamo giunti alla conclusione che dietro tutta la smania di introdurre elementi innovativi si celi l'incapacità di sfruttare a dovere quelli introdotti da Sclavi anni fa. Gli editoriali si chiudono con una sorta di confessione. Si afferma che tutto è stato cambiato, tutto quello che è stato ora non è più o forse non lo è mai stato? Si ritorna sul concetto sopra esposto. Il disperato tentativo di mettere sullo stesso piano il Dylan Dog di Tiziano Sclavi e il Dylan Dog della nuova gestione presta il fianco ad una osservazione critica: Tiziano Sclavi ha creato Dylan Dog. La nuova gestione vorrebbe svuotarlo di tutto ciò che era per costruire sulle sue basi qualcosa di tremendamente diverso. Finora non c'è riuscito. Le critiche sono in grande maggioranza e temiamo che con il numero 350 molti decideranno di mollare la collana. Gli effetti sulla casa editrice potrebbero essere devastanti. Dopo Tex, Dylan Dog è l'unica serie che vende o dovrebbe vendere almeno 100.000 copie. Tutte le altre girano tra un massimo di 32.000 copie e un minimo di 18.000 copie. L'editoriale si conclude con l'annuncio dell'uscita del numero 350, scritto e disegnato da Carlo Ambrosini e una edizione di ristampe a colori dei color fest per la Gazzetta dello Sport. Ennesimo tentativo di svuotare le tasche dei collezionisti con volumi che vanno ad aggiungersi a quelli già editi in precedenza. A rendere più allettante l'iniziativa, l'annuncio che il primo volume è un remake del primo numero di Dylan Dog del 1986, L'alba dei morti viventi! Molti si saranno procurati il primo volumetto. Non sappiamo quanti avranno deciso di proseguire per tutti i cinquanta e passa volumetti venduti a 1,99 euro. La storia scritta da Paola Barbato si ricollega direttamente a quella apparsa nel numero 342, quando Dylan Dog venne rapito da un folle perché qualche tempo prima aveva spezzato il cuore alla figlia. Un fatto imperdonabile.

Prima di passare ad analizzare i contenuti di questa avventura, una premessa appare doverosa sui disegni dei fratelli Raul e Gianluca Cestaro. Il nostro giudizio è negativo. Le tavole non ci hanno convinto per una serie di motivi. Le figure ci sembrano troppo abbozzate e le espressioni dei volti sono eccessivamente cariche per esprimere una drammaticità esagerata. Si nota un abbondante uso dei neri e delle ombre, ma secondo noi per nascondere le vistose défaillance delle tavole. L'anatomia è poco rispettata. I personaggi sono ritratti come figure esageratamente allungate. Il volto di Dylan Dog ci è parso innaturale, poco funzionale alla storia e lontano dai canoni classici. Nel complesso, un apparato grafico che non ci ha convinto e non ci è piaciuto. La storia si apre con un pubblico ufficiale che affigge alla porta della casa di Dylan un avviso di sfratto per morosità. In quel momento, Dylan è in macchina con Groucho afflitto da una crisi esistenziale devastante e questo ci è sembrato il primo errore dell'autrice. Quando esattamente Dylan Dog è caduto in questo stato di depressione? Nelle storie precedenti, tranne qualche labile riferimento contenuto nel numero 342, non c'erano state indicazioni di sorta. La battuta di Groucho a pagina 7, dove si lamenta dei mugugni del suo padrone, è stanca come la storia oggetto di questa recensione. Stantia e non facilmente intellegibile perché non tutti sanno che i primati sono delle scimmie e che i mugugni sono il loro abituale verso. I lettori di Dylan Dog sono in massima parte caratterizzati da poca cultura e pensiamo che pochi avranno colto questo riferimento. Nei passaggi di testo a pagina 8 si notano evidenti doppi sensi. Dylan si lamenta della situazione economica. Le bollette si ammucchiano sulla sua scrivania, ma non ci sono soldi per pagarle. Come farà ad andare avanti? Nella sesta vignetta dice che tutte le novità che gli sono capitate lo lasciano perplesso! E' Dylan che parla o l'autrice che manifesta le sue perplessità sulle scelte della nuova curatela? Una perplessità, per la verità, condivisa dalla maggioranza dei lettori. Dylan elenca tutte le cose strane che gli sono capitate e i nuovi personaggi che ha conosciuto, nessuno dei quali positivo. Dice che tutti lo odiano e Groucho per tirarlo su di morale scherza sul fatto che anche i bambini lo odiano. Dylan risponde serio, dicendo che quelli lo odiano più di tutti. Ma si tratta dei bambini o di una metafora per etichettare i lettori critici del nuovo corso? Bambini che non capiscono le grandi cose che la nuova curatela sta offrendo loro? Quando vede l'avviso di sfratto sulla porta di casa cade nella disperazione. I soldi che aveva dato a Groucho per pagare l'affitto sono stati impiegati per alcune bollette e qui ci chiediamo: perché Groucho non lo ha avvisato? Tra cinque giorni la sua casa gli verrà sottratta, ma è davvero così secondo la legge inglese? Sei mesi di affitto non pagato hanno indotto il proprietario a sfrattarlo. Come mai? Forse Paola Barbato non si è documentata bene sul sistema legale inglese. Dylan è convinto che se fosse rimasto in casa, rifiutando l'intimazione avrebbe guadagnato tempo! E' più facile ipotizzare che un suo rifiuto di firmare l'atto non avrebbe recato alcun giovamento alla sua situazione e la procedura di sfratto sarebbe stata condotta in avanti lo stesso.

Poi si domanda come faceva il sig. Dubois, suo padrone di casa, che era uscito. E' stato Bloch a tendergli questo tranello? Lo ha invitato a trovarlo a Wickedford mentre l'ufficiale giudiziario gli notificava l'avviso di sfratto? No, perché Bloch non lo aveva chiamato. Era stato Groucho che, mosso a pietà per il fatto che il suo padrone non usciva di casa da giorni, si era inventata la scusa dell'invito di Bloch! Quindi è Groucho il traditore? Dylan Dog non sta bene. E' nervoso, agitato, non riesce ad elaborare pensieri logici. Si trova in evidente stato confusionale. E' stato drogato da qualcuno? Groucho dichiara offeso la sua innocenza. Non lo ha tradito, ma anche se fosse stato, per quale motivo avrebbe dovuto farlo? Ed è qui che centinaia di storie di Dylan Dog vengono al pettine, toccando un tema che nel numero 342 era stato appena sfiorato. Chi o cosa è veramente Groucho? E' un essere umano normale? E' davvero amico di Dylan o lo sta spiando per conto di qualcuno che vuole farlo soffrire? Nel numero 342 l'ispettore Carpenter aveva fatto ricerche su di lui. Non era emerso niente. Groucho ufficialmente non esiste. Non ci sono notizie di chi o cosa fosse e del suo passato. A questo punto anche Dylan Dog si pone l'interrogativo: chi è veramente Groucho? Non ottiene risposta. Offeso Groucho fa le valigie e se ne va. Perché non gli ha detto la verità? O non sapeva cosa dirgli? L'idea che ci siamo fatti è che Groucho non sia un comune essere umano. Nel numero 340 intitolato Benvenuti a Wickedford aveva dato prova di possedere poteri psichici. Ad un certo punto era entrato nella mente di Dylan Dog e aveva parlato con lui. Poi resta solo nella casa, dove decide di barricarsi. Non mollerà la sua abitazione. Si trova in evidente stato confusionale. Se fosse stato in condizioni normali, avrebbe potuto chiamare Bloch e chiedere il suo aiuto. Le immagini si offuscano, gli oggetti si piegano. Forse è sotto l'effetto di qualche droga, ma anche se fosse chi gliel'ha somministrata? Passa una intera giornata. Dorme per terra. Il giorno successivo sente bussare alla porta. Non apre. Preda della psicosi indotta, teme che qualcuno voglia catturarlo. Le ombre si addensano intorno alla sua persona. Alla pagina 22 si nota una raffigurazione pregna di simbolismo esoterico. Dylan è seduto a terra. Sopra di lui si erge la statua di una divinità malefica e due sedie sono ai suoi lati. La scena simboleggia forse quella del Golgota ma in senso diabolico? Chi sta distruggendo Dylan Dog? Si tratta di John Ghost o della massoneria? All'inizio del quinto giorno cade in un sonno profondo. Quando si sveglia è circondato dalle fiamme. Come è nato l'incendio? E' stato doloso o accidentale? Il telefono squilla, come è possibile? Non glielo avevano staccato insieme alle altre forniture? Poi perde conoscenza, forse a causa della inalazione del fumo. Quando si sveglia è in un letto di ospedale. Intorno a lui ci sono persone che non ha mai visto prima. Chiede che cosa è accaduto alla sua casa e una delle persone che sono presenti gli dice che tutti i suoi averi sono stati messi al sicuro in un magazzino. Gli sconosciuti si presentano. Sono Bloch e Groucho! Ma come, dice lui, non li ha mai visti. I veri Bloch e Groucho hanno un aspetto del tutto diverso. E qui tornano le parole nell'editoriale. Questo non è il vecchio Dylan bensì quello dietro lo specchio!

Stiamo forse leggendo le avventure di un personaggio che non è Dylan Dog? Anche nel numero 337 nessuno dei figuri rappresentati erano Dylan Dog, ma dei suoi cloni. Si respira l'atmosfera di un tipico romanzo horror di Stephen King. Il protagonista si sveglia in un mondo in cui le persone che conosceva hanno un aspetto diverso. Ma è veramente così o è lui che non riesce più a riconoscerle? Oppure l'aspetto dei suoi amici è sempre stato questo e lui ha sempre vissuto in una realtà immaginaria? Essi raccontano che è stato trovato privo di conoscenza in casa sua, ma non c'è stato alcun incendio. Per calmarlo gli somministrano un sedativo. Dylan si addormenta di nuovo e al risveglio non è più in ospedale, ma in un vecchio monastero. Quando esce fuori si imbatte in uno strano tassista di colore che gli offre di accompagnarlo in città. Dylan si reca nel luogo dove si trova il magazzino in cui gli è stato detto che si trova la sua roba. Quando solleva la serranda scopre che ci sono altri oggetti. Adesso è spoglio di tutti i suoi averi. Non ha più niente e in un certo qual modo rappresenta l'immagine del Dylan attuale che di quello sclaviano non ha più nulla. Gli autori del rilancio lo hanno spogliato di tutte le qualità che possedeva. Ricade ancora in un sonno agitato. Al risveglio è ancora nel taxi, ma l'autista è diverso. Ora è un clown e intorno a lui ci sono artisti da circo o si tratta delle stesse persone di prima che lui vede diversamente rappresentate dalla sua follia? Dopo l'ennesimo risveglio si ritrova circondato da mostri ripresi dal film di fantascienza. Sono dei senza tetto che lo aiutano. Il mattino dopo non ci sono più mostri, ma persone normali. Una ragazza volontaria del servizio mensa si occupa di lui. A pagina 55 si vede una persona uguale al famoso attore americano Robin Williams vestito come ai tempi del telefilm Mork e Mindy. Una delle volontarie del centro cerca di aiutarlo. Sospetta che Dylan soffra di agnosia, una patologia che impedisce il riconoscimento dei volti. Anche se fosse, è più probabile che la malattia sia stata creata artificialmente dai farmaci. Il giorno dopo, accompagnato da alcuni pazienti del centro di accoglienza ove si trova, si reca ancora presso quella che un tempo era la sua casa. Non ci sono segni di incendio! La vita insieme agli altri senza tetto non è facile. Non sa quanti giorni sono trascorsi da quello in cui aveva visto l'avviso di sfratto attaccato alla sua porta. I dirigenti del centro lo prendono in grande simpatia e gli consentono di usare una stanza tutta per lui. Un trattamento che di solito non riservano ai loro ospiti normali. Il giorno dopo si risveglia nel dormitorio, ma intorno a lui ci sono solo cadaveri. Esce fuori e le strade sono piene di zombie. Dylan Dog è finito nel suo peggiore incubo, quello del rilancio della sua collana. Una di questi zombie si presenta a lui come Frannie, la ragazza del centro di accoglienza. Ormai non si sorprende più del fatto che ogni volta che si sveglia i visi delle persone gli sembrano diversi. Con la ragazza consuma un rapporto sessuale e ancora una volta, al risveglio, la vede diversa. Poi accade qualcosa di insolito. Da sotto il letto uno degli ospiti del centro di accoglienza cerca di afferrarlo. Scoppia una lotta furibonda. L'uomo assume le sue stesse sembianze. Dylan lotta con se stesso, con il suo io sclaviano e alla fine riesce a vincere.

A pagina 88 Il vecchio Dylan Dog non esiste più. C'è solo il nuovo. Quello del rilancio. Quello che gli autori cercano di imporre ai lettori senza riuscirci, almeno finora. L'incubo è finito. Sotto di lui non c'è più il corpo di una persona che aveva il suo aspetto, ma solo un cuscino. Stava sognando! Intorno a lui finalmente visi familiari. Groucho e Bloch nel loro consueto aspetto o forse, ancora una volta, sta sognando vivendo un incubo ad occhi aperti? Non gli importa. Ha ritrovato i suoi amici e questo per lui conta. Il resto non ha importanza. Vorrebbe riconoscere Frannie tra le donne che si trovano nella stanza, ma non ci riesce. Glielo aveva promesso eppure non la riconosce o forse è stato tutto un parto della sua fantasia? E' come se Dylan fosse precipitato in un esaurimento nervoso causato dallo stress degli ultimi eventi. L'avviso di sfratto è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Le notizie che ascolta lo turbano profondamente. Dopo il suo sgombero, l'appartamento a Craven Road 7 è stato venduto. L'acquirente lo ha intestato a lui! Un misterioso benefattore ha deciso di aiutarlo o quella che sembra una manifestazione di gentilezza nasconde un sottile inganno? Per giorni ha vissuto in un incubo di follia, sognando ad occhi aperti. Non aveva più niente. Ora si ritrova proprietario della casa senza avere fatto praticamente nulla. Dylan Dog lascia il centro di accoglienza per far ritorno in quella che è la sua nuova casa. Non deve più preoccuparsi dell'affitto. Adesso il padrone è lui. Forse si metterà alla ricerca del suo misterioso benefattore, ma ora non ne ha tempo. A pagina 96 si ritrova ancora una volta davanti allo specchio. Si tratta dello stesso specchio visto nel numero 337? Mentre è in casa a riordinare le sue cose, Groucho parla al telefono con una persona misteriosa. Informa che Dylan ha firmato i documenti, che ora la casa è sua. Groucho ringrazia il suo interlocutore misterioso per avere tempestivamente avvisato gli altri. Quindi, è vero. Groucho è in combutta con misteriosi individui. Di chi si tratta? Forse di John Ghost? Nell'ultima tavola l'immagine è deformata, come se chi guarda si trovasse da dietro un occhio magico. Dylan sta osservando il suo maggiordomo e amico parlare al telefono, ma con chi? Noi ci chiediamo, invece, chi sia veramente Groucho e se davvero in tutti questi anni è stato accanto a Dylan Dog per vigilare su di lui, ma per conto di chi? Chi sono i misteriosi personaggi di cui parla al telefono? Che tipo di documenti ha firmato? Dylan Dog è stanco. Ha passato un brutto momento e intende riposarsi. Le domande a dopo. In una intervista a Repubblica del settembre 2014, la curatela dichiarò che con le nuove storie avrebbero ucciso Dylan Dog. Finora sembrano avere centrato l'obiettivo. Dylan Dog è irriconoscibile. La curatela dichiarò nella intervista: Sì, uccideremo Dylan Dog. Mille volte. Una volta era un segno distintivo leggere Dylan: deve tornare così. Della serie: 'Ah, tu leggi fumetti normali. Io leggo Dylan Dog'. Lo hanno fatto e la cosa non piace a nessuno. Segue una dichiarazione sorprendente: Ci dobbiamo aspettare un Dylan Dog più fedele all'originale di Sclavi che, soprattutto nei primi tempi, aveva un carattere più spigoloso e più duro. Un Dylan più fedele all'originale di Sclavi? Nessuno se n'è accorto. Non è mai avvenuto. Kristoffer Barmen.

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