sabato 29 agosto 2015

TEX N. 657! LA MEGA-RECENSIONE! TITO FARACI RIPORTA TEX WILLER ALLE SUE ORIGINI IN UNA GRANDE STORIA

Dopo la deludente avventura narrata nei numeri 654-655 scritta da Gianfranco Manfredi, in cui non soltanto noi, ma anche il prestigioso portale UBC Fumetti ha rilevato marcati tratti di sinistra. Scriveva in quella sede Giorgio Loi: Oro nero potrebbe essere ricordata come il primo passo falso di Gianfranco Manfredi su Tex. Più sotto nel pezzo intitolato Tex e la politica, scrive: Chi conosce la biografia di Manfredi non si stupirà di trovare chiari e continui riferimenti politici tra le righe delle sue sceneggiature. E più avanti: c'è una bella differenza fra la visione politica di Tex, così com'era stata concepita e affrontata da Bonelli padre e la maldestra trasposizione delle miserie di casa nostra operata da Manfredi. Vedere Tex confrontarsi con spending review, tagli alle pensioni, evasione fiscale, comizi improvvisati e guerre preventive mette francamente tristezza. La politica è componente essenziale della vita e, come tale, non può restare assente dal fumetto, quindi nemmeno da Tex, ma ci sono personaggi e personaggi. Se si vogliono affrontare argomenti delicati e profondi sulla più classica delle testate a fumetti italiane, si richiederebbe maggiore accortezza. Sarebbe auspicabile la capacità di volare più in alto e di non voler infilare a forza riferimenti alla stretta attualità che non ci azzeccano per nulla. Diretta conseguenza della lente deformante dell'attualità politica temiamo sia anche l'introduzione di un personaggio che ci ha lasciato quanto meno perplessi. Mai ci saremmo aspettati che un tizio soprannominato Impicca più in alto sarebbe un giorno apparso nella saga di Tex come personaggio positivo. Il giudice Felsen, complice anche la rappresentazione grafica di Leomacs, sembra più un vecchio alcoolizzato, una macchietta simile al giudice Bean, una parodia di uomo di legge che deve la propria fama al numero di impiccagioni inflitte, più che al rigore e alla capacità di far trionfare la giustizia in un mondo selvaggio e dominato dalla legge del più forte. Da lettori pluridecennali di Tex abbiamo la netta sensazione che, in una storia di Bonelli, questo tizio avrebbe finito per spazzare la main street con il fondo dei calzoni, nella migliore delle ipotesi. E riguardo al cattivo di Oro Nero, cioè Bob Braddock scrive: Che cosa dobbiamo pensare, allora, di Bob Braddock? Considerato un pericolosissimo pazzo da fermare al più presto, tanto da spingere il governatore a chiedere l'aiuto dei due più famosi rangers del Texas poiché non si riusciva a incastrarlo in altro modo? Più che un pazzo, costui si rivela un perfetto imbecille, che si fa arrestare da un vecchio invalido un minuto dopo averlo nominato sceriffo, prende un sacco di legnate da tutti, fratello compreso, e finisce per farsi ammazzare dallo stesso fratello, dopo l'ennesima cretineria, in una scena al limite della parodia che ci ha brutalmente riportati ai tempi del peggior Claudio Nizzi, quando Tex era la caricatura di sé stesso. Era dunque questo il terrore di Oil Springs? C'è anche Jonas che però non fa una figura tanto migliore, specie tenendo conto che le premesse erano quelle di un diabolico burattinaio che tirava i fili da dietro le quinte, stile uomo di Flagstaff, mentre lo squilibrato Bob agiva in prima linea. Una delusione totale. La chiosa di Loi: volendo sintetizzare, diciamo che se si esclude l'inizio infelice la storia scorre abbastanza bene per tutto il primo albo, andando a impantanarsi nel lungo processo che riempie buona parte del secondo e naufragando sul finale, con la confessione-farsa di Bob Braddock. Solo l'ultima scena è da sinceri applausi, degna conclusione per un affarista megalomane e senza scrupoli come Jonas Braddock, ma è troppo poco per risollevare le sorti di una storia che, tra piccole imperfezioni ed errori macroscopici, offre ben poche ragioni per essere ricordata, a parte forse la mancata seduzione di Tex da parte di Rachel. L'asticella del gradimento torna a rialzarsi con l'avventura scritta dal bravo Tito Faraci nel numero 656, di cui qui abbiamo scritto la recensione. Ai disegni l'altrettanto bravo Rossano Rossi, che sfoggia uno stile che si inquadra perfettamente nel realismo grafico delle storie di Tex.
 

Timothy Russell sta per essere impiccato dal duro sceriffo Ward per un crimine non commesso. Tex e Carson lo salvano appena in tempo e lo conducono dal giudice Kirkman, che in passato, dopo il suo ravvedimento, gli aveva offerto la possibilità di iniziare una nuova vita. Ora è accusato di omicidio e del furto di un cavallo. Uno dei principali accusatori di Russell, Stanley Raymond, ha una figlia, Alica, segretamente fidanzata con il giovane, mentre un misterioso killer elimina, uno ad uno, tutti i possibili testimoni. I sospetti si additano su Russell. Tex e Carson indagano. Il numero precedente si era chiuso con Timothy e Alicia catturati da Trevor, un manigoldo ingaggiato da Raymond per vendicare la morte di due suoi uomini che lui crede causata dal ragazzo. Tex e Carson mettono in fuga i cattivi e riportano Timothy al sicuro dal giudice Kirkman. La storia d'amore tra i due giovani è un bel problema e rischia di complicare il quadro generale. Raymond è un uomo d'affari spietato, che non esita ad usare il suo potere e il suo denaro per distruggere le vite dei contadini della zona. Alicia è il contrario del padre. Generosa, leale e disperatamente innamorata di Timothy, ma vuole bene al padre. Di ritorno da uno dei suoi numerosi appuntamenti con i vari debitori, Raymond subisce un agguato e cade da cavallo. Per sua fortuna, la pallottola sfiora gli organi vitali. I sospetti cadono su Russell e la sua misteriosa banda, che lo ha salvato dalla forca all'inizio dello scorso numero. A colloquio con il padre, Alicia confessa il suo amore per il giovane. Una lucida analisi dei fatti porta Tex e Carson a concludere che la chiave per risolvere il mistero si trova in città, a Silverwood, dove decidono di trasferirsi in pianta stabile per far uscire il colpevole allo scoperto. Ormai li hanno additati come protettori di Russell e chi si farà avanti per tentare di eliminarli sarà l'assassino misterioso. Una storia che si tinge di giallo condita da elementi classici. L'accusato innocente verso il quale si concentrano gli odi dei benpensanti, un amore tormentato e un assassino misterioso. A pagina 31 Tito Faraci, che fino a questo momento ha condotto uno splendido lavoro, commette un errore. Fred Hansen fa visita ad Alicia. Vuole convincerla a mettersi dalla sua parte. Insieme potrebbero convincere il padre, il duro Raymond, ad attenuare i suoi modi vessatori. La ragazza rifiuta. Che dietro i misteriosi omicidi ci sia Hansen, deluso da un amore non corrisposto verso Alicia e quindi avente più di un motivo per montare false accuse contro Russell? A pagina 36 Tex e Carson arrivano in città. Al saloon scoppia quasi una rissa. Lo sceriffo Ward intima a Tex di andarsene, ma Aquila della Notte gli ricorda che anche lui è un tutore della legge. La trappola funziona. Quella notte due gruppi di uomini pesantemente armati si appostano fuori dalla casa dove Tex e Carson dormono. Il conflitto a fuoco che ne nasce si conclude con la morte di altri due uomini. Tra di essi il misterioso assassino, che uno degli assalitori riconosce prima di essere da lui ucciso, un uomo di nome Kurt che Timothy conosceva per avere lavorato insieme a lui al ranch di Hansen. Tex e Carson vanno a fondo della faccenda. Timothy racconta di un episodio che aveva giurato di tacere. Un giorno Hansen era andato da Alicia confessandole il suo amore. La ragazza aveva rifiutato e l'uomo era andato in escandescenze. Il quadro si chiarisce improvvisamente agli occhi dei due ranger. Intanto, vengono ritrovati capi di abbigliamento del misterioso assassino nella capanna di Timothy nel bosco. Tex non ha bisogno di altre conferme. Insieme a Carson va da Hansen per costringerlo a parlare, ma questi era già rassegnato al suo destino e confessa. La storia si chiude. Hansen viene condannato ai lavori forzati, mentre Alicia e Timothy lasciano la città per iniziare una nuova vita altrove coltivando il loro amore. Una storia emozionante, a tinte gialle, con il trionfo dell'amore e della giustizia. Dopo la deludente storia di Manfredi, l'avventura orchestrata da Faraci riporta Tex alle sue origini. Prossima avventura: Winnipeg scritta da Mauro Boselli! Kristoffer Barmen.

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